mercoledì 15 agosto 2018

Outlander: Nuove immagini esclusive di Ian e Rollo

Ian e Rollo sono pronti per l’azione!
In queste immagini esclusive dalla stagione 4 di Outlander, i cuccioli di Northern Inuit che a turno interpretano Rollo il cane dimostrano come sono a proprio agio nel recitare la parte del miglior amico dell’uomo – o di Ian in questo caso.
Per quanti non hanno familiarità con il personaggio canino della serie di libri best seller di Diana Gabaldon, Rollo è un meticcio di lupo che diventa un membro amato del clan Fraser. Starz ha cominciato ad addestrare i due cuccioli di Northern Inut durante la stagione 3 così che fossero del tutto pronti a interpretare Rollo, un cagnolino imprevedibile che “si mette nei guai, spesso mettendo il suo grosso, umido naso in posti in cui non dovrebbe stare,” dice un portavoce.
Bouton, chi? È Rollo la nuova parola!
Rollo viene a contatto con Ian (John Bell) la prima volta in Drums of Autumn (Tamburi d’Autunno, Passione oltre il Tempo), il quarto libro della Gabaldon, su cui si basa la stagione 4. “Rollo e il Giovane Ian si erano incontrati sulle banchine della Carolina del Nord quando il Giovane Ian aveva vinto il cane a una partita a carte, e tra loro si era formato un legame che dura tutta una vita, che significa che Rollo è diventato un membro della sempre crescente famiglia Fraser,” aveva detto la Gabaldon a EW nel 2017.
“Loro hanno bisogno di ringhiare e sembrare minacciosi a comando, penso, e portare indietro prede di un tipo o l’alto al loro padrone,” ha detto la Gabaldon sui cuccioli di allora. “Immagino che non li lasceranno catturare cose davanti alla telecamera… specialmente pesce, ovviamente.”
Appena in tempo per il ritorno dello show a novembre, il dramma Starz farà la sua prima apparizione assoluta al New York Comic Con sabato 6 ottobre.
(Foto Starz)
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martedì 14 agosto 2018

Diana Gabaldon, Outlander e il Jamie di Sam Heughan


Diana Gabaldon parla della scrittura di Outlander e di Sam Heughan come Jamie

Alla rassegna stampa della TCA (Television Critics Association) sulla prossima serie della PBS (Public Broadcasting Service) The Great American Read, era presente anche l’autrice di Outlander Diana Gabaldon (assieme a Meredith Viera e Nicholas Sparks) che ha parlato del diventare scrittori, del vedere l’adattamento televisivo della propria opera e di alcuni dei suoi romanzi preferiti. Nella serie di otto puntate, Meredith Viera analizzerà i 100 romanzi americani più amati (scelti tramite il sondaggio ancora in corso) e analizzerà cosa queste scelte possono dirci della cultura americana. Alla Gabaldon è stato ovviamente chiesto del suo libro preferito: “Oh bè, scegliere un solo libro preferito in un universo di libri è impossibile,” ha detto. “E’ un testa a testa tra Alice nel Paese delle Meraviglie e Un volo di colombe. E presa questa decisione mi sono chiesta ‘Cos’hanno in comune questi libri? Perché mi piacciono entrambi così tanto?’ Alla fine ho deciso che è perché condividono quello che mio marito dice, riferendosi al mio lavoro, quella scuola narrativa chiamata ʿuna dannata cosa dopo l’altra.ʾ
Alcuni dei punti più interessanti della discussione sono stati, effettivamente, le affermazioni della Gabaldon riguardo scrittura e processo creativo. “Non scrivo in linea retta e non pianifico le storie in anticipo. In effetti non so davvero cosa succederà in un libro,” dice. “Ho iniziato a scrivere Outlander per esercitarmi. Sapevo che sarei dovuta essere una scrittrice, ma non sapevo come fare; perciò ho deciso che l’unico modo per imparare era di scrivere concretamente un romanzo. Quindi, Outlander è stato il mio libro degli esercizi. Non l’avrei mostrato a nessuno, quindi non importava cosa ci avrei fatto. Non doveva avere un genere preciso, quindi ci ho messo qualsiasi cosa mi piacesse. Leggo da quando ho tre anni, mi piacciono un sacco di cose e perciò ce le ho messe tutte.
La Gabaldon ha raccontato di come è stata scoperta: postando su una bacheca del server  CompuServe, che trattava di discussioni di letteratura. “Ho sempre saputo di dover essere una scrittrice, e a 36 anni mi son detta, ‘Bè, allora ti converrà iniziare a scrivere un romanzo.’ O meglio, quello che ho detto realmente era ʿMozart è morto a 36 anni. Ti conviene darti una mossa.ʾ E così ho fatto.” E’ iniziato tutto quando stava discutendo con un uomo che stava tentando di dirle cosa volesse dire essere incinta (lei ha tre figli), e lei l’ha corretto condividendo un estratto della storia che aveva scritto, dove una donna ne parlava al fratello. Le persone lo lessero e chiesero di più, quindi continuò a scrivere estratti fino a quando qualcuno, in bacheca, le ha consigliato un agente letterario. “Mio marito dice che sono geneticamente incapace di perdere una discussione, e ha ragione. Ecco perché ho superato le mie paure di mostrare cosa stavo scrivendo, per vincere una discussione. E per la cronaca l’ho fatto, ho vinto.”
Una delle domande più interessanti del panel è stata: “Dopo che un’opera è stata adattata in un film o in uno show televisivo, quando gli autori scrivono, vedono nella propria testa gli attori, o vedono ancora le fattezze originali dei loro personaggi?”. La Gabaldon ha risposto in riferimento alla serie Starz, “So che per molti lettori –e lo so perché me lo scrivono sulla mia pagina facebook e simili– il vedere gli attori sostituisce, in effetti, la versione originale. Con me non accade. Rimangono stessi di sempre.
Tuttavia, quando è stato fatto il casting a Sam Heughan, ha capito subito che era giusto per la parte:
La prima volta che ho visto Sam Heughan, mi avevano mandato questa audizione per Jamie Fraser, e stavo guardando le sue fotografie in viaggio, ovunque stessi andando, e aveva una filmografia molto ridotta, non molte fotografie, e, a essere onesta, quelle che aveva dato erano strane. Ad ogni modo, quando ho visto l’audizione non sapevo proprio cosa aspettarmi. E’ comparso. Cinque secondi che lo guardavo e stavo dicendo che non assomigliava per niente a quelle foto. Stava benissimo. Cinque secondi in più e se n’era andato, lì davanti c’era solo Jamie Fraser. L’ho riconosciuto subito.

La Gabaldon sta attualmente lavorando al nono libro di Outlander, e ha detto che sta rileggendo il suo predecessore, Written in My Own Heart’s Blood, perché “mi sono imbattuta in alcuni pezzi, sapete, una traccia di grande impatto che ho lasciato nell’ultimo libro. Quindi tornerò indietro a rileggerlo e per riprenderla, così che possa ricomparire nel nuovo libro con la stessa forza emotiva.
E per quanto riguarda le sue abitudini di scrittura ha detto: “Quando ho deciso di scrivere un romanzo avevo due lavori a tempo pieno e 3 bambini sotto i sei anni, quindi che nessuno mi venga a dire che non ha tempo per scrivere. Io ho imparato a scrivere nel mezzo della notte e lo faccio ancora. Quindi metto a letto mio marito alle 9 o giù di lì, e poi io e i cani ci sdraiamo sul divano per un po’ e mi addormento per un’ora o due. Poi mi alzo, i cani si prendono un osso e io una Diet Coke. Torniamo al lavoro fino alle 4 del mattino. E’ il momento migliore. Posso scrivere ad altre ore del giorno, basta che mi si lasci sola.” E ha continuato dicendo, "ho imparato come evitare il blocco dello scrittore quando stavo scrivendo la mia tesi di dottorato, perché lì ne ho avuto terribile, come chiunque. Si chiamava La scelta del sito del nido della Gymnorhinus Cyanocephalus, la ghiandaia dei pini, o, come dice mio marito, “Perché gli uccelli costruiscono nidi e dove lo fanno, e comunque a chi importa?” 

[E’ stato] l’unico momento della mia vita in cui sono stata depressa, ma lo sono stata. In ogni caso, ho imparato velocemente che passare tutto il giorno a leggere i gialli di “Nero Wolfe”, mi avrebbe depressa ancora di più. Invece, il poter annotare i progressi, scrivere le analisi dei dati per la figura 2.2, mi avrebbe invece trasmesso una spinta positiva di incoraggiamento.
Quindi ho imparato a sforzarmi di scrivere con il fine di fare un resoconto, per così dire. Tengo nota di ogni singola parola che scrivo. Quando mi fermo e vado al bagno o altro, scrivo in cima al mio file quante parole ci sono in più rispetto all’ultima volta che ho spento il pc. Così puoi vedere il totale aumentare pian piano. Alcuni giorni sono 40 parole. Altre sono 1500, ed è quando lavoro su una determinata scena o a più scene in una volta. E’ così che funziona con alcune scene: a volte vengono fuori da sole. Altre no. In pratica, la morale della favola è che si continui a scrivere.”
The Great American Read arriverà l’11 settembre sulla PBS, mentre Outlander questo novembre su Starz.

