martedì 17 luglio 2018

Sam Heughan e i segreti di un fisico al top

In che modo la star di ‘The Spy Who Dumped Me’ e ‘OutlanderSam Heughan è diventato il mucoloso del grande schermo.

Prima che ci mettessimo in contatto a New York, Sam Heughan aveva già avuto una giornata piena. Era andato presto in uno studio di effetti speciali a Brooklyn, dove era stato spogliato fino alle mutande e gli erano stati posizionati sensori su tutto il corpo, viso e mani, che avevano registrato la sua topografia per ore. Si tratta della pre-produzione del film appena annunciato, Bloodshot, basato sul libro di fumetti della casa editrice Valiant. Ci aveva infilato anche una corsa di sei miglia lungo l’East River e pianificato di andare in palestra prima di pranzo.
Per la maggior parte degli attori, una rappresentazione esatta di un eroe d’azione avrebbe bisogno di settimane di preparazione – una dieta rigida, un regime di palestra passivo – ma Heughan è un atleta quasi quanto un attore. La sua fisicità è essenziale per il ruolo di Jamie Fraser, l’elegante soldato scozzese dall’ampio torace che interpreta nel dramma sui viaggi nel tempo Outlander su Starz. “ll mio personaggio si trova sempre in qualche guaio: combattimento, corsa di cavalli, salvare sua moglie da qualche cattivo,” dice Heughan. “E si toglie spesso i vestiti anche.”
Fermiamoci un momento. Se magari non avete conosciuto Sam Heughan, chiedete di lui a vostra moglie, vostra madre, o al gruppo di canasta di vostra nonna, e ascoltatele bene. Lui è un fenomeno internazionale. Alcune delle sue fan appassionate si chiamano Heughligans di Heughan. E la storia d’amore tra Fraser e l’infermiera viaggiatrice nel tempo Claire, interpretata da Caitriona Balfe, nominata ai Golden Globes, è così bollente che i loro incontri più impetuosi sono mostrati sui siti NSFW (siti per adulti n.d.r.) (non chiedetemi come lo so). Girano le riprese in località delle Highland scozzesi, cosa che ha avuto come effetto un’esplosione del turismo nel paese. Ora Heughan è sul punto di espandere il suo pubblico dalle signore di una certa età a uno molto molto più grande.
The Spy Who Dumped Me, in uscita il 3 agosto, è un film d’azione commedia pieno di esplosioni, inseguimenti in auto e sparatorie, e anche battute solide e un mucchio di risate improvvisate. Heughan interpreta Sebastian un agente operativo di alto livello sotto copertura dell’MI6 che resta invischiato con Audrey (Mila Kunis) e Morgan (Kate McKinnon), due normali migliori amiche che finiscono in una rete di spionaggio internazionale.
È lontano da Outlander e da puro birbante popcorn 
C’era un tempo in cui Heughan non era così tremendamente atletico. Faceva gare di corsa e di triathlon, si allenava nelle arti marziali e Muay Thai in Tailandia, e faceva soprattutto esercizi per il peso corporeo. È stato solo negli ultimi anni che ha cominciato a fare seriamente sollevamento pesi. “Jamie Fraser non ha accesso a una palestra,” dice Heughan. “È il suo stile di vita che gli dà il suo corpo. È un amante della vita all’aperto, un combattente, e io voglio costruire un corpo del genere.”
Questo ha comportato l’aggiunta di sollevamenti di pesi in stile olimpico in un programma simile al CrossFit, elaborato dal suo allenatore, John Valbonesi, con l’obiettivo di aggiungere muscoli e modellamento evitando traumi. L’allenamento di Muay Thai aiuta nell’autenticità delle scene di lotta.
Il suo sistema è anche un meccanismo di sopravvivenza. Outlander, che viene girato da 14 a 16 ore al giorno, generalmente all’aperto, è carico di dialoghi. Lui deve ricordare le battute della giornata e memorizzare quelle del giorno dopo tutto mentre padroneggia il freddo e roccioso nord della Scozia. “È un po’ come un treno in corsa – non si ferma mai,” dice Heughan.
Oggi ha scambiato il fisico del guerriero in tartan per una versione leggermente più slanciata (così come la distintiva zazzera di capelli rossi ricci di Fraser per una più liscia), che spiega perché possiamo stare seduti sulla panchina di un parco, sorseggiando tè freddo all’ibisco, per la maggior parte inosservati. Il suo rimpicciolimento è il risultato dell’allenamento per la maratona e per il suo ultimo ruolo. Una settimana prima che cominciassero le riprese di The Spy Who Dumped Me, la regista Susanna Fogel chiese a Heughan di perdere un po’ di massa. “Sebastian è una spia, e il compito di una spia è di adattarsi non di risaltare,” dice Heughan. “Volevamo che sembrasse più ordinario, più simile alla gente intorno a lui. C’erano anche un sacco di allenamenti per la lotta e lavoro di acrobazie, che riguarda molto la flessibilità.”
Perciò Heughan camminava e correva da 30 a 45 minuti ogni mattina e ogni sera, ascoltando podcast (è un fan di The Tim Ferriss Show), facendo scatti o lavoro di mobilità per mantenere il fisico giusto in qualunque città stessero filmando – Vienna, Amsterdam, Berlino. Kunis e McKinnon hanno scherzato sul fatto che ogni volta che attraversavano in macchina un certo ponte a Budapest, dove si è svolta la maggior parte della produzione, inevitabilmente vedevano un Heughan a torso nudo che lo attraversava di corsa.
“È stata una parte interessante dell’allenamento,” ricorda Heughan. “Non si tratta sempre di distruggere il tuo corpo, ma si tratta di costanza e di aumento della frequenza cardiaca.”
Il film è la sua prima irruzione nella commedia, e lo ha fatto accanto a due veterane, oltre a Gillian Anderson – che interpreta il capo di Sebastian – un attore con “gravitas”. Come è riuscito a cavarsela così bene? “È più facile se sei una persona costante,” risponde.
Per tutti voi Heughligans la fuori che credete che l’attore sia bello fino all’eccesso e un uomo dal buon carattere avete ragione. È davvero umile; non puoi fare un complimento al ragazzo senza che lui obietti e dia merito ad altri. E si lancia a capofitto in nuove sfide. “Sam è impaziente di imparare e crescere, di provare nuove cose e anche di prendersi in giro, che è una rarità,” dice Kunis. “È davvero un bravo ragazzo, è brillante, gentile e premuroso – e si dà il caso che sia di bell’aspetto”
La sua prossima sfida sarà essere pronto per Bloodshot. “Mi hanno chiesto di mettere su più muscoli possibile,” dice. In Outlander, si è concentrato sull’essere grande e forte, ma non eccessivamente definito – tutto sta per cambiare. “Voglio che il personaggio sia molto diverso da Jamie,” dice Heughan. “Sto pensando a Dolph Lundgren.”
Anziché chiacchierare della sua carriera, Heughan vuole parlare della sua associazione non profit. My Peak Challenge (MPC), che ha fondato nel 2015, è un insieme di fitness e filantropia. Chiede ai partecipanti di impegnarsi in un obiettivo – di solito fisico, come fare una corsa o scalare una montagna – sul quale lavorano per un anno. Metà della quota d’iscrizione va alle non profit; per il 2018, supportano l’Associazione benefica per la ricerca sul cancro del sangue Bloodwise, la fondazione Marie Curie per le persone con malattie terminali, e Cahonas Scotland per la prevenzione del cancro ai testicoli.
Attualmente vi partecipano circa 10.000 persone. Ricevono video giornalieri per l’allenamento e programmi alimentari, partecipano a incontri (talvolta con Heughan stesso) e postano continuamente sui social media. Quest’anno l’organizzazione dovrebbe donare più di mezzo milione di dollari.
L’obiettivo personale di Heughan era completare due maratone in un mese. La prima, un giorno prima del suo 38simo compleanno, ha portato un record personale di 3 ore e 15 minuti, che ha migliorato la settimana successiva nella Maratona di Edimburgo, superando il limite di 3 ore e 12 minuti.
Una parte dei due mesi di interruzione delle riprese di Outlander sarà spesa per girare nuovi video per MPC a Los Angeles. C’è anche un viaggio di ritorno a New York alla fine dell’estate per altri incontri con la stampa e per partecipare alla prima di The Spy Who dumped Me. Oh, e ha la sua collezione personale per l’esclusivo marchio scozzese di abbigliamento per esterni Barbour. E le riprese principali di Bloodshot cominceranno presto. Nonostante – o a causa – di questa esplosione di attività, Heughan è ancora alla ricerca del suo equilibrio. Egli ammette, con un po’ di imbarazzo, che per la prima volta nella sua carriera, ha un’assistente personale. “Sto cominciando a pensare di aver bisogno di più tempo per me stesso,” dice Heughan.
Ma si ha la sensazione che un esercito di assistenti personali non potrebbe rallentarlo. Ma il ritmo è ingranato, almeno da quando Heughan aveva 20 anni, vivendo quella esistenza scarsamente produttiva di aspirante attore a Londra, facendo avanti e indietro tra audizioni e il genere di lavori del cavolo che ti tengono la testa fuori dall’acqua, che nel suo caso comprendono il barista, il lavoro in una società di credito, e le consegne di panini in bici.
Nel 2011 ha ottenuto il ruolo principale in uno spettacolo dal vivo chiamato Batman Live, una produzione altamente fisica con cavi e fuochi d’artificio. Dopo di questo, si è assicurato Outlander. E sebbene i fan possano contare sulle stagioni 5 e 6, lo show non sarà la sua Law & Order. A un certo punto, Heughan andrà avanti. “Voglio essere una star del cinema – penso che sarebbe molto divertente,” dice Heughan. È l’idea di immergersi in un ruolo denso di contenuto per pochi mesi che lo attira.
Heughan vuole anche tornare sul palcoscenico. Gli piacerebbe interpretate Romeo allo Shakespeare in the Park, qui a New York, o a Londra, prima che sia vecchio per il ruolo. (Dato che è appena sotto i 40, è solo grazie al suo viso da ragazzo e al mento cesellato che non è ancora successo). Dopo di questo, gli piacerebbe la parte di Macbeth. “È una stella, un guerriero impareggiabile, e sposato a una splendida regina,” dice Heughan. “Ma sotto la superficie è una mente squilibrata e una relazione rovinata. Mi piacerebbe vederlo ambientato a Hollywood o in una distopia moderna."
Se un ruolo così oscuro e contorto è uno shock per gli Heughligans,questi dovrebbero abituarsi all’idea. “Sento che, se mi concentro su qualcosa, succede,” dice Heughan.

