venerdì 10 novembre 2017

Cambio di punizione nell'ottava puntata

Il produttore di Outlander spiega perché la punizione del giovane Ian è stata cambiata.

Tutti i lettori di Voyager di Diana Gabaldon sanno che il giovane Ian è stato costretto a prendersi 12 colpi di cinghia per essere scappato da Lallybroch per unirsi a Jamie a Edimburgo. E il padre del giovane Ian fa in modo che sia Jamie a portare a termine la punizioe perché "hai detto spesso che ti preoccupi per lui come se fosse tuo figlio", dice il vecchio Ian nel libro. Ma nell'episodio di Domenica di Outlander, il giovane Ian (John Bell) non solo è scampato alla punizione corporale, ma non è riuscito a prendere a cinghiate Jamie a sua volta - cosa che accade nel libro perché Jamie si sente colpevole per il suo ruolo nel misfatto del nipote.
"Se l'è cavata con molto poco, ad essere onesti", dice l'alter-ego di Jamie, Sam Heughan a EW.
Si scopre che il produttore esecutivo Matthew B. Roberts e gli scrittori "ci giravano intorno" già da un annetto, ma decisero il cambiamento perché avevano già progettato di includere una scena con una fustigazione all'inizio della stagione.

"All'epoca, ci sarebbe dovuta essere una fustigazione nell'episodio 3" spiega Roberts. "Ci sarebbe stata una fustigazione in cui John Gray porta Murtagh fuori dalla sua cella per essere in possesso e aver nascosto il tartan. Lo porta fuori perché vuole che Jamie gli riveli tutto sulla sua conversazione con Duncan Kerr e sente che Jamie gli stia nascondendo qualcosa. Lo legano per essere frustato e Jamie gli rivela tutto. John Gray, essendo un uomo d'onore, non lo frusta. Al contrario, gli dà la medicina e lo tratta con compassione cosa che permette a Jamie di aprirsi e di rivelargli di più sul motivo per cui era scappato. Abbiamo finito per escluderlo dall'episodio 3, ma non lo sapevamo nel momento in cui abbiamo scritto l'episodio 8. A volte questo accade".
E siamo sinceri, Sassenachs: avreste davvero voluto vedere il dolce Ian soffrire?

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