lunedì 4 settembre 2017

Bees: Nomi

Il nuovo cane annusò energicamente attraverso gli strati di foglie secche, la coda si muoveva a destra e sinistra come un metronomo.
"Puoi allenare quel tipo di cane a cacciare specifiche prede, mi chiedo?" domandai. "Voglio dire, lo so che si chiama coonhound (segugio per procioni, n.d.t. ), ma chiaramente non sta cercando nessun procione adesso."
"Non è un coonhound, anche se credo che non se ne perderebbe uno. Cosa vorresti cercare, Sassenach?" Chiese Jamie sorridendo. “Tartufi?”

"Hai bisogno di un maiale per quello, vero? E parlando di maiali... Jemmy! Germain! Tenete d'occhio i maiali e guardate Mandy!" I ragazzi stavano accovacciati sotto un albero di pino, raccogliendo pezzi di corteccia come pezzi di un puzzle, ma alla mia chiamata, si guardarono vagamente intorno.
"Dov'è Mandy?" Gridai.
"Lassù!" Disse Germain, puntando verso l'alto. "Con Fanny".
"Germain, Germain, guarda, ho un millepiedi! Uno grosso!"

Alla frase di Jem, Germain perse immediatamente interesse per le ragazze e si accovacciò accanto a Jem, strappando le foglie secche lontano dalla preda.
"Forse sarebbe meglio se andassi a guardare, non credi?" Chiesi. "I millipiedi non sono velenosi, ma i grandi centipedi possono avere un morso fastidioso".
"Il ragazzo sa contare," Jamie mi assicurò. "Se dice che ha mille gambe, sono sicuro che le ha." Fece un breve fischio e il cane sollevò lo sguardo, immediatamente all'allerta.
"Vai a cercare Frances, a nighean." Allungò un braccio, indicando la salita e il cane abbaiò una volta, felice, e si lanciò sul pendio roccioso, mentre le foglie gialle esplodevano sotto le sue zampe.

"Pensi che..." cominciai, ma prima che riuscii a finire, sentì le voci delle ragazze dalla cima, mescolate all'eccitato grido di saluto di Bluey. "Oh. Lei sa chi è Frances."
"Naturalmente lo sa. Lei sa chi siamo tutti noi...ma le piace di più Frances." Sorrise un po' al pensiero. Era vero; Fanny adorava il cane e trascorreva ore ad accarezzare la sua pelliccia, togliendole le zecche dalle orecchie o ad arricciargliele davanti al fuoco con un libro, Bluebell russava confortevolmente ai sui piedi.
"Perché la chiami sempre Frances?" Chiesi con curiosità. "Tutti gli altri la chiamano Fanny...lei ha detto di chiamarsi così."
"Fanny è un nome da prostituta", rispose secco. Vedendo il mio stupore, tuttavia, la sua espressione si rilassò un po'. "Sì, lo so che ci sono donne rispettabili con quel nome. Ma Roger Mac mi ha detto che il romanzo di Cleland viene ancora stampato nella tua epoca".

"Cleland è... oh, John Cleland, vuoi dire Fanny Hill?" La mia voce si alzò leggermente, non meno sorpresa che la famosissima pornografia "Memorie di una donna di piacere" stesse andando ancora forte duecentocinquant'anni dopo - alcune cose non cambiano mai dopo tutto - questo e il fatto che ne avesse discusso con Roger.
"E lui ha detto che la parola è un ... insulto... per una donna", aggiunse, aggrottando la fronte.
"Be', sì" ammissi. "O per la conoscenza di qualcuno, a seconda che tu venga dalla Gran Bretagna o dall'America. Ma non ha quel significato adesso, vero? "
"Non lo so" ammise con riluttanza. "Ma comuqnue, Lord John mi ha detto una volta che  Fanny Laycock è un termine inglese per dire puttana." La sua fronte si corrugò ancora di più. "Mi domandavo: sua sorella ha detto che il suo nome era Jane Eleanor Pocock. Pensavo che forse quello non fosse il suo vero nome, ma più un...un..."
"Nom de guerre?" Suggerii asciutta. "Non me lo chiederei. "PO" significa vaso da notte, in questo periodo?" 

"Pot de chamber?" Chiese sorpreso. "Naturalmente si."
"Naturalmente si", mormorai. "Lasciamo un attimo perdere - e se Pocock non è il suo vero cognome, pensi che Fanny...emm, Frances, sappia quale sia quello vero?"
Scosse la testa, sembrando leggermente turbato.
"Mi piacerebbe chiederglielo" disse. "Non ne ha più parlato...di qualunque cosa sia successa ai suoi genitori, vero?"
"Non a me. E se l'avesse detto a qualcun altro, credo che l'avrebbe riferito o a te o a me."
"Pensi che se ne sia dimenticata?"
"Penso che non voglia ricordare, che non è la stessa cosa".
Lui annuì, e camminammo in silenzio per un po' lasciando che la pace della foresta si armonizzasse con la leggera pioggia delle foglie che cadevano. Sentii le voci dei bambini oltre il fruscio degli alberi di castagno, come una chiamata di uccelli lontani.
"Inoltre," disse Jamie, "William l'ha chiamata la sua Frances. Quando me l'ha consegnata."

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