mercoledì 15 agosto 2018

Outlander: Nuove immagini esclusive di Ian e Rollo

Ian e Rollo sono pronti per l’azione!
In queste immagini esclusive dalla stagione 4 di Outlander, i cuccioli di Northern Inuit che a turno interpretano Rollo il cane dimostrano come sono a proprio agio nel recitare la parte del miglior amico dell’uomo – o di Ian in questo caso.
Per quanti non hanno familiarità con il personaggio canino della serie di libri best seller di Diana Gabaldon, Rollo è un meticcio di lupo che diventa un membro amato del clan Fraser. Starz ha cominciato ad addestrare i due cuccioli di Northern Inut durante la stagione 3 così che fossero del tutto pronti a interpretare Rollo, un cagnolino imprevedibile che “si mette nei guai, spesso mettendo il suo grosso, umido naso in posti in cui non dovrebbe stare,” dice un portavoce.
Bouton, chi? È Rollo la nuova parola!
Rollo viene a contatto con Ian (John Bell) la prima volta in Drums of Autumn (Tamburi d’Autunno, Passione oltre il Tempo), il quarto libro della Gabaldon, su cui si basa la stagione 4. “Rollo e il Giovane Ian si erano incontrati sulle banchine della Carolina del Nord quando il Giovane Ian aveva vinto il cane a una partita a carte, e tra loro si era formato un legame che dura tutta una vita, che significa che Rollo è diventato un membro della sempre crescente famiglia Fraser,” aveva detto la Gabaldon a EW nel 2017.
“Loro hanno bisogno di ringhiare e sembrare minacciosi a comando, penso, e portare indietro prede di un tipo o l’alto al loro padrone,” ha detto la Gabaldon sui cuccioli di allora. “Immagino che non li lasceranno catturare cose davanti alla telecamera… specialmente pesce, ovviamente.”
Appena in tempo per il ritorno dello show a novembre, il dramma Starz farà la sua prima apparizione assoluta al New York Comic Con sabato 6 ottobre.
(Foto Starz)
(X)

