venerdì 28 febbraio 2014

Una lettera d'amore ad 'Outlander' di Diana Gabaldon

Perché la lettura di Outlander di Diana Gabaldon crea così tanti appassionati? Ci immergiamo e assaporiamo le emozioni- il tutto nelle 800 e più pagine. Non sono solo Jamie e Claire , che ci conquistano, sono anche i dialetti che sembravano impenetrabili esaminati in un primo momento, le descrizioni piacevoli della vita quotidiana scozzese del 18° secolo fino alla raccolta delle piante medicinali e le impossibili condizioni sanitarie. Ma ci piace, e noi in realtà sogniamo il mondo Outlander come se ci fosse qualcosa a spingerci a buttare via una vita di servizi igienici, antibiotici e tamponi, se ne avessimo la possibilità.
Beh, una risposta è che l'amore è seducente. E Outlander è una specie di lettera d'amore, all'amore. Ma è anche una lettera d'amore alla forma del romanzo, alla fantasia, le sensazioni che possono essere suscitate semplicemente attraverso le parole di una storia.
Outlander ha i personaggi necessari a scuoterci davvero con l'idea di cosa possa essere l'amore romantico, anche se solo in un romanzo. Altre storie d'amore sono state scritte, anche di amore attraverso i secoli, ma è difficile trovare una storia che suscita sentimenti di ardore e attaccamento come fanno i  protagonisti di Outlander. Jamie e Claire sembrano avere ciò che tutti vogliono, con la sua (riferito a Claire) mente e la sua delicata tenacia e  i suoi (di Jamie) muscoli selvaggi e il raffinato intelletto. Quante lingue parla lui?
Sono anche due egoisti, o, per lo meno molto riluttanti a fare come gli altri desiderano se va contro ciò che essi cercano. Claire è un continuo pericolo per se stessa e per gli altri. Jamie dice a Claire che sarà lui a dirle perché l’ha sposata quando vuole e solo se vuole. Aaaaaargh! Chi si crede di essere? E, però, non è anche una parte del suo fascino?
Così, davvero, Outlander celebra - ed esalta - alcune delle convenzioni che fanno grandi le storie d'amore. Necessità. Tempi difficili. La coppia rimane insieme, amanticon il bene e il male in loro che sembrano veramente umani e sono, pertanto, più degni di termini come “eroe” e “eroina”' di tanti personaggi di altri romanzi, altrettanto variopinti , ma non così “veri”. Creare una storia così espressiva fra le migliori in avventura e romanticismo è, di per sé, un’espressione d’amore e apprezzamento per la narrazione. E' una lettera d'amore.
Poi ci sono apparentemente le piccole cose.
E ' cosa buona e giusta per una coppia romantica contagiarci come un colpo di fulmine, ma come si fa a spiegare il piacere di leggere pagine e pagine sul lavoro di Claire nel dispensario? Come è possibile che qualcosa di così apparentemente banale ci può aspirare nel mondo dei più efficaci riti pagani, pugnali e spade, e intrighi familiari? Come ci nutriamo delle voci così pesantemente accentate? Ciò può essere così ingombrante al godimento di un romanzo  ma questo è solo uno dei tanti dettagli che permeano il romanzo per creare un effetto sottovuoto. Noi entriamo nella storia.
La Gabaldon sembra piacere in ogni parola. Non si ha la sensazione che ciascuno di noi  è stato messo amorevolmente su carta? Immagino che la realtà ha un po' più a che fare con olio di gomito intellettuale e un buon computer, ma sembra un lavoro d'amore. Sembra che l'immaginazione della Gabaldon trasudi la storia sulla carta. E ora abbiamo qualcosa di meraviglioso nelle nostre mani che aspetta solo di essere richiamata. Questi sono i risultati a lungo termine di un efficace lettera d'amore.
Infine, ci sono le stesse scene d'amore, che funzionano con la storia per evocare tante emozioni così darendere la lettura quasi difficile a volte. E sono estremamente efficaci nel rivelare il carattere. Le scene d'amore in realtà riescono a guidare la trama in avanti influenzando i personaggi. Tutto nel romanzo contribuisce in qualche modo all'umore, sviluppo del personaggio, e alla trama. E, così, Outlander ci seduce.
Proprio come una buona lettera d'amore dovrebbe fare.


Traduzione di Stefania e Jess..grazie Outlanders! 

giovedì 27 febbraio 2014

MOBY: Cosa c'è in un nome

"Qualche idea di quanto potrebbe volerci, Sassenach?" chiese Jamie, tirando fuori il borsellino per pagare i cocchieri.
"Se è già morto, non ci vorrà molto", risposi rimettendo le gonne in ordine. "Se non lo è, potrebbe benissimo volerci tutta la notte."
"Aye. Aspettate per un po' " disse Jamie ai cocchieri che mi fissavano a bocca aperta. "Se non dovessi uscire tra dieci minuti, siete liberi di andare."
La sua personalità era così forte che non dissero che erano liberi di andarsene subito, se avessero voluto, e si limitarono ad annuire docilmente mentre mi prendeva il braccio e mi accompagnava su per le scale.
Ci aspettavano; la porta si spalancò mentre gli stivali di Jamie sfregarono la pietra levigata della veranda e Peggy Shippen saltò fuori, mostrando in egual misura sul suo volto allarme e interesse. Evidentemente il signor Bledsoe non era morto, quindi.
"La signora Fraser?" Sbatté le palpebre un attimo, guardandomi di traverso. "Ehm... voglio dire... lei è la Signora Fraser? Il governatore Arnold ha detto..."
"E' la signora Fraser", disse Jamie, un tono tangliente nella sua voce. "E vi assicuro, ragazza, che sono nella posizione adatta per saperlo."
"Questo sarebbe il Signor Fraser," informai la ragazza, che stava guardando verso di lui, chiaramente disorientata. "Probabilmente ero Lady John Grey l'ultima volta che mi avete vista", aggiunsi, cercando di avere un tono disinvolto. "Ma sì, sono Claire Fraser al momento. Emm... ancora. Di nuovo, voglio dire. So che che vostro cugino... ?"

mercoledì 26 febbraio 2014

Brian&Ellen...piccola anteprima

E' solo un piccolo stralcio della storia che Diana scriverà sui genitori di Jamie, Brian Fraser e Ellen MacKenzie...e se queste sono le premesse...Outlanders, la nostra tempra viene messa sempre più a dura prova con le attese!


"L'hai mai fatto prima?" chiese lei sospettosa.
"Ah ..." L'aveva fatto. Più o meno. Una volta. E che fosse dannato se l'avesse ammesso. "E tu?"
I suoi occhi si aprirono come fiordalisi.

"Oh, sì" disse. "Con mio fratello Dougal."
"COSA?" Si ritrasse, sentendo come se il suo cuore si fosse fermato. Lei si rannicchiò a palla, ridendo come una matta e ricominciando di nuovo.
"Tu," disse indicandola con un dito, "sei una dannata stronzetta , Ellen MacKenzie."
"Oh, forse." Stava ancora ridacchiando, ma si bloccò quando vide l'espressione sul suo volto. "Non mi avrai creduto, vero?"
"Certo che no!" Certo che no. Eppure, Dougal MacKenzie... la gente dice..

Lei sbuffò.
"Non credi che io sia vergine?"
Perse la pazienza. "Beh, lo sei?"
"Lo saprai tra un minuto, vuoi?" Si distese sulla schiena, le mani a pugno lungo i fianchi, gli occhi chiusi stretti.
La considerò per un momento, strofinandosi distrattamente il mento. Cosa si aspettava che facesse, esattamente?
Lei aprì un occhio.
"Non vuoi giacere con me?"

"Beh, vorrei davvero... voglio dire... con te sdraiata così..." fece un gesto impotente alla sua posizione.
"Oh". Lei allargò le gambe, tirando il tessuto della gonna. "Meglio?"
"Sì, molto meglio", disse seccamente. "Siediti, ragazza, e baciami".
Lei si mise a sedere con circospezione. Stava immobile, anche se aveva il mento sollevato e lui vide il battito del cuore di lei, un battito sotto la pelle della gola. Con un breve battito del suo, si rese conto che lei aveva paura... e senza dubbio sarebbe morta piuttosto che ammetterlo.
Allungò una mano cautamente, gliela mise a coppa sulla guancia, molto dolcemente come per afferrare un pulcino dal nido. Lei chiuse gli occhi e si leccò il labbro inferiore con una specie di tic nervoso. Poi strinse le labbra aggrottando la fronte per la concentrazione.
Non ci credeva. Ma lo disse, comunque.
"E non hai mai baciato nessuno?"
"Beh, mia madre," disse lei ancora accigliata e con gli occhi chiusi. "Vai avanti."
Le tolse la mano dalla guancia e si massaggiò il proprio viso con entrambe le mani. "Gesù, Giuseppe e Maria ci proteggano," mormorò. Stava cominciando a realizzare che rapire Ellen MacKenzie non era proprio una cosa facile come aveva creduto.

martedì 25 febbraio 2014

Written in my own Heart's Blood, titoli di altri capitoli

L'uscita di Written in my Own Heart's Blood è il 10 giugno 2014 (in America) e oltre agli estratti che ci permettono di sopportare l'attesa, ecco l'elenco dei primi capitoli del libro...

