sabato 9 gennaio 2016

Diana Gabaldon, una forza della natura

George R.R. Martin, che recentemente ha fatto sapere che il sesto libro della saga Le cronache del fuoco e del ghiaccio, che ha ispirato la serie della HBO Game of Thrones, non sarà pronto prima dell'inizio della sesta stagione di GoT. Mancare le scadenze può andar bene per lui, ma non è un'opzione valida per Diana Gabaldon, autrice dei libri di Outlander, a cui si ispira la serie di successo della Starz.
"Diversamente da George", dice "scrivo ovunque mi trovi e qualsiasi cosa stia facendo". Lei scrive in ogni momento libero, dice - sia che stia viaggiando o che sia sul set. Ha anche scritto una delle sceneggiature della nuova stagione - un'esperienza che definisce profondamente illuminante e divertente. Ma non fatevi trarre in inganno, sta per completare il lavoro, come ha sempre fatto.
"Quando ho iniziato a scrivere, avevo due lavori a tempo pieno e tre bambini sotto i 6 anni. Il tempo si espande per adattarsi in base al carico di lavoro". Non dava una data per l'uscita del libro successivo, semplicemente anticipava che sarebbe stato pubblicato circa sei settimane dopo che avesse finito di scriverlo. Era un balletto costante fra lei e il suo editore, che annunciava pubblicamente una data e poi lei doveva lavorare freneticamente per potercela fare. "Mettevano una data di pubblicazione su Amazon e io chiamavo per dire 'Bene, ora dovrete spiegare a tutti perché non uscirà'". Di solito si venivano incontro a metà strada; le ultime due volte, hanno rispettato la scadenza.
Per quanto riguarda la prossima stagione, in cui Claire e Jamie viaggiano verso Parigi per infiltrarsi fra i ribelli giacobiti, vedremo evolvere i personaggi in nuovi modi.
"Per Claire [la prima stagione] è stata una stagione reazionaria", dice Caitriona Balfe, che interpreta Claire. "Era in modalità sopravvivenza. Stava reagendo a una cosa dopo l'altra". In questa stagione, "le cose vanno meglio per lei; ha il tempo di capire il suo posto e come si sente. E' stata una scoperta fantastica. Abbiamo un lungo viaggio da fare con questi personaggi. Non vedo l'ora di continuarlo". Come sanno bene i fan dei libri, arriverà presto Brianna, la figlia di Claire e Jamie.
Nel frattempo, Jamie è ancora perseguitato dal trauma degli eventi passati, ma "penso che il tempo sia un grande guaritore", dice Sam Heughan, che interpreta Jamie. "Fondamentalmente, lui mette tutto sé stesso, anima e corpo, in questa missione per cambiare la storia". Un evento importante cambia le cose. "C'è una grande rivelazione che lo guarisce - lo porta fuori di sé. Riporta indietro il vecchio Jamie".
La nuova stagione, dice Heughan, obbliga Jamie a imparare delle cose su di sé, sopratutto che può imparare a essere falso. "C'è un lato di lui che non conoscevo. Un lato oscuro che non sapevo esistesse", dice. Ciononostante, Jamie mantiene il suo humor, la sua esuberanza e la sua abilità di perseverare nonostante tutto. "La sua devozione per Claire è stimolante".

[x]

Outlander ai TCA

Outlander si dirigerà alla volta della Francia nella seconda stagione

La prima stagione di Outlander si è conclusa, abbiamo scoperto che Claire è incinta e che potrebbe tornare da dove viene, grazie al potere di viaggiare nel tempo attraverso le pietre. Il produttore esecutivo Ron Moore, i protagonisti Caitriona Balfe e Sam Heughan e l'autrice Diana Gabaldon che ha viaggiato sin da Pasadena, hanno svelato nella sessione dei TCA di venerdì qualche curiosità sulla seconda stagione, che avrà la sua ANTEPRIMA nel mese di APRILE sul canale Starz,  Ecco quello che abbiamo scoperto...

La seconda stagione inizia in Francia.
Claire e Jamie arrivano in Francia, decisi ad infiltrarsi nella rivolta giacobita guidata dal principe Charles Stuart e impedire la battaglia di Culloden. Verranno catapultati nel sontuoso mondo della società francese, dove "i pericoli sono nascosti", secondo Heughan. "Ci saranno più politica e colpi bassi. Jamie ci mette anima e corpo in questa missione di cambiare la storia. C'è una grande rivelazione che lo fa andare fuori di sé. La prima stagione era basata sulla scoperta; un uomo alla scoperta del mondo e di una relazione. Nella seconda stagione, Jamie imparerà ad ingannare e ne sarà molto capace".


