La porta d’ingresso era aperta e Brianna sentì le urla di Mandy – e le grida in gaelico di suo padre – provenire dallo studio prima di raggiungere il portico.
«Che Sam Hill sta succedendo qui?» disse, fermandosi di colpo sulla soglia dello studio. Mandy era rannicchiata a palla sulla scrivania, suo nonno accovacciato in modo protettivo di fronte a lei, armato di una bottiglia di whisky.
« Fuirich air ai!» disse suo padre, alzandosi con urgenza per farle cenno di tornare indietro. «Non metterti sul suo percorso!»
«Il…» Si guardò precipitosamente intorno ma non vide nessuna minaccia. Poi il serpente attorcigliato nell’angolo si mosse come un lampo e scattò tra le sue gambe prima che potesse urlare. Suo padre afferrò Mandy dalla scrivania e la strinse forte, tenendo ancora la bottiglia per difendersi.
«Gaah,» disse Brianna. Il suo cuore stava battendo furiosamente, ma aveva intravisto brevemente la coda del serpente mentre le passava accanto. Deglutì e prese un respiro profondo. Allungò una mano verso suo padre, che riluttante lasciò Mandy nelle sue braccia.
«Se n’è andato, a nighean?»
«Sì. È uscito dalla porta principale. Probabilmente si sta dirigendo verso la Georgia.» Mandy aveva spesso di urlare, ma stava ancora tremando e singhiozzando.
«Va tutto bene, Tesoro,» disse Brianna, dando dei colpetti a sua figlia, e sperando di sembrare rassicurante. «Non è un serpente cattivo.»
«Sì, lo è!» Le braccia e le gambe di Mandy erano avvolte intorno a sua madre.
«Sei sicura?» La voce di suo padre era ferma, ma la sua mano stava tremando e la bottiglia tintinnò quando la rimise sul suo vassoio.
«È un serpente di gopher, Pa’,» disse, nel modo più calmo possibile. «Ti ho detto dei serpenti di gopher.»
«Ha emesso un crepitio contro di noi,» disse guardando l’angolo vuoto con antipatia. «Non lo ha fatto, a leanabh?» chiese a Mandy, che annuì con enfasi. Alzò la mano e la agitò in cerchi violenti sotto il naso di Brianna.
«Chepito, chepito, chepito!»
«È un serpente di gopher,» ripeté Brianna con calma. «Mio pa -» si interruppe con un sussulto. «Un vicino che avevamo una volta mi portava fuori a cercare rane, lucertole e serpenti, e mi ha insegnato come catturarli e - come riconoscerli», aggiunse, inarcando un sopracciglio verso il padre presente, che era impallidito leggermente per la sua gaffe.
«Mmphm,» disse, indicando una riluttante disponibilità a concederle una preparazione superiore. «Ha crepitato, comunque,» aggiunse in tono piuttosto accusatorio.
«Be’, lo fanno,» riconobbe, posando di nuovo Mandy sulla scrivania. «Imitano i serpenti a sonagli, per spaventare chiunque possa fargli del male, Si arrotolano come i serpenti a sonagli -» fece un cenno della testa verso suo padre, «e fregano le squame della coda avanti e indietro, producendo un suono molto simile a quello di un serpente a sonagli; bisogna guardare due volte per essere sicuri che non ci siano davvero dei sonagli. Sibilano anche», disse, e mossa da malizia, sibilò tra i denti incisivi, in modo così convincente che Mandy urlò di nuovo e il padre impallidì e afferrò la bambina.
«Va tutto bene, mo gradh,» disse, e sembrò molto rassicurante. Lui sembrava un po’ meno rassicurato ma lo vide mettere da parte la sua agitazione e prepararsi per la prossima emergenza.
«Dov’è il bambino?» chiese, facendo un cenno della testa in modo pratico alla macchia umida sul suo corpino.
«Con il suo nuovo zio,» disse. «Stanno facendo conoscenza.»
Questo cancellò gli ultimi residui di paura dal viso di suo padre. Appariva ancora diffidente – e non c’era da meravigliarsi, pensò – ma i suoi occhi ardevano, e un senso della sua gioia le toccò pelle.
