mercoledì 1 ottobre 2014

Diana e la Prigione di Wentworth [Parte 2]

Tempo fa avevamo postato la spiegazione di Diana sulla scelta di inserire la parte riguardante la prigione di Wentworth [Parte1] , recentemente Diana ha approfondito l'argomento a seguito di una richiesta di un OutMander (un fan maschio della serie) e qui riportiamo le sue parole:

Jamie e la regola del tre


Uno dei miei lettori maschi, un recensore di libri, mi ha recentemente inviato un messaggio su Twitter, dicendo che aveva appena finito di leggere Outlander e che gli era piaciuto molto "fino a quando sono arrivato ai capitoli della prigione." Gli ho risposto che sarei stata un po' preoccupata per lui se si fosse goduto la parte della prigione di Wentworth, al che ha risposto "ma perché far passare il nostro eroe attraverso tanto dolore e sofferenza?", aggiungendo, "so di essere in ritardo e probabilmente avete già affrontato l'argomento, ma è stato emotivamente intenso e dolorosamente fisico".
Il mio primo impulso è stato di rispondere: "Beh, si...", ma era una domanda seria, e meritava una vera e propria risposta, cosa che avuto bisogno di qualche riflessione.
La risposta più semplice è che quello è ciò che ho visto accadere. Che però non è propriamente una risposta soddisfacente per un lettore. Io "vedo" le cose che accadono, perché la parte inconscia della mia mente disseppellisce le cose dalla matassa e le trasporta nella mia corteccia visiva. La lista dei dettagli arriva molto più tardi - e solo se ci guardo.
(E qui, permettetemi di fare una breve distinzione sui componenti della scrittura. C'è il "cosa succede" e il "come riusciamo a portarlo sulla pagina". Il "come" è il mestiere di scrivere: come fare a trasmettere la sensazione dell'azione, della tensione, della tenerezza, della curiosità, della paura? (E' molto importante, soprattutto se si tende a scrivere libri con un gran numero di pagine.) Come posso spiegarlo?
Ora, la parte artigianale - la messa su pagina delle parole - è abbastanza cosciente; deve esserlo. Devi prendere un milione (non esagero) di decisioni su ogni pagina. Di chi è questo punto di vista? Dove siamo? Che ora del giorno è? Chi sta parlando? Che tono hanno le voci? Quello che questa persona ha detto ha senso? La sedia laggiù...dovrebbe esserci una sedia? Forse dovrebbe essere uno sgabello? O una poltrona? Qualcuno l'ha appena presa a calci... si rompe quando colpisce il muro? Forse la persona che ha calciato ha dolore al piede? Che cosa è successo...allora? La sedia/sgabello ha fatto un'ammaccatura al muro, l'ho detto? No, interferisce con la persona che sta ridendo di lui...ridono ad alta voce? No, troppo, stanno diventando rossi in faccia per lo sforzo di non ridere? Eccetera, eccetera, eccetera, per citare il re del Siam.
Ma quello che succede spesso non è noto a tutti. Ho visto un uomo, evidentemente esasperato, prendere a calci uno sgabello con grande forza. Cosa l'ha esasperato? Chi è la persona che ride di lui? Ridono per scherzo o per sostenerlo, non è d'aiuto alla sua frustrazione? Queste sono domande csul "Che cosa è successo?" E in gran parte, vengono risolte mentre scrivo, ancora una volta, dal mio subconscio. )
C'è sempre un motivo per cui le cose accadono o sono necessarie in una storia; se lo sono