La gravidanza di Claire apparirà moltissimo nella seconda stagione.
Moore non ha dato molte specifiche se non per dire che si affronterà la cosa già nel primo episodio della stagione ed interesserà il rapporto tra Jamie e Claire ed il ruolo di Claire nella ribellione giacobita.


Stando a quanto dice Diana Gabaldon, lei non smette mai di scrivere, "a differenza di George [RR Martin]."
La stretta relazione tra il produttore esecutivo Ron Moore e l'autrice/consulente di Diana Gabaldon continua, dato che la Gabaldon ha scritto la sceneggiatura per uno degli episodi della seconda stagione (l'undicesimo episodio). Heughan dice di averla trovata al lavoro sul prossimo libro durante le riprese. La Gabaldon ha dato una stoccata a George RR Martin quando le viene chiesto delle scadenze mancate: "A differenza di George, scrivo indipendentemente da dove mi trovo o cosa sto facendo... ognuno ha il suo meccanismo."


Il rapporto di Claire con il marito Frank diventerà più complicato.
Secondo la Balfe è perché "ogni volta che vede Frank, vede Black Jack".


Ci saranno molti nuovi volti nella seconda stagione
Sia Heughan che la Balfe erano entusiasti degli attori che si uniranno allo spettacolo. "Ci sono nuovi nemici e alleati. Uno dei personaggi è una sorta di figlio adottivo per Claire e Jamie," ha detto Heughan.

Uno degli alleati è Robert Cavanah (Cime tempestose), che interpreterà Jared, cugino scozzese di Jamie, che vive a Parigi. Jared è un commerciante di vini di successo e un convinto giacobita. Jamie e Claire vivono nella sua villa a Parigi nella seconda stagione e gestiranno i suoi affari, mentre lui è in viaggio nelle Indie Occidentali. Stanley Weber (Borgia) è Le Comte St. Germain, altro commerciante di vini e membro della Corte francese. E' noto per la sua brutalità e ama dilettarsi con l'occulto. L'attrice francese Margaux Chatelier (Belle and Sebastian) è l'ex fiamma di Jamie, Annalise de Marillac. Andrew Gower (The Village) è il principe Charles Edward Stuart e Romann Berrux (Détectives) è Fergus, un giovane borsaiolo francese che è ferocemente fedele ai Fraser e che darebbe volentieri la vita per proteggerli. Dominique Piñon interpreta Mastro Raymond, un farmacista con una grande conoscenza in merito alle questioni segrete, sia politiche che occulte.

 [x]

mercoledì 6 gennaio 2016

La donna che crea i più bei costumi della tv

La costumista di Outlander, Terry Dresbach si compiace della natura restrittiva dei costumi d'epoca...e della fatica che richiede la loro rimozione.

In Primo piano: Terry Dresbach, la stilista del guardaroba di Outlander, l'indubbiamente sexy show targato Starz con tre nominations ai Golden Globes.

Dopo aver lavorato nel settore per 15 anni, su progetti come Buffy L'Ammazzavampiri, The Shield, Rounders e Prozac Nation, la Dresbach aveva lasciato Hollywood a causa della pressione e per dirlo con parole sue, "fallo più stretto, fallo più corto". Ora, come capo designer di Outlander, sta facendo le cose a modo suo.

