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mercoledì 19 marzo 2025

Per il Giorno di San Patrizio

Estratto da THE SCOTTISH PRISONER
Nonostante i segni di razzie passate, il monastero era indiscutibilmente abitato e movimentato. Jamie aveva sentito la campana dall’altra parte del lago e ora vedeva i monaci che uscivano dalla chiesa, sparpagliandosi verso i loro compiti. C’era un pascolo recintato dietro gli edifici, dove stava pascolando un piccolo gregge di pecore, e un arco di pietra mostrava le file ordinate dell’orto, dove due fratelli laici strappavano erbacce nella maniera rassegnata degli uomini che avevano accettato da tempo la loro sorte sisifea.
Uno di questi lo indirizzò verso il più grande degli edifici di pietra, dove un portiere dal naso lungo prese i suoi dati, e poi lo lasciò in un’anticamera. L’atmosfera del posto era calma, ma Jamie non lo era. Oltre al conflitto tra Grey e Quinn – uno più critico dell’altro e lui era seriamente tentato di spaccare le loro teste una contro l’altra– c’era l’incombente confronto con Siverly a cui pensare, e gli avvertimenti criptici della duchessa su Twelvetrees… e, da qualche parte lontano sotto le preoccupazioni più pressanti, una difficile consapevolezza che la coppa del Druido di Quinn era presumibilmente qui, e non aveva ancora deciso che chiedere o no di essa. E se fosse stata qui, che fare allora?
Nonostante queste inquietudini, il suo primo sguardo all’abate lo fece sorridere. Michael FitzGibbons era un leprecauno. Jamie lo riconobbe subito dalla descrizione di Quinn del tipo.
L’uomo arrivava forse al gomito di Jamie, ma stava in piedi dritto come una freccia segata, una severa barba bianca che si drizzava in maniera pugnace dal bordo della sua mascella e un paio di occhi verdi che brillavano per la curiosità.
Questi occhi si erano fissati subito su Jamie, e si accesero di cordialità mentre si presentava e menzionava suo zio come credenziale.
«Il nipote di Alexander!» esclamò l’abate Michael, in un buon inglese. «Aye, io ti tengo d’occhio, ragazzo. Ho sentito molte delle tue avventure, anni fa – tu e la tua moglie inglese.» Sogghignò nella sua barba, mostrando piccoli denti banchi.
«Rivoltò St. Anne da cima a fondo, da quello che ho sentito. È qui con te, per caso? In Irlanda, voglio dire.»
Jamie poteva capire dall’improvviso sguardo di consapevolezza e orrore sulla faccia dell’abate come doveva sembrare la sua. Sentì la mano dell’abate sul suo avambraccio, straordinariamente forte per le sue dimensioni. «No Padre,» sentì la sua voce dire, calma e lontana. «L’ho persa. Nella Sommossa.»
L’abate fece un respiro di udibile dolore, schioccò la lingua tre volte e portò Jamie verso una sedia. «Possa Dio dare riposo alla sua anima, povera cara donna. Vieni, ragazzo, siediti. Bevi un poco di whiskey.»
Non era stato pronunciato come un invito e Jamie non discusse quando un bicchierino ragguardevole fu versato e ficcato nella sua mano. Alzò il bicchiere meccanicamente verso l’abate in un brindisi, ma non parlò; era troppo indaffarato a ripetere all’infinito dentro di sé, Signore, fa che sia in salvo! Lei e il bambino! come temendo che le parole dell’abate l’avessero davvero mandata in paradiso.
