mercoledì 23 marzo 2022

Outlander S6: Diana Gabaldon parla di Henri - Christian

L'autrice di Outlander Diana Gabaldon rivela l'origine della storia di Henri-Christian dal terzo episodio della stagione 6
Il terzo episodio della stagione 6 di Outlander si apre con un riferimento biblico, mentre vediamo Henri-Christian, il bambino figlio di Fergus (César Domboy) e Marsali (Lauren Lyle) che galleggia in un cesto lungo il fiume, proprio come si potrebbe immaginare che avesse fatto il piccolo Mosè sul Nilo.
Mentre Mosè è stato salvato dalla figlia del Faraone, Henri-Christian viene salvato da Roger (Richard Rankin) poco prima che il cesto raggiunga le rapide. A differenza di Mosè, però, Henri-Christian non è stato messo nel cesto per salvarlo da morte certa, ma per vedere se galleggiava; dopo aver sentito i loro genitori chiamare Henri-Christian figlio del demonio a causa del suo nanismo, molti dei ragazzi di Fraser's Ridge hanno testato la bizzarra teoria in un modo altrettanto strano.
Ma perché l'autrice di Outlander Diana Gabaldon ha inserito la storia di Henri-Christian nel suo romanzo bestseller A Breath of Snow and Ashes (Nevi infuocate e Tamburi d'autunno nella versione italiana), su cui si basa la stagione 6? Come Gabaldon spiega in esclusiva a Parade, «Sono sempre stata attenta alle persone che si possono trovare in una piccola comunità, ma a cui non si pensa subito. E le persone con disabilità, definite genericamente come qualsiasi condizione che implica che hanno bisogno di aiuto per affrontare la vita quotidiana, ovviamente rientrano in questa categoria.»
Gabaldon descrive anche Henri-Christian come un "fungo", cioè un personaggio che appare inaspettatamente mentre sta scrivendo, solo rubare la scena. Henri-Christian aggiunge anche il conflitto alla storia: come persona diversa, cambia e sfida le persone all'interno della sua famiglia e della comunità, persone che, nel 1773, non capivano il DNA.
Ma perché la nascita di Henri-Christian ha influenzato così tanto Fergus? Da bambino nel bordello di Parigi, Fergus aveva un amico di nome Luc, che pure era un nano. Un giorno, il corpo di Luc fu scoperto con la gola tagliata, solo che i suoi resti furono poi venduti a un medico per la sperimentazione piuttosto che ricevere una degna sepoltura, — un'umiliazione che Fergus non ha mai dimenticato.
Anche prima della nascita di Henri-Christian, comunque Fergus aveva preso a bere per compensare ciò che sentiva mancare dalla sua vita, — in particolare, la capacità di sostenere la sua famiglia e proteggerla. E poi, quando Marsali ha rivelato di aver ucciso Lionel Brown (Ned Dennehy), l'ha completamente persa e le ha detto che non aveva bisogno di una donna per proteggerlo.
«Beh, Marsali non ha ucciso Lionel nel libro [lo fa fatto Mrs. Bug (Sarah Collier)]», dice Gabaldon, sottolineando la discrepanza. «Ma non riesco a vedere come non potevano esserci effetti dalla sua morte. Voglio dire, quando Jamie ha restituito proattivamente il corpo di Lionel a suo fratello Richard, l'ultima osservazione di Richard a Jamie lo rende abbastanza ovvio: “Avete fatto quello che dovevate… Come farò io… Quando sarà il momento”. Chiaramente, il momento sta arrivando».
Il tormento combinato con tutto questo ha portato al limite Fergus, e stava per suicidarsi tagliandosi i polsi quando Jamie (Sam Heughan) l’ha notato e l’ha fermato.
«L'arco di Fergus è in qualche modo parallelo a quello di Claire in questa stagione», ha aggiunto Gabaldon. «Sono entrambi traumatizzati dagli stessi eventi, entrambi auto-medicanti in risposta, ed entrambi causano disagio nei loro coniugi».
Un altro punto interessante della storia nell'episodio 3 è Malva Christie (Jessica Reynolds), e la prefigurazione di ciò che potrebbe venire con il suo personaggio più avanti nella stagione. Senza svelare troppo (anche se i lettori di libri sanno già cosa ci aspetta), abbiamo visto la bellissima nuova aggiunta a Fraser's Ridge flirtare sia con il Giovane Ian (John Bell) che con Jamie. E in realtà ha avvertito Ian, dicendo: «Gli sguardi possono ingannare», mentre gli dice che suo padre teme che sia una peccatrice, e ha spiegato che sua madre è stata impiccata come strega.
«Beh, Malva è una persona che ha riconosciuto presto il suo potere e non esita a usarlo», dice Gabaldon della più giovane dei Christie. «Il fatto che anche suo padre lo riconosca e che sia inorridito e infuriato per questo si traduce naturalmente nel conflitto a cui siamo così affezionati. Questo rivela anche un paio di altre cose su Malva; probabilmente non sopporta il suo umile posto nella famiglia / società, è abbastanza intelligente da cogliere un'opportunità per uscirne (cioè, diventare l'apprendista di Claire), e le piace il pericolo, e non esita a cercarlo.»

