giovedì 7 agosto 2014

Outlander: differenze tra Libro e serie tv

Outlander, il nuovo show televisivo Starz basato sul libro omonimo, sarà presentato in anteprima questo Sabato, 9 agosto. Lo show sta già ottenendo molti consensi, in gran parte grazie ad un impressionante presentazione al Comic Con di San Diego di quest'anno. 
Diana Gabaldon, autrice della serie di libri e consulente per lo show televisivo, ha viaggiato con il cast della serie per parlarne. Nonostante sia stato impegnativo, la Gabaldon è entusiasta di farne parte.


"E' la prima volta, si potrebbe dire, che esco con un programma TV o qualcosa del genere," ci ha detto la Gabaldon quando abbiamo parlato con lei della serie.
La Gabaldon sostiene che Outlander funziona bene come uno show televisivo, "a causa delle dimensioni." Ha spiegato, "Qualcuno aveva cercato di fare un lungometraggio di Outlander di due ore per anni e anni e anni. Ed ho visto una serie di script, molti dei quali scritti fatti da sceneggiatori di tutto rispetto i cui nomi si riconoscerebbero. Quando Ron [produttore e sceneggiatore della serie, Ronald D. Moore] mi ha mostrato il suo copione per il pilot, ho detto, 'Questo è grande!' Ho detto, 'Questa è la prima cosa che io abbia mai letto basato sui miei libri che non mi abbia fatto ne sbiancare ne arrabbiare.' Ma, no, semplicemente non è possibile comprimere tutto quel materiale strutturato così com'è."

Continua la Gabaldon, "Avere uno show televisivo di 16 ore è una benedizione indicibile."
"Per cominciare, Ron [Moore] e la sua partner, Maril [la produttrice esecutiva Maril Davis], sono venuti a casa mia e hanno trascorso due giorni con me a parlare dei personaggi, delle trame e dei retroscena e a discutere le loro idee per l'adattamento, idee che ho pensato essere molto, molto intelligenti, così come molto generose.
Mi hanno mostrato gli script. Mi mostrano le riprese dello show. Chiedono il mio parere. Non sono obbligati a prenderlo in considerazione, intendiamoci, ma lo chiedono. E cerco di essere diplomatica sulla mia opinione."
La Gabaldon si è resa conto che, insieme, lei e i produttori esecutivi erano molto in sintonia per quanto riguardava la storia. Fu allora che Moore le chiese se le sarebbe andato di scrivere un episodio. La risposta della Gabaldon: "Beh, penso di no."
Disse che c'era una serie di ragioni per cui non pensava di essere all'altezza del compito, per prima cosa, "Non sono una giocatrice di squadra. Sono abituata ad avere il controllo totale su tutto ciò che faccio. E sono ben consapevole che non è così che funziona la stesura di uno script." Un altro motivo molto importante dice sia stato: "Non voglio essere responsabile di aver rovinato questa importantissima prima stagione scrivendo uno script o qualcosa d'altro. Quindi, se si avrà una seconda stagione, forse lo prenderò in considerazione". Stava anche finendo l'ottavo libro della serie Outlander, Written in My own Heart's Blood, uscito nel mese di giugno (in America).
In realtà, Diana credo moltissimo nella produzione e nella storia, comprese le decisioni dei casting.
L'autrice ha detto che non aveva idee precise sul casting. "Quello che sembrano non importa molto al di là dei meri parametri fisici, in generale. Ho capito cosa fanno gli attori. Incarnano qualcuno che non sono."
La Gabaldon ha visto i primi otto episodi della serie e dice che lo spettacolo è molto fedele ai libri. "In sostanza, si sta guardando circa 85 - 90 per cento del materiale originale."
Sostiene che tutta la serie sia incredibile, "Ci sono un paio di scene veramente grandi. Ce n'è uno nel'episodio 6 che è una sorta di lunga sequenza, bene, praticamente tutta la puntata 1x06 lo è." Ha definito queste scene "particolarmente vive." "Mentre certamente riconoscerete Outlander se avete letto i libri," ha spiegato, "c'è anche questo meraviglioso senso di novità e di scoperta, a causa di tutti i piccoli tocchi e nuovi colpi di scena. Guardo con assoluta affascinata attesa per vedere cosa succederà." 

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2 commenti:

tsukino ha detto...

Dopo aver visto il primo episodio ha tirato un sospiro di sollievo: mi è sembrato molto fedele al libro, anche per le sensazioni che sono riusciti a creare (un esempio su tutti, l’ironia di Claire quando Frank partiva in una delle sue filippiche storiche e a lei non fregava più di tanto e lo prendeva in giro).
Mi sono dovuta ricredere anche su Sam/Jamie, non sarà mai quello della mia mente, ma è Jamie molto credibile ^^

tsukino ha detto...

Ah, e poi mi sono emozionata a vedere Castle Leach, cinque anni fa ci sono stata! (in realtà è Doune Castle) ^^