lunedì 10 marzo 2014

Frank&Claire

Avevamo scelto le Highlands, come meta di vacanze prima che Frank cominciasse il suo incarico di professore di storia a Oxford, per via del fatto che la Scozia era stata un po’ meno danneggiata dagli orrori della guerra rispetto al resto dell’Inghilterra, e meno soggetta alla frenetica euforia da dopoguerra che aveva contagiato luoghi di villeggiatura più alla moda.
E, pur senza averne parlato, credo che a entrambi sembrasse un posto simbolico per ricominciare il nostro matrimonio; appena sposati avevamo trascorso due giorni di luna di miele nelle Highlands, poco prima dello scoppio della guerra, sette anni addietro. Un rifugio tranquillo dove dedicarci alla riscoperta reciproca, pensavamo, senza renderci conto che, se il golf e la pesca sono gli sport più diffusi all’aria aperta, quello del pettegolezzo è lo sport più praticato nei luoghi chiusi. E quando piove così tanto come in Scozia la gente passa un sacco di tempo al chiuso.
"Dove te ne vai?" chiesi a Frank, mentre metteva bruscamente i piedi giù dal letto.
"Non vorrei che la cara vecchietta restasse delusa", rispose lui. Sedutosi sulla sponda del letto, si mise a rimbalzare dolcemente su e giù, producendo un cigolio penetrante e ritmico. L’aspirapolvere in corridoio si arrestò all’istante. Dopo un minuto o due di rimbalzi, Frank emise un lamento sonoroe teatrale e crollò all’indietro, con grande stridore di molle. Cercai di soffocare una risata nel cuscino, per non interrompere il silenzio che era calato all’improvviso dietro la porta. 

da La Straniera

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