Traduzione di Chiara R
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domenica 12 agosto 2018

Intervista a Susanna Fogel

La regista di “The Spy Who Dumped Me (Il tuo ex non muore mai)” Susanna Fogel sull’amicizia tra donne e Sam Heughan
Mentre molti registi-autori riempiono i loro film con elementi autobiografici, Susanna Fogel dice che il presupposto principale di “The Spy Who Dumped Me” è pura invenzione. “Mi piacerebbe dirti che ho avuto una fantastica avventura di spie piena di inseguimenti d’auto e intrighi, ma non è quello che è successo,” dice ridendo.
Fogel ha scritto la commedia d’azione in collaborazione con David Iserson e debutta nei cinema giovedì con Mila Kunis che interpreta Audrey, la scaricata titolare, e Kate McKinnon, come la sua migliore amica, Morgan. Dopo che Audrey apprende che il suo ex era una spia della CIA, lei e Morgan sono catapultate in una serie di viaggi internazionali che coinvolgono un altro agente governativo (la star di “Outlander” Sam Heughan), avventure dinamiche, e telefonate frenetiche dai suoi genitori (Jan Curtine Paul Reiser) che sono più concentrati su come funziona la tv da remoto.
Quello che c’è di personale per la Fogel è la profonda amicizia tra due donne vista sullo schermo, qualcosa che lei dice non si vede molto nei film con le donne. “Ho queste amiche meravigliose e sono solidali e affettuose e puoi veramente essere te stessa con loro in un modo in cui alcune persone non possono nemmeno con i loro partener,” fa notare. “David e io volevamo mostrare quello, perciò quello è autobiografico. Quello, e i genitori ebrei concentrati su un problema minore quanto c’è in gioco la salvezza del mondo.”

Mila e Kate sono perfette per i loro ruoli. Come sono state scelte?
Kate ebbe una piccola parte nel mio primo film, “Life Partners,”; era anche il suo primo film. Questo è stato prima che diventasse un’icona della commedia. Perciò è stata anche la prima persona che abbiamo avvicinato. È perfetta perché Morgan è quel tipo di persona che cerca un’opportunità per girare la manopola fino a 11 e agitare le mani. Inoltre, è anche una persona ponderata, presente, introversa che può dare umanità a un personaggio come quello. E Mila è proprio la controparte perfetta perché sembra una ragazza che ha delle amiche ed è alla mano ma intelligente e sicura di sé. È facile identificarsi con lei. E può mostrare insicurezza in maniera credibile e questa donna intelligente e bella può anche sentirsi vulnerabile.

L’intesa tra Mila e Kate è fantastica: Si erano incontrate in precedenza?
Si sono incontrate alla lettura delle tabelle e ovviamente, se non avessero avuto intesa, non avrebbe funzionato. Ma è stata quasi istantanea. Le donne hanno tra loro così tanta semplificazione, sembrava che si conoscessero da sempre. Il primo giorno della prova costumi a Kate piaceva questa tuta di lino che Mila stava indossando casualmente e Mila se l’è tolta e l’ha data da indossare a Kate. Hanno creato velocemente una vera amicizia.

Recentemente ho parlato con Mila a proposito del lavorare con una regista donna e lei ha notato che una differenza era “nessuno sta urlando con un altro.”
(Ride) L’ho sentito. Abbiamo una grande esperienza. Non riesco a immaginare di riuscire a finire una giornata in maniera efficiente se ti stai prendendo una pausa per avere una crisi di nervi con qualcuno. Non riesco a immaginare l’inefficienza di urlare. Come stai nei tempi previsti?

Una vera svolta in questo film è Sam Heughan, la star di “Outlander”, ma non avevo molta familiarità con lui prima di questo. Rivela di essere bravo con la commedia.
Neanch’io avevo familiarità con lui, a quanto pare a differenza di ogni altra donna sul pianeta. Dopo averlo scritturato, le mamme, le zie e le amiche di molte persone erano come, “Mi piace quel tipo!”. Per pura coincidenza, pochi giorni prima che lui fosse coinvolto, un amico tentò di spiegarmi la trama di “Outlander” e io mi persi completamente. Ma lui ispira così tanta tenerezza. Il ruolo non era stato scritto per un tipo così muscoloso com’è lui naturalmente, ma è così dolce e naturale da renderlo abbordabile. Per noi era come “Non dobbiamo rimproverarlo per essere così attraente!”

Il film è un crescendo fantastico, con grandi scene d’azione; hai sempre saputo che lo avresti diretto?
Quando abbiamo cominciato a scriverlo, volevamo solo vedere il film realizzato. Ne avevo diretti alcuni, ma il salto da un film indipendente a uno con molte parti movimentate è un prodotto più difficile da vendere. Penso che se qualcuno avesse detto, “Voglio fare questo ma non con te che dirigi” noi avremmo discusso e non l’avremmo impedito. Voglio dire, non avevo ancora nessuna prova che potevo dirigere un film d’azione e io dovevo capire questo. Ma mentre facevamo la lista di altri registi che avremmo potuto contattare, diventava chiaro che un regista con esperienza in film d’azione – come ad esempio un uomo di mezza età – poteva non comprendere il legame di amicizia. Se un tipo Michael Bay non realizza quell’amicizia femminile il film non funzionerà. Invece io potevo sfidare me stessa a lavorare con un direttore delle acrobazie e mi sembrava una curva di apprendimento più realistica.

Ha finito per essere intimidatorio?
In astratto, sì. Sembrava una prospettiva molto scoraggiante ma continuavo a chiedermi un uomo in questa situazione potrebbe esprimere dubbi o piuttosto fingere fino a che non lo ha fatto? Così mi sono presentata come del tutto sicura di me, anche se sapevo che avrei dovuto capire le cose velocemente. Come spettatore mi piacciono i film d’azione e ho molte opinioni su come le commedie d’azione non rendono davvero giustizia a ciò che trovo emozionante in un film d’azione, che è il brivido genuino di vedere qualcosa che sembra davvero una posta in gioco alta. Molto tempo è recitato in risate e azione, che annacquano la sensazione di pericolo.

Come ci si sente a essere un regista donna in un periodo in cui l’industria ne parla, e noi speriamo di vederne sempre di più?
È un onore essere una persona che può parlare di questo, sono emozionata ad essere nella posizione per incoraggiare altre donne a farlo. È un po’ deprimente sentire le statistiche e vorrei che ci fossero così tante donne che non dovremmo nemmeno fare la domanda. Ma finché non lo faremo prendo la responsabilità seriamente, Non avevo molti uomini a cui fare domande quando stavo cominciando. C’erano due registe donne con cui le persone mi hanno suggerito di parlare quando stavo cominciando ed erano Nancy Meyers e Kathryn Bigelow. Gli uomini che iniziano hanno così tante scelte di registi a cui collegarsi artisticamente e da cui essere guidati e con cui collaborare. Io non avevo una me stessa più vecchia, con più esperienza di me che mi aiutasse. Perciò spero che tutte le donne che fanno film ora siano consapevoli che abbiamo l’opportunità di essere quei nuovi registi.
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Intervista a Laura Donnelly