lunedì 16 luglio 2018

Cambio della guardia nel dipartimento costumi

Terry Dresbach, moglie di Ron Moore e storica costume designer di Outlander, ha annunciato oggi tramite il suo account tweet che la quarta stagione -le cui riprese si sono appena concluse- sarà l'ultima in cui lei sarà coinvolta. 
In questi ultimi tempi, la Dresbach ha avuto problemi di salute con tanto di ricovero ospedaliero, e ora, afferma sempre via twitter, è stanca e ha bisogno di riposo; riposo che può concedersi dopo aver accompagnato i Fraser al di là dell'oceano e averli lasciati in America, a Fraser's Ridge.
La stessa Diana Gabaldon ha spiegato la situazione in un post [x] :

Bene, ho delle notizie. Molti di voi avranno visto l'annuncio di Terry Dresbach su Twitter, ma per coloro che non l'hanno fatto...
La quarta stagione di Outlander sarà l'ultima con Terry come costumista (ahimè!). Come ha detto sul suo account Twitter:


"Sono passati 6 anni, voglio stare con la mia famiglia, sono esausta, sfinita, stanca e preoccupata per la mia salute"
Sono sia entusiasta che grata di aver potuto godere dei meravigliosi talenti di Terry per così tanto tempo (come ha detto, "Dovevo accompagnarli (i Fraser) in America!") e sollevata dal fatto che finalmente avrà il tanto meritato riposo. Come Sam Heughan mi ha detto della vita sul set: "È intensa e implacabile". E lo è.
Lavorare 12-14 ore al giorno, cinque o sei giorni alla settimana per mesi, riesce a logorare il corpo più forte, e se non c'è tempo per nulla se non per il lavoro, si logora anche lo spirito.
Terry ha aggiunto (in risposta ad una domanda):
"Oh, non confondetevi, Ron sarà presente nello show, è sempre suo, è nella sala di montaggio ogni giorno, sta leggendo le sceneggiature, sta supervisionando, è il suo lavoro. E' solo che io sono stanca. Esausta."

