venerdì 25 settembre 2015

The Skye Boat Song

The Skye Boat Song è una delle più famose canzoni giacobite, sebbene le parole siano state scritte su un'aria popolare più di cent'anni dopo la battaglia di Culloden (1746), che segnò la fine dei clan e della cultura delle Highland. Il testo tradizionale racconta della fuga del Bonnie Prince Charlie da South Uist all'isola di Skye, grazie all'aiuto della leale Flora MacDonald, che lo fece travestire da sua cameriera. Nonostante i tragici eventi avvenuti appena prima di ciò che viene raccontato nella canzone, essa è piena di orgoglio patriottico e nell'ultima strofa (che non sempre viene inclusa nelle varie versioni) c'è un esplicito riferimento al fatto che prima o poi il principe sarebbe tornato di nuovo "Charlie will come again"(esiste anche un'altra versione di questo verso finale, forse più moderna e attuale che dice "Scotland will rise again").
Sopra: A. Johnston, Il primo incontro del principe Charles con Flora MacDonald

THE SKYE BOAT SONG

[Chorus:]
Speed, bonnie boat, like a bird on the wing,
Onward! the sailors cry;
Carry the lad that's born to be King
Over the sea to Skye.

Loud the winds howl, loud the waves roar,
Thunderclaps rend the air;
Baffled, our foes stand by the shore,
Follow they will not dare.

[Chorus]

Though the waves leap, soft shall ye sleep,
Ocean's a royal bed.
Rocked in the deep, Flora will keep
Watch by your weary head.

[Chorus]

Many's the lad fought on that day,
Well the Claymore could wield,
When the night came, silently lay
Dead on Culloden field.

[Chorus]

Burned are their homes, exile and death
Scatter the loyal men;
Yet ere the sword cool in the sheath
Charlie will come again.
(Scotland will rise again)
LA CANZONE DELLA BARCA PER SKYE

[Coro:]
Veloce, bella barca, come un uccello in volo,
Avanti! Gridano i marinai;
Porta il ragazzo nato per essere Re
Sul mare verso Skye.

Forte ulula il vento, forte ruggiscono le onde,
Tuoni lacerano l’aria;
Frastornati, i nostri nemici stanno sulla riva,
Seguirci non oseranno.

[Coro]

Anche se le onde balzano, dolcemente dormirai,
L’oceano è un letto regale.
Cullata profondamente, Flora sarà tenuta
Al sicuro dalla tua testa stanca.

[Coro]

Molti combatté il ragazzo quel giorno,
Bene brandì lo spadone.
Quando giunse la notte, in silenzio giaceva
Morto sul campo di Culloden.

[Coro]

Bruciate sono le loro case, esilio e morte.
Dispersi i leali uomini;
Ancor prima che la spada si raffreddi nel fodero
Charlie tornerà di nuovo.
(La Scozia si solleverà di nuovo)



Lo scrittore scozzese Robert Louis Stevenson scrisse una variante con altre parole, il cui testo è più vago e con un'atmosfera cupa e  pessimista. Questo poema descrive il viaggio verso una terra lontana, ma anche un romanticizzato tempo perduto. Certamente molti idealizzano il Bonnie Prince Charlie e la sua causa giacobita come simboli di una grande possibilità, una chance per il nazionalismo e la ribellione scomparsa troppo in fretta. Durante il viaggio il principe ripensa con grande rimpianto a quello che sarebbe potuto essere e non fu, se la sommossa del 1745 fosse andata a buon fine. Si rende perfettamente conto che quei giorni gloriosi non torneranno mai più e che lui non sarà mai più lo stesso uomo. Mull, Rùm ed Eigg sono tre isole che fanno parte delle Ebridi Interne (così come Skye).
Sopra: J.B. MacDonald, Il principe Charles lascia la Scozia

OVER THE SEA TO SKYE

Sing me a song of a lad that is gone,
Say, could that lad be I?
Merry of soul, he sailed on a day
Over the sea to Skye

Mull was astern, Rum was on port,
Eigg on the starboard bow.
Glory of youth glowed in his soul,
Where is that glory now?

Give me again all that was there,
Give me the sun that shone.
Give me the eyes, give me the soul,
Give me the lad that's gone. 

Billow and breeze, islands and seas,
Mountains of rain and sun;
All that was good, all that was fair,
All that was me is gone.
SUL MARE PER SKYE

Cantami una canzone del ragazzo andato,
Dimmi, potrei essere io quel ragazzo?
Con la gioia nel cuore, un giorno salpò
Sul mare verso Skye.

Mull era a poppa, Rùm a babordo,
Eigg alla prua di tribordo;
La gloria della gioventù risplendeva in lui;
Dov'è quella gloria adesso?

Ridammi tutto ciò che c'era,
Dammi il sole che splendeva!
Dammi gli occhi, dammi l'anima,
Dammi il ragazzo che non c'è più!

Nuvole e brezza, isole e mari,
Montagne di pioggia e sole,
Ciò che era buono, ciò che era giusto,
Tutto ciò che ero, è andato.


Versione estesa

È a questa versione che il compositore Bear McCreary si è ispirato per creare la sigla di Outlander, cambiando lad (ragazzo) in lass (ragazza) per adattarla al personaggio di Claire Randall Fraser e abbreviandola a solo due strofe. McCreary la descrive così "La sigla d'apertura costruisce energia, finché alla fine brucia in una marcia d'incitamento suonata dalle Grandi Cornamuse delle Highland e dai caratteristici rullanti scozzesi.


Sigla d'apertura

La descrizione di una persona che si sente persa e parte per mare, certamente allude a Claire. La fine del motivo, focalizzandosi sul viaggio piuttosto che sulla perdita, suggerisce continue avventure nella terra dal nome evocativamente fatato di Skye (anche se Claire in effetti non metterà mai piede nella vera isola). Non di meno, il nome gaelico dell'isola di Skye, An t-Eilean Sgitheanach, che significa "l'isola alata" e il suo nomignolo gaelico, Eilean a' Cheo, "l'isola della nebbia", le danno entrambi un'aurea misteriosa e romantica. In inglese, il cielo (NdT che si scrive sky ed ha la stessa pronuncia di Skye) significa illuminazione e ascesa spirituale, qualcosa che Claire non può trovare come moglie casalinga di un professore di Oxford, ma solo in quanto eroina combattente e guaritrice, in un passato lontano. La sigla iniziale offre un collegamento con la natura grazie alla scena della danza delle druide e a Claire che viaggia nella magia del sole e di un'antica pietra. La seconda strofa si combina con immagini di bellezze naturali, legandole a Claire in un modo che suggerisce la sua stessa natura indomita: le billow and breeze, islands and seas sembrano far parte di lei. La natura imperativa della canzone (Sing me a song) e la ricerca d'identità (Say, could that lass be I?-All that was me is gone), fanno pensare al carattere di Claire mentre cerca di decidere a quale luogo/tempo appartiene e in che modo vuole passare la sua vita.

Altre informazioni interessanti su The Skye Boat Song le potete trovare in questo articolo di Francesca Lamia

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