lunedì 22 ottobre 2018

Outlander S4: Intervista alla produttrice esecutiva Maril Davis

La produttrice esecutiva Maril Davis parla dei rischi nel ricreare il Nuovo Mondo: “Non avrete mai il caldo e l’umidità del Nord Carolina in Scozia.”
Chiedete a qualcuno che non ha visto un solo episodio di Outlander di spiegare la serie, e potrebbe essere in grado di dirvi due dettagli: 1) questa è una storia che ha luogo in Scozia, e 2) è una storia d’amore tra due persone affascinanti e carismatiche che sono state lacerate dalla stramberia dei viaggi nel tempo. Ma mentre l’adattamento degli amati libri entra nella sua quarta stagione il mese prossimo su Starz, entrambi questi elementi finiscono fuori dalla finestra.
Al ritorno dello show l’affascinante coppia in questione – Claire di Caitriona Balfe e Jamie di Sam Heughan – è insieme, si sta costruendo una nuova vita non nelle Highlands ma nell’America coloniale. Outlander non è fatto di Scozia per sempre, ma di sicuro in questa stagione ha scambiato il kilt con pantaloni in pelle di daino. Nella nuova serie di foto e nell’esclusivo video dietro le quinte, diamo uno sguardo a come sarà a vita per Jamie e Claire mentre si costruiscono una casa insieme in Nord Carolina. La produttrice esecutiva dello show, Maril Davis, ha fatto luce su alcune delle sfide che lo show ha affrontato mentre Outlander rinnovava la sua immagine mantenendo la sua identità. Vedremo tutti come hanno fatto quando la nuova stagione debutterà su Starz domenica 4 novembre.

Qual è stata la sfida più grande nel portare Claire e Jamie in America?
La sfida maggiore è stata di gran lunga provare a capire come filmare il Nord Carolina in Scozia. In Scozia è tutto pietra. Abbiamo sicuramente discusso di spostare (la produzione) nel Nord Carolina, perché ho detto fin dall’inizio che una delle cose meravigliose di Outlander è che possiamo effettivamente girare dove si svolge. Di solito è Los Angeles, o Vancouver o Washington. Ma alla fine della giornata ci siamo resi conto che amiamo troppo la nostra squadra per lasciare la Scozia, e abbiamo un reparto artistico davvero favoloso. Abbiamo sempre detto che la sola cosa che non possiamo replicare è il tempo, perché sicuramente non potrai mai avere il caldo e l’umidità dell’estate del Nord Carolina in Scozia. Così abbiamo deciso di partire senza parlare del tempo. Semplicemente non avremmo provato a farlo.

Claire e Jamie stanno provando a integrarsi in questa nuova cultura, ma si sentono a disagio sia per la schiavitù che per l’atteggiamento dei coloni verso la Nazione Cherokee. Come vi siete assicurati che quella prospettiva emergesse?
Jamie ha una visione talmente unica su questo perché in molti modi è molto simile ai Nativi Americani nelle colonie. Anche lui è stato allontanato dall’arrivo dei Britannici, come gli indigeni. È stato un punto di vista interessante per Jamie quando è arrivato, una specie di: “Sto per fare a qualcun altro quello che è stato fatto a me?” Non siamo uno show del Sindacato degli Attori della televisione, così sfortunatamente non potevamo scritturare attori dagli Stati Uniti. Ma era molto importante che prendessimo attori indigeni. Quindi siamo andati in Canada e abbiamo portato attori indigeni. È stato difficile, perché in un certo senso abbiamo dovuto bloccare riprese perché portavamo un centinaio di persone alla volta.
Allora Matthew Roberts – che è uno dei produttori esecutivi e degli autori – ha volato fino in Nord Carolina e ha incontrato uno dei capi Cherokee e ha discusso con lui di quello che avevamo intenzione di fare. Sfortunatamente, ci sono molte story line in questo libro che non sono necessariamente così lusinghiere per i Nativi Americani. Eravamo legati alla fonte, ma volevamo anche essere sensibili verso i Nativi Americani e mostrare le cose anche dal loro punto di vista, così che non sembrasse così a senso unico.

Alla coppia viene offerto questo grande pezzo di terra chiamato Fraser’s Ridge, e so che i fan del libro saranno ansiosi di vederlo. Ma come ha puntualizzato Caitriona Balfe nel video, questo mette Jamie e Claire ancora una volta dal lato sbagliato della storia. Qual è la tensione lì? Nota a margine: avrei voluto avere una Claire Fraser nella mia via che mi avesse detto quando ero dal lato sbagliato della storia.
Sì, esattamente. O: “Questi sono i numeri dei biglietti della lotteria che dovreste usare.” Sicuramente Claire conosceva l’esito di Culloden, e loro hanno provato con molta forza a fermarlo ma non ci sono riusciti. Ora, in Nord Carolina, si trovano in una situazione simile. Sanno che la Rivoluzione Americana è in arrivo, e sanno che accettando la terra saranno dal lato sbagliato della storia. Ma quello che hanno lì è l’opportunità di avere una casa e delle radici, che è molto importante per Claire, perché sono una sorta di nomadi. Per tutto il tempo che si sono conosciuti non hanno mai avuto una vera casa.
Quello è un tema molto importante quest’anno: casa. Casa è dovunque tu la faccia. E io penso che questo particolare dilemma metta Jamie in conflitto con le persone che ama, ed è quel genere di dilemma che noi scrittori amiamo.

Dopo tre stagioni di separazioni e conflitti, Jamie e Claire finalmente sono insieme. In questa stagione ci sarà molto meno su cosa vogliono/non vogliono. Come mantenete viva la scintilla romantica in questo nuovo capitolo della loro vita?
Abbiamo sempre detto che non sono Sam e Diane di Cheers. Questo non sarà mai vogliono/non vogliono. Facciamo vedere una nuova rappresentazione o tipo di relazione in Tv, di una coppia che si ama e che sta insieme. È una relazione matura d’amore, e questo è molto interessante per noi, e qualcosa di cui abbiamo parlato un po’ con i due attori. In qualche modo, per loro è un ricominciare da capo dopo 20 anni di separazione – imparare a conoscersi a vicenda. Questa è una stagione così intricata, con Brianna e Roger un po’ più in prima linea e la solo relazione in evoluzione. Ma stiamo cercando di fare questi piccoli momenti con Jamie e Claire.
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venerdì 12 ottobre 2018

Bees: Incontri

Roger aprì la bocca per replicare, ma la sua gola era chiusa con la stessa difficoltà se avesse ingoiato una pietra, e non venne fuori nient’altro che un grugnito attutito.
Jamie sorrise e gli toccò il braccio, spingendolo in direzione di una grossa pietra verso quello che Roger aveva pensato fosse il davanti della casa. Due corde attaccate a un picchetto finivano a un angolo di novanta gradi dalla pietra, delineando due lati dell’impronta della casa. Sarebbe stata una casa considerevole – forse ancora più grande dell’originale Casa Principale.
“Vieni a camminare lungo le fondazioni con me, aye?”
Roger fece un cenno con la testa e seguì suo suocero verso la grande pietra, e fu sorpreso nel vedere che la parola “FRASER” era stata incisa su di essa, e sotto quella, “1779”.
“La mia prima pietra,” disse Jamie. “Ho pensato che se la casa dovesse bruciare di nuovo, almeno la gente saprebbe che siamo stati qui, aye?”
“Ah… mm,” Roger riuscì a dire. Si schiarì la gola con forza, tossì, e trovò abbastanza aria per poche parole. “Lallybroch… t-tuo padre..” Indicò verso l’alto, come a un architrave. “Lui mise – la data.” Il viso di Jamie si illuminò.
“Il posto è ancora in piedi, allora?”
“C’era l’ultima volta che… l’ho visto.” La sua gola si era allentata mentre la stretta dell’emozione l’abbandonava. “Comunque… ripensandoci -” Si fermò, ricordando proprio quando aveva visto per l’ultima volta Lallybroch.
“Mi chiedevo, sai.” Jamie aveva voltato le spalle e stava facendo strada verso quello che sarebbe stato il lato della casa. Un odore di pollo arrosto si diffondeva dal fuoco; dovevano essere i picconi. “Brianna mi ha raccontato degli uomini che sono venuti.” Guardò indietro brevemente verso Roger, la sua faccia cauta. “Tu allora sei andato a cercare Jem, ovviamente.
“Si.” E Bree era stata costretta a lasciare la casa – la loro casa – abbandonata nelle mani di ladri e rapitori. Si sentì come se la pietra fosse scesa dalla gola nel petto. Inutile pensarci adesso, comunque, e cacciò la visione di gente che sparava a sua moglie e ai suoi figli in fondo al suo cervello – per il momento.
“Così è” disse, raggiungendo Jamie. “L’ultima volta che ho visto Lallybroch è stato… un po’ prima di allora.”
Jamie si fermò, un sopracciglio sollevato, e Roger si schiarì la gola. Era quello che era tornato lì a dire; non c’era momento migliore per dirlo.
“Quando sono andato a cercare Jem, ho cominciato andando al Lallybroch. Lui la conosceva, era la sua casa – ho pensato, se in qualche modo fosse riuscito a scappare da Cameron, sarebbe andato lì.”
Jamie lo guardò per un attimo, poi prese fiato e annuì. “Il ragazzo ha detto… 1739?”
“Dovevi avere diciotto anni. Lontano all’università a Parigi. La tua famiglia era molto orgogliosa di te” aggiunse Roger dolcemente. Jamie girò bruscamente la testa e rimase immobile; Roger poteva sentire la difficoltà del suo respiro.
“Jenny,” disse. “Hai incontrato Jenny. _Allora_”
“Aye, l’ho fatto. Aveva forse vent’anni. Quindi.” E _comunque_, per lui era stato non più di sei mesi nel passato. E Jenny ora quanti anni aveva, sessanta? “Ho pensato – ho pensato che forse dovrei dirti qualcosa, prima di incontrarla di nuovo.”