"Il più grande vincolo di stare in questo ambiente non è tanto cosa faranno i costumi - perché la maggior parte degli abiti non fanno cose, devono solo essere - ma è avere il tempo di farli. Ed essendo sposata con il produttore esecutivo dello show [Ronald D. Moore], posso chiedere, 'hai intenzione di fare questa scena? hai intenzione di fare quella? Stiamo andando qui? Stiamo andando lì?' E perciò sai che la cosa meravigliosa dell'essere in questo show è che non lo modernizziamo, non lo rendiamo contemporaneo.
Ron è stato molto, molto chiaro sul fatto che voglia che le cose siano il più possibile realistiche. Quindi, lo stesso vale per i vestiti. Dobbiamo avere una stanza separata per la nostra protagonista, Caitriona [Balfe], per vestirsi, perché i suoi costumi non passano attraverso la porta della roulotte. Quindi non si tratta di trovare un modo per fare uno spettacolo televisivo contemporaneo con le aspettative della TV più contemporanea, ma piuttosto il farlo in modo accurato. Quindi, se devi vestirti, ci vogliono 45 minuti e hai bisogno di qualcuno che ti aiuti. Non si può entrare e uscire dai costumi nello stesso modo in cui si può fare con uno show contemporaneo. Non ci sono scene in cui qualcuno si sbottona i vestiti e cadono sul pavimento. Dobbiamo informare tutti sul come entrare ed uscire dai capi di abbigliamento. Hai bisogno di un cameriere per indossarli, hai bisogno di una cameriera per infilarli e aiutarti a vestirti.
Hollywood ha questo rapporto bizzarro con i vestiti delle donne e che devono essere tolti e cadere a terra nel minuto stesso in cui stai guardando. Beh, non funziona così nel 18° secolo. Ci vogliono 20 minuti per slacciarsi un corsetto. Quindi, qualcosa come la scena del matrimonio diventa una faccenda molto diversa. Le persone che fanno lo show e le persone che lo guardano, devono avvicinarsi agli abiti in modo molto diverso rispetto al modo in cui sono abituati, e può essere difficile. Voglio dire, capitano cose nella stanza degli sceneggiatori tipo, 'E poi le strappa il corsetto' e io rispondo ' No, in realtà non strappa il corsetto. Provaci. Lo metterò qui su un manichino, prova a strapparlo. Non si aprirà.'
Fin dal primo giorno abbiamo avuto molte discussioni sul come renderlo contemporaneo e continuavo a dire, 'Non c'è bisogno di fare un 18° secolo contemporaneo.' E' uno dei periodi più belli e sexy della moda e ti catapulta in un tempo diverso. E' un lento slacciare. E' un lento rivelare. E' sensuale. Non è come sbattere qualcuno su un tavolo. Penso che la gente sia stanca di quel tipo di sessualità. Ne sono stanca. Lo si fa da decenni ed è estenuante. Ho lasciato questo ambiente perché ne ero particolarmente stanca. Ho lasciato il lavoro perché ero stanca della pressione di rendere tutto sexy. Non importava se era un bibliotecario di 65 anni o un ragazzo di 20 anni di un college. Stringerlo, farlo più corto, si deve vedere la scollatura, si deve vedere la scollatura, si deve vedere la scollatura, si deve vedere la scollatura. Come donna e femminista, ne ho avuto davvero abbastanza e me ne sono andata. Quindi tornare per Outlander è stato un viaggio davvero interessante per me. L'ho fatto solo perché Ron ne era a capo e sapevo che non avrei dovuto ritrovarmi in quelle vecchie situazioni stancanti.
Nel mondo di oggi c'è bisogno di donne di facile accesso; abbiamo sessualizzato le donne attraverso i vestiti tanto da far vergognare ogni altro secolo. Oggi le donne si vestono in modo da sembrare sessualmente disponibili. Vorrei sapere quali attrici di Hollywood non hanno avuto a che fare con la richiesta di indossare una camicia da uomo sdraiata su un letto con il dito in bocca. E' una cosa senza fine. In Outlander, abbiamo girato la scena in cui Jenny ha dovuto sbarazzarsi del latte e abbiamo mostrato un seno mentre allattava; la scena è stata vietata o censurata in Canada. La gente è andata fuori di testa. Abbiamo le tette in bella mostra sullo schermo ogni santo giorno, ci sono tette a bizzeffe, ma il cielo non voglia che venga mostrata una donna che allatta.
Mi limiterò a dire questo: Non c'è bisogno di essere nude per essere sexy. Questo spettacolo è sexy, ma non facciamo vestiti sexy - facciamo solo vestiti in linea con quel tempo. Si tratta di attori. Si tratta della scena. E della trama. Non si tratta dei seni di qualcuno."

[x]

domenica 3 gennaio 2016

Caitriona Balfe e le domande dei fans

Caitriona Balfe, che interpreta Claire Fraser nella serie tv Outlander, ha risposto ad alcune domande dei fans regalandoci bellissime risposte e tante risate:
 
http://italianoutlanders.tumblr.com/post/136538582494/caitriona-balfe-claire-fraser-risponde-alle

Miraphora in Scozia - 3° Tappa, Inverness: Culloden, Clava Cairns, Fort George, Elgin

Giorni: 16 - 22 Agosto
Soggiorno: Ardross Glencairn Guesthouse
Spostamenti: in macchina
Budget medio: 60/70£ al giorno

Attrazione più bella: Clava Cairns
Biggest regret: essere arrivate 5 minuti dopo l'orario di chiusura della cattedrale di Elgin.