Lo shock diminuì velocemente, comunque, e abbastanza presto la palla di ghiaccio nella sua pancia cominciò a sciogliersi sotto la debole vampa del whiskey. C’erano cose immediate di cui occuparsi; il dolore doveva essere messo da parte. L’abate Michael stava parlando di cose neutre: il tempo (insolitamente buono e una benedizione per gli agnelli), lo stato del tetto della cappella (buchi così grandi che sembrava che un maiale avesse camminato sul tetto, e un grosso maiale, per giunta), il giorno (così fortunato che fosse giovedì e non venerdì, dato che si sarebbe stata carne per pranzo, e certamente Jamie si sarebbe unito a loro; gli sarebbe piaciuta la versione di una salsa di Fratello Bertram; non aveva un nome particolare ed era di un indistinto colore… viola, avrebbe detto l’abate, ma era risaputo che lui non aveva il senso del colore e aveva dovuto chiedere al sacrestano con cui gestiva l’abbigliamento nel tempo ordinario, poiché non poteva distinguere il rosso dal verde e prendeva solo per fede il fatto che al mondo ci fossero simili colori, ma Fratello Daniel – aveva incontrato Fratello Daniel, il portiere all’esterno? – gli aveva assicurato che era così, e sicuramente un uomo con la faccia come quella non avrebbe mai mentito, bastava solo vedere la grandezza del suo naso per capirlo) e altre cose a cui Jamie poteva annuire, sorridere o fare un rumore. Per tutto il tempo, gli occhi verdi cercarono la sua faccia – gentili ma penetranti.
L’abate comprese il momento in cui Jamie si sentì di nuovo padrone di sé stesso e si rilassò un poco, invitandolo con la sua postura più che con le parole a illustrare le sue questioni.
«Se posso chiedere un momento del vostro tempo, Padre…» Prese il foglio di carta piegato dal petto e glielo porse. «So che avete la reputazione di uno studioso e uno storico, e sapevo che mio zio diceva che avete una collezione di racconti rari sugli Auld Ones. Apprezzerei la vostra opinione su questi pochi versi.»
Le sopracciglia dell’abate Michael erano spesse e bianche, con lunghi peli che si incurvavano all’impazzata alla maniera dei vecchi. Queste si animarono, vibrando di interesse, e lui portò la sua attenzione al foglio, gli occhi che si spostavano da un verso all’altro come un colibrì in una macchia di fiori.
Gli occhi di Jamie avevano girato per la stanza mentre l’abate Michael parlava. Era un posto interessante – ogni posto in cui veniva fatto del lavoro lo interessava – e si alzò con un mormorio di scuse e andò alla libreria, lasciando l’abate alla sua minuziosa ispezione della poesia.
La stanza era grande quanto la biblioteca del Duca di Pardloe e aveva almeno altrettanti libri, eppure la sensazione era più simile a quella del piccolo buco disordinato in cui Pardloe chiaramente faceva le sue riflessioni.
Si poteva capire dai libri se una biblioteca era fatta solo per mostra o no. I libri che venivano usati avevano un aspetto aperto e interessante, anche se chiusi e ordinatamente allineati su uno scaffale in un rigoroso ordine con i loro simili. Si aveva la sensazione che il libro avesse lo stesso interesse in te quanto tu n lui e fosse disposto ad aiutarti una volta raggiunto.
I libri dell’abate erano ancora più aperti. Una dozzina di volumi – almeno – giaceva aperta sul grande tavolo vicino alla finestra, metà dei quali stesi l’uno sull’altro, tutti aperti, e pagine di appunti che fuoriuscivano dalla pila, ondeggianti – invitanti – nella corrente proveniente dalla finestra.
Jamie sentì un forte desiderio di andare a vedere cosa fossero i libri aperti, di andare verso gli scaffali e far scorrere lentamente le sue nocche sulla pelle e sul legno e sul rovescio delle rilegature finché un libro non gli avesse parlato e non fosse andato di buon grado nella sua mano.
Era passato tanto tempo da quando aveva posseduto un libro.