Come attrice vincitrice del premio Olivier Laura Donnelly si prepara ad andare a Donegal per il festival transfrontaliero Lughnasa FrielFest, e parla con il nostro giornalista di come la sua storia di famiglia abbia stimolato la scrittura di The Ferryman, la commedia di Broadway, di perché le donne solo adesso si stanno rendendo conto del loro reale potenziale nelle arti e del suo amore per Brian Friel.
Se avete mai visto lo show televisivo Outlander, conoscete la faccia di Laura Donnelly. In uno show sui celti viaggiatori nel tempo che mostra una quantità di pietre magiche e kilt che lasciano poco all’immaginazione, lei riporta la narrativa con i piedi per terra. Interpreta Jenny, la saggia e razionale sorella del protagonista maschile Sam Heughan, e la sua presenza porta una realtà concreta in uno show che altrimenti potrebbe sfuggire a sé stesso. Di persona, Donnelly – che ha appena vinto il premio Olivier per il suo ruolo di Caitlin in The Ferryman a Brodway – possiede molta dell’energia di Jenny. È svelta, divertente e decisamente fiera.
L’attrice, nata a Belfast, è un’intervista interessante: non ci sono schivate, o trucchi. The Ferryman (scritto dal suo compagno Jez Butterworth, e diretto da Sam Mendes) è in parte ispirato alla sua stessa storia familiare, un argomento sul quale potreste pensare dovrebbe essere protettiva.
“La parte che è stata influenzata dalla mia storia famigliare ha a che fare con la morte del fratello nell’opera,” dice, affrontando la mia delicata domanda frontalmente. “Jez e io stavamo vedendo un documentario sulle “Persone Scomparse (Disappeared”) nel Nord Irlanda e alla fine, sono apparsi i volti delle vittime. E io ho detto, ‘Oh quello è mio zio’. E lui ‘COSA?’ è una cosa molto bizzarra da spiegare a qualcuno che non provenga dall’Irlanda.”
Diverse delle Persone Scomparse, 16 nordirlandesi, tutti cattolici, che si crede siano stati sequestrati e uccisi dall’IRA, restano dispersi.
“Sapevo e non sapevo allo stesso tempo. Avevo saputo come era morto da molti anni, e avevo saputo che mia madre continuava a collaborare con le famiglie, ma non avevo mai capito che c’era questo gruppo denominato “Disappeared” (Persone Scomparse) e che mio zio fosse io di loro. C’erano molte cose che non avevo collegato, e all’improvviso tutto è andato a posto.
La discussione della coppia sul documentario è andata avanti fino a ispirare l’idea di Butterworth per l’opera teatrale, che ora approderà a Broadway dopo una programmazione di grande successo nel West End.
“Mi sono trovata a discuterne con Jez e lui è rimasto molto affascinato, e a parlare con mia madre di quello che è successo. Ci è capitato anche di andare a due funerali degli Scomparsi in questo periodo. Erano stato scoperti due corpi e mia madre ci ha chiesto di andare con lei. C’era qualcosa di quell’esperienza, quel rituale di provare a dare riposo a un’anima che era stata lontana negli ultimi 40 – 50 anni… questo è entrato davvero in risonanza con Jez e lui ha provato a dire tutto con quest’opera.”
La madre di Donnelly era incinta di lei quando suo zio ventiseienne scomparve, e ancora incinta quando il corpo fu scoperto tre anni dopo. “Ero piuttosto sorpresa di averlo superato, ad essere sinceri, con quel livello di stress.”
Nonostante questo, Donnelly è disinvolta sul fatto che crescere nell’Irlanda del Nord è un’esperienza davvero particolare, una in cui il terrore spesso diventa quotidiano.
“Cose come queste diventano la normalità quando cresci al Nord. Le cose potrebbero succedere e io avrei una vaga consapevolezza che valga la pena notarle. Come, dover lasciare la città perché c’è un allarme bomba a Castle Court. Se succede per tutta la tua vita non ci presti molta attenzione.”
“In un certo senso penso di averne probabilmente beneficiato,” dice allegramente. “È buffo, la misura in cui i miei amici nordirlandesi a Londra non si preoccupano dell’attuale minaccia terroristica.”
È molto chiaro che Donnelly, nonostante lavori principalmente nel Regno Unito, considera la sua identità molto influenzata dalle sue radici a Belfast. “Il Nord è eternamente deprimente per molte ragioni. È così indietro in così tanti modi. Matrimoni gay, diritti delle donne, e c’è una sensazione rispetto al resto dell’Irlanda e del Regno Unito, che, come una nazione, siamo piuttosto abbandonati. Il Governo non fa niente, e Teresa May è ancora alleata con il DUP. Un orribile partito, bigotto, razzista e sessista, ma lei ha bisogno di voti. Perciò, la mancanza di attenzione data di conseguenza dalla gente del Nord è sentita come un vero insulto.”
Donnelly è una femminista e una portavoce di #TimesUp, e ha nominato il movimento quando ha ricevuto il suo premio Olivier. Mentre è riluttante a posizionarsi come modello, è fermamente convinta che il settore dell’intrattenimento debba assumersi la responsabilità per come rappresenta le donne e le minoranze.
“Come le persone si vedono nel mondo dell’arte ha grandissime conseguenze su come entrano nel mondo. Penso che le donne stiano cominciando a comprendere solo ora la misura in cui sono state represse. In nessun momento dei miei vent’anni io ho pensato: ‘Qualcuno vuole sentire quello che ho da dire’.
“Non ho mai pensato che potevo produrre o scrivere o dirigere. Nella mia testa mettevo quelli tra i lavori degli uomini, perché non vedevo nessuna donna farli. Perciò, come devono sentirsi le donne di colore? O le donne con disabilità? Non vedere mai se stessi rappresentati, per esempio, sulla BBC che è una società pubblica di comunicazione?”
Come attrice dell’Irlanda del Nord che lavora nel Regno Unito, Donnelly ha avuto la sua sufficiente dose di pregiudizi durante i casting. “È ancora molto, molto raro che io veda una storia ambientata da dove provengo, o con un personaggio irlandese dove la loro irlandesità non è il punto principale. C’era un film che era ambientato nel Nord il direttore del casting, - che non era irlandese – disse che io non ero abbastanza della classe operaia per interpretare una ragazza della classe operaia di Belfast. Io ho pensato: ‘Cosa? Che significa questo?’
“Cosa pensa che sia una ragazza della classe operaia di Belfast? Da dove ha preso questa idea? Perché questo in definitiva non era basata sull’esperienza.”
La rappresentazione è un grande punto cruciale per Donnelly, ed è una delle tante ragioni per cui è fiera di Outlander. Il fantasy show è stato apprezzato per la sua rappresentazione della sensualità femminile e, in particolare, della sua analisi dello stupro maschile.
“Ha toccato così tante questioni sulla violenza sessuale maschile, sulla rappresentazione, su come le donne sono trattate sullo schermo, sull’amore e se si può rappresentare l’amore quando contiene misoginia o abusi,” dice con orgoglio.
“Caitriona Balfe, che interpreta Claire, è una femminista incredibilmente intelligente ed eloquente, e prende la sua posizione di responsabilità molto seriamente. Sa quanto è importante, e lotta per le cose. Lei combatte le cose che pensa siano superficiali o irresponsabili.
Nonostate il suo amore per il cast e lo staff di Outlander, è facile capire che il primo amore di Donnelly è il teatro.
“La cosa più difficile della tv per me è che non ti senti come se stessi lavorando duro, perché passi molto tempo ad aspettare la tua scena. Nel periodo in cui ho finito Ferryman a ottobre, ero incinta di sei mesi e avevo lavorato per otto spettacoli a settimana, provando da febbraio. Era molto stancante. Io ero proprio stufa! Ma io guardo a quella come la migliore esperienza professionale della mia via. Amo quella pressione.”
Il suo amore per il teatro dal vivo sarà resuscitato questo mese quando andrà a Donegal per partecipare al 3° Lughnasa FrielFest, per recitare un monologo da Faith Healer.
“Davvero non ho nessuna idea di cosa aspettarmi una volta che arriverò lì. So che mi piace Donagal. So che mi piace Friel. Lo stiamo lanciando. È una celebrazione della sua opera. Ho studiato un paio di sue opere a scuola. Ho fatto Dancing at Lughnasa in modo professionale al Lyric Theatre di Belfat, e ho fatto Philadelphia al Donmar. Penso che molti irlandesi abbiano un collegamento con il suo lavoro, anche se piccolo.”
Recitarà il suo monologo senza direzione, e nessuna interazione con altri membri del cast. Sembra un po’ intenso, no? “Intenso è buono,” conclude. “Intenso mi fa sentire come se stessi lavorando duro.”
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lunedì 6 agosto 2018

