martedì 9 giugno 2015

Estratto 9° libro: Non puoi ancora tornare a casa...

...ma se lo fai, ti daranno da mangiare

**attenzione spoiler**

William aveva con se' la pistola carica, ma non innescata per eviatare incidenti. Si prese un attimo per innescarla a quel punto, spingendola di nuovo nella fondina prima di avviarsi dietro l'angolo della casa.
Erano indiani, o uno, per lo almeno. Un uomo seminudo accovacciato all'ombra di un grande albero di faggio, che teneva una piccola buca per il fuoco coperta con un telo umido; William poteva sentire il forte odore di tronchi di noce appena tagliati, mescolato al sentore di sangue e di bruciato. L'indiano - che sembrava giovane, anche se grande e molto muscoloso - dava la schiena a William e stava abilmente scuoiando la carcassa di un piccolo maiale, tagliandone delle strisce di carne e accatastandole su un sacco di tela stesa che si trovava accanto a il fuoco.
"Ciao, là" disse William alzando la voce. L'uomo si guardò intorno, sbattendo le palpebre contro il fumo e allontanandolo dal suo volto. Si alzò lentamente, il coltello che aveva usato ancora in mano, ma William aveva parlato abbastanza tranquillamente e lo sconosciuto non era minaccioso.Neanche lui era un estraneo. Uscì dall'ombra dell'albero, la luce del sole gli colpì i capelli e William provò una fitta di stupore nel riconoscerlo.
Così come accadde al giovane, dato lo sguardo sul suo volto.
"Tenente?" disse incredulo. Guardò rapidamente William su e giù, registrandone la mancanza della divisa e i suoi grandi occhi scuri si fissarono sul volto di William. "Tenente... Lord Ellesmere?"
"Mi capita di esserlo. Signor Cinnamon, non è vero?" Non seppe trattenere un sorriso mentre pronunciava il nome e la bocca dell'altro si storse ironicamente. I capelli del giovane non erano più lunghi di un pollice, ma solo una rasatura completa avrebbe mascherato il suo caratteristico colore rosso scuro o i suoi riccioli ribelli. Un orfano della missione, doveva a quelli il suo nome.
"John Cinnamon, sì. Servo vostro... signore." L'ex ricognitore gli fece un mezzo inchino, anche se il "signore" era stato detto più come una domanda.

"William Ransom. Al vostro servizio, signore", disse William, sorridendo e allungando la mano. John Cinnamon era un po' di centimetri più basso di lui e un po' più robusto; l'esploratore era cresciuto negli ultimi due anni e aveva una solida stretta di mano.
"Spero che mi perdoniate la curiosità, signor Cinnamon, ma come diavolo siete arrivato fin qui?" Chiese William, lasciandolo andare. Aveva visto l'ultima volta John Cinnamon due anni prima, in Canada, dove aveva trascorso gran parte di un lungo e freddo inverno a caccia in compagnia di una guida mezzo indiana, più o meno della sua età.
Si chiese brevemente se Cinnamon fosse andato a cercarlo, ma la cosa era assurda. Non pensava di aver mai menzionato all'uomo il Mount Josiah - e anche se l'avesse fatto, Cinnamon non poteva aspettarsi di trovarlo qui.
"Ah." Con grande sorpresa di William, un lieve colorito imporporò i larghi zigomi di Cinnamon. "Io...emm... beh, io sono sulla via per andare a sud." Il rossore aumentò.
William sollevò un sopracciglio. Se era vero che la Virginia era a sud del Quebec e che c'era una buona dose di paesi del Sud, il Mount Josiah era sulla strada del nulla. Nessuna strada portava lì. Lui stesso era arrivato al monte su una chiatta, poi aveva preso una piccola canoa a Richmond e remato sulle Breaks, quel tratto con pendii e acque turbolente dove la terra improvvisamente crolla su se stessa. Aveva visto forse tre persone durante il tempo trascorso sulle rapide ed erano tutti diretti nella direzione opposta.
Improvvisamente, però, le spalle larghe di Cinnamon si rilassarono e lo sguardo di diffidenza venne sostituito dal sollievo.
"In effetti, sono venuto a vedere il mio amico", disse e fece un cenno verso la casa. William si girò di scatto, per vedere un altro indiano farsi strada tra i rovi di lampone su quello che era un piccolo campo da croquet.
"Manoke!", disse. Poi gridò "Manoke!", facendo alzare lo sguardo all'uomo più anziano. Il viso dell'indiano più grande si illuminò di gioia e un'improvvisa felicità balenò nel cuore di William, risanandolo come pioggia primaverile.
L'indiano era sottile e semplice come lo era sempre stato, il suo volto un po' più squadrato. I suoi capelli odoravano di legna bruciata quando William lo abbracciò, e il grigio era dello stesso morbido colore, ma era anche forte e deciso come sempre - poteva vederlo facilmente; stava guardando in basso, sopra di lui quando la guancia di Manoke si schiacciò sulla sua spalla.
"Che cosa hai detto?" Chiese, lasciando Manoke.
"Ho detto, 'Oh, come sei cresciuto, ragazzo' ", disse Manoke, sorridendo nella sua direzione. "Hai bisogno di cibo?"

3 commenti:

Mina Prete ha detto...

buongiorno sono una fans di Outlander ho letto tutti i libri fino a prigioniero di nessuno ,questi estratti in che ordine si leggono?
grazie .

Mina Prete ha detto...

Scusate la domanda di prima non avevo letto gli estratti per intero quindi non avevo capito .Spero che esca presto qui in Italia ma soprattutto che Diana non faccia mai morire Jamie e Claire !!!!

Italian Outlanders ha detto...

Lo spero anch'io Mina :) Diana è al lavoro e quando inizia a scrivere è un treno quindi sono fiduciosa che l'attesa sarà accettabile...e comunque sarà ricompensata alla fine da Jamie e Claire ;)
Non so dirti come finirà la storia di Jamie e Claire...ma del resto non sono immortali quindi l'idea non sarebbe proprio da scartare.
E poi non dimentichiamo che il 'fantasma di Jamie' aleggia in vari libri (dal primo sotto la pioggia agli ultimi con Mandy)...
Sono certa che Diana riuscirà ad emozionarci in positivo anche con il finale ;)