E ha rassicurato tutti: ha scelto il suo successore:
"Sono sicura che sarà annunciato ad un certo punto. Sappiate che ho scelto la persona che pensavo avesse talento e capacità per prendersi cura del nostro bambino".
Quindi festeggiamo il ruolo fondamentale di Terry nel rendere Outlander ciò che è, augurandole un sereno recupero e buona fortuna per qualunque altra avventura possa intraprendere! (Non in televisione, è uscita dalla pensione per fare Outlander e dice che questo è il suo ultimo show.)
Ha anche fatto notare che questa nomination agli Emmy per i costumi è la seconda candidatura dello show -sia lei che il suo dipartimento erano stati nominati per la seconda stagione.-
E per coloro che sono interessati ai BTS (dietro le quinte), all'ispirazione artistica coinvolta nei costumi, ecc., Terry dice che aprirà presto un suo account Pinterest associato a Outlander. (Non so nulla di Pinterest, ma terrò lo d'occhio e cercherò di riferirvi le informazioni su ciò che succederà.)

domenica 15 luglio 2018

Come ottenere un fisico alla Jamie Fraser

Tra combattimenti, romance e viaggi nel tempo abbinati allo sfondo mozzafiato che sono le Highlands scozzesi, Outlander ne ha per tutti.


**Attenzione, articolo del 2015**
Outlander si basa su una serie di romanzi estremamente popolari scritti da Diana Gabaldon. Vi recitano l’attore scozzese Sam Heughan (Jamie Fraser) e Caitriona Balfe (Claire Randall) che ricoprono il ruolo di protagonisti, con Tobias Mezes, Gary Lewis e Bill Paterson che son parte del gruppo di grandi personaggi secondari. Claire è un’infermiera appena ricongiuntasi col marito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. I due vanno in Scozia per una seconda luna di miele quando Claire viene trasportata indietro nel tempo nel 1743, dove incontra un guerriero scozzese (Heughan) e ne scaturisce tutta una serie di avventure.
Men’s Fitness ha raggiunto Heughan per sentire il suo parere su cosa i fan possono aspettarsi nei prossimi mesi. “Tutta la seconda parte della stagione diventa molto più oscura. La relazione tra Claire, Jamie e gli altri membri del clan viene messa molto a dura prova. Lo show diventa sempre più cupo e, sinceramente, penso anche più crudo. Il tutto culmina alla fine della stagione con qualcosa di davvero forte impatto, perciò direi che c’è tanto che li aspetta,” dice Heughan.

Anche se Heghan, di 1.90, non era certo mingherlino, ha dovuto andare in palestra per ottenere la forma da guerriero Highlander. “Prima di avere la parte pesavo attorno agli 82-84 kg. Facevo molta corsa: correvo per un team di beneficienza e partecipavo a molte maratone, ma dovevo sembrare un po’ più grosso e avevo bisogno di apparire come qualcuno che sapesse prendersi cura di se stesso. Lui (Jamie) è un uomo che vive all’aria aperta ed è un guerriero, quindi sono stato seguito per sei settimane da un trainer di Crossfit a Londra, e ho iniziato a esercitarmi sia nel sollevamento pesi basico che in quello olimpico in aggiunta a molto lavoro di condizionamento muscolare. Durante l’anno sono arrivato a pesare tra i 92 e i 94 kg e mi sono accorto di essere diventato molto più forte nel sollevamento pesi.” (Il record personale di Heughan è 180 kg e punta ad arrivare ai 200 kg per giugno). 
Mentre Heughan era nel mode “campo d’addestramento” e si allenava due, tre volte a settimana, mangiava di tutto, ma tentava di mantenere la sua dieta il più salutare possibile con patate dolci, pollo e burro di arachidi come carburante principale per la crescita muscolare. Una volta sul set però ha dovuto fare degli accorgimenti. “Mentre giravamo il mio peso è variato un po’. E’ piuttosto difficile nutrirsi bene quando sei sul set. Ho iniziato a prendere integratori e a mangiare barrette proteiche che erano facili da portarsi dietro. Negli ultimi mesi ho seguito la dieta Paleo, perché il mio personaggio, Jamie, viene catturato e si trova per un po’ di tempo in prigione. Volevo smagrirmi un po’ e devo dire che ha funzionato, nonostante all’inizio fosse difficile  stare a regime.
Secondo il settimanale Adweek, il 59% dell’audience dello show è di sesso femminile. Il successo dei libri e la forte protagonista femminile sono dei fattori importanti che ne contribuiscono al successo, ma Heughan  è piuttosto diplomatico quando si parla della sua popolarità tra quel particolare target. “E’ impressionante, lo show sta andando molto bene e c’è una grandissima risposta. Quando ti riconoscono per strada sono sempre molto gentili, genuini ed entusiasti di conoscerti. Devo dire che ci sono molti uomini che si avvicinano e spesso non sono di molte parole, però ti si affiancano e dicono “bel lavoro amico” e “ben fatto”. Anche loro amano lo show perché è per tutti. C’è un sacco di azione e di avventure, non è solo per le donne.”
Nonostante Heughan si sia appassionato ad alzare cose pesanti e a rimetterle giù per farsi i muscoli, ha dovuto perdere massa per interpretare il ruolo di uno scrittore nel film indipendente “When the Starlight End”, che ha girato a Los Angeles. Durante quelle riprese, l'attore ha deciso di tornare a correre. Ormai veterano di diverse mezze e intere maratone (ha come record personale 1h e 24 per quanto riguarda la mezza maratona di Londra e 3h e 20 nella maratona di Parigi –si è anche allenato per correre le 3 ore della New York marathon nel 2012, ma la corsa è stata cancellata a causa dell’uragano Sandy) si è allenato per sei settimane prima di competere nella maratona di Los Angeles, con un tempo di 3h e 36. Per quanto riguarda la corsa ha un consiglio molto semplice “Lo facevo più per godermi l’esperienza, e credo che questo sia il consiglio che darei. Quando correte una maratona, godetevi l’intera esperienza e vi ritroverete probabilmente a correre più veloce.”
Con la seconda serie dello show da girare in Scozia a Maggio, Heughan dovrà tornare presto in palestra per riottenere i 7-9 kg di muscoli persi per tornare nella forma fisica di Jamie Fraser. Non vede l’ora di tornare a casa per riprendere ad allenarsi, e visto il successo che lo show ha avuto fino ad adesso, farà meglio a non saltare gli allenamenti per le gambe, visto che dovrà indossare il kilt per parecchio tempo a venire.