Spiando Sam Heughan

Heughan interpreta una spia al fianco di Kate McKinnon e Mila Kunis in “The Spy Who Dumped Me.”
Si dice spesso che il miglior posto per nascondersi sia in bella vista, ma per Sam Heughan, questo consiglio potrebbe non essere vero. L’attore è stato in giro per New York a promuovere il suo ultimo progetto, un film commedia di spionaggio, ed è difficile rimanere in incognito quando hai un fan club dedicato che ti aspetta all’esterno di ogni tappa (un caso che si chiamino – c’era da aspettarselo – “Heughligans”).
Ma gli Heughligans sono a bada per il momento. Andando in uno studio fotografico vicino Bryant Park, Heughan sfoglia il passaporto di uno dei membri del suo team, guardando con attenzione le tappe stampate nel suo libretto.
L’attore scozzese sta facendo buon uso del suo passaporto ultimamente. Dopo aver svolto i suoi doveri con la stampa in America per “The Spy Who Dumped Me” – che lo ha portato a Budapest, Berlino e Amsterdam mentre giravano – Heughan tornerà a casa a Glasgow per 10 giorni per organizzare il suo visto per il Sud Africa, dove girerà il suo prossimo film basato su un fumetto con l’attore Vin Diesel a Città del Capo.
“[Città del Capo] che grande città, è tutto quello che amo - è aria aperta, cibo molto buono e buon vino, le persone,” dice Heughan, che è anche ambasciatore mondiale del brand Barbour. “Faccio molte escursioni lì, vado in bici; ho appena superato il mio esame per la moto e perciò andrò in giro con la mia moto. Non surf – non voglio andare in acque piene di squali,” dice, facendo l’elenco dei suoi piani per il tempo libero mentre sarà in Sud Africa. “È un paese incredibile. Puoi fare moltissimo.”
Heughan è chiaramente votato a un regime di attività fisica, tanto che lo ha portato a sviluppare un’iniziativa di beneficenza, My Peak Challenge, legato alla promozione di uno stile di vita attivo. “Quando sono tornato in Scozia per ‘Outlander’, stavo riscoprendo il mio paese e facendo escursioni e arrampicate e andando in bicicletta e tutte queste cose,” dice Heughan, che ha passato la sua adolescenza vicino Edimburgo. “Ed era come se volessi davvero condividere il mio amore per l’aria aperta e anche sfidare me stesso a fare cose diverse, e quello, in un certo senso, è come è nato My Peak Challenge.”
L’iniziativa, che incoraggia la definizione di obiettivi e fornice a circa 10.000 membri – “Peakers” – video di esercizi e piani nutrizionali, supporta diverse organizzazioni benefiche, incluse Bloodwise e Marie Curie. Un premio in arrivo legato alla sfida è un viaggio in Scozia, ma non un semplice viaggio in Scozia: “È una specie di appuntamento con me, ma in uno dei nostri gala di beneficenza,” dice Heughan, i suoi occhi cerulei illuminati.
Con i suoi programmi praticamente definiti fino al 2020, dopo aver girato il film di Vin Diesel “Bloodshot,” ha un altro progetto in ottobre, seguito dalla ripresa con 10 mesi di registrazione per la stagione cinque di 'Outlander' all’inizio del prossimo anno. Riconosce l’esercizio fisico, e il tempo tranquillo a casa come forze fondamentali.
“L’esercizio mi aiuta davvero. Mantiene la struttura e a essere onesti, proprio lo stare a casa, tipo nel tuo letto e una serata tranquilla. Può sembrare davvero noioso, ma in effetti è il momento in cui puoi staccare e riorganizzarti,” dice.
Heughan, che proviene dal mondo del teatro e si è formatto alla Royal Conservatoire of Scotland, è stato a New York andando in giro per la commedia a trazione femminile “The Spy Who Dumped Me.” “È quasi come se i tradizionali film di James Bond fossero stati rovesciati. Hai ruoli di Bond femminili, e io sono un po’ come 'una bambola', suppongo,” dice del suo personaggio.
(Parlando di James Bond, Heughan è il nome più recente che si vocifera sia in corsa per il ruolo iconico dopo che Daniel Craig avrà lasciato il suo incarico l’anno prossimo.)
Nel film, Heughan interpreta una spia che si pone in contrasto con la stravaganza delle protagoniste Mila Kunis e Kate McKinnon. “La commedia per me era interpretare un tipo ordinario ed essere una specie di tavola elastica per loro – loro sono folli, e [il mio personaggio] è del tipo ‘che diavolo sta succedendo qui?’ È stato divertente fare questo,” dice. “Non ne ero mai stato parte , davvero; vengo dal dramma classico formato con Shakespeare e Dostoyevsky e Chekov, e poi ho visto queste donne al lavoro, e c’è una vera tecnica in ciò; è incredibile. Non è solo essere persone divertenti – sono divertenti – ma è più su quanto duramente lavorano.”
Dice la regista e coautrice del film Susanna Fogel, “È molto cordiale e di livello e ha rappresentato un buon complemento del la pazzia [di McKinnon] perché ha recitato bene la parte del ragazzo abbottonato, a non in maniera fredda. Può passare dall’essere intimidatorio e terrificante all’essere qualcuno per cui fai il tifo perché ha questo innato calore umano.” E come un vero agente trasformista sotto copertura, può anche essere divertente.
“La commedia è eccitante perché è molto viva, c’è un’energia e tu devi tenerla viva. È fantastico quando funziona, e quando non va lo avverti. Perciò ora posso capire che può dare dipendenza,” dice Heughan che non ha nessun altro progetto di commedia all’orizzonte – be’ a meno che uno non conti ‘Outlander’. “Penso che ci sia sempre un elemento da commedia, perfino in ‘Outlander’. Sono le situazioni e come i personaggi reagiscono alle situazioni,” dice.
Heughan ha appena concluso la stagione quattro dello spettacolo di Starz, che ha contribuito a creare la sua base di fan. Descrive le riprese della stagione in arrivo come se fossero state dure e pazze, ma aggiunge che pensa che “Abbiamo chiuso probabilmente con il finale più forte di tutte le stagioni.”
Nella nuova stagione il cast viene portato nell’America del 1700. “Sono pionieri e coloni, quindi passano molto tempo nei boschi, a costruire e nel fango,” dice Heughan. Mentre quella parte della stagione è ambientata in Nord Carolina, Heughan è riuscito a rimanere in zona per le riprese. “Dovevamo trovare una località specifica in Scozia che somigliasse alla Nord Carolina. È straordinario – c’è davvero, abbiamo queste grandi foreste in Scozia, e questi alberi incredibili che sono così antichi, e crinali montuosi. Sono stato in Nord Carolina per vedere dove avremmo dovuto essere, e sembra davvero uguale.” 
È una buona cosa che a Heughan piaccia passare tanto tempo all’aperto. Durante il suo recente periodo passato a New York, ha visto alcuni spettacoli, incluso “Straight White Men” di Armie Hammer (gli è piaciuto), e si è allenato con Ed Naper. “Ho passato molto tempo qui – mi piace camminare per le strade. E [la città] è facile da percorrere a piedi,” dice. “Quando sono stato qui la scorsa settimana, ho avuto un incontro proprio fuori Central Park, e poi ho camminato per tutto il tragitto fino a SoHo. È davvero una bella passeggiata.”
Perciò se state provando a trovarlo, guardate a Broadway. Se non altro, è probabile che lo vediate su un manifesto lungo la strada.
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sabato 4 agosto 2018

Bees: Caro Lord John

[data]
Fraser’s Ridge, North Carolina
Caro Lord John -
Sono tornata. Anche se suppongo che dovrei dire “sono ritornata!” più drammatico, sapete? Sto sorridendo mentre scrivo ciò, immaginando voi che dite qualcosa in merito a come la mancanza di dramma non sia uno dei miei difetti. Neanche il vostro, amico mio.
Noi – mio marito, Roger, e i nostri due bambini, Jeremiah (Jem) e Amanda (Mandy) – ci siamo stabiliti a Fraser’s Ridge. (Anche se sembra più che la residenza stia prendendo vita intorno a noi; mio padre sta costruendo la sua fortezza.) Resteremo qui per il prossimo futuro, anche se so meglio della maggior parte della gente quando poco uno possa prevedere il futuro. Tralasceremo i dettagli fino a quando vi rivedrò.
 …
[trama]

Mamma dice che sapete benissimo perché vi sto scrivendo io di Denzell Hunter, invece di lei. Pa’ dice che non c’è bisogno di scrivervi, dato che la moglie del Dr. Hunter sicuramente avrà già scritto a suo padre (vostro fratello, se ho capito bene?), ma sono d’accordo con Mamma che sia meglio scrivere, per ogni eventualità.
[trama]
I miei migliori saluti a voi e alla vostra famiglia – e per favore date i miei saluti a vostro figlio William. Non vedo l’ora di incontrarlo – e voi, naturalmente! – di nuovo.
Si dovrebbe firmare una lettera ‘vostra obbedientissima, umile, ecc.’ se si è una donna? Sicuramente no…)
Cordialmente
Brianna Randall Fraser MacKenzie (Mrs.)
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Outlander S4: il 4 novembre sugli schermi

Finalmente Starz ha annunciato
la data di uscita della 
Quarta stagione di Outlander in America: 
il 4 novembre 2018.

La nuova stagione, basata sul quarto libro della saga di Diana Gabaldon "Drums of Autumn" (Tamburi d'Autunno e Passione oltre il Tempo nella versione italiana), racconta le avventure di Jamie, Claire e della loro famiglia nelle colonie americane, che sembrano destinate a diventare la loro casa. Nuovi e vecchi amici li accompagneranno in questo cammino non privo di pericoli e soggetti poco raccomandabili. Ma finchè saranno insieme nulla è insuperabile!





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martedì 31 luglio 2018

Outlander S4, il primo trailer

Aye, ragazzi, sappiamo che questo Droughtlander è stato straziante, quindi abbiamo una sorpresa speciale per voi ...il primo trailer per la quarta stagione di Outlander!
Preparatevi, sassenachs perché questo video è lungo 55 gloriosi secondi di vecchi amici, nuovi luoghi, avventure piene d'azione e baci.
"Voglio che ci costruiamo una casa insieme", dice Claire (Caitriona Balfe) a Jamie (Sam Heughan) mentre i fan possono vedere un primo scorcio di River Run, una lussuosa piantagione nella Carolina del Nord di proprietà di Jocasta Fraser (Maria Doyle Kennedy), zia di Jamie.
La prossima stagione del coinvolgente dramma di Starz, basato sul quarto libro di Diana Gabaldon nella serie Outlander, Drums of Autumn, segue i Fraser mentre si imbarcano in una nuova fase insieme nel pericoloso nuovo mondo della guerra pre-rivoluzionaria americana.
"Ti fidi di me, Claire?" Jamie chiede a sua moglie negli ultimi secondi del promo.
"Sulla mia vita", Claire risponde con sicurezza mentre vediamo la coppia condividere un dolce bacio.
Il trailer della quarta stagione ha debuttato durante il livestream di Facebook di ET lunedì sera, quando abbiamo collaborato con il protagonista Sam Heughan per sorprendere una stanza piena di ignari fan di Outlander con una proiezione anticipata del suo film, The Spy Who Dumped Me.
La quarta stagione di Outlander ha debuttato a novembre su Starz.

domenica 29 luglio 2018

Sam Heughan: nuovi progetti, social media e Outlander

Sam Heughan raggiunge il grande schermo nella commedia d’azione The Spy Who Dumped Me (Il tuo ex non muore mai,in uscita il 3 agosto in America, l’8 agosto in Italia). La star televisiva scozzese di Outlander, 38 anni, interpreta Sebastian, un agente segreto britannico che salta fuori per aiutare due grandi amiche (Mila Kunis e Kate McKinnon). Loro sono invischiate in una spassosa commedia di spionaggio internazionale quando un ex-fidanzato (Justin Theroux) arriva nel loro appartamento a L.A. con una squadra di assassini sulle sue tracce.

Che cosa di The Spy Who Dumped Me ti ha catturato?
Non appena ho letto il copione, ho riso di gusto. Poi quando ho scoperto che erano coinvolte sia Mila che Kate non potevo crederci.

Parlaci un poco di Sebastian.
È uno dei buoni – o no? L’intero mondo delle spie è molto ambiguo. Ho letto alcune importanti biografie di agenti, specialmente del MI5, e su come loro sono sempre sotto copertura.

Outlander è pieno di azione. Spy ti ha fatto capire che hai un talento naturale per la commedia?
Non penso di essere per niente divertente, perciò mi ha un poco intimidito. Outlander è questo forte dramma in cui siamo attaccati al copione e ci sono davvero poche opportunità di improvvisare. Considerando che il primo giorno del film Mila stava già facendo s-. È così creativo e frenetico. È stata una grande opportunità provare a stare dietro a quelle due ragazze.