martedì 3 dicembre 2024

Outlander S7: intervista a David Berry

La star di Outlander David Berry parla della stagione 7 di Lord John e delle speranze di uno spinoff
Ufficiale dell’esercito britannico e diplomatico Lord John Grey (David Berry) porta una benda sull’occhio nella settima stagione di Outlander. Non è una dichiarazione di moda. Piuttosto è la conseguenza di aver quasi perso un occhio dopo essere stato brutalmente malmenato. Come si procura quell'infortunio, chi glielo procura e perché sono argomenti che si intrecciano con la stagione finale. Quando Berry ha sentito parlare per la prima volta dell'evento scioccante che scatena l'attacco a Lord John, era emozionato. «Questo è il tipo di sfida che qualsiasi attore amerebbe», dice. «È pericoloso e vuoi fare cose pericolose che spingano il pubblico e te stesso. Ho apprezzato quell'opportunità di sconvolgere le persone».
Non è la prima volta che il personaggio dell’attore australiano – canadese suscita ira. Berry si è unito al romance sui viaggi nel tempo nel 2017 con la terza stagione.
 (Un Lord John adolescente, interpretato da Oscar Kennedy, ha incontrato per la prima volta Claire e Jamie di Caitriona Balfe e Sam Heughan nella Stagione 2). Lord John era governatore della prigione di Ardsmuir, dove Jamie era incarcerato ed era di fatto il capo dei prigionieri che avevano combattuto nella fallita Rivolta Giacobita. L’Highlander aveva incontri regolari con Lord John, che gli fece un’avance romantica respinta con sdegno da un irato Jamie.
Da allora hanno condiviso una storia fatta di debiti pagati e dovuti, favori fatti e peccati perdonati. Il loro legame più grande si è formato quando John ha acconsentito a crescere il figlio illegittimo di Jamie, William, come se fosse suo. Jamie ha offerto il suo corpo in gratitudine, ma John ha rifiutato.
I loro percorsi si sono incrociati molte volte e in molti luoghi. Come Governatore della Jamaica, John ha salvato Jamie dall’arresto da parte degli inglesi. A Fraser’s Ridge, Claire, ha salvato John, curandolo durante il morbillo. John si è offerto di sposare Brianna Fraser (Sophie Skelton) per salvarla dall’assedio dei pretendenti. E così via.
Berry afferma che nella seconda parte della Stagione 7, Lord John «ha un programma molto concreto che consiste in proteggere i Fraser.»
E le sue speranze di una relazione romantica con Jamie sono passate da molto tempo. «Non credo che lui stia davvero pensando a questo punto della loro relazione che staranno mai insieme.», dice Berry. «Su questo si è messo il cuore in pace. Jamie non sarà mai suo.» 
Ma il rapporto del padre adottivo con il figlio William (Charles Vandervaart), che non sa (non ancora!) che Jamie è il suo padre naturale, viene messo alla prova prima della fine della Stagione 7. Una mossa coraggiosa dell’uomo più anziano ristabilisce il rispetto del più giovane. «Penso che questa relazione sia di nuovo rafforzata,» dice Barry. «Se non altro, la seconda parte della Stagione 7 ci mostrerà un nuovo lato di Lord John. Non è solo il cagnolino di Jamie. Ha pensieri propri, opinioni e amore. È un uomo a sé stante.» Nella Stagione 8, Lord John si troverà in una nuova città, a vivere nel lusso. William sarà ancora al suo fianco.
Ma l’ultima serie di Outlander potrebbe non essere l’ultima volta che vedremo l’affascinante ufficiale. C’è sempre la possibilità di uno spinoff. L’autrice Diana Gabaldon ha scritto una serie di gialli storici centrati sul Lord John che si svolgono durante gli eventi del romanzo di Outlander Voyager. Le storie iniziano nel 1756, quando Lord John scopre per caso l’Hellfire Club, una società clandestina di Londra ossessionata dal soprannaturale. Nei primi racconti, giura di vendicare un omicidio, indaga su una strega "megera notturna" sui campi di battaglia europei e scopre un tradimento tra le fila di Sua Maestà. Sembra un sacco di materiale!!
«Per un certo periodo si è parlato di una serie dedicata a Lord John. Se dovesse accadere e se potessi proseguire con il personaggio, sicuramente mi pregusterei l’opportunità», dice Berry. «Ci sono ancora storie da raccontare e ci sono altre dimensioni nel personaggio. Vedere Lord John come proprio agente, essere sé stesso [in questa stagione] permetterà al pubblico di vederlo nel suo spinoff» Altro dall’universo di Outlander? Lord, sì


giovedì 23 agosto 2018

Outlander: uno spin-off su Lord John?

Le ragioni per cui abbiamo bisogno di uno spin-off su Lord John:
Vie misteriose
Mentre Outlander è una fiction storica con spruzzi di viaggi temporali, le storie di Lord John di Diana Gabaldon avvolgono la fiction storica intorno al mistero. Un potenziale adattamento televisivo potrebbe essere in stile Sherlock, con un protagonista maschile convincente che usa le sue competenze da investigatore per risolvere i problemi (e spesso gli omicidi) a portata di mano.

