lunedì 6 luglio 2015

Q&A con Diana Gabaldon

**attenzione possibili spoiler sull'intera saga di Outlander**

Qual è il tuo modo preferito per staccare la spina e rilassarti? Sembra che tu siasempre così occupata!
Leggo. E faccio confusione con mio marito.

La tua famiglia è mai gelosa del tuo lavoro? Dei fans, degli impegni, ecc...
Mio marito si preoccupa che tutti voi veniate qui o ad uccidermi o impedirmi di scrivere il prossimo libro.

Ti sei mai sorpresa delle tue stesse storie?
Ogni volta! Non organizzo i libri in anticipo - non sarebbe divertente se sapessi cosa sta per succedere.

Dato che Terry crea tutti questi favolosi costumi, ora le chiedi dei consigli sull'abbigliamento di quel periodo?
No. Vorrei, se l'occasione si presentasse, ma non è ancora accaduto

Diana, ti da fastidio quando i tuoi fans ti abbraccinao quando fanno una foto con te?
Nah, le persone lo fanno in continuazione

Lo show hanno cambiato il tuo modo di scrivere o approcciarsi alla storia? Se sì, come?
No, perché dovrebbe? Ci sto lavorando da 30 anni

Ma tu ora hai un'immagine di Sam come Jamie e Cait come Claire nella testa mentre scrivi dei personaggi?
No, non ho alcun problema a mantere show e libro separati nella mia testa.

E' vera la voce di una possibile premiere della stagione 2 il giorno dell'anniversario di Culloden?
Non ho sentito quelle voci, ma ne dubito - nessuno sa ancora quando ci sarà la premiere della seconda stagione


Nel racconto sui genitori di Jamie vedremo quanti pretendenti aveva Ellen?
Molto probabile, ma non sono ancora andata molto su quel libro

Che ne penseresti di Sam Heughan come voce dell'audiobook?
Sarebbe fantastico, ma penso che potrebbe essere solo un po' troppo impegnato...

Hai visto Brianna? E' il mix perfetto tra Sam Heughan e Caitriona Balfe?
No, non l'ho ancora vista  

Quanto sei soddisfatta del nuovo cast? e volerai a Praga? 
Assolutamente lo adoro! Non potrebbe esserci un cast migliore. No, non credo; sarà un'estate occupata

Quali sono le prospettive per Jamie e Claire? Quando uscirà il prossimo libro?
 Sorrido quando me lo si chiede... No, davvero, non ne ho idea. Ho a malapena avuto il tempo per scrivere il nono libro...mi ha preso circa 3 anni.

Con l'età, Claire guadagnerà più potere come la vecchia signora indiana le aveva predetto? Come guarire con il tocco
Penso che lo farà, ma non so ancora i particolari. Non organizzo i libri in anticipo - non sarebbe divertente

Propongo un concorso di sopracciglia con Murtagh. Quell'uomo ha delle sopraccicglia grandiose! :)
Lo suggerirò agli scrittori della serie

Di tutti i personaggi della S2, c'è un personaggio che sei stata o sarai entusiasta di vedere?
Adoro il Conte di St. Germain! Grandi sopracciglia! Ma devo dire che fino ad ora Fergus è il mio preferito

Grazie per il personaggio gay positivo e forte dei tuoi libri. Una decisione voluta o quando scrivevi è apparsa da sola?
No, era un'idea tutta di Lord John - è un fungo molto forte (un personaggio che appena appare, si impossessa della scena)

Adoro Lord John...
...si anch'io

Quando non ci saranno più i libri di Outlander, hai già qualche idea sul cosa farai?
Sì, molti, ma dipende da quanto tempo vivrò

Cosa ti piace leggere?
Se guardi sul mio sito, troverai la 'lista metadone' nel menù 'resources' e lì ci sono i mie preferiti

Hai mai pensato a quanti libri della saga alla fine scriverai?
Sì. Ma questo non significa che io abbia una risposta...

È vero che la scena del primo episodio dove Jamie guarda Claire nel 20° secolo sarà ultima scena nell'ultimo libro?
Più o meno. Il fantasma sarà lì, non posso dire altro

Quale scena sei più entusiasta che i fans vedano nella prossima stagione?
Oh, molte! La scena del 'Miss Labbra di Miele', per dirne una. Ma anche quella del vestito rosso e un bel pò di scene dolci e strazianti.

Amo William. Avremo dei momenti fratello / sorella tra lui e Bree?
Lo spero. Devo ammettere che hanno molto da dirsi

Trovi il tempo di leggere altri libri mentre stai scrivendo o è troppo una distrazione?
No, ho letto tutto il tempo, non importa che cosa stia succedendo

Ti sei mai arrabbiata con qualche personaggio? Se tu vuoi che la storia vada in un determinato modo...ma va in altro modo
No, non pianifico la direzione della storia; vivo semplicemente con i personaggi e loro affrontano le circostanze

Stanno filmando la seconda stagione di Outlander, ti sta piacendo?
E' fantastico, mi piace moltissimo

Hai un cartello "non disturbare" per il tuo ufficio o le persone sanno che non devono venire - a meno di non essere convocati?
Nessuno delle precedenti. <sospiro> Questo è il motivo per cui lavoro nel bel mezzo della notte...

Qual'è il tuo film, o uno dei tuoi film, preferiti?
L'uomo che volle essere re. Ma anche Amadeus. Ma anche Casablanca

Sai chi è stato scelto come Roger & Bree, anche se sappiamo che non puoi rivelare i nomi?

Nessuno è stato scelto per questi ruoli, per quanto ne so

Eri un'amante della storia prima di iniziare a scriverla? Non riesco a immaginare che non lo fossi.
Oh si. Penso che le persone ne siano incuriosite

Sam sa che dovrà imparare il cinese e a lavorare a maglia? 
Beh, è stato all'altezza di tutto quello che ha dovuto fare... anche se ho sentito "qualcosa qualcosa aussi" di recente.

Se Jamie è stonato, come fa a parlare mandarino?
Probabilmente lo fa abbastanza male, ma con chi altro dovrebbe parlare Mr Willoughby? Inoltre, può avere delle inflessioni.


Il modo in cui parli dei tuoi personaggi...ti sei mai sentita come se tu fossi un loro mezzo di canalizzazione?
A Volte. Per lo più no.

Come fai a postare simultaneamente su twitter e facebook? Sei una forma aliena? 
Beh, ho un computer con Alienware, enormi AMTS di RAM e memoria

Qual è stato il momento più folle con i fan?
Beh, ce ne sono stati un paio... No, probabilmente era la signora con il simbolo del Clan Fraser tatuato sul piede...

Hai mai preso in considerazione l'idea di scrivere un preqeul di Outlander con il punto di vista di Jamie?
Beh, ci sarà un prequel sui genitori di Jamie. Potrei fare un testo come in The Exile

Quale personaggio di Outlander è stato il più difficile da sviluppare e perché?
Brianna, probabilmente.  Non era organica; Ero bloccata con lei perché Claire era incinta al termine di Drangonfly In Amber.

Penso di aver fatto un ottimo lavoro con Bree: il legame Claire-Frank-Jamie
Beh, c'è voluto un po'; ho dovuto convivere con lei per qualche tempo, fino a quando non si è aperta.


Avresti immaginato che Claire e Jamie catturassero tanti cuori quando è iniziato questo viaggio 20 anni fa?
No, non credevo lo avrebbero letto in tanti


Quando e a che punto cominci a pensare a dare un titolo al libro?
Il titolo semplicemente arriva quando è quasi pronto

Fergus e Claire sono legati al Conte di St. Germain?
Ancora non lo so

Sei una persona mattiniera, pomeridiana o una scrittrice notturna? O semplicemente quando arriva l'ispirazione?
Notte fonda. Lavoro anche di giorno, poi...a tutte le ore verso la fine di un libro


Quanti libri 'companion' pensi ci saranno alla fine della saga?
Credo tre, ma chi può dirlo?


Qual è stata per te la sfida nel vedere Outlander & DIA adattati per la tv?
I limiti di tempo e spazio significa che non tutto quello che mi sarebbe piaciuto vedere poteva essere gestito. Ma hanno fatto un ottimo lavoro, nel complesso!


Hai una qualche idea di quanto gti amino i tuoi fan?!?!
Dovrei essere sorda, muta e cieca se non l'avessi fatto. Molto obbligata a tutti voi!


I tuoi figli hanno letto i tuoi libri?
No 

Secondo te qual'è il tuo personaggio peggio capito dai tuoi fans?
Oh, probabilmente Frank. Tendono ad essere accecati da Jamie

Che cosa ti è piaciuto di più nell'avere i libri portati in uno show? Ti ha sicuramente cambiato la vita, sì / no?
E' affascinante osservare l'intero processo - sia sul piano tecnico che sul piano artistico! E sì, decisamente!


