martedì 22 aprile 2014

MOBY: aspettarsi sempre l'inaspettato

Eccolo, il numbero Diciassette; l'ordinata casa di mattoni a tre piani in cui si era precipitato - e schizzato fuori - tre giorni prima. La sua vista lo colpì alla bocca dello stomaco. Era stato lì forse cinque minuti e si ricordava ogni secondo. I capelli di Claire, metà spazzolati e come una nuvola intorno al suo volto mentre si chinava su di lei, il profumo di bergamotto, vaniglia e il suo odore di fresco. Il calore e la forza di lei tra le sue braccia, le sue mani; l'aveva afferrata per il sedere, il suo sedere bello rotondo così caldo e solido sotto la sottile sottoveste e le sue mani che formicolavano per il ricordo della lussuria. E neanche un istante dopo...
Spinse la visione di William fuori dalla sua mente. Anche William poteva aspettare.
Al suo bussare alla porta rispose la donna nera paffuta che aveva visto al suo primo arrivo e la salutò più o meno nello stesso modo, anche se non proprio con le stesse parole.
"Buongiorno a voi, Signora. Sono venuto per mia moglie." Entrò superando la sua bocca aperta e alzò le sopracciglia, si fermò, osservando i danni.
"Cosa è successo?" Chiese, curvandosi verso la governante. "Lei sta bene?"

"Mi aspetto che lo sia, se si sta riferendo a Lady John", disse la donna con una forte enfasi sul nome. "Mentre per tutto il resto..." si girò senza problemi su se stessa, gesticolando verso la parete sporca di sangue, la ringhiera rotta e lo scheletro di ferro di un lampadario, l'ubriaco a terra in un angolo della hall, "...quello sarebbe il Capitano Lord Ellesmere. Il figlio del Signor John." Strinse gli occhi e fissò Jamie in un modo che gli rese evidente che sapeva dannatamente bene quello che prima era successo nel corridoio, quando si era scontrato faccia a faccia con William...e non ne era affatto soddisfatta.
Non aveva tempo di preoccuparsi dei suoi sentimenti e la spinse il più educatamente possibile salendo le scale più velocemente che la contrazione muscolare alla schiena gli permetteva.
Quando raggiunse la cima della scala udì la voce di una donna, ma non di Claire. Con suo stupore, era la voce di sua sorella e raggiunse la porta della camera da letto più lontana per vedere la schiena di sua sorella che bloccava la porta. E oltre le sue spalle...
Si era sentito irreale fin dalla sua conversazione con William. Ora era convinto di avere le allucinazioni perché quello che pensava di vedere era il duca di Pardloe, il viso contorto per il fastidio che si alzava da una sedia, vestito di nulla se non di una camicia da notte.


3 commenti:

tsukino ha detto...

Voglio il libro!!! *.*

Anche se praticamente lo sto già leggendo grazie a voi :P

Susy ha detto...

anch'io!!!

FreeScots Methos ha detto...

XD consoliamoci con la consapevolezza che il libro avrà mille e mille pagine XD