lunedì 17 ottobre 2016

Anne Kenney, una scrittrice per Outlander

‘Outlander’, una grande opportunità per la scrittrice televisiva Anne Kenney

L’accogliente casa-ufficio della scrittrice di "Outlander" Anne Kenney, sulla Westside, è un altro mondo rispetto a quello della manifestazione, piena di fans, Writers Bloc (nell’occhio del ciclone Outlander), dove ci siamo conosciuti lo scorso mese. Come parte del press tour per la seconda stagione dello show, Anne Kenney ha raggiunto i suoi colleghi scrittori e gli attori principali Caitriona Balfe, Tobias Menzies, e Sam Heughan per un dibattito in cui discutere le sfide dell’adattamento televisivo della tanto amata e complessa serie di libri di Diana Gabaldon, con protagonista un’infermiera della seconda guerra mondiale che, accidentalmente, si trova a viaggiare indietro nel tempo nella Scozia del 18° secolo. E' stata una rara apparizione sul palco per gli scrittori. Gli attori sono di solito i protagonisti di tali occasioni, ma in questa notte sono sembrati felici di lasciare che i riflettori fossero puntati invece sugli scrittori. I membri del sempre appassionato fandom di Outlander hanno riempito la platea del Writers Guild Theater di Beverly Hills, molti forse rendendosi conto, per la prima volta, di quanto sia importante il ruolo svolto dagli scrittori, nel portare il loro pezzo letterario preferito sul piccolo schermo.
Ho fatto visita ad Anne Kenney un paio di settimane più tardi per scoprire come è stata la sua vita da quando ha iniziato lo show della Starz nel 2013. "Non ho mai fatto nulla di simile", ha detto la veterana scrittrice/produttrice del lavorare ad un progetto con un enorme fan base interno. "Sono passata da avere quattro seguaci di Twitter - la mia famiglia - a quasi 10.000 e tutto riguardante "Outlander". Di solito non Twitto su altro". La Kenney trova ancora strano quando i fan la avvicinano in occasione di eventi e vogliono farsi fotografare con lei o farsi autografare da lei i loro oggetti. "Ma in realtà," dice, "questo è stato divertente e per lo più le persone sono state positive."
Nota per il suo lavoro in "L.A. Law", "The Big Easy", "Greek", e “Switched at Birth”, la Kenney aveva letto (ed amato) i libri della Gabaldon ed ha colto al volo la possibilità di scrivere per uno spettacolo che unisse così tanti generi. C'è il romanzo storico, l’avventura, la fantasia, il romanticismo, e la piacevole presenza di un personaggio principale femminile forte come Claire Randall (interpretata da Caitriona Balfe.). "Questo spettacolo è positivo per le donne. Parla dal punto di vista di una donna", dice la Kenney. Ha guadagnato elogi da critici e fan la scorsa stagione grazie alla scrittura del settimo episodio, "The Wedding", in cui Claire è costretta a sposare il giovane e vergine Highlander Jamie Fraser (l'altro personaggio principale interpretato da Sam Heughan), al fine di proteggerla dall’esercito britannico. Molto è stato scritto (vedi “Quante donne ci vogliono per fare la scena di sesso perfetta?) sull’innovativa rappresentazione femminile-centrica nell’episodio, dell’intimità tra i due amanti, che iniziano la notte come due imbarazzati semi-sconosciuti.
Originaria dell’Oregon e dell’Ohio, la Kenney ha sempre saputo di voler essere una scrittrice. Dopo aver conseguito una laurea in giornalismo all’Ohio University, ha lavorato in piccoli giornali fino a quando dei corsi per sceneggiatori e scrittura per la televisione l’hanno portata a trasferirsi a Los Angeles nel 1987. Ha incontrato suo marito, lo scrittore/produttore Fred Golan, lo stesso anno. Una lettrice vorace, in particolare di romanzi storici, la Kenney ama il processo di adattamento, ma riconosce che Outlander può essere problematico. Mentre la prima stagione è stata abbastanza semplice, con Claire che cerca principalmente di trovare il modo per tornare a casa nel 20° secolo, la seconda stagione, ormai in fase avanzata, è stata molto più complicata da adattare. Non voglio fare anticipazioni a coloro che non l’hanno ancora vista, ma come dice la Kenney, "c'era così tanta esposizione, molte più cose da spiegare." Le cose non saranno più facili per gli scrittori se lo show continuerà con la terza stagione. I libri della Gabaldon sono famosi per la loro portata geografica e gli enormi salti nel tempo.
Gli scrittori di Outlander hanno la loro sede a Los Angeles (la stanza degli scrittori si trova nella Valley e la Kenney lavora sulle sue sceneggiature a casa) ma tutti sono anche produttori, che significa periodici soggiorni di lavoro in Scozia per supervisionare la produzione degli episodi. Lo spettacolo si gira negli studi a Cumbernauld, alle porte di Glasgow. Anche il cast e la troupe trascorrono molto tempo sul posto. Come produttore supervisore "sei lì all'inizio e durante la preparazione quando stiamo decidendo quali saranno le locations e quali scene saranno mantenute o tagliate per motivi di produzione", dice la Kenney. "Lavoriamo con gli attori e registi ed è un dare e avere. A volte c'è qualcosa che ho sentito nella mia testa e uno degli attori dirà 'questo suona davvero strano per me'. “E’ una trattativa che va avanti".
Ad esempio, ci sottolinea che è "molto interessante" lavorare con Tobias Menzies, che interpreta un doppio ruolo: Frank, il marito di Claire nel 20° secolo e il suo antenato del 18° secolo, il malvagio Black Jack Randall. "Credo che il presupposto sia che gli attori vogliono dire di più, piuttosto che di meno," dice. "Ho scoperto che non è un caso generale ... soprattutto con Tobias. Spesso sente di poter raccontare la storia in modo più efficace con meno parole, e spesso ha ragione."

