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lunedì 7 febbraio 2022

Bees: I consigli di Diana su come leggere Bees

Diana Gabaldon
da raccomandazioni senza spoiler su come leggere “Bees”
Con l’arrivo di Go Tell the Bees That I Am Gone, i lettori devono scegliere come avventurarsi nella sua lettura. Ma cosa fai se sei l’autore? L’autrice di Outlander, Diana Gabaldon, è una lettrice vorace e recentemente ha raccontato a The New York Times che il prossimo libro che leggerà sarà il suo. Dopo tutto, come ha detto a proposito di Bees, «Non era un libro quando mi ha lasciato; era questa grande nuvola di frammenti scintillanti che ho palleggiato nella mia testa negli ultimi anni. Poterlo leggere senza fermarsi… è sempre un’emozione.» Perciò, se non lo avesse scritto lei, Diana Gabaldon come leggerebbe Go Tell the Bees That I Am Gone? Un non-avvertimento: NON ci sono spoiler da qui in avanti.
Ci sono alcuni modi in cui avreste potuto rispondere dopo aver messo finalmente le mani su Bees, sette anni e mezzo dopo l’uscita di Written in My Own Heart's Blood (Legami di sangue e Prigioniero di nessuno, in italiano)
1. Avreste potuto aprire immediatamente il libro e leggere velocemente, ignorando gli obblighi familiari del Giorno del Ringraziamento;
2. Potreste prendervi il vostro tempo, evitando tutti gli spoiler come la peste (o meglio come il Covid-19);
3. Potreste aver letto prima l’ultima pagina, così da sapere cosa aspettarvi prima di imbarcarvi in un romanzo di 888 pagine;
4. O, scenario peggiore, potreste essere ancora in attesa che arrivi la vostra copia preordinata.
Quando si tratta di stile di lettura, subito dopo l’uscita di Bees, Gabaldon rivela a The Dipp che lei fa parte saldamente della seconda categoria. «Sono sicuramente un degustatore.» dice.
Così, in un universo alternativo dove è una fan di Outlander e non l’autrice, non si sente obbligata a leggere Bees più velocemente possibile.
«Detto questo, rimango praticamente incollata a un buon libro finché dura, ma non leggo per sommi capi o veloce solo per scoprire cosa succederà.» dice. «A meno che non sia un thriller, nel qual caso sai cosa succederà. È solo, come succederà? Qualche volta leggo per sommi capi la fine.»
Mentre non è spoiler dire che ci sono momenti elettrizzanti in Bees, i libri di Gabaldon non rientrano propriamente nel genere thriller — per non parlare di qualsiasi genere— perciò non c’è bisogno di scorrere fino alla fine, anche se può essere allettante. E se vi state ancora intrattenendo intorno alla Parte Tre o anche Parte Due, non c’è vergogna neanche in questo! Siete nella stessa categoria di degustatori di Herself (aka Diana Gabaldon).
E per quanto riguarda quelli che Gabaldon chiama ‘sbircioni’, sa che sono là fuori… anche se lei non si comporterebbe in quel modo.
«Ci sono sbircioni che dicono, ‘Oh, devo leggere l’ultima pagina perché devo sapere se sono ancora tutti vivi, poi posso tornare indietro e godermi il libro’», dice.
«Non dovrebbe funzionare in questo modo,» dice Gabaldon, prima di aggiungere diplomaticamente, «ma hai comprato il libro. Puoi leggerlo nel modo che vuoi.»
In qualunque modo stiate leggendo Go tell the bees that I am gone, sappiate che non c’è un modo veramente sbagliato (eccetto forse sbirciare l’ultima pagina). E anche se lo avete già finito (colpevole di tutte le accuse), potete gustarlo nella vostra rilettura. Dopo tutto, anche se Gabaldon ha cominciato al lavorare al Libro 10, non garantisce che è l’unico libro su cui sta lavorando ora che il nono libro è uscito. Dice che ha già un contratto per il prequel sui genitori di Jamie e l’idea per il prossimo libro su Lord John Grey «Mi è venuto in mente mentre scrivevo Bees.» Perciò non importa il vostro stile della prima lettura, avrete moltissime opportunità per gustarvi Bees negli anni a venire. Buona lettura (e rilettura)!

lunedì 31 gennaio 2022

Bees: Il finale di Bees e il Libro 10

Il finale di ‘Go tell the Bees that I am gone’ e cosa significa per il Libro 10 di Outlander, secondo Diana Gabaldon
Spoiler di seguito su Go tell the bees that I am gone. Non leggete se non volete rovinarvi il finale di Outlander Libro 9.
Le pagine finali del nono libro di Outlander raccontano la pacifica sistemazione di Claire e Jamie sul portico della Nuova Casa a Fraser’s Ridge. Sono circondati dalla famiglia, dagli amici, e dai vicini che stanno celebrando il matrimonio tra Bobby Higgins e Silvia Hardman. Dopo aver combattuto i Lealisti che complottavano sulla sua terra ed essere quasi morto (be’ è morto) durante la Battaglia di Kings Mountain, la principale preoccupazione di Jamie alla fine di Go tell the bees that I am gone è assicurarsi che Claire mangi qualcosa. Ma un imbucato al matrimonio — “un cavaliere su un cavallo grigio” — scuote la scena pastorale nell’ultima pagina. La figura che indossa un tricorno non è altri che il figlio di Jamie, William, che chiede l’aiuto di suo padre. Con un finale sospeso come questo, vuol dire che sicuramente i lettori vedranno Jamie e William unire le forze per salvare Lord John Grey nel Libro 10, sì?
«È sicuramente così», dice l’autrice Diana Gabaldon a The Dipp al telefono.
Quando William arriva e dichiara, «Ho bisogno del vostro aiuto» non c’è mai stato nessun dubbio che Jamie avrebbe scelto di cavalcare accanto a suo figlio per salvare il suo migliore amico da cui si è allontanato. Ma in una serie letteraria dove non si può mai dare qualcosa per scontato – anche qualcosa di ovvio come questo tema per il Libro 10 — è un sollievo avere la conferma da parte dell’autrice. Specialmente se Jamie e William non hanno avuto nessuna interazione diretta in Bees e Lord John Grey è nel disperato bisogno di essere salvato da Ezekiel Richardson, ossia il viaggiatore temporale Mike Callahan.
L’ultima volta che William aveva chiesto l’aiuto di Jamie in una situazione di vita o morte è stato quando era andato a salvare Jane Pocock dalla condanna a morte nel Libro 8, Written in My Own Heart's Blood (Legami di Sangue e Prigioniero di nessuno, nella versione italiana). Ma i due erano arrivati troppo tardi e lei si era tolta la vita. Salvare Lord John, se tutto va bene, avrà maggiore successo dell’ultimo tentativo di padre e figlio. Ma sembra sconfortante dato che presumibilmente non conoscono la localizzazione della barca su cui è prigioniero Lord John e Percy Wainwright potrebbe essere morto avvelenato mentre dava a William informazioni sulla Pallus. Così Jamie e William potrebbero beneficiare di qualche supporto nella forma di altri membri della famiglia Fraser allargata.
Gabaldon non ha voluto impegnarsi dicendo quale altro membro della famiglia potrebbe aiutare Jamie e William nella loro ricerca. Ma ammette, «Non sono sicura come si possano tenere fuori, specialmente Claire e Brianna, ma resta da vedere.»
Anche se Jamie non vede William fino alla fine di Bees, in via confidenziale offre a Brianna la possibilità di passare del tempo con suo fratello a Savannah. E gli ex figli unici di Jamie Fraser hanno stretto un rapido legame tra loro, quindi Bree vorrà sicuramente aiutare William in ogni modo possibile. In più, Lord John è la “persona preferita da Bree — al di fuori della famiglia” (lo ha dichiarato prima di sapere che tecnicamente è stato il suo patrigno per un breve periodo), così vorrà agire sapendo che è in pericolo.
Tuttavia, il terzo figlio di Bree, Davy, è ancora un neonato, e lei potrebbe non essere in grado di viaggiare per dare una mano a trovare Lord John. Ma potrebbe incoraggiare sua madre ad andare… non che Claire abbia bisogno di incoraggiamento. Accompagna quasi sempre Jamie nei viaggi pericolosi e oltre a voler bene e preoccuparsi per Lord John, gli deve un favore (o due). Jamie e Claire hanno avuto un altro litigio appassionato in Bees riguardo a quello che è successo nel letto coniugale con Lord John. Ma questo potrebbe mettere Jamie in una predisposizione d’animo migliore per accettate che Claire si unisca a lui. Dopo tutto, con la vita di John a rischio e un paio di libri da questa trasgressione accidentale, Jamie dovrebbe essere disposto a lasciare che il passato sia passato… se non completamente per il bene di John, per quello di William di Brianna e di Claire.
Comunque, questi sono dettagli nella trama di William e Jamie nel Libro 10 che neanche l’autrice conosce completamente. A settembre 2021 Gabaldon ha scritto su Facebook di aver cominciato a scrivere il decimo e (molto probabilmente) ultimo libro nella serie principale di Outlander. Ma da allora le cose sono state un po’ impegnate.
«Ho solo pezzi del libro al momento,» dice. «Dal lancio del Libro 9, non ho avuto tempo per pensarci, per così dire, così ci sto solo provando. Quando saltano fuori piccoli frammenti li scrivo, ma non ci sto lavorando in modo concentrato, per ora.»
Il rapimento di Lord John è aggrovigliato a così tante trame che dovranno essere approfondite nel Libro 10, in particolare con Richardson.  Ma se c'è un lato positivo nel fatto che Lord John è stato lasciato in una posizione così pericolosa alla fine di Bees, è che il suo rapimento è la cosa che finalmente unirà Jamie e suo figlio nel Libro 10.