Cosa possono aspettarsi i fan nella stagione quattro di Outlander quest’autunno?
Questa stagione parla molto di come Jamie (Heughan) e Claire (Caitriona Balfe) finalmente trovano una casa, si sistemano e vivono la vita che hanno sempre sognato. Jamie ha sempre voluto essere un laird e avere una famiglia e un posto suo. Per un po’ ci riesce, ma, naturalmente, trattandosi di Outlander, non dura a lungo.

Quale qualità hai che farebbe di te una buona spia?
Oh, wow. A essere onesto, come attore, devi valutare la situazione quando entri in una stanza. Questo è quello che fanno queste persone. Sono sempre consapevoli della situazione in cui si trovano e di cosa sta succedendo intorno a loro. Penso che le persone nella vita di tutti i giorni, gente in strada, non si rendono davvero conto di cosa sta succedendo. Penso che le spie debbano avere una super consapevolezza. Penso che gli attori probabilmente in un certo senso ce l’hanno. Faccio le cose in un modo in cui uno percepisce cosa le persone provano o vogliono. È solo un modo per giudicare un ambiente, si spera.

In che modo i social media ti toccano positivamente?
I social media sono stati una grande risorsa per me. Attraverso l’interazione con i miei fan, mi hanno aiutato a creare My Peak Challenge, la mia raccolta fondi benefica (in cui i partecipanti lavorano per raggiungere obiettivi personali mentre si raccolgono soldi per progetti di beneficenza). Siamo stati capaci di fare grandi cose con questo.

Mila Kunis e Kate McKinnon ti hanno fatto ridere durante le riprese?
È assurdo, ad essere onesti. Si può vedere dal film che sono migliori amiche e che lo sono dal giorno in cui si sono incontrate. Non si erano mai incontrate prima di fare il film e si sono trovate molto bene. Quando hanno cominciato a improvvisare e ad andare a braccio l’una con l’altra, mi sono seduto lì nel mezzo e ho detto. “E che cavolo?” è stato fantastico, ma era perfetto per il personaggio. Sono nel suo mondo, ma in realtà lui finisce nel loro mondo.

Sebastian ti somiglia anche di più di Jamie perché ha il tuo colore di capelli?
Oh, mio Dio, è stato meraviglioso! Letteralmente potevo essere pettinato e truccato in cinque o 10 minuti, indossare una T-shirt e un paio di jeans ed ero pronto per andare al lavoro. Mentre per Outlander, sono pettinato e truccato in un’ora e mezza.
Inoltre, abbiamo girato alcune località importanti. Siamo stati a Budapest, Vienna e anche ad Amsterdam, perciò è stato bello essere fuori dalla Scozia. Per quanto io ami la Scozia, è bello andare da qualche altra parte.

Recentemente hai concluso le riprese della stagione quattro di Outlander. Quale elemento ti fa essere emozionato di andare al lavoro?
Cambia ogni volta. Lo spettacolo è incredibile. Stiamo terminando la quarta stagione e stiamo filmando come se fossimo in North Carolina agli albori dell’America. È un mondo con i Nativi Americani e diversi fattori, come i britannici, e gli scozzesi, che sono stati rimpiazzati dai britannici attivati lì. Abbiamo cominciato la stagione uno in Scozia in un castello, e da allora siamo andati a Parigi e a Versailles, e poi nei Caraibi.
Ogni stagione è diversa. In effetti, ogni episodio in Outlander per me è diverso. C’è sempre una sfida. Non è come andare a lavorare ogni giorno in uno studio sullo stesso set come una cosa procedurale. Davvero è molto impegnativo.

Outlander deve averti cambiato la vita. Come mai?
Sono appena arrivato a un punto molto stabile in cui mi sento fortunato. Il lavoro in Outlander è incredibile e io lavoro con una squadra formidabile. Riesco a essere creativo ogni giorno e ho delle opportunità incredibili, come lavorare in un film come Kate e Mila. Ho avuto la possibilità di imparare da loro. Per la verità, ho molti progetti in arrivo questa estate (come girare Bloodshot con Vin Diesel). Mi sta dando molte opportunità e mi sento molto fortunato. Se tutto va bene, continuerò a crescere con ogni progetto che faccio.

Hai anche la tua linea di abbigliamento come parte della collezione Barbour.
Ho collaborato con Barbour per due stagioni, due anni, ora. È stato fantastico, qualcosa che non avrei mai considerato. Sono diventato parte di questo processo e disegno la mia capsule collection all’interno Barbour. È un ottimo modello. Sono un’azienda molto pratica, molto cool, per l’aria aperta con un grande retaggio e forti radici scozzesi. Sembra adattarsi molto bene a me e a quello che sono. Ogni primavera ed estate abbiamo una collezione e anche ogni autunno-inverno. Spero che alle persone piacciano i vestiti tanto quanto a noi piace crearli.

Hai parlato del lato positivo dei social media. Ci sono dei lati negativi?
Devo ammettere che ho anche imparato quando devo allontanarmi da essi. Hanno i loro pro e i loro contro. Sono una persona piuttosto riservata e scelgo cosa mi piace condividere. A volte sembra davvero un po’ troppo. La gente ha accesso a troppe informazioni in questi giorni. Ma mi piacciono, mi piace l’interazione. Onestamente, vorrei fare di più, ma ci sono sempre dei vincoli, dato che ci sono molti spoiler che non siamo autorizzati a raccontare, perciò è dura. Apprezziamo molto i fan ogni volta che ci contattano, e allo stesso modo se possiamo parlare con loro.

Il miglior consiglio che tu abbia mai ricevuto?
Segui il tuo istinto. Come attore, uno deve sempre fare affidamento sul proprio istinto e sulle proprie emozioni, ma a volte è difficile tenere la rotta. Ci sono molte voci fuori di qui e a volte è difficile vedere correttamente. Ma penso che l’istinto sia sempre il punto giusto dove andare.

venerdì 27 luglio 2018

Sam Heughan da Jamie a James... Bond

La star di Outlander, Sam Heughan, che ammette di voler interpretare James Bond, fa intanto pratica con l’action-comedy The Spy who Dumped Me (arriverà nelle sale italiane l'8 agosto col titolo Il tuo ex non muore mai).
Sostituiti i vestiti di scena di Jamie Fraser con un elegante smoking, Sam sembra molto 007eggiante nel suo nuovo film, il cui nome è un gioco di parole che riprende il classico film di James Bond The Spy Who Loved Me (La spia che mi amava).
Interpreta un affascinante agente britannico di nome Sebastian che si ritrova invischiato con due amiche di Los Angeles (Mila Kunis e Kate McKinnon), sono coinvolte in un gioco di spionaggio.
Tra le star presenti anche Justin Theroux and Gillian Anderson.
Il 38enne rubacuori, ha anche parlato di cosa ci sarà da aspettarsi dalla quarta stagione di Outlander, la famosa serie con Caitriona Balfe (Claire Randall) e Tobias Menzies (Jack Randall).


Estratti dalla nostra conversazione:
Puoi parlarci del lato sexy di essere una spia? 

Ovviamente il film è un tributo ai vecchi film di James Bond. O probabilmente, a dire il vero, è più vicino ai film della Bourne saga per tono e azione. Ho sempre voluto interpretare James Bond. Fa parte dell’eredità di qualsiasi attore britannico.
Ho letto un libro stupendo riguardo qualcuno dell’MI6 –la sua vita nell’MI6 e cosa volesse dire per lui la quotidianità. E’ una situazione molto pericolosa, ad alto rischio. Dovevamo renderla reale nel film così che la commedia funzionasse. 


Abbiamo avuto il primo Dottore al femminile (Jodie Whittaker). Credi che potrebbe esserci una Bond? 
Sarebbe bellissimo. Mi piacerebbe avere la parte (ride) ma se dovessero assegnarla parte a qualcuno, prendiamo una Bond. 

Credi sia possibile?
Credo sia realizzabile, ma chi lo sa cosa hanno in programma la Eon Productions e Barbara Broccoli (movie producer dei film di James Bond). 

Chi è il tuo James Bond preferito? E se ne avessi l’occasione, in che modo lo interpreteresti?
Domanda difficile, però amo Timoty Dalton perché era leggermente provocatorio e oscuro. Sean Connery era meraviglioso e ho adorato Roger Moore perché mi piaceva quella sua maniera un po’ esagerata di inarcare le sopracciglia.Ma se ne devo scegliere uno, probabilmente Timoty Dalton. Il suo Bond di The Living Daylights (007 Zona Pericolo) era più provocatorio.
E cosa farei? Vorrei vedere un Bond scozzese. Vorrei vedere un Bond giovane, come ha iniziato, le origini del mito. Vedi, Bond è un po’ una sorta di dinosauro, no?
Daniel Graig ha iniziato a portare una maggior profondità psicologica nel personaggio,  si potrebbe continuare in quella direzione. Chiunque può fare scene di azione, sono molto divertenti ma c’è bisogno di una certa profondità. C’è bisogno di rispondere al “chi è e perché è così?