mercoledì 10 ottobre 2018

Outlander al PaleyFest 2018

Nuovi personaggi e altro ancora nella 4 stagione di Outlander dal PaleyFest di New York 2018

Il cast della serie Starz Outlander si è presentato al completo per l’apertura serale del PaleyFest di New York venerdì 5 ottobre, e ci ha raccontato parecchie cose della quarta stagione.
La serata prende il via con qualche shot di whiskey, Caitriona Balfe, Sam Heughan, Sophie Skelton, Richard Rankin, Ronald D. Moore e Maril Davis hanno celebrato il ritorno a novembre dello show, donando alcuni assaggi di cosa i fan potranno aspettarsi in questa stagione e condividendo grandi risate con un pubblico entusiasta.
Tra i punti salienti della serata si è parlato del famigerato incontro tra Jamie e l’orso presente nel libro di Diana Gabaldon Drums of Autumn. In più, gli spettatori hanno avuto modo di conoscere le nuove aggiunte allo show Maria Doyle Kennedy ed Ed Speleers. Tutto questo e altro di seguito!


Jamie e l’orso
Nel libro della Gabaldon, Jamie ha la meglio sull’orso che incrocia il suo cammino e quello di Claire, ed è stato fatto fortemente intendere che i fan avranno l’opportunità di vedere la scena in questa stagione. Heughan si è lasciato sfuggire “ci potrebbe essere un orso”, in risposta all’affermazione della Balfe riguardo il grande lasso di tempo passato a filmare all’esterno. Secondo l’attrice, hanno “girato all’esterno molto più di prima.”


Arrivano zia Jocasta e Stephen Bonnet
Due delle maggiori aggiunte della stagione saranno zia Jocasta (Maria Doyle Kennedy) e Stephen Bonnet (Ed Speleers). Come zia di Jamie, Jocasta è un volto gradito in un mondo sconosciuto, ma è “difficile per Claire”, ha detto la Balfe, essere benaccetta dal proprietario di una piantagione. La Claire della Balfe è assolutamente contro la schiavitù, considerato il suo background e la sua amicizia con Joe Abernathy (Will Johnson) nel futuro.

Claire sarà ferita dal legame tra Jamie e sua zia  ̶  Jocasta è l’ultimo membro prossimo della famiglia. Nel frattempo le cose non sono state facili per Ed Speleers come Stephen Bonnet, il nuovo antagonista della storia. Considerato malvagio come, se non di più, del Black Jack Randall di Tobias Menzies, Speleers è stato bersaglio di alcune bravate sul set. “Se le merita,” ha detto Heughan, ma ha anche aggiunto, riguardo il suo interpretare Stephen Bonnet, “E’ incredibile e si impegna davvero tanto.”

Rollo il Dormiglione
La quarta stagione vede anche l’aggiunta di un amico a quattro zampe: il cane del Giovane Ian (John Bell), Rollo. Stando a Davis la ricerca per il loro Rollo è iniziata molto prima della stagione 4, perché avevano bisogno di addestrare il loro cane dall’aspetto di un lupo. “E’ proprio John Bell in giacca e cravatta,” aveva scherzato Heughan, prima che la Davis si rendesse conto che, pur volendo che Rollo fosse feroce, è al contrario un animale molto riservato. “Dorme sempre,” ha ammesso la Davis riguardo il loro membro del cast peloso.


I cast e il gioco dei superlativi 
Il panel è iniziato in modo del tutto informale con il gruppo che giocava ai superlativi (gioco in cui qualcuno legge la descrizione di alcune azioni/atteggiamenti e il gruppo deve indicare chi è quello che le fa più volte). E pare, basandoci sulle risposte di Sam, Caitriona e Sophie, che Rankin corrisponda alla maggior parte delle descrizioni, dal rovinare una scena per aver riso o aver fatto ridere un altro attore, al lamentarsi del freddo. A essere onesti, la Davis si è intromessa dicendo che forse quei voti non erano proprio così veritieri. In ogni caso, è sempre divertente vedere il cast prendersi benevolmente in giro a vicenda.

La voce di Frank
I fan dello show sanno che Frank Randall è passato a miglior vita durante la terza stagione, ma la presenza della sua voce nel trailer della prossima ha comprensibilmente fatto scalpore. Quando è stata interrogata sul significato di questa presenza, la Davis ha tagliato corto lanciando un’occhiata al resto del cast. Può non significare nulla, ma è impossibile non avere il presentimento che voglia dire qualcosa.


Un nuovo mondo  
Una delle sfide più grandi della quarta stagione è stato trasformare la Scozia nel Nord Carolina. Non è stata un’impresa facile, a partire dall'ingaggiare attori canadesi indigeni fino alla costruzione del set in legno. Per Moore era importante che lo show “mantenesse la sua identità scozzese” e, vista la location, non è stato così difficile ̶ anche se dovevano appunto trasformare il suolo scozzese in suolo americano.
Abbiamo costruito molto di più,” ha detto Moore, e i “costumi di scena sono diversi,” ha rivelato la Balfe riguardo lo stile americano di Claire. Un altro dettaglio che hanno voluto condividere è la presenza di veri nativi americani a interpretare nello show la popolazione indigena del tempo. “Era importante che li includessimo,” ha detto la Davis, riferendosi all’autenticità della serie tv.


Cosa ci sarà in serbo per Jamie, Claire, Brianna e Roger?
 Ribadendo quello che i fan sanno riguardo Jamie e Claire nella quarta stagione, la coppia esplorerà la quotidiana realtà domestica. “Capisce cosa sta arrivando,” dice poi Heughan riguardo a ciò che Jamie sa della storia americana grazie a Claire. “Cerca di lottare per le persone che ama,” ha concluso nel parlare delle motivazioni di Jamie, mentre la Balfe ha detto che i fan vedranno “un lato di Claire che non avevo mai considerato prima.”
Per quanto riguarda Brianna e Roger, si ripartirà con Brianna al MIT -ha cambiato facoltà- alle prese con l’assenza di sua madre. “Si sente orfana,” ha detto la Skelton. Questo, oltre che il mantenere una relazione a distanza con Roger, sono tutti ingredienti per una stagione piena di drama.

Traduzione di Chiara R

lunedì 8 ottobre 2018

Outlander S4: La proiezione dell'episodio 1 al New York Comic Con

I fan di Outlander al NYCC hanno visto la premiere della Stagione 4 e hanno scatenato tutte le  loro emozioni.

[Attenzione: quanto segue contiene spoiler sulla Stagione 4 di Outlander! Leggete a vostro rischio!]

La Droughtlander è finita presto per i fan di Outlander abbastanza fortunati da essere seduti al Madison Square Garden per il panel dello show al New York Comic Con sabato. Il cast e la troupe hanno mandato sullo schermo il primo episodio della Stagione 4 – e la nuova sigla di apertura! – e, oh ragazzi, questo ha fatto scatenare le emozioni di tutti tra il pubblico.
La Stagione 4 comincia pochi mesi dopo che Jamie (Sam Heughan), Claire (Caitriona balfe) e il loro equipaggio hanno fatto naufragio sulle coste della Georgia dopo un uragano. Sono andati in North Carolina per cercare di risparmiare abbastanza denaro per fare il viaggio di ritorno in Scozia. Ma dato che questo è Outlander, comunque, arrivano delle complicazioni – nello specifico, la coppia sfortunata fa la conoscenza del pirata Stephen Bonnett (Ed Speelers).
L’episodio tratta la decisione di Jamie e Claire di rimanere in America, la prima scena d’amore della Stagione 4 e un doloroso tradimento che ovviamente avrà conseguenze sul resto della stagione. C’era così tanto nel primo episodio, e non abbiamo ancora visto Jocasta (Maria Doyle Kennedy) o Brianna (Sophie Skelton) e Roger (Richard Rankin)!
Le reazioni da parte dei fan nella sala sono il miglior modo per capire le montagne russe emozionali. Eccole!
Lee Orlando: Panel di Outlander #NYCC18 ho appena visto l’Episodio 1 della Stagione 4. Non resterete delusi @twilightsdance

That's Normal: Bene ragazzi, abbiamo visto l’episodio 1 di @Outlander_Starz ed è esattamente quello che pensate che sarà… qualunque cosa sia!! LO VEDRETE. #NYCC2018

Demelza-Rae Poldark: Vedere l’episodio 1 di @Outlander_STARZ al #NYCC prima di tutti gli altri è stato da pazzi!! Voi lo affronterete tra un mese!