sabato 12 marzo 2022

Outlander S6: Intervista ad Alexander Vlahos

‘Mi intendo di fan irriducibili, ma Outlander è su un altro livello’: la vita secondo la nuova star di Outlander, Alexander Vlahos
L’attore gallese parla del suo ingresso nel cast di Outlander, dei period drama e del lavoro di Kenneth Branagh.
Come ci si sente a far parte di Outlander?
È un po’ intimorente entrare in una cosa grande come uno show. È un poco come il primo giorno di scuola – con la speranza che io possa piacergli. Ma Sam (Heughan) e Cat (Balfe) sono i migliori leader del gruppo e ci hanno dato il benvenuto. Non potrò mai parlare sufficientemente bene di loro.
Chi è il tuo personaggio?
Allan Christie è un fratello iperprotettivo e vive all’ombra di suo padre, ma diventa presto chiaro che è molto diverso da suo padre.
C’è un lato problematico in lui ma c’è anche una trama oscura che gorgoglia sotto la superficie fino alla fine della stagione. L’Allan che incontriamo nell’episodio uno e quello che lasciamo sono davvero due persone diverse. È bello lavorare sull’arco di personaggio come questo.
Com’è stato girare in Scozia durante il lockdown?
È stato strano. Il mondo era in lutto, ma da questo realizzi che devi creare arte e mettere la tua passione e il talento in qualcosa come questo, affinché i fan possano trovare sollievo da ciò che succede all’esterno.
È come un servizio. Girare in Scozia è stato bellissimo, ma mi è mancato socializzare con il gruppo, perché mi piace l’aspetto sociale del lavoro. 
Ho visto tutte le stagioni in Scozia ed è stato bello. Abbiamo cominciato la prima settimana di gennaio così ho trovato la neve, una bella primavera, e poi l’estate – e i temuti midges. Stavo parlando con la gente del posto e loro mi hanno detto di lasciarli fare. Gli ho chiesto se facessero sul serio!
Hai dovuto padroneggiare un accento scozzese?
Sì. Durante le nostre prime letture, la nostra istruttrice di dialetti, Carol Ann Crawford, mi ha detto che stavo facendo molto Trainspotting. Almeno ero in Scozia, ma era la città sbagliata.
Sei pronto per il livello di appassionati che accompagna uno show come Outlander?

Essendo in show come Merlin e Versailles, mi intendo di fan irriducibili, ma Outlander è su un altro livello. Penso che i fan che hanno visto Versailles guardino anche Outlander. Per la mia esperienza da una grande comunità di fan viene molto amore.
In che modo il tuo ruolo di Monsieur Philippe d’Orleans ti ha portato a esser scelto per Outlander?
Uno degli showrunner di Outlander, un giorno ha acceso la tv dopo essere tornato a casa e mi ha visto in Versailles. Questo è stato pochi anni fa. Versailles ha portato a questa offerta, per la quale sarò eternamente grato. Hanno sempre detto che sarei stato il loro Allan, ma non so se sia un complimento!
Ti sei unito anche al cast di un altro period drama, Sandition?
Ho fatto molti period drama – non cosa sia ma sono super felice che vedano qualcosa in me.
Sono andato direttamente a Bristol da Outlander per Sanditon e abbiamo fatto la seconda e la terza stagione una dopo l'altra, il che è stato intenso.
Interpreto Charles Lockhart, un artista estroverso, che agita un po’ le cose. Non è per niente uguale ad Allan. A marzo mi vedrete molto sugli schermi televisivi.
Com’è stato lavorare con Kenneth Branagh in Macbecth?
È un genio, Mi ha davvero preso sotto la sua ala e si è preso cura di me quando ci esibivamo. Era molto strano recitate al suo fianco – il suo cervello è così veloce, così può dirigersi da solo.
Usciva da una scena, dava appunti e poi tornava, e io l'ho guardato, chiedendomi chi può compartimentalizzare in quel modo, interpretare Macbeth e dirigere anche 16 persone. È un uomo meraviglioso.
Sei interessato alla regia?
Ho la mia società di produzione, Cowhouse Films, e sto finendo di scrivere il mio film, che spero vada avanti. Questa è la mia passione – è la parte che mi dà la maggiore soddisfazione.
(X)
 