CAPITOLO 1 : Un quintale di pietre
CAPITOLO 2 : Sudicio bastardo
CAPITOLO 3 : Dove le donne, come di consueto, raccolgono i pezzi
CAPITOLO 4 : Non fare domande se non vuoi sentire le risposte
CAPITOLO 5 : Le passioni dei giovani uomini
CAPITOLO 6 : Sotto la mia protezione
CAPITOLO 7 : Conseguenze involontarie di azioni sconsiderate
CAPITOLO 8 : Homo est obligamus aerobica (l'uomo è unaerobio obbligatorio" - Ippocrate)
CAPITOLO 9 : Una marea nelle faccende degli uomini
CAPITOLO 10 : La discesa dello Spirito Santo su un discepolo riluttante
CAPITOLO 11 : Ricorda Paioli!
CAPITOLO 12 : Una piccola musica notturna (in tedesco)
CAPITOLO 13 : Aria mattutina piena di Angeli
CAPITOLO 14 : Tuono nascente
CAPITOLO 15 : Un esercito in movimento
CAPITOLO 16 : La camera dei segreti
CAPITOLO 17 : Libertà
CAPITOLO 18 : Senza nome, senza casa, indigente e anche molto ubriaco
CAPITOLO 19 : Misure disperate
CAPITOLO 20 : Di verze e Re
CAPITOLO 21 : Uomini di sangue

CAPITOLO 22 : L'avvicinarsi della tempesta
CAPITOLO 23 : Dove la Signora Figg chiede una mano
CAPITOLO 24 : Benvenuta frescusa nell'afa, comfort in mezzo ai guai
CAPITOLO 25 : Dammi la libertà!
CAPITOLO 26 : Un passo nel buio
CAPITOLO 27 : Nulla è così difficile che la ricerca non possa trovare
CAPITOLO 28 : Più caldo, Più freddo
CAPITOLO 29 : Ritorno a Lallybroch 
CAPITOLO 30 : Luci, Azione, Sirene
CAPITOLO 31 : Lo scintillio degli occhi di un cavallo a dondolo
CAPITOLO 32 : Per molti, gli uomini che inciampano sulla soglia sono ben avvisati del pericolo che vi si annida dentro
CAPITOLO 33 : E' meglio dormire in una pelle vigorosa 
CAPITOLO 34 : Santuario
CAPITOLO 35 : An Gearasdan (termine gaelico per indicare luoghi come Fort William) 
CAPITOLO 36 : Il profumo di Straniero
CAPITOLO 37 : Ti conosco (in latino)
CAPITOLO 38 : Il Numero della Bestia
CAPITOLO 39 : L'uomo appeso
CAPITOLO 40 : Angeli ignari
CAPITOLO 41 : Dove molte cose convergono 
CAPITOLO 42 : Tutto il mio amore
CAPITOLO 43 : Apparizione
CAPITOLO 44 : Amphisbaena (tipo di serpente)
CAPITOLO 45 : La cura delle anime

CAPITOLO 46 : Dimmi, Gesù Bambino...

gli altri capitoli li potete trovare qui [47-81] e [82-94]

e i nuovi titoli della Sezione 7 di Written

CAPITOLO 95 : Il corpo elettrico
CAPITOLO 96 : Nessuna carenza di capelli in Scozia
CAPITOLO 97 : Un uomo deve fare un lavoro da uomo
CAPITOLO 98 : Il muro
CAPITOLO 99 : Radar
CAPITOLO 100 : Quelle bestie sono tue?
CAPITOLO 101 : Solo un'occasione
CAPITOLO 102 : Post-partum
CAPITOLO 103 : Solstizio
CAPITOLO 104 : Succube di Cranesmuir
CAPITOLO 105 : Non molto una brava persona
CAPITOLO 106 : Un Fratello della Loggia
CAPITOLO 107 : Terra di sepoltura
CAPITOLO 108 : La realtà è quella che, quando si smette di crederci, non se ne va
CAPITOLO 109 : Frottage
CAPITOLO 110 : I suoni che creano il silenzio

MOBY: Preoccupazione fraterna

John Grey mise i piedi malconci nella bacinella, con i denti stretti per la sensazione che si aspettava di provare, ma con sua grande sorpresa, scoprì che gli causavano poco dolore nonostante la pelle lacerata e vesciche aperte.
"Cosa...questa non è acqua bollente, vero?" Chiese sporgendosi in avanti per guardare.
"Olio dolce", disse il fratello, il viso tirato un po' più disteso. "Ed è meglio che sia caldo, non bollente, o il mio assistente verrà crocifisso all'alba."

"Sono sicuro che l'uomo starà tremando nei suoi stivali. Grazie, a proposito", aggiunse cautamente. Era seduto sul lettino di Hal, il fratello appollaiato sulla cassapanca coordinata, versando qualcosa da una fiaschetta in una delle tazze di peltro rovinate che lo avevano accompagnato per decenni.
"Sei il benvenuto", dichiarò Hal porgendogli la coppa. "Cosa diavolo è successo al tuo occhio? E il braccio, è rotto? Ho chiamato un medio, ma potrà volerci un po' di tempo," Agitò una mano, che comprese il campo, la recente battaglia e il flusso di feriti che tornavano.
"Non ne ho bisogno. Credo che il braccio sia solo contuso. Mentre per l'occhio... Jamie Fraser."


lunedì 24 febbraio 2014

Un Tweet per Outlander

La serie tv sta appassionando moltissimi fans, ma se in alcune nazioni l'uscita della serie è certa e prevista, in altri (come noi) c'è ancora l'incognita: chi comprerà i diritti e trasmetterà la serie? e prima ancora qualcuno è interessato a farlo?
Siamo più che certi che la serie avrà un buon successo, ma essere previdenti è sempre meglio, quindi 
mercoledì 26 febbraio tra le 21 e le 23 
ci sarà il 
#WorldwideTVNeedsOutlander su twitter.

Cosa consiste questo evento?
Cercheremo, unendo le forze, di attirare l'attenzione di alcuni network sul mondo di Outlander così far capire al mondo intero che lo vogliamo vedere anche noi!!

Come fare?
Eccovi alcune semplici regole per partecipare a questo evento di gruppo :)
- scrivete un tweet in cui spiegate la vostra passione per Outlander, ma senza esagerare con l'esaltazione da fangirl ;D
- aggiungete solo questo hashtag #WorldwideTVNeedsOutlander al vostro tweet
- non cliccate su retweet (perchè non servirebbe a far salire in classifica l'hashtag), ma copiate ciò che vorreste ritwittare aggiungendo RT all'inizio del testo
- non aggiungete la parola 'trend'
- non esagerate con i tweets; infatti, oltre 100 tweets in un'ora (o 200 in 2-3 ore), il vostro account verrà bloccato...e poi meglio non 'spammare' esageratamente i networks (un massimo di 1 ogni mezzora per ogni canale: e Sky Cinema - @SkyCinema )

Ricordate che se avete un account protetto, i vostri tweets non verranno conteggiati quindi sarà necessario, se volete partecipare all'evento, 'sbloccare' il vostro account per poi ripristinarne le impostazioni ad evento finito.

