domenica 5 gennaio 2014

Intervista a Diana Gabaldon

Una bella e curiosa intervista fatta a Diana dal giornalista Stephan Lee di Entertainment Weekly. Nel caso non l'aveste ancora letta...eccovela qui :)

D: Qual era il tuo libro preferito da bambina?
R: Non ricordo di quando non sapevo leggere. Mi hanno detto che leggevo da sola a tre anni. I primi libri che ricordo sono quelli di Frank Buck, ambientati nella giungla e pieni di rinoceronti e altri animali selvaggi. E poi i libri del Mago di Oz e un libro illustrato che ricordo benissimo, il cui protagonista era un troglodita di nome Mixie-Dough. Non ricordo null’altro della trama, ma le immagini erano straordinarie: primitive ma complesse, su sfondo nero e dai colori vividi. Insomma quel libro mi dava un incredibile e fortissimo senso di mistero che mi affascinava enormemente. L’ho sempre amato.

D: Hai mai, per qualche motivo, millantato di aver letto un libro che invece non avevi letto?
R: Certo! Huckleberry Finn. Non è che non abbia mai pensato di leggerlo: vorrei farlo. È solo che in uno di questi forum letterari che seguo da più di venticinque anni un giorno è sorta una discussione sulla censura in Huckleberry Finn in relazione al razzismo e così via. Avevo delle opinioni molto forti in merito e stavo chattando con uno sciocco che sicuramente non aveva letto il libro. Io l’avevo lì con me e continuai per tutta la discussione a scorrere le pagine per trovare qua e là argomenti per sostenere la mia tesi, ma non ho ammesso che neanche io avevo mai letto il libro.

D: C’è un libro che ti ha incentivato a fare la scrittrice?

R: Se c’è allora dev’essere un fumetto Disney che lessi a 28 anni. Mia madre mi ha insegnato a leggere anche con gli albi di Walt Disney e io non ho mai smesso di leggerli. Così un giorno, mentre andavo al lavoro, mi comprai in edicola questo fumetto e mentre lo leggevo pensavo: “è penoso, scommetto che saprei fare di meglio”. Per puro sfizio cercai e trovai il contatto con l’editore e gli scrissi una lettera molto maleducata in cui dicevo più o meno: “Gentile signore, leggo i suoi fumetti da venticinque anni e trovo che non abbiano fatto altro che peggiorare e peggiorare. Non sono certa di riuscire a fare di meglio, ma vorrei provarci”. Mi inviò subito un layout con le linee guida e io scrissi una storia. Non la comprò, ma fece una cosa molto più utile: mi disse seconda storia! E ho continuato a scrivere per la Disney per diversi anni.

D: C’è un libro che ti ha stupito per il fatto di esserti piaciuto?
R: I racconti del Don di Šolochov è uno di quelli. Me lo raccomandò uno scienziato russo in visita al nostro laboratorio all’Università. Un uomo inquietante, con i denti d’acciaio... Ad ogni modo, in uno dei rarissimi momenti di intesa mi citò questo titolo. Non avevo mai letto niente di letteratura russa, così decisi di andare a prenderlo in biblioteca. Rimasi stupefatta da quanto mi piacque. E mi aiutò a rivalutare anche il professore.

D: Se dovessi sceglierne solo uno, quale genere letterario vorresti leggere fino alla fine dei tuoi giorni?
R: Probabilmente il giallo. I personaggi e i loro conflitti sono il cuore della buona fiction e un bel giallo possiede sempre entrambi gli elementi. In effetti la struttura stessa del classico mystery possiede sempre una trama “interna” e una “esterna”. Quella interna è quella che accompagna il protagonista – tipicamente l’ispettore, ma a volte anche l’assassino. È lo svolgersi degli eventi che accompagna il lettore e lo fa rimanere attaccato alla pagina. Oltre a questa c’è la trama esterna, che è quella del mistero da risolvere: l’omicidio è uno dei pochi crimini deplorato universalmente da tutte le culture, è un crimine che grida vendetta. Abbiamo un bisogno istintivo di vederci chiaro e fare giustizia.

D: Hai mai nascosto un libro in pubblico, magari dietro a una rivista o un quotidiano...?

