venerdì 13 marzo 2015

Ron Moore e la seconda parte di Outlander

Ron Moore parla della 'raccapricciante' seconda parte di Outlander, del lasciare la Scozia edel creare una reale intimità.

“Gli ultimi due episodi sono duri e stimolanti [e] si investe parecchio sul 'chi sono' e quando questi eventi accadono” racconta lo showrunner a THR.

Fare in modo che il pubblico si interessi profondamente a Klingons e Cyloni potrebbe rivelarsi essere una della abilità più semplici che lo scrittore-produttore Ronald D. Moore ha mostrato di avere quando raccoglieva i successi che aveva già riscosso con Outlander, la serie della Starz che ha adattato dai romanzi best-seller di Diana Gabaldon.
Non estraneo ai mondi ricchi, dettagliatamente costruiti e vividamente rappresentati e ai personaggi esotici, con le sue esperienze con Star Trek : The Next Generation e la sua acclamata ri-immaginata Battlestar Galactica, Moore è stato più che una naturale scelta che molti avrebbero inizialmente previsto per adattare il paesaggio storico  e dalla fantastica premessa della Gabaldon, in cui il determinato personaggio di Claire Randall (Caitriona Balfe) si ritrova scaraventata dal 1945 alla guerra civile nelle Highlands Scozzesi nel 1743, alternativamente minacciata da un sadico militare britannico – la copia esatta di suo marito, un suo discendente – e protetta dal guerriero Celtico sensibile, degno di svenimenti e con kilt, Jamie Fraser (Sam Heughan).
Non solo Moore ha riprodotto tutti gli aspetti più seducenti e disparati dei libri - respiro epico e intimo romanticismo, audaci sequenze d'azione e lunghi scambi di dialogo tagliente, sesso bollente e violenza brutale – e tutte le stranezze e le pieghe del viaggio nel tempo per il suo adatamento alla TV, ma ha fatto  le riprese in Scozia con una produzione in movimento che non includeva set fissi. I risultati non solo hanno incendiato i cuori del largo e fedele pubblico femminile tanto quanto lo ha fatto la prosa della Gabaldon, ma ha anche coltivato un forte seguito tra il fanbase fanboy-friendly di Moore.
Outlander torna il 4 di Aprile per il seguito della sua stagione di apertura, con otto nuovi episodi che daranno alla storia una piega ancora più sexy – ma anche più dark.
Qui, Moore parla con Hollywood Reporter di come ha affrontato il compito di adattare l'amata serie della Gabaldon per la TV, la chimica tra gli attori principali che danno energia a quasi tutto e di come guidare gli spettatori in luoghi in cui potrebbero avere paura di andare se sapessero quello che li aspetta.

Per cosa sei più emozionato, dal punto di vista creativo, riguardo alla seconda metà di stagione?
Mi è piaciuto davvero dove ci sta portando, il fatto che ci si stia lasciando un bel po' di storia alle spalle. Une delle cose che mi ha sempre affascinato nella serie soprattuto è il fatto che sia una storia itinerante – in continuo movimento Non si rimane a Castle Leoch. Quando abbiamo fatto la prima Premiere, e lei arriva al castello alla fine del Primo Episodio, so che parte del pubblico ha pensato, “Oh, ecco 'casa'. Lei starà nel castello e sarà la storia di lei e tutte quelle persone.” E pensavo no, non è così. Si contuna a viaggiare e a procedere. La seconda metà della stagione contniuerà a muoversi, e alla fine, ci lasceremo la Scozia alla spalle. Andremo in Francia. Ciò ha reso la produzione incredibilmente complicata perchè non si hanno quei set base stabili a cui tornare, quindi bisogna reinventare lo show ad ogni blocco. Tipo, “OK – questo blocco ha dei problemi di location completamente differenti rispetto all'ultimo.” Quindi c'è un enorme problema logistico, ma creativamente, è grandioso. Si introducono costantemente nuovi personaggi, lasciando quelli vecchi indietro, e cominciando nuove storie. C'è un sendo di progressione, che è molto bello.”

Il pubblico è stato messo in guardia sul fatto che sarà più dark il ritorno di stagione, ma anche più romantico, il che rende ancora meglio la parte dark. Come hai tracciato quella linea sottile?

C'è molto aiuto perchè sai a cosa stai mirando. Quindi siccome sapevo dove andavo a parare, cioè che la fine era piuttosto dark, che gli utlimi due capitoli della storia della Prima Stagione si andrà in luoghi oscuri e inquietanti, e poi puoi fare un passo indietro e dire, “OK, il viaggio ci ha condotti qui, non vuoi solo avere una strada in discesa.” Vuoi avere altri picchi e valli. Vuoi altre cose sul cammino, così che quando arriverai lì, sarà uno shock, sarà come 'Oh, mio Dio!' Opposto a 'Oh Gesù ho temuto questo per l'intera stagione.' Vuoi che abbia un senso di monito per il pubblico, che gli faccia alzare le teste, e non è per forza tutto rosa e fiori qui. Ci sono delle cose che succederanno che non vi piaceranno, ma abbiamo anche queste altre storie che ci accompagneranno nel nostro cammino.

Pensi che quando si raggiungeranno i punti più oscuri, il pubblico si sentirà messo alla prova perchè sono molto rapiti dall'elemento romatico?
E' difficile da dire. Gli ultimi due episodi sono duri e stimolanti e si ha investito molto in chi essi sono e sul quando questi orribili eventi sono accadono, penso che saranno stimolanti. Nel momento dell'editing e parlando con il regista, ho sempre voluto sapere a che punto fosse quella linea : dov'è il punto in cui non posso più guardare? Qual'è il punto in cui mi sentirò come se stessero solo giocando con me, in modo gratuito solo perché possono farlo? E dov'è il punto in cui vorrai fuggire via o in cui sarai spaventato? Sto cercando di navigare tra questi due poli ed è questa la sfida. Volevo che fosse realistico e che non facesse distogliere lo sguardo ma non semplicemente sbatterlo in faccia al pubblico, se ha senso. E penso che ci siamo riusciti, ma non sai mai fino a che non lo mostri alla gente.