Sei riuscita ad avere un ricordo dal set e, in caso affermativo, che cos'era?
Non è stato necessario prendere nulla. Avevo moltissime foto.


Come ti spieghi l'ossessione per Outlander e hai notato un drastico aumento da quando lo show è andato in onda?
E' sempre per i personaggi. La gente li trova interessante e vuole sapere quello che stanno facendo. E sì, decisamente!


Quando hai iniziato a scrivere 'Come Scrivere una Storia' eri una studentessa o un'insegnante?
Solo un'esploratrice

Quale personaggio descriveresti come più complesso?
Probabilmente Jamie

Quale personaggio ha il maggiore senso dell'umorismo?
Lord John

Hai una scena aggiunta preferita dell'adattamento? Una per cui hai pensato 'oh, mi piace!'
Oh, si, molte! Ho davvero apprezzato la novità di queste scene

Se potessi scegliere qualcuno per interpretare Roger, chi sceglieresti?
Fortunatamente non è il mio lavoro

Frank ti ha raccontato la sua storia di recente?
Mi ha parlato in brevi occasioni. E' un uomo molto discreto

Ti piacciono le ricerche che stai facendo ora?
Sempre

Scriverai una storia sul passato/giovinezza di Black Jack? Sarebbe interessante
Non intenzionalmente. Se lui dovesse raccontarmela, sarebbe un'altra cosa

Qual'è stata la tua scena preferita da scrivere?
Oltre alle 4 milioni di parole? Oh, fammi pensare...forse la conversazione tra Jamie e Roger che ho scritto qualche minuto fa

C'è qualche domanda che vorresti che ti venga fatta?
No, se c'è qualcosa che voglio dire, non aspetto che qualcuno me lo chieda

C'è un personaggio che, con il senno di poi, desidereresti aver scritto in modo diverso?
No, sono come figli. Non saranno perfetti, ma non potrai mai cambiarli

La capacità della famiglia Fraser di proiettare e comunicazione nei sogni attraverso il tempo è un tema ricorrente, un filo principale?
È che una domanda o una osservazione? Sì, mi aspetto che vediate altro...


Frank era un marito distaccato? Ha tradito Claire durante la Guerra?
No, probabilmente no

Hai mai avuto dei giorni in cui hai desiderato essere in una grotta scura e isolata per scrivere?
Si. Per questo scrivo di notte.

Qual'è stato il regalo preferito ricevuto dai fan?
Sono tutti bellissimi regali per poter scegliere. Molto speciale è stato un shepherd's calendar...e un astrolabio.

C'è una qualche ragione per cui hai deciso che il bambino di Jamie e Claire fosse una bambina e non un bambino?
Solo sapevo che era una femmina 

Cosa è successo a Phillip Wylie? Lo rivedremo?
Beh, ha combattuto nella rivoluzione quindi potremmo rivederlo. Non l'ho ancora rivisto

Ha una star del cinema o della musica che ti piace?
Beh, Runrig credo (e i beatles, molto tempo fa)

Qual'è la tua risorsa preferita per le tue ricerche?
Devi star scherzando! La mia collezione centro ricerche ha 2200 libri

Alcuni fan sono preoccupati per il fattore 'più Frank' nella seconda stagione. Credi che cambierà molto la storia?
No, non la cambierà affatto. L'ho vista...è bellissima

Ci saranno delle novelle prima del libro nove? un sequel di The Space Between?
Sono sicura che ci saranno delle novelle prima del libro nove, ma non so dire quali saranno

Ci sono delle cose nell'adattamento della seconda stagione che assolutamente non vuoi vengano cambiate?
Si, molte cose. Alcune di queste, le ho ottenute, altre no

Quale sarebbe la data dell'anniversario del matrimonio di Jamie e Claire?
Non lo so,perchè neanche Claire lo sapeva

Hai qualche idea sul come finirà la serie di Outlander?
No, arriveranno quando arriveranno

Qual'è il tuo personaggio preferito?
Oh dai, sono tutti miei! Voglio dire...chi potrebbe essere?

Claire è il mio personaggio preferito...ci sarà qualcosa sul come sia legata a Matro Raymond?
Forse

C'è una ragione particolare per cui Claire viene dal 1945? O hai scelto a caso?
Per la fine della Guerra

domenica 5 luglio 2015

Moby per il 4 Luglio

In onore della festività americana dal 4 luglio di ieri, Diana Gabaldon​ ha condiviso questo estratto da 'Written in my own Heart's Blood' contenuto in 'Legami di Sangue'...buona lettura ;)

**attenzione possibile spoiler**

Se non fosse stato per l’album da colorare, forse non me ne sarei accorta subito. In terza o in quarta elementare, Brianna aveva avuto un album da colorare con delle scene della Rivoluzione Americana.
Scene romantiche, epurate dei particolari più crudi: Paul Revere che volava nella notte in sella a un cavallo, Washington che attraversava il Delaware dimostrando (così aveva sottolineato Frank) una deplorevole ignoranza nell’arte della navigazione... e un’immagine a doppia pagina con Molly Pitcher, quella donna valorosa che aveva portato l’acqua ai soldati sfiancati dal caldo (a sinistra), e che poi aveva preso il posto del marito ferito al cannone (a destra) durante la Battaglia di Monmouth.
E mi ero resa conto che forse sarebbe stata chiamata così la battaglia in cui eravamo coinvolti, una volta che qualcuno si fosse preso la briga di darle un nome. Il tribunale di Monmouth era solo a tre o quattro chilometri dalla mia posizione attuale.
Mi asciugai il viso ancora una volta; un gesto che non serviva a eliminare il sudore, che tornava all’istante, ma che, a giudicare dai miei tre fazzoletti fradici, mi aiutava a rimuovere un bel po’ di sporco dalla faccia; quindi guardai verso est, da cui giungevano lontani scoppi di cannone da quasi tutto il giorno. Lei era là?
"Be’, di sicuro c’è George Washington", mormorai, versandomi una scodella d’acqua e rimettendomi a sciacquare gli stracci sporchi di sangue in un secchio d’acqua salata. "Perché non Molly Pitcher?"
Era stato un disegno difficile da colorare e, poiché Bree era appena entrata nella fase in cui i colori dovevano essere «reali», il cannone non poteva essere rosa o arancione, e Frank l’aveva accontentata disegnando diversi schizzi di cannone su un foglio di carta, e aveva provato tutte le tinte, dal grigio (con sfumature nere, blu, blu-viola e persino color fiordaliso) al marrone, con ombreggiature oro e terra di Siena bruciata, prima di optare per il nero con delle ombre verde scuro (con una certa diffidenza, Frank aveva adottato idee abbastanza avanzate riguardo all’effettiva storicità dei cannoni).
Non avendo nessuna credenziale, io ero stata relegata a colorare il prato, anche se poi avevo ottenuto di dare una mano con la drammatica ombreggiatura dei vestiti ondeggianti e ridotti a brandelli di Mrs Pitcher, una volta che Brianna si fu stancata. Alzai lo sguardo, il profumo dei pastelli ancora fresco nella mia memoria, e vidi un gruppetto di persone scendere lungo la strada.
C’erano due regolari continentali, e un uomo con indosso un’uniforme verde chiaro che riconobbi essere quella degli Skinner ’s Greens, un reggimento lealista provinciale. Quest’ultimo barcollava e incespicava, nonostante fosse sostenuto dai due Continentali. Anche il più basso tra questi era ferito; aveva una sciarpa macchiata di sangue avvolta attorno a un braccio. L’altro guardava da una parte all’altra, quasi fosse in guardia, ma non sembrava avere nulla.
All’inizio avevo guardato il provinciale, che doveva essere un prigioniero. Ma poi osservai più attentamente il continentale ferito che lo sosteneva. E con l’immagine di Molly Pitcher ancora fresca in mente, capii con un piccolo shock che si trattava di una donna. La giubba le copriva i fianchi, ma riuscii a vedere chiaramente il modo in cui le sue gambe s’inclinavano verso l’interno in prossimità delle ginocchia; nell’uomo il femore è diritto, mentre il bacino largo della donna è causa di un lieve valgismo.
Inoltre vidi chiaramente, quando mi ebbero raggiunta, che i due soldati feriti erano imparentati: erano entrambi bassi e magri, con il mento squadrato e le spalle incurvate. Il provinciale era decisamente maschio, tuttavia – aveva il viso coperto da una barba corta e ispida – mentre la...sorella? Sembravano così vicini d’età... aveva la pelle liscia come un uovo, ed era quasi altrettanto bianca.
Lui no. Era rosso come una fornace esplosa, e quasi altrettanto rovente al tatto. Gli occhi erano ridotti a due fessure bianche, la testa ciondolava sul collo sottile.
"È ferito?" chiesi, secca, mettendogli una mano sotto la spalla per aiutarlo a sedersi su uno sgabello. Lui si accasciò nel momento in cui vi ebbe posato le natiche, e sarebbe caduto a terra se non avessi stretto la presa. La ragazza emise un rantolo spaventato e gli porse una mano, ma poi barcollò anche lei, e sarebbe caduta se l’altro uomo non l’avesse afferrata per le spalle.
"Un colpo alla testa", spiegò il continentale maschio. "Io... l’ho colpito con l’elsa della mia spada." Fece quell’ammissione con un certo imbarazzo.
"Aiutatemi a farlo distendere." Feci scorrere la mano sulla testa del provinciale, e individuai una brutta ferita contusa sotto i capelli, ma non riscontrai nessuna crepitazione, nessuna frattura del cranio. Concussione, probabilmente, ma nulla di più grave. Ma cominciò a sussultare sotto la mia mano, e dalla bocca fuoriuscì la punta della lingua.
"Oh, cielo", dissi sottovoce, ma non abbastanza, perché la ragazza lanciò un urletto disperato.