martedì 14 agosto 2018

Diana Gabaldon, Outlander e il Jamie di Sam Heughan


Diana Gabaldon parla della scrittura di Outlander e di Sam Heughan come Jamie

Alla rassegna stampa della TCA (Television Critics Association) sulla prossima serie della PBS (Public Broadcasting Service) The Great American Read, era presente anche l’autrice di Outlander Diana Gabaldon (assieme a Meredith Viera e Nicholas Sparks) che ha parlato del diventare scrittori, del vedere l’adattamento televisivo della propria opera e di alcuni dei suoi romanzi preferiti. Nella serie di otto puntate, Meredith Viera analizzerà i 100 romanzi americani più amati (scelti tramite il sondaggio ancora in corso) e analizzerà cosa queste scelte possono dirci della cultura americana. Alla Gabaldon è stato ovviamente chiesto del suo libro preferito: “Oh bè, scegliere un solo libro preferito in un universo di libri è impossibile,” ha detto. “E’ un testa a testa tra Alice nel Paese delle Meraviglie e Un volo di colombe. E presa questa decisione mi sono chiesta ‘Cos’hanno in comune questi libri? Perché mi piacciono entrambi così tanto?’ Alla fine ho deciso che è perché condividono quello che mio marito dice, riferendosi al mio lavoro, quella scuola narrativa chiamata ʿuna dannata cosa dopo l’altra.ʾ
Alcuni dei punti più interessanti della discussione sono stati, effettivamente, le affermazioni della Gabaldon riguardo scrittura e processo creativo. “Non scrivo in linea retta e non pianifico le storie in anticipo. In effetti non so davvero cosa succederà in un libro,” dice. “Ho iniziato a scrivere Outlander per esercitarmi. Sapevo che sarei dovuta essere una scrittrice, ma non sapevo come fare; perciò ho deciso che l’unico modo per imparare era di scrivere concretamente un romanzo. Quindi, Outlander è stato il mio libro degli esercizi. Non l’avrei mostrato a nessuno, quindi non importava cosa ci avrei fatto. Non doveva avere un genere preciso, quindi ci ho messo qualsiasi cosa mi piacesse. Leggo da quando ho tre anni, mi piacciono un sacco di cose e perciò ce le ho messe tutte.
La Gabaldon ha raccontato di come è stata scoperta: postando su una bacheca del server  CompuServe, che trattava di discussioni di letteratura. “Ho sempre saputo di dover essere una scrittrice, e a 36 anni mi son detta, ‘Bè, allora ti converrà iniziare a scrivere un romanzo.’ O meglio, quello che ho detto realmente era ʿMozart è morto a 36 anni. Ti conviene darti una mossa.ʾ E così ho fatto.” E’ iniziato tutto quando stava discutendo con un uomo che stava tentando di dirle cosa volesse dire essere incinta (lei ha tre figli), e lei l’ha corretto condividendo un estratto della storia che aveva scritto, dove una donna ne parlava al fratello. Le persone lo lessero e chiesero di più, quindi continuò a scrivere estratti fino a quando qualcuno, in bacheca, le ha consigliato un agente letterario. “Mio marito dice che sono geneticamente incapace di perdere una discussione, e ha ragione. Ecco perché ho superato le mie paure di mostrare cosa stavo scrivendo, per vincere una discussione. E per la cronaca l’ho fatto, ho vinto.”
Una delle domande più interessanti del panel è stata: “Dopo che un’opera è stata adattata in un film o in uno show televisivo, quando gli autori scrivono, vedono nella propria testa gli attori, o vedono ancora le fattezze originali dei loro personaggi?”. La Gabaldon ha risposto in riferimento alla serie Starz, “So che per molti lettori –e lo so perché me lo scrivono sulla mia pagina facebook e simili– il vedere gli attori sostituisce, in effetti, la versione originale. Con me non accade. Rimangono stessi di sempre.
Tuttavia, quando è stato fatto il casting a Sam Heughan, ha capito subito che era giusto per la parte:
La prima volta che ho visto Sam Heughan, mi avevano mandato questa audizione per Jamie Fraser, e stavo guardando le sue fotografie in viaggio, ovunque stessi andando, e aveva una filmografia molto ridotta, non molte fotografie, e, a essere onesta, quelle che aveva dato erano strane. Ad ogni modo, quando ho visto l’audizione non sapevo proprio cosa aspettarmi. E’ comparso. Cinque secondi che lo guardavo e stavo dicendo che non assomigliava per niente a quelle foto. Stava benissimo. Cinque secondi in più e se n’era andato, lì davanti c’era solo Jamie Fraser. L’ho riconosciuto subito.

La Gabaldon sta attualmente lavorando al nono libro di Outlander, e ha detto che sta rileggendo il suo predecessore, Written in My Own Heart’s Blood, perché “mi sono imbattuta in alcuni pezzi, sapete, una traccia di grande impatto che ho lasciato nell’ultimo libro. Quindi tornerò indietro a rileggerlo e per riprenderla, così che possa ricomparire nel nuovo libro con la stessa forza emotiva.
E per quanto riguarda le sue abitudini di scrittura ha detto: “Quando ho deciso di scrivere un romanzo avevo due lavori a tempo pieno e 3 bambini sotto i sei anni, quindi che nessuno mi venga a dire che non ha tempo per scrivere. Io ho imparato a scrivere nel mezzo della notte e lo faccio ancora. Quindi metto a letto mio marito alle 9 o giù di lì, e poi io e i cani ci sdraiamo sul divano per un po’ e mi addormento per un’ora o due. Poi mi alzo, i cani si prendono un osso e io una Diet Coke. Torniamo al lavoro fino alle 4 del mattino. E’ il momento migliore. Posso scrivere ad altre ore del giorno, basta che mi si lasci sola.” E ha continuato dicendo, "ho imparato come evitare il blocco dello scrittore quando stavo scrivendo la mia tesi di dottorato, perché lì ne ho avuto terribile, come chiunque. Si chiamava La scelta del sito del nido della Gymnorhinus Cyanocephalus, la ghiandaia dei pini, o, come dice mio marito, “Perché gli uccelli costruiscono nidi e dove lo fanno, e comunque a chi importa?” 

[E’ stato] l’unico momento della mia vita in cui sono stata depressa, ma lo sono stata. In ogni caso, ho imparato velocemente che passare tutto il giorno a leggere i gialli di “Nero Wolfe”, mi avrebbe depressa ancora di più. Invece, il poter annotare i progressi, scrivere le analisi dei dati per la figura 2.2, mi avrebbe invece trasmesso una spinta positiva di incoraggiamento.
Quindi ho imparato a sforzarmi di scrivere con il fine di fare un resoconto, per così dire. Tengo nota di ogni singola parola che scrivo. Quando mi fermo e vado al bagno o altro, scrivo in cima al mio file quante parole ci sono in più rispetto all’ultima volta che ho spento il pc. Così puoi vedere il totale aumentare pian piano. Alcuni giorni sono 40 parole. Altre sono 1500, ed è quando lavoro su una determinata scena o a più scene in una volta. E’ così che funziona con alcune scene: a volte vengono fuori da sole. Altre no. In pratica, la morale della favola è che si continui a scrivere.”
The Great American Read arriverà l’11 settembre sulla PBS, mentre Outlander questo novembre su Starz.