R: No, mai. Il genere di libri che non vorrei che gli altri vedessero li leggo a casa, dove in effetti ho una sezione di libri pornografici. In parte legati a varie ricerche per i miei libri, in parte per puro divertimento. Alcuni me li hanno mandati i miei fan.

D: Quale libro useresti per schiacciare uno scarafaggio?

R: Dipende da quanto è grosso. Ci vorrebbe una brossura abbastanza corposa... Vediamo... Ecco, questo: si intitola Toponimi scozzesi. È perfetto. Non userei un tascabile (troppo leggero) e non userei mai un bel libro con copertina rigida.

D: Un libro osannato secondo te senza ragione?

R: Ho odiato Amabili resti. Penso cha la visione dell’autrice del paradiso sia estremamente banale e deprimente. Insomma, un libro noioso. Fin dall’inizio ho capito dove andasse a parare e, non volendo seguirlo, l’ho abbandonato, su un aereo a Sydney.

D: Un bell’adattamento cinematografico, secondo te?
R: Rob Roy. Molto bello. Molto meglio di Braveheart.

D: Qual è la tua lettura preferita per l’aereo?
R: Li chiamo “libri carta igienica”: sono quei libri necessari e utili che non dovrai usare più di una volta. Si trovano nelle librerie degli aeroporti: Micahel Connelly, Nora Roberts... 

Bada bene, a me piacciono moltissimo entrambi, ma nessuno dei due scrive libri che vorrei rileggere o che richiedano particolare impegno. Oggigiorno, però, con i device elettronici, posso avere sempre con me centinaia di libri. Rimane il problema del decollo e dell’atterraggio. Per quei momenti ho i manoscritti che mi mandano nella speranza che li recensisca. Sono comodi perché quando li finisco li posso buttare via.  

D: Qual è l’ultimo libro che ti ha fatto piangere?
R: Piango molto facilmente e quindi... Non so se conta, ma l’ultima volta ho pianto mentre scrivevo una scena di The Scottish Prisoner. È l’ultima scena del libro (anche se non l’ho scritta per ultima, perché non scrivo in ordine cronologico dall’inizio alla fine e mi ha davvero commossa


6 commenti:

tsukino ha detto...

No, vabbe’, allora volete la mia sofferenza!!
Intervista molto interessante e grazi per averla pubblicata, ma doveva concludersi proprio con quel riferimento a The Scottish Prisoner?
Corbaccio inizio ad odiarti profondamente!!

FreeScots Methos ha detto...

cavolo, sai che ho pensato la stessa cosa?! ç__ç che cavolo!!!! >.<
no no, ragazza mia, qui dobbiamo organizzarci da sole °__°
*mente-malefica-al-lavoro*

Leonie ha detto...

e l'attesa aumenta...

tsukino ha detto...

@Free Scots Methos: possiamo tentare un’azione armata!! ^.*
Certo che hanno fatto delle scelte che poi non possono stupirsi dei risultati scarsi di vendita! Non solo il secondo libro della serie l’hanno diviso in due (che visto il numero di pagine è incredibile) ma, stavo guardando su Amazon, i due ebook corrispondenti costano 9.99 l’uno O.O dov’è di marketing?
Invece di promuovere The scottish prisoner facendo leva sulla massiccia presenza di Jamie nel libro, loro proprio non lo pubblicano :(((
Comunque sono aperta a qualsiasi azione!! (o dovrò decidermi di leggerlo, con molta fatica in originale).

FreeScots Methos ha detto...

secondo me con la serie tv vedrai che ristamperanno la serie con le copertine 'aggiornate' come fanno con tutte le serie/film tratti da libri...magari capiranno che data l'onda del momento, converrà pubblicare The Scottish Prisoner. Ok non sarà la più nobile delle motivazioni, ma a sto punto...NOI VOGLIAMO IL LIBRO!!! XD

tsukino ha detto...

Ci avevo pensato anch’io alla ristampa dei libri con le copertine con i protagonisti della serie :(
spero che il nuovo proseguano lo stesso con la tipologia di vecchie copertine, se c’è un cosa che odio è il cambio di stile, formato etc. delle cover delle saghe >_<)
Però se questo varrà per farlo pubblicare ben venga. Sì, NOI VOGLIAMO IL LIBRO!!! ^.*