"È un attacco di cuore", le dissi subito, sperando così di rassicurarla. Ma la realtà era ben diversa; quando collassavano e avevano una crisi, di solito morivano. La temperatura era molto superiore a quella che i sistemi corporei potevano tollerare, e un attacco del genere era spesso indicativo di un principio di danni al cervello. Pure...
"Dottie!" gridai, chiamandola con dei gesti urgenti, per voi voltarmi verso il soldato continentale sano, ma molto spaventato. "Vedete quella donna vestita di grigio? Portate quest’uomo da lei, all’ombra; quella giovane saprà che cosa fare." Era semplice; doveva versargli addosso dell’acqua, e possibilmente fargliela bere. Questo era quanto poteva essere fatto. Nel frattempo...
Afferrai la ragazza per il braccio sano, e la feci sedere sullo sgabello, mentre in tutta fretta versai in una scodella quel che restava nella mia bottiglia di brandy. A giudicare dal suo aspetto, non doveva esserle rimasto molto sangue.
Infatti. Quando le tolsi la sciarpa, scoprii che aveva perso la mano, e che l’avambraccio era gravemente mutilato. Non era morta dissanguata soltanto perché qualcuno le aveva stretto una cintura attorno al braccio, infilando una stecca in quel laccio emostatico di fortuna. Era passato molto tempo dall’ultima volta che ero svenuta davanti a qualcosa, e non svenni neanche adesso, ma per un breve momento il mondo si spostò sotto i miei piedi.
"Com’è successo, tesoro?" le chiesi, con tutta la calma di cui fui capace. "Tenete, bevete questo."
"Io... una granata", mormorò. Teneva il viso girato, per non vedere il braccio, ma le portai la scodella alle labbra e lei bevve, mandando giù il miscuglio di brandy e acqua.
"Lei... lui l’ha presa in mano", disse una voce sommessa, soffocata, accanto al mio gomito. L’altro continentale era tornato. "È rotolata vicino al mio piede, e lui... lei l’ha raccolta." La ragazza si voltò, sentendolo, e io notai lo sguardo angosciato di lui.
"È entrata nell’esercito per voi, immagino." Il braccio, chiaramente, doveva essere amputato; non c’era niente al di sotto del gomito che potesse essere salvato, e lasciarlo in quello stato significava condannarla a morte per infezione o cancrena.
"No!" esclamò la giovane, ansimando. "Phil..." Annaspò e girò la testa verso gli alberi. "Ha provato a farmi andare con lui. Tra i civili che seguono l’accampamento lealista. Non ho voluto."
Con così poco sangue rimastole in corpo, aveva difficoltà a ricevere ossigeno a sufficienza. Riempii la scodella e la feci bere ancora; tirò su il viso sputacchiando, e vacillando, ma più vigile. "Sono una patriota!"
"Io... io ho provato a farla tornare a casa, madam", disse il giovane, di getto. "Ma non c’era più nessuno che potesse occuparsi di lei." La sua mano rimase sospesa a un paio di centimetri dalla schiena di lei, come se volesse toccarla, come se volesse prenderla nel caso fosse caduta.
"Capisco. Lui..." indicai con un cenno la postazione di Dottie sotto gli alberi, dove l’uomo che aveva avuto l’attacco di cuore era disteso all’ombra. "È vostro fratello?"
La ragazza non ebbe la forza di annuire, ma chiuse gli occhi per un attimo, per dirmi di sì.
"Suo padre è morto subito dopo Saratoga". Il giovane aveva un aspetto miserabile. Cristo, non poteva avere più di diciassette anni, e lei ne dimostrava quattordici, anche se doveva averne di più.
"Phillip se n’era già andato; aveva rotto i rapporti con il padre quando si era unito ai Provinciali. Io..." Gli si ruppe la voce, e chiuse la bocca con forza, toccandole i capelli.
"Come vi chiamate, cara?" chiesi a lei. Avevo allentato il laccio emostatico per verificare che il sangue arrivasse ancora al gomito; sì. Forse si sarebbe potuta salvare l’articolazione.
"Sally", sussurrò. Aveva le labbra bianche, ma gli occhi erano aperti. "Sarah." Tutte le mie seghe da amputazione erano nella chiesa, con Denzell. Non potevo mandarla là dentro. Avevo provato a infilare la testa, ed ero stata quasi schiacciata dal forte odore di sangue e di escrementi, e ancora di più dall’atmosfera di sofferenza e di terrore e dai rumori da macello.
Altri feriti stavano arrivando lungo la strada; qualcuno se ne sarebbe dovuto occupare. Non esitai più di un minuto.
Rachel e Dottie avevano la fermezza necessaria per occuparsi di certe cose, e la presenza fisica per comandare persone sconvolte. Il comportamento di Rachel derivava da mesi di esperienza a Valley Forge, quello di Dottie dall’aspettativa autocratica che la gente avrebbe fatto quello che lei voleva che facesse. Entrambe ispiravano fiducia, e io ero molto orgogliosa di loro. Insieme, se la cavavano più che bene e – secondo me – meglio dei medici che operavano con i loro assistenti in chiesa, anche se questi ultimi erano lodevolmente veloci nello sbrigare le loro sanguinose faccende.
"Dottie!" chiamai ancora, rivolgendole un cenno. Lei si alzò e venne di corsa, asciugandosi il viso nel grembiule. La vidi guardare la ragazza, Sarah, e poi dare un’occhiata veloce ai corpi sull’erba; quando si girò di nuovo, sul suo viso si mescolavano curiosità, orrore e una compassione disperata.
Dunque il fratello era già morto, o stava morendo.
"Andate a chiamare Denzell", le dissi, spostandomi appena affinché potesse vedere il braccio mutilato. Lei sbiancò e deglutì. "Ditegli di portarmi la sega ad arco e un piccolo uncino."
Sarah e il giovane sussultarono terrorizzati, al sentire la parola «sega», e lui si mosse in fretta, decidendosi finalmente a toccarla e ad afferrarla per la spalla sana.
"Andrà tutto bene, Sally", le disse, ardente. "Ti sposerò! Per me non farà nessuna differenza. Il... il braccio, intendo." Deglutì a fatica, e mi resi conto che anche lui aveva bisogno di bere. Gli porsi la borraccia.
"Neanche... morta", fece Sally. Aveva gli occhi scuri e luminosi, come carboni spenti in mezzo al viso bianchissimo. "Io... non ti permetterò di sposarmi per pietà. Dannazione. Né per il senso di colpa. Non... non ho bisogno di te!"
Il ragazzo impallidì. Era stupito e, pensai, offeso.
"D’accordo, e di che cosa vivrai?" le chiese, sdegnato. "Non hai niente, a parte quella maledetta uniforme! Tu... tu..." Si batté con il pugno sulla gamba, per la frustrazione. "Non ti puoi nemmeno prostituire, con un braccio solo!"
Lei gli lanciò un’occhiata torva, il respiro lento e faticoso. Dopo un momento, un pensiero le attraversò il viso, annuì appena e si voltò verso di me.
"Credete che l’esercito mi... mi pagherebbe... una pensione?" chiese.
Vidi Denzell, sporco di sangue ma calmo, che correva sulla ghiaia con la cassa degli strumenti chirurgici. Avrei venduto l’anima in cambio di un po’ di etere o di laudano, ma non avevo né l’uno né l’altro. Presi io stessa un respiro profondo.
"Immagino di sì. La daranno a Molly Pitcher; perché non a voi?"


sabato 4 luglio 2015

Un primo sguardo alla S2 di Outlander

Outlander First Looks: Claire e Jamie portano Parigi nella seconda stagione.

