mercoledì 22 luglio 2020

Outlander: Diana Gabaldon e il fantasma di Jamie

8 cose che abbiamo imparato sul fantasma di Jamie, direttamente dall’autrice di ‘Outlander’ Diana Gabaldon
Diana Gabaldon risponde alle varie domande dei suoi lettori sulla popolarissima serie Outlander da decenni, ma l’unica cosa di cui i fan parlano continuamente è il fantasma di Jamie Fraser
Penserete che l’autrice che ha riposto alla mia richiesta di una chiacchierata mentre era fuori città in visita alla figlia, sia nauseata dall’argomento, ma grandi notizie: ciò non potrebbe essere più lontano dalla realtà. Gabaldon è più che felice di parlare del misterioso, mitico fantasma che ha creato. Anche se ne parla da oltre 25 anni.
Abbiamo deciso di sentirci quando sarebbe tornata a casa a Scottsdale, in Arizona, e quando le ho detto che l’avrei chiamata dalla East Coast, lei ha cortesemente spiegato le regole dell’ora legale del suo Stato. “L’Arizona non ha l’Ora Legale, così il resto del paese si muove avanti e indietro intorno a noi due volte all’anno,” ha scritto in un’email.
Ha anche messo a disposizione la sua linea fissa nel caso in cui il suo cellulare non avesse funzionato. “Ho appena preso un nuovo telefono e non ho ancora fatto nessuna chiamata,” ha detto.
La sua attenzione ai dettagli e una pianificazione ponderata e provvisoria non sorprenderanno i fan di Outlander. E anche la sua disponibilità a parlare del libro e dei personaggi che ha creato non sarà un trauma.
Gabaldon è un libro aperto quando si arriva al suo libro; è molto impegnata con i suoi fan. Usa Twitter e Facebook e mette anche il suo indirizzo email sul secondo; partecipa a eventi con i fan; mantiene aggiornato il suo sito internet; e passa il tempo su TheLitForum.com, di cui, fa notare, è membro anche da prima che scrivesse Outlander.
Il buon senso vi direbbe che non c’era modo che Gabaldon divulgasse qualcosa che avrebbe anticipato il suo finale di Outlander dopo quasi 30 anni di lavorazione, ma è stata capace di approfondire i pochi indizi che ha già dato ai fan, e intanto, ha dato anche dei nuovi spunti di riflessione. 
Qui c’è tutto quello che ho imparato sul fantasma di Jamie, dalla creatrice del fantasma di Jamie in persona.
1. Lei non conosceva l’identità del fantasma… all’inizio
In precedenza, Gabaldon ha raccontato ai un fan che non sapeva che Jamie fosse il fantasma quando ha scritto dell’apparizione la prima volta. “Come tutti gli altri, pensavo “Chi è questo fantasma? Che sta facendo qui?” mi dice ridendo.
(Inoltre, giusto per promemoria: Gabaldon ha rivelato in precedenza che il fantasma che Frank Randall ha incontrato nella Inverness del 1946, in Scozia è, sicuramente, Jamie Fraser, e ha confermato che spiegherà come il fantasma di Jamie si inserisce nella storia principale nel decimo e ultimo libro di Outlander. Oh, e ha confermato che Jamie non può viaggiare nel tempo.)
L’intento iniziale del fantasma, dice, era di aggiungere un po’ di mistero alle pagine iniziali di Outlander prima del viaggio nel tempo.
Immaginando, come ha fatto lei, che “i fantasmi siano ovunque” nelle Highlands (è un paesaggio davvero infestato sotto moltissimi aspetti,” dice) Gabaldon ne ha aggiunto uno alla sua storia, per creare un po’ di conflitto.
Dopo aver visto il fantasma guardare Claire attraverso la finestra, Frank è spinto a chiedere a Claire di una potenziale infedeltà che potrebbe esserci stata nei loro anni di separazione durante la Seconda Guerra Mondiale. È ironico, ovviamente, perché Claire non ha tradito Frank con uno scozzese nel 20° secolo, ma sposa uno scozzese – mentre è ancora sposata con Frank – nel 18° secolo. “Se hai un triangolo, la prima cosa che ti chiedi è come finirà,” dice Gabaldon a proposito di Claire, Frank e Jamie.