Nel momento in cui ti svegli la mattina e sai con matematica certezza che entro sera sarai a Inverness sale una certa ansia. Non tanto per la strada quanto per l'incredulità. Ma sul serio, dopo così tanti anni a fantasticarci sopra, sarò a Inverness? E sul serio andrò a visitare Culloden?
Sono certa che mi capirete, questa tappa è stata quella più emozionante, emotivamente forte di tutto il viaggio. Lo volevamo da tanto e arrivarci è stato stressante e bellissimo allo stesso tempo.

Naturalmente, essendo Inverness la tappa principale di tutto il viaggio, è stata anche il punto di partenza per tutti gli spostamenti che avevamo organizzato in giornata. Il primo è stato proprio il campo di battaglia di Culloden, poi le pietre di Clava Cairns e - per chiudere il giro, Fort George e Elgin.

Culloden è stato il primo stop. Ci siamo alzate presto e ci siamo dirette verso il campo con un certo anticipo. Arrivare a Culloden da Inverness è piuttosto facile. Le strade da fare sono poco trafficate, certo, ma è stato comunque necessario un navigatore perché i cartelli erano pochi, piccoli, e solo in prossimità del campo. Insomma, se siete agitati è meglio che qualcuno vi sollevi dall'incombenza di guardare le indicazioni, ma se avete la mia stessa fortuna di trovarvi a vostro agio con la guida e con le strade piccoline l'esperienza sarà per niente pesante.
L'ingresso
L'arrivo è stato tranquillo, pacifico, un inizio di giornata veramente perfetto. A parte la fortuna sfacciata di aver trovato una bellissima giornata di sole con temperature miti, arrivare presto è stata una scelta intelligente: i pochissimi visitatori e l'avere gran parte del percorso solo per noi ha reso questa esperienza veramente intensa.

Il parcheggio è gratuito e, se posteggiate la macchina verso l'esterno, vi troverete di fronte anche le mucche tipiche della Scozia, marroni a pelo lungo con i corni lunghissimi. Ci è venuto il dubbio che quelle poverine fossero state messe lì apposta per i turisti, ma alla fine chi se ne importa sono state le uniche che abbiamo visto da vicino!
L'ingresso è il Visitor Center, un edificio che contiene lo shop, la biglietteria, il bar e la mostra obbligatoria per passare poi al campo. Il costo del biglietto è di 11£ e comprende la visita alla mostra, al campo e un'audio guida in diverse lingue compreso l'italiano. La cosa figa è che l'audio guida è necessaria solo per la visita al campo ed è automatica: riconosce i punti del percorso e parte la spiegazione corrispondente, voi dovete solo metterla in pausa se volete o andare avanti e indietro. Insomma, una pacchia.

La mostra interna, purtroppo, è solamente in inglese e se non masticate bene la lingua - soprattutto se non la capite - ascoltare le spiegazioni di alcuni pannelli può rovinare in parte la visita. Io, che modestamente ho una comprensione scritta e orale più che discreta, nei punti di ascolto a volte facevo fatica a distinguere le parole, ma mi sono accontentata di guardare. I reperti presentati sono tantissimi e veramente interessanti, soprattutto la parte finale con tutte le armi ritrovate nel campo - compresi i proiettili, i cannoni, i fucili - e il video finale è qualcosa da brividi. Se aspettate i pochi minuti che ci vogliono perché il video termini, entrate nella saletta e preparatevi: il museo ha ricreato un filmato di pochi minuti che rievoca la prima carica della battaglia, con tanto di attori, di rumori e di spiegazioni. La cosa emozionante, però, è che il film è proiettato sui quattro muri della stanza, così che contemporaneamente da un lato e dall'altro vedete i due schieramenti correre verso di voi. E' come se foste in mezzo al campo, tra le due parti, proprio in mezzo alla battaglia. Da brividi, ve lo assicuro.

Appena finite il giro del Visitor Center, c'è un bancone dove vi danno l'audio guida e subito all'uscita inizia il percorso - obbligato, non c'è modo di sbagliare - per il campo vero e proprio.
Il campo di battaglia
Dopo la visita al museo, il campo di battaglia è un'esperienza sacra. C'è un cartello - che Eleonora ha visto subito - dove il personale chiede di rispettare i luoghi di sepoltura e di evitare di farsi le foto con le lapidi. Insomma, Culloden non è solo il luogo di una battaglia, è anche il posto dove centinaia di persone sono tutt'ora sepolte e merita di essere visitato con il rispetto che dareste a un qualsiasi luogo sacro. Del resto l'aria che si respira è proprio di sacralità: la consapevolezza di camminare su un terreno intriso di sangue e disperazione è fortissima, e il silenzio, la pace, la cura che le persone ci hanno messo per mantenere tutto così com'era sono tangibili.