Anche noi faremo la nostra parte con il nostro account Twitter e saremo davvero contentissime se anche voi deciderete di partecipare ;) ...nel caso non abbiate twitter, inviateci i vostri 'perchè voglio Outlander in Italia' e li twitteremo per voi ;)
- ricordatevi che i caratteri su twitter sono solo 140 (spazi inclusi) e aggiungendo l'hashtag si scende a 114 -


domenica 23 febbraio 2014

Virgins: preghiere

Pregò mentre camminava il giorno dopo, percorrendo la sua strada tenacemente tra un’ Ave Maria e quella successiva, utilizzando le dita per contare il Rosario. Per un po’, gli impedì di pensare e gli diede un po' di pace. Ma alla fine i pensieri insidiosi tornarono di nuovo, piccoli sprazzi di ricordi, veloci come il sole sull'acqua.
Alcuni li combatteva – la voce del capitano Randall, divertita come se avesse preso il gatto in mano - il formicolio dei peli sul suo corpo nel vento freddo quando si era tolto la camicia - il "vedo che ha fatto un bel pasticcio con te, ragazzo..." del chirurgo.
Ma alcuni ricordi non li respinse, non importava quanto dolorosi fossero. La sensazione delle mani di suo padre, forti sulle sue braccia, per tenerlo in piedi. Le guardie lo stavano per portare da qualche parte, non ricordava e non gli importa, solo che improvvisamente suo padre era lì davanti a lui, nel cortile della prigione, e aveva fatto un passo veloce in avanti quando vide Jamie, uno sguardo di gioia ed entusiasmo sul suo volto che saltò allo shock l'istante dopo, quando vide ciò che gli avevano fatto.
"Sei ferito gravemente, Jamie?"
"No, Pa, starò bene."
Per un minuto, era stato così. Tanto rincuorato nel vedere suo padre, sicuro che avrebbe risolto tutto…e poi si era ricordato di Jenny, che aveva portato quel bastardo in casa, sacrificando se stessa per…
Tagliò quel ricordo dicendo: "Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te!" così selvaggiamente forte da sbalordire Petit Philippe, che era rimasto accanto a lui sulle sue gambe storte e corte.
"Tu sei benedetta fra le donne", intervenne Phillipe cortesemente. "Prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte, amen!"
"Ave Maria", disse la voce profonda di Père Renault dietro di lui, riprendendo e in pochi secondi sette o otto di loro lo seguirono, marciando solennemente al ritmo, e poi un altro paio... Jamie stesso tacque, inosservato. Ma sentiva il muro della preghiera come una barricata tra lui e il sorgere dei pensieri dolorosi e, chiudendo gli occhi per un attimo, sentì suo padre camminargli accanto, e l'ultimo bacio di Brian Fraser morbido come il vento sulla guancia.

venerdì 21 febbraio 2014

MOBY: William

Nervi prima della battaglia

Gli uomini avevano dormito con le armi per tutta la notte, come ordinato da Sir Henry. Anche se uno non dormiva proprio sopra moschetto e cartucce, c'era qualcosa nel dormire con una pistola a contatto con il corpo che teneva all'erta, pronto a svegliarsi in un secondo.
William non aveva armi, e non aveva bisogno di svegliarsi, così come non prendeva sonno, ma non per questo era meno vigile. Non avrebbe combattuto, cosa che lo rammaricava profondamente...però ci sarebbe stato.
Il campo era un caos, il suono dei tamburi andava su e giù per le file di tende, si chiamavano i soldati e l'aria era pregna di profumo di pane appena cotto, carne di maiale e porridge caldo.

Non c'era ancora alcun segno visibile dell'alba, ma si poteva intuire che il sole era lì, appena sotto l'orizzonte, sollevandosi con lenta inevitabilità per domaninare la giornata. Il pensiero gli ricordò, vividamente, la balena che aveva visto durante il viaggio in America; un'ombra scura sul lato della nave, facilmente scambiabile per un cambiamento di luce sulle onde, e poi, lentamente, l'aumento della massa, la realizzazione improvvisa e la meraviglia di vederla apparire così vicina, così grande e proprio lì.
Si fissò le giarrettiere e le strinse prima di fasciarsi le ginocchia e infilarsi gli stivali Assiani. Almeno aveva riavuto la sua gorgiera, per dare un tocco di cerimonialità al banale compito della vestizione. La gorgiera, naturalmente, gli ricordava Jane - sarebbe mai più stato in grado di indossarla senza pensare a quella dannata ragazza? - ed i recenti avvenimenti.
Si era pentito di non aver accettato la sua offerta, e ancora se ne pentiva. Poteva ancora sentire il suo profumo, muschiato e morbido, come con la testa appoggiata su una folta pelliccia. Le sue parole gli bruciavano ancora e sbuffò, sistemandosi la giacca sulle spalle. Forse ci avrebbe ripensato prima di raggiungere New York...
Questi pensieri noiosi furono interrotti dalla comparsa di un altro dei collaboratori di Sir Henry, che aveva infilato la testa nel lembo della tenda, chiaramente molto agitato.
"Oh, eccovi Ellesmere. Speravo di trovarvi...qui". Lanciò un biglietto ripiegato in direzione di William e scomparve.
William sbuffò di nuovo e lo raccolse da terra. Thompson e Merbling se n'erano andati entrambi e avevano delle truppe da ispezionare e comandare; li invidiava parecchio.

Veniva dal generale Sir Henry Clinton e la cosa lo colpì allo stomaco come un pugno. "...In vista del vostro status particolare, penso che sia meglio che rimaniate con il personale clericale oggi ..."
"Stercus!" Disse, trovando il tedesco insufficiente per i suoi sentimenti. "Excrementum Obscaenum! Filius Mulieris prostabilis!"
Gli si strinse il petto, il sangue gli pulsava nelle orecchie, e voleva colpire qualcosa. Sarebbe stato inutile appellarsi a Sir Henry, lo sapeva bene. Ma avrebbe trascorso praticamente la giornata a tirarre calci della tenda dei preti - cosa c'era da fare per lui, se non gli veniva permesso di portare dispacci o anche fare il lavoro semplice, ma necessario di guidare la carovana del campo e i lealisti? Perchè doveva portare la cena degli ufficiali o reggere una torcia in mano, quando faceva buio, come un cazzo di candelabro?


Scaldarsi

"Occupato?" La truppa britannica aveva combattuto; William poteva sentire l'odore del fumo su di loro e un paio di uomini con quelle che sembravano piccole ferite, era seduto contro il fienile, le divise striate di sangue. Le porte del fienile erano aperte sul vuoto e l'aia era calpestata e macchiata di letame; si chiese per un attimo se l'agricoltore avesse spostato il suo stesso bestiame o se l'uno o l'altro degli eserciti avesse preso gli animali.
"Non abbastanza occupato," rispose Tarleton, leggendo la nota. "Questo può aiutare, però. Stiamo andando come rinforzo per Lord Cornwallis." Il suo viso si arrossò per il caldo e la pelle gli si stava chiamaremente tagliando sullo spesso collo muscoloso, ma sembrava estremamente allegro alla prospettiva.
"Bene," disse William, accingendosi a girarsi e andarsene, ma Tarleton lo fermò con una mano alzata. Nascose la missiva in tasca, insieme al fazzoletto verde.
"Dato che ti vedo, Ellesmere... ieri sera ho visto un pezzo gustoso tra le fila degli approvvigionamenti del campo" disse. Tarleton si succhiò il labbro inferiore per un istante e lo lasciò andare, rosso e umido. "Molto gustoso, e con lei c'era una dolce sorellina, anche se non abbastanza matura per me." William sollevò le sopracciglia, ma sentì le tensione nelle cosce e nelle spalle.
"Le ho fatto un'offerta," disse Tarleton, con noncuranza ma con uno sguardo fisso alle mani di William. William le rilassò con uno sforzo. "Ha comunque rifiutato...ha detto di essere vostra?" Quest'ultima non era proprio una domanda, ma non era neanche una vera affermazione.
"Se il suo nome è Jane," disse William brevemente, "lei e sua sorella sono in viaggio sotto la mia protezione."

Lo sguardo interrogativo di Tarleton face posto ad un aperto divertimento.
"La vostra protezione", disse di nuovo. Le sue labbra carnose si contrassero. "Credo che mi abbia detto che il suo nome fosse Arabella, anche se forse stiamo pensando a delle ragazze diverse."
"No, non è così." William non voleva avere quella conversazione, e ne raccolse le redini. "Non osare toccarla, cazzo."

Fu un errore; Tarleton non si sottraeva mai ad una sfida. I suoi occhi brillarono e William lo vide sistemarsi a gambe divaricate.
"Combatti tu per lei", disse.

giovedì 20 febbraio 2014

Piante e Libri

Incontrai Frank all’incrocio tra High Street e Gereside Road, che ci apprestammo a risalire insieme. Vedendo i miei acquisti, inarcò le sopracciglia. "Vasi?" Sorrise. "Fantastico. Forse ora la smetterai di infilare fiori tra le pagine dei miei libri."
"Non si tratta di fiori, ma di esemplari botanici. E poi sei stato tu a suggerirmi di dedicarmi alla botanica per tenermi occupata, ora che non lavoro più come infermiera", gli ricordai.
"Vero", annuì divertito. "Però non sapevo che mi sarebbero caduti in grembo pezzi di fogliame ogni volta che avessi consultato un testo di storia. Cos’era quella roba marrone tutta sbriciolata che hai infilato nel Tuscum and Banks?"
"Girardina. Fa bene alla gotta."
"Ti stai già attrezzando per la mia vecchiaia imminente, vero? Be’, davvero carino da parte tua, Claire."
La Straniera

martedì 18 febbraio 2014

MOBY: Triage

"Signora Fraser" disse freddamente. "Stavo proprio dicendo al vostro amico Quacchero che non c'è spazio all'interno della chiesa per donne astute o..."
"Claire Fraser è il chirurgo più abile che abbia mai visto in azione", disse Denzell. Era rosso e rigido di rabbia. "Recherete un gran danno ai vostri pazienti, signore, non permettendole..."