Comunque, Gabaldon non aveva nessuna identità per questo scozzese “nel momento in cui ho scritto la scena” mentre il primo romanzo continuava a prendere forma, dice “divenne assolutamente ovvio in breve tempo chi era” – James Alexander Malcolm MacKenzie Fraser.
2. Claire non ha mai fatto il collegamento tra il Fantasma & Jamie
Gabaldon pazientemente si prede il tempo per rispondere alle domande dei fan – anche quando è impegnata a scrivere i suoi romanzi – ma c’è una domanda di cui è un po’ stanca. “Perché Claire non riconosce Jamie quando va indietro nel 18° secolo?”
Lei ha chiarito ripetutamente che solo Frank ha visto quel “gran tipo” del fantasma.
“Abbiamo sentito solo la descrizione di Frank come di un highlander in kilt,” dice. “Ma dopo questo, entrambi lasciano cadere la conversazione.”
Non avrebbe senso che Claire affrontasse con Jamie la questione del fantasma, visto che... be’: “Lei non ha mai visto il fantasma!” Gabaldon continua: “Perché [Claire] dovrebbe dire, ‘Oh, sai una cosa? Sei mesi fa, il mio ex marito Frank ha avuto un inquietante sfioramento con un fantasma in tenuta delle Highland, eri tu?’”
Perciò considerate chiusa la cosa: Claire non riconosce Jamie nel 18° secolo perché non lo ha mai visto prima. Fine!
3. I sogni di Jamie potrebbero avere a che fare con il fantasma
Quando chiedo a Gabaldon di qualche potenziale legame tra quello che lei descrive come “sogni semi-chiaroveggenti” di Jamie e il suo fantasma, lei parla liberamente. “Per Jamie, forse la morte è solo una continuazione del suo sogno,” mi dice l’autrice. 
Ma velocemente aggiunge, “Forse. Non sto dicendo che sia vero… [ma] i suoi sogni probabilmente sono parte della parte di lui che potrebbe essere un fantasma alla fine.” Questo perché insinua che l’anima fantasma di Jamie contiene la sua personalità, che comprende la sua capacità di vedere nel futuro.
“L’anima sopravvive alla morte,” dice. Cosa che ci porta a…
4. Jamie potrebbe avere “faccende in sospeso”
Un avvenimento comune nelle storie di fantasmi che lo spirito ha alcune questioni finali di cui occuparsi sulla terra prima di trovare la pace nell’aldilà. Gabaldon suggerisce che il Fantasma Jamie potrebbe avere alcune “faccende incompiute” ma mantiene questo indizio quanto più criptico è possibile
Così è come Gabaldon descrive una possibile ragione per cui Jamie sta sulla terra come fantasma: “Probabilmente, è stato sollevato dalle cose peggiori mentre stava morendo” – le “cose peggiori” significa, in sostanza, che i suoi peccati mortali sono stati perdonati durante il passaggio per diventare immortale.
Quando muore, continua, è sollevato anche da “qualsiasi faccenda in sospeso abbia,” poi aggiunge: “Supponendo che non abbia cose in sospeso a questo punto, che potrebbe essere, capisci.”
Quindi, ha faccende in sospeso o no?! E quali sono? E se sì, sicuramente avranno a che fare con Claire. Giusto??
5. Ci sono alcuni indizi sul Fantasma nei libri – ma non aspettatevi che lei ve li spieghi
In Dragonfly in Amber,* Jamie dice dovesse “sopportare duecento anni di purgatorio” per ritrovare Claire. Quando chiedo a Gabaldon se questo è un indizio di come chiuderà la storia di Outlander, risponde “Questo non posso dirtelo.”
Lo stesso riguardo alla sua età. Ha rivelato a The Outlander Podcast che il fantasma di Jamie ha 25 anni e molti fan hanno teorizzato che la sua età potrebbe avere qualcosa a che fare con la Battaglia di Culloden dal momento che Jamie aveva circa 25 anni durante quel combattimento.
Gabaldon mi dice che non spiegherà cosa può significare quell’età, ma non scoraggia i fan dal fare supposizioni su questo fatto. “Voglio dire, questa è l’età che ha, ma mi sta bene se a loro fa piacere riflettere sul perché,” dice
