domenica 20 novembre 2016

Hal e Minnie: Distrazioni

Ci erano voluti mesi, mesi di attenta pianificazione scegliendo gli uomini tra i corrieri che suo padre usava chi avrebbe potuto essere ben disposto a fare un piccolo extra a parte e un po’ di più per tenere segrete le sue indagini.
Non sapeva cosa avrebbe potuto fare suo padre se avesse scoperto che stava cercando sua madre. Ma se lui si era rifiutato per gli ultimi diciassette anni di dire una parola sulla donna, era ragionevole pensare che non sarebbe stato contento.
Mrs Simpson. Disse in silenzio sentendo le sillabe nella sua bocca. Mrs Simpson…sua madre si era sposata di nuovo, dunque? Aveva altri figli?
Minnie deglutì. Il pensiero che potesse avere dei fratellastri o sorellastre era nello stesso tempo orribile, intrigante…e sorprendentemente doloroso. Che qualcun altro poteva aver avuto sua madre – la sua! – tutti questi anni….
“Non sarà così” disse a voce alta, anche se sottovoce. Non aveva idea delle vicende personali di “Mrs Simpson” ed era inutile sprecare emozioni su qualcosa che poteva non esistere.
La cosa che stava in cima all’edizione di pelle di maiale del Volume III della Storia del Papato (Antwerp) era lunga quanto il suo pollice, e per uno scarafaggio, straordinariamente immobile. Minnie era rimasta a fissarlo inconsapevolmente per quasi un minuto e lui non aveva fatto niente più che torcere un’antenna. Forse era morto? Prese una penna arruffata dal mucchio nel vaso cinese e cautamente punzecchiò la cosa con l’estremità appuntita della penna.
La cosa fischiò come un bollitore e lei lanciò un piccolo grido, facendo cadere la penna e saltando all’indietro. Lo scarafaggio, disturbato, si girò in un lento, permaloso cerchio, e tornò sulla “P” maiuscola in rilievo dorato e nascose le zampe spinose di nuovo sotto di se, ovviamente preparandosi a riprendere il suo pisolino.
“Oh, non la penso così” gli disse e tornò verso gli scaffali in cerca di qualcosa di abbastanza pesante con cui schiacciarlo, ma con una copertina che non avrebbe mostrato la macchia. Aveva messo le mani su una Bibbia Vulgata con una copertina di cuoio marocchino marrone scuro, quando la porta segreta accanto agli scaffali si aprì rivelando suo padre.
“Oh, hai incontrato Frederick?” disse facendo un passo avanti e togliendo la Bibbia dalle sue mani. “Non hai bisogno di preoccuparti, mia cara, è piuttosto docile.”
“Docile? Chi si prenderebbe il disturbo di addomesticare uno scarafaggio?”
“Gli abitanti del Madagascar, o così mi hanno detto. Sebbene la caratteristica sia ereditaria; Frederick qui è il discendente di una lunga e nobile stirpe di scarafaggi sibilanti, ma non ha mai messo piede sul suolo della sua terra d’origine. È nato – o si è schiuso immagino – a Bristol.”
Frederick aveva sospeso il suo pisolino abbastanza a lungo per strofinare il muso indagatore sul pollice di uso padre, esteso come se stesse porgendo le nocche a uno strano cane. Evidentemente trovando l’odore accettabile, lo scarafaggio passeggiò sul pollice e sul dorso della mano di suo padre. Lei rabbrividì, incapace di impedire che la pelle d’oca si diffondesse sulle sue braccia.
Mr Rennie si spostò con attenzione verso i grandi scaffali sul muro est, la mano a culla vicino al petto. Questi scaffali contenevano i libri vendibili ma di poco valore: una mescolanza di cose dall’Erbario di Culpeper a sbrindellate copie delle opere di Shakespeare e, di gran lunga più popolari, una vasta collezione delle più impressionanti confessioni dal patibolo di un assortimento di briganti, assassini, falsari e assassini di mariti. Tra i volumi e i pamphlet era sparpagliata una miscellanea di piccole curiosità che andavano da un cannone di bronzo giocattolo e una manciata di pietre dai bordi taglienti che si diceva fossero usate agli albori dei tempi per raschiare la pelle a un ventaglio cinese che mostrava scene erotiche quando era aperto. Suo padre raccolse una gabbia di vimini per grilli dal mucchio e vi trasferì con semplicità Frederick.
“Non prima del tempo, vecchio amico” disse allo scarafaggio, che ora stava in piedi sulle zampe posteriori e guardava di fuori attraverso l’opera di vimini. “Qui c’è il tuo nuovo padrone, sta arrivando.”
Minerva guardò intorno a suo padre e il suo cuore saltò un po’; aveva riconosciuto quella figura alta, dalle spalle larghe, che si abbassava automaticamente sotto l’architrave per evitare di sbattere la testa.
“Lord Broch Tuarach!” Suo padre fece un passo avanti sorridendo radioso e inclinando la testa al cliente.
“Mr Fraser può bastare” disse, come sempre, stendendo una mano, “Servo Vostro, sir.”
Aveva portato con se l’odore delle strade: la linfa appiccicosa dei platani, polvere, letame e frattaglie e il pervasivo odore di urina di Parigi, leggermente profumato dalle arance del venditore fuori del teatro in fondo alla strada. Portava il suo intenso e penetrante odore di sudore, vino e anche botti di quercia; spesso veniva dal magazzino. Lei inalò con apprezzamento e poi lascio andare il respiro mentre lui si girava sorridendo dal padre verso di lei.
“Mademoiselle Rennie” disse con un grave accento scozzese che arrotondava deliziosamente la R. Sembrò un po’ sorpreso quando lei tese la mano, ma cortesemente si chinò su di essa, respirando cortesemente sulle sue nocche. “Se fossi sposata le bacerebbe” pensò la sua presa stretta inconsciamente sulla sua. Lui sbattè le palpebre, sentendola, ma si raddrizzò e si inchinò a lei con eleganza come qualsiasi cortigiano.
Suo padre emise un leggero suono dalla gola e tentò di incrociare i suoi occhi, ma lei lo ignorò, raccogliendo il piumino per la polvere e dirigendosi diligentemente verso gli scaffali dietro al bancone – quelli che contenevano un assortimento selezionato di letteratura erotica da dozzine di paesi differenti. Sapeva perfettamente cosa il suo sguardo aveva voluto dire.
“Frederick?” senti dire a Mr Fraser, con un tono di voce stupito. “Risponde al suo nome?”
“Io – er – devo ammettere di non averlo mai chiamato all’ordine.” replico suo padre “Ma è molto mansueto; verrà nella vostra mano.” Evidentemente suo padre aveva aperto la gabbia per dimostrare i talenti di Frederick, perché lei senti un leggero strisciare di piedi.
“Nay, non disturbatevi” Mr Fraser – il suo nome di battesimo era James, lo aveva visto su una ricevuta di vendita di un ottavo bordato di vitello di Lettere Persiane con ristampe dorate – disse ridendo. “La bestiola non è un mio animale domestico, Un gentiluomo di mia conoscenza vuole qualcosa di esotico da regalare alla sua signora – ha gusto per gli anomali, ha detto.”

Traduzione di Iolanda

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