giovedì 2 dicembre 2021

Outlander: i progetti nel cassetto di Diana gabaldon

Diana Gabaldon rivela maggiori dettagli su Go tell the bees e i piani per il decimo romanzo di Outlander
Il nono libro di Outlander è appena arrivato sugli scaffali, ma l’autrice si sta già muovendo verso il prossimo progetto.
Diana Gabaldon ha rivelato di cosa si sta occupando ora che il nono romanzo ‘Go tell the bees that I am gone’ è finalmente sugli scaffali
Il nuovo libro di Outlander ha già ricevuto un'accoglienza calorosa, ma l'autrice sta andando avanti con alcuni nuovi progetti entusiasmanti.
Anche se sono passati sette anni da quando l'ultimo libro Written in My Own Heart's Blood (Legami di sangue e Prigioniero di nessuno, in italiano), è stato pubblicato nel lontano 2014, i fan sono entusiasti del fatto che Diana sembra puntare tutte le armi sul fronte della scrittura.
L'autrice di Outlander, che in precedenza aveva preso in giro il suo amico George R..R Martin per non aver scritto abbastanza velocemente, ha rivelato cosa ha intenzione di fare dopo.
Dopo aver confermato di essere nel bel mezzo della scrittura del decimo e ultimo libro della serie, ancora senza titolo, Diana ha detto a Parade.com: «Sto anche lavorando a un prequel ufficiale che tratta dei genitori di Jamie Fraser e della precedente Insurrezione giacobita del 1715.»
È una notizia entusiasmante per i fan dei libri, che già sapevano dei piani per il nuovo prequel, ma l'aggiunta di ulteriori informazioni sull'argomento e le notizie che riguarderanno ancora una volta l’attività giacobita saranno sicuramente ben accolte.
Sia Brian che Ellen rimangono personaggi popolari, anche se poco visti, sia nei libri che nello show, con Jamie che chiede persino a Claire di nominare il loro primogenito come suo padre.
Molti stanno già ipotizzando quali altri personaggi popolari potrebbero apparire.
Per quanto riguarda il decimo libro, la scrittrice sessantanovenne ha già in mente la scena finale, ma ha affermato che deve ancora capire completamente come arrivarci.
Appassionata lettrice Diana, che ha anche rivelato che il prossimo libro che intende leggere è "Go Tell The Bees", ha offerto alcuni consigli per i libri che ama come The Starless Crown di James Rollins, il suo più atteso per il 2022.
Quando le è stato chiesto quali fossero i suoi libri preferiti di tutti i tempi, ha aggiunto che la serie di romanzi storici nautici Aubrey-Maturin di Patrick O'Brian ambientati durante le guerre napoleoniche sono quelli che ama.
Parlando in un'intervista alla televisione americana, ha anche parlato della risposta a quell'annosa domanda: quale dei suoi libri è il suo preferito.
Ha detto: «È quello su cui sto attualmente lavorando perché è quello di cui non so ancora tutto».

lunedì 15 novembre 2021

Outlander saga: cambia l’editore italiano

Un post pubblicato all’inizio dell’estate sulla pagina Facebook di Diana Gabaldon ha fatto trillare, a quel tempo, più un campanellino. L’autrice, infatti, chiedeva ai lettori italiani cosa pensassero della qualità delle traduzioni dei suoi romanzi nella nostra lingua. Cosa stava bollendo in pentola? Ricordiamo che l'editore dei primi otto libri di Outlander in Italia è Corbaccio, mentre le versioni economiche sono curate da TEA Libri. I riscontri non devono essere stati del tutto positivi, se in occasione del Lucca Comics 2021 è stata rivelata una clamorosa novità. Infatti, durante il panel tenuto da Oscar Vault, la community fantasy di Mondadori, è stata preannunciata la pubblicazione, entro l’estate 2022, della versione italiana di Go Tell the Bees that I Am Gone, nono e penultimo volume della saga principale di Outlander. 
Dopo i primi attimi di stupore, i numerosi fan italiani hanno sicuramente tirato un sospiro di sollievo nell’apprendere che l'attesa delle nuove avventure di Jamie e Claire Fraser finirà presto. Ma le sorprese non finiscono qui. Durante lo stesso evento, Oscar Vault ha anticipato che curerà la riedizione degli otto volumi precedenti. E chissà, i fan potrebbero sperare anche nella pubblicazione dei romanzi ancora inediti in Italia, in particolare della serie spin off dedicata a Lord John Grey. Ulteriori dettagli in anteprima indicano che la traduzione di Bees (come viene comunemente nominato) sarà pubblicata in un volume unico, a differenza di quanto fatto finora, dato che tutti i romanzi a partire dal secondo sono suddivisi in due volumi. Tutto ciò, evidentemente, per il tormento dei collezionisti! Ancora non è noto il titolo italiano. 
Go Tell the Bees that I Am Gone uscirà negli USA e in UK il 23 novembre. Il titolo si ispira alle antiche leggende celtiche che attribuivano alle api una natura quasi divina. I prodotti dell’alveare avevano un ruolo fondamentale nelle società antiche. I druidi utilizzavano il miele per preparare i medicinali e l’idromele, la bevanda sacra utilizzata durante le cerimonie. Secondo la credenza, questi insetti volando di fiore in fiore raccoglievano notizie insieme al polline. Bisognava sempre raccontare alle api se c’erano visite, nascite, morti. Se non lo si faceva, si sarebbero offese e avrebbero abbandonato la comunità. Essere abbandonati dalle api era quasi come essere abbandonati dagli Dei e poteva mettere seriamente a rischio la prosperità della comunità. Il miele e le api vengono costantemente citati nei libri di Outlander e i lettori sanno bene quanto Claire confidi nelle sue proprietà medicinali. 
Per ora quindi, non ci resta che aspettare l'estate, rileggendo magari i volumi precedenti per rinfrescarsi la memoria. Da qui all’estate il tempo certamente non manca.
Se avete perso il conto, qui trovate l’elenco e le trame dei libri pubblicati in Italia. Buona lettura!

lunedì 23 agosto 2021

Bees: Trafficanti

Non riconobbi nessuno degli uomini, e non aspettai per presentarmi. Me ne andai via insieme alle mie asclepiadi, più velocemente possibile.
Fortunatamente, trovai Jamie nel giro di mezzora, che trascorreva tempo con Tom MacLeod, il costruttore di bare.
«Chi è morto?» ansimai senza fiato per l’arrampicata lungo la montagna.
«Nessuno, ancora,» disse Jamie guardandomi. «Ma tu sembri sul punto di esserlo, Sassenach. Che è successo?»
Posai il mio cesto su un cavalletto, mi sedetti su un altro e gli raccontati, fermandomi per respirare affannosamente o ingoiare l’acqua da una borraccia che mi aveva dato Tom.
«Niente su quel sentiero a parte la casa del Capitano Cunningham, è lì?» osservò Tom
«Vuoi dire che non sono saliti per quella strada per caso, aye?» Jamie mise la testa fuori dal casotto delle bare e guardò in alto verso il cielo. «Pioverà presto. Sarebbe un peccato se i nostri amici si trovassero bloccati nel fango.»
Tom grugnì in approvazione, e senza ulteriori consultazioni entrò in casa, tornando in meno di un minuto con un cappello di pelle in testa un buon fucile in mano, una pistola nella cintura e una cartucciera a tracolla. Nell’altra mano aveva una seconda pistola che diede a Jamie. Jamie annuì, controllò l’innesco e se la infilò nella cintura. Toccando distrattamente il suo pugnale mi fece un cenno con la testa.
«Va a prendere il Giovane Ian, per favore, Sassenach. L’ho visto falciare l’erba nel suo campo più in alto, non più di un’ora fa.»
«Ma cosa-»
«Va, » disse comunque gentilmente. «Dinna fash, Sassenach. Andrà tutto bene.»
Trovai il Giovane Ian, non nel suo campo in alto, ma nei boschi vicini, il fucile in mano.
«Non sparare!» urlai, individuandolo tra i cespugli. «Sono io!»
«Non potrei confonderti con niente eccetto un piccolo orso o un grosso maiale, zietta,» mi assicurò, mentre mi facevo strada attraverso un gruppo di cornioli verso di lui. «E oggi non voglio nessuno di questi.»
«Bene. Che ne dici di un paio di bei, grassi trafficanti d’armi?»
Spiegai meglio che potevo trottando dietro di lui mentre attraversava il campo per afferrare la sua falce, che ficcò nelle mie mani.
«Non penso che dovrai usarla, zietta,» disse, facendo un grande sorriso alla vista della mia faccia. «Ma se ti fermi lì a bloccare il sentiero, potrebbe essere che un uomo disperato provi a superarti.»
Quando arrivammo, scoprimmo che il sentiero era già stato effettivamente bloccato dalla soma del primo mulo, che lui era riuscito a perdere del tutto. Quando Ian e io arrivammo un po’ sotto ai trafficanti, il primo mulo, godendosi la sua nuova leggerezza di spirito, stava agilmente scalando il mucchio di borse, scatole e oggetti di vimini nella nostra direzione, intento a raggiungere il suo compagno, che non stava lasciando che il suo carico gli impedisse di brucare una grossa macchia di more che orlava il sentiero proprio in quel punto.
Evidentemente, eravamo arrivati quasi quasi nello stesso momento di Jamie e Tom McLeod, perché i due trafficanti si erano girati a fissare inebetiti me e Ian proprio mentre Jamie e Tom si vedevano sul sentiero sopra di loro.
«Chi diavolo siete?» domandò uno degli uomini, guardando da me a Ian disorientato. Ian si era legato i capelli in una cresta per tenerli fermi mentre falciava, e senza la camicia, molto abbronzato e con i tatuaggi, somigliava davvero al Mohawk che era. Non volevo pensare a cosa dovevo somigliare io, completamente arruffata e con i capelli pieni di foglie e che scendevano, ma strinsi la mia falce e gli rivolsi uno sguardo severo.
«Sono Ian Õg Murray,» disse Ian gentilmente, e annuì verso di me. «E questa è mia zia. Oops.» Il primo mulo si stava facendo strada con il naso tra di noi in maniera determinata, facendoci uscire entrambi dal sentiero.
«Io sono Ian Murray,» ripeté Ian, facendo un passo indietro e riportando il suo fucile in una posizione rilassata ma decisamente pronta sul suo petto.
«E io,» disse una voce profonda dall’alto, «sono il Colonnello James Fraser, di Fraser’s Ridge, e quella è mia moglie.»