Per quanto riguarda indizi futuri, Gabaldon ha detto in un tweet che il fantasma non farà nessun’altra apparizione fino alla fine della serie di libri. E non ha non ha voluto rivelare a The Dipp se ci sarà qualche altro indizio sul fantasma nei libri in arrivo – Go Tell The Bees That I Am Gone e il decimo libro senza titolo.
Ma, lei sa che se metterà qualsiasi riferimento, i suoi fedeli fan probabilmente non si perderanno nulla.” Potete scommetterci.
6. Non ha visto nessuna teoria dei fan che ci abbia azzeccato.
Parlando di queste teorie dei fan, Gabaldon non è timorosa di mettere in moto il suo account Twitter per confutarli, come quando la detto che Jamie non si è reincarnato. Un’altra volta dopo che il britannico Express aveva raccolto la teoria di Asmortica che il fantasma aveva qualcosa a che fare col fatto che Claire era nata nel 18° secolo, Gabaldon scrisse su Twitter che “neanche una parola” era vera.
Le chiedo se ha visto qualche teoria sul fantasma di Jamie che era vicina a quello che lei ha immaginato per la fine. La sua risposta? Un semplice “No davvero.”
Dice di aver letto la sua parte parte di WAG (wild ass guesses "congetture del cavolo") su TheLitForum e ogni volta che esce nuovo materiale, dice che i fedeli"inizieranno a provare a intrecciarlo in una ragnatela che non esiste ancora".
Ma non lasciate che la sua risposta vi scoraggi; Gabaldon ammette di essere del tutto consapevole dell’effetto che i suoi scritti, e l’andamento della storia, hanno sui fan. “È come far cadere un masso molto grande in uno stagno. Hai un sacco di increspature luccicanti e onde da fermo e cose del genere. Una volta che la pietra è stata lasciata cadere, non cessa di avere effetti,” dice.
Lei lascia cader massi letterari figurativi nei suoi libri di per sé, ma, “Sicuramente capisco quale effetto potrebbero avere sui lettori. Inoltre, è abbastanza saggia da sapere che qualsiasi pietra o masso che cade al di fuori dei suoi libri farà sì che i fan raddoppino gli sforzi sulle teorie, su cui dice: "Più potere a loro!"
7. La storia del fantasma sarà risolta in un epilogo
Gabaldon non ha detto specificamente che il decimo libro avrà un epilogo, come A Breath of Snow and Ashes** (che ne ha due), ma ha chiarito che la spiegazione del fantasma sarà una riflessione finale dopo che la storia principale si sarà conclusa.
Riprendendo un suo tweet del 2018, mi dice, “Non posso dire che [la scena finale del fantasma] non sia una parte della trama del libro, ma non è una parte lineare di quello che succede prima.” Chiarisce ulteriormente, “Non sto dicendo che non è importante, ma non sembra avere effetti sulla trama mentre va avanti.”
Per quanto riguarda il finale principale? Gabaldon ha dichiarato, “L’ultimo libro avrà un lieto fine, anche se mi aspetto sicuramente che lascerà i lettori in un fiume di lacrime, comunque.” Il fantasma sarà appunto la ciliegina strappalacrime sulla torta.
8. Sam Heughan sa del fantasma “Per una specifica ragione”
Oltre a Gabaldon ci son due persone che sanno effettivamente perché il fantasma di Jamie si trova nel 20° secolo: la star di Outlander Sam Heughan (lui interpreta Jamie, ma non devo dirvelo io) e l’originario responsabile dello show Ronald D. Moore. Lei gli ha mostrato la scena finale del fantasma “per una specifica ragione,” mi dice, “che non ti dirò”. Dannazione.
Ma neanche Heughan e Moore sanno cosa succede prima del momento finale del fantasma. Per quanto riguarda il vero finale, Gabaldon dichiara, “Lo so solo io.”
(*) L’amuleto d’Ambra e Il Ritorno nella versione italiana
(**) Nevi Infuocate e Cannoni per la Libertà nella versione italiana

