giovedì 11 giugno 2015

6 domande a Sam Heughan

L’attore della Starz, Sam Heughan condivide i momenti più difficili e quelli più divertenti da girare durante la stagione 1 dell’adattamento del romanzo di Diana Gabaldon.
Può darsi che Outlander sia più conosciuto e amato come una storia d’amore e di viaggio nel tempo, ma l’adattamento fatto dalla Starz della serie di libri best-seller di Diana Gabaldon è andato verso luoghi molto oscuri nella conclusione della sua prima stagione.
Sam Heughan interpreta Jamie Fraser, il personaggio maschile principale che corteggia Claire (interpretata da Caitriona Balfe), l’infermiera degli anni ’40 trasportata nel tempo, dopo il suo “atterraggio di fortuna” nella Scozia del XVIII secolo.
Jamie esordisce come meraviglioso paladino, ma nel finale di stagione diventa vittima di abusi sessuali e torture per mano del crudele Black Jack Randall (Tobias Menzies), ai quali sopravvive nonostante tutto.
Forte candidato alle nomination agli Emmy Awards come miglior attore, Heughan ha parlato con The Wrap a proposito di quali scene siano state le più difficili da girare (praticamente quelle che vi aspettate), quali le più divertenti (forse non quelle che vi aspettate), e perché mai gli Emmy avrebbero bisogno di una categoria solo per i rossi.

Qual è stata la cosa più difficile che hai dovuto fare in questa stagione?
Credo gli ultimi due episodi… è uno show molto difficile da fare, perché siamo spesso all’aperto, è una storia molto cruda, ma gli ultimi due episodi – con la tortura e il conseguente stupro del mio personaggio – sono stati davvero un paio di episodi molto difficili. Li ho assolutamente apprezzati, mi sono proprio goduto, se questa è la parola giusta, il fatto di avere questa sfida, di recitare qualcosa di così oscuro. Abbiamo avuto delle grandi sceneggiature e un grande regista nella squadra. Ma sì, sono state un paio di settimane difficili, semplicemente andare in quel luogo oscuro per tutto quel tempo. E c’era anche un sacco di lavoro con le protesi, quindi i giorni diventavano senza fine. Ma sono davvero felice per la riuscita.
 
Qual è stata la cosa più divertente  che hai fatto in questa stagione?
Direi che in qualche modo mi è piaciuta questa cosa. Forse sono uno stacanovista, ma mi piace qualsiasi cosa dove devi dimostrare la forza della tua interpretazione, quando devi veramente metterti alla prova. Nella seconda parte della stagione, il mio personaggio fa molto di più e si vede molto di più dal suo punto di vista. Ci sono delle scene grandiose fra me e il personaggio di Caitriona, Claire, specialmente quella vicino al fiume nell’episodio nove, in cui per la prima volta ci vedete scontrarci sul serio, mi è davvero piaciuto, è molto divertente da fare. Sei all’aperto, c’è tutta questa storia costruita in cui la salvo dalle grinfie di Black Jack e ci sono un sacco di emozioni in ballo. È come un giorno in cui si tratta più dell’interpretazione che dell’ottenere la giusta ripresa, della location o di qualsiasi altra cosa. Quindi qualsiasi giorno in cui puoi esprimerti è grandioso.

Supponiamo che qualcuno abbia vissuto fuori dal mondo e non abbia mai sentito parlare di Outlander. Cosa diresti per convincerli a guardarlo?
Probabilmente direi loro che gli darei una bottiglia di whisky se lo guardassero. Direi che è basato su una serie di libri, che è un’avventura piena di azione, un romanzo storico con un viaggio nel tempo, ma che in definitiva si tratta di una storia davvero bella con dei personaggi grandiosi. Forse cresce pian piano, ma la gente vuole investire in una serie televisiva e noi gli diamo questo. Se guardi il nostro show, ti trovi risucchiato in Scozia e in quel mondo. Diventa sempre più forte ad ogni episodio.

Chi altri nello show merita veramente un Emmy e perché?
Credo che tutti lo meritino. Caitriona è magnifica. Ha così tanta energia e trascina lo show. Deve mostrarsi ogni giorno e dare il meglio di sé. Anche Tobias è un attore formidabile. In questi ultimi episodi in cui dovevo andare in certi luoghi interessanti, lui c’era e ci siamo supportati a vicenda e ci siamo fidati l’uno dell’altro. Credo che la fiducia sia la cosa più importante. Se gli attori, il regista e la troupe si fidano gli uni degli altri e stabilisci dei limiti e dei confini, dai a tutti lo spazio per fare un gran lavoro. Credo che abbiamo un fantastico reparto costumi, fantastici sceneggiatori, fantastici registi – dateci semplicemente un Emmy per tutto.

Sei uno spettatore incallito? Da una volta a settimana? Qual è stata l’ultima cosa (televisiva) di cui ti sei abbuffato?
Sono assolutamente uno spettatore incallito. Adoro i documentari, lo so, suona terribile, ma l’ultima cosa che ho fatto è stato passare alcune ore su Netflix a guardare qualsiasi documentario avessero. È così, li amo. Ma anche le serie TV – mi piacciono Vickings, The Walking Deads, Mad Men. Breaking Bad, ovviamente, è il massimo. La depravazione della mia dipendenza risale ai Sopranos e da molto prima. Tutte le serie americane, credo davvero che la TV americana sia quella migliore al momento. Ma amo i documentari, devo dirlo.

Se potessi aggiungere una categoria agli Emmy, seriamente o per scherzo, quale sarebbe?
Il Ginger Award (premio per i rossi). L’attore più rosso. Non sono un rosso naturale, devo tingermi per la serie, ma credo che sarei ammesso in quella categoria. Christina Hendricks ci sarebbe di sicuro, anche Damian Lewis. Credo che ce ne sia qualche altro là fuori. Il Ginger Award. I rossi hanno una cattiva reputazione. A scuola vengono presi in giro. Quindi dovremmo sentirci dispiaciuti per loro. Lo dico solo perché ora ho una barba rossa, interpreto un rosso. E comincio a capire cosa devono sopportare.

Outlander sta attualmente girando la seconda stagione.

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