Anche se la seconda stagione della sensuale serie drammatica della Starz non inizierà prima del 2016, faremo un viaggio metaforico attraverso le pietre di Craigh na Dun, per ritornare al futuro e darvi un’esclusiva prima occhiata ai nuovi episodi.
Quando abbiamo visto Claire (Caitriona Balfe) e Jamie (Sam Heughan) l’ultima volta, stavano fuggendo dalla Scozia su una nave diretta in Francia. Cosa combineranno a Parigi? E come questa nuova ambientazione si ripercuoterà sullo show che tanto amate? Abbiamo chiesto al produttore esecutivo Ronald D. Moore, che ci ha gentilmente chiamati dal set in Scozia, di darci tutti i dettagli.

Entertainment Weekly: Mi pare di capire che andrete un bel po’ in giro, man mano che la seconda stagione procederà, Ron. In quale punto del mondo di Outlander vi trovate adesso?
Ronald D. Moore: Siamo alla fine dell’inizio, come direbbe Churchill. Siamo al secondo blocco in questo momento. Li giriamo a blocchi di due. Credo che siamo agli episodi 4 e 5 adesso.

Quali località ci sono nel vostro itinerario? Ci sono diverse città che rappresentano Parigi, giusto?
Parigi è fondamentalmente una combinazione di tre luoghi: la Scozia, dove stiamo costruendo gli interni nei nostri set e dove andiamo in cerca di case o esterni che potrebbero funzionare come appartamenti parigini o palazzi o giardini. Poi andremo a Praga e lì gireremo le scene di strada per Parigi. Quando vedrete i nostri personaggi camminare per le strade di Parigi, si tratterà prevalentemente delle strade di Praga. Ci saranno anche alcune location di Praga che serviranno, ad esempio, per il Palazzo di Versailles. Allo stesso modo ci sono alcune location nel sud dell’Inghilterra, alcuni palazzi inglesi che hanno qualche stanza francese. Vi si trovano anche alcune architetture francesi che useremo pure per Versailles, per alcuni giardini e altre case intorno a Parigi. Quindi sono essenzialmente queste tre… Così costruiremo la nostra storia parigina. 

Da dove riprendiamo con Claire e Jamie nella seconda stagione? Sono appena sbarcati dalla Scozia?
Beh, ovviamente non dirò come si apre di preciso il primo episodio, perché è proprio il modo in cui racconteremo la storia, ma la storia di Jamie e Claire nel XVIII secolo inizia essenzialmente col loro arrivo in Francia. Il punto fondamentale della storia riprende da dove ci eravamo lasciati nella prima stagione, con Claire e Jamie che decidono di provare a cambiare la storia fermando la rivolta giacobita e cambiando la storia in modo da evitare il massacro di Culloden Moor e la successiva distruzione della cultura delle Highlands. Questa è la trama principale della stagione.

E quanto dell’aggressione di Jamie per mano di Black Jack nel finale della prima stagione perdurerà nella prossima stagione?
Certamente influenzerà il suo personaggio durante tutto il tempo. Non è in primo piano nella storia, ma è una faccenda di primo piano per lui, quindi le sue conseguenze e le ripercussioni sulla loro relazione vanno avanti per tutta la stagione.

In questi First Looks della nuova stagione, Claire e Jamie hanno fatto un notevole passo avanti per quanto riguarda il loro essere alla moda. Che tipo di discussioni avete avuto tu e Terry [costumista e moglie di Ron] riguardo al guardaroba e all’immagine che stavate cercando?
Ne abbiamo parlato molto presto, in realtà, già a metà della prima stagione, perché lei doveva iniziare a creare i costumi e a comprare le stoffe da tagliare e tutta quella roba, quindi queste discussioni appartengono al passato ora. È soltanto un’immagine completamente diversa. Qualsiasi cosa di Parigi è così totalmente diversa, specialmente i costumi perché hai a che fare con un mondo – il mondo dell’aristocrazia è il circolo in cui Jamie e Claire operano essenzialmente mentre sono a quel punto della storia. È la città più elegante del mondo, a quell’epoca. Molto più ricca. Molti abiti eleganti. In Scozia ci sono molta lana pesante e più colori naturali. A Parigi tutti vogliono essere pavoni. Hai a disposizione una gamma di tessuti, di colori e di stili molto più ampia di quella che hai in Scozia. È un mondo completamente diverso.
E questo, sinceramente, si ritrova in tutti i reparti. Il reparto artistico affronta una sfida simile. Non c’era davvero un set o parte di un set usato in Scozia che potessimo usare per Parigi. Abbiamo dovuto costruire un intero appartamento dove far vivere Jamie e Claire. Ci sono carrozze, ci sono servitori in livrea, ci sono arredi e mobili. È completamente diverso. È uno show interamente nuovo. Apparirà completamente diverso dalla prima stagione. 

Domanda importante: Questo significa che Jamie non indosserà il kilt?
Farà entrambe le cose. A volte indosserà il suo kilt e altre non lo farà.

Ritiene che questa nuova impostazione influisca anche sul come si girerà lo show?
Visivamente sarà molto diverso. Ora siamo in un contesto urbano. La qualità della luce che entra dalle finestre di Parigi è diversa dalla luce che avevamo nel castello in Scozia. Quindi è un po' più luminoso; c’è più brillantezza. È un po' più lussuoso riguardo a ciò che le persone indossano. I tessuti hanno molto più brillantezza; ci sono più gioielli che daranno più scintillio al tessuto stesso. E tutto è più ricco in termini di colori e consistenze, così ci si è spostati visivamente dalle pesanti pietre e legno della stagione 1 alla raffinatezza degli appartamenti parigini. È solo una tavolozza visiva più ricca e dinamica.

C’è stata una qualche lezione che hai imparato durante la produzione della prima stagione che ti porterai nel cuore nella stagione 2?
È la portata e le dimensioni della produzione. Quanto sia complessa. È stato uno show molto difficile da produrre. È difficile da realizzare perché è una storia in continua evoluzione. Si sta raramente in un luogo abbastanza a lungo da poterlo chiamare casa prima di spostarsi. Escono costantemente personaggi e ne entrano di nuovi, e ora ci spostiamo dalla Scozia a Parigi. La lezione per la stagione 2 è di non sottovalutare quanto sia complessa e che ciascuno dei blocchi da due episodi è come ricominciare da capo. In TV si è a proprio agio facendo uno show, e avendo la seconda stagione sei tipo, "Okay, sappiamo di cosa si tratta. Siamo di nuovo in gioco; torniamo alla base e rifacciamolo ed ecco la nuova svolta per questa stagione." Con questo show, ogni singolo blocco di episodi è come se stessimo facendo un nuovo film. Ecco la nuova serie di sfide. Non mettersi a proprio agio e non sentirsi come se quello che hai imparato questa settimana non ti possa aiutare la prossima settimana. [Ride] È davvero così.

Per i fan che hanno letto il secondo libro della serie, Dragonfly in Amber (L’amuleto d’Ambra + Il Ritorno), quanto fedele sarà questa stagione?
Penso che ci sia più adattamento. Penso che ci saranno dei cambiamenti. I fan che conoscono il libro sanno che il libro ha una struttura più complessa. Il punto di vista cambia un paio di volte. Diana ha giocato con più materiale e con il tempo nel secondo libro. La trama interna della politica della ribellione giacobita e di Parigi è più complessa. Quindi non è così facile l’adattamento come è stato per la prima stagione. La prima stagione era più semplice, "Okay, dobbiamo fare qualche cambiamento per alleggerire la linea narrativa, che la renda adatta per la televisione e per dividerla in episodi." Ma è sempre stato chiaro quale fosse la struttura di base: Claire sta cercando di tornare a casa, poi incontra questo ragazzo, se ne innamora, a questo punto entra in conflitto, tornerà a casa? La storia è molto lineare. Il secondo libro è più complesso. È organizzato in modo molto diverso, di conseguenza ci sono state più discussioni per cercare di capire come riportare questa particolare storia nella nostra stagione. Ci sono altre complicazioni, ci sono più personaggi, ci sono stati dei cambi di punti di vista. È stato un compito più grande. La cosa che mi dà maggior conforto è che a Diana piace molto. Aveva detto: "Oh, mi è piaciuto molto il modo in cui l'avete fatto. Era una trama difficile, lo so, ma penso che tu ne abbia davvero trovato l'essenza. Hai davvero trovato la linea per definire come sia questa parte del viaggio". Quindi mi sento bene al riguardo. Non sarà un adattamento letterale perché non credo sia possibile con il secondo libro... ma penso ci sia molto della storia in sé, i personaggi principali sono tutti rappresentati, le scene principali sono tutte rappresentate, e vi porteremo in tutti quei luoghi in cui desiderate andare.