Jennifer Pamela: WOW!!! #Outlander fan… L’inizio della Stagione 4 non vi deluderà. Ho riso, ho pianto… Non vedo l’ora che tutti la vediate, così potrete dividere i vostri pensieri con me.

domenica 7 ottobre 2018

Outlander S4 sbarca su FoxLife

Finalmente la data della messa in onda italiana della quarta stagione di Outlander è stata resa pubblica!
Secondo il palinsesto di FoxLife, che trasmette la serie in Italia sin dalla prima stagione, la prima puntata della S4 di Outlander verrà trasmessa il 
9 Novembre alle ore 21.00
Per le date della  messa in onda degli altri episodi cliccate qui

domenica 30 settembre 2018

Outlander S4: Dentro il festival scozzese con Roger e Brianna

 Oggi esploriamo le avventure temporali di Outlander di Starz mentre entra nella quarta stagione. Mentre Claire (Caitriona Balfe) e Jamie (Sam Heughan) si stanno creando una loro vita nel Nuovo Mondo dell’America coloniale, la loro figlia Brianna (Sophie Skelton) è ancora nel XX secolo con l’affascinante storico Roger Wakefield (Richard Rankin), alla ricerca della prova che i suoi genitori si sono ritrovati di nuovo quando Claire è tornata nel XVIII secolo.
Il futuro è sempre ispirato dal passato, e questo è specialmente vero in Outlander, che esplora continuamente come gli amori e le perdite di una persona possono creare reazioni a catena nel corso delle loro vite. Nella stagione 4, Brianna sta cercando di accettare il fatto che essenzialmente è un’orfana da quando sua madre, Claire, è tornata nel diciottesimo secolo per riunirsi a suo padre, Jamie, mente cerca anche di crearsi una nuova vita senza la sua famiglia.
Per fortuna, ha l’affascinante Roger Wakefield al suo fianco – i due si sono avvicinati con esitazione nella Stagione 3, ma a differenza della passione bruciante tra Claire e Jamie, questi due stanno ancora capendo l’un l‘altro (e se stessi). Un assaggio di questo si può avere nel video esclusivo del dietro le quinte, nel quale Sophie Skelton e Richard Rankin ci portano in una scena particolarmente memorabile che dovrebbe essere familiare ai fan dei libri di Diana Gabaldon.
Abbiamo anche due foto esclusive dalla Stagione 4. Di seguito la descrizione di Starz della nuova stagione: la Stagione 4 di Outlander prosegue la storia della dottoressa Claire Frase, viaggiatrice nel tempo, e del suo marito Highlander del diciottesimo secolo Jamie Fraser mentre provano a costruirsi una casa nell’America coloniale. Troviamo i Fraser nel Nord Carolina, in un posto chiamato Fraser’s Ridge in un altro punto di svolta della storia – l’orlo della Rivoluzione Americana. Mentre Claire e Jamie costruiscono la loro vita insieme nell’aspro e pericoloso entroterra della Nord Carolina, devono negoziare un’esile lealtà con l’attuale classe dirigente britannica, nonostante la conoscenza di Claire della sanguinosa ribellione in arrivo. Lungo il cammino, i Fraser incrociano Stephen Bonnet, un noto pirata e contrabbandiere in un fatidico incontro che tornerà a perseguitare la famiglia Fraser.
Nel frattempo, nel ventesimo secolo, le cose si surriscaldano tra la figlia di Claire e Jamie, Brianna Randall e Roger Wakefield, lo storico che ha dato un aiuto nella ricerca di Jamie nel passato. Man mano che si avvicinano, la giovane coppia realizza che hanno idee molto differenti circa il futuro della loro relazione. Tuttavia, quando Roger e Brianna cercano una prova che i genitori di Brianna si sono riuniti nel diciottesimo secolo, una scoperta scioccante fa prendere in considerazione a entrambi di seguire le orme di Claire.



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domenica 23 settembre 2018

Bees: progetti

Il sole era appena sorto, ma Jamie era andato via da tempo. Mi ero svegliata brevemente quando mi aveva baciato la fronte, aveva sussurrato che stava andando a caccia con Brianna, poi mi aveva baciato le labbra ed era sparito nella gelida oscurità. Mi ero svegliata due ore più tardi nel nido caldo delle vecchie trapunte – queste donate dai Crombie e dai Lindsay – che ci facevano da letto e mi sedetti, con le gambe incrociate nella mia sottoveste, rimuovendo foglie e steli d’erba dai miei capelli con le dita, e godendomi la rara sensazione di alzarmi lentamente invece della solita sensazione di essere stata colpita da un cannone.
Immaginai, con un piccolo piacevole brivido, che una volta che la casa fosse stata abitabile e i MacKenzie, con Germain e Fanny, tutti sistemati all’interno, le mattine sarebbero assomigliate di nuovo all’esodo di pipistrelli dalle Caverne di Carlsbad – c’erano dei pipistrelli lì adesso? Mi chiesi.
Una coccinella di un rosso brillante mi cadde dai capelli e scese sul davanti della mia sottoveste, cosa che pose bruscamente fine alle mie riflessioni. Sussultai e feci cadere il coleottero vicino a Big Log, andai tra i cespugli per un momento privato e uscii con un mazzo di menta fresca. C’era abbastanza acqua nel secchio da permettermi una tazza di tè, perciò lasciai la menta sulla superficie piatta che Jamie aveva intagliato a un’estremità del grande tronco di pioppo caduto perché servisse da tavolo di lavoro e spazio per la preparazione del cibo, e andai ad attizzare il fuoco e sistemai la teiera nel cerchio di pietre annerite.
All’estremità della radura di sotto, una sottile spirale di fumo saliva dal camino come un serpente fuori dal cesto di un incantatore: qualcun altro aveva attizzato il proprio fuoco.
Chi sarebbe stato il mio primo visitatore questa mattina? Germain forse; aveva dormito nel capanno degli Higgins la notte prima – ma per temperamento non era un mattiniero, non più di quanto lo fossi io. Fanny era a una buona distanza, con la vedova Donaldson e la sua enorme nidiata. Lei sarebbe arrivata più tardi.
Poteva essere Roger, pensai, e sentii sollevarsi il mio cuore. Roger e i bambini.
Il fuoco stava lambendo il bollitore di stagno; sollevai il coperchio e sminuzzai una bella manciata di foglie di menta nell’acqua – scuotendo prima i gambi per rimuovere qualsiasi passeggero. Legai il resto con un giro di filo e lo appesi tra le altre erbe che pendevano dalle travi del mio ambulatorio di fortuna – questo consisteva in quattro pali con un graticcio steso sulla parte superiore, coperto con rami di abete canadese per ombra e per riparo. Avevo due sgabelli – uno per me e uno per il paziente del momento, e un piccolo tavolo rozzamente costruito per reggere qualsiasi attrezzo che avessi bisogno di avere facilmente a portata di mano.
Jamie aveva messo un telo di lato al riparo per fornire privacy per quei casi che lo richiedevano, e anche per mettere da parte cibo o medicinali conservati in barili, giare o scatole a prova di procione.
Era rurale, rustico e molto romantico. In una maniera infestata dagli insetti, sudicio, esposto agli elementi, con l’occasionale sensazione strisciante sul retro del collo che indicava che eri adocchiato da qualcosa che stava prendendo in considerazione di mangiarti, tuttavia.
Lanciai uno sguardo bramoso alle nuove fondamenta.
La casa avrebbe avuto due bellissimi camini di pietra; uno era stato parzialmente costruito, e stava in piedi solido come un monolite tra le travi a vista di quella che a breve – speravo – sarebbe stata la nostra cucina e sala da pranzo. Jamie mi aveva assicurato che lo avrebbe racchiuso in una grande stanza e avrebbe fissato un tetto temporaneo di tela entro la settimana, così avremmo potuto riprendere a dormire e cucinare all’interno. Il resto della casa…
Quello poteva dipendere da quali grandiose idee lui e Brianna avevano sviluppato durante la loro conversazione la sera prima. Mi sembrava di ricordare fervidi commenti su calcestruzzo e impianto idraulico interno, che speravo non avrebbero preso piede, almeno fino a che non avessimo avuto un tetto sulle nostre teste e un pavimento sotto i nostri piedi. D’altra parte…
Il suono di voci sul sentiero sottostante indicava che la mia compagnia era arrivata, e sorrisi. D’altra parte, avremmo avuto altre due paia di mani competenti ed esperte ad aiutarci nella costruzione.
La testa rossa scompigliata di Jem apparve in vista e lui si lasciò andare in grande sorriso alla mia vista.
“Nonnina!” urlò, ed esibì una focaccia di mais leggermente spappolata. “Ti abbiamo portato la colazione!”
By Diana Gabaldon
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lunedì 17 settembre 2018