e meno, lo so mentre scrivo. Quindi, tornando alla domanda del lettore: Quali sono state le ragioni per le cose terribili che sono successe a Jamie nella prigione di Wentworth?
In parte perché Outlander è una storia ad alto rischio. Quasi tutti capiscono che deve esserci qualcosa da rischiare, in modo che la storia sia buona. E molti thriller e racconti di fantascienza danno per scontato la salvezza del destino dell'universo. Indipendentemente da qualunque trama, una storia che si concentra su l'impatto degli eventi su uno o due sole persone - in generale - molto più coinvolgente ed emotivamente intenso di quella in cui ognuno corre ovunque cercando di salvare un pianeta o mettere le mani sulla bomba che potrebbe distruggere tutto!!
Poi, Outlander è una storia di alti rischi -a livello individuale- in ogni momento. Si tratta di una storia d'amore, sì, e su ciò che la gente farà per il bene di questo amore. Claire, per esempio, decide di lasciare la sua vita precedente (che stava per recuperare dopo la guerra), la sicurezza del 20° secolo (e per lei, più di chiunque altro, la sicurezza avrebbe molto più valore, dopo essere sopravvissuta ad una guerra) e il marito che aveva amato. Sceglie le difficoltà, il pericolo e il dolore emotivo, per stare con Jamie.
Ma l'amore di entrambi è sempre reciproco. C'è da fare un sacrificio per il bene dell'altro. Nel corso della sua storia, si salvano a vicenda. E la posta in gioco è alta. Jamie sposa originariamente Claire per salvarla da Black Jack Randall. Sarebbe stata una cosa così sorprendente da fare, se Black Jack Randall non fosse stato in effetti una seria minaccia? E' una grave minaccia; e lo sappiamo dalla storia di Jamie. L'uomo è un vero psicopatico e un sadico, che ha distrutto la famiglia di Jamie, e gli ha fatto male sia fisicamente che emotivamente. E qui è Jamie che promette a Claire di darle tutto ciò che possiede; la protezione del suo nome e del suo clan e del suo corpo per salvarla da quell'uomo.
E poi le salva subito dopo da Randall quando la cattura e l'assale a Fort William, nonostante così facendo, non solo mette se stesso, ma tutti gli uomini che sono con lui in grave pericolo, cosa che gli costa sia emotivamente che fisicamente.
"Sono stato legato a quel palo, legato come un animale e sono stato frustato fino sanguinare... Se questa sera non fossi stato così fortunato, quello è il minimo che mi sarebbe capitato... E quando hai urlato, sono corso da te, armato di una pistola scarica e della mie mani nude."
I rischi sono alti; il capitano Randall è una minaccia per Jamie (e Claire) che è aumentata.
Uno due tre. La regola del tre. Si tratta di uno dei più importanti schemi base per la narrazione; un evento può essere sorprendente. Quello dopo crea risonanza. Ma il terzo è di maggior impatto: BOOM! (Ed è per questo, per inciso, il motivo per cui le fiabe coinvolgono sempre tre fratelli, tre sorelle, tre fate, ecc. E perché la forma classica di uno scherzo comincia sempre con "Un prete, un reverendo e un rabbino..." il culmine della storia, la chiusura dello scherzo è sempre sulla terza iterazione.) Il terzo incontro con Black Jack Randall è il culmine, il punto in cui i rischi sono più alti . Jamie è stato catturato e gravemente ferito, Claire è venuta a salvarlo, ma appare Randall e la fa prigioniera, minacciando la sua vita.
Ok, deve essere una minaccia credibile. Cioè, abbiamo visto (e sentito) tutti i danni reali che Randall ha causato a Jamie finora, non dovrebbe esserci alcun dubbio che avrebbe causato un danno reale e grave a Claire. Non possiamo dire: "Oh, è una persona così orribile, non ci crederesti..." Ci crediamo e quindi apprezziamo l'enormità di ciò che Jamie sta facendo quando offre la sua vita per quella di Claire.
E proprio perché ne siamo convinti, condividiamo la disperazione di Jamie e di Claire.

In tutto il libro, abbiamo visto che l'amore ha un vero costo. Jamie e Claire hanno costruito un rapporto sull'onestà, un rapporto che vale ciò che è costato. Questa è la sfida finale, e Jamie è disposto a pagare quello che a quanto pare sarà il costo finale.
Perché dovrei sminuirlo? Sfuggire allo stupro e alla tortura per un pelo, sarebbe come declassare il costo del loro sacrificio. (Sarebbe come se qualcuno apparisse e dicesse: "Ehi, amico, non devi farlo davvero.Vieni con me, c'è un modo segreto per uscire da qui...").
Così amore ha un prezzo e uno reale. Ma si sono salvati a vicenda, e Claire salva non solo la sua vita, ma la sua anima. La sua anima non sarebbe stata in pericolo, se non fosse stato realmente e veramente quasi distrutta dal sacrificio.

Se Claire era apparsa per aiutarlo appena prima di essere sottoposto a dolore e sofferenza... bene, sarebbe stata una bella storia che scalda il cuore, in cui l'eroe e l'eroina vincono sul male e corrono verso il tramonto insieme. Ma non avrebbe la metà della forza della storia in cui Jamie e Claire superano il vero male, e così mostrano ciò che è il vero amore. Il vero amore non ha un prezzo e ne vale la pena.
Dico sempre che i miei libri hanno una "forma" e una geometria interna; Outlander ha tre triangoli leggermente sovrapposti. Il vertice di ogni triangolo è uno dei tre momenti topici emotivi del libro: 

1) Quando Claire prende la sua decisione straziante a Craigh na Dun
2) quando salva Jamie da Wentworth
3) quando gli salva l'anima all'abbazia. 
Sarebbe stata comunque una buona storia con solo i punti 1 e 2, ma c'è la regola del tre. Una storia che ha 1, 2 e 3, ha molto più impatto dei soli primi due".

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