LJ può arrivarci
Lord John è un gay non dichiarato sia nella serie di Outlander che nelle sue storie, ma questo in nessun modo significa che viva come un monaco. Un serie autonoma potrebbe esplorare i suoi gusti variegati in tema di partner romantici…... incluso il capitano Hannoveriano Stephan Von Namtzen (per cui abbiamo segnato di scritturare Ian Kahn di TURN: Washington’s Spies… o forse anche l’ex membro del cast di Sleepy Hollow Neil Jackson)…e la guida con benefici indigena Manoke (nei cui panni non ci dispiacerebbe vedere recitare Zahn McClarnon di Westworld)

Lord John: gli anni prodigio
Nel periodo tra quando lo incontriamo per la prima volta in Dragonfly in Amber (L’Amuleto d’Ambra/Il Ritorno)/ Stagione 2 e quando ricompare nella vita di Jamie nella prigione Ardsmuir in Voyager (Il Cerchio di Pietre/La Collina delle Fate)/ Stagione 3 a Lord John succedono molte cose. Perché non riportare indietro Oscar Kennedy (che interpreta il giovane Lord John) per una sbirciatina all’educazione di John accanto a suo fratello e ai loro genitori, i quali sono tutti figure ben in vista nei romanzi e nelle novelle in seguito?

Piacere in kilt
Quanti hanno dimistichezza con Lord John and the Brotherhood of the Blade (Lord John e i Fantasmi del Passato/Lord John e una verità inaspettata) e The Scottish Prisoner (n.d.r indedito in Italia) sanno che John fa brevi incontri con Jamie durante i suoi anni di prigionia più di quanti Starz ne mostri nella Stagione 3. Questi variano in tono (la scena nella stalla, wow) e circostanza (il viaggio in Irlanda?) e offrono un quadro più completo del percorso dei due uomini verso l’amicizia duramente conquistata.
…Che sarebbe un’ottima ragione perché Sam Heughan di Outlander facesse un’apparizione o due come ospite, aye?

La banda è tutta qui
Parlando dei personaggi che compaiono in entrambe le serie fantastiche della Gabaldon, uno spin-off di Lord John ci darebbe più tempo con la deliziosamente perfida Geillis Duncan, con la quale Grey ha una conversazione molto interessante in Lord John and the Plague of Zombies (n.d.r. inedito in Italia). Nel frattempo, qualcun altro significativo per John, Percy Wainwright, fa il suo debutto in una novella di Lord John e dopo nei romanzi di Outlander Echo in the Bone (Destini Incrociati/Il Prezzo della Vittoria) e Written in My Own Heart’s Blood (Legami di Sangue/Prigioniero di Nessuno) e potrebbe essere un altro personaggio facile crossover.
(X)

domenica 15 ottobre 2017

The Scottish Prisoner: Incontri

[In cui Jamie dopo essere stato portato via in maniera sommaria da Helwater (dove si trova come prigioniero di guerra sulla parola) e portato a Londra, è tenuto in una grande casa senza che gli venga detto perché. Qui viene portato davanti al Duca di Pardloe, che gli sembra familiare…per buone ragioni, anche se sono passati molti anni da quando Lord Melton gli ha risparmiato la vita a Culloden]

