domenica 12 novembre 2017

Bees: Emergenze notturne

Fui colta di sorpresa durante un sonno profondo dall’uscita esplosiva di Jamie dal letto accanto a me. Non era un evento insolito, ma come al solito mi lasciò seduta in posizione verticale tra le trapunte, la bocca secca e completamente frastornata, con il cuore che mi batteva come un martello pneumatico.
Era già in fondo alle scale; udii il rumore degli ultimi passi dei i suoi piedi nudi - e al di sopra di questo suono, un battito frenetico alla porta. Un’ondata di agitazione si diffuse per tutta la casa: fruscio di lenzuola, voci sveglie porte che si aprivano.
Scossi violentemente la testa e mi gettai fuori dalle mie coperte. – lui o io? - fu il primo pensiero coerente che si formò nella nebbia che avvolgeva il mio cervello. Allarmi notturni come questo potevano essere notizie di violenza o disavventure, e qualche volta di una natura che richiedeva tutte le mani, come una casa in fiamme o qualcuno che aveva incontrato inaspettatamente un puma a caccia presso una sorgente. Più spesso tuttavia…
Sentii la voce di Jamie, e il panico mi abbandonò. Era bassa, e interrogativa, con una cadenza che significava che stava calmando qualcuno. Qualcun altro stava parlando, in maniera molto agitata, ma non era il suono di un disastro.
– Io, allora. Parto o incidente? – La mia mente improvvisamente riemerse e cominciò a funzionare chiaramente, mentre il mio corpo annaspava avanti e indietro, cercando di ricordare cosa avevo fatto delle mie calze grigie. - Probabilmente un parto nel mezzo della notte – Ma l’inquieto pensiero di un incendio era ancora in agguato ai limiti dei miei pensieri.
Avevo una visione chiara nella mia mente del mio kit di emergenza, e fui grata di aver pensato di rimetterlo a posto prima di cena. Se ne stava pronto nell’angolo del tavolo dell’ambulatorio. La mia mente era meno chiara rispetto alle altre cose; mi ero messo il corsetto a rovescio. Lo tirai giù e lo buttai sul letto, e andai a gettarmi dell’acqua sul viso, pensando molte cose che non potevo dire ad alta voce, dato che potevo sentire passi di bambini che ora stavano camminando attraverso il pianerottolo.
Raggiunsi la cima delle scale in ritardo, per trovare Fanny e Germaine con Jamie, che stavano parlando con una ragazza molto giovane, dell’età di Fanny circa, che stava a piedi scalzi, sconvolta, e che indossava niente di più di una sottoveste logora. Non la riconobbi.
“Ach, è qui lei stessa,” disse Jamie, guardando oltre la sua spalla. Aveva una mano sulla spalla della ragazza, come a trattenerla dal volare via. Sembrava di poterlo fare: sottile come una scopa, con capelli castani fini da bambina aggrovigliati dal vento, e occhi che guardavano ansiosamente in ogni direzione per un possibile aiuto.
“Questa è Annie Cloudtree, Claire,” disse, facendo un cenno del capo verso la ragazza. “Fanny, vorresti cercare uno scialle o qualcosa da prestate alla ragazza, in modo che non geli?”
“Io non ho bisogno –“ cominciò la ragazza, ma le sue braccia erano avvolte intorno al suo corpo e stava tremando così forte che le sue parole vibravano.
“Sua madre è incinta,” la interruppe Jamie, guardandomi. “E forse sta avendo un po’ di problemi con il parto.”
“Noi non possiamo pagare – “
“Non preoccuparti di questo,” dissi, e annuendo a Jamie la presi tra le braccia. Era piccola ed emaciata, e molto fredda, come un uccellino con poche piume caduto da un albero.
“Andrà tutto bene,” le dissi dolcemente, e le lisciai i capelli. “Andremo subito da tua madre. Dove vivi?”
Lei deglutì e non alzò lo sguardo, era così fredda che si aggrappava a me per avere calore.
“Non lo so. Voglio dire – non so come dire. Ma se venite con me, io posso portarvi indietro?” Non era scozzese.
Guardai Jamie per informazioni – non avevo sentito dei Cloudtree; devevano essere dei nuovi coloni – ma lui scosse la testa, un sopracciglio marrone si sollevò. Neanche lui li conosceva.
“Sei venuta a piedi, ragazza?” chiese, e quando lei annuì, lui chiese. “Il sole era ancora alto quando sei partita da casa tua?”
Lei scosse la testa. “No, sir. Era già scuro, e io ero andata a letto. Poi sono arrivati improvvisamente i dolori di mia madre, e…” deglutì ancora, le lacrime che sgorgavano dai suoi occhi.
“E la luna?” chiese Jamie, come se non ci fosse niente che non andava. “Era alta quando ti sei messa in viaggio?”
Il suo tono pratico la aiutò un poco, e lei prese un respiro udibile, deglutendo, e annuendo.
“Ben alta, sir. Due braccia oltre il limite della terra.”
“Che giro di parole poetico,” dissi, sorridendole. Fanny era arrivata con il mio vecchio scialle da giardinaggio, era logoro e aveva dei buchi, ma era stato fatto con lana spessa e nuova. Lo presi da Fanny con un cenno di ringraziamento e lo avvolsi intorno alle spalle della ragazza.
Jamie era uscito sulla veranda, probabilmente per vedere dove fosse la luna adesso. Rientrò e annuì verso di me.
“La coraggiosa ragazza è stata in giro durante la notte per circa tre ore, Sassenach. Miss Annie – c’è un sentiero decente che porta alla casa di tuo padre?”
Le sue sopracciglia morbide si mossero per la preoccupazione – non era sicura di cosa potesse intendersi per “decente” in questo contesto – ma fece un cenno con la testa incerto.
“C’è un sentiero,” disse, guardando da Jamie e me nella speranza che potesse essere sufficiente.
“Andremo a cavallo, allora,” mi disse, sopra la sua testa. “La luna è abbastanza luminosa.”…e faremo bene a fare in fretta – aggiunse la sua espressione. Io pensavo che avesse ragione.

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