giovedì 10 marzo 2022

Outlander S6: Intervista a Diana Gabaldon

Diana Gabaldon sostiene il cambiamento della S6 sull’uso dell’etere da parte di Claire

Spoiler più avanti sul primo episodio della S6 di Outlander Echoes

Claire è una guaritrice. Ma cosa fa una guaritrice quando si sente lei stessa danneggiata? Nel primo episodio della Stagione 6, Claire cerca rifugio dai suoi pensieri traumatici in Outlander usando la sua ultima invenzione medica, l’etere. È stato un finale di cattivo augurio di un altrettanto turbolento primo episodio di stagione con l’ultima immagine di Claire che perde i sensi a causa dell’anestetico. Dal momento che la dipendenza di Claire dall’etere è una deviazione dalla serie dei libri, ho parlato con l’autrice Diana Gabaldon (che lavora come consulente nello show di Starz) per capire cosa pensa di questo cambiamento.
«La Claire dei libri probabilmente non l’avrebbe fatto,» scrive Gabaldon in un email a The Dipp. «Per molteplici ragioni, compresi i non trascurabili rischi fisici connessi, di cui dipendenza è uno di quelli noti.»
Ma la Claire del libro e la Claire della Tv non sono la stessa cosa. E Gabaldon nota come lo show tende a concentrarsi su Claire che sperimenta lo stress post traumatico - «Dio sa se la donna ne ha diritto.» Nello stesso modo in cui ha sperimentato i flashback della Seconda Guerra Mondiale nella Stagione 2 mentre i giacobiti si stavano addestrando per la battaglia, Claire rivive i suoi traumi passati provocati dal recente sequestro e dalla violenza da parte della banda di Lionel Brown.
«Dobbiamo sempre fare i conti con una grande differenza tra i libri e lo show — sarebbe a dire spazio e tempo,» dice Gabaldon. «Io ho tutto il tempo che voglio perché Claire (e le altre persone) affronti il trauma in vari modi, e il mezzo classico di Claire per fare ciò è Jamie.» 
Anche lo show vede Claire gestire il trauma con e attraverso Jamie. Ma alcune delle circostanze del rapimento e dello stupro di Claire nell’episodio della S5 Never My Love sono trattate in maniera diversa nella serie Tv, in particolare il momento successivo alla violenza. Gabaldon parla di come Jamie e Claire abbiamo una «lunga e violenta conversazione» in A Breath of Snow and Ashes (Nevi infuocate e Cannoni per la libertà, nella versione italiana) dopo il suo salvataggio. Fanno l’amore e Jamie le «dà l’opportunità di reagire,» dice Gabaldon. «Proprio come lei ha dato la stessa possibilità a lui dopo Wentworth.»
Ma come la gestione da parte di Claire dell'aggressione del coniuge è stata alterata («Onestamente, non vedo alcun modo in cui avrebbero potuto filmare quello che è successo nel libro, soprattutto dati i limiti di tempo», dice Gabaldon del cambiamento della prima stagione), così è stata la gestione da parte di Jamie di Claire, una scelta che Gabaldon e la star/produttrice Caitriona Balfe hanno discusso con il New York Times dopo la messa in onda del finale della quinta stagione.
Gabaldon esprime qualche preoccupazione sulla reazione di Claire che cade nella retorica della “donna forte”. «Parte dell'intera figura retorica di Donna Forte è che questa cosiddetta SW va da sola e si limita a sbattere i piedi, respingendo qualsiasi manifestazione di preoccupazione da parte della sua famiglia,» dice Gabaldon, rimarcando come Claire insiste che sta bene sia con Brianna che con Jamie in Echoes. Ma l’autrice aggiunge «Dando il merito dove è dovuto, [questo è] un riferimento ai libri», specificamente al capitolo 29 di A Breath of Snow e Ashes, Just Fine, (Cap. 29 Va tutto bene, in Nevi infuocate nella versione italiana). Nel capitolo Claire dichiara a una dubbiosa Brianna che «sta bene» dopo la violenza.
C’è anche il fatto che Claire dovrebbe conoscere i danni di “sniffare etere”. Ma ancora Gabaldon da un avvertimento. «Non è per niente sconosciuto che i medici ne abusino,» dice, citando l’esempio letterario de Le regole della Casa dei Sidro di John Irving. Così anche se Gabaldon può avere le sue osservazioni, è comunque contenta di come lo show gestisce la trama in generale.
«Ho il vantaggio di aver visto l’intera stagione e in effetti, penso che abbiano gestito l’intera stagione molto bene all’interno della cornice che hanno sviluppato. Si capisce lentamente nel corso dell’intera stagione,» dice.
Così per i fan dei libri che lottano con i cambiamenti, rincuoratevi. Perché proprio come Sam Heughan ha detto che la dipendenza di Claire dall’etere porta a «una trama onesta e appagante», sembra che Gabaldon sia d’accordo.
«È molto plausibile e commovente — la recitazione tra Caitriona e Sam è fantastica — e ha una conclusione soddisfacente.»

