domenica 7 dicembre 2014

Scozia in Arte: Alban Arthan

Cari Sassenachs, questa volta proveremo ad immergerci nelle tradizioni della Scozia, relative a questo periodo dell’anno, che vede la celebrazione del Natale cristiano e dell’inizio del nuovo anno.
Ovviamente le usanze scozzesi di questo tempo affondano le radici nella più antica cultura pagana pertanto il nostro viaggio a ritroso questa volta sarà davvero grande. Come quasi tutti sanno oramai, la festa del Natale si sovrappose a quella più antica che celebrava il solstizio d’inverno detto Alban Arthuan o Yule o anche Mezz’inverno.
Yule deriva dal norreno Hjòl che significa “ruota” simboleggiando il nuovo giro della Ruota dell’Anno che arrivato all’estremo ricomincia daccapo, il termine divenne un sinonimo di Natale per tutte le popolazioni nordiche.

Il solstizio d'inverno cade il 21 dicembre, è detto il giorno più breve dell'anno, “il giorno che non è giorno” poiché segna il punto di frattura fra un semestre e l’altro: il sole tocca il punto più basso dell’orizzonte, così questa è la giornata con le ombre più lunghe. Si dice che anche la sua notte sia più lunga, la più buia dell'anno.. (tnks to Trigallia.com)
Di origine germanica ma diffusasi presto anche nelle Terre Celtiche questa celebrazione simboleggiava il sole nella sua lotta contro le forze dell’oscurità.
Hauling in the Yule Log
(H. M. Paget, 1884 da Coll.Bettmann)
Uno dei simboli di questa ricorrenza era l’accensione del ceppo: portato in casa il giorno di Natale che doveva bruciare lentamente per le 12 notti in cui durava la festa. Il tronco era preparato alla vigilia della festa seguendo dei precisi cerimoniali (tagliandolo per lo più da una vecchia quercia, ma in Scozia l’albero tradizionale era la betulla) con canti e benedizioni, e decorato con nastri e sempreverdi (a volte bagnato con del sidro). Si portava in casa per sistemarlo nei grandi camini e si manteneva acceso fino all’Epifania, a protezione della casa.




Brian Froud ©
Nel suo saggio “Il tempo dei Celti” Kondratiev ci ricorda come nelle Highlands il ceppo venisse scolpito in forma di donna: la Cailleach Nollag, ovvero la Megera di Natale (Yeel Carline nelle Lowlands ) "Christmas Old Wife" … Il suo lento bruciare segnava l’evoluzione ciclica della Dea, la sconfitta del suo aspetto sterile e minaccioso di dama dell’inverno, la promessa della primavera futura: al solstizio d’inverno ella  aveva ormai i giorni contati... (tnks to ynis-afallach-tuath.com)
  In  Scozia il primo coltivatore che terminava il raccolto del grano ricavava dall'ultimo covone un pupazzo detto proprio Carlin o Carline che rappresentava la Cailleach. La figura veniva poi gettata di volta in volta nel campo del vicino che non aveva ancora finito il raccolto.
L'ultimo coltivatore che finiva il raccolto si prendeva la figura che doveva conservare con cura per un anno e sfamare ed ospitare la strega per tutto l'inverno. I coltivatori facevano a gara per evitare di mantenere la Cailleach. (tnks Wikipedia)


 

Hogmanay

“Hogmanay era un altro paio di maniche, tuttavia.
Dio solo sapeva da quali febbrili radici pagane derivasse la celebrazione del Capodanno scozzese, ma io avevo i miei buoni motivi per voler contare su una certa quantità di medicinali preparati in anticipo: gli stessi per cui Jamie si trovava adesso su alla sorgente del whisky a decidere quali dei barili fossero abbastanza invecchiati da non avvelenare nessuno”
La Croce di Fuoco by Diana Gabaldon

