domenica 2 marzo 2014

MOBY: Mariti...

Lettera d'amore

"Per cosa stai sorridendo mamma Claire?" chiese Marsali guardandomi con la lettera in mano. Sorrise prendendomi in giro. "Qualcuno ti ha inviato un billet-doux*?"
"Oh, qualcosa del genere," dissi ripiegandola. "Non sai dove sia Jamie ora, vero?"
Chiuse un occhio per concentrarsi, tenendo l'altro fisso su Henri-Christian, che stava dilingentemente colorando di neri gli stivali buoni di suo padre...e una buona parte di se stesso nella faccenda.
"Ha detto che andava con il giovane Ian a vedere un uomo per un cavallo," disse "e poi al porto."
"Alle banchine?" dissi sorpresa. "Ha detto il perché?"
Scosse la testa. "Forse potrei indovinare, però. Basta così, Henri ! A Dhia, guarda il tuo stato! Vai a cercare una delle tue sorelle e dille di lavarti le mani, eh?"

Henri si guardò le mani, stupito di trovarle completamente nere.
"Oui, Maman," disse, e asciugandosele allegramente sui calzoni, scappò in cucina urlando, "Félicité! Vieni a lavarmi!" a pieni polmoni.

"Perché?" chiesi avvicinandomi e abbassando un poco la voce...ovviamente si era sbarazzata di Henri-Christian per il principio di persona piccola/orecchie grandi.

*lettera d'amore
da Written in my Own Heart's Blood


Corpo elettrico 

Eppure, la sua mente non voleva lasciare l'argomento. "Elettromagnetismo... " i corpi avevano un proprio campo elettrico, lei lo sapeva bene. È forse questo il motivo per cui non non ci si disintegrava quando si viaggiava? Era il proprio campo a tenere unito il corpo giusto il tempo di riapparire di nuovo? Suppose che questo potesse spiegare una cosa preziosa: si poteva viaggiare con la forza del proprio, se si era fortunati, ma l'energia sprigionata dai legami molecolari in una gemma avrebbe anche potuto aumentare tale campo, quindi forse...?
"Cazzo" disse, i suoi processi mentali oberati di lavoro tremanti per la battuta d'arresto. Guardò con aria colpevole il corridoio che conduceva alla stanza dei bambini. Entrambi conoscevano quella parola, ma non avrebbero dovuto pensare che la loro mamma la sapesse.
Sprofondò per finire il vino e lasciare che la sua mente vagasse libera, cullata dal suono della risacca. La sua mente non era interessata all'acqua, comunque; era ancora concentrata sull'elettricità.
"Canto il corpo elettrico," disse piano. "Le schiere di quelli che amo mi abbracciano".*
Ora che ci pensava. Forse Walt Whitman ne sapeva qualcosa... perché se l'attrazione elettrica de "le schiere di coloro che amo" aveva effetto sul viaggio nel tempo, questo avrebbe spiegato l' apparente effetto di concentrare la propria attenzione su una specifica persona, no?
Pensava allo stare davanti le pietre di Craig na Dun, pensando a Roger. O a Ocracoke, la mente ferocemente fissa sui suoi genitori - aveva letto tutte le lettere, sapeva esattamente dove si trovavano... avrebbe fatto la differenza? Un istante di panico mentre cercava di visualizzare il volto di suo padre, più che il volto di Roger...
"L’espressione del volto è aldilà di ogni descrizione*" La riga successiva suonò come un'eco rassicurante nella sua testa. "ma l’espressione di un uomo ben fatto non appare soltanto sul suo volto;
è anche nelle membra e nelle giunture, stranamente ènei suoi fianchi, nei suoi polsi;
nel suo passo, nel modo di portare il collo, nel flettere la vita e le ginocchia, i vestiti non lo nascondono;
la forte buona qualità che possiede erompe da sotto il cotone;
il panno nero vederlo passare trasmette quanto la migliore poesia;
forse anche di più, ti soffermi a guardare la sua schiena, la sua nuca, le spalle."

Non ricordava altro, ma non ne aveva bisogno, la sua mente si era calmata. "Vorrei sapere dove sei," disse piano al marito, e sollevò ciò che restava del bicchiere. "Slàinte".

*poesia 'I Sing the Body Electric' di Walt Whitman
da Written in my own Heart's Blood

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