sabato 5 marzo 2022

Outlander S6: Intervista a Maril Davis

Scopriamo perché la produttrice esecutiva di Outlander, Maril Davis definisce la Stagione 6 un giro sulle montagne russe più di ogni altra stagione
Quando Outlander ritornerà per la sesta stagione su Starz, domenica 6 marzo, i fan saranno testimoni delle conseguenze del brutale attacco a Claire (Caitriona Balfe) nella Stagione 5. Cosa succede dopo a lei e suo marito Jamie (Sam Heughan) mentre fanno i conti con le conseguenze negative? Deviando dal romanzo di Diana Gabaldon, A Breath of Snow and Ashes (Nevi infuocate, Cannoni per la libertà nella versione italiana), su cui è basata la Stagione 6, verrà posta più attenzione sulla lotta di Claire per guarire e fare i conti con quello che ai giorni nostri etichetteremmo come PTSD (Disturbo da stress post-traumatico).
«Quando leggiamo i libri, la cosa è affrontata in piccoli pezzi qui e lì ma lei non la supera mai davvero» dice in esclusiva a Parade Maril Davis, produttrice esecutiva di Outlander. «E ci sembrava un’esperienza così traumatica che non potevamo ignorarla, e ci sembrava di non fare giustizia al personaggio se lo avessimo fatto. E così, ci siamo davvero appoggiati a questo. Penso che gli sceneggiatori abbiamo fatto un ottimo lavoro inventandosi questa strategia di adattamento per Claire.»
Insieme al responsabile dello show Matthew B. Roberts, Davis ha avuto un confronto con Balfe (che è anche produttrice nello show) per essere sicura di essere tutti in sintonia su come affrontare il fatto che Claire, nonostante sappia che Jamie gli uomini di Fraser’s Ridge hanno ucciso tutti i suoi rapitori, ha dei flashback.
Caitriona è stata davvero solidale con noi nell’esplorazione di come potrebbe essere e di come, in quanto medico lei in qualche modo è sempre compartimentata, ma cosa succede quando non sei più capace di farlo?» spiega Davis. «Claire è così abituata a reprimere i suoi sentimenti in qualche modo in quest’area che in questa stagione sta proprio lottando per capire come affrontarli. Perciò, penso che vedremo questa escalation. E il modo in cui sceglie di affrontarlo è qualcosa che abbiamo aggiunto e che sentivamo semplicemente necessario.»
Le riprese della Stagione 6 di Outlander hanno richiesto una buona dose di sfide logistiche e narrative. A causa degli stretti protocolli Covid-19 durante la produzione — e della gravidanza di Balfe, che è stata tenuta (letteralmente) nascosta — è stata presa la decisione di accorciare la Stagione 6 a solo otto episodi, invece dei soliti dodici. (I quattro mancanti saranno girati e attaccati alla Stagione 7). Tuttavia, questi ostacoli per Davis sono più come un bene insperato.
«A essere sincera, ho amato questa stagione,» ha detto. «L’avrei amata se avessimo avuto altri quattro episodi, ma finisce in un momento così eccitante. E ancora una volta, tutto questo non era pianificato. Ovviamente ci siamo dedicati alla stagione pensando di fare 12 episodi. Perciò, per il modo in cui è andata a finire, penso che sia supereccitante. È un giro sulle montagne russe più delle altre stagioni ed è piana zeppa.»
Una volta che le riprese della Stagione 6 sono cominciate in Scozia, il tempo è stato un altro fattore da considerare, anche se Davis ha detto che questo ha dato allo show un aspetto completamente differente perché c’era molta più neve che nelle stagioni precedenti.
«Non penso sia stato facile per il cast e la troupe, ma l’aspetto è incredibile,» ha aggiunto Davis. «Voglio dire nessuno vuole trovarsi in questa pandemia, penso che abbiamo sentito tutti la fatica del Covid, ma sono così emozionata per come è andata a finire questa stagione, e c’è un risvolto positivo. Caitriona ha un bambino. Così sono venute fuori molte buone cose da questa stagione.
La sesta stagione di Outlander debutta Domenica 6 marzo su Starz