Traduzione di Chiara R
[x]

venerdì 6 luglio 2018

Bees: Sogno di battaglia

Stavo facendo una specie di delizioso sogno in cui ti rendi conto di essere addormentato e te lo stai godendo moltissimo. Ero calda, mollemente rilassata e la mia mente era squisitamente vuota. Stavo cominciando a sprofondare verso il basso attraverso quello strato nuvoloso di beatitudine ai livelli più profondi dell'incoscienza quando un movimento violento del materasso sotto di me mi mise in immediata allerta.
Di riflesso rotolai su un fianco e cercai Jamie. Non avevo ancora raggiunto la fase del pensiero cosciente, ma le mie sinapsi avevano già tratto le loro conclusioni. Era ancora a letto, quindi non eravamo sotto attacco e la casa non era in fiamme. Non sentivo nulla se non il suo respiro affannoso; i bambini erano a posto e nessuno si era ferito. Ergo... era stato il suo sogno a svegliarlo.
Questo pensiero penetrò nella parte cosciente della mia mente mentre la mia mano gli toccava la spalla. Me la spostò, ma non con un gesto violento come di solito faceva quando lo toccavo troppo all’improvviso dopo un brutto sogno. Era sveglio, quindi; sapeva che ero io. Grazie a Dio per questo, pensai, e tirai un respiro profondo.
"Jamie?" Dissi piano. I miei occhi si erano già adattati all'oscurità; potevo vederlo, mezzo raggomitolato, inquieto, di fianco a me.
"Non toccarmi, Sassenach," disse a bassa voe. "Non ancora. Lascialo passare". Era andato a letto con una camicia da notte; la camera era ancora fredda. Ma ora era nudo. Quando se l'era tolta? E perché?
Non si muoveva ma il suo corpo sembrava fluttuare, il debole bagliore del fuoco che si spostava sulla sua pelle mentre si rilassava, sui capelli, il suo respiro che rallentava.
Mi rilassai un po’ anch’io, in risposta, sebbene lo guardassi ancora con circospezione. Non era un sogno su Wentworth – non era sudato; potevo sentire quasi letteralmente l’odore della paura e del sangue su di lui quando si svegliava da quelli. Venivano raramente – ma erano terribili quando arrivavano.
Un campo di battaglia? Forse; lo speravo. Alcuni di quelli erano peggio di altri, ma di solito si riprendeva da un sogno di una battaglia abbastanza velocemente, e lasciava che lo cullassi tra le mie braccia e gentilmente lo riaccompagnassi verso il sonno. Avrei voluto farlo adesso.
Un tizzone si incrinò dietro di me e il piccolo getto di scintille accese il suo volto per un attimo, sorprendendomi. Sembrava...in pace, i suoi occhi profondi e scuri e fissi su qualcosa che solo lui poteva vedere.
“Cosa c’è?” Sussurrai dopo pochi istanti. “Cosa vedi, Jamie?”
Scosse la testa lentamente, gli occhi ancora fissi. Molto lentamente, comunque, la messa a fuoco tornò in loro e mi guardò. Sospirò una volta, profondamente e le sue spalle si sciolsero. Si allungò verso di me e io quasi mi gettai tra le sue braccia tenendolo stretto.
“Va tutto bene, Sassenach,” disse tra I miei capelli. “Io non… va tutto bene.”
La sua voce suonava strana, quasi spezzata. Ma intendeva questo; stava bene. Strofinò la mia schiena dolcemente, tra le scapole e io trattenni il fiato per un po’. Era molto caldo, nonostante il freddo e la parte clinica della mia mente lo esaminò velocemente – nessun brivido, nessuna esitazione… il suo respiro era abbastanza normale e così il suo battito cardiaco, facilmente percepibile contro il mio petto.
“Tu… puoi parlarmene?” dissi, dopo un po’. Qualche volta poteva e sembrava aiutarlo. Più spesso non poteva e si sarebbe agitato fino a quando il sogno avesse lasciato la sua presa sulla sua mente gli avesse permesso di respingerlo.
“Non lo so” disse, la nota di sorpresa ancora nella sua voce. “Voglio dire – era Culloden ma… era diverso.”
“Come?” Chiesi con circospezione. Sapevo da quello che mi aveva detto che ricordava solo frammenti della battaglia, singole vivide immagini. Non lo avevo mai incoraggiato a tentare di ricordare di più, ma avevo notato che sogni del genere arrivavano più frequentemente, più ci avvicinavamo a qualche conflitto incombente. “Hai visto Murtagh?”
“Si, l’ho visto”. Il tono di sorpresa nella sua voce si fece più profondo, e la sua mano si fermò sulla mia schiena. “Era con me, accanto a me. Ma potevo vedere la sua faccia; risplendeva come il sole.”
Questa descrizione del suo padrino defunto era molto più che singolare; Murtagh era stato uno degli esemplari più arcigni di maschio scozzese mai prodotto nelle Highlands.
“Era… felice?” Mi avventurai dubbiosa. Non potevo immaginare nessuno che avesse messo piede sul campo di Culloden in quei giorni e che avesse ceduto fino a un sorriso – probabilmente nemmeno il duca di Cumberland.
“Oh, molto più che felice, Sassenach – pieno di gioia” Mi lasciò andare quindi, e fissò lo sguardo sul mio viso. “Lo eravamo tutti.”
“Tutti - chi altro c’era?” La mia preoccupazione per lui si era in gran parte placata ora, sostituita dalla curiosità.
“Non lo so precisamente... c’era Alex Kincaid e Ronnie…”
“Ronnie MacNab?” Sbottai, sorpresa.
“Aye,” disse notando a malapena la mia interruzione. Le sue sopracciglia erano aggrottate per la concentrazione e c’era ancora qualcosa di uno strano splendore sul suo viso. “Anche mio padre era lì e mio nonno.” Rise a voce alta a questo, ancora sorpreso. “Non riesco a immaginare perché fosse lì ma c’era, chiaro come il sole, in piedi sul campo che guardava male il via vai, ma risplendente come una rapa a Samhain, comunque.”
Non volevo fargli notare che tutti quelli che aveva nominato finora erano morti. Molti di loro non erano stati sul campo quel giorno – Alex Kincaid era morto a Prestonpans e Ronnie MacNab…Guardai senza volerlo il fuoco, incandescente sulla nuova ardesia nera del focolare. Ma Jamie stava ancora guardando nelle profondità del suo sogno.
“Sai, quando combatti, per la maggior parte è un lavoro duro. Ti stanchi. La tua spada è così pesante che pensi che non potrai sollevarla un’altra volta - ma devi, ovvio.” Si allungò, flettendo il suo braccio sinistro e girandolo, guardando il gioco della luce sui peli schiariti dal sole e sul muscolo perfettamente modellato. “Che sia caldo - o freddo - in entrambi i casi, vorresti essere da qualche altra parte. Sei spaventato e sei troppo occupato per essere spaventato fino a che è finita, e ti agiti a causa di quello che hai appena fatto.” Scosse la testa con intensità, smuovendo i pensieri.
“Non questa volta”