C'è qualcosa che puoi dirci sulle scene del 1960 del libro?
Non c'è niente da dire al riguardo per ora. Si tratta di una parte fondamentale del libro e penso che si possa presumere che farà parte della nostra stagione.

Ci sono delle scene che sei particolarmente ansioso che i fan vedano?
Ci sono diverse scene particolari, ovviamente dal libro, che i fan probabilmente si aspettano di vedere. Nell’insieme, sono felice di vedere le strade di Parigi e Versailles. C'è un interessante "fattore wow" che non vedo l'ora di realizzare e mettere in un ambiente urbano molto diverso rispetto alla passata stagione.

giovedì 2 luglio 2015

Prigioniero di Nessuno, la seconda parte di MOBY

A maggio è uscita in Italia la tanto attesa prima parte di Written in my Own Heart's Blood, chiamato anche MOBY (sapete il motivo? CLICCATE QUI PER SAPERLO), Legami di Sangue e tra una settimana uscirà la seconda parte,
Prigioniero di Nessuno; il 9 luglio per l'esattezza!

Siete pronti Sassenachs?

Copertina rigida: 500 pagine
Editore: Corbaccio (9 luglio 2015)
Collana: Romance
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8863809496
ISBN-13: 978-8863809497

Trama:
1778: la Francia dichiara Guerra all’Inghilterra, l’esercito britannico abbandona Philadelphia e, in queste circostanze, Jamie Fraser, creduto morto per annegamento, ricompare per scoprire che il suo migliore amico ha sposato sua moglie.
Contemporaneamente il conte di Ellesmere scopre con orrore di essere in realtà figlio del ribelle James Fraser, e il nipote Ian vuole a tutti i costi sposare una quacchera. Una situazione disastrosa, in cui Claire e la sorella di Jamie, Jenny, possono solo cercare di arginare i danni. L’unica nota positiva è che la figlia di Jamie e Claire, Brianna, è al sicuro con la sua famiglia nella Scozia del ventesimo secolo… Oppure no? La verità è che Brianna è alla disperata ricerca del proprio figlio, che è stato rapito da un individuo determinato a scoprire i segreti di famiglia e Roger, il marito, si è avventurato nel passato alla ricerca del ragazzo… senza sospettare che invece è nel presente che deve cercare… 

E adesso che Roger è fuori combattimento, il rapitore si può concentrare sul suo vero obiettivo: Brianna. 

mercoledì 1 luglio 2015

4 chiacchiere con Diana Gabaldon

Infrange le “regole” dello scrivere e del pubblicare fin da quando ha scritto la sua prima storia su un’infermiera della Seconda Guerra Mondiale che viaggia indietro nel tempo e s’innamora di un highlander scozzese, storia che casualmente è due volte più lunga di un romanzo commerciale standard. Il suo editore non sapeva come lanciare il libro sul mercato. I critici hanno cercato di classificarlo come romanzo rosa o storico. O fantasy. O… qualsiasi altra cosa.
Ma a milioni di lettori non importava su quale scaffale si trovasse, tutto quello che sapevano era che lei aveva scritto un grande libro. Outlander, il primo romanzo di Diana Gabaldon, diventò un successo grazie al passaparola e lasciò milioni di lettori desiderosi di nuove avventure dei protagonisti Claire Beauchamp Randall e Jamie Fraser.
Da allora, la Gabaldon ha scritto sei libri della serie, con un settimo in lavorazione e i libri su Lord John, iniziati come racconto breve su un personaggio secondario della serie di Outlander, ma che ha poi preso vita per conto suo. Si è guadagnata una base di lettori fedele e ha soddisfatto le loro richieste su dettagli del mondo di Outlander da lei creato, pubblicando The Outlandish Companion, un compendio di tutte le informazioni su Outlander dedicato ai fan.
I libri della Gabaldon sono il meglio della narrativa. Immagini vivide, dialoghi autentici, personaggi di cui i lettori si innamorano, colpi di scena originali e accuratezza storica si combinano in una storia che si legge tutta d’un fiato. Mi preparo il campo per almeno una settimana quando inizio un romanzo della Gabaldon, perché so che non farò altro e passo un sacco di tempo a chiedermi “Ma come fa?” Prende il suo compito molto seriamente, ma c’è anche una certa magia nella sua prosa, che nessuna tecnica può dispensare.
Eravamo eccitati quando ha accettato un’intervista con Writer Unboxed [x] [x] perché il suo lavoro è l’esempio perfetto di scrittura non etichettabile.
Mettetevi comodi e gustatevi la prima parte della nostra intervista a Diana Gabaldon.

WU: Vieni dal mondo accademico e sei stata una pioniera nell’uso del computer per le analisi scientifiche. Cosa ti ha fatto decidere di diventare scrittrice di romanzi? A quel tempo pensavi che un giorno saresti potuta diventare una scrittrice a tempo pieno?
DG: Sono tentata di dire “Leggi il prologo dell’Outlandish Companion”. Tutti mi chiedono questa cosa.  E rispondo sempre o con l’intera versione da nove pagine o con quella breve: es. Ho sempre saputo di voler essere una scrittrice di romanzi, così ho pensato di scrivere un libro per esercitarmi a imparare come farlo. L’ho fatto. Era Outlander. Avendo deciso che apparentemente potevo scrivere un romanzo decente, ho continuato.
E sì, pensavo che sarei potuta diventare una scrittrice a tempo pieno. Non lo sapevo con certezza, nessuno lo sa, ma certamente pensavo fosse possibile. Come non di rado faccio notare alla gente, il fatto di non aver mai scritto un romanzo prima, non significava che non sapessi fare una frase. Ho scritto – e venduto – altro come freelance per anni:  ho scritto non solo saggi accademici e articoli dotti, ma articoli enciclopedici, documenti per software, materiali  per la formazione, recensioni per riviste di computer, articoli scientifici divulgativi e fumetti per la Disney. No, aspetti, i fumetti sono narrativa, ne sono piuttosto certa.
Ma come ho detto, tutti mi chiedono “Ma come hai fatto dall’essere una scienziata (Oooooh, logica, fredda, ordinata, di difficile comprensione) al diventare una scrittrice di romanzi (Ah! Ah! Cordiale, sconclusionata, empatica, creativa!)? La cui risposta è davvero semplice: ho scritto un libro. (In realtà, non è una contraddizione come la gente spesso crede. Arte e scienza si basano esattamente sugli stessi principi ed essenzialmente sono la stessa cosa).

Outlander è stato un enorme successo commerciale. Avresti mai pensato che si sarebbe affermato come ha fatto? Com’è cambiata la tua vita dopo questo?
Beh, no, davvero. Affermato, intendo. Né la mia vita cambiò drasticamente, a quel tempo.; non lasciai il mio lavoro all’università finché non finii il manoscritto di Dragonfly in Amber (L’amuleto d’ambra + Il ritorno), più di un anno dopo.
Avrai notato che nessuno – nemmeno io – è in grado di descrivere Outlander in venticinque parole o meno. Questo è un serio inconveniente per un libro nuovo di zecca.
Quando è stato pubblicato ha avuto una tiratura di 25.000 copie. Era (ed è ancora) più che dignitoso per un primo romanzo, ma non proprio numeri da blockbuster. È vero, a quei tempi (ricordate che si tratta di diciassette anni fa) non c’erano ancora i megastore; tutto il mercato librario era praticamente nelle mani di B. Dalton, Waldenbooks e, a un livello molto inferiore, delle librerie indipendenti. Ma tutto (in termini di pubblicazione) dipendeva nel piazzare un libro da B. Dalton e Waldenbooks, perciò i responsabili degli acquisti per la narrativa di queste catene erano molto importanti. Ok. I rappresentanti di Random House presero le loro nuove liste – che includevano Outlander come principale titolo del mese – e le mostrarono ai responsabili per la narrativa di entrambe queste catene. Il responsabile di una (credo fosse Waldenbooks, ma non lo ricordo con sicurezza) disse “Non ho idea di cosa sia questo libro, ma dato che è il vostro titolo di punta, ne prenderò 10.000 copie”. Fantastico!
Il responsabile dell’altra catena disse “Non ho idea di cosa sia questo libro, né ce l’avrà nessun altro. Ne prenderà 300 copie”. Per l’intera catena. Circa un quarto di libro per punto vendita.
Ma quelle 300 copie andarono esaurite in quello stesso mese. Quindi ne riordinarono altre 300 copie. Esaurite. Riordinate. Quando successe la terza volta, il responsabile disse “Cos’è questo strano libro che continua a saltar fuori in fondo alla mia lista ogni mese?” A quel punto lo lesse davvero e poi ne ordinò 10.000 copie.
Com’era solito dire il mio primo adorato editore, “Questi devono essere libri da passaparola, perché sono troppo strani per essere descritti a chiunque”.
Comunque, anche se Outlander faceva un po’ di trambusto qua e là, soprattutto grazie alla sua mole, così come alla sua stranezza, non era neanche lontanamente un enorme successo commerciale, tanto per cominciare. Il fatto era che, semplicemente, non smetteva di vendere. (L’intera serie è ancora in stampa, con copertina rigida, diciassette anni dopo. Questo, in una situazione in cui le normali novità cartonate rimangono in stampa per tre mesi).
Quindi, quando uscì Dragonfly in Amber, l’editore prese un bel respiro e decise di rischiare un’altra tiratura di 25.000 copie. Esaurita nel giro di un mese. Ristampata e alla fine finì col vendere più di 50.000 copie in edizione rilegata entro la fine del primo trimestre. Quello attirò l’attenzione delle persone nel mondo dell’editoria, ma non sono ancora grossi numeri. Quel libro cominciò ad apparire nella lista settimanale dei best-seller delle librerie. Ma neanche lontanamente in quelle dei giornali importanti.
Bene, poi arrivò Voyager (Il cerchio di pietre + La collina delle fate), due anni dopo. Ora, Dragonfly in Amber terminava con un intenso finale sospeso. Di conseguenza, i lettori si gettarono su Voyager come un’orda di locuste. L’editore (urlando e strappandosi i capelli a causa dell’incredibile mole del libro) aveva scelto, con timore e trepidazione, di fare una tiratura iniziale di 60.000 copie! Andò esaurito nei primi tre giorni. Ristampato. Ristampato di nuovo una terza volta alla fine della prima settimana. Vendette 110.000 copie rilegate nel suo primo mese. Ora stiamo parlando di zona bestseller e Voyager è stato il mio primo libro a raggiungere la classifica del New York Time. Ma questo è successo sei anni dopo che avevo iniziato a scrivere un romanzo per vedere se ne ero in grado. Sai, progressi graduali.
Com’è cambiata la mia vita? Non insegno più né faccio ricerca scientifica all’università; adesso sto nel mio ufficio a scrivere libri – e interviste.

