sabato 17 gennaio 2015

Scozia in Arte: Flora McDonald =prima parte=

Il principe Carlo Edward Stuart(Roma 1720-88) noto come Bonnie Prince, fu l'ultimo della dinastia Stuart a rivendicare il tono di Scozia e Inghilterra. I giacobiti furono i sostenitori di re Giacomo II d'Inghilterra deposto nel 1688, quando fu sostituito dalla figlia Maria II d'Inghilterra insieme al marito e primo cugino Guglielmo III d'Inghilterra (l'annosa disputa tra Cattolici e Protestanti!); anche tra gli Irlandesi numerosi furono i giacobiti, e Bonnie Prince incarnò le speranze di resistenza sia scozzese che irlandese contro gli Inglesi.

Flora MacDonald
“Addio di Flora MacDonald a Bonnie Prince Charlie”
1891 di George William Joy
(by permission of Walkers Shortbread,Scotland).

Flora MacDonald (1722 – 1790), aveva 24 anni quando incontrò Charles Stuart. Dopo la rovinosa battaglia di Culloden(1746) il Bonnie Prince allora ventiseienne, riuscì a fuggire e a restare nascosto per parecchi mesi, protetto dai suoi fedelissimi, nonostante i pattugliamenti inglesi e la taglia sulla sua testa.
Charles trovò nelle isole Ebridimolti nascondigli e sostegno ma era un pericoloso gioco a rimpiattino.
Il principe era riuscito ad arrivare nell’isola di Banbecula delle Ebridi Esterne, ma la sorveglianza era strettissima e non aveva modo di fuggire. I MacDonald per quanto leali al re e di confessione presbiteriana, erano simpatizzanti della causa giacobita e così Flora che viveva a Milton (isola South Uist) nella casa paterna, ma si trovava in visita dalla sua amica nonché moglie del capoclan Lady Margareth di Clanranald, venne presentata a Charles Stuart.
In un’altra versione della storia il principe si trovava nascosto presso il LochBoisdale sull’Isola di South Uist sperando di incontrare Alexander MacDonald di Boisdale che però era stato arrestato da poco. Avvisato che una pattuglia avrebbe ispezionato la zona Charles fuggì con due fedelissimi per convenire in una piccola fattoria vicino a Ormaclette dove era stato concordato l’incontro con Flora MacDonald. Nella versione aneddotica della storia, Flora escogitò un trucco per portare via dall’isola Charlie: con il pretesto di andare a trovare la madre (che viveva ad Armadale dopo essersi risposata), ottenne per sè e per i due suoi domestici il salvacondotto; sotto il nome e gli abiti della cameriera irlandese Betty Burkeperò si celava il Bonny Prince!
La barca con quattro (o sei) marinai ai remi lasciò Benbecula il 27 giugno 1746 alla volta dell’isola di Skye nelle Ebridi Interne. I due arrivarono fino a Portée in varie tappe e il 1° luglio si lasciarono, il principe le donò un medaglione con il suo ritratto e la promessa che si sarebbero rivisti un giorno. Secondo la leggenda lei lo salutò danzando sulla spiaggia quella che sarebbe diventata la Flora MacDonald’s Fancy.


FLORA MACDONALD’S FANCY
E’ il nome data ad una danza delle Highland in suo onore, coreografata sui passi con i quali (presumibilmente) ella si esibì avanti al Principe.E’ una danza molto aggraziata e leggiadra … è se vogliamo una danza di corteggiamento in cui la ragazza mostra tutta la sua abilità mantenendo sempre portamento fiero e compostezza.
Si esegue con l’abito Aboyne ovvero il vestito prescritto per le danzatrici nei balli nazionali scozzesi, come disciplinato dalla commissione di danza nell’Aboyne Highland Gathering del 1970 (con gonna a pieghe effetto bambola in tartan o bianca molto più vaporosa del kilt)La melodia è una strathspey, che è una reel più lenta tipica della Scozia spesso associata alle commemorazioni e ai funerali.
Un esempio della danza

Non poteva mancare un brano strumentale dedicato alla bella Flora…

"Era molto più piccola di come l’avessi immaginato. Come sempre accade alle persone famose. Tutti i presenti - i cui abiti della festa formavano un mare di tartan - si accalcarono intorno a lei, mossi da un timore reverenziale che andava al di là delle cortesia. Riuscii a intravedere la testa,i capelli scuri raccolti in un’acconciatura alta ornata di rose bianche,  ma un istante dopo scomparve dietro la massa di schiene dei numerosi sostenitori.
Vedevo il marito, Allan. Un uomo robusto e affascinante. Con i capelli neri striati di grigio accuratamente tirati indietro e legati.
Era in piedi alle sue spalle, o almeno così mi sembrava; si inchinava e sorrideva, apprezzando l’ondata di complimenti n gaelico e le frasi di benvenuto.
Mio malgrado, sentii l’impulso di lanciarmi in avanti per guardarla insieme a tutti gli altri, ma rimasi dov’ero. Ero in piedi sulla terrazza, insieme a Jocasta; sarebbe stata Mrs Mac Donald a venire da noi”.

Cannoni per la libertà” 2005 - ©Diana Gabaldon


Mo Ghile Mear
(My Darling Gallant )
è un Aislingsong ossia un canto in cui il poeta fa un sogno o ha una visione di una bella fanciulla o di una dea che porta un messaggio di speranza perchè presto la patria sarà libera dal dominio inglese. Ma qui la donna è invece una vedova bianca con il marito in esilio, niente meno che  Bonnie Prince Charles.




Bonnie Prince Charlie Entering the Ballroom at Holyroodhouse
di John Pettie- 1892
(Royal Collection Trust/© Her Majesty the Queen)
(A one of three copies of the original,
painting by  Bruce Thomson(1885-1976) 
permitted by King George VI - is in the Caledonian Club).


Grazie a Associazione culturale L’Ontano- il blog e Terre celtiche - il blog


by Lamia Francesca

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