"E voi dove avete avuto la vostra formazione, Dottor Hunter, dato che siete così sicuro della vostra opinione?"
"A Edimburgo," dichiarò Denny tra i denti. "Dove sono stato istruito da mio cugino, John Hunter." Vedendo che la cosa non faceva alcuna impressione su Leckie, aggiunse, "e suo fratello, George Hunter era l'accoucheur* della regina."
Questo prese Leckie alla sprovvista, ma gli fece anche sollevare il naso.
"Capisco," disse, dividendo equamente un debole ghigno tra noi. "Mi congratulo con voi, signore. Ma dubito che l'esercito necessiti di una levatrice, forse potreste assistere la vostra... collega" e a questo punto effettivamente mi indicò con il naso "con i suoi semi e le sue pozioni, invece di..."
"Non ne abbiamo il tempo," lo interruppì con fermezza. "Il Dr. Hunter è un medico esperto e chirurgo dell'esercito Continentale adeguatamente preparato; non si può dannatamente tagliarlo fuori. E se la mia esperienza in battaglia...che mi permetto di suggerire possa essere più vasta della vostra, signore...è qualcosa che può continuare, avrete bisogno di ogni mano possibile." Mi voltai verso Denzell e gli lanciai un lungo sguardo.

"Il vostro dovere è per coloro che hanno bisogno. Così come lo è il mio. Vi ho parlato del triage, no? Ho una tenda e i miei strumenti chirurgici e attrezzature. Farò triage lì fuori, trattando i casi di minor gravità e inviando all'interno tutti coloro che richiederanno interventi di chirurgia."
Lanciai un rapido sguardo sopra la mia spalla, poi mi voltai verso i due uomini arrabbiati.
"Fareste meglio ad andare dentro e ad essere veloce. Stanno cominciando ad accumularsi."
Non era una semplice espressione metaforica. C'era una folla di feriti sotto gli alberi, alcuni uomini si trovavano su delle barelle improvvisate e dei teli... e un piccolo sinistro mucchio di corpi, quelli che presumibilmente erano morti per le ferite mentre arrivavano all'ospedale.
Fortunatamente, Rachel e Dottie apparvero in quel momento, ciascuna trascinando un pesante secchio d'acqua in ogni mano. Voltai le spalle agli uomini e andai loro incontro.
"Dottie, venite ad aiutarmi a mettere le corde della tenda?" Dissi, prendendole i secchi. "E Rachel, sai come individuare un'emorragia arteriosa, immagino. Andate a controllare quegli uomini e portami chi ce l'ha."



* l'ostetrico

lunedì 17 febbraio 2014

4a lezione di Gaelico

Questa volta la lezione di Gaelico verte sui nomi: 
Laoghaire e Geillis...
chi di voi li pronunciava correttamente? ;)

e oltre alla lezione di gaelico, la Starz ci ha regalato una notevole immagine di Jamie
...per nulla male, direi!

Sondaggio: Citazione del mese di Marzo

Il 2014 è iniziato e oltre ai calendari, tornano anche i sondaggi-citazione! ;)
I candidati per il mese di MARZO sono... 


1. "Perchè se tu provi per me quello che io provo per te… allora ti sto chiedendo di strapparti il cuore e di vivere senza.  Però devi farlo, mo duinne. Mia coraggiosa leonessa, tu devi"
"For if ye feel for me as I do for you...then I am asking you to tear out your heart and live without it. 
But ye must do it,mo duinne . My brave lioness. Ye must"
da Il Ritorno
oppure

2. "Non so se la ferita sia mortale, ma Claire… sento il sangue che mi fugge via dal cuore, quando ti guardo."
"I do not know if the wound is mortal, but Claire...I do feel my heart's blood leave me, when I look at you." 

da L'Amuleto d'Ambra

domenica 16 febbraio 2014

MOBY: Senza fiato a Philadelphia

"Dove si trova mio nipote?" Chiese Hal, in grado finalmente di dare peso a qualcosa di diverso dal respiro successivo. "Del resto... dov'è mio fratello?"
"Non lo so," gli dissi, mettendo il bicchiere sul vassoio della signora Figg e afferrando il suo per riempirlo. "Non sto mentendo per nulla a tal proposito. Ma credo tornerà presto." Mi passai una mano sul viso e mi lisciai i capelli all'indietro come potevo. Prima le cose importanti. Avevo un paziente a cui badare.
"Sono sicura che John vuole vedervi tanto quanto voi volete vedere lui. Ma..."
"Oh, ne dubito" disse il duca. I suoi occhi vagarono lentamente su di me, dai piedi nudi ai capelli arruffati, e si formò sul suo volto un debole sguardo divertito. "Dovete dirmi come John... è finito per sposarvi... quando ci sarà tempo."
"Una situazione di disperazione" dissi brevemente. "Ma nel frattempo, dobbiamo portarvi a letto. Signora Figg, la camera da letto sul retro è..."
"Grazie, signora Figg" mi interruppe il duca, "Non ho... la necessità di... " Stava cercando di alzarsi dalla sedia e non aveva abbastanza fiato per parlare. Mi avvicinai a lui e gli lanciai il mio miglior sguardo penetrante da caporeparto.
"Harold", dissi in tono misurato. "Io non sono solo vostra cognata." Il termine mi diede una strana sensazione, ma la ignorai. "Sono il vostro medico. Se voi non...cosa?" Chiesi io. Mi stava fissando con un'espressione molto particolare sul volto, qualcosa tra la sorpresa e il divertimento. "Mi avete invitata ad usare il vostro nome di battesimo, non è vero?"

"L'ho fatto", ammise. "Ma non credo che qualcuno mi abbia mai... davvero chiamato Harold da quando... avevo tre anni." Mi sorrise con un sorriso molto affascinante. "La famiglia mi chiama Hal."
"Hal, allora," dissi, sorridendo di nuovo, ma rifiutando di venir distratta. "State per fare un bel bagno rinfrescante, Hal, e quindi andare a letto."
Lui rise, anche se per poco dovendo ricominciare ad ansimare. Tossì un po', il pugno stretto sotto le costole, e sembrava a disagio, ma si fermò, si schiarì la gola e mi guardò.

"Pensate che io abbia... tre anni. Cognata. Cercando di mandarmi... a letto senza il mio tè?" Si mise con cautela in posizione verticale, mettendosi in piedi. Gli appoggiai una mano sul petto e spinsi. Non aveva alcuna forza nelle gambe e ricadde sulla sedia, stupito e offeso. Ed impaurito, non se n'era accorto, o forse non aveva realizzato - la propria debolezza.

sabato 15 febbraio 2014

Lettere

Ieri abbiamo festeggiato l'amore di Jamie e Claire, oggi festeggiamo l'amore di una madre per sua figlia, in questa lettera che Claire scrive a Brianna...

"Mia cara Bree,
non sò se leggerai mai questa mia, ma tanto vale che io te la scriva. Ecco quanto so dei tuoi nonni ( quelli veri), dei tuoi antenati, e della tua anamnesi.....
Bambina mia,

