mercoledì 29 luglio 2015

Sam, la S2, il trauma e l'identità nazionale

Sto finalmente superando le fibrillazioni date dallo star seduti così vicini a Sam Heughan per 10 minuti al ComicCon, tanto da poter scrivere dell'incontro nella sala stampa! Sapete quel momento in cui ti rendi conto che non sarai mai più così vicina a qualcuno di così gentile, e bello... e JAMIE.... e poi ti rendi conto di esserti dimenticata di togliere le notifiche sonore di Twitter, tutti gli altri giornalisti al tavolo sono davvero infastiditi e ti siedi lì sperando di poter scomparire? No? Non lo sai?… io lo so. E mi scuso di cuore, di nuovo, con tutti quelli che erano seduti al mio tavolo in sala stampa.
Ma sì, per rispondere alle vostre domande più segrete, lui è davvero molto bello. Ed è stato dolce con le mie numerose gaffe (a cui ho rimediato prima che Diana venisse a sedersi al nostro tavolo, argomento del prossimo post). Ha chiacchierato con alcuni di noi sul viaggio di Jamie verso la guarigione dopo il trauma patito alla fine della stagione 1 e ha parlato un po' dei meravigliosi attori che entreranno a far parte del cast di questa stagione. Gli ho chiesto della sua, di Sam, personale identità nazionale in uno spettacolo che è fondamentalmente un inno in Scozia.
Giusto una breve spiegazione di come funzionano queste interviste: c'erano circa 50 giornalisti stipati in una stanza; ci siamo seduti a quattro tavoli rotondi con i nostri microfoni, telefoni cellulari, ecc (nessuna foto era permessa) e uno dei "Big 4" - Sam, Caitriona, Ron Moore e Diana, si siedono ad ogni tavolo. Ogni giornalista ha la possibilità di porre una domanda; e dopo circa 10 minuti, le stars cambiano tavolo. Così si hanno quattro diverse serie di domande.

Il tuo personaggio inizia  la seconda stagione in un luogo completamente diverso da quello che abbiamo visto alla fine della prima. Lo vedi come una sfida o qualcosa di positivo?
La vedo più come una sfida in realtà, perché nella S1, Jamie non ha responsabilità, si occupa praticamente solo di sè stesso e affronta il momento. La S2 è completamente diversa, ha ancora il trauma della S1 e anche la responsabilità di avere una moglie, di essere padre, di diventare genitore. Così è dovuto crescere e nella S1 certamente l'ha fatto. E nella seconda stagione sta ancora cercando di venire a patti con gli eventi della prima. Ma anche se è andato a Parigi, non gli è estranea, ma non è certamente un mondo con cui si trova particolarmente a suo agio. E deve anche assumere una nuova identità. Sicuramente si sente come se fosse una persona diversa.

C'è anche un cast in continua evoluzione. Tu e Caitriona siete gli unici ad essere costanti per tutte le varie stagioni che verranno. Com' è per te come attore interagire costantemente con diversi personaggi e attori?
E' meraviglioso. Siamo nella corte francese in questo momento e Murtagh è l'altro personaggio che ha viaggiato con noi - Duncan LaCroix, è fantastico. Ma ci siamo solo noi tre, e abbiamo questo cast di attori francesi che sono incredibili e portano un'energia totalmente diversa. E' bello cambiare luoghi e storie. E' anche un po' triste! Ci mancano i ragazzi. Sappiamo che torneremo lì nella seconda metà della stagione e che sarà una sorta di antitesi della prima parte. La prima metà è lussuosa, i costumi sono incredibili e la seconda sarà tutto fango, sangue e battaglie, quindi si, è bello essere in un mondo diverso. So che questa serie è un viaggio continuo e questo è quel viaggio.

Cosa cercheranno di fare Jamie e Claire in questa prima parte di stagione?
Sperano di cambiare la storia, alla fine. La battaglia di Culloden è stata questa grande battaglia tra Inglesi e Highlanders. Bonnie Prince Charlie credeva di essere il re legittimo, e probabilmente lo era, il Re Stewart, ed è tornato in Scozia cercando di radunare i clan per mettersi sul trono regale degli Hannover. Non ci è riuscito, alla fine, e in questa battaglia ha spazzato via tutto. Le ripercussioni sono state che l'esercito britannico vieterà tutta la cultura delle Highlands - l'uso di kilt, il parlare gaelico, le cornamuse.

