mercoledì 20 novembre 2013

MOBY: e poi che è successo?

La signorina Bartram aveva prudentemente portato con sé un sacco di iuta per farmici inginocchiare, lo stesi con cura, per non schiacciare nulla, e mi sistemai le gonne come meglio potevo. C'era una leggera brezza, c'era sempre, che faceva muovere l'acqua, e tirai un sospiro di sollievo, sia per il fresco sia per l'improvviso senso di solitudine. La compagnia delle piante è sempre rilassante, e dopo l'incessante - beh, non si può proprio chiamare compagnia, ma alla fine la costante presenza di persone richiedeva il dover conversare, dirigere, rimproverare, conferire, persuadere, mentire...cosa che avevo sperimentato nel corso degli ultimi giorni, trovai il pesante silenzio, il torrente impetuoso e il fruscio delle foglie un balsamo per lo spirito.
Francamente, pensai, il mio spirito avrebbe potuto usare un po' di balsamo. Tra - o meglio, in mezzo a Jamie, John, Hal, William, Ian, Denny Hunter e Benedict Arnold ( per non parlare del capitano Richardson, il generale Clinton, Colenso e tutto il dannato esercito continentale), il maschio della specie aveva iniziato a starmi abbastanza sui nervi alla fine.
Scavai lentamente e pacificamente, sollevando le radici tolte nel mio cestino e imballando ogni cosa tra strati di crescione. Il sudore mi colava sul viso e tra i seni, ma non ci diedi peso; mi stavo sciogliendo nel silenzio del paesaggio, respiro e muscoli rivolti a vento, terra e acqua.

Le cicale cantavano pesantemente sugli alberi nelle vicinanze, e nuvole di moscerini e zanzare cominciavano a raccogliersi in noiose nubi sopra la testa. Questi erano per fortuna solo un fastidio quando mi finivano nel naso o mi volavano troppo vicino alla faccia, a quanto pare il mio sangue del ventesimo secolo non era attraente per gli insetti del XVIII secolo, e non mi avevano quasi mai morsa, una grande benedizione per un'appassionata di piante. Cullata a mente vuota, avevo perso del tutto il senso del tempo e dello spazio, e quando un paio di grandi stivali malmessi apparve nel mio campo visivo, chiusi semplicemente gli occhi per un momento, come avrei potuto fare per l'improvvisa apparizione di una rana.
Poi guardai in sù.

da Written in my own heart's Blood

2 commenti:

tsukino ha detto...

Io adoro queste scene (di quasi normalità) con Claire ♥

FreeScots Methos ha detto...

tra battaglie, ferite e frenesie degli eventi, questi momenti fanno tranquillizzare la mente...e speriamo che prima o poi sti momenti calmi se lo godano insieme! direi che se li sono meritati assai *__*