domenica 19 febbraio 2017

Besieged: Libertà

Grey non aveva mai visto una persona di colore diventare bianca, prima. Azeel era diventata del colore di vecchie sudice ossa, e stava stringendo le mani di Rodrigo come se uno o entrambi stessero per essere trascinati fuori dagli schiavisti.
“Soffrite il mal di mare Mrs Sanchez?” chiese, facendosi strada verso di loro attraverso la confusione delle banchine. Lei deglutì pesantemente, ma scosse la testa, incapace di togliere gli occhi dalla Otter. Rodrigo era incapace di distogliere gli occhi da lei e le stava accarezzando la mano con ansia. Si girò verso Grey, farfugliando parole in inglese.
“Lei…spavento…” Guardò impotente avanti e indietro tra sua moglie e il suo datore di lavoro. Poi annuì un po’, decidendosi, e guardò verso Grey mentre fissava Azeel. Abbassò la mano indicando qualcosa – qualcuno? – brusco. Poi si voltò verso il mare e allargò il braccio gesticolando verso l’orizzonte.
“Africa..” disse, voltandosi verso Grey e mettendo il braccio intorno alle spalle di sua moglie. La sua faccia era solenne.
“Oh Gesù,” disse Grey ad Azeel. “Sei stata portata dall’Africa quando eri una bambina? È questo che vuole dire?”
“Si”, disse, e deglutì ancora. “Ero…molto…piccola.”
“I tuoi genitori? Dove…” La voce gli morì in gola. Aveva visto una nave di schiavi solo una volta e a una certa distanza. Avrebbe ricordato la puzza finché fosse vissuto. E il corpo che era salito a galla all’improvviso, gettato fuori bordo dallo schiavista. Avrebbe potuto essere un’alga morta o un avanzo sbiancato dal sangue da una baleniera, galleggiava tra le onde, emaciato, senza sesso, poco umano. Il colore di vecchie ossa.
Azeel scosse la testa. Non per negare ma in un vano rifiuto di pensare a cose terribili.
“Africa” disse a bassa voce. “Sono morti

Africa. Il suono della parola pizzicava sulla pelle di Grey come un millepiedi e lui si scosse improvvisamente.
“È tutto a posto,” le disse con decisione. “Sei libera adesso” Almeno sperò.
Aveva gestito la sua manomissione pochi mesi prima, in riconoscimento dei suoi servizi durante la ribellione degli schiavi nella quale il Governatore Warren era stato ucciso dagli zombi. O piuttosto da uomini sotto l’allucinazione di essere zombi. Grey dubitava che questa distinzione sarebbe stata apprezzata dal Governatore.
Grey non sapeva se la ragazza era stata proprietà personale di Warren, e non glielo aveva chiesto. Aveva sfruttato il proprio dubbio per dire a Mr Dawes, il segretario dell’ex governatore, che non essendoci traccia della sua provenienza, si doveva supporre fosse tecnicamente proprietà di Sua Maestà e poteva essere omessa dalla lista degli effetti personali del Governatore.
Mr Dawes, un eccellente segretario, aveva prodotto un suono simile a una pecora leggermente tisica e aveva abbassato gli occhi in accettazione.
Grey allora – come rappresentante di Sua Maestà – aveva dettato una breve lettera di manomissione, firmata nella sua qualità di Governatore militare di Jamaica e Mr Dawes aveva apposto il sigillo più impressionante della sia collezione – Grey pensava che fosse il sigillo dell’ufficio dei pesi e delle misure, ma era fatto di cera rossa e sembrava davvero impressionante.
“Hai le tue carte con te?” chiese. Azeel annuì, obbediente, ma i suoi occhi grandi e neri, indugiarono timorosamente sulla nave.
Il comandante del cutter, essendo stato al corrente della loro presenza, apparve improvvisamente sul ponte e venne in testa alla passerella per incontrarli.
“Lord John?” chiese rispettosamente. “Tenente Geoffrey Rimes, comandante. Servo vostro, sir!”
Il Tenente Rimes sembrava un diciassettenne, molto biondo e piccolo per la sua età. Indossava, però, la giusta uniforme e sembrava sia allegro che capace.
“Grazie, Tenente.” Grey si inchinò. “Capisco che voi…er…avete fatto un favore al Generale Stanley portandolo qui. E che voi ora siete disposto a portare me e il mio reparto a La Havana?”
Il tenente Rimes strinse le labbra al pensiero.
“Beh, Suppongo di poterlo fare, my lord. Sto per incontrare la flotta qui in Jamaica, ma dato che probabilmente non dovrebbero arrivare per altre due settimane, credo di potervi portare al sicuro a La Havana, poi tornare indietro per il mio appuntamento.”
Un piccolo nodo si formò nello stomaco di Grey.
“Voi…intendete lasciarci a La Havana?”
“Beh, si my lord”, disse allegramente. “Salvo che riusciate a gestire i vostri affari entro due giorni, dovrò. Ordini, sapete.”
“Non sono davvero destinato ad andare a La Havana, sapete,” disse sporgendosi in avanti in modo confidenziale e abbassando la voce. “Ma non ho neanche ordine di stare in Jamaica, se capite cosa intendo. Come scritto, i miei ordini dicono che devo incontrarmi qui con la flotta, dopo aver consegnato il messaggio (a Sir James). Dato che l’ho già fatto…beh, la marina è sempre disponibile a fare un favore all’esercito – quando conviene,” aggiunse onestamente. “E sto pensando che non mi farebbe male dare un occhiata al porto di La Havana e poterne parlare con l’Ammiraglio Pocock quado arriverà qui.”
Grey stava pensando che il Tenente Rimes aveva la stessa probabilità di salire molto in alto nel suo servizio o di trovarsi davanti alla corte marziale ed essere impiccato a Execution Dock, ma tenne questi pensieri per se per il momento.

Traduzione di Iolanda

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