Pardloe si alzò dalla scrivania e, con un movimento della spalla, lo invitò verso un paio di sedie ad ala vicino al camino, muovendosi in direzione di una. Jamie si abbassò con cautela sul damasco di righe rosa, ma la sedia era robusta e reggeva il suo peso senza scricchiolare.
Il duca si giro in direzione della porta aperta verso la libreria e urlò, “Pilcock! Dove diavolo sei?”
Tuttavia non furono un domestico o il maggiordomo che apparvero. La donna il cui volto lui aveva intravisto nel corridoio al piano di sotto entrò, con le gonne che frusciavano. Guardò meglio il viso di lei e pensò che il suo cuore potesse fermarsi.
“Pilcock è occupato,”, disse al duca. “Cosa vuoi?” Era visibilmente più vecchia ma ancora carina, con un leggero rossore sulle guance.
 “Occupato? A fare cosa?”
“L’ho mandato all’attico,” replicò la donna in maniera composta. “Se stai per spedire il povero John in Irlanda, avrà bisogno di un baule almeno.” Diede a Jamie la più breve delle occhiate prima che il suo sguardo si posasse sul duca, e Jamie vide un bel sopracciglio inarcarsi in maniera interrogativa.
Gesù. Sono sposati, allora, pensò vedendo la comunicazione istantanea nel gesto e la smorfia di assenso del duca. È sua moglie. La carta da parati stampata di verde dietro il duca improvvisamente cominciò sfarfallare, e i bordi delle sue mascelle divennero freddi Con un remoto senso di shock, si rese conto che stava per svenire.
Il duca pronunciò un’esclamazione e la donna si girò verso di lui. Macchie brillavano e crescevano spesse davanti ai suoi occhi, ma non abbastanza spesse da non riuscire a vedere l’espressione suo viso. Spavento – e allarme.
“State bene, Mr. Fraser’?” La voce calma del duca penetrò attraverso il ronzio nelle sue orecchie, e sentì una mano sul retro del collo, che spingeva la sua testa in basso. “Mettete la testa tra le ginocchia. Minnie, mia cara -”
 “Ce l’ho. Qui.” La voce della donna era senza fiato, e lui sentì il tintinnio del vetro, e il caldo profumo del brandy.
“Non questo, non ancora. La mia tabacchiera – è sul caminetto.” Il duca lo stava tenendo per le spalle, realizzò, sostenendolo per non farlo cadere. Il sangue gli stava lentamente tornando alla testa, ma la sua vista era ancora scura e la faccia e le dita fredde.
Gli arrivò il suono di passi leggeri – l’udito era sempre l’ultimo senso ad andarsene, pensò in maniera confusa – che producevano un suono secco sul parquet, attutito dal tappeto, una pausa, poi tornavano rapidamente indietro. Un mormorio insistente del duca, un altro colpo, un piccolo, leggero pop! e un’ondata pungente di ammoniaca salire nel suo naso.
Rimase senza fiato e sobbalzò, tentando di allontanarsi, ma una mano ferma teneva la sua testa, obbligandolo a respirare, poi finalmente lo lasciò andare permettendogli di mettersi a sedere dritto, tossendo e farfugliando, gli occhi che lacrimavano così tanto che a malapena riusciva a distinguere la figura della donna che si muoveva sopra di lui, la fiala dei sali profumati in mano.
“Pover’uomo,” disse. “Dovete essere mezzo morto per il viaggio e affamato, oltretutto – l’ora del tea è passata e scommetto che non mangiate un boccone da ore. Davvero, Hal -”
“Ho mandato a prendere del cibo. Lo stavo appunto chiedendo di nuovo quando è diventato bianco ed è crollato,” protestò il duca, indignato.
“Be’, vai e chiama Cook, allora,” ordinò sua moglie. “Io darò a Mr…” Si girò verso Jamie, in attesa.
“Fraser,” riuscì a dire Jamie, asciugandosi il viso grondante con la manica. “James Fraser.” Il nome gli parve strano sulle labbra; non lo aveva pronunciato per anni.
“Si, certamente. Darò a Mr. Fraser del brandy. Dì a Cook che vogliamo panini e torta e una teiera di tea caldo forte, e che lo vogliamo velocemente.”
Il duca disse qualcosa di volgare in francese, ma andò. La donna aveva un coppa di brandy pronta e gliela portò alle labbra. Lui la prese, tuttavia, e la guardò sopra il bordo.
Il leggero rossore se n’era andato dalle sue guance. Era pallida, e le labbra gentili erano strette in una linea torva.
“Per il bene della causa che una volta abbiamo condiviso,” disse molto silenziosamente, “Vi prego, non dite niente. Non ancora.”