domenica 12 luglio 2020

Perché Sam Heughan dovrebbe essere il prossimo James Bond

L’attore scozzese ha recentemente raggiunto la vetta in un sondaggio tra i fan a cui è stato chiesto chi vogliono che interpreti James Bond quando Daniel Craig si ritirerà. Lui sicuramente ha il CV per farlo.
Dimenticate Coleen contro Rebekah, l’efficacia delle mascherine e il Video Assistant Referees (VAR n.d.r.) – l’argomento veramente predominante del nostro tempo è quale attore dovrebbe prendere il posto come nuovo James Bond quando Daniel Craig si ritirerà. E, per lo meno se siete lettori di Radio Times, è probabile che siate nel gruppo dell’attore scozzese Sam Heughan. In un sondaggio tra 80.ooo dei suoi lettori, all’inizio di questa settimana, Heughan ha vinto con quasi il 30% dei voti, mente il candidato più vicino, Tom Hardy, ha preso un misero 14%. Cosa che ha spinto molte persone a chiedere, be’, “Chi è Sam Heughan?” GQ ha dato uno sguardo approfondito al repertorio storico di Heughan ed è risultato che ha l’esperienza che lo rende un candidato piuttosto qualificato per raccogliere il testimone di 007.
Cominciamo dall’inizio. Il ruolo più importante di Heughan è stato nelle cinque stagioni di Outlander, il dramma storico che lo vede interpretare un volubile laird durante la rivolta giacobita e in seguito. Per coloro che non sono ben informati sui drammi storici basati sui clan delle Highland, o non vogliono sorbirsi 67 ore su Amazon Prime per recuperare, esso segue le vicende di una giovane donna inglese nel 1945 che, mentre si trova in Scozia per la sua luna di miele, viene trasportata attraverso un cerchio di pietre indietro nel tempo, nelle Highlands del 1743. Lì, viene salvata (e alla fine se ne innamora) dall’affascinante Jamie Fraser di Heughan, che, come la maggior parte degli uomini dei clan delle Highlands gaelici e cattolici, è un sostenitore della causa giacobita, che lo rende essenzialmente un nemico della Corona inglese. Per cinque stagioni, la trama si è sviluppata attraverso il 20° secolo e si è spostata dalla Scozia alla Francia, ai Caraibi e negli USA durante il 18° secolo. La serie sei è in programma, anche se le riprese sono state ritardate a causa del coronavirus.
In termini di cosa questo ci dice sulle possibilità di Heughan di interpretare Bond, Outlander all’inizio sembra un leggero assortimento di cose. La premessa dello show è intrinsecamente molto sexy, ma (mi sto sbilanciando qui perché questo show ha molti fan appassionati e dichiarati) è sexy nel modo in cui saresti leggermente imbarazzato nel trovare tua mamma che lo guarda con un bicchiere di vino una domenica sera. È quello che solitamente si chiama un romano rosa a sfondo storico, senza i tagli delle produzioni BBC di qualcosa come Poldark, originariamente commissionato da Starz, la risposta americana al nostro leggero Channel 5. Detto questo, Jamie Fraser è tutto quello che Bond potrebbe essere; pericoloso, uno che corre dei rischi, seducente, nobile, ma anche incline alla violenza. E se abbiamo imparato qualcosa da Skyfall – il migliore dell’era Bond di Craig sicuramente – è che le Highland si adattano a Bond, con tutto quel whisky, quei fucili e i Munro minacciosi e ricoperti d’erica che lo rendono l’uomo alfa del paese.

Più direttamente pertinente al soggetto Bond è la commedia The Spy Who Dumped Me (Il Tuo Ex non Muore Mai n.d.r.), nella quale Heughan ha recitato come controparte di Mila Kunis e Kate McKinnon nel 2018. Questo è deliberatamente tanto anti-Bond quanto un film di spionaggio: pensate ad Austin Powers ma cambiate le barzellette sessuali disgustose e gli stupidi abiti degli anni '60 con barzellette grossolane sull'igiene femminile e un sacco di sparatorie. Inoltre, Heughan interpreta il ruolo di un tipo normale con aplomb, prendendo un accento inglese snob da agente del MI6 costretto ad allearsi con Kunis e McKinnon e mostrando quella sorta di fascino distaccato e sereno che Bond richiede. Ci sono anche alcuni grandi momenti d'azione, anche se sono più vicini allo scadente, supereroe Bond dei tempi di Pierce Brosnan rispetto ai più recenti, più grintosi combattimenti di Daniel Craig (più roba di salti e sparare alle persone a mezz'aria mentre fanno un salto frontale, meno affogare un uomo nel lavandino).
E poi quest’anno, Heughan ha continuato ad arricchire il suo CV con 109 minuti di pura azione in Bloodshot come controparte di Vin Diesel. Questo è…è un film molto “stereotipo”; ci sono bombe elettromagnetiche e super soldati e war porn e dialoghi incredibilmente esibizionisti e uno degli usi più corretti della canzone “Psycho Killer” nella storia della musica diegetica. In breve: poche delle cose disinvolte che ci si potrebbe aspettare da Bond.
In Bloodshot, Heughan interpreta un mercenario cyborg, che condivide con il personaggio omonimo di Diesel, Bloodshot, poteri simili di invincibilità – Bloodshot ha dei nanorobot nel sangue che lo rigenerano ogni volta che si ferisce – e che finisce per non essere il personaggio meno piacevole in un film pieno di tipi sgradevoli. Se non altro, sarebbe la prova che Heughan potrebbe impersonare il ruolo di un cattivo di Bond nello stile di Rami Malek e Javier Bardem, ma effettivamente, la più grande scoperta di Bloodshot è probabilmente che, insieme con The Spy Who Dumped Me, Heughan ora ha trascorsi non insignificanti nelle scene di azione. Bloodshot è probabilmente il lancio di un nuovo universo cinematografico per Valiant Comics ma Heughan ha evitato un obbligo a lungo termine di interpretare un cattivo in questo film, e sappiamo tutti che tipo di danno Diesel infligge ai cattivi nei suoi film. Basti dire che non avrà alcun impegno per altri film Valiant Comics Univers (CVU) che potrebbero impedirgli di interpretare Bond. Bene.
Infine, vale la pena dare uno sguardo veloce al contesto personale di Heughan. Ha 40 anni e questo gli dà l’esperienza che è essenziale per assicurarsi che Bond sia garbato e occasionalmente sottostimato. Nessuno vuole un Bond che sembri uno appena diplomato in una scuola di spie, e la maggior parte dei Bond ci arrivano a metà della loro carriera. Daniel Craig aveva 37 anni quando è stato scritturato, Pierce Brosnan ne aveva 41 e Timothy Dalton 40 (avendo presumibilmente già rifiutato il ruolo verso i venti anni, sostenendo che era troppo giovane). Heughan, verosimilmente, ha fatto il provino per il ruolo e ha perso l’occasione quando è stato scelto Craig, quindi ha un collegamento di vecchia data con il franchise di Bond. È anche scozzese, nato e cresciuto nel Galloway, cosa che inevitabilmente comporterebbe paragoni con Sean Connery, che ha fatto suo il ruolo per 21 anni.
Quindi – sarcastico, bellezza accattivante, capacità di sembrare "seducentemente lunatico" e un sacco di scontri a fuoco e sequenze di inseguimenti. Aggiungiamo il fatto che 24.000 fan di Outlander siano stati felici di andare sul sito web di Radio Times a votare per lui e Heughan sembra sempre più un serio contendente come il prossimo 007. Per lo meno, possiamo supporre che stia destando l’attenzione della EON Productions. I Broccoli sceglieranno lui? Il tempo lo dirà, ma Tom, Idris e James dovrebbero guardarsi le spalle.

