domenica 6 dicembre 2015

Miraphora in Scozia - 5. Gli scozzesi

Ok, cominciamo con il dire non pensate male.

Questo non sarà un post su quanto sono belli, virili, Sam-like gli scozzesi che ho incontrato in 11 giorni di viaggio. Non farò un poema sui loro muscoli, sui pettorali o sui bicipiti. Non parlerò di nessun giovane e aitante highlander per il semplice motivo...che non ne ho incontrato neanche uno questo post è dedicato agli scozzesi in generale, grandi e piccini, uomini e donne. Tutti.

Quindi questo sarà un inno al popolo, alla civiltà, all'educazione, alla gentilezza, alla pazienza e alla comprensione. Un inno alla popolazione più meravigliosamente fantastica con cui ho avuto a che fare nella mia vita.
Partiamo da un presupposto: la civiltà - cioè, l'essere civile - non è una qualità scontata. Non tutti sono civili all'interno della loro comunità e meno che mai verso gli stranieri o i turisti. Da italiana, vedendo come gli stranieri percepiscono la nostra cafoneria, la nostra arroganza e furbizia verso i turisti, mi aspettavo di rimanere isolata nonostante le difficoltà, come in una bolla dove il turista stesso non interagisce quasi mai con i locali. Che poi, siamo onesti, a parte le necessità primarie, si interagisce pochissimo con i cittadini dei posti che visitiamo.

Quest'anno, per forza di cose, sono stata costretta a confrontarmi spessissimo con gli scozzesi e non intendo solo i camerieri, i commessi, o chi svolge un lavoro che ha contatti continui con il pubblico.
Intendo polizia, assicuratori, gommisti, meccanici, assistenza stradale, centralinisti...intendo tutto quel settore che in circostanze normali - dove si parla la stessa lingua - sono già complicate e che, con due lingue diverse, diventano non solo complicate ma anche stressanti.
Spendiamo due righe sui ruoli che più capita di incrociare: i proprietari degli hotel, i commessi, i camerieri, quelle persone che servono più di tutte il turista. Tra tutti mi sento di nominare due persone, due donne, che hanno trasformato completamente i nostri soggiorni. Senza nulla togliere alle altre persone, gentili e disponibili, queste due rappresentano più di tutto quello che è, secondo me, lo spirito scozzese.

Ildiko, proprietaria del Derrybeg Bed&Breakfast di Pitlochry, una vera sagoma di simpatia, disponibilità e gentilezza. Nel momento in cui siamo arrivate al b&b, bellissimo tra l'altro, ci ha fornito una mappa e ci ha dato una serie di informazioni e di consigli per sfruttare al meglio il poco tempo che avremmo passato a Pitlochry. In più ci ha pazientemente servito un porridge in tutte le varianti che poteva proporci finché ho trovato la soluzione perfetta per me. Insomma, ci ha davvero fatto un'ottima impressione e con il suo fortissimo accento scozzese è stata la prima persona che mi ha fatto pensare ma allora l'accento esiste!

La seconda persona degna di nota e salvatrice della sottoscritta è stata la proprietaria della guesthouse Ardross & Glencairn di Inverness. Questa donna mi ha salvata nel momento di stress maggiore, quando solo l'idea di telefonare ancora alla compagnia di noleggio mi mandava in ansia. Non solo ha chiamato al posto mio la compagnia, ma ha anche gestito l'uscita dell'assistenza stradale per noi, scrivendoci un messaggio da mettere sul parabrezza per evitare multe e lasciando il suo riferimento per eventuali chiamate (che ci sono state). Insomma, questa persona ha fatto molto più che affittarci la stanza, molto più che una semplice telefonata, ha ammortizzato una difficoltà e un disagio rendendoli più semplici e gestibili.