sabato 22 maggio 2021

Bees: Per la Giornata Mondiale delle Api

Jamie sospirò, infilò la lettera in tasca e incapace di rimanere seduto con i suoi pensieri, andò verso la collina al giardino di Claire, non con l’intenzione di raccontarle della lettera e dei suoi pensieri – desiderando solo il conforto momentaneo della sua presenza.
Non era lì, e lui esitò all’interno del cancello, ma poi lo chiuse dietro di sé e camminò lentamente verso la fila di alveari. Aveva costruito un lungo bancone per lei e ora c’erano nove arnie su di esso, che ronzavano pacificamente nel sole autunnale. Alcuni di loro erano alveari di vimini intrecciati, ma Brianna aveva costruito anche tre cassette, con all'interno telai di legno e una sorta di tubo di scarico per facilitare la raccolta del miele.
C’era qualcosa in fondo alla sua mente una poesia che Claire gli aveva detto una volta, a proposito di nove e di api. Gli era rimasto solo un pezzo: Nove filari a fave, avrò laggiù, un’arnia per le api e solo vivrò nella radura in mezzo al ronzio delle api*. Il numero nove lo rendeva sempre diffidente, a causa di uno strano incontro con una vecchia chiromante parigina.
“Morirai nove volte prima di finire nella tomba,” gli aveva detto. Claire aveva provato, di tanto in tanto, a contare le volte che sarebbe dovuto morire, ma non c’era riuscita. Lui non lo aveva mai fatto, avendo un timore superstizioso di attrare la sfortuna soffermandosi su questo.
Le api erano impegnate nelle loro faccende. L’aria ne era piena, con l’ultimo sole che catturava le loro ali facendole scintillare tra il verde del giardino. C’erano alcuni girasoli a brandelli lungo un muro, i loro semi simili a ciottoli grigi, sedum e cosmos rosa. Genziane viola - le riconosceva, perché Claire ne aveva ricavato un unguento che aveva usato su di lui più di una volta - e ne aveva portate alcune da Wilmington e le aveva protette lì in un punto sabbioso che lei aveva preparato. Lui aveva scavato e trasportato la sabia per lei, e sorrise alla pallida chiazza tra il terriccio più scuro. Le api sembravano apprezzare la verga d'oro, ma Claire diceva che ora cacciavano principalmente nei boschi e nei prati.
Arrivò al bancone e allungò una mano verso gli alveari, ma non ne toccò nessuno fino a che due o tre api non si posarono agilmente sulla sua mano. “Così non penseranno che sei un orso,” aveva detto Claire, ridendo. Sorrise al ricordo e mise la mano sulla paglia riscaldata dal sole e rimase lì per un po’, lasciando andare i suoi pensieri molesti, a poco a poco
“Vi prenderete cura di lei, aye?” disse alla fine, parlando dolcemente alle api. “Se viene da voi e dice che me ne sono andato, la nutrirete e le presterete attenzione?” Rimase ancora un momento ascoltando il ronzio incessante.
“Ve la affido,” disse alla fine, e si girò per andarsene, il suo cuore più leggero nel petto. Fu solo quando si chiuse il cancello alle spalle e si avviò verso la casa che gli venne in mente un'altra parte della poesia. “E godrò un po’ di pace laggiù, ché goccia a goccia scende la pace…”

*The Lake Isle of Innisfree di William Butler Yeats traduzione di Gabriele Baldini, 2012

giovedì 15 aprile 2021

Bees: Annunciata la data di uscita in America

La casa editrice statunitense Penguin Random House ha reso nota la data di pubblicazione del nono e penultimo libro della saga di Outlander. Il 23 novembre 2021 l'attesa dei fan finirà... almeno per quelli americani e in Uk! 
Il titolo del romanzo, Go Tell the Bees That I Am Gone (abbreviato: Bees), si ispira a un'antica usanza celtica, secondo cui bisogna sempre dire alle api quando c'è una nascita, una morte o quando qualcuno se ne va, altrimenti voleranno via. 
Nell'ottavo libro 'Written In My Own Heart's Blood' (nella versione italiana Legami di Sangue e Prigioniero di Nessuno n.d.r.) abbiamo lasciato Jamie e Claire intenti a riscostruire la loro casa e la vita a Fraser's Ridge, dopo la parentesi che li ha visti coinvolti nelle principali vicende della Rivoluzione Americana. Secondo le prime anticipazioni della trama, Bees ritrova i nostri amati personaggi da questo punto, nel 1779, riuniti alla figlia Brianna, a suo marito Roger e ai loro bambini, che hanno riattraversato le pietre per sfuggire ai pericoli e alle insidie del XX secolo. Nel frattempo nel North Carolina le tensioni politiche sono molto forti e Jamie sa bene che la lealtà dei suoi coloni è divisa tra la fedeltà al Re e gli ideali di libertà che la Rivoluzione porta con sé. Non passerà molto prima che la guerra arrivi alla sua porta. Dovrà fare ogni sforzo per tenere al sicuro la sua famiglia e coloro che sono sotto la sua responsabilità... stiamo parlando di James Alexander Malcolm MacKenzie Fraser dopo tutto! Ma come abbiamo imparato in tutto questo tempo, l'amore che lega Jamie e Claire è in grado di superare qualsiasi ostacolo.
In attesa di avere novità anche sulla versione italiana, per chi non vuole perdersi l'uscita americana Go Tell the Bees That I Am Gone è già disponibile per il preordine qui:
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domenica 28 marzo 2021

Bees: It's done!

Un frusciare d’erba e voci dietro di noi annunciarono il ritorno degli ingegneri – erano immersi in una discussione sulle tubature interne.
«Aye, forse,» stava dicendo Jamie, dubbioso. «Ma non so se possiamo trovare tutte le cose di cui avrai bisogno prima che arrivi il freddo. Ho appena cominciato a scavare una nuova latrina comunque; questo ci basterà per il momento. Poi in primavera…»
Brianna disse qualcosa in risposta che non colsi, e poi erano lì, catturati dall’alone del fuoco, così simili da guardare con la luce che baluginava sui loro visi dal naso lungo e sui capelli rossi. Roger si mosse, mettendo i piedi sotto di lui, e io mi alzai con cautela, Mandy floscia come la sua bambola di pezza, Esmeralda
«È meravigliosa, Mamma» disse Bree, e mi strinse a sé, il suo corpo forte, dritto e dolcemente potente, circondandomi, Mandy tra noi. Mi tenne stretta per un momento, poi chinò la testa e mi baciò sulla fronte.
«Ti voglio bene,» disse, la sua voce bassa e roca.
«Ti voglio bene anch’io, tesoro,» dissi, con un groppo alla gola, e toccai il suo viso, così stanco e raggiante.

sabato 13 marzo 2021

Bees: Memorie floreali

John Grey si fermò sulla parte alta di Bay Street, guardando le nubi temporalesche che si avvicinavano al fiume nella sua direzione, cariche di pioggia scura e tremolanti per i fulmini. Non era un uomo religioso, ma qualsiasi uomo a cui hanno sparato su un campo di battaglia – per non parlare di chi era stato fatto saltare in aria da un esplosione di cannone – parla in modo quantomeno informale con Dio.
«Abbi cura di Willie, per favore,» disse, gli occhi ancora fissi sul cielo turbolento. Sentiva vagamente di dover fare qualche gesto cerimoniale, come farsi la croce, ma non sapeva bene come procedere, anche se aveva visto Jamie Fraser farlo abbastanza spesso. Trovò il pensiero di Jamie rassicurante; lo scozzese probabilmente pregava per Willie tutti i giorni, con tutta la panoplia delle osservanze romane – anche se Jamie non sapeva che preghiere più urgenti del solito potevano essere giustificate.
Le prime gocce di pioggia colpirono le pietre della strada, formando chiazze grandi come il suo pollice. Si tirò giù il cappello contro il vento e andò a cercare un riparo.
Il rifugio più vicino era la casa di Hal a [Jones?] Street, dove trovò suo fratello nel salotto, in piedi davanti alla finestra in camicia, braghe e una e vestaglia di seta nera con un grande drago cinese rosso e giallo ricamato sul retro, entrambi apparentemente persi nella contemplazione delle gocce di pioggia che scivolano – be’, ormai precipitano a cascata - sui vetri della finestra.
«Cos’è la digitale?» Domandò Hal, voltando le spalle alla finestra.
«Un fiore, credo,» John fece cadere gocce d’acqua dal cappello e lo appese al pomello della porta. «Simili alle campanule, forse?»
«Campanule?» Gli occhi di Hal si strinsero, pensando evidentemente che John si stesse prendendo gioco di lui. John alzò entrambe le mani, i palmi in alto concilianti.
«Sì. Sicuramente conosci i tipi di nomi che si inventano i giardinieri. Non fu Minnie a parlare a raffica di respiro di bambini e linaria l’ultima volta che sono venuto a cena? Sono sicuro che abbia accennato alle campanule a un certo punto.»
Hal ci pensò un istante poi annuì, la sua faccia che si schiariva un poco. Sua moglie Minnie era una giardiniera costante, con una grande serra, un giardino per i fiori con una vasca per i pesci e un orto per la tavola a sua disposizione.
«Be’, sì,» ammise, con la traccia di un sorriso. «Ti ho mai raccontato l’ho incontrata nella serra del Principe – o piuttosto della Principessa – a Kew? Un luogo straordinario; ogni cosa dai meli cotogni alle orribili specie carnose di orchidee che puzzavano di carne in putrefazione.»
«L’hai incontrata davanti a un orchidea che puzzava di carne putrefatta? Nessuna meraviglia che si sia immediatamente arresa al tuo innato romanticismo.»
«In effetti, era un crisantemo,» disse Hal distrattamente, ignorando la frecciatina. «Ebbi un momento di affanno e collassai sul terreno ai suoi piedi. Pensò che stessi per morire, ma non fu così.» John vide il ricordo attraversare il viso di suo fratello, affascinato. Apparentemente, non era del tutto piacevole, nonostante la presenza di Minnie. Forse aveva pensato che sarebbe morto.