C’è un dibattito in corso, qui al Writer Unboxed, sul fatto che gli editori si sentono a disagio di fronte ai libri che non riescono facilmente a inserire in un genere ben definito. Poi ho letto in una tua intervista a January Magazine, in cui riveli che Outlander è rimasto a languire per 18 mesi, perché l’editore non riusciva a capire in che categoria inserire un libro che attraversa i confini di così tanti generi letterari. Come hai superato quest’esperienza fatta di alti e bassi? Pensi che oggi gli editori siano più rilassati nel classificare i libri in base a un determinato genere oppure fanno ancor più resistenza ai libri non convenzionali?
Beh, l’ho superata grazie alla mia totale ignoranza. Non avevo idea di quale fosse una normale timeline editoriale, quindi non ero minimamente turbata, dato che nessuno mi aveva detto qual era il problema, o che ci fosse un problema.
Credo che ora gli editori siano più propensi a considerare libri che allargano i confini di uno specifico genere (vedi il fatto che i “romanzi di vampiri”  sono oggi un talmente comuni che nessuno fa nemmeno caso alla denominazione) – ma un libro che molto evidentemente non sta da nessuna parte li farà agitare davvero .

Sei in grado di fondere diversi generi - avventura, romanticismo, paranormale – all’interno del quadro generale di un racconto storico. Pensi che gli scrittori dovrebbero esplorare oltre il proprio genere? Quali vantaggi o svantaggi possono derivarne?
Di sicuro non potrei dire a nessuno che dovrebbe farlo. Porta gravi problemi, sia in termini di vendita sia di commercializzazione di un libro, se non può essere inserito in un genere preciso – le librerie hanno degli scaffali, e quegli scaffali hanno delle etichette, è questo alla fin fine. "Dove va messo questo libro?" È la domanda di fondo che tutti gli editori e gli addetti al marketing si fanno per iniziare. Se non è possibile rispondere a questa domanda in venticinque parole o meno (per non parlare di una sola parola esplicativa), hai un problema.
D'altra parte, parlando dello scrivere un libro... beh, è possibile utilizzare qualsiasi cosa ti piaccia e che sia finalizzato al libro, e non si è (o non è necessario essere) vincolati da convenzioni o aspettative di un genere conosciuto. ("Non puoi farlo!" È stato il classico ritornello che ho sentito per i miei primi tre o quattro libri, in genere da altri scrittori che hanno lavorato entro i limiti di uno o dell'altro genere che stavo usando. "Forse no," Mi piacerebbe rispondere "ma l'ho fatto.")

Hai definito i tuoi romanzi "grossi libri strani". Sono su più livelli con diverse trame intrecciate tra loro. Come fai a mantenere il tuo racconto sui binari? Tracci le grandi linee in anticipo, o "vai a briglia sciolta"?
Oh, io non lo faccio. Mantenere la narrazione sui binari, voglio dire. Sono una specie di scrittore a quattro ruote motrici.
Vedi, quando scrivo, sto essenzialmente costruendo un oggetto senza dimensione nell'iperspazio della mia mente. Certamente ha una struttura, ma è molto più simile ad una molecola di DNA che ad una linea retta, e davvero non importa quali pezzi sono stati scritti prima o dopo; tutti finiscono uno nell’altro per formare piccoli vortici di trama, e questi poi cominciano ad agglomerarsi in pezzi più grandi, e... è un qualcosa di organico.
Hmm. Beh, guarda. La metafora migliore che mi viene in mente per descrivere quello che faccio quando scrivo è la formazione dei continenti.
Quando si inizia, non c'è niente, solo un mare senza strade davanti a te, si estende fino all'orizzonte. Ma aspetta! Fuori, in lontananza, un vulcano sottomarino inizia a sputare fumo e cenere! Poi un altro, e un altro ancora!
Mentre la lava rotola giù dai fianchi dei vulcani, sibilando nel mare, enormi nubi di vapore si alzano creando nuvole e oscurando momentaneamente le cose. Ma, quando il vapore e la pioggia cominciano a diradarsi, si vedono le isole che si sono formate attorno a questi vulcani - atolli, lagune, isolotti ... le montagne diventano più alte, le isole più grandi, la vegetazione cresce,  gli animali le colonizzano  - e come la terra emerge e l’acqua sparisce, si comincia a vedere la forma del continente sottostante. Un fianco del vulcano scivola nell’acqua - e un altro emerge laggiù... così puoi indovinare come dev’essere la terra nascosta sotto l’acqua, fra loro.
Quando tutto il lavoro è fatto, si hanno catene montuose di conflitti e eccitazione e valli di liricità rilassante. Piccoli laghi e corsi d'acqua rimangono nelle cavità - queste sono le profondità dove il simbolismo, le ambiguità morali ed i temi non espliciti del libro si trovano sommersi, in attesa che qualcuno si immerga per loro. E quando il lettore si sporge per guardare in questi misteri d’acqua... dovrebbe vedere se stesso nel riflesso.

I tuoi libri sono estremamente particolareggiati, con dettagli storici che vanno dal grande macromondo degli eventi politici al più piccolo momento di vita quotidiana. Quale metodo di ricerca funziona meglio per te? Quali dritte potresti dare agli scrittori per sfruttare appieno le fonti storiche? 
Sarebbe una forzatura voler elevare il modo in cui faccio ricerca a rango di metodo, figuriamoci più di uno. Mmm, beh, vediamo, da un lato scrivo e faccio ricerca contemporaneamente, le due cose si alimentano l’un l’altra. Il fatto è, magari sto scrivendo e scopro di aver bisogno di sapere X. Allora vado e cerco X, ma lungo la strada potrei trovare qualcosa di assolutamente affascinante su Y (che non avrei mai pensato di andare a cercare in primis), che in cambio mi dà la base per una nuova scena. La scrivo, e nel mentre ho bisogno di trovare materiale su Z. E mentre cerco Z… è un circolo di feedback positivo.
A parte questo, beh… facciamo un rapido esempio.
La struttura storica che sto usando al momento è la Rivoluzione americana, in senso generale. E la cornice temporale che ho mi fa pensare che vorrei in qualche modo usare la Battaglia di Saratoga nel libro. Non ne so nulla. Così, essendo Google e il web quello che sono oggi (ricorda che non esistevano minimamente nella loro forma attuale, quando ho iniziato a scrivere romanzi), do un’occhiata veloce qui e trovo quando ha avuto luogo la battaglia (e che di fatto ci furono due battaglie a distanza di pochi giorni l’una dall’altra), dove si svolse e i nomi dei principali generali e ufficiali che vi parteciparono. Voglio più informazioni e cercando “Battaglia di Saratoga ordine della battaglia” (l’ordine della battaglia è una descrizione di quali specifiche truppe furono coinvolte e di com’erano posizionate) mi rimanda a un sito che me le dà.