giovedì 9 luglio 2020

Outlander: In anteprima una scena tagliata dalla S5

Jamie e Claire di Outlander condividono un momento romantico sulla muffa in una scena tagliata
Esclusiva: Jamie e Claire di Outlander sono accomunati sul potenziale salvavita della muffa in un’adorabile scena tagliata dal Blu-ray in uscita della stagione 5
Solo una coppia come Claire e Jamie può avere un adorabile piccolo momento intimo su un ammasso di muffa.
Per tutti quelli che soffrono di droughtlander ancora una volta, E!News ha una piccola scena tagliata dalla stagione cinque per aiutarvi a superarla, da quanto Claire (Caitriona Balfe) stava tentando di capire come fabbricare la Penicillina. Jamie (Sam Heughan) non è così entusiasta nello scoprire che una medicina salvavita è fatta di muffa.
“Era muffa quella che mi hai iniettato nel sedere?!” dice
Sì, e gli ha salvato la vita. Claire spera di salvare molte altre vite trovando la Penicillina per conto proprio, e Jamie è felice di lasciarglielo fare.
“Coltiva tutta la muffa che vuoi, Sassenach.”
Come ha potuto Sam Heughan rendere questa scena così sexy?
Potrete trovare questa scena tagliata e molte altre quest’autunno quando il Blu-ray Outlander Season 5 Collector uscirà il 15 settembre, insieme al Blu-ray normale e alla versione DVD
La stagione sei sta per arrivare, con tutti in una sorta di modalità guarigione dopo l’aggressione a Claire alla fine della stagione cinque, anche se dovremo aspettare un poco.
Nonostante Heughan e Balfe avessero detto che il lavoro sulla sesta stagione era cominciato, la pandemia ha causato la chiusura della maggior parte delle produzioni. Fortunatamente, nel frattempo abbiamo il Blu-ray da aspettate con impazienza!