domenica 14 febbraio 2021

Bees: Esercitazioni di cavalleria

 
[..] si era offerta volontaria per alzarsi presto – molto presto – e preparare i galloni di brodo e porridge per dar da mangiare alla milizia. Il profumo caldo e cremoso avanzò su per le scale e mi fece svegliare come una morbida carezza sulla guancia. Mi stiracchiai lussuriosamente nel letto caldo e mi rotolai godendomi l’immagine di Jamie, con le gambe lunghe come una cicogna e completamente nudo, chino sul portacatino per guardarsi nello specchio mentre si faceva la barba a lume di candela. L’alba era niente più che lo sbiadire delle stelle fuori dalla finestra buia.
«Ti stai agghindando per la squadra?» chiesi. «Farai qualcosa di formale con loro oggi?»
Si passò il rasoio sul labbro superiore abbassato, poi fece scorrere la schiuma sul lato della bacinella.
«Aye, esercitazioni di cavalleria. Oggi saranno solo gli uomini a cavallo. Con Tall Tree, saremo ventuno.» Mi sorrise nello specchio, i suoi denti bianchi come il sapone da barba. «Abbastanza per una razzia di bestiame decente.»
«Cyrus sa cavalcare?» Ero sorpresa; i Crombie, i Wilson, i MacReady e i Geohagen erano tutti pescatori che erano arrivati da noi –  Dio sapeva attraverso quali mezzi tortuosi e difficili – da Thurso. Essi erano, per la maggior parte, apertamente spaventati dai cavalli, e quasi nessuno di loro sapeva cavalcare.
Jamie sollevò la lama sul collo, allungò la testa per valutare i risultati e scrollò le spalle.
«Lo scopriremo.»
Sciacquò il rasoio, lo asciugò, poi usò l’asciugamano per asciugarsi la faccia.
«Se voglio che lo prendano sul serio, Sassenach, sarebbe meglio che pensassero che sia così.»
[fine della sezione]
Il cielo si stava rischiarando, ma era ancora buio al suolo e solo pochi uomini si erano radunati quando Cyrus Crombie arrivò uscendo dagli alberi. Gli uomini lo guardarono sorpresi, ma quando Jamie lo salutò, fecero tutti un cenno della testa e mormorarono “Madainn math,” o grugnirono in segno di riconoscimento.
«Ecco ragazzo,» disse Jamie, ficcando una tazza di legno di brodo caldo in mano a Tall Tree. «Riscaldati la pancia e vieni a conoscere Matilda. Appartiene a Frances, ma la ragazza dice che ti presterà la giumenta finché non ti troveremo un cavallo tuo.»
«Frances? Oh. La ringrazio.» Tall Tree si inchinò leggermente e guardò timidamente la casa e poi il cavallo. Matilda era una grossa giumenta, robusta, con un ampio posteriore e con un modo di fare gentile e accomodante. 
Il giovane Ian era appena arrivato, in giacca e pantaloni in pelle di daino, con i capelli intrecciati e lasciati scendere lungo la schiena. Guardò intorno al gruppo di uomini, annuendo, poi andò a prendere il suo brodo, alzando un sopracciglio in direzione di Cyrus
«[Tall Tree] si unirà a noi, a bhailach,» disse Jamie con un tono casuale. «Vuoi mostrargli come sellare e mettere le briglie a Matilda, mentre dico agli uomini cosa faremo?»
«Aye,» disse Ian, ingoiando brodo caldo di orzo ed esalando un nuvola di vapore bianco. «E cosa faremo?»
«Esercitazioni di cavalleria». Questo fece sì che Ian sollevasse entrambe le sopracciglia e guardasse oltre la sua palla il gruppo di uomini che sembravano quello che erano – contadini. Tutti possedevano dei cavalli ed erano capaci di cavalcare dal Ridge al Salem senza cadere, ma oltre questo…
«Semplice esercitazione di cavalleria,» chiarì Jamie. «Cavalcare lentamente.»
Il Giovane Ian guardò pensoso Cyrus, che stava in impaziente attesa.
«Aye,» disse, e si fece il segno della croce.

domenica 7 febbraio 2021

Bees: Nozioni di entomologia

William trovò Moira, la cuoca, nell’orto, mentre raccoglieva cipollotti. Stava parlando con Amaranthus, che evidentemente aveva fatto un raccolto anche lei; portava un paniere che conteneva un gran mucchio di uva e qualche pera dall’alberello che cresceva vicino alla cucina da campo. Con un occhio alla frutta si avvicinò e diede il buongiorno alle donne. Amaranthus gli diede un'occhiata da sopra a sotto, inspirando come se provasse a giudicare il suo stato di intossicazione dall’odore, e con un leggero scuotimento della testa gli porse una pera matura.
«Caffè?» disse speranzoso a Moira.
«Be’, non sto dicendo che non ce n’è,» disse incerta. «È avanzato da ieri, ed è abbastanza forte da rovinarti i denti.»
«Perfetto,», la rassicurò e diede un morso alla pera, chiudendo gli occhi mentre il succo dolce gli riempiva la bocca. Li aprì per trovare Amaranthus, la schiena voltata verso di lui, che si era chinata per guardare qualcosa sul terreno tra i ravanelli. Indossava una vestaglia leggera sulla sottoveste e la stoffa si stendeva ordinatamente sul suo fondoschiena. 
Si alzò all'improvviso, voltandosi e lui subito si chinò verso il terreno che lei stava guardando, dicendo: «Cos’è quello?», anche se personalmente non vedeva altro che sporco e molte cime di ravanello.
«È uno scarabeo stercorario,» disse guardandolo da vicino. «Molto utile per il terreno. Arrotolano palline di sterco e le portano via.»
«Che se ne fanno? delle, um, palle di sterco, voglio dire.»
«Le mangiano» disse con un leggero movimento di spalle. «Seppelliscono le palle per metterle al sicuro, e le mangiano secondo necessità – o qualche volta si riproducono all’interno di quelle più grandi.»
«Che… intimo. Hai fatto colazione?» Chiese William, alzando un sopracciglio.
«No, non è ancora pronta.»
«Neanche io,» disse, alzando in piedi. «Anche se non sono tanto affamato come lo ero prima che mi dicessi questo.» Guardò sul suo panciotto. «Ho degli scarabei stercorari in questo nobile assemblaggio?»
Questo la fece ridere.
«No, non ne hai,» disse. «Non abbastanza colorati.»
All'improvviso Amaranthus si trovò abbastanza vicino a lui, anche se era sicuro di non averla vista muoversi. Aveva lo strano trucco di sembrare materializzarsi all'improvviso dal nulla; era sconcertante, ma piuttosto intrigante.
«Quello verde brillante,» disse, puntando un lungo e delicato dito nel mezzo, «è uno scarabeo Dogbane, Chrisosuchus auratus.»
«Davvero?»
«Sì, e questa adorabile creatura con il naso lungo è un Billbug.»
«Un pillgug?» William strizzò gli occhi sul suo petto.
«No, un Billbug,» disse, colpendo l’insetto in questione. «È una specie di tonchio, ma mangia stiance. E mais giovane.»
«Una dieta piuttosto variegata.»
«Be’, a meno che tu non sia uno scarabeo stercorario, hai una certa scelta in ciò che mangi,» disse, sorridendo. Toccò un altro dei coleotteri e William sentì una debole ma evidente scossa alla base della sua spina dorsale. «Ora ecco,» disse con un piccolo, distinto colpetto del dito, «abbiamo un minatore smeraldino del frassino, un Cicindela scutellaris, e un falso scarabeo della patata.»
«A cosa somiglia un vero scarabeo delle patate?»
«E' uguale. Questo è chiamato falso scarabeo della patata perché mentre mangia patate in caso di necessità, in realtà preferisce la Morella della Carolina.»
«Ah.» Pensava che avrebbe dovuto esprimere interesse verso il resto delle piccole cose che abbellivano il suo gilè, nella speranza che continuasse a picchiettarle. Stava aprendo la bocca per chiederle di una grossa cosa color crema con le corna, quando lei fece un passo indietro per guardarlo in faccia.
«Ho sentito mio suocero parlare di te a Lord John,» disse.
«Oh? Bene. Spero che abbiano avuto una buona giornata per questo,» disse lui, senza preoccuparsene davvero.
«Parlando di scarabei falsi della patata, intendo,» disse. Lui chiuse gli occhi brevemente, poi ne aprì uno e la guardò. Era completamente sicura, senza esitare minimamente 
«So di non essere al meglio di me,» disse educatamente. «Ma non penso di somigliare a nessun tipo di falso scarabeo della patata, a prescindere dall’opinione di mio zio.»

