martedì 21 novembre 2017

Bees: Ritratti di famiglia

La galleria superiore di Ellesmere. Un’ampia scala quadrata aperta portava al secondo piano. Qui il soffitto si levava alto, e una galleria circondava la tromba delle scale su tre lati, con alte finestre su un lato e vari ritratti sulle altre tre pareti.
“Isobel mi disse che questo fu dipinto subito dopo il suo matrimonio,” disse Lord John, accennando al ritratto di una giovane donna molto bella. Il pittore non era stato particolarmente dotato – i capelli della donna erano semplicemente scuri, dei colori tra il marrone e il nero, e il suo abito goffamente reso – ma William riconobbe il suo viso; lo stesso viso che aveva visto ogni giorno per anni, in una miniatura che aveva portato con lui da casa a Londra, a scuola, e che ora avrebbe portato con sé nell’esercito.
Pensò che il pittore l’amava, forse; il viso era fatto cura e sentimento.
“Qualcuno mi ha detto che ho la sua bocca,” disse, a bassa voce, come per non spaventarla.
“È vero,” disse Lord John, alzando un sopracciglio. “Chi te lo ha detto?”
“Madre Isobel.” Si allontanò dal ritratto, sentendosi improvvisamente turbato. “Sembra strano vederla – Madre Ginevra – qui, da sola.” C’erano diversi ritratti di lei a Helwater – ma sempre ritratti fatti con sua sorella più giovane, i suoi genitori. Anche i ritratti di lei da sola erano sempre affiancati da ritratti simili di Isobel.
“È così.” Anche Lord John parlava a bassa voce. Era silenzioso come una chiesa qui sul pianerottolo, un’illusione intensificata dalle alte e silenziose finestre, con i loro bordi di vetro colorato. E dal fatto che tutti quelli nei ritratti erano morti...
Si allontanò irrequieto, in direzione della parete opposta. Il muro era dominato da un grande ritratto di un uomo anziano con una parrucca formale e gli abiti di un Conte. Non male alla sua età, pensò William. Un po’ inflessibile, però, dalla sua espressione. Il pensiero fece sorridere William.
“È lui, non è vero? Mio padre?”
(x)

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