mercoledì 5 marzo 2014

MOBY: lettere e risvegli

Tamburi lontani

Marsali rimase a guardare fino a che Joanie non uscì dalla porta sul retro, poi si voltò verso di me e mi consegnò la lettera.
Veniva da un certo signor Johansen, apparentemente uno dei corrispondenti abituali di Fergus, e il contenuto era come Marsali mi aveva anticipato, anche se con l'aggiunta di alcuni dettagli raccapriccianti che non aveva menzionato in presenza di Joanie. Era abbastanza attinente ai fatti, con solo pochi ornamenti settecenteschi, e faceva rizzare i capelli - letteralmente, pensai - leggendo di alcuni residenti di Andrustown a cui era stato fatto lo scalpo.

Marsali annuì, mentre guardavo la lettera.
"Aye," disse. "Fergus vuole pubblicarlo, ma non sono così sicura che dovrebbe. Per via del giovane Ian, sai?"
"Come per il giovane Ian?" Disse una voce scozzese dalla porta della tipografia, e Jenny apparve con un cestino al braccio. I suoi occhi andarono alla lettera che avevo in mano e le sue taglienti sopracciglia scure si sollevarono.
"Ti ha detto qualcosa di lei?" chiese Marsali, dopo aver raccontato della lettera. "Della ragazza indiana che aveva sposato?"
Jenny scosse la testa, e cominciò a prendere le cose dal suo cesto.
"Neanche una parola, salvo che Jamie gli disse di non dimenticarsi di noi." Un'ombra le attraversò il volto al ricordo e mi chiesi per un momento, come doveva essere stato per lei e Ian ricevere il racconto di Jamie su come Ian era diventato un Mohawk. Sapevo dell'agonia con cui aveva scritto quella lettera e dubitavo che la lettura della stessa fosse stata da meno.

Posò una mela e fece un cenno a Marsali in direzione della lettera. Dopo averla letta in silenzio, mi guardò. "Credi che lui provi ancora dei sentimenti per lei?"

Una persona non mattiniera

John Grey si stava godendo un sogno confuso, ma piacevole che aveva a che fare con la pioggia primaverile, il suo bassotto Roscoe, il colonnello Watson Smith e una grande quantità di fango, quando divenne gradualmente consapevole che le gocce di pioggia sul suo viso erano reali.
Aprì gli occhi sbattendo le palpebre, per scoprire che sua nipote, Dottie, stava tenendo la sua brocca in una mano e gli stava spruzzando acqua sulla faccia con le dita.

"Buongiorno zio John" disse allegramente. "Alzatevi e risplendete!"
"L'ultima persona abbastanza avventata da dirmi una cosa simile di mattina ha fatto una fine alquanto sgradevole," disse lottando per mettersi in posizione verticale e strofinandosi sul viso la manica della camicia da notte.
"Davvero? Cosa le è successo? O era un lui?" Lei gli sorrise e posò la brocca, asciugandosi le dita bagnate sulla gonna.
"Che domanda inopportuna", disse, guardandola.
"Beh, presto sarò una donna sposata, sapete," disse, sedendosi con aria di estremo contegno. "Mi è permesso sapere che uomini e donne, occasionalmente dividono un letto, anche al di fuori del vincolo del matrimonio."
"Al di fuori? Dove hai saputo di questa usanza barbara? Hai parlato con degli scozzesi?"
"Costantemente," disse. "Ma cosa è successo alla sfortunata persona che ha cercato di svegliarvi dai vostri sogni?"
"Oh, lui". Si passò una mano sulla testa. "Gli è stato fatto lo scalpo dai pellerossa."
Lei sbatté le palpebre.
"Beh, gli servirà da lezione, questo è certo" mormorò.

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