Quando hai girato questo film, quali sono state le scene con più scarica di adrenalina? 
C’è questa grande sequenza d’azione nel Café Sacher in Vienna, dove praticamente distruggo il café sparando e prendendo a calci la gente.
Tuttavia a essere sincero, c’è stata una ripresa in cima al Museo di Berlino. Stavo lì in piedi con lo smoking e avevamo questa ripresa a carrellata. E’ stato uno di quei momenti in cui pensi, questo è un grande film, c’è un’enorme camera su un massiccio carrello là fuori e abbiamo centinaia di comparse.
Faceva molto Bond, molto scaltro e costoso.


Credi saresti una buona spia?
Sarei una spia orrenda. Per prima cosa devono essere in grado di adattarsi a ogni situazione. Le spie sono spesso sotto copertura, spesso, pare, in paesi con situazioni al alto rischio e non credo di esserne in grado. 

Mentre tu giri scene pericolose, nel film le donne picchiano duro. Ti piace vedere quell’aspetto nella donna? 
Hanno preso a calci anche me (ride). Davvero. Non solo Mila Kunis e Kate McKinnon, ma anche Susanna Fogel (regista), lei sì che è tosta. Ha scritto questa fantastica sceneggiatura con David Iserson e ha diretto il tutto con grande umorismo. E’ sempre calma e ha tutto sotto controllo.

Questa è una action-comedy. Sei a tuo agio nel cimentarti con la commedia? 
Ero terrorizzato, o intimidito, direi. Outlander è una cosa e io provengo dal teatro e dall’arte drammatica. Trovarmi di fronte a Kate McKinnon di SNL (Saturday Night Live) o Mila Kunis mi ha messo fin da subito in soggezione. Perciò ho avuto molto da imparare, riguardo il mondo della commedia. C’è una prassi particolare: si scambiano un sacco di idee, cambiano costantemente il copione. Ogni scena poteva essere potenzialmente diversa con quelle ragazze.
E’ stato molto divertente stare in un ambiente come questo, che è effettivamente più libero. Susanna ha creato questo spazio libero in cui le persone possono farequello in cui sono brave.


La premessa  di questo film, già suggerita dal titolo, è che nell’essere una spia è quasi impossibile avere una relazione stabile nella tua vita privata. Ti sei trovato ad affrontare la questione?
Sebastian probabilmente non ha molto tempo per le relazioni. E’ il suo lavoro che rovina tutto. Tutti devono fare i conti con l’essere impegnati, quindi la tua vita privata deve essere messa da parte.

Quando ti sei tagliato i tuoi capelli lunghi per la prima volta, ti sei sentito come Sansone che perde il suo potere?
Oh, ho perso il potere (ride). Forse. Ma abbiamo un grande reparto parrucche (in Outlander). E’ praticamente parte del personaggio e ovviamente, nel far crescere i miei capelli, questo diventa parte di ciò che Jamie è. Quindi ero nervoso riguardo il tagliarmeli, sì, perché diventa parte della tua immagine e di quello che sei.

Parlaci del tuo prossimo film. 
Si chiama Bloodshot, lo gireremo in Sud Africa. Amo quel posto, è stupendo. E Dave Wilson, il regista, è collaborativo e motivante.
Abbiamo un grande cast (Vin Diesel, Toby Jebbell e Micheal Sheen), quindi sarà davvero figo.


Susanna ha detto che i membri del suo staff hanno sorelle, mogli o fidanzate che ti vogliono conoscere.
E’ per il personaggio. Jamie Fraser è questa sorta di uomo unicorno. In verità è tutto grazie a Diana Gabaldon e alla sua scrittura.

Come ti vedi quando ti guardi allo specchio?
Non è che sia questo gran bel vedere.
 

Passiamo al titolo. Cosa hai imparato nel essere stato mollato? Sempre se ti è mai capitato. 
Credo che ci sia da crescere in ogni relazione, no? Vai oltre l’ultima relazione per trovare qualcosa di ancora più profondo, più gratificante e stimolante. Da ogni legame, per fortuna, impariamo qualcosa.

Puoi condividere con noi il ricordo di un appuntamento imbarazzante?
Una volta tra tutti i posti che potevano esserci, eravamo d’accordo di trovarci fuori dal Burger King. Ho aspettato per 4 ore. Avevo 16 anni. Sono andato a casa sua e l’ho detto a suo padre. Ho scoperto che mi stava aspettando al Burger King all’altro capo della strada. Quindi non è andata molto bene.

In tutto questo tempo ti sei abituato a toglierti la maglietta davanti alla telecamera? 
No, ma fa parte dello show.
 

I fan di Outlander contano i giorni che mancano a novembre. Cosa si possono aspettare dalla quarta stagione?
Rappresentiamo l’America agli albori. Per Jamie e Claire all’inizio va piuttosto bene. Possiamo finalmente vederli assieme, mettere radici e occuparsi delle faccende domestiche, per lo più. Siamo agli albori dell’America, è un paese di immigrati. E’ interessante vedere questo grandi miscuglio di culture diverse. La Scozia si duplica come North Carolina, dove ci troviamo adesso. Il finale della stagione è il più forte girato finora. Ci vogliono diversi episodi per arrivarci, ma senza darvi troppe anticipazioni, abbiamo dei notevoli  Nativi Americani.
Traduzione di Chiara R
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mercoledì 25 luglio 2018

Bees: Virtù del bacon

Un piccolo colpo di tosse dietro di me mi distrasse dalla lista mentale di sinonimi di “dannato scozzese!” che stavo compilando. Mi voltai per trovare Fanny che stava lì in piedi, il suo grembiule pieno zeppo di rape coperte di terra e il suo viso dolce fisso in un cipiglio preoccupato, questo diretto verso Jamie, che stava sparendo tra gli alberi vicino il torrente.
“Che ha fatto Will-iam, Mrs. Fraser?” Mi chiese, guardandomi da sotto la sua cuffia. Sorrisi, nonostante lo scontro recente. La sua parlata era molto fluente adesso, eccetto quando era agitata, ma aveva spesso ancora quella leggera esitazione tra le sillabe del nome di William.
“William non ha fatto nulla di sbagliato,” la rassicurai. “Non che io sappia. Non lo abbiamo visto da…er..” Mi interruppi un attimo troppo tardi.
“Dal funerale di Jane,” disse solennemente e guardò in basso nella massa bianca e rossa di rape. “Io pensavo che… forse Mr. Fraser avesse ricevuto una lettera. Da William. O forse su di lui,” aggiunse, il cipiglio che tornava. Fece un cenno della testa in direzione degli alberi. “È arrabbiato.”
“È scozzese,”, corressi, con un sospiro. “Che significa testardo. Anche irragionevole, intollerante, insolente, ostinato, cocciuto e altre piccole cose discutibili. Ma non preoccuparti; davvero non ha niente a che fare con William. Ecco, metti le rape nel mastello qui e coprile con l’acqua. Non farà avvizzire le cime. Amy sta preparando rape schiacciate per cena, ma voglio cucinare le cime con la pancetta e servirle insieme. Se c’è qualcosa che farà mangiare vegetali con foglie verdi a un Highlander, la pancetta può.
Lei annuì come se questo avesse senso e abbassò il suo grembiule lentamente, così le rape rotolarono nel mastello in una cascata acrobatica, le cime verde scuro che ondeggiavano come pompon.
“Probabilmente non avreste dovuto dirglielo.” Fanny parlò con un distacco quasi clinico.
“Dire a chi cosa?” dissi sollevando un secchio d’acqua e versandolo sulle rape infangate. “Prendi un altro secchio, vuoi?”
Lo fece, gettò l’acqua nel mastello, poi mise giù il secchio, sollevò lo sguardo verso di me e disse seriamente. “So cosa vuol dire ‘fottere’”
Mi sentii come se mi avesse improvvisamente dato un calcio nello stinco.
“Davvero?” Me la cavai, sollevando il mio coltello da lavoro. “Io, um… suppongo di sì.” Aveva passato metà della sua breve vita in un bordello a Filadelfia; probabilmente conosceva molte altre parole che non erano nel vocabolario di un dodicenne medio.
“È un peccato,” disse girandosi per prendere un altro secchio; i ragazzi piccoli li avevano riempiti tutti questa mattina; ne erano rimasti sei. “Mi piace molto sua grazia. Lui è ta—è stato così buono con me – e Jane. Mi piace anche Mr. Fraser,” aggiunse, anche se con una certa riserva.
“Sono sicura che lui apprezzi la tua buona opinione,” dissi gravemente, chiedendomi che diamine? “E sì, sua grazia è davvero un brav’uomo. È sempre stato un buon amico per noi.” Misi un po’ di enfasi sul “noi, e osservai quel registro.
“Oh.” Un piccolo cipiglio turbò la pelle perfetta delle sue sopracciglia. “Io tup-suppongo che questo peggiori le cose. Che voi siate andata a letto con lui,” spiegò, per timore che io avessi mancato il suo senso. “Agli uomini non piace dividere una donna. A meno che non sia un doppio asso.”
“Un doppio asso?” Stavo cominciando a chiedermi come potevo liberarmi da questa conversazione con dignità. E stavo cominciando anche a sentirmi piuttosto allarmata.
“Madge lo chiamava proprio così. Quando due uomini vogliono fare cose a una ragazza nello stesso momento. Costa di più che se uno vuole avere due ragazze, perché spesso le fanno male. Per lo più solo lividi,” aggiunse onestamente. “Ma comunque.”

martedì 17 luglio 2018

Sam Heughan e i segreti di un fisico al top

In che modo la star di ‘The Spy Who Dumped Me’ e ‘OutlanderSam Heughan è diventato il mucoloso del grande schermo.