Outlander S4: le anticipazioni dei titoli degli episodi


La nuova stagione di Outlander è alle porte e cominciano ad arrivare le prime anticipazioni sui titoli degli episodi. In questa quarta serie Jamie (Sam Heughan) e Claire (Caitriona Balfe) affrontano la sfida di ricostruirsi una nuova vita insieme partendo solo da se stessi e dal loro amore.
La trama è basata sul best seller di Diana Gabaldon "Drums of Autumn", pubblicato in Italia nel doppio volume "Tamburi d'Autunno" e "Passione oltre il Tempo".
Questi i titoli disvelati:
Episodio 1 - America the Beautiful
Episodio 2 - Do not Harm
Episodio 3 - The False Bride
Episodio 4 - Common Ground
Episodio 5 - Savages
Episodio 6 - Blood of my Blood
I fan si sono già scatenati, libro alla mano, per ipotizzare quali saranno le trame dei singoli episodi. Il titolo più intrigante è sicuramente quello del sesto episodio. Sarà anche questo palcoscenico di un'attesissima reunion come nella scorsa stagione?
Finora gli autori di Starz ci hanno riservato molte sorprese, anche staccandosi in maniera evidente da quanto scritto nei romanzi e possiamo essere certi che in questa stagione non saranno da meno.
Aspettiamo con ansia di conoscere i titoli della seconda parte della serie, ma soprattutto non vediamo l'ora di ritrovare i nostri amati personaggi sugli schermi televisivi.
Foto di MargaretGGG


martedì 11 settembre 2018

Outlander S4: il trailer ufficiale

Il trailer della quarta stagione degli Outlander rivela un ritorno scioccante!

Mentre la "Droughtlander" finalmente sta arrivando alla fine, Outlander ha fatto fare un giro di giostra ai sui fans.
Starz ha appena rilasciato il primo trailer ufficiale della quarta stagione della serie romantica sui viaggi nel tempo, e anche se il filmato è pieno di momenti sorprendenti e rivelatori, nessuno di questi è più scioccante degli ultimi secondi. 




Mentre Claire (Caitriona Balfe) e Jamie (Sam Heughan) combattono gli elementi, vivendo sulla loro pelle le tensioni rivoluzionarie della guerra coloniale e delle nuove minacce nel North Carolina del XVIII secolo, la figlia ormai adulta Bree (Sophie Skelton) affronta un problema ancora più grande nel XX secolo. Mentre Bree e Roger (Richard Rankin) cercano la prova che i genitori di lei si siano riuniti con successo nel passato dopo che Claire ha riattraversato le pietre alla fine della scorsa stagione, fanno una scoperta straziante che porta Bree ad attraversare le pietre e tornare indietro nel tempo.
Ma con una grande svolta dal quarto libro della serie Outlander di Diana Gabaldon, Drums of Autumn, la serie di Starz ha riportato sullo schermo uno dei personaggi preferiti dai fan che è morto nella serie molto tempo fa. Negli ultimi secondi del trailer, si possono sentire le parole del padre surrogato di Bree e primo amore di Claire, Frank Randall (Tobias Menzies) mentre regala delle parole di incoraggiamento a Bree durante il suo avvicinamento alle pietre, vestita con abiti del XVIII secolo, chiaramente in procinto di viaggiare nel tempo. Menzies era uscito dalla serie Outlander la scorsa stagione quando Frank, il secondo dei suoi due personaggi principali, è morto ed il suo ritorno è un enorme differenza dal materiale originale.
L'attore non si vede nel trailer, ma la sua voce è chiaramente udibile mentre dice: "A volte la vita prende vie inaspettate". Non c'è ancora una parola ufficiale del fatto che Frank sarà visto in un flashback o se Bree sentirà solo la sua voce ricordandosene in un momento estremamente cruciale della sua vita, ma questo è il segno che i fan attendono da quando Menzies ha girato la sua scena finale l'anno scorso. Quando Frank morì nella terza stagione di Outlander, il produttore esecutivo Ron Moore disse a THR che sperava di riavere Menzies in qualche modo in futuro. "Non si sa mai" disse. "Non in questa stagione, ma ci sono sempre altri flashback o sequenze oniriche o altro. Non c'è niente di programmato, ma siamo aperti a questa possibilità."
La produttrice esecutiva Maril Davis ha aggiunto: "Si potrebbe vedere Frank riapparire di nuovo sui nostri orizzonti. Nei libri, ci sono spesso dei flashback della relazione con Claire e ci sono momenti della relazione tra Frank e Brianna che non siamo riusciti a vedere. So che non tutti sono fan di Frank, ma è molto divertente giocare con lui, quindi sì, potremmo vederlo di nuovo."
In oltre nel nuovo trailer, che inizia romantico e pieno di speranze prima di compiere una svolta piuttosto buia, Outlander introduce due personaggi significativi che giocheranno un ruolo importante nella quarta stagione. Mentre Jamie e Claire cercano di costruirsi una casa nell'America coloniale in questa terra rude e pericolosa del North Carolina, devono negoziare un'alleanza con l'attuale classe dirigente britannica, nonostante Claire sia a conoscenza della rivoluzione americana che verrà. Lungo la strada, si incontrano con un potenziale nuovo alleato nel nuovo mondo, la zia di Jamie, Jocasta (Maria Doyle Kennedy). La sorella più giovane di sua madre, ha la forte volontà di tutti i MacKenzie, che a volte è un bene per Jamie e Claire.

Moore ha detto che il personaggio televisivo rimarrà fedele alla versione del libro e che i produttori si sono assicurati di mantenere viva la somiglianza con i MacKenzie. "Sembra sua madre", ha detto Heughan a THR. "Jamie è davvero un uomo che tiene alla famiglia, quindi per lui questo è un grande momento, ma è una MacKenzie e i MacKenzies sono notoriamente grandi attori della politica e sicuramente questo verrà fuori. Questa stagione tratta di famiglia e a Jamie andrà tutto bene prima  che gli crolli tutto addosso."
Ma forse i momenti più significativi del trailer della quarta stagione arrivano ogni volta che il nuovo personaggio Stephen Bonnet (Ed Speleers) è sullo schermo, mostrando sia un lato affascinante sia violento in egual misura. Il famigerato pirata e contrabbandiere è ben noto ai lettori dei libri come il più sinistro criminale di Outlander, superando persino Black Jack. In un incontro fatidico che tornerà a perseguitare per sempre la famiglia Fraser, Bonnet ha un ruolo importante non solo nella quarta stagione ma anche nel resto della serie. "Stephen Bonnet è uno psicopatico e un narcisista per cui ogni giorno è, 'Cosa mi farà piacere?'", ha detto a THR il produttore esecutivo Matt B. Roberts. "È anche un camaleonte, può comportarsi come chiunque e adattarsi a qualsiasi situazione, e questo è ciò che lo rende così diverso. Non sai mai cosa succederà con lui".

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venerdì 31 agosto 2018

Outlander S4: la locandina

Il conto alla rovescia ha inizio per la quarta stagione di Outlander, lo show di Starz sui viaggi nel tempo interpretato da Caitriona Balfe e Sam Heughan, e ora abbiamo anche una locandina. 
Con Caitriona Balfe e Sam Heughan che si tengono per mano e guardano il panorama sottostante associato allo slogan "Brave the New World".



La stagione 3 si è conclusa con Jamie (Heughan) e Claire (Balfe) approdati sulle spiaggie di quello che ora è lo stato della Georgia, come è avvenuto nel romanzo 'Voyager' di Diana Gabaldon.
La quarta stagione riprende da lì e si baserà sul romanzo 'Drums of Autumn', in cui la dottoressa Claire, che ha viaggiato nel tempo dal XX secolo, e il marito Jamie del XVIII secolo, cercano di costruirsi una casa nell'America coloniale. Lungo la strada, i Fraser incrociano il famigerato pirata e contrabbandiere Stephen Bonnet (Ed Speleers) in un importante incontro che tornerà a perseguitare la famiglia Fraser.


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giovedì 30 agosto 2018

Outlander S4: Diana Gabaldon sul ritorno di Murtagh

La stagione 4 di Outlander risponderà alla domanda su dove si trova il personaggio preferito dai fan Murtagh Fitzgibbons, secondo l’autrice originaria Diana Gabaldon, che ha visto in anteprima il ritorno dell’Highlander nello show di STARZ.