Ok, queste sono tutte cose preliminari molto utili, ma sono preliminari. Il web è vasto, ma superficiale, a meno di non essere molto specifici riguardo a quello che si sta cercando (vedi “ordine della battaglia”) e/o fortunati. Se vuoi davvero spessore, accuratezza e credibilità storici, usi i libri. (La base della mia collezione di riferimento è di circa 1500 volumi, al momento); di solito acquisto più o meno duecento volumi supplementari, durante le ricerche per ogni nuovo romanzo che scrivo, anche se al momento ho una buona collezione su quel periodo storico con cui lavorare, quindi non ho bisogno di molta roba nuova).
Dunque, adesso so che la Battaglia di Saratoga ha avuto luogo all’inizio dell’autunno, nel nord dello stato di New York. Ok. Sono stata nel nord dello stato di New York; quel posto è completamente ricoperto d’alberi. Non credo che fosse molto diverso nel diciottesimo secolo (anche se quando descrivi la vegetazione ti devi assicurare che quella pianta non sia stata introdotta durante il diciannovesimo secolo – i botanici viaggiatori e collezionisti hanno introdotto ogni genere di cose ovunque, a quel tempo – ma una delle guide botaniche Peterson o Audubon oppure uno degli erbari di riferimento generalmente me lo dicono). E so che c’è stato quel lasso di circa dieci giorni fra le due battaglie. Se voglio scrivere una scena con Claire, Jamie o il Giovane Ian durante quel periodo, potrei ragionevolmente usare la mia percezione di come potevano essere i boschi orientali, supportata da tre o quattro guide storico-naturalistiche che ho specificamente per i boschi orientali degli Stati Uniti. Quindi potrei partire da lì.
Ma cosa sta succedendo in questa scena? È puramente personale – in quel caso so probabilmente quello che mi serve – o ci sarà qualche riferimento alla battaglia che si è conclusa qualche giorno prima o a quella che non è ancora iniziata… e le persone accampate lì sanno che ci sarà un’altra battaglia? Probabilmente no, ma andiamo a vedere… Non è qualcosa che spunterà facilmente fuori dal web (anche se potreste trova re il diario di qualcuno che include quel periodo; potrebbe valere la pena darci un’occhiata – e infatti, io probabilmente lo vorrei fare in ogni caso, visto che i racconti in prima persona ti danno invariabilmente una grande quantità di eccellenti dettagli che non avresti pensato di cercare per conto tuo)… ma mi sono imbattuta più volte in riferimenti a un libro intitolato “SARATOGA”, di Richard M. Ketchum, che viene indicato come il più completo e accurato resoconto della battaglia e del suo contesto storico.
Così ho ordinato il libro di Ketchum su Amazon, ma nel frattempo… siamo fra due battaglie, giusto? Quindi, presumibilmente ci sono persone che sono state ferite nella prima battaglia, e Claire, essendo quella che è, sarà verosimilmente richiesta per le sue competenze mediche. Quindi… che sta facendo? Perché non ho bisogno di sapere cos’è successo esattamente nella prima battaglia per sapere quali tipi di ferite ha causato; so quali tipi di armi venivano usati e il tipo di carneficina che ne derivava (e ho diverse fonti sulle armi e sulla medicina del XVIII secolo e un manuale della Merck del 1967 – essendo quello l’anno limite per le conoscenze mediche di Claire – per sicurezza).
Siamo in un accampamento militare di circa seimila persone. Quindi… posso immaginare quale fosse l’impatto sul terreno (immaginati già solo le latrine…) – nuvole di polvere quando non piove, mare di fango quando lo fa, i boschi spogliati di tutto ciò che è combustibile, ma grandi predatori come i lupi attratti dalla fonte di cibo (uno dei racconti in prima persona che ho letto descrive l’ululare dei lupi durante le notti fra le battaglie, mentre scavavano e divoravano i corpi dei caduti che erano stati seppelliti in una fossa troppo superficiale)… e ho diversi utili manuali d’istruzioni, scritti per coloro che mettono in scena le ricostruzioni storiche, in cui viene dettagliatamente descritto come doveva essere un bollitore da campo di quell’epoca, come costruire una cucina da campo, cos’era un sacco letto (un sacco di tela con una fessura, che poteva essere arrotolato e facilmente trasportato, ma poi srotolato e riempito – idealmente – di erba secca o fieno per dormirci sopra la notte; tutti i soldati inglesi ne avevano uno come equipaggiamento) e così via.
Quindi posso felicemente scrivere di cosa stava facendo Claire durante le battaglie, mentre aspetto di poter ottenere più dettagli, ma una volta avuto il Ketchum vi ho trovato qualcosa in più su quello che successe (e a chi) durante quella battaglia… e quelle scene iniziali si sono ingrandite un bel po’. Da un alto ho scoperto che Benedict Arnold (ancora con gli Americani) fu una forza considerevole durante la seconda battaglia. Ora, come posso inserire almeno un riferimento marginale a lui, dato che Claire sa cosa succederà con lui? (Ora, come la gestiamo, questa cosa? Potrei arrivare direttamente al punto o potrei usarla per incasinare un po’ la Moralità dei Viaggiatori nel Tempo e i fili dei Paradigmi del Viaggio nel Tempo che stavo utilizzando). (La cosa, nell’utilizzare personaggi storici, è che ti devi ricordare che per quanto interessanti possano essere, il romanzo raramente è su di loro. Se ne userai uno, lui o lei dovrà avere una rilevanza personale per le persone protagoniste del romanzo).
In più, ho anche avuto l’occasione di andare e di camminare sul campo di battaglia di Saratoga; ho visto una ricostruzione della fattoria in cui si riunivano gli ufficiali Continentali e so quanto sia vicino il fiume e che odore ha l’aria… e tutte queste cose trovano la loro strada in quello che sto scrivendo (non, non c’è bisogno di fare ricerche sul campo, ma è certamente bello se ne avete l’occasione).
E… parlando con un impiegato del NPS (Servizio Nazionale Parchi) che stava lavorando come figurante sul campo di battaglia (che non solo mi ha permesso di tenere il suo moschetto Brown Bess e mostrato come si caricava, ma ha anche risposto alle mie domande impiccione su che tipo di biancheria indossasse – nessuna, com’è venuto fuori), ho scoperto casualmente che quando, qualche anno fa,l’NSP ha scavato quella che credeva essere la tomba del Brigadiere Simon Fraser nella Grande Ridotta, l’ha trovata… vuota. Uno o due bottoni, ma nessun segno di un corpo, e ovviamente avrebbero dovuto esserci, anche dopo 250 anni. Questa briciola d’informazione mi ha dato la svolta alla trama che stavo cercando da mesi. Per esempio, sapevo di aver bisogno che alcune persone andassero dal punto A al punto B, semplicemente non sapevo come, quando e perché. Venire a sapere della tomba di Simon Fraser ha improvvisamente risposto a tutte queste domande.
E ovviamente, mentre lavoro a tutto questo, penso, come fa Claire, a cosa sia successo durante quella prima battaglia. Mi sono andata convincendo che Jamie Fraser era rimasto leggermente ferito in quella battaglia. Come? Cosa stava facendo? Per fortuna il Ketchum era arrivato ed era proprio pieno di dettagli e citazioni in prima persona, così ho potuto facilmente piazzare Jamie in quella battaglia, così come sapere dove doveva essere quando Simon Fraser fu ucciso nella seconda battaglia. Il che mi ha portato a occuparmi di questa seconda battaglia, nella quale Benedict Arnold giocò un ruolo straordinario. E così…
È davvero caotico. Ma così è la vita.
Dritte? Cavolo. Beh, sì. Quando avete appena iniziato le vostre ricerche ed avete bisogno di una rapida panoramica del vostro periodo, andate a vedere nel reparto ragazzi della biblioteca. I libri per ragazzi sono letture veloci e per loro natura devono essere accattivanti. Questo significa che hanno una struttura breve e semplice, ma includono sempre tutti quei dettagli pittoreschi che sono irresistibili per uno scrittore.
A parte questo… Immaginatevi dentro a una scena, corpo e mente. Questo vi dirà quali tipi di dettagli avete bisogno di sapere. E vi garantisco che quando andrete a cercarli, scoprirete qualcosa di fantastico – indipendentemente se fosse quello che stavate cercando o no. Non dipendete in toto dal web per le vostre ricerche. Andate nelle biblioteche (biblioteche universitarie, di preferenza; le biblioteche pubbliche sono ottime istituzioni, ma le loro competenze fanno sì che abbiano libri generalmente popolari, piuttosto che quelli di tipo specialistico che cerca un romanziere storico) – e oltre a setacciare gli scaffali, chiedete ai bibliotecari di guidarvi verso le fonti; le moderne biblioteche universitarie hanno enormi archivi online, che prima era difficile anche solo poter trovare e consultare per conto proprio.
 