«Chi è Sam Hill?» chiese Mandy con un’espressione corrucciata.
«Che Sam Hill sta succedendo qui?» disse, fermandosi di colpo sulla soglia dello studio. Mandy era rannicchiata a palla sulla scrivania, suo nonno accovacciato in modo protettivo di fronte a lei, armato di una bottiglia di whisky.
« Fuirich air ai!» disse suo padre, alzandosi con urgenza per farle cenno di tornare indietro. «Non metterti sul suo percorso!»
«Il…» Si guardò precipitosamente intorno ma non vide nessuna minaccia. Poi il serpente attorcigliato nell’angolo si mosse come un lampo e scattò tra le sue gambe prima che potesse urlare. Suo padre afferrò Mandy dalla scrivania e la strinse forte, tenendo ancora la bottiglia per difendersi.
«Gaah,» disse Brianna. Il suo cuore stava battendo furiosamente, ma aveva intravisto brevemente la coda del serpente mentre le passava accanto. Deglutì e prese un respiro profondo. Allungò una mano verso suo padre, che riluttante lasciò Mandy nelle sue braccia.
«Se n’è andato, a nighean?»
«Sì. È uscito dalla porta principale. Probabilmente si sta dirigendo verso la Georgia.» Mandy aveva spesso di urlare, ma stava ancora tremando e singhiozzando.
«Va tutto bene, Tesoro,» disse Brianna, dando dei colpetti a sua figlia, e sperando di sembrare rassicurante. «Non è un serpente cattivo.»
«Sì, lo è!» Le braccia e le gambe di Mandy erano avvolte intorno a sua madre.
«Sei sicura?» La voce di suo padre era ferma, ma la sua mano stava tremando e la bottiglia tintinnò quando la rimise sul suo vassoio.
«È un serpente di gopher, Pa’,» disse, nel modo più calmo possibile. «Ti ho detto dei serpenti di gopher.»
«Ha emesso un crepitio contro di noi,» disse guardando l’angolo vuoto con antipatia. «Non lo ha fatto, a leanabh?» chiese a Mandy, che annuì con enfasi. Alzò la mano e la agitò in cerchi violenti sotto il naso di Brianna.
«Chepito, chepito, chepito!»
«È un serpente di gopher,» ripeté Brianna con calma. «Mio pa -» si interruppe con un sussulto. «Un vicino che avevamo una volta mi portava fuori a cercare rane, lucertole e serpenti, e mi ha insegnato come catturarli e - come riconoscerli», aggiunse, inarcando un sopracciglio verso il padre presente, che era impallidito leggermente per la sua gaffe.
«Mmphm,» disse, indicando una riluttante disponibilità a concederle una preparazione superiore. «Ha crepitato, comunque,» aggiunse in tono piuttosto accusatorio.
«Be’, lo fanno,» riconobbe, posando di nuovo Mandy sulla scrivania. «Imitano i serpenti a sonagli, per spaventare chiunque possa fargli del male, Si arrotolano come i serpenti a sonagli -» fece un cenno della testa verso suo padre, «e fregano le squame della coda avanti e indietro, producendo un suono molto simile a quello di un serpente a sonagli; bisogna guardare due volte per essere sicuri che non ci siano davvero dei sonagli. Sibilano anche», disse, e mossa da malizia, sibilò tra i denti incisivi, in modo così convincente che Mandy urlò di nuovo e il padre impallidì e afferrò la bambina.
«Va tutto bene, mo gradh,» disse, e sembrò molto rassicurante. Lui sembrava un po’ meno rassicurato ma lo vide mettere da parte la sua agitazione e prepararsi per la prossima emergenza.
«Dov’è il bambino?» chiese, facendo un cenno della testa in modo pratico alla macchia umida sul suo corpino.
«Con il suo nuovo zio,» disse. «Stanno facendo conoscenza.»
Questo cancellò gli ultimi residui di paura dal viso di suo padre. Appariva ancora diffidente – e non c’era da meravigliarsi, pensò – ma i suoi occhi ardevano, e un senso della sua gioia le toccò pelle.
«Chi è Sam Hill?» chiese Mandy con un’espressione corrucciata.

