domenica 17 gennaio 2021

Bees: Lavori in corso

Il primo piano era stato racchiuso da mura dall’esterno, anche se la maggior parte degli interni era ancora solo perni di legno, il che dava al luogo un bel senso di informalità, mentre camminavamo allegramente tra le paresti scheletriche 
Il mio ambulatorio non aveva coperture per le sue due ampie finestre, né aveva una porta – ma aveva pareti complete (anche se non intonacate), un lungo bancone con un paio di mensole sopra per le mie bottiglie e i miei strumenti, un alto, largo tavolo di pino liscio (lo avevo carteggiato io stessa, mettendoci molto impegno per proteggere i miei pazienti dalle schegge nel fondoschiena) su cui fare le visite e i trattamenti chirurgici, e un alto sgabello sui cui potevo sedermi mentre li somministravo.
Jamie e Roger avevano cominciato il tetto, ma per il momento c’erano solo travetti che correvano in alto, con pezze di tela di un marrone sbiadito e grigio sporco (recuperate da una pila di decrepite tende militari trovate in un magazzino a Cross Creek) che fornivano l’attuale riparo dagli elementi atmosferici.
Jamie mi aveva promesso che il secondo piano – e il mio tetto – sarebbe stato posato entro la settimana, ma per il momento avevo una grande ciotola, un vaso da notte di stagno ammaccato e il braciere spento strategicamente sistemati per raccogliere le perdite. Aveva piovuto il giorno prima, e io guardai verso l’alto per essere sicura che non ci fossero pezzi afflosciati nella tela umida che trattenevano l’acqua in alto prima di estrarre il mio libro dei casi dalla sua borsa di tela cerata.
“Cos’é quello?” Chiese Fanny, notandolo. L’avevo messa a lavoro per eliminare e raccogliere le bucce simile a carta da un grande cesto di cipolle da mettere a macerare per fare una tintura gialla, e lei allungò il collo per vedere, tenendo accuratamente lontane le dita odorose di cipolla.
“Questo è il mio libro dei casi,” dissi con un senso di soddisfazione al suo peso. “Annoto i nomi delle persone che vengono da me con problemi medici, e descrivo le condizioni di ciascuno, e poi segno cosa gli ho fatto o prescritto e se ha funzionato o no.”
Guardò il libro con rispetto – e interesse.
“Guariscono sempre?”
“No,” ammisi. “Temo che non lo facciano sempre – ma molto spesso. ‘Sono un dottore, non una scala mobile’, citai, e risi prima di ricordarmi che non stavo parlando con Brianna.
Fanny semplicemente annui con serietà, evidentemente archiviando questo pezzo di informazione.
Tossii.
“Um, Questa era una citazione di un, er, un dottore mio amico di nome McCoy. Penso che l’idea generale sia che non importa quanto abile possa essere una persona, ogni abilità ha i suoi limiti e uno fa bene ad attenersi a ciò in cui è bravo.
Annui ancora, gli occhi ancora fissi con interesse sul libro.
“Pensate… che potrei leggerlo?” chiese timidamente. “Solo una pagina o due,” aggiunse frettolosamente.
Esitai per un attimo, ma poi posai il libro sul tavolo, lo aprii e lo sfogliai nel punto dove avevo preso nota sull’uso sull’unguento di bacche di agrifoglio per la malaria di Lizzie Wemyss, dato che non avevo della corteccia dei Gesuiti. Avevo detto a Roger che ne avevo bisogno, ma finora non si era presentato nessuno. Fanny mi aveva sentito parlare della situazione con Jamie e la febbre malarica ricorrente di Lizzie era di dominio pubblico al Ridge.
“Sì, puoi – ma solo le pagine prima di questo segno.” Presi una sottile piuma di corvo nera dal barattolo di penne e l’appoggiai accanto al dorso del libro sulla pagina di Lizzie.
“I pazienti hanno diritto alla riservatezza,” spiegai. “Non dovresti leggere di persone che sono nostri vicini. Ma queste prime pagine riguardano persone che ho trattato in altri posti e – per la maggior parte – molto tempo fa.”
“Lo prrrometto,” disse, la sua sincerità che dava enfasi alla sua r, e io sorrisi. Conoscevo Fanny a malapena da appena un anno, ma non l’avevo mai vista mentire – su niente.

mercoledì 30 dicembre 2020

Bees: Speranza

Mi stavo proprio chiedendo in che modo Roger avesse intenzione di seguire la performance del Capitano Cunningham. La congregazione si era sparpagliata sotto gli alberi per prendere qualcosa da mangiare e da bere, ma ogni gruppo che avevo oltrepassato stava discutendo di quello che aveva detto il Capitano, con grande eccitazione e concentrazione –  per come potevano. L’incantesimo della sua storia rimaneva con me – un senso di meraviglia e speranza.
Anche Bree sembrava chiederselo; la vidi con Roger, all’ombra di una grande quercia, in una fitta discussione. Lui scosse la testa, comunque, sorrise, e si raddrizzò il cappello. Lei aveva vestito la sua parte, come una modesta moglie di un ministro, e si lisciò la gonna e il corpetto.
“Due mesi e andrà in chiesa in pelle di daino,” disse Jamie seguendo la direzione del mio sguardo.
“Con che probabilità?” chiesi
“Tre a uno. Vuoi scommettere, Sassenach?”
“Scommettere di domenica? Andrai diretto all’inferno, Jamie Fraser.”
“Non mi preoccupo. Tu sarai lì prima di me. Chiedendomi le probabilità, oltretutto… Inoltre, andare in chiesa tre volte in un giorno dovrebbe toglierti almeno qualche anno di Purgatorio.”
Annuii
“Pronto per il Secondo Round?”
Roger baciò Brianna e uscì dall’ombra nella giornata assolata, alto, scuro e bello nel suo migliore – be’ unico vestito scuro. Venne verso di noi, Bree alle sue calcagna, e vidi diverse persone nel gruppo vicino notarlo e cominciare a mettere via i loro pezzi di pane e formaggio e la birra, per ritirarsi dietro i cespugli per un momento privato e mettere in ordine i bambini scarmigliati.
Abbozzai un saluto mentre Roger veniva verso di noi.
“Over the top?”
“Geronimo,” rispose brevemente e raddrizzando visibilmente le spalle, si girò a salutare il suo gregge e ad accompagnarlo all’interno.
Dentro, era notevolmente caldo, anche se non ancora rovente, grazie a Dio. L’odore di pino nuovo era più tenue adesso, attutito dal fruscio di tessuti fatti a mano e dai deboli odori di cucinato e dell’agricoltura e dal lavoro disordinato di bambini in crescita che si alzava in una nebbia piacevolmente domestica
Roger lasciò che si sistemassero per un momento, ma non abbastanza perché le conversazioni cominciassero. Camminò con Bree al suo braccio, la lasciò sulla panca di fronte e si girò per sorridere alla congregazione.
“C’è qualcuno qui che ancora non mi conosce?” chiese, e ci fu una leggera ondata di risate. 
“Aye, be’, il fatto che mi conosciate e che siate qui comunque è rassicurante. A volte sono le cose che sappiamo che significano molto in parte perché le conosciamo bene, e capiamo la loro forza. Siate virtuosi, allora e diciamo il Padre Nostro insieme.”
Si alzarono gentilmente e lo seguirono nella preghiera – alcuni, notai, parlando in Gaidhling, anche se la maggior parte in inglese con vari accenti.
Quando ci sedemmo di nuovo, si schiarì la voce, forte, e cominciò a preoccuparsi. Ero sicura che la sua voce fosse migliore di quanto fosse stata, se per la naturale guarigione o per i trattamenti – se qualcosa di così semplice e tuttavia così peculiare come l’imposizione delle mani del Dr. MacEwan poteva essere nobilitata da questo nome – che io gli facevo una volta al mese – ma era passato molto tempo da quando aveva parlato a lungo in pubblico, figuriamoci predicare – figuriamoci cantare e lo stress delle aspettative era molto da affrontare.
“So che alcuni di voi vengono dalle Isole – e dal Nord. Perciò saprete quale salmo è.”
……[proseguendo con il Salmo]
Più voci, una fiducia che si diffonde, e dalla terza frase, stavamo condividendo la felicità di Roger, entrando nelle parole e nel loro significato.
Era un salmo abbastanza breve, ma si stavano divertendo così tanto che lui lo ripassò due volte e alla fine si fermò, sudato e arrossato dal calore e dallo sforzo, "_Anche la vita per sempre_!" risuona ancora nell'aria.
“Era buono,” disse, con voce rauca, e loro risero, anche se gentilmente. “Jamie – vuoi venire a leggere dal Vecchio Testamento per noi?”
Guardai Jamie sorpresa, ma apparentemente era preparato, perché prese la piccola Bibbia verde che aveva portato con sé e andò nella parte anteriore della sua stanza. Indossava il migliore dei suoi due kilt, con l’unica giacca dall’aspetto sobrio che possedeva e prendendo gli occhiali dalla tasca, se li mise e guardò severamente sopra di essi i ragazzi in fondo, che smisero immediatamente di sussurrare.
Evidentemente soddisfatto che lo sguardo severo fosse sufficiente, aprì il libro e lesse dalla Genesi la storia degli angeli che visitarono Abramo e ricevendo la sua ospitalità, lo rassicurarono che quando sarebbero tornati, sua moglie Sarah gli avrebbe dato un figlio, “…Perciò Sarah rise tra sé, dicendo, Dopo che mi sono fatta vecchia avrò il piacere, dato che anche il mio signore è vecchio?”
Alzò lo sguardo brevemente su questo rigo e i suoi occhi incontrarono i miei. Disse, “Mphm,” in fondo alla gola, guardò la pagina e finì con … “C’è qualcosa di troppo difficile per il Signore? Al tempo stabilito, io tornerò da te. secondo il tempo della vita e Sarah avrà un figlio.”
Sentii un minuscolo risolino da qualche parte dietro di me, ma fu sommerso istantaneamente dal verso finale: “Allora Sarah negò, dicendo ‘Non ho riso’: perché aveva paura. E lui disse No, ma tu hai riso.”
Jamie chiuse il libro con decisione, si inchinò a Roger e si sedette al mio fianco, ripiegando i suoi occhiali.
“Non so come la gente possa pensare che Dio non abbia un perfido senso dell’umorismo,” mi sussurrò.