-- ATTENZIONE SPOILER NEL SEGUITO --

I fan di Outlander sono rimasti confusi e delusi quando Murtagh (interpretato da Duncan Lacroix) è apparso per sparire improvvisamente dalla serie fantasy sui viaggi temporali nel mezzo della stagione tre.
Il dramma epico aveva già portato la sorpresa di Murtagh che era riuscito a sopravvivere agli orrori della Battaglia di Culloden nel quarto episodio della stagione 3.
Saltato fuori improvvisamente nella prigione di Ardsmuir con il suo amico e figlioccio Jamie Fraser (Sam Heughan), i fan sono stati felicissimi di vedere il ritorno del burbero Highlander scozzese.
Sopraffatto dalla malattia e dalle pessime condizioni della prigione, Jamie ha lottato per ottenere aiuto e medicine per il suo amico e uomo del suo clan, che sono state concesse.
Tuttavia, proseguendo, la volta successiva in cui gli spettatori hanno visto Jamie è stato durante il suo rilascio e la susseguente permanenza a Helwater prima di finire definitivamente a Edimburgo.
Murtagh non è stato mai menzionato nel resto della stagione tre, e apparentemente sembra essere stato dimenticato da Claire Fraser (Caitriona Balfe).
Nei romanzi di Diana, Murtagh è stato ucciso a Culloden, perciò il cambiamento è stato una grande cosa da digerire da parte dell’autrice.
Riferendosi alla sua evidente assenza e a come gli autori collegheranno i finali slegati, Diana ha detto: “Lo so, perché ho visto la maggior parte della stagione quattro finora. Andrà bene.
Questo è tutto quello che posso dirvi in proposito. Per quanto mi riguarda, questo personaggio è morto. Ma lo show è lo show, e il libro è il libro, perciò loro hanno libertà di azione. Possono fare cose, e in linea di massima mi piacciono le cose innovative che fanno.”
Murtagh sarà presente nella quarta stagione in maniera evidente? O all’adorabile personaggio si farà un piccolo riferimento durante i prossimi 13 episodi?
Diana ha proseguito spiegando le sfide che gli autori della serie affrontano per adattare i suoi romanzi fitti e molto popolari.
“Sapete che loro non possono semplicemente prendere un pezzo, un pezzo e un pezzo e filmarlo in quel modo,” dice all’evento Sony Pictures per la stagione tre. “Prendono un pezzo da qui, e un pezzo da lì.
Toni è particolarmente brava a prendere elementi dal libro e a combinarli in un modo innovativo e mettendo insieme questi piccoli pezzi di ponte veramente interessanti per far si che tutti combacino in una parte senza soluzione di continuità, e perciò è affascinante da vedere.
Quindi, nella misura in cui lo hanno fatto con Murtagh, come ho detto, penso che funzioni.”
In relazione ai cambiamenti dai libri allo schermo, Diana non ha potuto nascondere la sua delusione per i vari punti della trama che finiscono per essere cancellati dai tagli finali dell’episodio.
“Oh, certamente, lo dico sempre,” ammette con semplicità. “C’erano un sacco di cose della prigione, di Ardsmuir, che mi sarebbe piaciuto vedere, ma non c’era spazio.”
La co - produttrice Toni Graphia ha poi espresso la sua opinione sulla scelta, e ha perfino insinuato che Murtagh potrebbe non apparire affatto nella quarta stagione.
“C’è così tanto che non riesco a ricordare cosa c’è dentro,” comincia, “ma lasciare Murtagh vivo nella stagione tre è stato solo un onore e un tributo a un personaggio di cui siamo così innamorati che non vorremmo lasciarlo andare.”

domenica 26 agosto 2018

Bees: Ritorno a casa

William sentì odore di fumo. Non fumo di camino o di incendio; solo un pungente odore di cenere, venato di carbone, grasso e – prese un respiro profondo… pesce. Non proveniva dalla casa fatiscente; il camino era crollato, portando con sé parte del tetto, e un grande rampicante dalle foglie rosse copriva la distesa di sassi e assicelle in frantumi. C’erano anche alberelli di pioppo che crescevano attraverso le assi piegate del piccolo portico; la foresta aveva cominciato il suo lavoro clandestino di recupero. Ma la foresta non affumicava la sua carne. C’era qualcuno lì.
Smontò e legò Bart al ramo di un albero, poi si diresse verso la casa, muovendosi con cautela. Potevano essere Indiani a caccia, suppose, che affumicavano le loro prede prima di trasportarle in qualunque posto da cui venissero.
Si fece strada attraverso i residui del frutteto incolto, verso l’odore di fumo. Era affamato, ma ignorò il brontolio del suo stomaco. Non era in disaccordo con i cacciatori, ma se fossero stati abusivi che pensavano di subentrare nella proprietà, potevano pensare ad altro. La piantagione di Mount Josiah era l’unico posto sulla terra che lui sentiva appartenergli veramente; glielo aveva lasciato Madre Isobel; era stato una sua proprietà personale.
Per legge, supponeva di essere ancora il nono Conte di Ellesmere. Aveva compiuto ventuno anni a gennaio e tecnicamente ora aveva la facoltà di fare quello che voleva con la proprietà. Stava cercando di non pensarci.
Per la maggior parte della sua vita, quel titolo era stato solo come un altro pezzo del suo nome, in sé non più importante di Clarence o George. Ora il titolo era disgustosamente pesante, come un gatto morto appeso a una fune intorno al suo collo, rigonfio di tutte le proprietà e gli affittuari e le fattorie e le residenze che vi appartenevano. Al titolo… non a lui.
Ma questo posto apparteneva a William Ransom.
Portava la sua pistola carica, ma non innescata in caso di incidente. Si prese un momento per innescarla ora, spingendola di nuovo nella fondina prima di camminare attorno all’angolo della casa.
Erano indiani o uno almeno. Un uomo mezzo nudo accovacciato all’ombra di un grande albero di faggio, che si prendeva cura di un piccolo focolare coperto con della iuta umida; William poteva sentire l’odore pungente di ciocchi di noce americano tagliati da poco, mescolato con l’odore intenso di sangue e di bruciato. L’indiano – sembrava giovane anche se grosso e molto muscoloso – dava la schiena a William a stava ripulendo con destrezza la carcassa di un piccolo maiale, tranciando fette di carne e gettandole in un mucchio su un sacco appiattito di iuta steso accanto al fuoco.
“Salve,” disse William alzando la voce. L’uomo si guardò intorno, sbattendo gli occhi contro il fumo e allontanandoselo con la mano dalla faccia. Si alzò lentamente, il coltello che stava usando ancora nella sua mano, ma William aveva parlato abbastanza gentilmente, e lo sconosciuto non era minaccioso. E non era neanche uno sconosciuto. Uscì dall’ombra dell’albero, la luce del sole colpì i suoi capelli, e William percepì uno shock di sorpreso riconoscimento.
Così fece il giovane uomo, dall’espressione della sua faccia.
“Tenente?” disse, incredulo. Guardò velocemente William su e giù, registrando la mancanza di uniforme, e i suoi occhi scuri si fissarono sulla faccia di William. “Tenente… Lord Ellesmere?”
“Lo ero. Mr. Cinnamon, vero?” Non poté fare a meno di sorridere mentre diceva il nome, e la bocca dell’altro si contorse ironicamente in segno di riconoscimento. I capelli del giovane ora erano lunghi non più di due centimetri, ma solo una completa rasatura avrebbe nascosto il suo distintivo colore marrone rossastro o la sua esuberante arricciatura. Un orfano della missione canadese, doveva il suo nome ad esso.
“John Cinnamon, sì. Servo vostro… sir.” L’ex scout gli fece un mezzo inchino presentabile, anche se la parola “sir” vene detta quasi come una domanda.
“William Ransom. Servo vostro, sir,” disse William, sorridendo, e allungò la mano. John Cinnamon era qualche centimetro più basso di lui, e qualche centimetro più largo; lo scout era cresciuto negli ultimi due anni e possedeva una stretta di mano molto solida.
“Confido che perdonerete la mia curiosità, Mr. Cinnamon – ma come diavolo avete fatto ad essere qui?” chiese William, lasciandolo andare. Aveva visto John Cinnamon l’ultima volta due anni prima, in Canada, dove aveva passato gran parte di un lungo e freddo inverno cacciando e mettendo trappole in compagnia dello scout mezzo indiano, che era quasi suo coetaneo.
Si chiese brevemente se Cinnamon non fosse venuto in cerca di lui, ma era assurdo. Non pensava di aver mai menzionato Mount Josiah all’uomo – e anche se lo avesse fatto, Cinnamon non poteva essersi aspettato verosimilmente di trovarlo lì. Non era stato lì da quando aveva sedici anni.
“Ah.” Con sorpresa di William, un lento rossore inondò gli zigomi larghi di Cinnamon. “Io.. er… Io… Be’, ero sulla strada verso sud.” Il rossore crebbe più profondamente.
William sollevò un sopracciglio. Mentre era vero che la Virginia era a sud di Quebec e che c’era una buona quantità di paesi ancora più a sud, Mount Josiah non era sulla strada per nessuna parte. Nessuna strada portava lì. Lui stesso aveva risalito il fiume con il suo cavallo su una zattera fino Breaks, quel tratto con cascate e acqua turbolenta dove la terra improvvisamente collassava su sé stessa e bloccava il viaggio dell’acqua. Aveva visto solo tre persone mentre cavalcava sulla strada sopra il Breaks – e tutti e tre si dirigevano nell’altra direzione.
Improvvisamente, comunque, le ampie spalle di Cinnamon si rilassarono e lo sguardo di diffidenza venne cancellato dal sollievo.
“In effetti, sono venuto a trovare il mio amico,” disse e fece un cennò con la testa verso la casa. William si girò velocemente, per vedere un altro indiano che si faceva strada attraverso il cespuglio di lamponi che ricopriva quello che una volta era un piccolo prato di croquet.
“Manoke!” disse. Poi urlò “Manoke!”, facendo alzare lo sguardo all’uomo più anziano. La faccia del vecchio indiano si illuminò di gioia, e un’improvvisa semplice gioia inondò il cuore di William, purificante come una pioggia di primavera.
L’indiano era agile e asciutto come era sempre stato, il suo viso un poco più grinzoso. I suoi capelli odoravano di fumo di legna quando William lo abbracciò, e il grigio tra loro era dello stesso colore tenue, ma erano ancora fitti e ruvidi come sempre – poteva vedere questo facilmente; stava guardando dall’alto in basso, la guancia di Manoke premuta nella sua spalla.
“Che hai detto?” chiese, lasciando Manoke.
“Ho detto, ‘Accidenti, quanto sei cresciuto, ragazzo,” disse Manoke sorridendogli. “Hai bisogno di cibo?”
by Diana Gabaldon
(X)