Traduzione di Chiara R
[x]

domenica 12 agosto 2018

Intervista a Susanna Fogel

La regista di “The Spy Who Dumped Me (Il tuo ex non muore mai)” Susanna Fogel sull’amicizia tra donne e Sam Heughan
Mentre molti registi-autori riempiono i loro film con elementi autobiografici, Susanna Fogel dice che il presupposto principale di “The Spy Who Dumped Me” è pura invenzione. “Mi piacerebbe dirti che ho avuto una fantastica avventura di spie piena di inseguimenti d’auto e intrighi, ma non è quello che è successo,” dice ridendo.
Fogel ha scritto la commedia d’azione in collaborazione con David Iserson e debutta nei cinema giovedì con Mila Kunis che interpreta Audrey, la scaricata titolare, e Kate McKinnon, come la sua migliore amica, Morgan. Dopo che Audrey apprende che il suo ex era una spia della CIA, lei e Morgan sono catapultate in una serie di viaggi internazionali che coinvolgono un altro agente governativo (la star di “Outlander” Sam Heughan), avventure dinamiche, e telefonate frenetiche dai suoi genitori (Jan Curtine Paul Reiser) che sono più concentrati su come funziona la tv da remoto.
Quello che c’è di personale per la Fogel è la profonda amicizia tra due donne vista sullo schermo, qualcosa che lei dice non si vede molto nei film con le donne. “Ho queste amiche meravigliose e sono solidali e affettuose e puoi veramente essere te stessa con loro in un modo in cui alcune persone non possono nemmeno con i loro partener,” fa notare. “David e io volevamo mostrare quello, perciò quello è autobiografico. Quello, e i genitori ebrei concentrati su un problema minore quanto c’è in gioco la salvezza del mondo.”

Mila e Kate sono perfette per i loro ruoli. Come sono state scelte?
Kate ebbe una piccola parte nel mio primo film, “Life Partners,”; era anche il suo primo film. Questo è stato prima che diventasse un’icona della commedia. Perciò è stata anche la prima persona che abbiamo avvicinato. È perfetta perché Morgan è quel tipo di persona che cerca un’opportunità per girare la manopola fino a 11 e agitare le mani. Inoltre, è anche una persona ponderata, presente, introversa che può dare umanità a un personaggio come quello. E Mila è proprio la controparte perfetta perché sembra una ragazza che ha delle amiche ed è alla mano ma intelligente e sicura di sé. È facile identificarsi con lei. E può mostrare insicurezza in maniera credibile e questa donna intelligente e bella può anche sentirsi vulnerabile.

L’intesa tra Mila e Kate è fantastica: Si erano incontrate in precedenza?
Si sono incontrate alla lettura delle tabelle e ovviamente, se non avessero avuto intesa, non avrebbe funzionato. Ma è stata quasi istantanea. Le donne hanno tra loro così tanta semplificazione, sembrava che si conoscessero da sempre. Il primo giorno della prova costumi a Kate piaceva questa tuta di lino che Mila stava indossando casualmente e Mila se l’è tolta e l’ha data da indossare a Kate. Hanno creato velocemente una vera amicizia.

Recentemente ho parlato con Mila a proposito del lavorare con una regista donna e lei ha notato che una differenza era “nessuno sta urlando con un altro.”
(Ride) L’ho sentito. Abbiamo una grande esperienza. Non riesco a immaginare di riuscire a finire una giornata in maniera efficiente se ti stai prendendo una pausa per avere una crisi di nervi con qualcuno. Non riesco a immaginare l’inefficienza di urlare. Come stai nei tempi previsti?