Puoi parlarci un po' del rapporto tra Claire e Jamie e di come comincia ad inizio stagione?
Alla fine della stagione 1, erano sposi, erano giovani innamorati e si stavano scoprendo l'un l'altra. Il trauma del finale della stagione ha segnato molto il loro rapporto e anche il fatto che lei sia incinta e hanno questa responsabilità - ci devono lavorare insieme, ma ci sono moltissimi problemi di cui si devono occupare e parleremo proprio di questo nella seconda stagione. Sai, la missione è la cosa più importante, cambiare la storia, fare in modo che tutti sopravvivano.

Parlando dei nuovi alleati - o nemici - per Jamie e Claire...
Abbiamo molti attori formidabili che si sono aggiunti. Ci sono alcuni attori davvero forti e sorprendenti che portano una nuova dimensione allo show. Diventa quasi una sorta di battaglia politica. St. Germain, che è lo straordinariamente bello Stanley Weber, è francese, ed è molto interessante, e farà molto bene. Si tratta di un tipo diverso di nemico da avere davanti. Si vedrà il figlio 'surrogato' che avranno, il figlio adottivo Fergus, e che porterà un'altra dimensione e dinamica al loro rapporto. Il loro rapporto è tutto un movimento in avanti e non sono mai davvero in un solo posto.

Come sta Jamie, ora che sta per diventare padre? Questo cambierà il suo comportamento verso tutti o verso Claire? Riuscirà a non correre rischi o cose del genere mentre sono in Francia?
Sì, penso che prima di incontrare Claire, era più che felice di mettere la propria vita in pericolo, ma ora che ha incontrato Claire, deve pensarci due volte prima di farlo. E nella stagione 2, è ancora lo stesso ragazzo, e a volte  può essere davvero testardo, ma di certo è cresciuto un po' e sa di avere delle responsabilità - a volte se ne dimentica.

Cosa significa aver fatto un show che celebra la Scozia per la tua personale identità nazionale e l'orgoglio per il tuo paese?
Sono molto orgoglioso della Scozia. Sono tornato e ho riscoperto il mio paese, me ne sono innamorato di nuovo e sono molto orgoglioso della produzione, e si vede davvero molto della Scozia - l'artigianato, i luoghi, gli studi in cui abbiamo lavorato, i 4 teatri di posa che abbiamo. Abbiamo un intero laboratorio per la costruzione di mobili francesi per i vari oggetti di scena. E' davvero magnifico per il settore scozzese, attrae altre produzioni di spettacoli televisivi e film. Quindi, sì, sono felice che ci sia stata data questa opportunità. Eravamo al festival del cinema di Edimburgo, e ho incontrato il Ministro della Cultura Scozzese, non ci ioccupiamo di politica, ma siamo certamente consapevoli che sia una gran cosa per la Scozia e il Regno Unito.

Come fai ad interpretare un personaggio danneggiato senza diventarlo a tua volta?
La situazione di Jamie ha una sorta di risoluzione alla fine della stagione 1, voglio dire, non è guarito per nulla, ma era... Ho parlato a lungo con il nostro medico sulle condizioni mediche e di cosa succede psicologicamente, ma alla fine ognuno è diverso e ognuno si occupa dei traumi in modi diversi. Jamie è molto particolare nel modo in cui si occupa di queste cose, e prima, l'abbiamo visto quando è stato frustato. Ma questo lo ha certamente colpito. Ma non è una vittima, lui va avanti, ha questa missione, è lì per uno scopo e non ne è appesantito o invalidato. Ma deve affrontare delle cose. Potrebbe trovare una qualche soluzione, il che è bello da vedere, spesso è qualcosa di molto casuale che fa scattare il momento della guarigione e io sono molto fortunato a poter interpretare questa parte.
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