martedì 3 luglio 2018

Intervista a Caitriona Balfe


Caitriona Balfe parla con Shauna O’Haloran della vita in Outlander, dei programmi per il matrimonio e del perché le donne ne hanno abbastanza del comportamento di merda di Hollywood (sue parole non nostre).
Un paio di Levi’s 501 slavati, converse basse bianche e una T-shirt bianca sono tutto ciò di cui Caitriona Balfe ha bisogno per fare un salto a nord di Londra per un giorno di riprese, e ho ancora un commento della troupe di quanto sia bella nella vita reale. È una cosa a cui non mi piace mai arrivare nelle interviste – siamo qui per scoprire la persona dopo tutto – ma credo che non menzionarlo sarebbe un peccato, perché è davvero splendida anche quando non è al lavoro.

Super Modella d’Irlanda
Naturalmente non è una sorpresa. La nativa di Monaghan una volta era una delle modelle da passerella più ricercate al mondo, scoperta da Ford Models a Dublino. A 18 anni, apriva e chiudeva sfilate a Parigi per Chanel, Moschino, Givenchy e Louis Vuitton, per citarne alcuni.
E questa modesta rivista è solo una delle tante di cui ha onorato la copertina – con Vogue, Harper’s Bazaar ed Elle magazines che, nel corso degli anni, hanno avuto come protagonista Caitriona. Perciò nessuna meraviglia se letteralmente non c’è stata nessuna brutta fotografia nella revisione del fotografo.

I tempi di Outlander
Oggi comunque, Caitriona Balfe è meglio conosciuta in tutto il mondo come Claire Beauchamp Randall – l’infermiera degli anni ‘40 viaggiatrice nel tempo di Outlander che si innamora di un galante guerriero delle Highlands di nome Jamie Fraser, interpretato dalla sua costar Sam Heughan.
 “È stato uno viaggio così agitato!” Mi dice quando ci sediamo per l’intervista. È rientrata dalle riprese in Scozia per la quarta stagione e sappiamo già che le stagioni cinque e sei sono in corso, perciò Claire sarà parte della vita di Caitriona per il tempo a venire. “Sono stata selezionata tardi nel programma. Ho avuto la parte l’11 settembre ed ero in Scozia (per le misure e per le riprese) il 15 settembre 2013. Credo di averlo saputo due giorni prima che lo annunciassero!” dice del vorticoso ingresso in Outlander.
Lo show, ora alla quarta serie, si basa su una serie di racconti di Diana Gabaldon e dire che ha un mega fandom è una minimizzazione. Avendo cominciato a recitare dopo la sua carriera di modella, Outlander è stato il primo ruolo importante di Caitriona e l’ha portata nella stratosfera con oltre cinque milioni di spettatori a episodio. Com’è, mi chiedo?
Comunque, non c’è voluto molto per Caitriona per capire quale scopo stesse acquisendo il suo nuovo ruolo. “Dopo che avevamo girato quattro episodi io a Sam siamo stati portati a LA e abbiamo partecipato a un evento per i fan. Nessuno aveva visto niente e c’erano oltre duemila persone a questo evento… che non avevano visto un minuto di riprese. Siamo saliti sul palco e tutti stavano urlando!”
Il nucleo principale di fan è rimasto con loro mentre le stagioni andavano avanti e Outlander ha vinto molti premi. Anche Caitriona è stata ampiamente apprezzata con più di 20 nomination e una presentazione del premio come miglior attrice da istituzioni come People’s Choice Awards, Golden Globes, Saturn Awards, IFTA BAFTA.

Cait & Sam, chiunque?
Uno dei punti notevoli della serie è la vivace dinamica sullo schermo tra lei e Heughan durante le loro numerose scene sensuali insieme. Così tanto che la gente per molto tempo ha avuto difficoltà a credere che non fossero una coppia nella vita reale. Non importava quanto gli attori insistessero.
“È bello che le persone vedano qualcosa in questo, ma sai, siamo sempre stati solo amici. E io ho detto questo dall’inizio ma le persone non vogliono ascoltarlo!” Ciò nonostante, deve essere difficile dopo quattro stagioni di riprese di scene sexy con qualcuno non farsi coinvolgere in una storia romantica di qualche genere. “Andammo a fare una passeggiata,” spiega Caitriona su come la questione è stata sistemata all’inizio.
“Entrambi siamo dovuti andare a Londra giusto prima di cominciare le riprese, io stavo facendo la mia seconda permanente della settimana e lui si stava tingendo i capelli, probabilmente per la quindicesima volta quel mese, e ci incontrammo a Kensington e facemmo una lunga passeggiata nel parco. Io ero lì con la mia permanente a barboncino e lui con una terribile versione rossa dei suoi capelli ed eravamo tipo, ‘Tu sai cosa, chissà cosa sarà ma noi ci saremo insieme e dobbiamo spalleggiarci l’uno con l’altro’. E da quel momento lo abbiamo sempre fatto.”
Un dolce momento che ha portato a un’amicizia duratura e probabilmente è stato la chiave del successo di Outlander. “Negli spettacoli che hanno avuto successo, penso, si vede sempre che restano uniti. Penso che, nel momento in cui lasci che l’ego o l’orgoglio o tutto quel genere di cose si mettano in mezzo, davvero che cose si inaspriscono,” dice onestamente.

