lunedì 3 novembre 2014

MOBY: Il mio cuore nelle tue mani


"Io non sono in guerra e tu non sei il mio esercito!"
Iniziò a parlare, poi si fermò cercando il mio viso, i suoi occhi determinati.
"Non lo sono?" Disse piano.
Aprii la bocca per rispondere ma scoprì che non potevo. Gli uccelli erano tornati, e uno stormo di fringuelli cinguettavano vicino ad un grande abete che cresceva a lato della radura.
"Lo sei," dissi a malincuore, e in piedi, avvolsi le braccia intorno a lui. Era accaldato per il lavoro e le cicatrici sulla schiena erano delineate come solchi sotto le mie dita. "Vorrei che non ci fosse bisogno che tu lo sia." 

"Aye, beh," disse, e mi tenne stretta. Dopo un po', camminammo mano nella mano fino alla più grande pila di legname e ci sedemmo. Lo sentivo pensare, ma ero felice di aspettare fino a che non avesse deciso quello che voleva dire. Non ci volle molto. Si voltò verso di me e mi prese le mani, in modo formale come un uomo che sta per dire i voti nuziali.
"Hai perso i tuoi genitori da piccola, mo nighean donn, e vagavi nel mondo senza radici. Hai amato Frank"...la sua bocca si strinse per un istante, ma pensai che non ne fosse cosciente..."e, naturalmente, hai amato Brianna e Roger Mac e i bambini...ma, Sassenach, io sono la vera casa del tuo cuore, e so che lo sai".
Si portò le mie mani alla bocca e mi baciò i palmi rivolti verso l'alto, prima uno e poi l'altro, il suo respiro caldo e la sua morbida barba sulle mie dita.
"Ho amato altri, e ne amo molti, Sassenach...ma tu sola tieni il mio cuore, tutto nelle tue mani", disse a bassa voce. "E lo sai."


1 commenti:

Leonie ha detto...

che belli!!!!!