giovedì 23 agosto 2018

Outlander: uno spin-off su Lord John?

Le ragioni per cui abbiamo bisogno di uno spin-off su Lord John:
Vie misteriose
Mentre Outlander è una fiction storica con spruzzi di viaggi temporali, le storie di Lord John di Diana Gabaldon avvolgono la fiction storica intorno al mistero. Un potenziale adattamento televisivo potrebbe essere in stile Sherlock, con un protagonista maschile convincente che usa le sue competenze da investigatore per risolvere i problemi (e spesso gli omicidi) a portata di mano.

LJ può arrivarci
Lord John è un gay non dichiarato sia nella serie di Outlander che nelle sue storie, ma questo in nessun modo significa che viva come un monaco. Un serie autonoma potrebbe esplorare i suoi gusti variegati in tema di partner romantici…... incluso il capitano Hannoveriano Stephan Von Namtzen (per cui abbiamo segnato di scritturare Ian Kahn di TURN: Washington’s Spies… o forse anche l’ex membro del cast di Sleepy Hollow Neil Jackson)…e la guida con benefici indigena Manoke (nei cui panni non ci dispiacerebbe vedere recitare Zahn McClarnon di Westworld)

Lord John: gli anni prodigio
Nel periodo tra quando lo incontriamo per la prima volta in Dragonfly in Amber (L’Amuleto d’Ambra/Il Ritorno)/ Stagione 2 e quando ricompare nella vita di Jamie nella prigione Ardsmuir in Voyager (Il Cerchio di Pietre/La Collina delle Fate)/ Stagione 3 a Lord John succedono molte cose. Perché non riportare indietro Oscar Kennedy (che interpreta il giovane Lord John) per una sbirciatina all’educazione di John accanto a suo fratello e ai loro genitori, i quali sono tutti figure ben in vista nei romanzi e nelle novelle in seguito?

Piacere in kilt
Quanti hanno dimistichezza con Lord John and the Brotherhood of the Blade (Lord John e i Fantasmi del Passato/Lord John e una verità inaspettata) e The Scottish Prisoner (n.d.r indedito in Italia) sanno che John fa brevi incontri con Jamie durante i suoi anni di prigionia più di quanti Starz ne mostri nella Stagione 3. Questi variano in tono (la scena nella stalla, wow) e circostanza (il viaggio in Irlanda?) e offrono un quadro più completo del percorso dei due uomini verso l’amicizia duramente conquistata.
…Che sarebbe un’ottima ragione perché Sam Heughan di Outlander facesse un’apparizione o due come ospite, aye?

La banda è tutta qui
Parlando dei personaggi che compaiono in entrambe le serie fantastiche della Gabaldon, uno spin-off di Lord John ci darebbe più tempo con la deliziosamente perfida Geillis Duncan, con la quale Grey ha una conversazione molto interessante in Lord John and the Plague of Zombies (n.d.r. inedito in Italia). Nel frattempo, qualcun altro significativo per John, Percy Wainwright, fa il suo debutto in una novella di Lord John e dopo nei romanzi di Outlander Echo in the Bone (Destini Incrociati/Il Prezzo della Vittoria) e Written in My Own Heart’s Blood (Legami di Sangue/Prigioniero di Nessuno) e potrebbe essere un altro personaggio facile crossover.
(X)

martedì 21 agosto 2018

Sam Heughan per The Rake


Sam Heughan è un attore, un idolo, un filantropo e un maratoneta. The Rake è convinto.
Il nome collettivo dei fan di Sam Heughan è Heughligans, si contano in decine di migliaia e sono la testimonianza del suo successo: come attore, filantropo e, come sarete forse d’accordo, tipo piuttosto in gamba. Questo affetto è diretto verso uno dei personaggi di Heughan in particolare: Jamie Fraser, un soldato e protagonista principale della serie cult televisiva Outlander. Basato sui libri di Diana Gabaldon, lo show sui viaggi nel tempo è ambientato principalmente in Scozia, ma gode della maggior parte del suo successo fuori dal Regno Unito – dall’America al Chile, dall’Australia al Giappone – nonostante lo stesso Heughan provenga dalla Caledonia.
Sebbene sia stato completamente circondato da questo mondo per quattro stagioni, Heughan quest’anno si avventurerà in più ruoli diversi, incluso un agente segreto nella satira ricca di azione di Bond The Spy Who Dumped Me. Lui interpreta Sebastian, un agente segreto che aiuta le co-protagoniste Mila Kunis e Kate McKinnon nel loro viaggio forzato in giro per l’Europa, e che conduce una vita diversa da Jamie.
Lontano dal set, Heughan mantiene un programma abbastanza impegnativo: porta avanti un’iniziativa benefica chiamata My Peak Challenge, che incoraggia le persone a migliorarsi fisicamente e mentalmente mentre raccoglie fondi per Bloodwise e Marie Curie; partecipa a maratone in giro per il mondo per raccogliere fondi per altre iniziative benefiche; e, opportunamente, sta sviluppando la sua etichetta di whisky, che deriva dal godersi “un goccetto di tanto in tanto.”