Caitrona su #MeToo
Va detto, non c’è ego in Caitriona Balfe e come il suo personaggio principale nello show, è facile immaginare che lei regoli il tono di tutti quelli coinvolti. L’ambiente del set, lei dice è di aiuto e unito, anche se è dolorosamente consapevole che non tutti gli show di punta e i set di Hollywood sono così fortunati.
“Il nostro lavoro è davvero duro e noi ci troviamo in condizioni difficili, come quando sei all’esterno sotto la pioggia battente o la neve di traverso, che può succedere! Avere persone che possono essere di supporto l’una per l’altra e prendersi cura l’uno dell’altro, fa un’enorme differenza.
“Conosco qualcuno che lavorava in uno show come protagonista maschile e lui e la protagonista femminile non parlavano mai, letteralmente non parlavano l’uno con l’altra a meno che non fossero in scena. Non riesco a immaginare di volermi trovare in una situazione come questa, non riesco a immaginare di svegliarmi la mattina e sentire di dover andare a lavorare con qualcuno che neanche parlerà con me. È orribile."
Ma le storie sono diffuse, anche prima che #MeToo esplodesse, celebrità e cattivo comportamento sul set sembravano andare di pari passo. E questo alimenta tabloid volgari. E le donne, notoriamente, sembrano ottenere la parte peggiore dell’accordo in fatto di rispetto degli standard dei salari.
“Penso che tutti si stiano rendendo finalmente conto del fatto che non possono passarla liscia con queste cose,” interviene Caitriona. “Ovviamente sono arrivata a questo punto della mia vita un po’ tardi perciò mi sono sentita sempre a mio agio nel difendermi o nel far sentire la mia voce, ma possono esserci dei doppi standard. Ma non penso, voglio sottolinearlo, non sia sempre l’uomo che costringe a questo. Abbiamo avuto registi uomini o produttori uomini, che sono molto più sensibili e di aiuto di quanto a volte possono esserlo le donne. Non penso necessariamente che ci sia una linea di demarcazione tra i sessi; non sono tutte le donne che supportano le donne perché non è quella la mia esperienza. Penso che riguardi realmente le persone.”
E fa molto più male, quando è una donna a non essere di supporto? “Sì, penso che ti aspetti di meglio. E penso che qualche volta credono che perché sono donne non pensano di essere discriminatorie, ma se quello che stai chiedendo è completamente fuori luogo…”
Nel mondo gerarchico della moda e dello spettacolo, le persone che cominciano la carriera dal basso sono più vulnerabili rispetto agli abusi. Caitriona fa notare che lo ha vissuto in particolare da giovane modella e la sua prima carriera le ha lasciato qualche ferita da rimarginare.
“Ricordo uno dei miei primi servizi fotografici a Dublino. Ero così giovane e ricordo di essere tornato da lì e mia sorella fece “dove sei stata tutto il giorno?” Ero stata spedita con uno strano fotografo che era anziano, che non aveva nessuna conoscenza di dove stavo andando, che cosa ci si aspettava, solo come essere buttata in pasto ai lupi a 18 anni.”

Gli anni da modella
È stato a quell’età che ha cominciato anche a viaggiare per la prima volta, a Parigi e a Milano, e con una struttura di supporto minima o nulla. “È incredibile quando mi guardo indietro a come mi sono fatta strada in tutto questo perché sei letteralmente lasciata a te stessa, girovagando tra città straniere di cui non conosci la lingua. Ci si aspetta che ti arrangi da sola. Era come il selvaggio west ed eri fortunata ad avere un lavoro. C’era una vera disparità di forze – si supponeva che l’agenzia ti proteggesse davvero, ma era quasi come se tu avessi bisogno di compiacerli per ottenere il lavoro. Penso che sia questo il motivo per cui molte ragazze che sono passate attraverso questa esperienza sono resistenti come chiodi,” aggiunge, riferendosi anche a sé stessa, anche se quella tenacia non è arrivata senza costi.
"Quando ho lasciato il mondo della moda, mi sono spostata a LA e sono molto grata di essermi potuta prendere un anno… la maggior parte di quello è servito per smantellare molti problemi mentali che avevo preso dalla moda perché la tua fiducia e la tua autostima sono nella toilette dopo che sei stato in questo settore per molto tempo. La maggior parte delle modelle che conosco hanno un’autostima terribile che è la cosa più folle.”
Per fortuna, sia nella moda che nella recitazione, le aziende stanno cambiando. Come qualcuno che è nei piani alti di Hollywood ed è stato in compagnia di tipi come Weinstein e altri, Caitriona ha sperimentato di prima mano lo stare con le persone al centro della tempesta #MeToo.
“Molti dei nomi che sono venuti fuori, è strano perché tu pensi ‘Oh sì, non è sorprendente’. Con qualcun come Morgan Freeman; sono cresciuta guardandolo in tv e lui è quella voce che calma tutti. Ma avevo sentito voci in precedenza. Nessuno è al di sopra della legge e quello che spero è che tutte queste cose vadano a processo perché penso che la cosa peggiore sia trovarsi in quelle situazioni in cui è come una mentalità collettiva e cominciamo a essere giudici, giurie e esecutori sul social media perché non è mai questo il modo giusto di fare le cose. 
“Ma penso che ci sia stato un vero cambiamento e penso che la gente tollererà più questi pessimi comportamenti. E non dovrebbero.” L’unica cosa che l’alto profilo e l’influenza offrono alle persone è la capacità di accendere una luce su situazioni che meritano maggiore attenzione.