lunedì 21 febbraio 2022

Book 10: William

William aveva appena messo il piede sulla soglia, quando Fanny parlò alle sue spalle.
«Will-yum?» disse, la sua voce chiara ma incerta.
Si girò a guardare in dietro ma poi sorrise e arretrò sulla veranda, allungando un braccio per prendere le sue mani.
«Frances,» disse dolcemente, abbassando lo sguardo verso di lei. «Eccoti qui.»
«Eccomi qui,» disse, sorridendo. Era arrossita quando lui si era girato verso di lei ma i suoi occhi brillavano. «Devo prendermi cura del tuo cavallo per te?»
«Oh.» Guardo giù per i gradini; il cavallo, un grosso baio nero e robusto, stava masticando rumorosamente l’erba accanto al sentiero, le redini avvolte senza riguardi sul recinto. William mi guardò e io feci un piccolo cenno in direzione di Fanny. 
«È molto gentile da parte tua, Frances,» disse e strinse brevemente le sue mani prima di lasciarla andare. «Il suo nome è Trajan e sono sicuro che sarà grato per il tuo benvenuto come lo sono io.»
Si voltò subito e saltò giù per i gradini, raggiante. William la seguì con lo sguardo, il sorriso ancora sul volto.
«Stavo per dire, ‘Come sei cresciuta, Frances!’» commentò, sottovoce, verso di me. «Ma non sarebbe andato bene, vero? Lo odiavo sempre quando gli amici di Papà lo dicevano a me.»
«Sarebbe stato un fiasco totale,» lo rassicurai. «Comunque, sì. E la sua pronuncia è quasi perfetta adesso.» Guardai oltre la mia spalla, Jamie era andato nel suo studio. «E —em— come sta Lord John attualmente?»
«Vorrei saperlo,» disse, la faccia e la voce entrambe cupe.

