martedì 15 luglio 2014

Intervista a Diana

Con l'uscita di MOBY Diana ha incontrato parecchi fans in giro per l'America e vi proponiamo qui una piccola intervista rilasciata a geekchicelite


Quanto spesso scrive quando lavora ad un libro?
Dipende a che punto mi trovo del libro. Scrivo davvero dei libri grandi e mi ci vogliono diversi anni per finirne uno dato che ci sono delle ricerche complesse che occupano molto tempo. Inoltre, la loro schematizzazione prende un sacco di tempo ed essendo una lunga serie, non posso essere sicura che qualcuno trovi miei libri senza sapere che facciano parte di una serie. Se sono lettori che prendono il libro alla libreria dell'aeroporto e dicono 'mi accompagnerà fino a Cleveland' devono essere in gradi di goderselo così com'è, senza aver letto i primi sette. Dovete capire i retroscena in modo da poter entrare nella storia senza annoiare le persone che non mi hanno seguita nei primi sette libri. Questo delicato equilibrio richiede una certa quantità di abilità e di tempo per ottenerlo.
All'inizio di un libro, non scrivo cose prima del tempo e non scrivo con uno schema. Quindi, per cominciare, devo sentire la strada nel buio facendo contemporaneamente ricerca e un sacco di idee, ma scrivo ogni giorno, perché se non scrivo, l'inerzia si accumula ed è davvero difficile ricominciare di nuovo.
Dopo essermi mossa nel libro per un mese o due, sono in grado di prendere il mio passo d'uomo, come mi piace chiamarlo, e questo con più di mille parole al giorno o ciò che mi propongo di fare. Alcuni giorni è davvero uno sforzo arrivarci e in altri va come niente e posso raggiungerne due o tre mila se si tratta di uno dei giorni fortunati in cui fluisce tutto da solo. Più avanti nel libro c'è quello che io chiamo 'la frenesia finale'; ecco gli ultimi due o tre mesi della scrittura; a quel punto so tutto di questo libro e non mi devo fermare a controllare le cose. Capisco dove si incastrano tutti i pezzi  come se si fosse inserita l'elettricità. Appena ti attraversa a quel punto, posso scrivere 14-16 ore al giorno. E' davvero inebriante.


Hai fatto qualche lavoro a fumetti con la Disney e una graphic novel di Outlander. Pensi che ci sarà altro lavoro nel campo dei fumetti nel tuo futuro?
Quando la graphic novel ha iniziato a divetare un abitudione - questo in realtà è nata indirettamente a causa delle offerte di fare film o pellicole. Tali offerte riservano sempre diritti di merchandising e quindi abbiamo ottenuto un contratto per l'ultima opzione che alla fine si è trasmormata nella serie TV. All'improvviso ho chiesto al mio agente se si poteva includere fumetti e graphic novel. Ha detto: "Normalmente sono incluse, ma non ho mai visto graphic novel di questo tipo prima, quindi non so se sarà coperto o meno." Il mio lavoro precedente per dei fumetti era esclusivamente per la Disney dove lavori con i personaggi dei proprietari e cose del genere. Ci sono alcuni vincoli su ciò che si può fare e non. Se lavori per la DC o la Marvel è un po' diverso, e ho imparato a lavorare con il mio disegnatore alla Disney dove hanno il loro modo di lavorare e gli scrittori lavorano all'intero script. Siamo responsabili della spaziatura e del numero delle vignette e di ciò che vi accade all'interno. Così ho lasciato che l'artista avessi libero sfogo artistico quanto si poteva (sulla graphic novel Outlander).



Come sei stata coinvolta nel processo dietro all'adattamento televisivo di Outlander?
E' stato incredibile. Sono rimasta stupita perché avevo sentito prima che fondamentalmente non volevano nessuno tra i piedi. Questo ha funzionato molto molto fortuitamente. L'idea era stata proposta da un ragazzo di nome Jim Kohleberg che vola farne un film di due ore e vi posso dire dopo 20 anni di tentativi che è impossibile fare un film di due ore di quel libro e farlo simile all'originale in qualche modo o forma. Dopo tre rinnovi di questa opzione, si è arrivati a questa conclusione. Aveva assunto diversi sceneggiatori di tutto rispetto i cui nomi sono conosciuti se li ripetessi. Come ho detto Ron Moore quando mi ha mostrato il suo primo copione, questa era la prima cosa che avessi mai letto basato sui miei libri che non mi facesse sbiancare o arrabbiare. Ron si era interessato ai libri e dopo Battlestar Galactica era alla ricerca di un progetto. Stava parlando durante una cena con la moglie e il suo partner di produzione e uno di loro ha suggerito Outlander e gli altri si sono illuminati dicendo: "Oh hai lettoOutlander!" e poi si sono esaltati tutti come capita ai fans di Outlander quando si incontrano. Così ha chiesto se avevano una copia del libro ed entrambi hanno tirato fuori la loro copia dalla borsa. Ma sono venuti e abbiamo trascorso due giorni a casa mia a Scottsdale a parlare della storia, dei personaggi e dei retroscena. Fondamentalmente di tutto ciò che sapevo dei personaggi che non è nei libri. Hanno condiviso con me le loro idee per gli adattamenti visivi ed eravamo sulla stessa lunghezza d'onda.

Oltre a questo, la Starz valorizza l'enorme fanbase e ovviamente è olto meglio se io sia coinvolta e approvi e così via. Mi mostrano gli script e le riprese, chiedere la mia opinione è molto gentile da parte loro perché non c'è alcuna costrizione legale di pretenderlo. C'era una scena in cui c'erano alcune donne delle Highland che bevevano il tè in un villaggio scozzese e giocavano a carte e Claire arriva e conversa con loro. Fondamentalmente nel tempo della scena, qualcuno entra per trascinarla via a fare qualcosa. Ho fatto notare che ci sono luoghi in Scozia dove la gente ancora pensa che le carte da gioco siano diaboliche e non avrebbero trovato le donne nelle Highlands giocare nel 18° secolo. Non avevano il tè in quel momento in quel luogo e che queste sono donne di un villaggio, che non stanno sedute a bere il tè del pomeriggio. Ho suggerito che si poteva sostuire con il filare la lana; dove schiacci avanti e indietro con le mani. Mi hanno ascoltato e c'è questa bella sequenza ed è venuta fuori una grande scena.

Se ne avessi la possibilità di stare a casa e guardare una serie tv episodio dopo episodio, quale sarebbe?
Ooh vediamo, forse Game of Thrones. Non ho davvero guardato la televisione per un paio d'anni. L'ultima cosa che ho guardato è stata la terza stagione di Downton Abbey e prima di quella, l'ultima stagione di True Blood. Mi sono salvata l'utima di Game of Thrones per quando avrei finito MOBY.

A parte lo show televisivo e il tuo nuovo libro, cosa vorresti di ciò che hai vicino che vorresti la gente controllasse?

Ci sono un paio di cose. C'è un romanzo che ho scritto per un'antologia e ho riottenuto indietro i diritti così sarà pubblicato come ebook negli Stati Uniti e in Canada piuttosto a breve. Si chiama Virgins ed è la storia di Jamie Fraser all'età di 19 anni e del suo non ancora cognato Ian all'età di 20 anni in qualità di giovani mercenari in Francia nel 1740. Ma sarà un po' più tardi quest'anno. Ho anche un ebook da 30.000 parole intitolata Come scrivere e non scrivere le scene di sesso che probabilmente uscirà entro quest'anno.


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