giovedì 20 marzo 2014

MOBY: Non oggi

Quando l'avevo perso la prima volta, prima di Culloden, avevo ricordato. Ogni momento della nostra ultima notte insieme. Piccole cose sarebbero tornate da me negli anni: il sapore del sale sulla sua tempia e la curva del suo cranio mentre gli abbracciavo la testa, i capelli morbidi alla base del collo, spessi e umidi tra le dita... l'improvviso e magico scorrere del suo sangue alle prime luci quando gli avevo tagliato la mano e lo avevo marchiato per sempre come mio. Quelle cose lo avevano tenuto con me.
E quando lo avevo perso quella volta in mare, avevo ricordato la sensazione di lui accanto a me, caldo e solido nel mio letto e il ritmo del suo respiro. La luce attraverso le ossa del suo viso al chiaro di luna e il colore della sua pelle all'alba. Lo sentivo respirare, quando mi stendevo sul letto da sola nella mia stanza a Chestnut Street - lento, regolare, che non si fermava mai - anche se sapevo che si era fermato. Il suono mi confortava e poi mi faceva impazzire con la consapevolezza della perdita, così mi sistemai il duro cuscino sopra la testa in un futile tentativo di chiuderlo fuori -  solo per emergere nella notte della stanza, piena di fumo di legna e di candele e di fioca luce, ed essere confortata dal sentirlo di nuovo.
Se questa volta... ma lui si girò, all'improvviso, come se avessi chiamato il suo nome. Mi si avvicinò rapidamente, mi afferrò per le braccia e mi disse a bassa voce, "Non sarà neanche oggi".
Poi mi strinse tra le braccia e si avvicinò in punta di piedi in un profondo, morbido bacio. Riuscii a sentire delle brevi esclamazioni dagli uomini nelle vicinanze, ma non mi importava. Anche se fosse stato oggi, avrei ricordato.

2 commenti:

tsukino ha detto...

Non vedo l'ora che esca questo libro *.*

FreeScots Methos ha detto...

estratti di questo tipo mi devastano nel profondo! *___*