Una buona causa
È qualcosa a cui Caitriona è molto attenta e dal momento che i suoi fan di Outlander le hanno sempre chiesto ‘chi possiamo supportare a nome tuo’ lei si è data da fare per trovare una associazione benefica per la quale potesse fase da ambasciatrice. Di conseguenza, ora è sostenitrice di World Child Cancer e ha viaggiato in Ghana l’anno scorso per visitare due ospedali in cui opera l’associazione.
“È umiliante quando vedi il differente tipo di cure che puoi avere se qualcosa va storto nella tua vita solo a causa di dove sei nato,” dice dell’esperienza ma è ugualmente pronta a minimizzare il suo ruolo di sostenitrice rispetto a quello che delle persone che lavorano sul campo, nonostante usi il suo tempo e il profilo per aumentare la conoscenza e i fondi per l’associazione.
“Sono molto grata di poterlo fare, le persone in trincea sono persone che fanno il lavoro giorno per giorno e davvero ammirevole perché non ottengono molti riconoscimenti per esso.”
Controllate il profilo Twitter di Caitriona e vedrete quanto sia appassionata di questo, oltre a essere sostenitrice di altri temi: era portavoce di Repeal (Abrogazione dell’ottavo emendamento della costituzione irlandese per legalizzare l’aborto), supporta scelte di moda etiche e promuove uno stile di vita libero da carne e latticini.
“Credo che non importi quello che fai, dovresti essere un cittadino responsabile nel mondo,” dice, “penso che molti dei miei social media promuovano temi in cui credo e cause in cui credo. Riguardo alla mia vita privata, francamente non sono interessante perciò non faccio selfie, il mio compagno è molto discreto e non è sui social media e non vuole esserci così non si dice niente di lui. Dunque, questo è come sono naturalmente!”

Un affare personale
È chiaro mentre la conversazione va avanti quanto Caitriona sia con i piedi per terra. È fieramente orgogliosa del suo essere irlandese e lo utilizza come apertura di una conversazione in tutto il mondo (Suscitiamo benevolenza – alla gente piacciamo sinceramente!) e mentre si lamenta di quanto il suo nome venga “massacrato” le manca l’unità di accesso dati che ha abbandonato per comodità qualche anno fa. “Sono devastata al riguardo!" Dice, prima di confessare anche che la tecnologia gioca un certo ruolo in questa scomparsa.
 “Ai primi tempi dei computer sono sapevo come accenderla! Ho imparato appena un paio di mesi fa, tipo ohh! C’è un bottone qui. Perciò potrei riavere indietro la mia unità di accesso dati” E non ha escluso un imminente matrimonio in Irlanda – l’attrice si è recentemente fidanzata con il molto privato produttore musicale Tony McGill, ma i piani per le nozze sono stati ancora decisi. Vorrà tornare in Irlanda per fare il grande passo?
“Se ci metti su una lampada solare, sì mi piacerebbe!” ride. I piani del matrimonio non sono una sua cosa tuttavia, e non guadagnano chiacchiere futili o liste dei desideri. “Mi piacerebbe avere tutti i miei amici e la famiglia e fare una grande festa,” quando si presenta poco entusiasta sulla programmazione della sua giornata perfetta. “Penso che l’aspetto organizzativo sia più di un lavoro!”
E anche trovare tempo che si adatti ai loro orari si sta rivelando impegnativo, con Caitriona pronta per girare un film a LA con Matt Demon e Christian Bale. È un film biografico del meccanico e pilota Ken Miles (Bale) e della competizione tra Ford e Ferrari negli anni ’60. “Interpreto la moglie di Christian Bale e James Mangold (Quando l’amore brucia l’anima, Logan, Wolwerine) è il regista. È ambientato negli anni ’60, è tutto su Le Mans, la competizione di 24 ore, perciò ci sono molte macchine veloci, uomini bollenti e io!” Ride.
“Sto guardando un sacco di documentari su Le Mans che è davvero magnifica.” E questa è Caitriona: apparentemente del tutto impassibile alla prospettiva di lavorare con alcuni degli attori e registi più famosi di Hollywood e tuttavia, impegnata nelle ricerche in modo da essere preparata per quel momento. Oh, e divertendosi deliberatamente anche. Con molti progetti in cantiere, quella domanda aumenterà, ma di una cosa posso essere sicura: per sé stessa, Caitriona Balfe sarà sempre autentica.

lunedì 25 giugno 2018

Sophie Skelton: 211, accenti americani e provini per Outlander

Sophie Skelton, che attualmente interpreta Brianna nella serie di successo Starz Outlander, sta ottenendo un altro grande successo con il thriller action, 211. Nel film, interpreta la distante figlia incinta di Nicolas Cage, il cui mondo "viene stravolto", dice.
In quest’intervista Sophie ci parla di questo ruolo, del lavorare a fianco a un attore come Cage, di come ha perfezionato il suo accento americano e, ovviamente, di Outlander.


Pare che tu abbia un sacco di cose in ballo. Sei davvero impegnata o è solo un’impressione?
Sophie Skelton: Sì bè, in effetti è vero, è stato un periodo piuttosto pieno. Abbiamo iniziato a girare e poi abbiamo dovuto fare una pausa perché Nicolas Cage si è rotto la caviglia. Quindi abbiamo avuto circa sei settimane di pausa. Quello è stato bello ma sì, ultimamente sono stata impegnata principalmente con Outlander, perché stiamo girando la quarta stagione. Perciò è da gennaio che sono in Scozia. 


Quando hai avuto quella pausa di sei settimane, hai provato a trovare qualcos’altro da fare o sei semplicemente rilassata?
E' difficile, ti ritrovi a rilassarti e basta, ma mentalmente mi dicevo che dovevo comunque girare. Dovevo tenermelo per me, quindi non è stato male ma sì, è stata una sorta di tranquilla e divertente vacanza.


Parliamo del film. Interpreti la figlia di Nicholas Cage, giusto? 
Sì. Sono sua figlia e la moglie del suo partner. Hanno una relazione davvero complicata perché sua madre è morta non molto tempo prima di cancro e lei ne sta ancora soffrendo. Lui invece si è in qualche modo isolato e si è buttato nel lavoro. Ovviamente essendo un poliziotto è un uomo buono che ama davvero il suo lavoro. E per ironia della sorte quando quel fatto capita è ormai pronto per andare in pensione.
Lisa tuttavia lo incolpa per la sua assenza durante la malattia della madre. Quindi il film inizia più o meno così, vediamo Lisa che scopre che è incinta. E Dwayne [Cameron] e io abbiamo deciso che ci avevano provato per un sacco di tempo quindi è davvero una notizia meravigliosa e si percepisce il sollievo che provano perché ce l’hanno fatta. Credo che il personaggio di Dwayne pensi davvero che questo possa in un qualche modo sistemare il cattivo sangue che corre tra padre e figlia e che forse le cose possano davvero iniziare a girare nel modo giusto e far tornare la famiglia unita.
E ovviamente il giorno in cui lo scopre succede di tutto e il mondo di Lisa viene messo sottosopra. E’ davvero una gran bella parte da interpretare, molto straziante e sì, con un ribaltamento totale dall’inizio alla fine della giornata. 