Tu sei la mia bambina, e lo sarai sempre. Non saprai che cosa ciò significhi finchè non avrai un figlio tutto tuo, ma posso dirti fin da ora, comunque, che farai sempre parte di me, proprio come quando condividevi il mio corpo e ti sentivo muovere dentro di me. Sempre.
Ti guardo, mentre dormi, e penso a tutte le notti in cui ti ho rimboccato le coperte, entrando nel buio della stanza per ascoltare il tuo respiro, per appoggiarti la mano sul petto e sentire che si alzava e abbassava, sapendo che, qualunque cosa fosse accaduta, sarebbe andato tutto bene nel mondo perchè tu sei viva.
Tutti i nomignoli con cui ti ho chiamata in questi anni: pulcino, zucchina, colombella, tesoro, cipollina, sgorbietto....io lo so perchè gli ebrei e i musulmani hanno novecento nomi per indicare Dio: una sola parola non basta per definire l'amore.
Ricordo ogni cosa di te, dalla linea sottile di lanugine dorata che ti delimitava la fronte quando avevi solo poche ore di vita, all'unghia irregolare dell'alluce che ti rompesti l'anno scorso, quando litigasti con Jeremy e prendesti a calci lo sportello del suo pick-up.
Dio, mi si spezza il cuore al pensiero che adesso tutto finirà: la possibilità di osservarti, di notare tutti i minuscoli cambiamenti - non so quando smetterai di mangiarti le unghie, nè se mai smetterai - di vederti diventare all'improvviso più alta di me e il tuo viso prendere forma. Ricorderò sempre, Bree, sempre.
Non c'è probabilmente nessun altro sulla faccia della terra, Bree, che sa che aspetto avevano le tue orecchie da dietro quando avevi tre anni. Io mi sedevo accanto a te a leggerti filastrocche e scioglilingua e guardavo quelle orecchie diventare rosee di felicità. La tua pelle era talmente chiara e fragile che uno pensava di poterci lasciare sopra le impronte solo a toccarla. Assomigli a Jamie, te l'ho detto. Hai anche qualcosa di me, però: guarda la foto di mia madre, nella scatola, e quella piccola in bianco e nero di sua madre e di sua nonna. L'hai presa da loro, quella tua fronte alta; anch'io. Ho visto molti membri della famiglia Fraser e credo che invecchierai bene, se ti prenderai cura della tua pelle.
Prenditi cura di tutto, Bree - oh, lo spero tanto - be', vorrei poter essere io a prendermi cura di te e a proteggerti da ogni cosa, nella vita, ma non posso, che io rimanga o me ne vada. Prenditi cura di te stessa, però ....fallo per me.
Devi saperlo Bree: non me ne sono pentita. Malgrado tutto, non rimpiango nulla. Ora tu lo sai, quanto a lungo io mi sia sentita sola senza Jamie. Non importa. Se il prezzo di quella separazione è stata la tua vita, nè Jamie nè io possiamo pentircene: so che non gli darebbe fastidio che io parli per lui.
Bree...tu sei la mia gioia. Sei perfetta, e meravigliosa, e adesso ti sento sbottare, in quel tuo tono esasperato : " Ovvio che la pensi così: sei mia madre!" Si, ed è per questo che lo so.
Bree, tu meriti tutto.....e ancora di più. Finora ho fatto un sacco di cose nella mia vita, ma la più importante è stata amare tuo padre e te.
Scegliti un uomo come tuo padre. L'uno o l'altro. Una volta che lo avrai scelto, non cercare di cambiarlo, non si può. Ma soprattutto....non lasciargli tentare di cambiare te. Neanche lui può farlo, ma gli uomini ci provano sempre.
Cammina sempre ben dritta e cerca di non ingrassare.
Con tutto il mio amore, per sempre"

La Mamma

 

La Collina delle Fate

venerdì 14 febbraio 2014

MOBY: Buon San Valentino

Jamie si spostò di nuovo, e la mia mano appoggiata tra le mie cosce. Poi la sua mano scivolò rapidamente tra le lenzuola e mi toccò nello stesso punto, facendomi quasi fermare il cuore.
"Non intendevo interromperti, Sassenach," mi sussurrò in un orecchio. "Ma non ti piacerebbe un po' di aiuto con questo?"
"Uhm," dissi piuttosto debolmente. "Ah...cosa avevi in mente?"
In risposta, la punta della lingua scattò nel mio orecchio facendomi sfuggire un piccolo grido. Sbuffò divertito e prese la mano tra le mie gambe, spostandomi le dita, che erano diventate molli. Un grande dito mi accarezzò delicatamente e inarcai la schiena.
"Oo, hai iniziato bene,quindi" mormorò. "Sei bagnata e scivolosa come un'ostrica, Sassenach. Non avevi ancora finito, però?"
"No, io...da quanto tempo stavi ascoltando?"
"Oh, abbastanza," mi assicurò e fermandosi per un attimo, mi prese la mano libera e se la appoggiò saldamente intorno ad una parte della sua anatomia molto entusiasta. "Mm?"


da Written in my Own Heart's Blood

Buon San Valentino in cucina

BUON SAN VALENTINO!
Per festeggiare la festa degli innamorati, vi proponiamo qualcosa di diverso dai soliti fiori, cuori e cioccolatini.
I festeggiamenti 'classici' di questa giornata sono accompagnati soprattutto da una bella cena; quindi perchè, per l'occasione, non provare una variante della pizza in tema Outlander come suggerito dalla nostra chef di Outlander Kitchen?

"Pizza", disse di punto in bianco.
Lei sbatté le ciglia, poi scoppiò a ridere. Era uno dei loro giochi, elencarsi a vicenda le cose di cui sentivano la mancanza nell’altra epoca: l’epoca precedente... o successiva, a seconda dei punti di vista.
"Coca-Cola", ribatté prontamente lei. "Credo che forse potrei farla, la pizza... ma che gusto ci sarebbe, senza la Coca-Cola?"
"La pizza sta benissimo anche con la birra", le assicurò. "E di birra ne abbiamo in abbondanza: non che quella fatta in casa da Lizzie possa minimamente reggere il confronto con una Lager MacEwan, ovvio. Ma sei davvero sicura di saper fare la pizza?"
"Non vedo perché no". Sbocconcellò il formaggio, corrugando la fronte. "Questo non può andare" – brandì il residuo giallastro, per poi infilarselo in bocca – "troppo saporito. Però credo.." Tacque per masticare e deglutire il boccone, che poi annaffiò con un lungo sorso di sidro.
"Ora che ci penso, il sidro si sposerebbe benissimo con la pizza". Abbassò la borraccia di cuoio e si leccò le ultime gocce poco alcoliche dalle labbra. "Ma il formaggio... forse si potrebbe tentare con quello di pecora. Pa’ ne ha portato un po’ da Salem, l’ultima volta. Gli chiederò di prendermene dell’altro per vedere se si scioglie".
Strizzò gli occhi contro il sole pallido e luminoso, immersa nei calcoli.
"La Mamma ha un sacco di pomodori secchi, e tonnellate di aglio. Deve anche avere del basilico...quanto all’origano non so, ma potrei anche fare senza. La pasta, poi..." Agitò una mano, come se si trattasse di una sciocchezza. "Farina, acqua, strutto e basta".


La Croce di Fuoco


Ingredienti per 2 pizz2 di media misura:
375 gr di farina tipo 0
2 cucchiaini di zucchero
5 gr di lievito
½ cucchiaino di sale

235 gr di acqua a temperatura ambiente
30 ml di olio di oliva (diviso in 2 dosi da 15 ml)

...tutto ciò che vi piace sulla pizza!

Preparazione:
Unite la farina, lo zucchero, il lievito e il sale in una ciotola. Aggiungete l'acqua e 1 cucchiaio di olio d'oliva (la prima dose di 15 ml) alla ciotola e impastate bene con le mani fino a quando non otterrete una palla compatta abbastanza ruvida. Posate la pasta su un ripiano leggermente infarinato e impastate, per circa 5-8 minuti, fino ad ottenere un'impasto liscio. Coprite con la pellicola trasparente e/o un asciugamano pulito e lasciate lievitare in luogo tiepido fino a quando le dimensioni sono saranno raddoppiato; ci vorranno circa 2 ore.
Spostare la griglia di cottura del forno nella posizione inferiore per mettervi la teglia. Preriscaldate il forno a 250° per 1 ora.
Dividete l'impasto a metà. Ponete la pima palla di pasta prima in un'infarinatura poi su un pezzo di carta da forno. Lavorate partendo dal centro, allungate ed appiattite la pasta delicatamente con le dita fino ad ottenere un disco delle dimensioni desiderate, lasciando i bordi più alti rispetto al centro. Coprite la pasta con un canovaccio e lasciate riposare per 15 minuti. Rifate il procedimento con l'altra palla di pasta.
Spennellate i bordi con l'olio d'oliva rimanente. Stendete la salsa di pomodoro e pesto e besciamella sopra la base di pasta e aggiungete gli ingredienti che più vi piacciono (la nostra chef ha optato per delle verdure grigliate). Mettete la pizza in forno e lasciate cucinare fino alla doratura, per circa 10-14 minuti. 


giovedì 13 febbraio 2014

Intervista a Ron Moore

Ron Moore è stato intervistato da The Hollywood Reporter sull'uscita delle sue creazioni, Helix e del futuro Outlander; tra i due quest'ultimo è quello che più lo impegna e che gli assorbe gran parte del tempo...ecco le sue risposte riguardo alla futura serie tv ispirata alla saga di Diana Gabaldon

Le sono state ordinate 2 serie, Helix e Outlander, nel 2013 ed entrambe via cavo. Pensa che sia più facile produrre per le reti private in questo momento?
Non so se sia più facile. E' una domanda difficile da chiedere perché ognuno di questi progetti ha proprie particolarità e non si è mai abbastanza sicuri di avere un buon seguito oppure no. Certo, ho avuto più successo via cavo che sulle reti broadcast, ma il perchè è davvero difficile da dire. Non sono sicuro se sia più facile, è tutto difficile. E' difficile sviluppare qualcosa per la TV. Non è così difficile come sviluppare per i film, che è semplicemente folle. Ogni rete ha dei propri requisiti particolari, ciò che vuole, ciò che pensa sia stato un successo oppure no in passato e dove vuole andare. 


Con Outlander della Starz, qual è la sfida per te?
Mi piace molto il periodo...e riesco a farne due. Sono un appassionato di storia e del romanzo storico, così riesco a rappresentare il 1940 e il 18° secolo, che è un piacere per me. Mi piace molto ricreare quei mondi, che è l'unica similitudine con ciò ho fatto negli sci-fi. Con Battlestar Galactia, ogni giorno, creavamo un mondo che in realtà non esiste e mi piaceva molto. Mi piace la sfida nel senso della produzione e mi piace creare qualcosa che devia da ciò in cui tutti noi viviamo.


