giovedì 24 settembre 2015

Estratto dal 9° libro: pensieri

"E i Presbiteriani hanno martiri?" chiese Jamie con esitazione. "Voglio dire - non avete santi, giusto?"
"Perché quest'improvviso interesse per la dottrina presbiteriana?" disse Roger, curandosi di porre la domanda con tono leggero. "Stai pensando di convertirti?"
Sentì un breve grugnito divertito.
"No. È solo che ho molti pensieri ultimamente."
"Vuoi prendere in esame questo genere di cose," disse Roger, fermandosi per districare un rovo che si era attaccato alla gamba dei suoi pantaloni. "Va bene, ma con moderazione, intendo dire che troppo ti darebbe un'indigestione - mentale e fisica."
"Non hai tutti i torti," disse Jamie ironicamente. "Dimmi un modo per farli smettere che non includa il bere eccessivamente."
Un debole grido, come di un lontano branco di gibboni, fluttuò attraverso il tramonto avvolgente.
"Beh, una stretta vicinanza con i bambini lo farebbe senz'altro," disse Roger, sorridendo a quel suono. "Quando Jem imparò a camminare, Bree era solita dirmi che non riusciva ad avere due pensieri consecutivi, a meno di non infilargli qualcosa in bocca. È un miracolo che non sia esploso per sovralimentazione."
"Aye, proprio così," disse Jamie, alleggerendo il suo tono. "Il tuo piccolo chiacchierone distoglierebbe la mente di un uomo perfino dalla propria impiccagione."
Quest'inusuale immagine sorprese Roger, anche se le parole di Jamie erano state dette con bonarietà.
"È questa la direzione dei tuoi pensieri recenti, quindi?" chiese, dopo una breve pausa.
Dopo una più lunga, Jamie rispose, "Aye, una parte di questi."
_Ah. Ecco perché la domanda sui martiri_... Non disse nulla, ma allungo un po' il passo, raggiungendo Jamie.

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