Hai mai cambiato una trama perché ti sei imbattuta in qualcosa di troppo succoso da ignorare, durante le tue ricerche?
Questo presupporrebbe che io avessi una trama con cui iniziare; che io lavorassi seguendo una struttura o in maniera lineare, così da avere una sequenza di eventi prevedibile (prevedibile da me, intendo, non dal lettore), che quindi potrebbe cambiare nel caso di scoperte fantastiche durante le ricerche.
E io non ce l’ho. Non pianifico i libri in anticipo, non lavoro su una struttura, e non scrivo linearmente. Inoltre faccio le ricerche contemporaneamente alla scrittura. (Vedi la risposta alla domanda 6 più sopra).
Se fosse quello il caso, la trama “cambierebbe” in continuazione in base a qualsiasi cosa io leggessi, vedessi o pensassi. Anche se “cambiare” non è probabilmente la parola esatta, perché la trama non esiste prima dei piccoli pezzi d’ispirazione che la generano.
 

Ora che hai sei libri (al momento dell'intervista gli ultimi due volumi della serie non erano ancora usciti N.d.T.) nella serie di Outlander e la metà in quella di Lord John, il pantheon di personaggi sta crescendo. Avere così tanti personaggi è un peso o un aiuto? È strano che ci siano lettori affascinati da certi personaggi? 
Dio, ci sono più di cinquecento personaggi citati nei soli primi quattro libri della serie di Outlander (lo so perché ho dovuto elencarli tutti – con brevi descrizioni – per una sezione dell’Outlandish Companion). Non ho idea di quanti siano ora, ma immagino che lo scopriremo quando scriverò l’OC, volume II).
Non capisco perché dovrebbero essere un peso o un aiuto, davvero; ci sono quando servono, ma non stanno fra i piedi. Voglio dire, se non ho bisogno di uno di loro per qualcosa, semplicemente non scrivo di lui/lei.
Oh, aspetta, intendi molti personaggi principali? Se è così, allora sì, posso vedere dia vantaggi che svantaggi in questo. Fra i vantaggi, hai meno possibilità di annoiare i tuoi lettori seguendo ogni minuzia della vita di una singola persona mentre scopre tutti i significativi progressi culturali del mondo Neolitico, dato che puoi spostarti da una sottotrama all’altra, evitando così le parti noiose di ognuna. Allo stesso tempo sei meno soggetto ad avere il blocco dello scrittore, dato che se non hai idea di come questo dovrebbe essere dopo, puoi sempre metterti a scrivere un po’ di quell’altro.
Come svantaggi, ti devi assicurare che tutte queste sottotrame abbiano un senso, sia internamente che esternamente. Il fatto è che ogni personaggio principale deve avere un arco di qualche tipo all’interno della storia e che le varie sottotrame devono avere qualcosa a che fare le une con le altre.
Per quanto riguarda la stranezza… beh, vediamo. Da un lato, certamente spero che i lettori siano affascinati da più personaggi; non c’è motivo di leggere i libri se non lo sono. E dopotutto, sono giustamente affascinata da loro io stessa.
D’altro canto, la risposta dei lettori ai libri e ai personaggi rende sicuramente l’arrivo quotidiano della posta più interessante – non sai mai cosa arriverà dopo. L’altra settimana ho ricevuto un grosso pacco dai membri del Soapdish Forum (di cui non avevo mai sentito parlare prima), un gruppo online dedicato alla produzione artigianale di cosmetici e articoli per l’igiene (fra le altre cose). Avevano deciso, mi hanno spiegato, di basare i loro progetti mensili sui miei libri e i miei personaggi, dato che molti dei loro membri erano fan dei libri e pensavano potessi gradire dei campioni dei loro lavori. Cosa che certamente ho fatto: il contenuto della scatola comprendeva il talco setosa per il corpo “La Dame Blanche” , saponette “Dragonfly E Amber” (due saponette confezionate insieme, una all’essenza di ambra e l’altra un vortice blu pallido dalla fragranza floreale e con su stampata una libellula dorata, uno spray vivificante alla lavanda per il “drago esigente” e altre affascinanti sostanze e prodotti.
Il giorno dopo ho ricevuto una busta con il testo e la musica di una canzone composta da una lettrice e basata sulle emozioni suscitatele dai personaggi principale, insieme a una cassetta di lei che la canta.
Ci sono cavalli da corsa, cani da mostra, macchine e zone residenziali con nomi di personaggi e luoghi dei miei libri. Ho ricevuto in regalo candele profumate, scialli fatti a mano, cornamuse fatte a maglia (davvero) e 200 rotoli di carta igienica da tutto il mondo (no, davvero. Una fan delle Ladies of Lallybroch – un gruppo di fan online – mi fece una domanda mentre stavo finendo un libro, e le risposi che sarei stata felice di risponderle, ma di chiedermelo la settimana dopo, perché mi erano rimasti solo due neuroni al momento e uno di questi stava cercando di ricordarsi di comprare la carta igienica. Tre giorni dopo, il camion della FedEx faceva retro marcia a casa mia…).
Beh, sì, alcuni di questi sono un po’ strani. Ma li amo tutti.


Come hanno reagito i fan ai romanzi di Lord John quando sono usciti? Erano sorpresi che tu avessi tolto tempo alla serie Outlander per scrivere una nuova storia?
Beh, hanno reagito come previsto. Ogni volta che un autore con una serie di successo scrive qualcosa d'altro, metà del pubblico sarà entusiasta della novità ("Finalmente! Sta scrivere qualcosa d'altro a quei vecchi diavoli assatanati!") E l'altra metà insisterà che l'autore sta "sprecando" il suo tempo ("Voglio leggere solo di Jamie e Claire, non me ne può fregare di meno di qualche omo... ").
Direi che è un buon affare che più della metà dei lettori di Outlander abbia acquistato i libri di Lord John (ed è anche piaciuto, per fortuna) - e (di nuovo, come era prevedibile) i fans di quei libri sono in costante crescita con ogni nuovo romanzo; che è esattamente ciò che è successo con la serie principale.
I libri di Lord John in realtà non sono una costola dalla serie, però; si inseriscono nella serie complessiva di Outlander (anche se in modo perpendicolare). Si incrociano e si completano le trame dei principali libri, riempiendo alcune delle lacune più grandi. E mentre questi romanzi si concentrano sul personaggio di Lord John Grey, entrambi fanno riferimento e coinvolgono direttamente i personaggi principali dei romanzi di Outlander (Jamie Fraser è un importante, anche se minore, personaggio della Confraternita della Spada -Lord John e i fantasmi del passato+ Lord John e una verità inaspettata in Italia-  mentre Lord John è un personaggio importante, ma secondario in alcuni dei principali libri).
E negli strati più profondi della fiction-storica, usando Lord John in questo modo, abbiamo la prospettiva inglese dell'incremento dei conflitti giacobiti e della Rivoluzione Americana, fornendo così una più ricca (e più accurata) idea del periodo e degli eventi.
Ci sono alcuni lettori che sono a disagio con quello che si ostinano a chiamare "stile di vita" di Lord John (come un mio amico gay una volta osservò: "Sì, mi sono svegliato una mattina e mi sono detto, 'Oh, credo che mi imbarcherò in uno stile di vita che limita fortemente i miei potenziali partner, mi espone al rischio di contrarre delle malattie mortali e di venire preso a calci in testa, se andassi nel locale sbagliato' solo per divertimento").
Questo è perfettamente legittimo; non tutti i libri sono per tutti. Eppure, molti più lettori sembrano molto più a loro agio con John Grey, ora che l'hanno visto nel suo contesto e hanno imparato di più sulla sua vita e carattere.
E da un punto di vista puramente tecnico, Lord John è un ottimo personaggio con cui lavorare, a causa dei suoi conflitti interiori. Era un omosessuale in un tempo e in una cultura in cui l'omosessualità era un reato capitale. Ergo, vive costantemente con il pericolo di venir scoperto.
Allo stesso tempo, incarna le virtù del suo tempo: è un uomo d'onore, coscienzioso, dedito alla famiglia, al re e al paese, un abile e coraggioso soldato ed è molto consapevole di sé, un illuminista con un interesse per la logica e la scienza, che accetta quindi la propria natura come un fatto naturale, piuttosto che teologico. Considerate quale forza di carattere deve avere per conoscere e accettare se stesso ed essenzialmente per mettere la propria vita sui binari per il proprio paese e cultura, quando questi paese e cultura lo marchierebbero come pervertito, dannandolo all'inferno come un reprobo sociale?