Pensi che Outlander potrebbe funzionare su una rete via cavo di base o su una broadcast?
Non credo che avrebbe potuto funzionare in broadcast. Avremmo dovuto cambiare hli elementi del libro, tagliare molte scene di carattere sessuale, soprattutto nell'ultima parte del libro e tutta la storia con Jack Randall, Jamie e lo stupro in prigione. Non saremmo mai stati in in grado di portarlo su quel tipo di schermo. Non credo che sarebbe amdata bene per la narrazione in prima persona. Ci sono un sacco di cose che non avremmo potuto fare. Doveva essere via cavo.


C'è una linea che le ha dato la Starz che ha trovato particolarmente utile?
Una delle prime cose che Chris Albrecht (l'amministratore delegato) mi ha detto è stato quello di fidarmi del libro. Ha detto: "Amiamo il libro. Fai lo show per i fan del libro e credo che chi non lo conosce, quando lo vedrà, verrà catapultato nella storia come tutti gli altri." Mi ha davvero preso alla sprovvista perché nessuno dice cose così in questo ambiente. Generalmente, le persone prendono i libri e dicono: "L'abbiamo comprato per la copertina, fai ciò che vuoi e a nessuno importerà". La Starz ha integrità.


Outlander è stato definito come un Game of Thrones per donne. E' d'accordo?
Non lo so. Questa è un'etichetta pesante, perché sono molto diversi sotto molti punti di vista. Amo Game of Thrones. Non ho letto i libri, ma Game riguarda un sacco di personaggi diversi e un sacco di storie diverse. Una delle cose belle di questo show è il continuo passare da un personaggio all'altro e poi di nuovo e guardarli riunirsi. Outlander è più centrale, il singolo racconto di una donna e del suo viaggio. Uno è in un mondo di fantasia che non esiste; l'altro è un vero e proprio luogo storico. L'unica cosa in comune con Game è l'essere l'adattamento di un libro di successo con una serie esistente di fans che non può solo funzionare, può essere un grande successo, cosa che mi dà grande fiducia e speranza sul potercela fare. 


Con Outlander, ci sono sette libri nella serie. Vuole fare una stagione a libro?
E' davvero difficile dirlo a questo punto, stiamo solo cercando di fare la stagione uno. Sto iniziando a pensare al futuro su cosa la seconda stagione avrebbe del secondo libro, e sto iniziando a plasmarne i contorni nella mia testa. Ma oltre a questo, è semplicemente troppo presto. Penso che ci sia un livello di facilità e semplicità dire che ad ogni stagione corrisponde un libro, ma non dovrebbe essere così. Ci si può iniziare a muovere tra le parti e decidere dove inizia una stagione e finisce l'altra.


Le piacerebbe fare come Walking Dead, in cui le puntate sono divise in otto e poi altre otto o Outlander dovrebbe essere trasmesso per 16 settimane consecutive?
Non so se ho una preferenza. So che non voglio fare come con Galactica in cui i fans erano sempre confusi sul punto in cui eravamo. Sembrava che a volte venissimo trasmessi in modo casuale. Avrebbero diviso la stagione e poi saremmo andati in onda in una notte diversa; non c'era né capo né coda. Non so se ho una preferenza tra otto e otto oppure 16. 


Ha detto prima che sta usando Diana come test. Come funziona? Le è stata data una scena specifica o un problema che avete incontrato?
Era come il livello massimo di sicurezza mandarle lo script e vedere la sua reazione. Vorrei solo promuovere le sue cose e dire quello che sto pensando di fare e chiederle cosa pensa. Era sempre così positiva e, a volte emozionata. Mi ha dato un senso di fiducia sul dove stavamo andando, ed era bello averla lungo la strada. E sapere che se lei è lo appoggia, sono abbastanza sicuro che anche i fans lo apprezzeranno. Quindi ti dà la fiducia necessaria per continuare ad andare avanti. Le ho chiesto un paio di volte se c'era qualcosa in particolare che voleva vedere girato e finito che le stava a cuore e che era entusiasta di vedere. E' bello. Non è Saving Mr. Banks (ride), che mi è piaciuto molto. Facendo ciò che sto facendo e guardando questo film, ho pensato: "Wow, questa sarebbe stata una cosa completamente diversa!"


La serie di libri è molto sensuale. Avete avuto problemi con i limiti della Starz?
Non ho ancora incontrato alcun limite. C'è molto sesso nel libro, così l'abbiamo riportato nello show dove è nel libro. E' intrinseco alla storia, perché questo è il modo in cui la storia è stata scritta. Non dobbiamo esagerare, non dobbiamo togliere i vestiti di qualcuno per il gusto di farlo. Mi sento molto tranquillo in proposito. Ho un 14enne e un 12enne a casa che sanno di questo progetto e amano la cosa. Ho mostrato loro alcuni filmati e trailer, ma allo stesso tempo non ho intenzione di sedermi e guardarlo con la mia figlia 12enne una volta fatto. Vorrei poterlo fare, ma non è questo ciò che è il libro e non è ciò che è la storia.

martedì 11 febbraio 2014

"Shorcha", la chiamò sottovoce...

...e lei si girò, gli occhi socchiusi contro i raggi del sole calante, poi spalancati e dorati per la sorpresa alla sua vista.
"Bentornata a casa", e le porse il bouquet di foglie e ramoscelli.
"Oh!" esclamò lei. Guardò di nuovo il mazzo, poi lui, e le tremolarono gli angoli della bocca, quasi fosse sul punto di scoppiare a piangere o a ridere, senza sapere bene quale delle due cose. Allungò la mano, allora, e glielo prese, le dita piccole e fredde nello sfiorarlo.
"Oh, Jamie... sono meravigliosi". Si alzò in punta di piedi e lo baciò, un bacio caldo e salato, e lui ne voleva ancora, ma lei si stava già affrettando verso la casa, lo sciocco bouquet stretto al seno come se fosse stato d’oro.
Si sentì piacevolmente stupido, e stupidamente compiaciuto di se stesso. Aveva ancora il sapore di lei sulla bocca.
"Shorcha", sussurrò, e si rese conto di averla chiamata così un momento prima. Che strano, però: ovvio che era rimasta sorpresa. Era il suo nome in gaelico, ma lui non l’aveva mai usato. Gli piaceva che fosse strana, che fosse inglese. Era la sua Claire, la sua Sassenach.
Eppure nel momento in cui gli era passata accanto era Shorcha. Non solo Claire, significava... ma luce.


La Croce di Fuoco

lunedì 10 febbraio 2014

Giveaway dei 7 anni: Estrazione

Ieri si è concluso il giveaway organizzato per festeggiare i 7 anni del blog e come ogni concorso che si rispetti, è arrivato il momento di sorteggiare il vincitore a cui andrà il premio, che consiste in


- il libro di 'Outlander' di Diana Gabaldon in versione originale
- la collana 'tempo
con clessidra, orologio e fiocco di tartan


Prima di annunciare il vincitore (si, lo so, vi tengo in sospeso XD )
vorremmo ringraziare tutte le persone che hanno partecipato
che sono state davvero molte...GRAZIE!
Stiamo organizzando altre sorprese per voi quindi...stay tuned! ;D

E ora, rullo di tamburi...il vincitore del Giveaway dei 7 anni è...
GIULIA PARADISO
 congratulazioni a Giulia! ti contatteremo subito via mail per inviarti il premio! ;)

sabato 8 febbraio 2014

Diana Gabaldon: vita da attrice -parte seconda-

Sì, ve lo sento dire. Ma per quanto riguarda la parte della recitazione vera?
Beh, ottima domanda. Il mondo di Outlander è enorme, per cominciare. L'hanno creato da un'enorme fabbrica di qualche tipo in rovina e camminarci dentro e vedere come è stata trasformata è sorprendente. Vi dirò i dettagli del mio tour nel set un'altra volta, però, ho poco tempo e voglio raccontarvi della recitazione. La grandezza sta nei due grandi spazi - in cui in uno si trova la Sala Grande di Leoch.