mercoledì 25 novembre 2020

Bees: Per il Giorno del Ringraziamento

 
“Non le dirò di [.],” mi disse. Stavo annusando con cautela lo spezzatino per la cena, ma rinunciai per guardarlo di sbieco.
“Perché mai no?”
“Perché se lo facessi, lei andrebbe perché pensa che io voglio che lo faccia, anche se diversamente lei non andrebbe affatto.”
Questo era probabilmente vero, anche se personalmente non vedevo niente di sbagliato nel fatto di chiederle di fare qualcosa che Jamie voleva fosse fatto. Lui chiaramente sì, perciò annuii piacevolmente e gli porsi il cucchiaio.
“Assaggia questo, per favore, e dimmi se pensi che sia adatto al consumo umano.”
Si fermò, il cucchiaio a metà strada verso la sua bocca.
“Che c’è dentro?”
“Speravo potessi dirmelo tu. Penso che potrebbe essere probabilmente, carne di cervo, ma Mrs. MacDonald non lo sa per certo; suo marito è tornato a casa con questo da un viaggio nei villaggi Cherokee e non aveva nessuna pellicola e ha detto che era troppo ubriaco quando lo ha vinto a una partita a dadi per chiedere.”
Le sopracciglia si alzarono più in alto che potevano, annusò con cautela, soffiò sulla cucchiaiata di spezzatino caldo, poi leccò un assaggino, chiudendo gli occhi come un degustatore francese che giudichi le virtù di un nuovo vino del Reno.
“Hmm,” disse. Ne leccò ancora un poco, comunque, cosa che era incoraggiante, alla fine prese un boccone intero, che masticò lentamente, gli occhi ancora chiusi in concentrazione.
Alla fine, ingoiò, e aprendo gli occhi, disse, “Ci vuole del pepe. E forse aceto?”
“Per il gusto o per la disinfezione?” chiesi. Guardai la credenza, chiedendomi se avrei potuto mettere insieme abbastanza avanzi da quanto c’era dentro per una cena sostitutiva.
“Assaggia,” disse, allungandosi oltre me per immergere di nuovo il cucchiaio. “È abbastanza sano, comunque. Penso che sia wapiti – e carne di un maschio molto vecchio e duro. Non è Mrs. MacDonald che pensa che tu sia una strega?”
“Be’, se è così, se lo è tenuto per sé quando mi ha portato suo figlio più piccolo ieri, con una gamba rotta. Il figlio più grande ha portato la carne stamattina. Era un pezzo di carne abbastanza grande, indipendentemente dall’origine. Ho messo il resto nel capanno dell’affumicatura, ma aveva uno strano odore.
“Cosa ha un odore strano?” La porta sul retro si aprì e Brianna entrò, portando una piccola zucca, Roger dietro di lei con un cestino di cavoli dall’orto.
Alzai un sopracciglio di direzione della zucca – troppo piccola per fare una torta, e davvero troppo verde, e lei fece un’alzata di spalle.
“Un ratto o qualcosa stava la masticando quando siamo andati nell’orto.” La girò per mostrare segni recenti di denti. “Sapevo che sarebbe andata subito a male se l’avessimo lasciata lì – se il ratto non torna indietro e la finisce – così l’abbiamo portata dentro.”
“Be’, ho sentito di zucca verde fritta,” dissi, accettando dubbiosa il regalo. “Questo è già un pasto piuttosto sperimentale, dopo tutto.”
Brianna guardò il focolare e prese una profonda e cauta fiutata.
“Sembra… commestibile,” disse.
“Aye, è quello che ho detto,” disse Jamie, respingendo la possibilità di un avvelenamento da carne putrefatta con una mano. “Siediti, ragazza. Lord John mi ha mandato una letterina.”
“Lord John?” Un sopracciglio rosso si inarcò e la sua faccia si illuminò. “Il mio preferito. Cosa vuole?”
Jamie la fissò. Si infilò la lettera in tasca, ovviamente non avrebbe lasciato che la leggesse.
“Perché pensi che voglia qualcosa?” chiese diffidente ma curioso.
Brianna scrollò la sua gonna da un lato e si sedette, la zucca ancora una mano, e stese una mano con il palmo in alto.
“Prestami il tuo pugnale per un minuto, Pa’. Per quanto riguarda Lord John, non fa chiacchiere socievoli. Non so cosa voglia, ma ho letto abbastanza lettere sue per sapere che non si prende il disturbo di scrivere a meno che non abbia uno scopo.”
Sbuffai leggermente e scambiai uno sguardo con Jamie. Questo era completamente vero. Certamente, il suo scopo era occasionalmente proprio avvisare Jamie che stava rischiando la testa, il collo o le palle in qualsiasi avventura precipitosa in cui John pensava potesse essere coinvolto, ma era sicuramente uno scopo.
Bree prese il pugnale offerto e cominciò ad affettare la piccola zucca, rovesciando sul tavolo grumi brillanti di semi verdi aggrovigliati.
“Quindi?” disse, gli occhi sul suo lavoro.
“Quindi,” Jamie prese un respiro profondo.
[fine della sezione]
La zucca verde era davvero commestibile, anche se non direi molto di più per questo.
“Ci vuole del ketchup,” fu il commento di Jemmy.
“Aye,” concordò suo nonno, masticando con attenzione. “Ketchup di noci forse? O funghi.”
“Ketchup di noci?” Jemmy e Amanda scoppiarono a ridere, ma Jamie semplicemente li guardò con tolleranza.
“Aye, voi piccoli ignoranti”, disse. “Ketchup è qualsiasi salsa che si mette sulla carne – non solo quella poltiglia di pomodori che vi fa vostra madre.”
“Di cosa sa il ketchup di noci?” domandò Jem.
“Di noci,” disse Jamie, inutilmente, “Con aceto e acciughe e alcune altre cose. Sta zitto adesso; voglio parlare con tua madre.”

sabato 21 novembre 2020

Bees: Meditazioni notturne

Brianna e i bambini dormivano profondamente, distesi sul pavimento della soffitta come vittime di qualche improvvisa pestilenza, caduti dove stavano distesi, tra i barili di vernice e nerofumo e cataste di libri e pamphlet. Nonostante la lunga giornata, la riunione commovente e l’impressionante quantità di vino bevuto, Roger si ritrovò riluttante ad addormentarsi subito. Non incapace; poteva ancora sentire le vibrazioni del carro e le redini nelle sue mani e una sorta di ipnosi nascosta in fondo alla sua mente, che lo spingeva a lasciarsi andare in un vortice lento di campi di riso e uccelli volteggianti, strade acciottolate e foglie d’albero che si muovevano come fumo al tramonto. Ma si trattenne, volendo conservare questo momento il più a lungo possibile.
Destinazione. Destino, se poteva pensare una cosa del genere. La gente normale, le persone comuni, avevano un destino? Sembrava immodesto pensare che lui l’avesse – ma era un ministro di Dio; questo era esattamente quello che credeva: che ogni anima umana avesse un destino, e il dovere di trovarlo e compierlo. Proprio in quel momento, sentì il peso della preziosa speranza che portava e non voleva mai lasciar andare il grande senso di pace che lo riempiva.
Ma la carne è debole e senza che prendesse alcuna decisione consapevole in tal senso, si dissolse tranquillamente nella notte, il respiro di sua moglie e dei suoi bambini addormentati, il fuoco smorzato e il suono delle paludi lontane.

domenica 25 ottobre 2020

Bees: Dillo alle api

[In celebrazione del compleanno di Claire Elizabeth Beauchamp Randall Fraser! John Quincy Myers ha portato a Claire uno sciame di api, e le sta spiegando la credenza secondo cui dovrebbe benedire le sue nuove api.]
“Stai completamente ferma.”
“Fa la volontà di Dio,” finì, aprendo gli occhi. Scosse la testa. “Questo non supera tutto? Dire a un’ape di stare ferma, figurarsi a un migliaio alla volta? Perché le api dovrebbero tollerare una cosa screanzata come questa, vi chiedo?”
“Be’, deve funzionare,” dissi. “Jamie ha portato a casa del miele da Salem, molte volte. Forse sono api tedesche. Conoscete una benedizione più… educata?”
Le sue labbra si incresparono dubbiose, e io vidi di sfuggita uno o due denti gialli a pezzi. Poteva ancora masticare la carne? Mi chiesi, rivedendo leggermente il menu della cena. Potevo tagliare la carne di coniglio in cubetti e mescolarla con uova sbattute con cipolle tagliate….
“Suppongo di ricordarmene la maggior parte…”
“O Dio, Creatore di tutti gli animali, tu benedici il seme e lo rendi fruttuoso… è giusto, fruttuoso? Sì, immagino che sia… fruttuoso per il nostro uso. Per intercessione di… be’, ci sono un sacco di santi e simili, ma col cavolo se ne ricordo qualcuno a parte Giovanni Battista – tuttavia se qualcuno ne sa di miele, non pensate che dovrebbe essere lui? Quello delle locuste e del vivere in una pelle d’orso – però perché qualcuno dovrebbe fare così in un posto caldo come ho sentito che è la Terra Santa, sicuramente io non so dirlo. Comunque…” I suoi occhi si chiusero di nuovo, e allungò la mano, quasi inconsciamente, verso l’alveare, circondato da una nuvola di api volanti.
“Con l’intercessione di chiunque voglia intercedere, ascolta misericordioso le nostre preghiere. Benedici e santifica queste api con la Tua compassione, affinché possano… Be’,” disse, aprendo gli occhi e guardandomi accigliato, “dice ‘portare frutti in abbondanza’, anche se qualsiasi dannato sciocco sa che è il miele che volete che sia abbondante. Eppure…” Le palpebre rugose si chiusero di nuovo contro la luce del sole morente, e concluse, “per la bellezza e l’ornamento del Tuo santo tempio e per il nostro umile scopo.”
“Sono un po’ di più,” disse, lasciando cadere la mano e girandosi verso di me, “ma questo è il senso. Alla fine, direi, che potete benedire le vostre api in qualsiasi modo vi sembri giusto. La sola cosa importante – è forse lo sapete già – è che parliate con loro regolarmente.”
“Di qualcosa in particolare?” chiesi cautamente, flettendo le dita e provando a ricordare se avevo mai avuto una conversazione con le mie precedenti arnie.
Probabilmente lo avevo fatto, ma non consciamente. Come la maggior parte dei giardinieri, avevo l’abitudine di borbottare tra me in mezzo alle erbacce e alle verdure, esecrando gli insetti e i conigli ed incoraggiando le piante. Dio sapeva cosa potevo aver detto alle api strada facendo…
“Le api sono molto socievoli,” spiegò Myers, e ne soffiò una via dal dorso della sua mano molto gentilmente. “E sono curiose, cosa che ha solo senso, dal momento che vanno avanti e indietro e raccolgono notizie insieme al loro polline. Perciò ditegli cosa sta succedendo – se è venuto qualcuno per una visita, se è nato un nuovo bambino, se qualcuno di nuovo doveva insediarsi, o un colono è partito – o morto. Vedete, se qualcuno vive o muore,” spiegò, scacciando un’ape dalla mia spalla, “e voi non lo dite alle api, loro si offendono, e voleranno tutte via.”
Potevo vedere parecchie somiglianze tra John Quincy e un’ape, in termini di raccolta di notizie, e sorrisi al pensiero. Mi chiesi se si sarebbe offeso scoprendo che qualcuno gli aveva tenuto nascosto un succoso pettegolezzo, ma in generale, dubitavo che qualcuno lo avesse fatto. Aveva una gentilezza che invogliava la confidenza, ed ero sicura che manteneva i segreti di molte persone.
“Bene, allora.” Il sole stava cominciando a scendere veloce adesso, e l’odore umido delle piante era forte e raggi di luce tagliavano tra le palizzate, vivide tra le ombre fruscianti del giardino. “Meglio proseguire, suppongo.”
Dato i vari esempi offerti da John Quincy, ero abbastanza sicura di poter procedere a mia volta in tema di benedizione. Riempimmo i quattro piatti con acqua e li mettemmo sotto le gambe dello sgabello, per impedire alle formiche di arrampicarsi sull’alveare, attratte dall’odore del miele. Alcuni di questi insetti voraci stavano già salendo lungo le gambe dello sgabello e io li rimossi con una falda della mia gonna – il mio primo gesto di protezione verso le mie nuove api.
John Quincy sorrise e mi fece un cenno con la testa mentre mi alzavo, e io annuii in risposta, allungai una mano esitante attraverso il velo di api che entravano nell'arnia e toccai la paglia liscia e contorta dell’alveare. Poteva essere immaginazione, ma pensai di riuscire a sentire una vibrazione attraverso la pelle, proprio sotto la soglia dell'udito, un ronzio forte e certo.
“Oh, Dio,” dissi – e avrei voluto conoscere il nome del santo protettore delle api, perché sicuramente doveva essercene uno – “Ti prego fa che queste api si sentano benvenute nella loro nuova casa. Aiutami a proteggerle e ad avere cura di loro, e che possano trovare sempre dei fiori. Er… e un tranquillo riposo alla fine di ogni giorno. Amen.”
“Andrà benissimo, Mrs. Claire,” disse John Quincy, e la sua voce era bassa e calda come il ronzio delle api.
Ce ne andammo, chiudendo e assicurando con cura il cancello dietro di noi, e andammo giù, fuori dall’ombra del camino torreggiante e lungo il muro orientale della casa. Si stava facendo buio in fretta ora, e il fuoco della cucina sussultò mentre entravamo in cucina, illuminando la mia famiglia in attesa. Casa