Una vera svolta in questo film è Sam Heughan, la star di “Outlander”, ma non avevo molta familiarità con lui prima di questo. Rivela di essere bravo con la commedia.
Neanch’io avevo familiarità con lui, a quanto pare a differenza di ogni altra donna sul pianeta. Dopo averlo scritturato, le mamme, le zie e le amiche di molte persone erano come, “Mi piace quel tipo!”. Per pura coincidenza, pochi giorni prima che lui fosse coinvolto, un amico tentò di spiegarmi la trama di “Outlander” e io mi persi completamente. Ma lui ispira così tanta tenerezza. Il ruolo non era stato scritto per un tipo così muscoloso com’è lui naturalmente, ma è così dolce e naturale da renderlo abbordabile. Per noi era come “Non dobbiamo rimproverarlo per essere così attraente!”

Il film è un crescendo fantastico, con grandi scene d’azione; hai sempre saputo che lo avresti diretto?
Quando abbiamo cominciato a scriverlo, volevamo solo vedere il film realizzato. Ne avevo diretti alcuni, ma il salto da un film indipendente a uno con molte parti movimentate è un prodotto più difficile da vendere. Penso che se qualcuno avesse detto, “Voglio fare questo ma non con te che dirigi” noi avremmo discusso e non l’avremmo impedito. Voglio dire, non avevo ancora nessuna prova che potevo dirigere un film d’azione e io dovevo capire questo. Ma mentre facevamo la lista di altri registi che avremmo potuto contattare, diventava chiaro che un regista con esperienza in film d’azione – come ad esempio un uomo di mezza età – poteva non comprendere il legame di amicizia. Se un tipo Michael Bay non realizza quell’amicizia femminile il film non funzionerà. Invece io potevo sfidare me stessa a lavorare con un direttore delle acrobazie e mi sembrava una curva di apprendimento più realistica.

Ha finito per essere intimidatorio?
In astratto, sì. Sembrava una prospettiva molto scoraggiante ma continuavo a chiedermi un uomo in questa situazione potrebbe esprimere dubbi o piuttosto fingere fino a che non lo ha fatto? Così mi sono presentata come del tutto sicura di me, anche se sapevo che avrei dovuto capire le cose velocemente. Come spettatore mi piacciono i film d’azione e ho molte opinioni su come le commedie d’azione non rendono davvero giustizia a ciò che trovo emozionante in un film d’azione, che è il brivido genuino di vedere qualcosa che sembra davvero una posta in gioco alta. Molto tempo è recitato in risate e azione, che annacquano la sensazione di pericolo.

Come ci si sente a essere un regista donna in un periodo in cui l’industria ne parla, e noi speriamo di vederne sempre di più?
È un onore essere una persona che può parlare di questo, sono emozionata ad essere nella posizione per incoraggiare altre donne a farlo. È un po’ deprimente sentire le statistiche e vorrei che ci fossero così tante donne che non dovremmo nemmeno fare la domanda. Ma finché non lo faremo prendo la responsabilità seriamente, Non avevo molti uomini a cui fare domande quando stavo cominciando. C’erano due registe donne con cui le persone mi hanno suggerito di parlare quando stavo cominciando ed erano Nancy Meyers e Kathryn Bigelow. Gli uomini che iniziano hanno così tante scelte di registi a cui collegarsi artisticamente e da cui essere guidati e con cui collaborare. Io non avevo una me stessa più vecchia, con più esperienza di me che mi aiutasse. Perciò spero che tutte le donne che fanno film ora siano consapevoli che abbiamo l’opportunità di essere quei nuovi registi.
(X)