Ho passato gran parte della giornata di oggi in compagnia di varie persone interessanti, tra cui alcuni dei pubblicitari della Starz, uno dei quali mi ha detto che andava bene se avessi rivelato (ta-dahh!) che sarei stata davvero coinvolta in qualche ripresa dell'Adunanza.
Volevano che facessi questa rivelazione specifica perché un certo numero di di addetti stampa erano stati invitati - per la natura spettacolare dell'Adunanza: decine di comparse in bellissimi (e gloriosi) costumi, scenografie mozzafiato e un sacco di roba interessante.
Ora, in origine mi avevano chiesto se mi sarebbe piaciuto fare la comparsa e dissi di si, che sarebbe stato divertente e che i fans avrebbero giocato a "Dov'è Waldo?" una volta che lo show sarebbe andato in onda. Ma alcune settimane dopo, il team di produzione mi ha mandato a dire che ci avevano pensato e che se fossi stata una comparsa, sarei dobuta restare sostanzialmente nello stesso posto per tre giorni. Come il produttore ha ammesso "La novità svanisce in fretta."
Ne sono quaindi usciti con una proposta migliore; Matt Roberts, lo sceneggiatore di questo episodio in particolare (e un uomo molto piacevole che sembra anche Guy Fawkes per via della barba), avrebbe scritto una piccola scena per me. Solo un paio di frasi di un dialogo. Le avrebbero filmate rapidamente e mi avrebbero lasciata libera. "Grande!" dissi.

La signora in questione è all'Adunanza e la scena in questione si svolge in una delle gallerie sopra la Grande Sala. Non dovrei postare foto o descrivere il set nei dettagli...ma hey, hai letto il libro, sai com è fatto.
E' una scenografia impressionante, mettiamola in questo modo. Tra le altre cose -molte altre cose- ci sono fiaccole e candele proprio ovunque, lampadari enormi, con tre o quattro dozzine di grosse candele di cera (e sono di vera cera, Matt ha detto che non è infrequente che la cera calda goccioli sulle persone sotto - una di queste ha gridato per essersi scottato, ma gli è stato risposto che era meglio che essere frustato) , appliques di candele, candelabri su tutte le superfici orizzontali... e due grandi focolari (lì e nelle torce le fiamme sono date dal gas). Un sacco di luce - arricchite da luci di scena enormi in grado di simulare qualsiasi cosa, dalla luce di mezzogiorno al quella del chiaro di luna. Aggiungetele ad una fitta nebbia/foschia artificiale che chiamano "Atmos" e avrete una vera atmosfera.
Il punto qui è che quando tutto è acceso, fa maledettamente caldo. Aggiungere qualche decina di persone vestite con abiti di lana (tutti i costumi sono stati fatti usando tessuti d'epoca autentici, naturalmente) e la temperatura della massa umana contribuisce quasi quanto il calore dato dalle luci.
Un punto importante della fisica: l'aumento di calore.
Così me ne sto in piedi in galleria, con indosso una decina di chili di lana e velluto, in compagnia di una dozzina di altre persone vestite in modo simile. E Neville sistema le luci solo per creare effetti scenografici, e con i cine-foto-operatori, le sistema in modo molto ambizioso - lunghe luci che vanno in fondo al corridoio, su per le scale, attraverso la galleria e fino all'altra parte, che richiedono l'uso di una gru, una piattaforma elevatrice e una Steadicam. L'attrezzatura necessaria per fare questa cosa, gestita da un bel ragazzo di nome Ozzie con i capelli rosso scuro (di parte per i rossi, si sa... ), era di per sé esplicitamente un Pinups bionic.

E sì, gridano davvero "Azione!" quando una scena comincia e "Taglia!" quando si fermano. Dopo, di solito, "Rifacciamo." Anche se una registrazione va bene, fanno più riprese di una scena per "copertura" - nel senso che vogliono materiale sufficiente in modo da poter scegliere il filmato che preferiscono per la versione finale. E sì, lo fanno utilizzando un 'ciak' ( uno immenso, per questa particolare scena ) con le informazioni pertinenti alla scena.
Mentre la principale impostazione tecnica viene fatta il giorno prima, ci vuole molto tempo per sistemarsi per una scena, soprattutto se bisogna regolare le luci. E una scena particolarmente lunga o ambiziosa non richiede solo l'illuminazione adatta e il funzionamento delle telecamere, ma significa che tutti devono fare esattamente la cosa giusta al momento giusto. O si rifà. Ancora. Ancora. Con lunghe attese tra un ancora e l'altro. (Come una ben nota attrice che resterà senza nome è stata sentita dire, "un'altra ripresa - un'altra occasione per mandare tutto a fa*lo.")
Il caldo aumenta. E dal momento che eravamo lì da tre ore, eravamo circa a 40°C in galleria. (Non sto scherzando...vivo a Phoenix, Arizona so riconoscere 40°C) Caitriona - che entrava ed usciva dalla galleria ad ogni ripresa (io ero sempre sul posto), mi ha gentilmente prestato il ventaglio che aveva (che le era stato prestato da uno dei costumisti), ed è stato molto gradito, soprattutto quando una delle comparse in piedi dietro di me è collassata per il caldo ed è caduta in un angolo, rossa in faccia e in un bagno di sudore. Ho tirato fuori il ventaglio dalla manica e l'ho sventolatp follemente, anche se solo per pochi secondi prima che un addetto accorresse per portarla al piano di sotto.
A questo punto, ci hanno fatto uscire tutti dalla galleria e aperto le porte per far scendere la temperatura mentre ci si sistemava per la ripresa successiva. Brian Kelly, il regista, si è avvicinato e di sfuggita mi ha detto qualcosa che ho capito essere "stai lì", così ho fatto. Evidentemente mi aveva effettivamente detto di andare al piano di sotto, perché ha indicato con lo sguardo la porta sopra la spalla e lo sentii chiamare il suo AD ( il suo assistente - quello che riprende) , "Davey, vieni tradurre per me, ok?" gli accenti di Glasgow sono qualcosa di speciale...
Alla fine, ci sono volute cinque ore per fare una sola ripresa (quando siamo tornati di sopra, erano stati portati i ventilatori, così come l'acqua e la situazione era un bel po' più tollerabile).
Stranamente, non ero molto nervosa di dire le mie battute. Lunedi' ho avuto una bella riunione con Carol Ann Crawford, l'insegnante di dizione, che mi ha dato la versione breve di "Come parlare con l'accento scozzese", molto utile. E dopo averlo detto una volta, e superata la stranezza del sentirlo, ho pensato che probabilmente non l'avrei fatto così male da rovinare la scena, quindi non preoccupatevi. Inoltre, il disagio fisico di essere cotta alla morte mentre te ne stai in piedi per ore in scarpe col tacco alto che convergono tutto il peso sulle punte e di non poter muovere il busto per alleviare la tensione sulla parte bassa della schiena fa sparire la paura del palcoscenico.
(In tutta onestà, non avevo paura dell'approccio al palcoscenico. Da un lato, ho parlato ad alta voce di fronte a centinaia di persone per alcuni anni, e dall'altro, ero abbastanza sicura che se avessi fatto qualcosa di orribile, non l'avrebbero fatto al pubblico.)
Ora, quando si fanno le riprese, ci sono - come ho detto - lunghe pause tra un ciak e l'altro. E' affascinante osservare ciò che accade in queste pause, specialmente quando ci sono un sacco di attori coinvolti. L'istante in cui AD grida " Stop! Rifacciamo," un flusso di persone del trucco/parrucco si riversa sul set verso gli attori a loro assegnati, con spazzole, pettini, cipria e altri attrezzi a portata di mano. Il regista gira tra la folla dando alle persone istruzioni - e vari specialisti, come l'esperto di dialetto e di gaelico (cioè Adhamh O'Broin, che avete visto nei video "Speak Outlander" ) appare per dare il suo aiuto e la sua consulenza.
Così ogni volta che c'era una pausa, qualcuno mi appariva davanti, a volte in due o tre.
Davvero interessante; la sensazione dell'essere passato come un pacco. Sei fondamentalmente un oggetto inanimato per la maggior parte del tempo. E "loro" (la produzione) sanno esattamente dove ti trovi in ogni momento della giornata , sul set e fuori, in modo da poterti trovare e registrare subito. L'operazione è semplicemente troppo grande e troppo complessa per essere gestita mentre qualcuno va alla ricerca dell'attore mancante. Come uno del cast mi ha detto questo pomeriggio, "Sanno quando vai al bagno e esattamente quanto ci stai." Penso che questo potrebbe dare sui nervi dopo un po', ma per due giorni l'ho fatto (ero in un'altra piccola scena il giorno dopo, ma ci sono volute solo un paio d'ore...e non c'erano persone al piano terra e c'erano molte meno candele accese, molto più fresco), il tutto è stato molto divertente.
Anche questo è essere uno scrittore; fare qualcosa una sola volta, solo per poterne scrivere.