 Le origini di Hogmanay si datano indietro ai riti pagani che segnavano l´avvento del solstizio invernale. Le celebrazioni romane delle edonistiche feste invernali dei Saturnalia e le celebrazioni vichinghe di Yule (l´origine dei 12 giorni del Natale) hanno entrambe contribuito alla creazione di questi riti riguardo all´anno nuovo. Queste celebrazioni ed altre cerimonie sono evolute nel corso dei secoli per divenire le festività Hogmanay celebrate in Scozia, al giorno d´oggi.  Per molti secoli in Scozia, Hogmanay era una festa molto più importante dello stesso Natale. Gli storici suggeriscono che questo può essere stato il risultato della Riforma Protestante dopo la quale il Natale, dati i suoi stretti legami alla Chiesa Cattolica Romana, furono visti come "troppo Papisti". Altri invece puntano l´indice sull´enorme quantità di lavoro che, nel corso della Rivoluzione Industriale, non lasciava agli operai nemmeno il tempo per festeggiare il Natale. Solo verso la metà del XIX secolo, il Natale è riuscito ad emergere come festa popolare, come negli altri paesi cristiani. Ma non crediate: la festa per il Nuovo Anno regna ancora incontrastata. Negli ultimi anni, due città della Scozia hanno ospitato alcune delle più grandi feste di strada nel mondo. Alcune delle tradizioni più interessanti del paese si tramandavano nelle case private, nelle Highlands e nelle isole. Un´usanza conosciuta come "primo passo"vuole che la prima persona che attraversa la soglia di una casa dopo la mezzanotte di Capodanno, determini la fortuna del padrone di casa per il nuovo anno. Il visitatore ideale quindi porta doni: whisky, carbone per il fuoco, piccoli dolci o una moneta e frutta ai padroni di casa che organizzavano il Banchetto augurandogli prosperità e salute e dovrebbe essere preferibilmente un uomo con i capelli scuri. Perché? La risposta si ritrova nell´VIII secolo, quando i presumibilmente biondi vichinghi invasero la Scozia: un visitatore biondo non è di buon auspicio.
“Highland Wedding at Blair Atholl”
di David Allan 1780 in National Galleris Scotland
“Lang may yer lum reek è loslang scozzese
“long may your chimney smoke“

(Il tartan indossato in questo dipinto è stata fatto in modo illegale, poichè l’abbigliamento delle Highlands era stato proscritto dopo la rivolta giacobita del 1745 con  un editto in vigore fino al 1782).

 L´origine della parola Hogmanay è oggetto di un acceso dibattito. Qualche possibilità: potrebbe derivare dal gaelico oge maiden che significa "nuovo mattino"; il celto hogunnus che significa "nuovo anno"; hoog-min dag una locuzione fiamminga che significa "grande giorno d´amore"; o l´antica parola francese aguillanneuf che si riferisce sia all´ultimo giorno dell´anno che al dono tradizionalmente dato in quel giorno. L´ultima possibilità sembra particolarmente probabile, dato che una delle antiche tradizioni scozzesi era per i bambini correre di porta in porta all´arrivo del Nuovo Anno per i regali, gridando Hogmanay! (tnks a antikitera.net) Molte poi sono le tradizioni locali connesse con l’accensione di fuochi e falò. L’usanza più diffusa era quella di andare in processione fuori dal villaggio, a volte travestiti o mascherati fino a un cerchio di pietre nelle vicinanze per accendere una grande pira, fare musica e ballare: il fuoco doveva essere alimentato fino al sorgere del nuovo sole.  Allo scoccare della mezzanotte il canto più diffuso nelle case di Scozia è Auld Lagn Syne (titolo composto da tre termini che significano in scozzese: old, long, since tre parole per indicare il tempo passato e che si traducono in inglese come “the good old days”) versione in musica del poema dello scozzese R. Burns (1759/1796) - tnks a Terre Celtiche blog.



Nollaig Chridheil agus Bliadhna Mhath ùr, Sassenachs!


di Francesca aka Lamia

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