Intervista a Laura Donnelly

Come attrice vincitrice del premio Olivier Laura Donnelly si prepara ad andare a Donegal per il festival transfrontaliero Lughnasa FrielFest, e parla con il nostro giornalista di come la sua storia di famiglia abbia stimolato la scrittura di The Ferryman, la commedia di Broadway, di perché le donne solo adesso si stanno rendendo conto del loro reale potenziale nelle arti e del suo amore per Brian Friel.
Se avete mai visto lo show televisivo Outlander, conoscete la faccia di Laura Donnelly. In uno show sui celti viaggiatori nel tempo che mostra una quantità di pietre magiche e kilt che lasciano poco all’immaginazione, lei riporta la narrativa con i piedi per terra. Interpreta Jenny, la saggia e razionale sorella del protagonista maschile Sam Heughan, e la sua presenza porta una realtà concreta in uno show che altrimenti potrebbe sfuggire a sé stesso. Di persona, Donnelly – che ha appena vinto il premio Olivier per il suo ruolo di Caitlin in The Ferryman a Brodway – possiede molta dell’energia di Jenny. È svelta, divertente e decisamente fiera.
L’attrice, nata a Belfast, è un’intervista interessante: non ci sono schivate, o trucchi. The Ferryman (scritto dal suo compagno Jez Butterworth, e diretto da Sam Mendes) è in parte ispirato alla sua stessa storia familiare, un argomento sul quale potreste pensare dovrebbe essere protettiva.
“La parte che è stata influenzata dalla mia storia famigliare ha a che fare con la morte del fratello nell’opera,” dice, affrontando la mia delicata domanda frontalmente. “Jez e io stavamo vedendo un documentario sulle “Persone Scomparse (Disappeared”) nel Nord Irlanda e alla fine, sono apparsi i volti delle vittime. E io ho detto, ‘Oh quello è mio zio’. E lui ‘COSA?’ è una cosa molto bizzarra da spiegare a qualcuno che non provenga dall’Irlanda.”
Diverse delle Persone Scomparse, 16 nordirlandesi, tutti cattolici, che si crede siano stati sequestrati e uccisi dall’IRA, restano dispersi.
“Sapevo e non sapevo allo stesso tempo. Avevo saputo come era morto da molti anni, e avevo saputo che mia madre continuava a collaborare con le famiglie, ma non avevo mai capito che c’era questo gruppo denominato “Disappeared” (Persone Scomparse) e che mio zio fosse io di loro. C’erano molte cose che non avevo collegato, e all’improvviso tutto è andato a posto.
La discussione della coppia sul documentario è andata avanti fino a ispirare l’idea di Butterworth per l’opera teatrale, che ora approderà a Broadway dopo una programmazione di grande successo nel West End.
“Mi sono trovata a discuterne con Jez e lui è rimasto molto affascinato, e a parlare con mia madre di quello che è successo. Ci è capitato anche di andare a due funerali degli Scomparsi in questo periodo. Erano stato scoperti due corpi e mia madre ci ha chiesto di andare con lei. C’era qualcosa di quell’esperienza, quel rituale di provare a dare riposo a un’anima che era stata lontana negli ultimi 40 – 50 anni… questo è entrato davvero in risonanza con Jez e lui ha provato a dire tutto con quest’opera.”
La madre di Donnelly era incinta di lei quando suo zio ventiseienne scomparve, e ancora incinta quando il corpo fu scoperto tre anni dopo. “Ero piuttosto sorpresa di averlo superato, ad essere sinceri, con quel livello di stress.”
Nonostante questo, Donnelly è disinvolta sul fatto che crescere nell’Irlanda del Nord è un’esperienza davvero particolare, una in cui il terrore spesso diventa quotidiano.
“Cose come queste diventano la normalità quando cresci al Nord. Le cose potrebbero succedere e io avrei una vaga consapevolezza che valga la pena notarle. Come, dover lasciare la città perché c’è un allarme bomba a Castle Court. Se succede per tutta la tua vita non ci presti molta attenzione.”
“In un certo senso penso di averne probabilmente beneficiato,” dice allegramente. “È buffo, la misura in cui i miei amici nordirlandesi a Londra non si preoccupano dell’attuale minaccia terroristica.”