Diana Gabaldon

venerdì 7 febbraio 2014

Diana Gabaldon: vita da attrice -parte prima-

Diana è in Scozia e si sta preparando per il suo cameo nella serie tv ;) 

 'Sapete, non sono affatto sorpresa che gli attori non abbiano problemi che hanno a che fare con la vita reale. Non che non sappiano separare la realtà dei loro personaggi (e credetemi, è una realtà) da quella della propria vita 
personale, ma se sei un attore cinematografico, la vita reale non esiste sul lavoro.
Dopo una lettura degli script del Blocco 3 e un incontro con la produzione Lunedi, dopo un tour enorme e affascinante nel "Mondo di Outlander" (che vi racconterò in dettaglio, ma più avanti; ho dormito quattro ore la scorsa notte, la sveglia alle 5:30 questa mattina -Giovedì- il che significa che mi sono alzata alle 4:30, per un altro Giorno Davvero Pieno) Martedì, seguito da ore di interviste con la stampa, ho iniziato la mia breve carriera come attrice TV il Mercoledì mattina.
"Call" si intende l'ora in cui una macchina arriva al vostro alloggio per  prendervi e portarvi al lavoro. Ci sono cinque "unità auto" che lavorano per la produzione di Outlander, tutte con persone vivaci.
L'ufficio di produzione dà (ad ogni attore) un pass per il giorno successivo, quando te ne vai di notte – cosa che ti informa sul quando arrivare, quando andare al trucco e parrucco e quando in teoria dovrai essere sul set, insieme ad altre strane informazioni arcane come il sapere se girerai solo quel giorno o per più giorni, e in quel caso, quali (è tutto soggetto a modifiche).
Quindi Mercoledì, mio marito ed io siamo stati prelevati alle 06:55, come da programma, e portati poche curve dopo, a prendere Caitriona Balfe e la sorella più giovane Lorena, che sta lavorando nella sezione costumi alla produzione di Outlander. Entrambe belle giovani donne, e amichevoli e divertenti come si può ragionevolmente supporre di poter essere a quell'ora del mattino.
Eravamo tutti sul retro della struttura, dove si trovano le roulotte. Ora, gli "artisti" hanno ciascuno un loro spazio, in questo caso, la maggior parte ha la metà di una roulotte da condividere in due. Potete vedere la mia in una delle foto; le roulotte hanno i nomi dei personaggi sulle porte, e sono abbastanza accoglienti all'interno. (C'è un bagno minuscolo, con wc a pompa e il soggiorno ha un divano a scomparsa. E’ limitato ma arredato in modo confortevole con una comoda sedia, un tavolino, un piccolo frigorifero e un vassoio con oggetti tipo Kleenex ™, un bollitore elettrico e bustine di tè di Tetley.)

Qualcuno (ci sono persone ovunque il cui compito è quello di sapere dove sono le altre persone-in particolare gli attori. Quando lavori, qualcuno sa dove sei in ogni preciso momento, e può trovarti all'istante. Ti consegnano ad un'altra persona esattamente come se fossi un pacco. (Anche se un pacco amato e rispettato, statene certi).
Tutte le roulotte sono molto strette, gradini molto ripidi fino alle porte, spazi minimi per muoversi mentre indossi un costume del 18° secolo, ve l’assicuro, ma fortunatamente sono riuscita a non cadere e rompermi il collo (ho rotto il costume un paio di volte, ma questa è un'altra storia), e ogni volta che siete nella vostra roulotte, la gente arriva e bussa alla porta a intervalli regolari – per portare cibo (colazione e pranzo non solo sono forniti, ma li portate voi), costumi o prepararti per portarti ovunque sei destinato ad andare.

In questo caso, qualcuno è apparso e mi ha detto di togliere la camicia, indossare un'accappatoio lanugginoso rosa e andare con loro. L'ho fatto e mi hanno portato al trucco e parrucco, dove Annie (la bella capo-dipartimento, con un profondo interesse e grande esperienza, sugli stili delle acconciature del 18° secolo) sovrintendeva le cose. Julie mi ha truccata con un trucco molto leggero, dato che una normale donna rispettabile del 18° secolo non ne avrebbe avuto nessuno; essenzialmente ha solo alleggerito il tono della mia pelle così da avere un minimo riflesso con le telecamere (aumentata dalla cipria, applicata circa ogni cinque minuti quando le telecamere non funzionavano, ne riparleremo più avanti) e poi sistemata la parrucca. Questo è stato... ehm... incredibile, è probabilmente l'unica parola adatta. Non mi è permesso farvi vedere il mio costume (la Starz vuole mantenere alcuni segreti), ma è stato... ehm... beh, ne ho viste di molto più grandi, di più elaborate, mettiamola in questo modo. Ed era all'incirca del colore dei miei capelli.
La preparezione per la posa della parrucca significava intrecciare i capelli in quattro piccole trecce e acconciarle in avanti e indietro sopra la testa, bloccandoli con le mollette per capelli di metallo. Questo ha fornito una base su cui la parrucca poteva essere attaccata, con miriadi di elastici tondi di diverse misure.
La parrucca è di per sé fatta di capelli umani, accuratamente acconciati, montata su una sorta di cappuccio di "pizzo". Per "pizzo" si intende la finissima rete a cui sono attaccati i capelli. Questa protezione si sistema sopra i propri capelli e le parti in più del pizzo vengono fissate alla parte superiore della fronte e più giù sulle orecchie. Una volta sistemata la parrucca e fissata in modo sicuro, il pizzo viene tagliato al minimo e poi incollato al mio viso con un po' di fissativo che sembrava più o meno resina, ma probabilmente non lo era. Una volta incollato, il pizzo diventa praticamente invisibile, non si riesce a vedere anche stando in piedi davanti alla persona che lo indossa, a meno che la colla non si sia asciugata in modo irregolare o non ce ne sia abbastanza, in qual caso il pizzo si solleva in modo non uniforme dalla pelle e si vedono le persone portarsi la mano alle tempie ed esclamare "Il mio pizzo si sta afflosciando!" dopo di che una persona del trucco si materializza magicamente accanto a loro con dei batufoli imbevuti di alcol (l'alcol scioglie il fissativo permettendo al pizzo di essere sollevato dalla pelle, pulita e rifissata).

Qualcuno mi aspettava, appena ho messo piede fuori dalla roulotte dei truccatori e dopo avermi chiesto cosa volevo per colazione (hanno tutte le classiche cose, ho scelto pancetta, uova e pane tostato), mi hanno riportato di nuovo al mio alloggio per spaventare mio marito.
La colazione è apparsa prontamente, insieme con la Diet Coke che avevo chiesto, la maggior parte delle persone sul set beve tè o caffè o acqua tutto il giorno, ma dato che anche Ron D. Moore gira con una Diet Coke, c'era sempre una scorta a portata di mano, seguita a breve distanza da due signore della sezione Costumi con i pezzi del mio vestito.
Non posso mostrarvela, oltre alla sottoveste piuttosto anonima (è fatta di tela e mussola), ma consiste in una sottoveste di mussola lunga fino al ginocchio, calze a gambaletto verdi (di quelli spessi), scarpe bruno-rossastre con fiocchi di raso, una serie di corsetti (un corsetto) da mettere sopra la sottoveste, la sottogonna e un bum-roll, che è proprio ciò che sembra (non scatterò una foto, ma potete trovarne facilmente con Google)... i fianchi larghi erano apparentemente sexy nel 18° secolo.
I corsetti. 
Si allacciano sulla schiena, e ci vuole un notevole sforzo per chiuderli adeguatamente. Se è fatto correttamente, non si riesce a respirare. Davvero non ci si può piegare, così mio marito ha dovuto allacciarmi i fiocchi sulle scarpe, fino a quando non si è arreso e ha fatto il doppio nodo. Dà l'aspetto di un vitino da vespa, però, devo dirlo.
Comunque, una volta applicati tutti questi strati, i miei costumisti mi hanno messo il  piece-de-resistance, un abito assolutamente stupendo studiato appositamente per me da Terry Moore, capo del Dipartimento Costumi. Velluto pettinato, pizzo dorato, un gilet di tartan scozzese dei MacKenzie... e non posso dire di più, ma era bellissimo. Una volta indossato, hanno aperto la porta e hanno fatto entrare Crawford, l'unico dipendente (apparentemente) maschile della sezione Costumi.
Sembrava fantastico, ma ve lo dico, una volta stretta e vestita di tutti gli strati, davvero non si può fare molto oltre allo stare in piedi e agitare le braccia in modo limitato. Andare al bagno è possibile, ma non un'impresa semplice. È possibile sedersi, ma non puoi alzarti...o muoverti per paura di stropicciare i vestiti, ma perché non si può. Hai una bella postura, anche se è involontaria.
Mi hanno lasciata ad ansimare e parlare con mio marito per un po', essendomi stato assicurato che qualcuno sarebbe venuto a prendermi...e che qualcuno sarebbe venuto per scortarmi sul set dove le riprese avrebbero avuto luogo quel giorno. (Ci sono due grandi zone; una è quella in cui è stata costruita la Sala Grande... e l'altra è altrettanto impressionante.)
Se ho tempo dopo il lavoro di domani, però, vi dirò tutto sull'Adunanza, sulla Sala Grande, e come davvero funzionano le riprese. Restate sintonizzati!'
Diana Gabaldon