mercoledì 12 novembre 2014

Estratto dal 9° libro: A pesca

"Chi ti ha insegnato a lanciare la lenza, Roger Mac?” Suo suocero prese la trota non appena toccò terra, mentre si agitava ancora, e la sbattè con un gesto secco contro una roccia. “Quello è stato un tocco da maestro che non avevo mai visto.”
Roger fece un gesto modesto di congedo, ma arrossì un po' con piacere per il complimento; Jamie non diceva cose di questo tipo alla leggera.
“Mio padre,” disse.
“Aye?” Jamie parve sorpreso, e Roger si affrettò a correggersi.
“Il reverendo, intendo. Lui era per la verità il mio prozio, e per matrimonio padre.”
“Comunque tuo padre,” disse Jamie, ma sorrise. Lanciò un'occhiata verso il lato più lontano della vasca dove Germain e Jemmy stavano bisticciando su chi avesse catturato il pesce più grosso. Avevano dimensioni di tutto rispetto, ma non avevano pensato a tenere separate le loro prede, quindi non si poteva dire che avesse pescato cosa.
“Pensi che faccia differenza? Che Jem sia mio per sangue e Germain per amore?”
“Sai, non lo so.” Roger sorrise alla vista dei due ragazzi. Germain era più grande di due anni di Jem, ma di esile corporatura, come entrambi i suoi genitori. Jem aveva l'ossatura allungata e le spalle larghe del nonno – e di suo padre, pensò Roger, raddrizzando le sue spalle. I due ragazzi erano parecchio alti, e i capelli di entrambi erano rossi al momento, la luce rossastra del sole calante dava fuoco alla capigliatura bionda di Germain. “Dov'è Fanny, ora che ci penso? Lei li farebbe riconciliare."

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