Perché noi, nel giro di tre giorni, abbiamo bucato due gomme e la trafila che c'è dietro è una cosa dell'altro mondo...solo perché devi parlare sempre e solo in inglese. Sembra semplice, io l'inglese lo capisco benissimo e lo parlo, ma quando sei in mezzo al nulla con solo le mucche al pascolo, una linea telefonica gracchiante e l'ansia dell'essere in panne, vi posso assicurare che uscirsene con termini come flat tire, road assistance, insurance e tutto quello che è collegato, nonché spiegare la tua posizione, i dati della macchina e della polizza...diventa un incubo. Quando non ti capiscono, quando tu non li capisci, l'unica cosa che vorresti fare è mollare la macchina e tornartene indietro a piedi. Piangendo.
Ma ce l'abbiamo fatta. E' uscito l'omino - dopo 1 ora e mezzo - ci ha cambiato la gomma con il ruotino di scorta e ci ha portate dritte dal gommista. Parlare con i gommisti scozzesi è stata un'esperienza quasi mistica. Mi fissavano con un sorrisino sulle labbra tipo ma guarda sta' ragazzetta annuivano e facevano quello che volevano nonostante girassi attorno alla macchina come mamma chioccia. Per ben due volte mi sono trovata da un gommista e in tutte e due le volte ci hanno trattate benissimo, abituati come sono a trattare con i turisti (non eravamo le uniche con le gomme a terra).

Menzione speciale per la polizia.
Quando abbiamo trovato la seconda gomma a terra, la macchina era parcheggiata davanti alla guesthouse dove per tutta la notte il parcheggio è libero e diventa a pagamento o riservato ai bus durante la giornata. Bene, la nostra macchina era proprio nel parcheggio riservato ai bus, e mi sono accorta per caso che ci stavano girando attorno due poliziotti che ci stavano facendo la multa. Quando sono uscita per parlare con loro, facendo vedere la gomma e spiegando che non potevamo spostarla, la poliziotta non solo ha tramutato la multa in warning (a valore zero £) ma mi ha anche dimostrato una partecipazione sorprendente: mi ha chiesto se avevo bisogno di aiuto per chiamare l'assistenza, se erano già in viaggio, se potevano aiutarmi in qualche modo, tutto condito da un che sfortuna, poverina che mi ha dato un sacco di conforto. Lo so che penserete è il loro lavoro, ma dall'essere professionali all'essere umani e professionali c'è un abisso a volte incolmabile.

Quindi ecco, credo di amare gli scozzesi. Credo che un livello tale di generosità, di gentilezza e di civiltà non lo troverò tanto presto e mi manca tantissimo. Mi manca così tanto che ci tornerei solo per sentirmi così benvoluta e rispettata. Tornare a Milano in mezzo agli italiani è stato traumatico.
 
Certo, così come abbiamo incontrato tante brave persone, ci sono state anche quelle meno gentili ma è piuttosto normale, da turista, trovarsi di fronte un cameriere annoiato, un tassista scazzato e commessi molto poco pazienti. Va bene così, i miei ricordi positivi superano di gran lunga quelli negativi.
 
Chiudo questo post lungo e serioso con che il karma mi faccia rinascere scozzese!
 
Alla prossima!


3 comments:

tsukino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
tsukino ha detto...

Quoto su tutto, polizia compresa. Noi abbiamo preso una multa a Edimburgo perchè siamo arrivati 10 minuti dopo la scadenza della sosta. siamo andati alla sede della polizia in città abbiamo spiegato che abbiamo avuto difficoltà a ritrovare la strada. da questo il ns. ritardo e anche la ns. multa è stata annullata. settimane dopo, è arrivata una lettara a casa (italia) dove spiegavano le loro regole.
Discorso bed & breakfast: l'anno successivo siamo toranti in Scozia, siamo tornati nello stesso posto ma in un B&B diverso, siamo andati a trovare la signora che ci aveva ospitato e lei e sua sorella ci hanno scorazzato in giro per un pomeriggio e ci hanno fatto scoprire questa meraviglia:

http://www.tripadvisor.it/LocationPhotoDirectLink-g551883-d7142763-i140978402-Tour_Skye-Portree_Isle_of_Skye_The_Hebrides_Scotland.html

Gli scozzesi sono super accoglietni (a differenza degli inglese che ho trovato un po' freddini)

Manu ha detto...

Ho notato anche io l'estrema disponibilita' degli scozzesi, uomini e donne. Mi ha molto colpito la loro calma e, al contempo, il sorriso e l'allegria! Ci venivano in aiuto senza bisogno di chiederlo. Mi sono sentita ben accolta ogni volta. E voglio tornarci ancora, quanto e' bella la Scozia....