In che modo l’essere cresciuto in Scozia ha caratterizzato la tua carriera?
Sono nato e cresciuto nella Scozia rurale, nel sudovest, e penso di essere stato molto fortunato a vivere in campagna; essendo solo ma stando all’aria aperta, c’è molta libertà di espressione e creatività – puoi usare molto la tua immaginazione. Mi sono spostato a Edimburgo quando avevo 12 anni, e per me quello è stato un ottimo momento per spostarmi perché stavo diventando più grande e lì ho cominciato ad andare a teatro, e quello è stato certamente il motivo per cui mi sono innamorato della recitazione. Ma penso che la Scozia sia senz’altro una grande parte di ciò che sono, e nello show mi dà un’identità riconoscibile.
Quando hai capito che potevi guadagnarti da vivere con la recitazione?
Non penso di averlo ancora fatto. Se sei un attore saltuario, o uno che fa qualcosa nel mondo artistico, sei buono solo quanto il tuo ultimo lavoro. C’è sempre il timore che qualcosa stia per crollare. Le cose vanno davvero bene, e sono state molto buone per me ultimamente, ma immagino che bisogna sempre guardarsi alle spalle. Non è una cattiva cosa, sei solo pronto per qualsiasi cambiamento.
Com’è essere parte di qualcosa che ha un così grande seguito?
Abbiamo dei fan unici, penso. Diana ha scritto questi libri 20 anni fa, o di più ora, perciò abbiamo trovato le persone che erano fan dei libri, ma poi abbiamo creato anche nuovi fan che non avevano sentito parlare dei libri, che avevano visto solo lo show attraverso Amazon o altro. Ma sono molto di supporto, entusiasti e aperti, qualche volta più di altri gruppi di fan, penso. Hanno una vera padronanza dei personaggi, probabilmente perché hanno letto i libri, quasi come Il Signore degli Anelli o Il Trono di Spade. La gente ama questi personaggi.
In che modo ti sei preparato a interpretare un personaggio verso cui la gente è già emotivamente coinvolta?
Quando diventi una persona della vita reale o qualcuno da un libro, in effetti è una specie di dono perché puoi studiarli, ma c’è anche quella pressione per farlo bene, perché non vuoi turbare o deludere le persone. Penso che siamo stati un poco ingenui nel non renderci conto di quanto fossero grandi i libri e di quanto i fan fossero coinvolti quando abbiamo cominciato. Quando ho fatto la prima audizione, mi sono sentito come se conoscessi il personaggio, come se sapessi chi è questo tipo. È una vera fortuna che ci siano molte similitudini con chi è e con quel mondo. Amo la Scozia ed è una grande parte di ciò che sono, ma è anche una grande parte di ciò che è Jamie.
Come sei passato da Outlander a The Spy Who Dumped Me, che sono molto differenti?
Prima di tutto, il mondo della commedia era qualcosa di cui non avevo idea. Ma quando ho letto lo script, ho riso forte, e ho pensato che fosse raro leggere un copione di una commedia che sia effettivamente divertente. Penso che molte delle commedie fatte oggi siano grandi pagliacciate e con effetti visivi. Ma ho sentito che questa era arguta e i dialoghi erano buoni. Lavorare con Mila Kunis e Kate McKinnon, che sono le migliori, era una grande opportunità. Il primo giorno è stato davvero pauroso, perché sono così abituato a lavorare nel dramma, dove, letteralmente se dici una parola leggermente male ti viene fatto notare e devi essere sicuro di seguire il copione alla lettera. E Mila Kunis è proprio una che improvvisa e cambia argomento e lo stesso è per Kate, a ogni ripresa. E tu pensi, Come si arriva anche a questo? Non so come funziona, ma loro mi hanno fatto sentire molto a mio agio ed è stata una grande esperienza.
Avendo fatto ora sia il dramma che la commedia, a cosa pensi di dedicarti in futuro?
Sto per fare due film quest’estate, sono entrambi leggermente diversi. Penso di voler fare più variazioni possibile. Voglio provare cose diverse. Come attore, non ho mai voluto fare sempre lo stesso lavoro, non voglio un lavoro dalle 9 alle 5, non voglio fare la stessa cosa. Voglio tentare e mettermi alla prova.
Quali lavori hai svolto oltre alla recitazione?
Li ho fatti tutti. Ho vissuto e lavorato a Londra per 12 anni come attore saltuario. Ho consegnato panini in bicicletta per tutta Londra durante l’inverno, una cosa terribile. Ho lavorato in tutti i bar e ristoranti. Stavamo facendo i BAFTA l’altra sera al Southbank Centre, e io ho lavorato lì come barman qualche anno fa, perciò è stato bello essere dall’altra parte. Non voglio nominare l’attore, ma mi ricordo che stavo lavorando per un evento per la settimana della moda, e un attore che conosco, che potrei considerare un amico – il mio lavoro consisteva nel tenere le bevande della gente mentre loro andavano a fumare - e lui non si accorse di me e venne e mi diede la sua bevanda e io stavo in piedi lì facendo, ‘Oh mio Dio, sto qui in piedi reggendo la sua bevanda, mi sento un tale idiota’. Ma sì, sono stato un lavoratore temporaneo, ho lavorato da Harrods nel reparto profumi. Ero uno di quei ragazzi…
Che altro hai in cantiere?
Sto per realizzare un progetto quest’estate. Penso di poter dire che si tratta di una cosa d’azione, forse basata su un fumetto. E sarà molto divertente.
(X)

lunedì 20 agosto 2018

David Berry in A PLace To Call Home

Il cast di A Place To Call Home prepara l’addio al dramma storico
Fin dal primo sguardo a una carrozza trainata da cavalli che procede attraverso le stradine acciottolate di The Rocks a Sydney, gli spettatori sono stati trasportati in un altro mondo.
L’anno era il 1953, la Seconda Guerra Mondiale era finita e l’infermiera Sarah Adams era appena ritornata dopo 20 anni in Europa. Arrivando con due valige in mano, la sua aria di mistero suggerisce che sta trasportando molto più nel bagaglio emozionale.
Così comincia A Place To Call Home, ambientato prevalentemente nell’immaginaria città di campagna di Inverness, dove l’imponente Ash Park ospita la ricca famiglia Bligh, le cui storie – e i segreti – sono molto più profondi di quanto ci si aspetterebbe da qualcuno benestante.
Affascinato da una narrativa che tesse memorabili storie d’amore, di perdite e di lealtà, il pubblico si è attaccato velocemente al ricco dramma storico. Ed è stato lodato per la sua notevole produzione e il cast e la troupe perfetti.
Ora mentre il sesto e ultimo capitolo va in onda, i protagonisti di A Place To Call Home riflettono con TV WEEK Close Up sui ricordi a cui sono più affezionati, prima di dire addio a uno show che si è fatto strada nel cuore del pubblico e ha consolidato la sua posizione nella storia della televisione australiana.
L’intuizione del creatore di serie Bevan Lee, la rappresentazione del melodramma della vita di decenni passati hanno avuto immediatamente risonanza. Dai privilegiati alla gente comune e ai lavoratori delle fattorie, esso è stato uno spaccato degli anni ’50 in Australia e di tutti i comportamenti legati al periodo.
“Si prefigge di mostrarci com’è stato, ma anche com’è tuttora,” dice Craig Hall, 44 anni, che inizialmente pensava di avere ottenuto il ruolo di George Bligh oltre al dottor Jack Duncan, avendo fatto un provino per entrambi.
“Era una misura di quanto siamo arrivati lontano, o di quanto poco abbiamo viaggiato.”
E affrontando l‘intolleranza, il bigottismo, l’omofobia – esplorati profondamente attraverso il personaggio di David Berry, James Bligh (per il quale è stato in lizza per la nomination per il Premio Logie) – è stato fatto proprio quello.
“Potevo vedere che era su temi che spesso sono tabu nelle famiglie e sappiamo di aver aperto le menti delle persone – e questo è forte!” dice Noni, 64 anni, a proposito di ciò che l’ha attratta dello show.
È un sentimento riecheggiato da Marta Dusseldorp, che, nelle vesti di una Sarah composta ma senza paura, ha trascinato lo show dal suo primissimo fotogramma.
Sto ancora apprezzando la prima stagione,” rivela la quarantacinquenne, “Non avevo mai letto niente come quello. Mi sono sentita così emozionata a farne parte.”
Evoca anche un senso di nostalgia, dice Craig.
“Rappresenta un tempo di cui pensiamo, ‘Ah, quelli erano giorni,’” spiega. “Nelle prime due stagioni pensi, ‘doveva essere bello vivere in quel mondo.’”
È così, finché i rovinosi segreti di famiglia non cominciano a sbrogliarsi perché tutti possano vederli.
“Ho imparato molto sui danni causati dai segreti e da non essere chi sei – sono i temi forti dello show,” dice Noni, che domina lo schermo come la dogmatica Elizabeth Bligh.
Ma i segreti sono stuzzicanti e gli spettatori devono dire grazie per aver salvato la serie quando era stata ritirata da Channel Seven dopo la stagione due. Con un colpo di scena, lo show è stato salvato da Foxtel – una svolta nel destino non mancata secondo suoi protagonisti.
“Eravamo tutti devastati quando era finito con la stagione due; c’era un lavoro non finito,” dice David, 34 anni. “E ora che c’è un finale certo, c’è la sensazione che possiamo definirlo – questo dà potere ed è eccitante.”
Questo sentimento di gratitudine si estende a Brett Climo, che, interpretando George, ha avuto l’opportunità di realizzare un sogno.
“Questo mi ha permesso di ritrarre un uomo che avrei voluto vedere sulla TV australiana da molto tempo,” dice il 53enne.
“Qualità come educazione e buone maniere che, penso, dovremmo vedere di più di questi tempi. È un bel modello da guardare con ammirazione per gli uomini più giovani.”
Marta è d’accordo sul fatto di essere stata parte di qualcosa di speciale.
“È una cosa che cambia la vita; sicuramente è stata una grande nave per la mia vita,” afferma. “Un Titanic.”

