giovedì 18 luglio 2013

Notturno...

Mi svegliai poco prima dell’alba, con la prima luce del giorno che appannava i contorni dei mobili nella stanza. Attraverso le doppie porte che davano sull’anticamera scorsi Jamie nella stessa posizione in cui lo avevo lasciato, ancora seduto al tavolino. La candela ormai spenta e le falene sparite, se ne stava lì coni la testa china tra le mani, le dita affondate nei capelli brutalmente corti. La luce rubava ogni colore alla stanza: anche i capelli dritti come fiamme tra le sue dita avevano la tinta smorzata della cenere.
Scivolai fuori dal letto, infreddolita nella camicia da notte ricamata. Lui non si girò quando mi avvicinai da dietro, ma sapeva che ero lì. Al mio tocco, lasciò ricadere la mano sul tavolo e la testa all’indietro fino ad appoggiarla sotto il mio seno. Sospirò a fondo mentre gliela massaggiavo, e io sentii la tensione abbandonarla lentamente. Le mie mani continuarono a massaggiarlo più giù, verso il collo e le spalle, a contatto con il freddo della sua carne sotto il lino sottile. Alla fine gli girai intorno fino a trovarmelo di fronte; mi abbracciò la vita, attirandomi a sé e seppellendo la testa nella mia camicia da notte appena sopra il rotondo gonfiore del nascituro.
fanart by nami64
"Ho freddo", dissi alla fine, a voce bassissima. "Perché non vieni a scaldarmi?"
Dopo un istante annuì, e si rialzò barcollando. Lo condussi verso il letto, lo spogliai senza che lui opponesse resistenza e lo infilai sotto la trapunta. Giacqui nella curva del suo braccio, stretta stretta a lui, finché il freddo della sua pelle non svanì e ci ritrovammo entrambi rannicchiati in un bozzolo di morbido tepore.
Gli appoggiai esitante una mano sul petto, accarezzandolo delicatamente avanti e indietro finché non gli si indurì un capezzolo, simile a un bottoncino di desiderio. Appoggiò una mano sulla mia, fermandola. Ebbi paura che mi respingesse, e lo fece, ma solo per poter rotolare verso di me.
Rimase a lungo a guardarmi nella luce sempre più forte del giorno, accarezzandomi il viso dalla tempia al mento, tracciando con il pollice la linea della mia gola e l’ala della clavicola.
"Dio, se ti amo", sussurrò, come parlando tra sé.

L'Amuleto d'Ambra

1 commenti:

Leonie ha detto...

bellissimo estratto