lunedì 9 gennaio 2017

Caitriona, la recitazione...e gli abiti

A Caitriona Balfe piacerebbe che le venisse chiesto qualcosa di diverso dalle domande a proposito del vestito che indossa
Quando domenica notte, la candidata al Golden Globe Caitriona Balfe camminerà sul tappeto rosso, avrà un vantaggio rispetto alle altre attrici che faranno un giro nei loro abiti. Molto tempo prima che si accaparrasse la parte di Claire Beauchamp Randall Fraser nella serie Outlander della Starz, la bella irlandese Balfe stava calcando le passerelle per marchi del calibro di Victoria’s Secret e Chanel. E i dieci anni passati nelle trincee della moda hanno influenzato le sue scelte per sfilare sul tappeto rosso, ispirandola ad esibire audaci look come l’abito nero di Alexander McQueen che portava ai Golden Globes dell’anno scorso. (Aveva lasciato anche le passerelle di McQueen, quando lo stilista era ancora al timone della casa. "Quando fai la modella, sei lì per valorizzare al meglio i vestiti, non puoi dimenticare che i vestiti sono la storia. Ma come attrice, i vestiti sono lì per valorizzare te", dice la Balfe, "E' stato un cambiamento interessante, mi ha insegnato ad esprimere ‘me stessa’".) Ora, dice la Balfe, sta anche prendendo spunti, per il tappeto rosso, dal suo ruolo in Outlander candidato al Golden Globe, connettendosi, nel suo approccio, con la schietta Claire. "E' folle", dice la Balfe, "che a tutte noi attrici tutto quello che ci viene chiesto sembra essere in riferimento a ciò che stiamo indossando. Quelle interviste girano in tutto il mondo - e ora siamo in un momento in cui, come cittadini, dovremmo cogliere questa opportunità per farci sentire, dire quello che pensiamo sulle cose che vediamo accadere intorno a noi. C'è molto di più di cui parlare che non dei vestiti". Su questo, la Balfe, parla chiaro.

Hai sempre saputo di voler recitare, o è stato qualcosa che è cresciuto mentre facevi la modella?
Quando mi hanno scoperto frequentavo la scuola di teatro a Dublino. Ero in un supermercato, tra i tanti posti, e raccoglievo fondi per beneficenza. Questo mi ha portato ad un lavoro locale, e quindi il lavoro locale mi ha portato ad ottenere un contratto con Ford ed andare a Parigi, momento in cui ho iniziato a concentrarmi sul lavoro di modella a tempo pieno. Non è stato comunque un successo immediato; era la parte finale dell’epoca delle supermodelle brasiliane, e io, essendo molto bianca e molto irlandese, non c’entravo molto. Ma poi, tutto ad un tratto, la tendenza è cambiata, ragazze belghe pallide, che non erano ancora come me, ma abbastanza simili, immagino! È stato allora che ho iniziato a sbarcare in spettacoli come Chanel e Vuitton e Givenchy. 


E poi cosa ti ha portato alla fine a tornare alla recitazione?
Sai, smaniavo. E' davvero difficile allontanarsi da un lavoro che è divertente da fare, e con il quale si stanno facendo soldi, ma dopo sei o sette anni che vivi la routine del fare la modella, sentivo una sorta di noia, avevo bisogno di qualcos'altro. Vivevo a New York, al momento, e ho iniziato a prendere lezioni. E poi mi sono trasferita a L.A., e ho continuato a prendere lezioni là - ho letto un articolo su Amy Adams nel quale lei menzionava la sua insegnante, ed ho scoperto che lo studio era a poca distanza da casa mia. Era molto comodo, dal momento che stavo appena imparando a guidare.

Allora, un ruolo qua e un ruolo là e poi, Outlander?
Esattamente. Ancora non mi capacito di quanto sia stata fortunata ad ottenere quella parte - voglio dire, ho amato Claire, e abbiamo ottenuto un ordine per tutta la stagione per lo spettacolo, quindi ovviamente è stato un grande lavoro, ma è stato solo quando siamo arrivati a girare intorno ai quattro cinque episodi, che sono volata a Los Angeles per fare un po' di pubblicità, che ho capito che seguito interno avessero gli spettacoli. Abbiamo fatto questo evento per i fan, e tutte queste persone che hanno amato i libri sono venuti fuori, e chiedevano a gran voce che lo show prendesse vita. E' stato come, ohhhh. Sarà una cosa grandiosa.