venerdì 16 ottobre 2020

Bees: Chiacchiere serali

Era stata una di quelle belle giornate di inizio autunno, quando il sole è luminoso e caldo al suo zenith, ma il freddo si insinua all’alba e al tramonto e le notti sono abbastanza fredde da rendere più che benvenuti un bel fuoco, una coperta pesante e un bell’uomo con tanto corpo caldo nel letto accanto a te.
Il bell’uomo in questione si stiracchiò, gemendo, e ricadde nella lussuria del riposo con un sospiro, la mano sulla mia coscia. Le diedi un colpetto e rotolai verso di lui, smuovendo Adso, che era sceso ai piedi del letto, ma balzò via con un breve mirp! di fastidio a questa indicazione che non volevamo ricadere di nuovo nell’immobilità
“Dunque, Sassenach, che hai fatto tutto il giorno?” chiese Jamie, accarezzandomi il fianco. I suoi occhi erano mezzi chiusi nel piacere sonnolento del calore, ma concentrati sul mio viso.
“Oh, Dio…” L’alba sembrava un secolo fa, ma mi stiracchiai e mi rilassai comodamente al suo tocco. “Faccende domestiche, per la maggior parte… ma un uomo chiamato Herman Mortenson è venuto da Woolam’s Mill in tarda mattinata per farsi incidere e svuotare una cisti pilonidale alla base della schiena; non avevo mai sentito qualcosa di così puzzolente da quando Bluebell si era rotolato in una carcassa di maiale in putrefazione. Ma, poi,” aggiunsi, intuendo che questa poteva non essere la nota giusta con cui cominciare un incontro in una piacevole serata autunnale, “ho passato gran parte del pomeriggio nell’orto, sradicando cespugli di arachidi e raccogliendo gli ultimi fagioli. E parlando con le api, naturalmente.”
“Avevano qualcosa di interessante da dirti, Sassenach?” La carezza si era trasformata in un piacevole massaggio al mio sedere, che aveva il benefico effetto collaterale di farmi inarcare la schiena e premere leggermente il seno contro il suo petto. Usai la mano libera per sciogliermi la sottoveste, prendere un seno e strofinare il mio capezzolo contro il suo, il che gli fece stringere forte il mio sedere e dire qualcosa in gaelico a bassa voce.
“E, um, com’è stata la..tua.. giornata?” chiesi desistendo.
“Se lo rifai, Sassenach, non risponderò delle conseguenze,” disse grattandosi il capezzolo come se fosse stato punto da una grossa zanzara. “Riguardo a quello che ho fatto, ho costruito un nuovo cancello per il porcile da riproduzione. Parlando di maiali.”
“Parlando di maiali…” ripetei, lentamente. “Um… sei andato nel porcile?”
“No. Perchè?”. La sua mano si mosse un po’ più giù, prendendo a coppa la mia natica sinistra. 
“Ho dimenticato di dirtelo, perché eri andato in Tennessee per parlare con Mr. X e il Colonnello Y e non sei tornato per quattro giorni. Ma sono andata lassù…” il porcile era una piccola grotta di calcare più su della casa… “una settimana fa, per prendere un vasetto di trementina che avevo lasciato lì dalla sverminazione, e – sai dove la grotta forma una curva verso sinistra?” 
Annuì, gli occhi fissi sulla mia bocca come per leggermi le labbra.
“Be’, ho girato l’angolo e loro erano lì.”
“Chi?”
“La Scrofa Bianca in persona, con quelle che presumo fossero due delle sue figlie o nipoti… le altre non erano bianche, ma dovevano essere imparentate con lei perché tutte e tre erano della stessa taglia… immensa.” Un maiale selvatico era alto in media circa un metro e venti al garrese e pesante poco meno di novanta chili. La Scrofa Bianca, che non era un maiale selvatico, ma presumibilmente il prodotto di una linea suina allevata per il peso, era molto più vecchia, golosa e feroce della media, e anche se io non ero brava quanto Jamie a stimare il peso del bestiame, avrei detto che pesasse circa centotrenta chili senza un attimo di esitazione. I suoi discendenti non erano tanto più piccoli.

domenica 4 ottobre 2020

Bees: Casa

Era una casa grande. E sembrava ancora più grande con solo due persone e un cane all’interno.
Fanny, privata della compagnia, mi stava appiccicata come una piccola nappola, con i suoi passi che echeggiavano dietro di me – e il tic-tic-tic di quelli di Bluebell dietro i suoi – mentre andavo avanti e indietro dall’ambulatorio alla cucina al salotto e di nuovo all’ambulatorio, tutte e tre sempre consapevoli delle camere da letto vuote di sopra e del lontano, indistinto e vuoto terzo piano più in alto, le sue mura una spettrale foresta di montanti verticali, le finestre senza vetri ancora coperte da listelli per tenere fuori la pioggia e la neve fino a che il Mastro scomparso non fosse tornato per finire i lavori lasciati incompiuti.
L’avevo invitata a dividere la mia camera da letto e avevamo trasportato il letto estraibile dalla stanza dei bambini. Era un conforto sentire il respiro l’una dell’altra durante la notte, qualcosa di caldo e veloce, che quasi sovrastava il lento, freddo respirare della casa intorno a noi – quasi impercettibile, ma certamente lì. Specialmente al tramonto, quando le ombre cominciavano a risalire le mura come una marea silenziosa, versando l’oscurità nella stanza.
Ogni tanto mi ero svegliata all’alba trovando Fanny nel mio letto, rannicchiata contro di me per scaldarsi e profondamente addormentata, Bluey distesa in un nido di coperte ai nostri piedi. Il cane alzava la testa quando mi svegliavo, battendo delicatamente la coda leggera sul letto, ma non si muoveva finché non lo faceva Fanny.
“Torneranno,” la rassicuravo, ogni giorno. “Tutti. Dobbiamo solo restare impegnate finché non lo faranno.”
Ma Fanny non aveva mai vissuto un giorno da sola nella sua vita. Non sapeva come affrontare la solitudine, per non parlare di una solitudine piena della minaccia dei propri pensieri.
“E se…?” era il costante ritornello dei suoi pensieri. Il fatto che fosse anche il ritornello – pur se silenzioso – dei miei non aiutava.
“Pensate che le case siano vive?” Disse Fanny senza riflette un giorno.
“Si, ne sono sicura,” dissi piuttosto assente.
“Davvero?” gli occhi rotondi di Fanny mi riportarono al presente. Stavamo rammendando calze davanti al fuoco, avendo terminato le faccende della mattina e pranzato. Avevamo dato da mangiare ai maiali, messo fieno asciutto alle altre bestie e munto la mucca e le due capre – avrei dovuto fare il burro il giorno dopo, mettere da parte un paio di secchi per la produzione di formaggio e mandare il resto del latte in accesso giù da Bobby Higgins.
“Be’… sì,” dissi lentamente. “Penso che qualsiasi luogo in cui la gente vive per molto tempo probabilmente assorba un po’ da loro. Sicuramente le case influenzano le persone che ci vivono – perché non dovrebbe funzionare in entrambi i sensi?
“In entrambi i sensi?” sembrava dubbiosa. “Volete dire che ho lasciato una parte di me al bordello – e ho portato una parte del bordello con me?”
“Non è così?” Chiesi dolcemente. Il suo viso divenne vuoto per un momento, ma poi la vita tornò nei suoi occhi.
“Sì,” disse, ma era diffidente adesso, e non aggiunse più nulla.