lunedì 7 febbraio 2022

Bees: I consigli di Diana su come leggere Bees

Diana Gabaldon
da raccomandazioni senza spoiler su come leggere “Bees”
Con l’arrivo di Go Tell the Bees That I Am Gone, i lettori devono scegliere come avventurarsi nella sua lettura. Ma cosa fai se sei l’autore? L’autrice di Outlander, Diana Gabaldon, è una lettrice vorace e recentemente ha raccontato a The New York Times che il prossimo libro che leggerà sarà il suo. Dopo tutto, come ha detto a proposito di Bees, «Non era un libro quando mi ha lasciato; era questa grande nuvola di frammenti scintillanti che ho palleggiato nella mia testa negli ultimi anni. Poterlo leggere senza fermarsi… è sempre un’emozione.» Perciò, se non lo avesse scritto lei, Diana Gabaldon come leggerebbe Go Tell the Bees That I Am Gone? Un non-avvertimento: NON ci sono spoiler da qui in avanti.
Ci sono alcuni modi in cui avreste potuto rispondere dopo aver messo finalmente le mani su Bees, sette anni e mezzo dopo l’uscita di Written in My Own Heart's Blood (Legami di sangue e Prigioniero di nessuno, in italiano)
1. Avreste potuto aprire immediatamente il libro e leggere velocemente, ignorando gli obblighi familiari del Giorno del Ringraziamento;
2. Potreste prendervi il vostro tempo, evitando tutti gli spoiler come la peste (o meglio come il Covid-19);
3. Potreste aver letto prima l’ultima pagina, così da sapere cosa aspettarvi prima di imbarcarvi in un romanzo di 888 pagine;
4. O, scenario peggiore, potreste essere ancora in attesa che arrivi la vostra copia preordinata.
Quando si tratta di stile di lettura, subito dopo l’uscita di Bees, Gabaldon rivela a The Dipp che lei fa parte saldamente della seconda categoria. «Sono sicuramente un degustatore.» dice.
Così, in un universo alternativo dove è una fan di Outlander e non l’autrice, non si sente obbligata a leggere Bees più velocemente possibile.
«Detto questo, rimango praticamente incollata a un buon libro finché dura, ma non leggo per sommi capi o veloce solo per scoprire cosa succederà.» dice. «A meno che non sia un thriller, nel qual caso sai cosa succederà. È solo, come succederà? Qualche volta leggo per sommi capi la fine.»
Mentre non è spoiler dire che ci sono momenti elettrizzanti in Bees, i libri di Gabaldon non rientrano propriamente nel genere thriller — per non parlare di qualsiasi genere— perciò non c’è bisogno di scorrere fino alla fine, anche se può essere allettante. E se vi state ancora intrattenendo intorno alla Parte Tre o anche Parte Due, non c’è vergogna neanche in questo! Siete nella stessa categoria di degustatori di Herself (aka Diana Gabaldon).
E per quanto riguarda quelli che Gabaldon chiama ‘sbircioni’, sa che sono là fuori… anche se lei non si comporterebbe in quel modo.
«Ci sono sbircioni che dicono, ‘Oh, devo leggere l’ultima pagina perché devo sapere se sono ancora tutti vivi, poi posso tornare indietro e godermi il libro’», dice.
«Non dovrebbe funzionare in questo modo,» dice Gabaldon, prima di aggiungere diplomaticamente, «ma hai comprato il libro. Puoi leggerlo nel modo che vuoi.»
In qualunque modo stiate leggendo Go tell the bees that I am gone, sappiate che non c’è un modo veramente sbagliato (eccetto forse sbirciare l’ultima pagina). E anche se lo avete già finito (colpevole di tutte le accuse), potete gustarlo nella vostra rilettura. Dopo tutto, anche se Gabaldon ha cominciato al lavorare al Libro 10, non garantisce che è l’unico libro su cui sta lavorando ora che il nono libro è uscito. Dice che ha già un contratto per il prequel sui genitori di Jamie e l’idea per il prossimo libro su Lord John Grey «Mi è venuto in mente mentre scrivevo Bees.» Perciò non importa il vostro stile della prima lettura, avrete moltissime opportunità per gustarvi Bees negli anni a venire. Buona lettura (e rilettura)!