Fa impressione camminare lungo il percorso e scoprire piccole lapidi con incisi i nomi dei clan e sapere che lì sotto ci sono delle persone. Ma, per forza di cose, l'emozione più grande è stata trovarsi di fronte al piccolo masso del clan Fraser, quasi isolato dagli altri e l'unico - tra tutti - ad avere dei fiori davanti. Non c'è molto da dire, tranne che i ricordi del romanzo e la realtà si sono fuse per un momento e la lacrimuccia è scappata.

Alla fine del giro si torna all'interno del Visitor Center dove, se volete, potete pranzare, prendere un caffé e poi fare un giro nello shop. Noi abbiamo mangiato e poi speso una quantità di soldi in gadgets. Dopo la botta emotiva una carica di zuccheri e shopping ci vuole.

Godutoci Culloden con tutto il cuore, siamo partite alla volta delle famosissime pietre funerarie di Clava Cairns che - si dice - abbiano ispirato Diana Gabaldon. Ve lo dico, guidare da Culloden a Clava Cairns è stato uno spasso: mulattiere, stradine strettissime in mezzo ai campi, il nulla cosmico - ci siamo fermate per chiedere indicazioni quando abbiamo incontrato l'unico essere umano (un giovane ciclista) ma anche lui si era perso...insomma, già il tragitto di per sé è stato bellissimo.

Se anche voi farete quella strada, sappiate che le Clava Cairns arrivano all'improvviso: un secondo c'è solo verde e quello dopo si aprono sul lato strada e le vedi lì, enormi e placide che ti aspettano. Il sito è gratuito, con annesso parcheggio, ed è un posto poco frequentato dai turisti. Badate bene, qualcuno c'è sempre e c'è anche la possibilità di fare un tour guidato, ma noi - allo sbaraglio - siamo entrate con i cuoricini negli occhi e una smania tremenda di trovare delle pietre che assomigliassero anche solo da lontano a quelle del romanzo. Che ve lo dico a fare, le abbiamo trovate e il servizio fotografico che abbiamo fatto passerà alla storia.

Aneddoto: una coppia di turisti stava facendo il tour con una guida, un omone in kilt, che vedendoci fare le foto di gruppo si è offerto di aiutarci. La sua frase di apertura? "You girls here for Outlander?" (siete qui per Outlander?), evidentemente non eravamo le prime. Simpaticissimo, l'omino, e veramente gentile. Il posto è bellissimo, silenzioso e ricco di storia. Bastano due passi per avere tutto intorno a voi e ci vuole veramente poco per visitare il sito. 
Se passate da quelle parti merita sicuramente di essere visitato. E' magico quasi quanto Culloden, se non di più.

Terzo stop della giornata l'enorme, ordinatissimo, quasi inquietante Fort George.
Per arrivare a Fort George la strada è semplicissima, dritta, senza traffico, e si arriva direttamente al parcheggio del sito che si affaccia sul Moray Firth. Sembra di essere al mare, con questa distesa blu piatta dove si riflettono le cime delle colline, le nuvole e il profilo della gigantesca fortezza. Se pensate che risale a subito dopo Culloden (1748) la sua conservazione è fantastica: addirittura alcune zone sono tutt'ora utilizzate come caserme per i soldati (visti, di sfuggita ma visti!) e la parte iniziale è adibita a mostra. La parte più bella, secondo me, è il camminamento sopraelevato che percorre quasi tutto il perimetro e che permette di avere una visione dall'alto sia del forte che della costa, dal Firth al Great Glen. In teoria - secondo me lo dicono per attirare i turisti - si possono vedere i delfini che passano lo stretto ma, come sempre, noi non ne abbiamo visto nemmeno la pinna.

La visita è piuttosto lunga, almeno due ore, e l'audio guida è compresa nel biglietto. Vi suggerisco di farla quando siete freschi e riposati perché noi - dopo già un'intensa mattinata - eravamo abbastanza stanche alla fine della visita.