Non ho mai letto i libri, e onestamente, quando inizialmente ho sentito parlare dello show, mi sembrava abbastanza sciocco. Un romanzo rosa sui viaggi nel tempo? Eh. Ma poi quando finalmente l’ho guardato, sono rimasta davvero colpita da come sostanziosi siano i temi. Voglio dire, c'è un sacco di divertimento nella serie, ma è anche inflessibile nella sua esplorazione dei temi femministi come il patriarcato e la violenza sessuale e la necessità delle donne di controllare le proprie scelte riproduttive.
Sì, sì, sì. Penso che ci siano stati un sacco di scettici, come te, che si sono poi ricreduti guardando lo show - non avremmo avuto un tale successo, se ciò non fosse vero. In sostanza, tutti coloro che lavorano ad Outlander provano con grande forza, per tutto il tempo, a rimanere concentrati sulla dimensione umana delle storie che stiamo raccontando, e se si sta raccontando la storia di una donna che vive in un momento in cui i diritti delle donne erano gravemente ristretti, quei temi sono tenuti ad emergere, e bisogna prenderli sul serio. 


Parlando di stupidaggini: Quando sei sul red carpet, non ti stanchi mai di rispondere alla domanda "che cosa indossi?"? Sono stata informata su questa esperienza, e sembra che a voi signore venga chiesto davvero un'infinità di volte.
Oh mio Dio. E' surreale. Tu sei lì, ad una celebrazione del tuo mestiere, e tutte le persone vogliono sapere cosa indossi. Ancora e ancora. E non solo questo, addirittura si arriva anche a parlare dello smalto! Tu non vuoi essere scortese, ma… [sospira] voglio dire, lo apprezzo, è un ottimo connubio tra spettacolo e moda, e mi piace che mi capiti di avere in prestito questi abiti incredibili, e gli stilisti - soprattutto quelli meno conosciuti, che mi piace sostenere - ottengono grande pubblicità da tutto ciò. Ma mi piacerebbe avere più opportunità di parlare di questo lavoro. E non solo questo. Voglio dire, una delle cose che ispira dell’interpretare Claire è che lei è una donna così forte, schierata contro lo sciovinismo, e questo mi ha davvero fatto considerare le mie responsabilità, come qualcuno che ha un palco. Mi rendo conto che alcune persone disapprovano l'idea di attori che esprimono le loro opinioni politiche, ma siamo esseri umani che vivono in questo mondo, che rispondono a quello che sta succedendo, e perché non dovremmo essere in grado di prendere posizione su ciò che riteniamo un'ingiustizia ?

Va bene, quindi se dovessi prendere posizione su qualcosa, quale sarebbe?
Beh, sai, se guardi Outlander vedi storie di stupro, sulla gravidanza indesiderata, su donne che prendono in mano le situazioni per trovare una soluzione. Per offrire una scelta. E nel frattempo, si vedono leggi come quella appena passata in Ohio, dove l'accesso ai servizi di aborto è stato annullato, e non c'è alcuna eccezione per stupro o incesto. E la fecondazione assistita, che fornisce alle donne servizi medici essenziali a parte l'aborto, è sotto attacco, e sembra proprio, a volte, che tutti i diritti per i quali le nostre madri e nonne hanno combattuto vengano spazzati via.

La cosa per me più strana su quello che sta succedendo in America, è che va contro quello che stiamo vedendo in altri posti. Voglio dire, io sono irlandese, e in Irlanda in questo momento c'è un grande movimento per rendere possibile per le donne l’aborto nei casi in cui la loro vita sia in pericolo - le leggi attuali sono così rigide, anche questo non è un dato di fatto. Ci sono donne che lottano per un [maggiore] accesso all'aborto in Polonia. Davvero le donne in America vogliono tornare a questo?

Credo che sia molto più facile per gli intervistatori del red carpet fare domande sul vostro vestito. E così, in ogni caso, cosa indosserai?

Non ho ancora deciso! O forse sì; Credo di saperlo, ma mi sto dando una seconda opzione, per ogni evenienza.


Traduzione di VeroNica
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1 commenti:

Violet ha detto...

Grande stima per Caitriona! Non riesco a credere che in un paese come gli Stati Uniti si stiano facendo passi indietro sui nostri diritti.. Che vergogna.