È molto chiaro che Donnelly, nonostante lavori principalmente nel Regno Unito, considera la sua identità molto influenzata dalle sue radici a Belfast. “Il Nord è eternamente deprimente per molte ragioni. È così indietro in così tanti modi. Matrimoni gay, diritti delle donne, e c’è una sensazione rispetto al resto dell’Irlanda e del Regno Unito, che, come una nazione, siamo piuttosto abbandonati. Il Governo non fa niente, e Teresa May è ancora alleata con il DUP. Un orribile partito, bigotto, razzista e sessista, ma lei ha bisogno di voti. Perciò, la mancanza di attenzione data di conseguenza dalla gente del Nord è sentita come un vero insulto.”
Donnelly è una femminista e una portavoce di #TimesUp, e ha nominato il movimento quando ha ricevuto il suo premio Olivier. Mentre è riluttante a posizionarsi come modello, è fermamente convinta che il settore dell’intrattenimento debba assumersi la responsabilità per come rappresenta le donne e le minoranze.
“Come le persone si vedono nel mondo dell’arte ha grandissime conseguenze su come entrano nel mondo. Penso che le donne stiano cominciando a comprendere solo ora la misura in cui sono state represse. In nessun momento dei miei vent’anni io ho pensato: ‘Qualcuno vuole sentire quello che ho da dire’.
“Non ho mai pensato che potevo produrre o scrivere o dirigere. Nella mia testa mettevo quelli tra i lavori degli uomini, perché non vedevo nessuna donna farli. Perciò, come devono sentirsi le donne di colore? O le donne con disabilità? Non vedere mai se stessi rappresentati, per esempio, sulla BBC che è una società pubblica di comunicazione?”
Come attrice dell’Irlanda del Nord che lavora nel Regno Unito, Donnelly ha avuto la sua sufficiente dose di pregiudizi durante i casting. “È ancora molto, molto raro che io veda una storia ambientata da dove provengo, o con un personaggio irlandese dove la loro irlandesità non è il punto principale. C’era un film che era ambientato nel Nord il direttore del casting, - che non era irlandese – disse che io non ero abbastanza della classe operaia per interpretare una ragazza della classe operaia di Belfast. Io ho pensato: ‘Cosa? Che significa questo?’
“Cosa pensa che sia una ragazza della classe operaia di Belfast? Da dove ha preso questa idea? Perché questo in definitiva non era basata sull’esperienza.”
La rappresentazione è un grande punto cruciale per Donnelly, ed è una delle tante ragioni per cui è fiera di Outlander. Il fantasy show è stato apprezzato per la sua rappresentazione della sensualità femminile e, in particolare, della sua analisi dello stupro maschile.
“Ha toccato così tante questioni sulla violenza sessuale maschile, sulla rappresentazione, su come le donne sono trattate sullo schermo, sull’amore e se si può rappresentare l’amore quando contiene misoginia o abusi,” dice con orgoglio.
“Caitriona Balfe, che interpreta Claire, è una femminista incredibilmente intelligente ed eloquente, e prende la sua posizione di responsabilità molto seriamente. Sa quanto è importante, e lotta per le cose. Lei combatte le cose che pensa siano superficiali o irresponsabili.
Nonostate il suo amore per il cast e lo staff di Outlander, è facile capire che il primo amore di Donnelly è il teatro.
“La cosa più difficile della tv per me è che non ti senti come se stessi lavorando duro, perché passi molto tempo ad aspettare la tua scena. Nel periodo in cui ho finito Ferryman a ottobre, ero incinta di sei mesi e avevo lavorato per otto spettacoli a settimana, provando da febbraio. Era molto stancante. Io ero proprio stufa! Ma io guardo a quella come la migliore esperienza professionale della mia via. Amo quella pressione.”
Il suo amore per il teatro dal vivo sarà resuscitato questo mese quando andrà a Donegal per partecipare al 3° Lughnasa FrielFest, per recitare un monologo da Faith Healer.
“Davvero non ho nessuna idea di cosa aspettarmi una volta che arriverò lì. So che mi piace Donagal. So che mi piace Friel. Lo stiamo lanciando. È una celebrazione della sua opera. Ho studiato un paio di sue opere a scuola. Ho fatto Dancing at Lughnasa in modo professionale al Lyric Theatre di Belfat, e ho fatto Philadelphia al Donmar. Penso che molti irlandesi abbiano un collegamento con il suo lavoro, anche se piccolo.”
Recitarà il suo monologo senza direzione, e nessuna interazione con altri membri del cast. Sembra un po’ intenso, no? “Intenso è buono,” conclude. “Intenso mi fa sentire come se stessi lavorando duro.”
(X)