Prima che ci mettessimo in contatto a New York, Sam Heughan aveva già avuto una giornata piena. Era andato presto in uno studio di effetti speciali a Brooklyn, dove era stato spogliato fino alle mutande e gli erano stati posizionati sensori su tutto il corpo, viso e mani, che avevano registrato la sua topografia per ore. Si tratta della pre-produzione del film appena annunciato, Bloodshot, basato sul libro di fumetti della casa editrice Valiant. Ci aveva infilato anche una corsa di sei miglia lungo l’East River e pianificato di andare in palestra prima di pranzo.
Per la maggior parte degli attori, una rappresentazione esatta di un eroe d’azione avrebbe bisogno di settimane di preparazione – una dieta rigida, un regime di palestra passivo – ma Heughan è un atleta quasi quanto un attore. La sua fisicità è essenziale per il ruolo di Jamie Fraser, l’elegante soldato scozzese dall’ampio torace che interpreta nel dramma sui viaggi nel tempo Outlander su Starz. “ll mio personaggio si trova sempre in qualche guaio: combattimento, corsa di cavalli, salvare sua moglie da qualche cattivo,” dice Heughan. “E si toglie spesso i vestiti anche.”
Fermiamoci un momento. Se magari non avete conosciuto Sam Heughan, chiedete di lui a vostra moglie, vostra madre, o al gruppo di canasta di vostra nonna, e ascoltatele bene. Lui è un fenomeno internazionale. Alcune delle sue fan appassionate si chiamano Heughligans di Heughan. E la storia d’amore tra Fraser e l’infermiera viaggiatrice nel tempo Claire, interpretata da Caitriona Balfe, nominata ai Golden Globes, è così bollente che i loro incontri più impetuosi sono mostrati sui siti NSFW (siti per adulti n.d.r.) (non chiedetemi come lo so). Girano le riprese in località delle Highland scozzesi, cosa che ha avuto come effetto un’esplosione del turismo nel paese. Ora Heughan è sul punto di espandere il suo pubblico dalle signore di una certa età a uno molto molto più grande.
The Spy Who Dumped Me, in uscita il 3 agosto, è un film d’azione commedia pieno di esplosioni, inseguimenti in auto e sparatorie, e anche battute solide e un mucchio di risate improvvisate. Heughan interpreta Sebastian un agente operativo di alto livello sotto copertura dell’MI6 che resta invischiato con Audrey (Mila Kunis) e Morgan (Kate McKinnon), due normali migliori amiche che finiscono in una rete di spionaggio internazionale.
È lontano da Outlander e da puro birbante popcorn 
C’era un tempo in cui Heughan non era così tremendamente atletico. Faceva gare di corsa e di triathlon, si allenava nelle arti marziali e Muay Thai in Tailandia, e faceva soprattutto esercizi per il peso corporeo. È stato solo negli ultimi anni che ha cominciato a fare seriamente sollevamento pesi. “Jamie Fraser non ha accesso a una palestra,” dice Heughan. “È il suo stile di vita che gli dà il suo corpo. È un amante della vita all’aperto, un combattente, e io voglio costruire un corpo del genere.”
Questo ha comportato l’aggiunta di sollevamenti di pesi in stile olimpico in un programma simile al CrossFit, elaborato dal suo allenatore, John Valbonesi, con l’obiettivo di aggiungere muscoli e modellamento evitando traumi. L’allenamento di Muay Thai aiuta nell’autenticità delle scene di lotta.
Il suo sistema è anche un meccanismo di sopravvivenza. Outlander, che viene girato da 14 a 16 ore al giorno, generalmente all’aperto, è carico di dialoghi. Lui deve ricordare le battute della giornata e memorizzare quelle del giorno dopo tutto mentre padroneggia il freddo e roccioso nord della Scozia. “È un po’ come un treno in corsa – non si ferma mai,” dice Heughan.
Oggi ha scambiato il fisico del guerriero in tartan per una versione leggermente più slanciata (così come la distintiva zazzera di capelli rossi ricci di Fraser per una più liscia), che spiega perché possiamo stare seduti sulla panchina di un parco, sorseggiando tè freddo all’ibisco, per la maggior parte inosservati. Il suo rimpicciolimento è il risultato dell’allenamento per la maratona e per il suo ultimo ruolo. Una settimana prima che cominciassero le riprese di The Spy Who Dumped Me, la regista Susanna Fogel chiese a Heughan di perdere un po’ di massa. “Sebastian è una spia, e il compito di una spia è di adattarsi non di risaltare,” dice Heughan. “Volevamo che sembrasse più ordinario, più simile alla gente intorno a lui. C’erano anche un sacco di allenamenti per la lotta e lavoro di acrobazie, che riguarda molto la flessibilità.”
Perciò Heughan camminava e correva da 30 a 45 minuti ogni mattina e ogni sera, ascoltando podcast (è un fan di The Tim Ferriss Show), facendo scatti o lavoro di mobilità per mantenere il fisico giusto in qualunque città stessero filmando – Vienna, Amsterdam, Berlino. Kunis e McKinnon hanno scherzato sul fatto che ogni volta che attraversavano in macchina un certo ponte a Budapest, dove si è svolta la maggior parte della produzione, inevitabilmente vedevano un Heughan a torso nudo che lo attraversava di corsa.
“È stata una parte interessante dell’allenamento,” ricorda Heughan. “Non si tratta sempre di distruggere il tuo corpo, ma si tratta di costanza e di aumento della frequenza cardiaca.”
Il film è la sua prima irruzione nella commedia, e lo ha fatto accanto a due veterane, oltre a Gillian Anderson – che interpreta il capo di Sebastian – un attore con “gravitas”. Come è riuscito a cavarsela così bene? “È più facile se sei una persona costante,” risponde.
Per tutti voi Heughligans la fuori che credete che l’attore sia bello fino all’eccesso e un uomo dal buon carattere avete ragione. È davvero umile; non puoi fare un complimento al ragazzo senza che lui obietti e dia merito ad altri. E si lancia a capofitto in nuove sfide. “Sam è impaziente di imparare e crescere, di provare nuove cose e anche di prendersi in giro, che è una rarità,” dice Kunis. “È davvero un bravo ragazzo, è brillante, gentile e premuroso – e si dà il caso che sia di bell’aspetto”
La sua prossima sfida sarà essere pronto per Bloodshot. “Mi hanno chiesto di mettere su più muscoli possibile,” dice. In Outlander, si è concentrato sull’essere grande e forte, ma non eccessivamente definito – tutto sta per cambiare. “Voglio che il personaggio sia molto diverso da Jamie,” dice Heughan. “Sto pensando a Dolph Lundgren.”
Anziché chiacchierare della sua carriera, Heughan vuole parlare della sua associazione non profit. My Peak Challenge (MPC), che ha fondato nel 2015, è un insieme di fitness e filantropia. Chiede ai partecipanti di impegnarsi in un obiettivo – di solito fisico, come fare una corsa o scalare una montagna – sul quale lavorano per un anno. Metà della quota d’iscrizione va alle non profit; per il 2018, supportano l’Associazione benefica per la ricerca sul cancro del sangue Bloodwise, la fondazione Marie Curie per le persone con malattie terminali, e Cahonas Scotland per la prevenzione del cancro ai testicoli.
Attualmente vi partecipano circa 10.000 persone. Ricevono video giornalieri per l’allenamento e programmi alimentari, partecipano a incontri (talvolta con Heughan stesso) e postano continuamente sui social media. Quest’anno l’organizzazione dovrebbe donare più di mezzo milione di dollari.
L’obiettivo personale di Heughan era completare due maratone in un mese. La prima, un giorno prima del suo 38simo compleanno, ha portato un record personale di 3 ore e 15 minuti, che ha migliorato la settimana successiva nella Maratona di Edimburgo, superando il limite di 3 ore e 12 minuti.
Una parte dei due mesi di interruzione delle riprese di Outlander sarà spesa per girare nuovi video per MPC a Los Angeles. C’è anche un viaggio di ritorno a New York alla fine dell’estate per altri incontri con la stampa e per partecipare alla prima di The Spy Who dumped Me. Oh, e ha la sua collezione personale per l’esclusivo marchio scozzese di abbigliamento per esterni Barbour. E le riprese principali di Bloodshot cominceranno presto. Nonostante – o a causa – di questa esplosione di attività, Heughan è ancora alla ricerca del suo equilibrio. Egli ammette, con un po’ di imbarazzo, che per la prima volta nella sua carriera, ha un’assistente personale. “Sto cominciando a pensare di aver bisogno di più tempo per me stesso,” dice Heughan.
Ma si ha la sensazione che un esercito di assistenti personali non potrebbe rallentarlo. Ma il ritmo è ingranato, almeno da quando Heughan aveva 20 anni, vivendo quella esistenza scarsamente produttiva di aspirante attore a Londra, facendo avanti e indietro tra audizioni e il genere di lavori del cavolo che ti tengono la testa fuori dall’acqua, che nel suo caso comprendono il barista, il lavoro in una società di credito, e le consegne di panini in bici.
Nel 2011 ha ottenuto il ruolo principale in uno spettacolo dal vivo chiamato Batman Live, una produzione altamente fisica con cavi e fuochi d’artificio. Dopo di questo, si è assicurato Outlander. E sebbene i fan possano contare sulle stagioni 5 e 6, lo show non sarà la sua Law & Order. A un certo punto, Heughan andrà avanti. “Voglio essere una star del cinema – penso che sarebbe molto divertente,” dice Heughan. È l’idea di immergersi in un ruolo denso di contenuto per pochi mesi che lo attira.
Heughan vuole anche tornare sul palcoscenico. Gli piacerebbe interpretate Romeo allo Shakespeare in the Park, qui a New York, o a Londra, prima che sia vecchio per il ruolo. (Dato che è appena sotto i 40, è solo grazie al suo viso da ragazzo e al mento cesellato che non è ancora successo). Dopo di questo, gli piacerebbe la parte di Macbeth. “È una stella, un guerriero impareggiabile, e sposato a una splendida regina,” dice Heughan. “Ma sotto la superficie è una mente squilibrata e una relazione rovinata. Mi piacerebbe vederlo ambientato a Hollywood o in una distopia moderna."
Se un ruolo così oscuro e contorto è uno shock per gli Heughligans,questi dovrebbero abituarsi all’idea. “Sento che, se mi concentro su qualcosa, succede,” dice Heughan.