Ho parlato con un paio di persone che hanno lavorato con Nicolas Cage e hanno detto che è fantastico così come ci si immagina sia. Tutto di lui è interessante. Com’è stato lavorarci assieme?
Credo che quando lo si guardi, si possa dire che ci sia sempre qualcos’altro dietro, come una sorta di livello più profondo della sua persona che magari sceglie di non mostrare in alcune scene. Ma poi ecco che invece ci mostra quella profondità in momenti ancora più emotivi. E’ davvero una persona complessa dentro e fuori le telecamere. Il che è davvero fantastico, è una persona molto interessante con cui parlare, molto saggio, ha molto da dire. E’ meraviglioso, un uomo adorabile, un brav’uomo.


Quindi tu e Dwayne vi siete incontrati e avete in un certo senso creato la vostra versione del retroscena della coppia? 
Sì, molto velocemente sul momento. Non abbiamo avuto nessuna prova o incontro prima di girare, è stata una cosa dell’ultimo momento, la mattina, quindi è stato interessante vedere come si è sviluppata. E’ stato fantastico, Dwayne è meraviglioso ed è facile lavorare con lui e andarci d’accordo, perciò quel giorno è andato tutto alla grande. Direi che sono stata fortunata.

Mi è capitato di interpretare parti dove dal nulla incontravo la persona che interpretava mia moglie da tipo cinque anni o una fidanzata, e dovevamo renderlo credibile. E’ sempre così strano.
Già. “Piacere di conoscerti .. vi dichiaro marito e moglie!” Interpreti marito e moglie e sei tipo, “Ok”. E’ fantastico ma qui sta la cosa positiva di aver già lavorato con i Millennium guys in passato; tutti sono adorabili e c’è un bel team. E’ come se fosse una vera famiglia e tutti sono a proprio agio. Insomma, ci troviamo bene assieme.
Lo stesso vale con Richard [Rankin di Outlander], ho incontrato anche lui il giorno delle riprese.


Oh, wow.  
Già, presentazione veloce.

Parlando di Outlander, prima di presentarti all’audizione conoscevi già i libri o la serie? 
No. A dire il vero ho fatto l’audizione credo nel ..2015? L’ho fatta un anno prima di essere effettivamente nel cast. Quindi al tempo la prima serie non era ancora uscita in tv. Perciò avevo cercato su google i libri, ordinato uno in libreria e ho cercato di dargli una lettura veloce.
Poi ho fatto l’audizione e non ho saputo nulla per circa un anno. Perciò ho immaginato che non fosse andata bene. Dovevano scegliere il personaggio entro la fine della prima stagione e invece è successo alla fine della seconda, quindi quando mi è toccato fare una seconda audizione, ho avuto più tempo per prepararmi e ho letto i libri.
E poi sì, ho continuato a leggere. Non sono nel primo libro, quindi ho letto dal due al quattro giusto per prepararmi, perché molte delle parti richieste per l’audizione erano del quarto libro, che è quello che stiamo attualmente filmando. Non avevo realizzato quale fenomeno fossero i libri e quanto seguito avessero. Non era qualcosa di cui mi ero resa conto ma quando l’ho fatto ho compreso la misura della sua popolarità.


Eri preparata a questi fan appassionati? So che sei stata al Comic-Con almeno una volta, giusto? 
Esatto. Solo una volta e quella sì che è stata un’esperienza. E’ stato fantastico. I fan sono molto entusiasti, il che è bellissimo da vedere. Non mi è stato detto molto prima. Mi hanno accennato solo sul fatto dell’andare là così che Twitter sarebbe esploso e cose così. Non comprendi la grandezza della cosa finchè non la vedi di persona.
E’ fantastico, è meraviglioso avere dei fan così leali. E’ davvero bello perché anche tu sai che hai lì persone che sono fan dei libri e altre che sono solo fan dello show, ed è fantastico avere la libertà di cucire la storia ad hoc sia per i fan dei libri che della TV.


Grazie allo show anche i tuoi fan sono aumentati, il che è utile perché adesso le persone dicono “Oh, c’è lei in questo nuovo film.” Credo che questo aiuti. 
Esatto, esatto, assolutamente. Insomma, quello che è bello di 211 è che ho già lavorato con i produttori, ho fatto un film con loro e mi hanno chiesto di tornare e interpretare Lisa, il che è fantastico. 

Mi pare che il tuo personaggio abbia un accento americano. Ed è molto fluente, tra l’altro.
Oh, grazie, grazie.


Ti sei prima esercitata con l’accento americano o ti è venuto naturale?
In tutta onestà credo di aver visto troppe volte Friends quando ero ragazzina. Quindi credo di esserne stata sommersa da quando ero piccola, il che ha funzionato bene alla fine.


Qual è stata la tua peggiore audizione?
La peggiore? Avevo 15 anni e probabilmente era una delle prime audizioni a cui sia mai andata, ed era per uno show televisivo che credo sia già terminato. Non mi ricordo quale fosse esattamente, qualcosa come I Tudors, qualcosa così. E dovevo interpretare una ragazza indigena in questo grande banchetto serale, dove, ovviamente, dovevo danzare attorno al tavolo. Non ci avevano dato altre indicazioni, perciò sono andata all’audizione e ho fatto questa sorta di danza tribale, il che è stato piuttosto bizzarro, lo devo ammettere.


Trovate 211 ovunque, incluso Amazon. 

Outlander invece tornerà a Novembre su Starz.

Traduzione di Chiara R
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venerdì 22 giugno 2018

Outlander S3, il DVD


Finalmente dopo una lunga attesa, 
il dvd della terza stagione di Outlander 
vedrà la luce anche in Italia!
Precisamente il 12 settembre 2018
Su amazon è già disponibile in pre-order