sabato 19 settembre 2015

Diario di viaggio: la Scozia di Chloé, parte II

È giunto il momento di lasciare Edimburgo e l’East Lothian per dirigerci verso Inverness. Ci sarebbero ancora tantissime cose da fare e tantissimi posti da vedere, ma il tempo è tiranno e la pecunia è pure limitata (questa è in assoluto la vacanza più costosa che abbiamo fatto), quindi salutiamo tutti quelli del B&B e ci mettiamo in viaggio. Passiamo sul ponte sopra al Firth of Forth, la profonda insenatura creata dal fiume Forth che sfocia nel Mare del Nord, e il paesaggio cambia lentamente, cominciano le colline, i boschi fitti, fiumiciattoli ovunque, insomma, diventa quello che mi ero sempre immaginata pensando alla Scozia, manca solo la nebbiolina (ma arriverà).
Prima di partire, grazie al sito di VisitScotland, ero venuta a conoscenza del fatto che, proprio quel giorno, si sarebbe svolta la rappresentazione di una storica battaglia fra inglesi e scozzesi, una volta tanto vinta da questi ultimi, al Passo di Killiecrankie, una bellissima gola boscosa proprio sulla strada per Inverness, quindi decidiamo di fermarci lì, gironzolare per gli stand che vendono cibo tipico, kilt, spade e scudi di legno per bambini (ovviamente non riusciamo a negare al pupo le sue armi con i colori scozzesi “così faccio scappare io gli inglesi cattivi”…) e altri souvenirs. Ci sono anche tanti stand che non vendono nulla, ma mettono in scena la vita di un esercito e del suo seguito nel XVII secolo. E qui ho assaggiato il mio primo (e ultimo) whisky, e se mai avessi avuto bisogno di un’ulteriore conferma pratica sulle mie possibilità di sopravvivenza se mi fossi trovata al posto di Claire, eccola qua, sarei morta alla prima ingollata di questa “bevanda”. Per placare il bruciore di stomaco che mi ha lasciato ho mangiato di tutto di più, come se non ci fosse un domani, fra cui un fantastico hamburger di angus, grigliato al momento e delle torte che ancora me le sogno.
Nel frattempo vanno in scena diversi spettacoli: danza delle spade, giocoliere con coltelli, cantastorie, una dettagliata, ma divertente, descrizione delle varie pene inflitte a seconda del crimine (gogna, frustate, martellate, maschera di ferro) e poi alla fine la battaglia vera e propria, con figuranti a piedi e a cavallo armati di spade, lance, baionette e cannoni a salve, davvero molto bravi. La vera battaglia ebbe luogo il 27 luglio del 1689, durante la prima rivolta giacobita. Nonostante l’impressionante vittoria scozzese, non ebbe un peso rilevante sull’esito finale del conflitto e il mese successivo furono definitivamente sconfitti a Dunkeld (incredibile come la storia si ripeta, se si pensa a Prestonpans e Culloden meno di un secolo dopo). Ce ne andiamo con dei bellissimi ricordi e l’enorme difficoltà di far capire a nostro figlio che gli inglesi non sono più i cattivi di un tempo e che non c’è bisogno di prenderli a colpi di spada.
Arriviamo a Inverness nel tardo pomeriggio. Il B&B è in una casa vittoriana tipica, moquette ovunque, un po’ vecchiotto forse, ma decisamente con un suo fascino. La prima sera ci facciamo solo un giretto in città, praticamente deserta eccetto che per i turisti, probabilmente tutti gli altri sono al pub XD La città si sviluppa lungo il fiume Ness, è piccola e piacevole da girare. Qui abbiamo fatto la miglior cena in assoluto, con cozze, haggis, black pudding, cullen skink (di questa zuppa a base di pesce affumicato, patate e porri mi sono innamorata, potrei mangiarne all'infinito), formaggi locali e birre buonissime.
Arriva il giorno di visitare il campo di battaglia di Culloden, giornata grigia con ogni tanto una pioggerellina fine che mi pare perfetta per la situazione. Avendo letto Il Ritorno e tutti i libri seguenti, in cui ogni tanto si riparla di Culloden, mi sento un po’ come se stessi visitando il luogo dove hanno combattuto dei miei antenati lontani o quasi quasi degli amici, l’effetto è davvero strano. Si inizia col centro visitatori, dove ci sono moltissimi pannelli esplicativi, oggetti dell’epoca, una piccola esposizione di armi e di oggetti da campo, una sala video dove viene proiettato un filmato su tutte le pareti, quindi con quattro punti di vista diversi, e tu spettatore al centro, ti senti proprio in mezzo alla battaglia. È tutto in inglese, ma compreso nel costo del biglietto ti danno un'audioguida in varie lingue, fra cui l'italiano. Prima di arrivare sul campo di battaglia c’è un grande tavolo luminoso con la ricostruzione dettagliata delle forze in campo, rappresentati da pallini blu per gli scozzesi e rossi per gli inglesi, che si muovono per mostrare i loro spostamenti, gli attacchi, i morti, la ritirata, l’inseguimento. E per la prima volta ti rendi davvero conto del massacro che è stato.
