domenica 18 settembre 2016

Hal e Minnie: profumi

Winstead Terrace era una piccola fila di decorose villette che dava su una identica dall'altro lato di un parco privato, la tranquillità protetta da un'alta recinzione di ferro e un cancello chiuso.
Hal allungò la mano attraverso le sbarre della recinzione e ruppe con cautela un rametto di un albero che sporgeva.
"Che cosa stai facendo?" domandò Harry, fermandosi a metà strada "Raccogli un fiorellino da mettere all'occhiello? Non credo che Grierson sia così dandy".
"E nemmeno io" disse Hal tranquillamente. "Volevo solo vedere se era quello che pensavo, e infatti è così".
"E cos'è, di grazia?" Harry fece un passo indietro per osservare il rametto che Hal aveva in mano.  Le foglie erano fresche sulle sue dita: era piovuto poco prima ed erano ancora umide, le gocce d'acqua scivolavano lungo la mano per poi sparire nella stoffa del polsino ricamato. 
Prese il rametto con l'altra mano e scrollò l'acqua, asciugando con fare assente la mano bagnata sul cappotto. Gli piacevano i tessuti e i vestiti di buona qualità ma non era un dandy, proprio no. Era però necessario fare buona impressione su Donald Grierson e per questo sia lui che Harry avevano indossato una mezza uniforme, con una discreta ma ben visibile quantità di laccetti dorati.
"Ceibo, l'albero corallo" disse mostrando a Harry le spine lunghe due spanne che sporgevano dal rametto. "E' una specie di biancospino."
"Pensavo che i biancospini fossero delle specie di siepi." Harry fece cenno verso la terrazza e Hal annuì, seguendolo.
"Anche. Possono crescere in piccoli arbusti oppure alberi. E' una pianta interessante: dicono che le foglie sappiano di pane e formaggio, anche se non ho mai provato."
Harry sembrò divertito.
"Me ne ricorderò la prossima volta che mi troverò in campagna e senza un pub in vista. Pronto?"
Hal avrebbe potuto essere infastidito dalla sollecitudine di Harry, ma si vedeva chiaramente che l'amico era preoccupato per lui. Fece un respiro profondo e raddrizzò le spalle, ammettendo a se stesso in tutta onestà che quella preoccupazione non era poi così infondata. Ora però si sentiva meglio. Doveva. C'era ancora molto lavoro da fare, se voleva avere la benché minima speranza di riunire un reggimento pronto per combattere. E il Maggiore Grierson poteva di certo aiutarlo.
"C'è un’altra cosa a proposito dei biancospini," disse mentre giungevano alla porta di casa del Maggiore.
"Cioè?" Harry mise su il suo sguardo da cane da caccia, in allerta e concentrato sulla preda da catturare: Hal sorrise in cuor suo nel vederlo.
"Si dice che i fiori -e cito testualmente- abbiano l'odore di una donna eccitata".
Lo sguardo intento di Harry si spostò istantaneamente sul rametto fiorito che Hal teneva in mano. Lui rise, annusò il fiore e lo porse a Harry, per poi girarsi e sollevare batacchio di ottone.
_Buon Dio è vero_. Fu distratto da un profumo di muschio così accattivante che notò a malapena la porta aperta. Come diavolo poteva avere un odore così... scivoloso? Chiuse involontariamente il pugno con la sconcertante sensazione di aver appena toccato sua moglie.
"Signore?" Il servitore che aveva aperto la porta lo osservava, il cipiglio leggermente aggrottato.
"Oh" disse Hal, ritornando in sé.  "Sì. Lo sono. Voglio dire..."
"Il Maggiore Grierson vi sta aspettando, immagino?" Harry si frappose tra Hal e la faccia inquisitrice, che annuì obbediente e rientrò in casa, facendo segno di seguirla.

Traduzione di Federica

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