sabato 7 ottobre 2017

Diana, Lord John e il matrimonio

Conoscete la parte dell’episodio 304 in cui Jamie ha espresso la sua sorpresa per il fatto che Lord John ha intenzione di sposarsi? (“Una donna?” “Penso che non ci siano molte alternative.”) E in risposta ai dubbi di Jamie Lord John lo rassicura che “Ho messo alla prova le mie capacità a Londra. Vi assicuro, sarò per lei un marito adeguato.” Tutto questo è tratto dal libro (VOYAGER).
A questo scopo, Lord John va a trovare Nessie (soprannome di Agnes) la giovane tenutaria scozzese di un bordello di Londra, che lo aveva aiutato in qualche discreta investigazione di tanto in tanto, ed è una specie di amica. I.e., lei conosce quali sono le sue preferenze personali, anche se questo non è la causa dell’ilarità delle prostitute. Questo è un estratto dalla prossima novella su Lord John (che segue The Scottish Prisoner) – e NO, non ho sottratto tempo al Nono Libro per scriverla. Ho scritto questo pezzo circa cinque anni fa; quando abbondavano pezzi di cose diverse, li scrivevo.

“Volete cosa?” La piccola faccia affilata di Nessie era vuota in modo zelante, con la fronte scura delicatamente arcuata.
“Mi avete sentito, madam.”
“Be’, aye, vi ho sentito,” ammise, storcendo la bocca. “Voglio sentirvelo dire ancora, tuttavia. No, aspettate.” Raggiunse una piccolo campanella di ottone – molto lucida – e la suonò, cosa che portò alla rapida comparsa di due giovani donne a piedi nudi, abbigliate con sottovesti e scialli.
“Adesso,” ordinò. “Ditelo di nuovo. Voglio che Janie e Susan sentano.”
Le due sgualdrine girarono la faccia con studiata aspettativa verso di lui, pronte a essere impressionate. Lui prese un profondo respiro.
“Desidero istruzioni,” disse, trattenendo la collera, “sull’arte di dare piacere a una donna. A letto.”
Janie e Susan lo fissarono, aprirono la bocca, poi si guardarono, e scoppiarono a ridere. Nessie perse la presa sulla sua dignità e si unì a loro, l’ilarità che stava trattenendo traboccò in superficie come un gas di palude.
“Non riesco a vedere cosa ci sia di divertente,” disse Lord John freddamente. Questa affermazione le fece lamentare per le risate, le lacrime che scendevano lungo le guance.
“Oh Dio,” disse Nessie, strofinandosi il naso sulla manica con scarsa eleganza e soffiando. “Gesù, Giuseppe e Maria. Non avrei mai pensato di sentire niente come...come...”
“Ci sono altre case, sapete,” puntualizzò. “preferireste che io sposti le mie abitudini altrove?”
Diverse mani si agitarono e si attaccarono alla sua persona con una velocità sorprendente.
“È tutto a posto, mio amato,” tubò una delle giovani donne, le sue dita sottili impegnate con i bottoni del suo panciotto. Mi prenderò cura di voi.”
“Lo voglio io!” protestò la sua compagna, inginocchiandosi e rivendicando il diritto al risvolto dei suoi pantaloni. Lui afferrò la sua mano appena prima che vi entrasse.
“Sono estremamente lusingato, madam,” disse educatamente, “ma….”
“Lo prendo io,” disse Nessie, con autorità. Janie e Susan mugugnarono in disappunto, ma obbedienti lasciarono la presa sui suoi vestiti.
“Cosa?” disse Grey incredulo. “E che dite di vostro marito?” Rab McNab era un presidente di professione, dotato del fisico e della resistenza di un toro – animale a cui assomigliava fortemente, particolarmente in termini di temperamento.
“Perchè, non è altro che una questione di affari, adesso, vero?” disse Nessie in modo blando. “Avete intenzione di pagare, aye?”
Con la netta sensazione che il prezzo sarebbe stato considerevolmente più alto di quello che aveva previsto, lui annuì.
“Bene, allora,” disse lei, e un sorriso brillante illuminò il suo viso. Janie gli aveva tolto il fazzoletto da collo; Nessie mise un dito delicato e lo trascinò lentamente lungo il suo collo apertamente vulnerabile.
“Non c’è nessun motivo per non mischiare gli affari con il piacere, ora che ci siamo?”