lunedì 6 luglio 2020

Bees: Preparativi di guerra

“È il Colonnello, Marion, Reverendo,” disse la sua scorta, e indicò. “Quando avrete finito i vostri affari con lui, uno dei suoi uomini vi riporterà alla tenda del Generale Lincoln.” L’uomo si girò per andarsene, ma poi tornò indietro e aggiunse una raccomandazione. “Non andate in giro da solo, Reverendo. Non è sicuro. E non provate neanche a lasciare il campo. Le sentinelle hanno l’ordine di sparare a chiunque tenti di andarsene senza un pass del Generale Lincoln.”
“No,” disse Roger. “Non lo farò.” Ma il caporale non aveva aspettato una risposta; si stava affrettando a tornare nel corpo principale del campo, gli stivali che scricchiolavano su gusci bianchi di ostriche.
Era vicino – più vicino di quanto avesse pensato. Poteva sentire il ronzio di tutto il campo, una sensazione di energia nervosa, uomini che si preparavano. Ma sicuramente non era troppo presto per…
Quindi attraversò l’alto ingresso di pietra del cimitero, il suo architrave decorato con la Stella di Davide, e vide subito quello che doveva essere il Tenente Colonnello Francis Marion, il cappello in mano e un cappotto da uniforme blu e marrone chiaro ampio sulle spalle, immerso in una conversazione con tre o quattro ufficiali.
La sfortunata parola che balenò nella testa di Roger fu “marionette.” Francis Marion era quello che Jamie avrebbe chiamato un piccolo uomo, essendo non più di un metro e sessanta, secondo la stima di Roger, magro e con gambe lunghe e sottili, e un naso francese molto prominente.
Il suo aspetto era reso più notevole da una innovativa composizione da barbiere, con sottili ciocche di capelli pettinati in un attento sbuffo sopra una pelata calva e due sbuffi più grandi su entrambi i lati della testa, come cuffie antirumore. Roger era roso dalla curiosità per come dovevano sembrare le orecchie dell’uomo, per richiedere tale mascheramento, ma respinse la cosa con uno sforzo di volontà e aspettò pazientemente che il tenente colonnello finisse le sue cose.
Cacciatori, aveva detto il caporale. Truppe francesi, quindi, e lo sembravano, molto ordinati nei cappotti blu e verdi e piccoli abiti bianchi, con coccarde di piume gialle sbarazzine che spuntano sul davanti dei loro cappelli a punta come le stelle filanti del 4 luglio. Stavano anche indubbiamente, parlando francese, molti di loro contemporaneamente.
Per altro… erano neri, cosa che non si era affatto aspettato.
Marion alzò una mano e la maggior parte di loro smise di parlare, anche se c’erano molti spostamenti da un piede all’altro e una generale aria di impazienza. Si sporse in avanti, parlando in faccia a un ufficiale che lo superava di buoni dieci centimetri, e gli altri smisero di agitarsi e si alzarono per ascoltare.
Roger non poteva sentire quello che dicevano, ma era fortemente consapevole della corrente elettrica che scorreva nel gruppo – era la stessa corrente che aveva sentito correre attraverso il campo, ma più forte.
_Gesù Cristo onnipotente, si stanno preparando a combattere. Ora_
Non era mai stato su un vero campo di battaglia, ma ne aveva percorsi alcuni con suo padre. Il reverendo Wakefield era stato uno scrupoloso storico di guerra, e un buon narratore; era capace di evocare la sensazione di una battaglia terrorizzata e confusa dal terreno aperto di Sheriffmuir, e il senso del destino e della carneficina dalla terra spettrale di Culloden.
Roger stava provando la stessa sensazione, che saliva dalla terra silenziosa del cimitero attraverso il suo corpo, e chiuse il polso, con il desiderio urgentemente sentire un’arma nella sua mano.