lunedì 16 luglio 2018

Cambio della guardia nel dipartimento costumi

Terry Dresbach, moglie di Ron Moore e storica costume designer di Outlander, ha annunciato oggi tramite il suo account tweet che la quarta stagione -le cui riprese si sono appena concluse- sarà l'ultima in cui lei sarà coinvolta. 
In questi ultimi tempi, la Dresbach ha avuto problemi di salute con tanto di ricovero ospedaliero, e ora, afferma sempre via twitter, è stanca e ha bisogno di riposo; riposo che può concedersi dopo aver accompagnato i Fraser al di là dell'oceano e averli lasciati in America, a Fraser's Ridge.
La stessa Diana Gabaldon ha spiegato la situazione in un post [x] :

Bene, ho delle notizie. Molti di voi avranno visto l'annuncio di Terry Dresbach su Twitter, ma per coloro che non l'hanno fatto...
La quarta stagione di Outlander sarà l'ultima con Terry come costumista (ahimè!). Come ha detto sul suo account Twitter:


"Sono passati 6 anni, voglio stare con la mia famiglia, sono esausta, sfinita, stanca e preoccupata per la mia salute"
Sono sia entusiasta che grata di aver potuto godere dei meravigliosi talenti di Terry per così tanto tempo (come ha detto, "Dovevo accompagnarli (i Fraser) in America!") e sollevata dal fatto che finalmente avrà il tanto meritato riposo. Come Sam Heughan mi ha detto della vita sul set: "È intensa e implacabile". E lo è.
Lavorare 12-14 ore al giorno, cinque o sei giorni alla settimana per mesi, riesce a logorare il corpo più forte, e se non c'è tempo per nulla se non per il lavoro, si logora anche lo spirito.
Terry ha aggiunto (in risposta ad una domanda):
"Oh, non confondetevi, Ron sarà presente nello show, è sempre suo, è nella sala di montaggio ogni giorno, sta leggendo le sceneggiature, sta supervisionando, è il suo lavoro. E' solo che io sono stanca. Esausta."

E ha rassicurato tutti: ha scelto il suo successore:
"Sono sicura che sarà annunciato ad un certo punto. Sappiate che ho scelto la persona che pensavo avesse talento e capacità per prendersi cura del nostro bambino".
Quindi festeggiamo il ruolo fondamentale di Terry nel rendere Outlander ciò che è, augurandole un sereno recupero e buona fortuna per qualunque altra avventura possa intraprendere! (Non in televisione, è uscita dalla pensione per fare Outlander e dice che questo è il suo ultimo show.)
Ha anche fatto notare che questa nomination agli Emmy per i costumi è la seconda candidatura dello show -sia lei che il suo dipartimento erano stati nominati per la seconda stagione.-
E per coloro che sono interessati ai BTS (dietro le quinte), all'ispirazione artistica coinvolta nei costumi, ecc., Terry dice che aprirà presto un suo account Pinterest associato a Outlander. (Non so nulla di Pinterest, ma terrò lo d'occhio e cercherò di riferirvi le informazioni su ciò che succederà.)

domenica 15 luglio 2018

Come ottenere un fisico alla Jamie Fraser

Tra combattimenti, romance e viaggi nel tempo abbinati allo sfondo mozzafiato che sono le Highlands scozzesi, Outlander ne ha per tutti.


**Attenzione, articolo del 2015**
Outlander si basa su una serie di romanzi estremamente popolari scritti da Diana Gabaldon. Vi recitano l’attore scozzese Sam Heughan (Jamie Fraser) e Caitriona Balfe (Claire Randall) che ricoprono il ruolo di protagonisti, con Tobias Mezes, Gary Lewis e Bill Paterson che son parte del gruppo di grandi personaggi secondari. Claire è un’infermiera appena ricongiuntasi col marito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. I due vanno in Scozia per una seconda luna di miele quando Claire viene trasportata indietro nel tempo nel 1743, dove incontra un guerriero scozzese (Heughan) e ne scaturisce tutta una serie di avventure.
Men’s Fitness ha raggiunto Heughan per sentire il suo parere su cosa i fan possono aspettarsi nei prossimi mesi. “Tutta la seconda parte della stagione diventa molto più oscura. La relazione tra Claire, Jamie e gli altri membri del clan viene messa molto a dura prova. Lo show diventa sempre più cupo e, sinceramente, penso anche più crudo. Il tutto culmina alla fine della stagione con qualcosa di davvero forte impatto, perciò direi che c’è tanto che li aspetta,” dice Heughan.

Anche se Heghan, di 1.90, non era certo mingherlino, ha dovuto andare in palestra per ottenere la forma da guerriero Highlander. “Prima di avere la parte pesavo attorno agli 82-84 kg. Facevo molta corsa: correvo per un team di beneficienza e partecipavo a molte maratone, ma dovevo sembrare un po’ più grosso e avevo bisogno di apparire come qualcuno che sapesse prendersi cura di se stesso. Lui (Jamie) è un uomo che vive all’aria aperta ed è un guerriero, quindi sono stato seguito per sei settimane da un trainer di Crossfit a Londra, e ho iniziato a esercitarmi sia nel sollevamento pesi basico che in quello olimpico in aggiunta a molto lavoro di condizionamento muscolare. Durante l’anno sono arrivato a pesare tra i 92 e i 94 kg e mi sono accorto di essere diventato molto più forte nel sollevamento pesi.” (Il record personale di Heughan è 180 kg e punta ad arrivare ai 200 kg per giugno). 
Mentre Heughan era nel mode “campo d’addestramento” e si allenava due, tre volte a settimana, mangiava di tutto, ma tentava di mantenere la sua dieta il più salutare possibile con patate dolci, pollo e burro di arachidi come carburante principale per la crescita muscolare. Una volta sul set però ha dovuto fare degli accorgimenti. “Mentre giravamo il mio peso è variato un po’. E’ piuttosto difficile nutrirsi bene quando sei sul set. Ho iniziato a prendere integratori e a mangiare barrette proteiche che erano facili da portarsi dietro. Negli ultimi mesi ho seguito la dieta Paleo, perché il mio personaggio, Jamie, viene catturato e si trova per un po’ di tempo in prigione. Volevo smagrirmi un po’ e devo dire che ha funzionato, nonostante all’inizio fosse difficile  stare a regime.
Secondo il settimanale Adweek, il 59% dell’audience dello show è di sesso femminile. Il successo dei libri e la forte protagonista femminile sono dei fattori importanti che ne contribuiscono al successo, ma Heughan  è piuttosto diplomatico quando si parla della sua popolarità tra quel particolare target. “E’ impressionante, lo show sta andando molto bene e c’è una grandissima risposta. Quando ti riconoscono per strada sono sempre molto gentili, genuini ed entusiasti di conoscerti. Devo dire che ci sono molti uomini che si avvicinano e spesso non sono di molte parole, però ti si affiancano e dicono “bel lavoro amico” e “ben fatto”. Anche loro amano lo show perché è per tutti. C’è un sacco di azione e di avventure, non è solo per le donne.”
Nonostante Heughan si sia appassionato ad alzare cose pesanti e a rimetterle giù per farsi i muscoli, ha dovuto perdere massa per interpretare il ruolo di uno scrittore nel film indipendente “When the Starlight End”, che ha girato a Los Angeles. Durante quelle riprese, l'attore ha deciso di tornare a correre. Ormai veterano di diverse mezze e intere maratone (ha come record personale 1h e 24 per quanto riguarda la mezza maratona di Londra e 3h e 20 nella maratona di Parigi –si è anche allenato per correre le 3 ore della New York marathon nel 2012, ma la corsa è stata cancellata a causa dell’uragano Sandy) si è allenato per sei settimane prima di competere nella maratona di Los Angeles, con un tempo di 3h e 36. Per quanto riguarda la corsa ha un consiglio molto semplice “Lo facevo più per godermi l’esperienza, e credo che questo sia il consiglio che darei. Quando correte una maratona, godetevi l’intera esperienza e vi ritroverete probabilmente a correre più veloce.”
Con la seconda serie dello show da girare in Scozia a Maggio, Heughan dovrà tornare presto in palestra per riottenere i 7-9 kg di muscoli persi per tornare nella forma fisica di Jamie Fraser. Non vede l’ora di tornare a casa per riprendere ad allenarsi, e visto il successo che lo show ha avuto fino ad adesso, farà meglio a non saltare gli allenamenti per le gambe, visto che dovrà indossare il kilt per parecchio tempo a venire.


Traduzione di Chiara R
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