Poi usciamo e con un’altra audioguida esploriamo la brughiera sulla quale si consumò la disfatta degli Scozzesi. Uscendo dai sentieri ci si accorge che in certi punti è ancora un po’ paludosa, relativamente brulla, e la tristezza ti assale. Arriviamo al punto dove ci sono i cippi in ricordo delle centinaia di uomini dei vari clan che lì persero la vita, il primo dei quali (o l’ultimo, dipende da dove si arriva) è quello del clan Fraser. Concludo la mia visita girando intorno al cottage descritto da Diana e mi immagino le scene del libro e mi vien proprio da piangere.
Scrollarsi di dosso quell'atmosfera cupa non è stato facile, ma piano piano, durante il viaggio che ci porta verso la nostra prossima tappa, Elgin, ritroviamo un po' di buonumore e quando arriviamo restiamo a bocca aperta per la bellezza di questa cattedrale, ormai in rovina. Elgin è anche il luogo in cui i ribelli scozzesi della sommossa giacobita del 1745 passarono la notte prima della disastrosa battaglia di Culloden, nonché luogo natio di uno dei maggiori sostenitori del Bonnie Prince Charlie, Lord Murray, per questo le rappresaglie inglesi furono poi particolarmente feroci, con la deportazione di quasi tutta la popolazione in Canada. Della cattedrale è possibile visitare le due torri laterali (quella centrale crollò nel 1711), una delle quali fino al tetto, da cui si ha un bellissimo panorama della zona, la sala capitolare ottagonale e il cimitero adiacente, con tombe risalenti anche al 1700 (lo so per certo perché le abbiamo dovute controllare a una a una, in cerca di quelle appartenenti ai pirati, visto che diverse di loro avevano la famosa immagine del teschio con le ossa - incrociate o meno - sotto... A volte le idee che vengono in mente per rendere le cose interessanti anche ai bambini ci si ritorcono impietosamente contro).
A pomeriggio inoltrato lasciamo Elgin e ci dirigiamo, verso Nairn, una cittadina sul mare dove pensiamo di cenare, ma essendo italiani e non scozzesi, ci risulta difficile farlo alle 18:30, quindi, lungo la strada, ci fermiamo a Brodie Castle (che ovviamente a quell'ora è già chiuso), ma che ha un bellissimo giardino e un parchetto giochi aperti al pubblico, ne approfittiamo quindi per farci una bella passeggiata nel verde e nel boschetto, girare intorno allo stagno, osservare gli uccelli che lo popolano dalle apposite casette e far giocare un po' il pupo sulle tirolesi, altalene, percorsi a ostacoli e scivoli vari.
Poi, cena a Nairn e finalmente là dove tutto è cominciato: Clava Cairns ovvero il luogo che ha ispirato Diana per la Craigh na Dun dei libri. Ci arriviamo al crepuscolo, essendo a ingresso libero, e a mio avviso è un orario fantastico per visitare questo luogo intriso di mistero e magia. A differenza dei libri non si trova in collina, ma in una vallata, a brevissima distanza da Culloden Moor (per chi ha tempo e voglia infatti, si tratta di una mini escursione), e si presenta con tre grandi cairns (delle costruzioni di pietre a forma di cupola con un unico ingresso, usate forse come sepolture multiple, intorno ad ognuno dei quali sono disposte, circolarmente, dodici grandi pietre, di forme e dimensioni diverse, ma tutte alla stessa distanza le une dalle altre, che fanno pensare ad una meridiana gigante o a un calendario... Una di queste, appartenente al cairn centrale, è la famosa pietra spaccata descritta ne La Straniera. Inutile dire che le ho provate tutte, ma nulla da fare, tutte fuori uso ç_ç Nel mentre mio figlio mi guardava con un'espressione come a dire "questa è pazza", poi quando gli abbiamo raccontato la storia dei viaggi nel tempo attraverso le pietre, non mi si voleva più staccare di dosso, per paura che sparissi all'improvviso XD Ci sono molti pannelli esplicativi (in inglese), che raccontano tutto quello che si sa su questo luogo, sui suoi possibili scopi e utilizzi.

A Inverness abbiamo alloggiato al B&B Guest Park House, non lontano dal centro città, comodamente raggiungibile a piedi con una passeggiata sul lungofiume, ma già sulla strada che porta al Loch Ness, quindi molto comodo per tutte le escursioni da fare fuori città. Il costo di una familiare è stato di £85 a notte, colazione inclusa. Si tratta di una tipica villetta vittoriana, un po' antiquata, ma molto accogliente.
Il ristorante dove abbiamo cenato si chiama “Number 27” e si trova sulla strada che gira intorno al Castello, come avrete capito, lo raccomando assolutamente XD
Per la visita a Culloden abbiamo pagato un family ticket da £22. Per chi volesse, il centro visitatori di Culloden rientra nei siti del National Trust for Scotland, per cui è possibile anche in questo caso, acquistare degli abbonamenti a prezzi vantaggiosi e usarli per visitare più luoghi senza pagare ogni volta l'ingresso.
La Cattedrale di Elgin rientrava invece nell'abbonamento che avevamo fatto noi con l'altra associazione, per cui non abbiamo pagato nulla all'ingresso, mentre Clava Cairns è a ingresso libero, così come il parco di Brodie Castle.


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