Traduzione di Iolanda

venerdì 9 giugno 2017

Custom of the Army: Battaglia di Quebec

I francesi non sono l'unica cosa a cui stare attenti:
Raddrizzandosi dalla murata, l’indiano incontrò gli occhi di Grey e sorrise.
“State attento, inglese” disse, con una voce dal notevole accento francese, e raggiungendolo, fece scorrere le sua dita quasi per caso attraverso i capelli sciolti di Grey. “Il vostro scalpo sembra buono per la cintura di un Huron.”
Questo fece ridere tutti I soldati dalla barca, e l’indiano, ancora sorridendo, si voltò verso di loro.
“Non sono così meticolosi, gli Abenaki che lavorano per i Francesi. Uno scalpo e uno scalpo – e i francesi pagano bene per uno, non importa il colore.” Annuì in maniera affabile al granatiere, che aveva smesso di ridere. “Voi venite con me.”


Highlanders
Una granata colpì il terreno a pochi metri di distanza e sentì un dolore acuto alla coscia; un frammento di metallo gli aveva lacerato i pantaloni, sporcandoli di sangue.
"Cristo," disse, rendendosi conto tardivamente che essere nelle vicinanze di una compagnia di granatieri non era una buona idea. Scosse la testa per schiarirsela e si allontanò da loro.
Sentì un suono familiare che lo fece sobbalzare per un attimo per la forza dei ricordi - forti grida nelle Highlands, piene di rabbia e furia. Gli Highlanders erano impegnati a lavorare con le loro grandi spade: vide due di loro apparire dal fumo, le gambe nude che sbucavano dai loro kilt inseguendo un branco di francesi in fuga e sentì una risata risalirgli nel suo petto ansante.

