venerdì 16 novembre 2012

Estratto WimoHB: nel frattempo fuori Philadelphia...

"Ma è necessario che io sia attivo al momento, colonnello," osservò Washington con aria di scusa. "Siete consapevole, vero, che Clinton si sta ritirando da Philadelphia?"Un brivido attraversò Jamie come una moneta calda lasciata cadere sul burro."E...lui...no, signore. Non ne ero a conoscenza."
"Stavo per arrivarci," disse Dan tra i denti. "Nessuno mi ha lasciato mettere bocca nella conversazione, ve lo dico."
"Bene, ora ne ha la possibilità," disse Washington divertito. "Ne avrà un'altra se non sarà abbastanza veloce per parlare prima che arrivi Lee. Siedetevi con me, signori, se volete. Mi aspetto...ah, non ci sono." Rumori fuori dalla porta indicavano che un certo numero di cavalieri erano arrivati e nel giro di pochi istanti, la stanza era piena di ufficiali continentali.
Erano un gruppo sgualcito e stanco, per la maggior parte vestiti con brandelli di uniformi insieme a camicie da caccia o semplici calzoni. Anche coloro che possedevano un abito completo erano schizzati di fango e logori, e l'odore di uomini che avevano vissuto abbastanza rudemente superava l'odore dolce della stanza.
Tra i saluti contitati, Jamie individuò la fonte dell'odore di urina anche, anche; una donna dal viso sottile stava con la schiena premuta al muro in un angolo della stanza, con in mano un bambino avvolto in uno scialle logoro contro il petto, gli occhi che guizzavano avanti e indietro tra gli intrusi. Una macchia scura di bagnato si vedeva sullo scialle, ma era evidente che la donna avesse paura di muoversi dal suo posto per cambiare il neonato e invece si spostava meccanicamente da un piede all'altro, accarezzando il bambino per rabbonirlo.
"Colonnello Fraser! Ben arrivato! Ben arrivato!" La voce attirò la sua attenzione, e con suo grande stupore, si ritrovò la mano stretta con entusiasmo da Anthony Wayne conosciuto apertamente ormai come" Pazzo Anthony ", che aveva visto l'ultima volta un paio di settimane prima della caduta di Ticonderoga.

"Sua moglie sta bene, signore, e il vostro nipote indiano?" Wayne chiese, raggiante in volto. Anthony era basso e tarchiato, con le guance piene come uno scoiattolo e gli occhi che sembravano brillare con il fuoco. Al momento, Jamie fu sollevato nel vedere che erano accesi soltanto per un interesse amichevole.

"Stanno bene, signore, vi ringrazio. E..."

"Dimmi, tua moglie è a portata di mano?" Wayne si spostò un po' più vicino e abbassò la voce. "Ho avuto un periodo d'inferno con la mia gotta e lei aveva fatto miracoli con l'ascesso alla base della mia colonna evrtebrale, mentre eravamo a Ti-"
"Colonnello Fraser, permettetemi di farvi conoscere il generale Charles Lee e il generale Nathanael Greene." La voce di George Washington si incuneò tra lui e la base della colonna vertebrale di Pazzo Anthony, con suo grande sollievo.
Oltre allo stesso Washington, Charles Lee era il meglio vestito del gruppo, in uniforme completa di gorgiera fino agli stivali lucidi. Jamie non lo conoscieva, ma lo avrebbe preso per un soldato professionista, non importa il come fosse vestito. Un inglese di quel tipo che sembra sempre avere un qualche odore discutibile, ma gli strinse la mano abbastanza cordialmente come in una tenaglia "Al vostro servizio, signore." Jamie sapeva due cose su Charles Lee, entrambe riferitegli dal giovane Ian. Vale a dire, che l'uomo aveva una moglie e i Mohawk lo chiamavano Ounewaterika. Ian aveva detto che significava acqua bollente.
Tra Pazzo Anthony e acqua bollente, Jamie stava cominciando a pensare che sarebbe stato meglio si fosse mosso e allontanato prima di aver incontrato Dan Morgan sulla strada, ma era troppo tardi per i rimpianti.


 da Written in my own Heart's Blood

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