domenica 21 giugno 2020

Bees: Tutti a tavola

La cena era semplice perché durante il giorno non c’era stato nessuno in casa per cucinarla. Avevo preparato un grande calderone di zuppa di mais al latte la mattina, con cipolle, pancetta e patate a fette per irrobustirla, e dopo il solito ossessivo controllo del focolare e delle braci, avevo coperto il calderone e lo avevo lasciato cuocere a fuoco lento, insieme a una preghiera perché la casa non andasse a fuoco in nostra assenza. C’era del pane dal giorno prima, e quattro tortine di mele fredde come pudding con un po’ di formaggio.
“Non è un pudding,” aveva detto Mandy, accigliandosi quando mi aveva sentito dire questo. “È una torta!”
“Vero, Tesoro,” dissi, “È solo un modo di dire inglese, chiamare tutti i dolci “pudding”
“Perché?”
“Perché gli inglesi non conoscono niente di meglio,” le disse Jamie.
“Dice lo scozzese che mangia “burrata di panna” per dessert,” risposi, facendo rotolare Jem e Mandy su pavimento per le risate, mentre ripetevano “burrata di panna” l’uno all’altra tutte le volte che si fermavano per respirare.
Germain, che aveva mangiato burrata di panna per dolce da quando era nato, scosse la testa nella loro direzione e sospirò in modo navigato, lanciando un’occhiata a Fanny per condividere la sua aria di superiorità. Fanny, che, probabilmente, non si era imbattuta in nient’altro che torte in fatto di dolci, sembrava confusa.
“Comunque,” dissi, versando con il mestolo la zuppa nelle ciotole. “Prendi il pane, per favore, Jem? Comunque,” ripetei, “è bello potersi sedere per la cena, non è vero? È stata una giornata piuttosto lunga,” aggiunsi sorridendo a Roger e poi a Rachel.
“Sei stato meraviglioso, Roger,” disse Rachel sorridendogli. “Non avevo mai sentito un canto come quello (line-singing n.d.r.) prima. Tu, Ian?”
“Oh, aye. C’era una piccola chiesa presbiteriana a Skye dove mi fermai una volta con mio Pa’, quando andai con lui per comprare una pecora. Non c’è nient’altro da fare a Skye la domenica”, spiegò.
“Mi sembra familiare,” osservai, scrollando un grosso pezzo di burro freddo dal suo stampo. “Questo tipo di canto, voglio dire, non Skye. Ma non so perché dovrebbe.”
Roger sorrise leggermente. Non poteva parlare oltre un sussurro, ma la felicità brillava nei suoi occhi.
“Gli schiavi africani,” disse, appena udibile. “Loro lo fanno. Chiamata e risposta, viene chiamato così ogni tanto. Forse li hai… sentiti a River Run?”
“Oh. Sì, forse,” dissi, un poco dubbiosa. “Ma sembra più…recente?” Un’alzata di una sopracciglia scura indicò che aveva colto il mio senso di “recente”.
“Aye.” Alzò la sua birra e prese un gran sorso. “Aye. I cantanti neri, poi altri… lo fanno. È una delle…” diede un’occhiata a Fanny e poi a Rachel. “Una delle origini, vedi, della musica più moderna.”
Immaginai che intendesse Rock’n roll o forse rhythm and blues – non ero una studiosa di musica.
“Parlando di musica, Rachel tu hai una bella voce,” disse Bree, piegandosi sul tavolo per agitare un pezzo di pane sotto il naso di Oggy.
“Ti ringrazio Brianna,” disse Rachel e rise. “Come un cane.” Prese il pane e lasciò che Oggy lo schiacciasse nel pugno, dal momento che preferiva schiacciare il cibo prima di mangiarlo. “Sono contenta che così tanta gente abbia scelto di condividere il nostro incontro – anche se suppongo che fosse per lo più curiosità. Ora che sanno la terribile verità sugli Amici, probabilmente non torneranno.”
“Qual è la terribile verità sugli amici, zia Rachel?” chiese Germain, affascinato.
“Che siamo noiosi,” gli disse Rachel. “Non lo hai notato?”