L'ultima tappa della giornata, e anche la più lontana, è stata la cattedrale di Elgin situata nell'omonima cittadina.
La strada che va da Fort George a Elgin, per quanto sia dritta, è infinita. Una noia mortale senza stop, semafori, curve, niente se non strada dritta. Certo, è piuttosto trafficata ma niente che un guidatore normale non possa affrontare. Tenete presente, però, che ci si mette almeno 1 ora e mezzo ad arrivare e trovare parcheggio è una fatica. Fate gli italiani - come noi - e parcheggiate nel grande Tesco che si trova proprio in centro. Vi salva la vita.
Elgin - sapevatelo - chiude alle 17,30 e se arrivate anche solo alle 17,25 non vi fanno entrare. Siccome è una cattedrale in rovina veramente spettacolare è consigliabile organizzarsi per bene e arrivare almeno 1 ora prima. L'unica cosa positiva - dopo un'intera giornata fuori, stanche morte e deluse di non poterla visitare - è che tutto il perimetro è circondato da cancelli e quindi si vede tutto, si possono fare anche foto discrete. Non è la stessa cosa, per niente proprio, però a volte gli imprevisti capitano e bisogna prenderla con filosofia. 

La nostra lunghissima giornata si è conclusa con un giro da Tesco e altre 2 ore interminabili di macchina per tornare a Inverness.
Bilancio della giornata? Magica, intensa, emozionante. 

Chiudo questo post lunghissimo e ci rivediamo alla prossima puntata!

sabato 2 gennaio 2016

Tanti Auguri Outlander Blog!

Difficile da credersi, ma un'altra candelina va ad aggiungersi agli anni del blog raggiungendo quota 9!
BUON 9° COMPLEANNO BLOG!
Molti di voi erano qui quando 9 anni fa, il blog aprì i battenti (ai tempi sulla piattaforma splinder) e cominciava a portare Outlander dalle pagine del libro allo schermo dei vostri computer.
La strada da allora è stata lunga con moltissime news, la serie di libri che si è arricchita con altri volumi, personaggi e avventure, la serie tv...e tanti nuovi Sassenachs che si sono appassionati a Jamie e Claire.
GRAZIE a TUTTI VOI per condividere con noi questo appassionante percorso e l'entusiasmo per il mondo creato da Diana Gabaldon

Per ringraziarvi, diamo il via al  
GIVEAWAY DEI 9 ANNI

Partecipando potrete vincere il Coloring Book di Outlander, una bellissima creazione in tema Outlander di Allons-y ∼ Phanya creations: la collana a forma di cuore con incisa la frase di Catullo 'Da Mi Basia Mille' e Pocket Jamie e Pocket Claire in formato segnalibro.


Come fare per partecipare?
Semplice!
1. Rispondete alla domanda inerente alla saga,
2. Condividete questo post pubblicamente sulle vostre bacheche di facebook,  
3. Completate ed Inviate questo form alla nostra mail  
(Give your answer to the Outlander question, share the fb post, complete and send the form to our mail) outlanderworld.italia@gmail.com  (open internationally)

Il mio nome è / My name is: 
Il miglior personaggio secondario per me è / My favorite supporting character is:

Seguo il blog su Facebook / Twitter / Instagram (se sì, indicare il proprio nick) / I follow the blog on Facebook / Twitter / Instagram (if yes, write your nick):

Seguo Allons-y ∼ Phanya creations (se sì, indicare il proprio nick) / I follow Allons-y ∼ Phanya creations (if yes, write your nick):

La mia mail di riferimento è / My mail is:
Vivo in / I live in:

Il giveaway termina il 31 GENNAIO 2015 alle ore 12
in bocca al lupo a tutti voi, Outlanders

venerdì 1 gennaio 2016

Buon Hogmanay!!

Ancora leggermente accaldato in viso per le danze, si era rimesso addosso la giacca e avvolto una sciarpa di lana attorno al collo, con il mantello abbandonato sullo sgabello lì accanto. L’usanza voleva che il più indicato a entrare per primo in una casa per gli auguri di Hogmanay fosse un uomo alto, bello e bruno: il primo visitatore con queste caratteristiche a varcare la soglia dopo mezzanotte portava infatti fortuna alla casa per l’anno venturo.
Essendo al di là di ogni dubbio il più alto – nonché il più bello – rappresentante umano dai capelli scuri a disposizione, Roger era stato eletto primo visitatore per gli auguri di Capodanno, non solo nella Casa Principale, come la gente la chiamava, ma anche in quelle vicine.
La Croce di Fuoco