Come ti ha cambiato questo show come storyteller, produtttore e scrittore? 
E' stato diverso per tutti quei lati. Come produttore, il fatto che non ci siano set fissi. Sapevo che con l'andare avanti sarebbe stata una sfida. Ma non avevo capito quando grande fosse quella sfida, quindi c'è stato un margine di apprendimento. Questa è una produzione molto complicata da realizzare nel tempo, perciò ho imparato tanto. Come scrittore, è un esercizio diverso fare un adattamento, rispetto all'inventare tutto. Può essere decisamente frustrante certe volte quando sei seduto in una stanza e hai problemi nel dividere la storia o una scena. E ci stai lottando. Se stessi facendo Battlestar, in certi momenti penserei 'Bè, chiaramente c'è qualcosa che non va, quindi togliamo questa parte e facciamo altro.' Ma non hai questo lusso. Improvvisamente, non hai quello che di solito è un attrezzo chiave nella scatola, da estrarre e fare altro. Quindi a quel punto, devi escogitare il modo per farlo funzionare. È frustrante ma quello che è divertente nel farlo è quello di avere fiducia in dove si sta andando. C'è sempre un po' di paura quando fai uno show originale : 'So quando cavolo sarà la fine di questo show? Funzionerà? E darà frutti? Sto svelando troppo della storia troppo velocemente? Sto per esaurire la storia?' Tutte queste domande – improvvisamente, non mi devo preoccupare di nulla di questo. Ho una guida. So a cosa sto puntando.
  
Molto del successo di questa storia si basa principalmente sulla chimica tra Sam e Caitriona. Come è stata questa esperienza?
E' stata un'esperienza felice. C'era molta preoccupazione perché è cresciuta nel concetto che il lavoro dovesse funzionare nel modo migliore, bisognava avere quel tipo di chimica. Quindi ci sono stati molti , 'Speriamo che così funzioni sul video.' Quando mettemmo Cait e Sam insieme per un test sul feeling tra loro, rimanemmo sorpresi, funzionava. Stavamo sperando che andasse bene ed è andata così. Quindi è solo uno di quegli aspetti che sono delle piacevoli sorprese, che io posso lasciarmi alle spalle e non preoccuparmene più

Certe volte metti i tuoi personaggi e la tua crew in situazioni pesanti. Hai mai avuto momentanei rimorsi quanto li guardi mettere in scena qualcosa di particolarmente faticoso?
Sempre. Sono sempre stato molto attento al fatto che Cait è stata in ogni scena, ogni giorno per un lungo periodo. E per la maggior parte del tempo lei ha indossato quel minuscolo, vestito bianco, fuori nel pieno della notte, in Scozia, e faceva parecchio freddo. Lei è stata un soldato. Per tutto il tempo durante la stagione, ho continuato a provare a darle delle pause quando potevamo e ad assicurarmi che avessimo cura di lei, ma è stato difficile. Non ho mai realizzato uno show con una narrazione in prima persona come questa, in cui stai raccontando una storia dal punto di vista del personaggio così che questo deve essere in ogni scena. È faticoso. Ha lavorato più sodo di tutti noi, e ha sempre avuto un atteggiamento positivo, e era sempre pronta a scherzare con la crew. E guardarla farlo ci ha dato molta ispirazione. Ma ero sempre consapevole: ero sempre preoccupato di stare per ricevere una telefonata in cui mi dicevano che aveva preso la polmonite o che fosse distrutta o che non potesse più continuare. Ma lei ha sempre risposto alla chiamata. Quindi ogni volta che qualunque altro attore o altri si lamentavano, io dicevo sempre, 'Non hai nessun dannato motivo per lamentarti! Sta zitto! Guarda lei!'

Questo è uno degli show più sessualmente onesti della televisione. Come è stato inserire quell'elemento nello show?
 E' stato molto importante perchè era una parte chiave dei libri. Ci sono molti contesti sessuali, molte descrizioni, così sapevo che sarebbe stato parte di ciò che avremmo fatto. Parlavo a tutti dicendo, 'Proviamo a renderlo autentico. Proviamo a renderlo realistico.' La maggior parte del sesso in TV, lo trovo noioso e non interessante. Di solito è sempre la solita vecchia storia, c'è la candela e il tessuto trasparente in primo piano, e la donna sopra, che geme, e penso 'OK, ancora questo.' E nessuno sente che quello è il modo in cui le persone fanno sesso. Siccome questo è uno show principalmente basata su questa relazione, il sesso è parte chiave delle loro vite... Volevo dire, 'Ok, tutti abbiamo fatto sesso. Rappresentiamolo nel modo in cui le persone fanno sesso.' Parliamo di intimità. Parliamo di come arrivano a farlo. Non solo di quale posizione assume lei o di come ostentarla. Qual è l'angolo sexy per farlo? Cerchiamo di renderlo il sesso che noi tutti abbiamo fatto. Molti dei meriti vanno agli attori perché loro si sono impegnati in questo, e poi ai registi. Abbiamo avuto tempo per le prove, e ne abbiamo usato un po' e non ci siamo gettati in quelle scene e non li abbiamo lasciati sperimentare e provare cose diverse, così che loro sentissero di star creando qualcosa.

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