venerdì 19 giugno 2020

Bees: Historical Friction


“Attrito storico,” disse. “Ci sono tutte quel genere di cose – idee, macchine, strumenti, qualsiasi cosa – che venivano – vengono, voglio dire – scoperte più di una volta. Mamma dice che l’ago ipodermico è stato inventato indipendentemente da almeno tre persone diverse, più o meno nello stesso periodo, in paesi differenti. Ma altre cose vengono inventate o scoperte e semplicemente… esistono. Nessuno le usa. O sono perse e poi scoperte di nuovo. Per anni – secoli, talvolta – finché qualcosa succede, e improvvisamente è il momento giusto, e qualunque cosa sia fa il proprio ingresso, e si diffonde, ed è di dominio pubblico.
“Inoltre,” aggiunse in modo pratico, dando un colpetto alla borsa con il piede, “Che male potrebbe fare perdere una versione imbastardita de Il Gatto col Cappello nel diciottesimo secolo?”
Lui rise nonostante l’ansia.
“Nessuno lo stamperebbe. Una storia che mostra dei bambini deliberatamente disobbedienti alla loro madre? E senza patire Catastrofiche Conseguenze per averlo fatto?”
“Come ho detto. Non è il tempo giusto per un libro come questo,” disse. “Non…. Attaccherebbe.” Ora aveva superato del tutto la crisi emotiva - o almeno così sembrava. I lunghi capelli rossi le cadevano sciolti lungo la schiena, il viso animato ma non turbato, i suoi occhi sulla strada e le teste ondeggianti dei cavalli
“E poi ho Jane,” disse facendo un cenno della testa verso la borsa e abbassando la voce. “Parlando di conseguenze catastrofiche.
“Ja – oh, la sorella di Fanny?” Si ricordò del disegno, uno schizzo veloce su un foglio di carta grezzo.
“Ho promesso a Fanny che avrei dipinto Jane,” disse Bree e si accigliò un poco. “Renderla più permanente. Non sono riuscita a convincere Fanny a lasciarmi prendere il suo disegno, ma mi ha permesso di copiarlo, così ho qualcosa su cui lavorare.”
 “Povera ragazza. Ragazze, dovrei dire.” Claire aveva raccontato a Brianna, dopo il putiferio dell’arrivo del ciclo mensile di Fanny, cosa era successo a Jane, e Bree lo aveva detto a lui.
“Sì. E povero Willie, anche. Non so se fosse innamorato di Jane, o se si sentisse solo responsabile per lei, ma Mamma ha detto che si è presentato al suo funerale, con un aspetto tremendo, con un enorme cavallo. Ha dato il cavallo a Pa’, per Fanny – gli aveva già dato Fanny, perché se ne prendesse cura – e poi…se n’è andato. Non hanno saputo niente di lui da allora.”
Roger annuì, ma non c’era molto da dire. Aveva incontrato William, nono Conte di Ellesmere, una volta, diversi anni prima, per più o meno tre minuti, su una banchina a Wilmington. Un ragazzo allora, alto e sottile come un bastone – e con una impressionante somiglianza a Bree, anche se lui aveva i capelli neri – ma con molta più fiducia in sé stesso e modi di quanto si sarebbe aspettato da qualcuno di quell’età. Immaginò, che fosse uno dei prerequisiti per essere nato (almeno in teoria) dall’aristocrazia ereditaria. Pensi che il mondo – o buona parte di esso – ti appartenga.
“Sai dov’è sepolta? Jane?” chiese, ma lei scosse la testa.
“In un cimitero privato fuori città, è tutto. Perché?”
Alzò una spalla, brevemente.
“Penso che potrei renderle omaggio. Così potrei dire a Fanny che sono andato e ho detto una preghiera per sua sorella.”
Lei lo guardò, con gli occhi dolci.
“È davvero un bel pensiero. Te lo dirò; chiederò a Lord John dov’è – Mamma ha detto che lui ha organizzato la sepoltura di Jane, perciò sa dove si trova. Poi tu e io potremmo andare insieme. Pensi che a Fanny piacerebbe se facessi uno schizzo della tomba? O sarebbe troppo… impressionante?”
“Penso che le piacerebbe.” Le toccò una spalla, poi le lisciò i capelli lontano dalla faccia e li legò con il suo fazzoletto. “Non avresti qualcosa di commestibile nella borsa, per caso?”

sabato 13 giugno 2020

Starz lancia Men in Kilts

Starz ordina una docu-serie itinerante, spinoff di Outlander.
Starz è in partenza per un viaggio su strada con le star di Outlander Sam Heughan e Graham McTavish. L’emittente supportata da Lionsgate ha messo insieme una docu-serie itinerante in otto episodi Men in Kilts: A Roadtrip with Sam and Graham creata dalla coppia scozzese.
La serie, composta da episodi di mezz’ora, prodotta da Sony Picture Televisione, vedrà Heughan e McTavish portare gli spettatori con sé nelle loro avventure, alla scoperta del ricco e intricato patrimonio del loro paese d’origine.
Andranno a Glencoe, il luogo di un grande massacro e di un'importante faida tra clan, a Inverness e sul campo di battaglia di Culloden, il luogo di uno storico momento cruciale, molto noto ai fan di Outlander.
Heughan interpreta Jamie Fraser nel dramma storico fantascientifico, mentre McTavish è protagonista nel ruolo di Dougal MacKenzie, il machiavellico condottiero.
Men in Kilts è stato creato e prodotto da Heughan, McTavish e Alex Norouzi ed è prodotto per Starz da Boardwalk Picture in associazione con Sony Pictures Television.
Karen Bailey Starz SVP Original Programming e Alice Dickens Koblin SVP Unscripted Programming sono i supervisori esecutivi dello show per conto del network.
“La passione e la curiosità genuine che Sam e Graham hanno per i paesaggi che visitano e per le storie che svelano mentre viaggiano attraverso il cuore della Scozia rendono Men in Kilts: A Roadtrip with Sam and Graham un viaggio di scoperta realmente piacevole per il pubblico,” dice Christina Davies, President e Original Programming di Starz. "La serie da un contesto e una trama alla vita e alla storia delle Highland, intrecciate insieme, proprio come il tartan per cui la Scozia è così famosa, e non vediamo l'ora di fare questo viaggio con questi due grandi amici.”
“Siamo così emozionati di portare gli spettatori in questa fantastica avventura con Sam e Graham. Il loro legame di amicizia e la loro genuina curiosità sulla ricca cultura della Scozia renderà questo viaggio indimenticabile per tutti,” aggiunge Holly Jacobs, EVP Alternative e Syndication Programming di Sony Pictures TV.
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