domenica 27 settembre 2020

Bees: Prigioniero

William esaminò il suo fazzoletto con fare critico. Non ne era rimasto molto; avevano provato a legargli  polsi con quello e lui lo aveva fatto a brandelli togliendoselo. Ancora… Ci soffiò dentro il naso, molto delicatamente. Ancora sanguinante, e tamponò la perdita con cautela. Dei passi stavano salendo le scale della taverna verso la stanza dove era seduto, sorvegliato da due soldati diffidenti.
“Ha detto di essere… chi..?” disse una voce seccata fuori dalla stanza. Qualcuno disse qualcosa in risposta, ma si perse nel raschiare della porta sul pavimento irregolare mentre si apriva. Si alzò in piedi lentamente e si allungò in tutta la sua altezza, fronteggiando l’ufficiale – un maggiore dei dragoni – che era appena entrato. Il maggiore si fermò improvvisamente, obbligando pure i due uomini dietro di lui a fermarsi.
“Ha detto di essere il fottuto nono Conte di Ellesmere,” disse William in un tono aspro e minaccioso, e fissò il maggiore con l’occhio che ancora poteva aprire.
“In effetti, lo è,” disse una voce più bassa, che sembrava sia divertita che familiare. William sgranò gli occhi verso l’uomo che stava entrando nella stanza, una figura snella, dai capelli scuri in uniforme da capitano di fanteria. “…Capitano... Lord Ellesmere, infatti. Salve William.”
“Ho rinunciato al mio incarico,” disse William in tono piatto. “Salve, Denys.”
“Ma non al vostro titolo” Denys Randall lo guardò con attenzione, ma si astenne dal commentare il suo aspetto.
“Avete rinunciato al vostro incarico?” Il maggiore un tipo tarchiato e giovanile che sembrava avere i pantaloni troppo stretti, lanciò a William un’occhiata sgradevole. “Per cambiare casacca e unirvi ai ribelli, ho indovinato?”
William, prese fiato, due volte, per evitare di dire qualcosa di avventato.
“No,” disse, con voce ostile.
“Naturalmente no,” disse Denys, rimproverando gentilmente il maggiore. Si girò verso William. “E naturalmente avete viaggiato con una compagnia della milizia Americana perché...?”
“Non stavo viaggiando con loro,” disse William, riuscendo a non aggiungere “cretino” alla sua affermazione. “Ho incontrato i gentiluomini in questione l’altra sera in una taverna, e gli ho vinto una considerevole somma a carte. Ho lasciato la taverna presto questa mattina e ho ripreso il mio viaggio, ma loro mi hanno seguito, con l’ovvia intenzione di riprendersi il denaro con la forza.”
“Ovvia intenzione?” gli fece eco il maggiore scettico. “Come avete percepito tale intenzione? Sir,” aggiunse con riluttanza.
“Immagino che essere seguito e prenderle di santa ragione sia stata un’indicazione abbastanza inequivocabile,” disse Denys. “Sedetevi Ellesmere; state sgocciolando sul pavimento. Sono riusciti di fatto a riprendersi il denaro?” Tirò fuori un enorme fazzoletto, bianco dalla manica e lo porse a William.
“Si. Insieme a tutto il resto nelle mie tasche. Non so cosa sia successo al mio cavallo.” Si tamponò il fazzoletto contro il labbro spaccato. Poteva sentire il profumo della colonia di Randall su di esso, nonostante il suo naso gonfio – un’autentica Eau de Cologne, che profumava di Italia e legno di sandalo. Lord John la usava ogni tanto, e l’aroma lo confortò un poco.
“Quindi sostenete di non sapere niente degli uomini con cui vi abbiamo trovato?” disse l’altro ufficiale, un tenente, un uomo di circa l’età di William, un uomo impaziente come un terrier. Il maggiore gli lanciò uno sguardo di antipatia, che indicava che non pensava di aver bisogno di assistenza nell’interrogare William, ma il tenente non se ne curò. “Sicuramente se stavate giocando a carte con loro, dovete aver raccolto alcune informazioni?”
“Conosco alcuni dei loro nomi,” disse William, sentendosi improvvisamente molto stanco. “Questo è tutto.”
In effetti non era tutto, per niente, ma non voleva parlare delle cose che aveva saputo – che Abbot era un fabbro e aveva un cane intelligente che lo aiutava alla forgia, portando piccoli attrezzi o fascine per il fuoco quando lui glielo chiedeva. Justin Martineau aveva una nuova moglie, al cui letto desiderava ardentemente tornare. La moglie di Geoffrey Garland faceva la migliore birra del villaggio, e quella di sua figlia era quasi altrettanto buona, anche se non aveva più di dodici anni. Garland era uno degli uomini che il capitano aveva scelto per l’impiccagione. Deglutì, la sua gola secca per la polvere e per le parole non dette.
Era sfuggito al cappio principalmente grazie alla sua capacità di imprecare in latino, che aveva sconcertato il capitano abbastanza a lungo perché William identificasse sé stesso, il suo vecchio reggimento, e una lista di illustri ufficiali dell’esercito che avrebbero garantito per lui, a cominciare dal Generale Clinton (Dio, dov’era Clinton adesso?)
Denys Randall stava sussurrando al maggiore, che sembrava ancora contrariato, ma era passato da un’ebollizione completa a una scontenta cottura a fuoco lento. Il tenente stava guardando William attentamente, con occhi socchiusi, aspettandosi evidentemente che balzasse dalla panca e si mettesse a correre. L'uomo continuava inconsciamente a toccare la sua scatola di cartucce e poi la sua pistola nella fondina, immaginando chiaramente la meravigliosa possibilità di poter sparare a William mentre correva verso la porta. William sbadigliò, terribilmente e inaspettatamente, e rimase seduto sbattendo le palpebre, un'improvvisa stanchezza lo attraversò come la marea
Proprio in quel momento, davvero non gli importava di cosa sarebbe successo dopo.

sabato 12 settembre 2020

Bees: Pig Latin

IMETAY RAVELERSTAY ANUALMAY, ONSERVATIONCAY OFWAY ASSMAY N NRG 
“Un manuale per viaggiatori nel tempo?” chiese Roger, guardandola di sbieco. Brianna aveva il viso arrossato e mostrava una linea profonda tra le sopracciglia, ma nessuno dei due sminuiva il suo fascino. 
Lei annuì, guardando la pagina ancora accigliata.
“Ho avuto un’idea e volevo metterla giù prima di dimenticarla, ma-”
“Non vuoi rischiare che qualcuno la trovi per caso e la legga,”, finì lui per lei.
“Sì. Ma deve essere anche qualcosa che i bambini – Jemmy, almeno – possano leggere, se necessario.”
“Quindi raccontami la tua preziosa idea,” propose, e si sedette, molto lentamente. Era stato in sella dall’alba al tramonto negli ultimi tre giorni, e provava dolore dal collo alle ginocchia.
“Così non sai niente del Pig Latin,” disse, guardandolo scettica. “Cosa ne sai del principio di conservazione della massa?”
Chiuse gli occhi, e minò la scrittura su una lavagna.
“La materia non si crea e non si distrugge,” disse e aprì gli occhi. “È questo?”
“Ben fatto.” Gli diede un colpetto sulla mano; poi notò il suo stato: sudicia e curva in un mezzo pugno, le sue dita rigide per aver stretto le redini. L’attirò sul suo grembo, distese le dita e cominciò a massaggiarle.
“La definizione completa dice, “La legge di conservazione della massa afferma che per ogni sistema chiuso a ogni trasferimento di materia ed energia, la massa del sistema deve rimanere costante nel tempo, dato che la massa del sistema non può cambiare, così la quantità non può essere né aggiunta né sottratta.”
Gli occhi di Roger erano mezzi chiusi in un misto di stanchezza ed estasi.
“Dio, è piacevole.”
“Bene. Perciò quello che stavo pensando è questo: i viaggiatori nel tempo sicuramente hanno una massa, giusto? Perciò che si muovono da un’epoca all’altra, questo non significa che il sistema è temporaneamente sbilanciato in termini di massa? Voglio dire, il 1779 ha 192 chili di massa in più di quanto dovrebbe avere – e di converso il 1983 ha 192 chili in meno?
“Pesiamo tanto tutti insieme?” Roger aprì gli occhi. “Ho sempre pensato che ognuno dei bambini pesasse tanto, da solo.”
“Sono sicura di sì” disse sorridendo, ma non volendo perdere il filo dei suoi pensieri. “E ovviamente sto facendo l’ipotesi che la dimensione del tempo sia parte della definizione di ‘sistema’. Ecco, dammi l’altra.”
“È anche sudicia.” Lo era, ma lei semplicemente prese un fazzoletto dal petto e pulì la mistura di grasso e sporco dalle sue dita. “Perché hai le dita tanto unte?”
“Se stai spedendo qualcosa come un fucile attraverso un oceano, lo imballi nel grasso per evitare che il sale e l’acqua lo corrodano.”
“Beato Michele difendici,” disse, e nonostante il fatto che lo intendesse davvero, lui rise del suo accento gaelico bostoniano.
“Va tutto bene,” la rassicurò, trattenendo uno sbadiglio. Sono al sicuro. Va avanti con la conservazione della massa; sono affascinato.”
“Certo che lo sei.” Le sue dita lunghe e forti esploravano e strofinavano, tirando le sue articolazioni ed evitando – per la maggior parte – le sue vesciche. “Quindi – ricordi il grimorio di Geillis, giusto? E la registrazione che fece dei corpi che furono trovati dentro o vicino ai cerchi di pietre?”
Questo lo svegliò.
“Lo ricordo.”
“Bene. Se sposti un pezzo di massa in un periodo di tempo diverso, forse dovresti bilanciarlo rimuovendo un pezzo differente?”
Lui la fissò, e lei distolse lo sguardo, tenendo ancora la sua mano, ma non massaggiandola più. I suoi occhi erano fissi, in attesa. 
“Stai dicendo che se qualcuno attraversa un – un portale – qualcun altro di questa epoca deve morire, per mantenere l’equilibrio, giusto?”
“Non esattamente.” Fece una sintesi del suo messaggio, più lentamente ora. “Perché anche se muoiono, la loro massa è ancora qui. Sto quasi pensando che forse è questo che impedisce loro di passare, tuttavia; sono diretti in un’epoca che… che non ha spazio per loro, in termini di massa.”
 “E… non possono attraversare e questo li uccide?” Sembrava esserci qualcosa di illogico, ma il suo cervello non era in condizione di dire cosa.
“Neanche quello, esattamente.” Brianna alzò la testa, in ascolto, ma qualsiasi cosa ascoltasse, il suono non si ripeté, e lei andò avanti, piegando la testa per guardare il suo palmo. “Amico, hai – grosse – vesciche. Ma pensaci; la maggior parte dei corpi nei ritagli di notizie di Geillis non erano identificati e per lo più indossavano abiti strani.
Lui la fissò per un momento, poi, sottrasse la mano e la fletté con attenzione
“Quindi tu pensi che loro vengano da qualche altra parte – qualche altra epoca – e hanno superato le pietre ma poi sono morti? 
“O,” disse dolcemente. “Sono arrivati da questa epoca, ma sapevano dove stavano andando. O dove pensavano di andare, perché chiaramente non ce l’hanno fatta. Perciò, capisci…”
“Come hanno scoperto che era possible?” finì per lei. Guardò il suo quaderno. “Forse più gente di quanto pensi legge il Pig Latin.”