lunedì 31 gennaio 2022

Bees: Il finale di Bees e il Libro 10

Il finale di ‘Go tell the Bees that I am gone’ e cosa significa per il Libro 10 di Outlander, secondo Diana Gabaldon
Spoiler di seguito su Go tell the bees that I am gone. Non leggete se non volete rovinarvi il finale di Outlander Libro 9.
Le pagine finali del nono libro di Outlander raccontano la pacifica sistemazione di Claire e Jamie sul portico della Nuova Casa a Fraser’s Ridge. Sono circondati dalla famiglia, dagli amici, e dai vicini che stanno celebrando il matrimonio tra Bobby Higgins e Silvia Hardman. Dopo aver combattuto i Lealisti che complottavano sulla sua terra ed essere quasi morto (be’ è morto) durante la Battaglia di Kings Mountain, la principale preoccupazione di Jamie alla fine di Go tell the bees that I am gone è assicurarsi che Claire mangi qualcosa. Ma un imbucato al matrimonio — “un cavaliere su un cavallo grigio” — scuote la scena pastorale nell’ultima pagina. La figura che indossa un tricorno non è altri che il figlio di Jamie, William, che chiede l’aiuto di suo padre. Con un finale sospeso come questo, vuol dire che sicuramente i lettori vedranno Jamie e William unire le forze per salvare Lord John Grey nel Libro 10, sì?
«È sicuramente così», dice l’autrice Diana Gabaldon a The Dipp al telefono.
Quando William arriva e dichiara, «Ho bisogno del vostro aiuto» non c’è mai stato nessun dubbio che Jamie avrebbe scelto di cavalcare accanto a suo figlio per salvare il suo migliore amico da cui si è allontanato. Ma in una serie letteraria dove non si può mai dare qualcosa per scontato – anche qualcosa di ovvio come questo tema per il Libro 10 — è un sollievo avere la conferma da parte dell’autrice. Specialmente se Jamie e William non hanno avuto nessuna interazione diretta in Bees e Lord John Grey è nel disperato bisogno di essere salvato da Ezekiel Richardson, ossia il viaggiatore temporale Mike Callahan.
L’ultima volta che William aveva chiesto l’aiuto di Jamie in una situazione di vita o morte è stato quando era andato a salvare Jane Pocock dalla condanna a morte nel Libro 8, Written in My Own Heart's Blood (Legami di Sangue e Prigioniero di nessuno, nella versione italiana). Ma i due erano arrivati troppo tardi e lei si era tolta la vita. Salvare Lord John, se tutto va bene, avrà maggiore successo dell’ultimo tentativo di padre e figlio. Ma sembra sconfortante dato che presumibilmente non conoscono la localizzazione della barca su cui è prigioniero Lord John e Percy Wainwright potrebbe essere morto avvelenato mentre dava a William informazioni sulla Pallus. Così Jamie e William potrebbero beneficiare di qualche supporto nella forma di altri membri della famiglia Fraser allargata.
Gabaldon non ha voluto impegnarsi dicendo quale altro membro della famiglia potrebbe aiutare Jamie e William nella loro ricerca. Ma ammette, «Non sono sicura come si possano tenere fuori, specialmente Claire e Brianna, ma resta da vedere.»
Anche se Jamie non vede William fino alla fine di Bees, in via confidenziale offre a Brianna la possibilità di passare del tempo con suo fratello a Savannah. E gli ex figli unici di Jamie Fraser hanno stretto un rapido legame tra loro, quindi Bree vorrà sicuramente aiutare William in ogni modo possibile. In più, Lord John è la “persona preferita da Bree — al di fuori della famiglia” (lo ha dichiarato prima di sapere che tecnicamente è stato il suo patrigno per un breve periodo), così vorrà agire sapendo che è in pericolo.
Tuttavia, il terzo figlio di Bree, Davy, è ancora un neonato, e lei potrebbe non essere in grado di viaggiare per dare una mano a trovare Lord John. Ma potrebbe incoraggiare sua madre ad andare… non che Claire abbia bisogno di incoraggiamento. Accompagna quasi sempre Jamie nei viaggi pericolosi e oltre a voler bene e preoccuparsi per Lord John, gli deve un favore (o due). Jamie e Claire hanno avuto un altro litigio appassionato in Bees riguardo a quello che è successo nel letto coniugale con Lord John. Ma questo potrebbe mettere Jamie in una predisposizione d’animo migliore per accettate che Claire si unisca a lui. Dopo tutto, con la vita di John a rischio e un paio di libri da questa trasgressione accidentale, Jamie dovrebbe essere disposto a lasciare che il passato sia passato… se non completamente per il bene di John, per quello di William di Brianna e di Claire.
Comunque, questi sono dettagli nella trama di William e Jamie nel Libro 10 che neanche l’autrice conosce completamente. A settembre 2021 Gabaldon ha scritto su Facebook di aver cominciato a scrivere il decimo e (molto probabilmente) ultimo libro nella serie principale di Outlander. Ma da allora le cose sono state un po’ impegnate.
«Ho solo pezzi del libro al momento,» dice. «Dal lancio del Libro 9, non ho avuto tempo per pensarci, per così dire, così ci sto solo provando. Quando saltano fuori piccoli frammenti li scrivo, ma non ci sto lavorando in modo concentrato, per ora.»
Il rapimento di Lord John è aggrovigliato a così tante trame che dovranno essere approfondite nel Libro 10, in particolare con Richardson.  Ma se c'è un lato positivo nel fatto che Lord John è stato lasciato in una posizione così pericolosa alla fine di Bees, è che il suo rapimento è la cosa che finalmente unirà Jamie e suo figlio nel Libro 10.