giovedì 29 settembre 2016

Estratto dal 9°libro: Vino Blu

Era quella che sua madre chiamava giornata "vino blu". Una in cui l'aria e il cielo erano una cosa sola ed ogni respiro quasi intossicava. Le foglie marroni crepitavano ad ogni passo, il loro profumo tagliente come quello degli aghi di pino che li sovrastavano. Stavano scalando la montagna, pistole in mano, e Brianna Fraser MacKenzie era tutt'uno con il momento.
Il padre le trattenne un ramo d'abete e lei si abbassò per unirsi a lui.
"[Termine gaelico per "erba dolce"],"disse indicando il grande prato che si stagliava davanti a loro. "Ti ricordi un po' di Gàidhlig (gaelico), vero, ragazza?"
"Hai detto qualcosa a proposito dell'erba", disse cercando velocemente nei meandri della sua mente. "Ma non conosco [dolce]."
"Erba dolce. E' come chiamiamo questo prato. Buono per il pascolo, ma troppo grande per un'arrampicata degli animali, e non vogliamo lasciarli qui per giorni da soli, per via dei puma e degli orsi."
Tutto il prato sembrava incresparsi, le cime mature di milioni di steli d'erba in movimento alla ricerca del sole mattutino. Qua e là, delle farfalle volavano e al lato opposto del prato, c'era una grande orma ungulata che spariva nella boscaglia, che aveva lasciato i rami ondeggianti nella sua scia.
"C'è un po' di concorrenza, vedo," disse, accennando verso il punto in cui l'animale era scomparso. Alzò un sopracciglio, domandando se non dovessero perseguire, ma pensò che il padre avesse qualche buona ragione per non farlo, dal momento che non si mosse.
"Sì, un po' ", disse e si voltò verso destra, muovendosi lungo il bordo degli alberi che costeggiavano il pascolo. "Ma cervi non si nutrono nello stesso modo di bestiame o pecore, almeno non se il pascolo è buono. Quello era un cervo anziano", aggiunse deciso da sopra la spalla. "Non ne uccidiamo di simili in autunno, salvo che per necessità; la carne non è buona così vicina al periodo del calore e il gioco non vale la candela".
Lei sollevò entrambe le sopracciglia, ma lo seguì senza commentare. Lui girò la testa e le sorrise.
"Dove ce n'è uno, ce ne sono probabilmente altri, in questo periodo dell'anno. Cominciano a riunirsi in piccoli gruppi. Non è ancora proprio il periodo del calore, ma i vecchi ci stanno pensando. Lui sa bene dove sono." Fece un cenno in direzione del cervo scomparso. "Lo seguiremo."
Lei represse un sorriso, ricordando alcune delle opinioni non censurate di sua madre sugli uomini e le funzioni del testosterone. Lui se ne accorse, però, e le lanciò uno sguardo a metà tra il mesto e il divertito, sapendo a cosa stesse pensando, e questa cosa gli diede una piccola dolce fitta nel suo cuore.
"Aye, be', tua madre ha ragione in fatto di uomini", disse con un'alzata di spalle. "Tenilo a mente, a nighean", aggiunse più seriamente. Poi si girò, alzando il viso nella brezza. "Sono sopravento rispetto a noi, non ci avvicineramo, ci arrampicheremo e scenderemo verso di loro dal lato opposto."

Lei annuì e controllò l'innesco della sua pistola. Aveva con sé il fucile leggero di famiglia, mentre il padre aveva il fucile buono. Non avrebbe sparato a nulla, però, se c'era la possibilità di spaventare dei cervi nelle vicinanze. Aveva adorato moltissimo cacciare con lui, prima, e mai avrebbe pensato che un giorno sarebbe accaduto di nuovo.
Fu una salita ripida e si ritrovò ad avere l'affanno, cominciando a sudare anche dietro le orecchie, nonostante la giornata fredda. Il padre era salito, come sempre, come una capra di montagna, senza la minima apparenza di sforzo, ma -con suo disappunto- aveva notato la sua fatica e le fece cenno di andare da parte, su una piccola sporgenza.
"Non abbiamo fretta, a nighean", disse sorridendole. "C'è dell'acqua qui." Si allungò, con un'evidente esitazione, e le toccò la guancia arrossata, allontanando rapidamente la mano.

"Scusa, ragazza," disse e sorrise. "Non sono ancora abituato al fatto che tu sia reale".
"So cosa vuoi dire," disse piano e, deglutendo, allungò una mano e gli toccò il viso, caldo e ben rasato, gli occhi blu a mandorla profondi come i suoi.

"Och", disse lui tra i denti, e con delicatezza la portò tra le sue braccia. Lo abbracciò stretto e rimasero così, senza parlare, ascoltando il rumore dei corvi che volteggiavano e il gocciolare dell'acqua sulla roccia.

1 commenti:

Antonella Bonini ha detto...

molto toccante, thank you Diana