lunedì 6 agosto 2018

Spiando Sam Heughan

Heughan interpreta una spia al fianco di Kate McKinnon e Mila Kunis in “The Spy Who Dumped Me.”
Si dice spesso che il miglior posto per nascondersi sia in bella vista, ma per Sam Heughan, questo consiglio potrebbe non essere vero. L’attore è stato in giro per New York a promuovere il suo ultimo progetto, un film commedia di spionaggio, ed è difficile rimanere in incognito quando hai un fan club dedicato che ti aspetta all’esterno di ogni tappa (un caso che si chiamino – c’era da aspettarselo – “Heughligans”).
Ma gli Heughligans sono a bada per il momento. Andando in uno studio fotografico vicino Bryant Park, Heughan sfoglia il passaporto di uno dei membri del suo team, guardando con attenzione le tappe stampate nel suo libretto.
L’attore scozzese sta facendo buon uso del suo passaporto ultimamente. Dopo aver svolto i suoi doveri con la stampa in America per “The Spy Who Dumped Me” – che lo ha portato a Budapest, Berlino e Amsterdam mentre giravano – Heughan tornerà a casa a Glasgow per 10 giorni per organizzare il suo visto per il Sud Africa, dove girerà il suo prossimo film basato su un fumetto con l’attore Vin Diesel a Città del Capo.
“[Città del Capo] che grande città, è tutto quello che amo - è aria aperta, cibo molto buono e buon vino, le persone,” dice Heughan, che è anche ambasciatore mondiale del brand Barbour. “Faccio molte escursioni lì, vado in bici; ho appena superato il mio esame per la moto e perciò andrò in giro con la mia moto. Non surf – non voglio andare in acque piene di squali,” dice, facendo l’elenco dei suoi piani per il tempo libero mentre sarà in Sud Africa. “È un paese incredibile. Puoi fare moltissimo.”
Heughan è chiaramente votato a un regime di attività fisica, tanto che lo ha portato a sviluppare un’iniziativa di beneficenza, My Peak Challenge, legato alla promozione di uno stile di vita attivo. “Quando sono tornato in Scozia per ‘Outlander’, stavo riscoprendo il mio paese e facendo escursioni e arrampicate e andando in bicicletta e tutte queste cose,” dice Heughan, che ha passato la sua adolescenza vicino Edimburgo. “Ed era come se volessi davvero condividere il mio amore per l’aria aperta e anche sfidare me stesso a fare cose diverse, e quello, in un certo senso, è come è nato My Peak Challenge.”
L’iniziativa, che incoraggia la definizione di obiettivi e fornice a circa 10.000 membri – “Peakers” – video di esercizi e piani nutrizionali, supporta diverse organizzazioni benefiche, incluse Bloodwise e Marie Curie. Un premio in arrivo legato alla sfida è un viaggio in Scozia, ma non un semplice viaggio in Scozia: “È una specie di appuntamento con me, ma in uno dei nostri gala di beneficenza,” dice Heughan, i suoi occhi cerulei illuminati.
Con i suoi programmi praticamente definiti fino al 2020, dopo aver girato il film di Vin Diesel “Bloodshot,” ha un altro progetto in ottobre, seguito dalla ripresa con 10 mesi di registrazione per la stagione cinque di 'Outlander' all’inizio del prossimo anno. Riconosce l’esercizio fisico, e il tempo tranquillo a casa come forze fondamentali.
“L’esercizio mi aiuta davvero. Mantiene la struttura e a essere onesti, proprio lo stare a casa, tipo nel tuo letto e una serata tranquilla. Può sembrare davvero noioso, ma in effetti è il momento in cui puoi staccare e riorganizzarti,” dice.
Heughan, che proviene dal mondo del teatro e si è formatto alla Royal Conservatoire of Scotland, è stato a New York andando in giro per la commedia a trazione femminile “The Spy Who Dumped Me.” “È quasi come se i tradizionali film di James Bond fossero stati rovesciati. Hai ruoli di Bond femminili, e io sono un po’ come 'una bambola', suppongo,” dice del suo personaggio.
(Parlando di James Bond, Heughan è il nome più recente che si vocifera sia in corsa per il ruolo iconico dopo che Daniel Craig avrà lasciato il suo incarico l’anno prossimo.)
Nel film, Heughan interpreta una spia che si pone in contrasto con la stravaganza delle protagoniste Mila Kunis e Kate McKinnon. “La commedia per me era interpretare un tipo ordinario ed essere una specie di tavola elastica per loro – loro sono folli, e [il mio personaggio] è del tipo ‘che diavolo sta succedendo qui?’ È stato divertente fare questo,” dice. “Non ne ero mai stato parte , davvero; vengo dal dramma classico formato con Shakespeare e Dostoyevsky e Chekov, e poi ho visto queste donne al lavoro, e c’è una vera tecnica in ciò; è incredibile. Non è solo essere persone divertenti – sono divertenti – ma è più su quanto duramente lavorano.”
Dice la regista e coautrice del film Susanna Fogel, “È molto cordiale e di livello e ha rappresentato un buon complemento del la pazzia [di McKinnon] perché ha recitato bene la parte del ragazzo abbottonato, a non in maniera fredda. Può passare dall’essere intimidatorio e terrificante all’essere qualcuno per cui fai il tifo perché ha questo innato calore umano.” E come un vero agente trasformista sotto copertura, può anche essere divertente.
“La commedia è eccitante perché è molto viva, c’è un’energia e tu devi tenerla viva. È fantastico quando funziona, e quando non va lo avverti. Perciò ora posso capire che può dare dipendenza,” dice Heughan che non ha nessun altro progetto di commedia all’orizzonte – be’ a meno che uno non conti ‘Outlander’. “Penso che ci sia sempre un elemento da commedia, perfino in ‘Outlander’. Sono le situazioni e come i personaggi reagiscono alle situazioni,” dice.
Heughan ha appena concluso la stagione quattro dello spettacolo di Starz, che ha contribuito a creare la sua base di fan. Descrive le riprese della stagione in arrivo come se fossero state dure e pazze, ma aggiunge che pensa che “Abbiamo chiuso probabilmente con il finale più forte di tutte le stagioni.”
Nella nuova stagione il cast viene portato nell’America del 1700. “Sono pionieri e coloni, quindi passano molto tempo nei boschi, a costruire e nel fango,” dice Heughan. Mentre quella parte della stagione è ambientata in Nord Carolina, Heughan è riuscito a rimanere in zona per le riprese. “Dovevamo trovare una località specifica in Scozia che somigliasse alla Nord Carolina. È straordinario – c’è davvero, abbiamo queste grandi foreste in Scozia, e questi alberi incredibili che sono così antichi, e crinali montuosi. Sono stato in Nord Carolina per vedere dove avremmo dovuto essere, e sembra davvero uguale.” 
È una buona cosa che a Heughan piaccia passare tanto tempo all’aperto. Durante il suo recente periodo passato a New York, ha visto alcuni spettacoli, incluso “Straight White Men” di Armie Hammer (gli è piaciuto), e si è allenato con Ed Naper. “Ho passato molto tempo qui – mi piace camminare per le strade. E [la città] è facile da percorrere a piedi,” dice. “Quando sono stato qui la scorsa settimana, ho avuto un incontro proprio fuori Central Park, e poi ho camminato per tutto il tragitto fino a SoHo. È davvero una bella passeggiata.”
Perciò se state provando a trovarlo, guardate a Broadway. Se non altro, è probabile che lo vediate su un manifesto lungo la strada.
(X)