Lo scorso autunno la Kenney è stata in Scozia per due mesi, per supervisionare uno dei suoi episodi della seconda stagione, ed uno scritto invece dalla Gabaldon. E' stato il primo tentativo dell'autrice di Outlander di adattare il suo lavoro ad una sceneggiatura. La Kenney dice che lavorare con la Gabaldon è stato "davvero divertente ... siamo state molto bene. La mia esperienza è stata che lei ha davvero indossato il suo cappello da studentessa. Lei era lì per vedere come procedeva ed era davvero un soldato. Pioveva molto ed eravamo fuori al freddo e all’umido. E’ stata divertente e buffa  e non si è lamentata neanche una volta. Come tutti noi, ha ricevuto delle annotazioni ed alcune cose sarebbero dovute essere riscritte e lei è stata molto interessata a tutto questo."
La produzione di Outlander è stata una manna per l'economia delle zone in cui viene girato, come la Kenney ha appurato personalmente un giorno fuori in location con la Gabaldon. "Diana ed io eravamo in un negozio di caffè in un luogo chiamato Culross. Avevamo le cuffie al collo... i nostri nomi scritti sul retro. Dopo aver preso alcune cose, il ragazzo ci ha seguito fuori, è andato da Diana e ha detto, 'Oh mio Dio, sei Diana Gabaldon? Ci hai portato così tanto lavoro... è tutto un omaggio della casa per te.' Dopodiché lo scherzo era che noi tutti avremmo scritto il suo nome sulle nostre cuffie per ottenere cibo gratis."
Oltre ad avere a che fare con il tempo inclemente, la Kenney ha trovato alcune differenze nel modo in cui i set scozzesi vengono gestiti. La tipica giornata di lavoro è di 10 ore (a meno che la troupe acconsenta ad andare oltre) a differenza delle usuali 12-14 ore al giorno negli Stati Uniti. C'è anche una regola al "diritto di circolazione" che permette al pubblico di accedere legalmente in ogni luogo in cui la troupe gira. Ma finora "le persone sono state molto rispettose e gli attori sono stati estremamente gentili con i fan che si presentano e che vogliono parlare e scattare foto", dice la Kenney. Lei ammette che uno dei suoi (e della collega scrittrice Toni Graphia) maggiori problemi è capire alcuni degli accenti scozzesi. L'addetto al ricevimento presso il loro hotel è stato uno dei più difficili da decifrare. "Avrebbe potuto dire ‘c’è un serial killer al terzo piano' che noi avremmo risposto, fantastico!"

Traduzione di VeroNica

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