mercoledì 15 agosto 2018

Outlander: Nuove immagini esclusive di Ian e Rollo

Ian e Rollo sono pronti per l’azione!
In queste immagini esclusive dalla stagione 4 di Outlander, i cuccioli di Northern Inuit che a turno interpretano Rollo il cane dimostrano come sono a proprio agio nel recitare la parte del miglior amico dell’uomo – o di Ian in questo caso.
Per quanti non hanno familiarità con il personaggio canino della serie di libri best seller di Diana Gabaldon, Rollo è un meticcio di lupo che diventa un membro amato del clan Fraser. Starz ha cominciato ad addestrare i due cuccioli di Northern Inut durante la stagione 3 così che fossero del tutto pronti a interpretare Rollo, un cagnolino imprevedibile che “si mette nei guai, spesso mettendo il suo grosso, umido naso in posti in cui non dovrebbe stare,” dice un portavoce.
Bouton, chi? È Rollo la nuova parola!
Rollo viene a contatto con Ian (John Bell) la prima volta in Drums of Autumn (Tamburi d’Autunno, Passione oltre il Tempo), il quarto libro della Gabaldon, su cui si basa la stagione 4. “Rollo e il Giovane Ian si erano incontrati sulle banchine della Carolina del Nord quando il Giovane Ian aveva vinto il cane a una partita a carte, e tra loro si era formato un legame che dura tutta una vita, che significa che Rollo è diventato un membro della sempre crescente famiglia Fraser,” aveva detto la Gabaldon a EW nel 2017.
“Loro hanno bisogno di ringhiare e sembrare minacciosi a comando, penso, e portare indietro prede di un tipo o l’alto al loro padrone,” ha detto la Gabaldon sui cuccioli di allora. “Immagino che non li lasceranno catturare cose davanti alla telecamera… specialmente pesce, ovviamente.”
Appena in tempo per il ritorno dello show a novembre, il dramma Starz farà la sua prima apparizione assoluta al New York Comic Con sabato 6 ottobre.
(Foto Starz)
(X)

martedì 14 agosto 2018

Diana Gabaldon, Outlander e il Jamie di Sam Heughan


Diana Gabaldon parla della scrittura di Outlander e di Sam Heughan come Jamie

Alla rassegna stampa della TCA (Television Critics Association) sulla prossima serie della PBS (Public Broadcasting Service) The Great American Read, era presente anche l’autrice di Outlander Diana Gabaldon (assieme a Meredith Viera e Nicholas Sparks) che ha parlato del diventare scrittori, del vedere l’adattamento televisivo della propria opera e di alcuni dei suoi romanzi preferiti. Nella serie di otto puntate, Meredith Viera analizzerà i 100 romanzi americani più amati (scelti tramite il sondaggio ancora in corso) e analizzerà cosa queste scelte possono dirci della cultura americana. Alla Gabaldon è stato ovviamente chiesto del suo libro preferito: “Oh bè, scegliere un solo libro preferito in un universo di libri è impossibile,” ha detto. “E’ un testa a testa tra Alice nel Paese delle Meraviglie e Un volo di colombe. E presa questa decisione mi sono chiesta ‘Cos’hanno in comune questi libri? Perché mi piacciono entrambi così tanto?’ Alla fine ho deciso che è perché condividono quello che mio marito dice, riferendosi al mio lavoro, quella scuola narrativa chiamata ʿuna dannata cosa dopo l’altra.ʾ
Alcuni dei punti più interessanti della discussione sono stati, effettivamente, le affermazioni della Gabaldon riguardo scrittura e processo creativo. “Non scrivo in linea retta e non pianifico le storie in anticipo. In effetti non so davvero cosa succederà in un libro,” dice. “Ho iniziato a scrivere Outlander per esercitarmi. Sapevo che sarei dovuta essere una scrittrice, ma non sapevo come fare; perciò ho deciso che l’unico modo per imparare era di scrivere concretamente un romanzo. Quindi, Outlander è stato il mio libro degli esercizi. Non l’avrei mostrato a nessuno, quindi non importava cosa ci avrei fatto. Non doveva avere un genere preciso, quindi ci ho messo qualsiasi cosa mi piacesse. Leggo da quando ho tre anni, mi piacciono un sacco di cose e perciò ce le ho messe tutte.
La Gabaldon ha raccontato di come è stata scoperta: postando su una bacheca del server  CompuServe, che trattava di discussioni di letteratura. “Ho sempre saputo di dover essere una scrittrice, e a 36 anni mi son detta, ‘Bè, allora ti converrà iniziare a scrivere un romanzo.’ O meglio, quello che ho detto realmente era ʿMozart è morto a 36 anni. Ti conviene darti una mossa.ʾ E così ho fatto.” E’ iniziato tutto quando stava discutendo con un uomo che stava tentando di dirle cosa volesse dire essere incinta (lei ha tre figli), e lei l’ha corretto condividendo un estratto della storia che aveva scritto, dove una donna ne parlava al fratello. Le persone lo lessero e chiesero di più, quindi continuò a scrivere estratti fino a quando qualcuno, in bacheca, le ha consigliato un agente letterario. “Mio marito dice che sono geneticamente incapace di perdere una discussione, e ha ragione. Ecco perché ho superato le mie paure di mostrare cosa stavo scrivendo, per vincere una discussione. E per la cronaca l’ho fatto, ho vinto.”
Una delle domande più interessanti del panel è stata: “Dopo che un’opera è stata adattata in un film o in uno show televisivo, quando gli autori scrivono, vedono nella propria testa gli attori, o vedono ancora le fattezze originali dei loro personaggi?”. La Gabaldon ha risposto in riferimento alla serie Starz, “So che per molti lettori –e lo so perché me lo scrivono sulla mia pagina facebook e simili– il vedere gli attori sostituisce, in effetti, la versione originale. Con me non accade. Rimangono stessi di sempre.
Tuttavia, quando è stato fatto il casting a Sam Heughan, ha capito subito che era giusto per la parte:
La prima volta che ho visto Sam Heughan, mi avevano mandato questa audizione per Jamie Fraser, e stavo guardando le sue fotografie in viaggio, ovunque stessi andando, e aveva una filmografia molto ridotta, non molte fotografie, e, a essere onesta, quelle che aveva dato erano strane. Ad ogni modo, quando ho visto l’audizione non sapevo proprio cosa aspettarmi. E’ comparso. Cinque secondi che lo guardavo e stavo dicendo che non assomigliava per niente a quelle foto. Stava benissimo. Cinque secondi in più e se n’era andato, lì davanti c’era solo Jamie Fraser. L’ho riconosciuto subito.

La Gabaldon sta attualmente lavorando al nono libro di Outlander, e ha detto che sta rileggendo il suo predecessore, Written in My Own Heart’s Blood, perché “mi sono imbattuta in alcuni pezzi, sapete, una traccia di grande impatto che ho lasciato nell’ultimo libro. Quindi tornerò indietro a rileggerlo e per riprenderla, così che possa ricomparire nel nuovo libro con la stessa forza emotiva.
E per quanto riguarda le sue abitudini di scrittura ha detto: “Quando ho deciso di scrivere un romanzo avevo due lavori a tempo pieno e 3 bambini sotto i sei anni, quindi che nessuno mi venga a dire che non ha tempo per scrivere. Io ho imparato a scrivere nel mezzo della notte e lo faccio ancora. Quindi metto a letto mio marito alle 9 o giù di lì, e poi io e i cani ci sdraiamo sul divano per un po’ e mi addormento per un’ora o due. Poi mi alzo, i cani si prendono un osso e io una Diet Coke. Torniamo al lavoro fino alle 4 del mattino. E’ il momento migliore. Posso scrivere ad altre ore del giorno, basta che mi si lasci sola.” E ha continuato dicendo, "ho imparato come evitare il blocco dello scrittore quando stavo scrivendo la mia tesi di dottorato, perché lì ne ho avuto terribile, come chiunque. Si chiamava La scelta del sito del nido della Gymnorhinus Cyanocephalus, la ghiandaia dei pini, o, come dice mio marito, “Perché gli uccelli costruiscono nidi e dove lo fanno, e comunque a chi importa?” 

[E’ stato] l’unico momento della mia vita in cui sono stata depressa, ma lo sono stata. In ogni caso, ho imparato velocemente che passare tutto il giorno a leggere i gialli di “Nero Wolfe”, mi avrebbe depressa ancora di più. Invece, il poter annotare i progressi, scrivere le analisi dei dati per la figura 2.2, mi avrebbe invece trasmesso una spinta positiva di incoraggiamento.
Quindi ho imparato a sforzarmi di scrivere con il fine di fare un resoconto, per così dire. Tengo nota di ogni singola parola che scrivo. Quando mi fermo e vado al bagno o altro, scrivo in cima al mio file quante parole ci sono in più rispetto all’ultima volta che ho spento il pc. Così puoi vedere il totale aumentare pian piano. Alcuni giorni sono 40 parole. Altre sono 1500, ed è quando lavoro su una determinata scena o a più scene in una volta. E’ così che funziona con alcune scene: a volte vengono fuori da sole. Altre no. In pratica, la morale della favola è che si continui a scrivere.”
The Great American Read arriverà l’11 settembre sulla PBS, mentre Outlander questo novembre su Starz.

Traduzione di Chiara R
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