sabato 4 agosto 2018

Bees: Caro Lord John

[data]
Fraser’s Ridge, North Carolina
Caro Lord John -
Sono tornata. Anche se suppongo che dovrei dire “sono ritornata!” più drammatico, sapete? Sto sorridendo mentre scrivo ciò, immaginando voi che dite qualcosa in merito a come la mancanza di dramma non sia uno dei miei difetti. Neanche il vostro, amico mio.
Noi – mio marito, Roger, e i nostri due bambini, Jeremiah (Jem) e Amanda (Mandy) – ci siamo stabiliti a Fraser’s Ridge. (Anche se sembra più che la residenza stia prendendo vita intorno a noi; mio padre sta costruendo la sua fortezza.) Resteremo qui per il prossimo futuro, anche se so meglio della maggior parte della gente quando poco uno possa prevedere il futuro. Tralasceremo i dettagli fino a quando vi rivedrò.
 …
[trama]

Mamma dice che sapete benissimo perché vi sto scrivendo io di Denzell Hunter, invece di lei. Pa’ dice che non c’è bisogno di scrivervi, dato che la moglie del Dr. Hunter sicuramente avrà già scritto a suo padre (vostro fratello, se ho capito bene?), ma sono d’accordo con Mamma che sia meglio scrivere, per ogni eventualità.
[trama]
I miei migliori saluti a voi e alla vostra famiglia – e per favore date i miei saluti a vostro figlio William. Non vedo l’ora di incontrarlo – e voi, naturalmente! – di nuovo.
Si dovrebbe firmare una lettera ‘vostra obbedientissima, umile, ecc.’ se si è una donna? Sicuramente no…)
Cordialmente
Brianna Randall Fraser MacKenzie (Mrs.)
(X)

Outlander S4: il 4 novembre sugli schermi

Finalmente Starz ha annunciato
la data di uscita della 
Quarta stagione di Outlander in America: 
il 4 novembre 2018.

La nuova stagione, basata sul quarto libro della saga di Diana Gabaldon "Drums of Autumn" (Tamburi d'Autunno e Passione oltre il Tempo nella versione italiana), racconta le avventure di Jamie, Claire e della loro famiglia nelle colonie americane, che sembrano destinate a diventare la loro casa. Nuovi e vecchi amici li accompagneranno in questo cammino non privo di pericoli e soggetti poco raccomandabili. Ma finchè saranno insieme nulla è insuperabile!





(X)