Traduzione di Iolanda

lunedì 1 maggio 2017

Besieged: stregoni e zombie

“Vedo. Perchè…oh.” Lanciò un’occhiata ad Azeel che era arrivata ma stava aspettando rispettosamente all’entrata di essere convocata. “Venite, mia cara, voglio che incontriate qualcuno.”
Azeel entrò ma si fermò alla vista del generale Stanley, l’aspetto di felice aspettativa sul suo viso si trasformò subito in uno di cautela. Fece un inchino al generale, abbassando modestamente la testa bianca.
“Generale, posso presentarvi Mrs. Sanchez, la mia governante? Mrs. Sanchez, questo è il Generale Stanley, il mio patrigno.”
“Oh!” Esclamò sorpresa, e poi arrossì… una bella vista quando il colore sulle sue guance scure la fece somigliare a una rosa nera. “Al vostro servizio, sir!”
“Vostro più umile, madam.” Il generale si inchinò in maniera più galante possibile restando seduto. “Dovete perdonarmi se non mi alzo…” Fece un gesto verso il piede bendato.
Fece un grazioso gesto per mettere da parte la cosa e si giro verso John.
“Questo è…vostro…” Annaspò alla ricerca delle parole. “Lui è il prossimo governatore?”
“No, non è il mio sostituto,” disse John. “Quello è Mr Braythwaite, lo avete visto al garden party. No, il generale è venuto per darmi alcune notizie allarmanti, temo. Pensate di poter andare a prendere vostro marito, Mrs Sanchez? Vorrei discutere della situazione con entrambi.”
Lei sembrava stupita e preoccupata a questo e lo studiò con attenzione per vedere se intendeva ciò. Lui annuì e lei fece ancora un inchino e sparì, i tacchi dei suoi sandali che toccavano le piastrelle con agitazione.
“Suo marito?” disse il Generale Stanley, alquanto sorpreso.
“Si Rodrigo è… er… una specie di factotum.”
“Vedo,” disse il generale, che chiaramente non lo faceva. “Ma se questo Braythwaite è già a bordo, per così dire, non vorrebbe creare la sua organizzazione domestica?”
“Immagino di si. Io, um, avevo in mente di portare Azeel e Rodrigo con me in South Carolina. Ma loro potrebbero essere più utili per l’impresa attuale, se…er….se Rodrigo si è ripreso a sufficienza.
“È stato malato?” La preoccupazione increspò la fronte già corrugata del generale. “Ho sentito che la febbre gialla tocca le Indie Occidentali questa stagione, ma non avevo pensato che la Jamaica fosse gravemente colpita.
“No, non malato, esattamente. Ha avuto la disgrazia di trovarsi in conflitto con un hougan… una specie di mago africano, credo… ed è stato trasformato in zombie.”
“Un cosa?” Lo sguardo di preoccupazione fu soppiantato da uno di sbigottimento.
Grey emise un profondo respiro e prese un lungo sorso dal suo drink, il suono della descrizione di Rodrigo riecheggiava nelle sue orecchie.
“…Zombie sono persone morte, Sah”
Il Generale Stanley stava ancora sbattendo gli occhi per lo stupore alla breve descrizione di Grey degli eventi che erano culminati nel suo incarico come governatore militare…Grey prudentemente aveva liquidato il fatto che Azeel aveva incaricato uno stregone (Obeah man) di rendere pazzo il precedente governatore e che Rodrigo era andato un passo avanti e aveva progettato di uccidere il precedente governatore Warren e parzialmente divorato…quando il suono di passi risuonò ancora una volta nel corridoio. Due persone questa volta: il rumore dei sandali di Azeel che però questa volta camminavano lentamene per adattarsi all’andatura leggermente zoppicante della persona che l’accompagnava
Grey si alzò e loro entrarono, Azeel che si aggirava protettiva dietro di Rodrigo.
Il giovane si fermò, prendendo un intenso respiro prima di inchinarsi profondamente ai due gentiluomini.
“Servo…Vostro, Sah.” Disse a Grey, e poi si raddrizzò, si girò sul proprio asse, e ripeté questo procedimento al generale, che lo guardava con un misto di attrazione e sospetto.
Ogni volta che vedeva Rodrigo, il cuore di Grey era lacerato tra il rammarico per quello che il giovane era stato una volta… e una cauta gioia per il fatto che qualcosa di quello splendido giovane sembrava essere ancora presente, intatto e poteva forse tornare indietro di nuovo.
Era ancora bello, in un modo che faceva tendere il corpo di Grey ogni volta che vedeva quella testa nera, finemente intagliata e le lunghe linee dritte del suo corpo. La sua amabile grazie da gatto se n’era andata, ma poteva camminare di nuovo, quasi normalmente, anche se trascinava un poco un piede.
Ci erano volute settimane di attente cure da parte di Azeel… lei era l’unico membro della servitù di Grey che non era terrorizzata dalla semplice vicinanza di Rodrigo… con l’aiuto di Tom, che pure era spaventato, ma pesava che non fosse appropriato per un inglese ammetterlo.
Rodrigo era stato niente più che l’involucro di se stesso quando Grey aveva salvato lui e Tom dai maroons che li avevano rapiti e nessuno si aspettava che sarebbe sopravvissuto. Gli zombie non lo facevano. Drogato con il veleno degli zombie… Grey aveva poca conoscenza di cosa ci fosse in quella roba, a parte il fegato di alcuni pesci notevolmente velenosi… e sepolto in una tomba poco profonda, la persona attaccata da uno stregone si svegliava dopo un po’ di tempo per trovarsi apparentemente morto e sepolto.
Tornati in uno stato di disorientamento fisico e mentale, seguivano passivamente gli ordini dello stregone fino a che morivano di fame e per gli effetti delle droghe…o erano uccisi. Gli zombie erano (giustificatamente, pensava Grey) visti con orrore da tutti, anche dalle persone che una volta li avevamo amati. Lasciati senza cibo, riparo o attenzioni non duravano a lungo.
Ma Grey si era rifiutato di abbandonare Rodrigo, e così aveva fatto Azeel. Lei lo aveva portato piano, piano indietro all’umanità… e poi lo aveva sposato, con grande orrore di tutti a King’s Town.

Traduzione di Iolanda

giovedì 30 marzo 2017

Besieged: Nudo tra le piante di mango

Quattro giorni dopo…c’era voluto più tempo di quanto previsto per trovare quello che era necessario...Lord John Grey stava nudo nel mezzo di un boschetto di manghi, su una collina che dominava la fattoria dei Mendez.
Aveva visto la grande casa mentre andavano a cavallo nella piantagione, una struttura disordinata di stanze aggiunte negli anni, strane ali che spuntavano da luoghi inaspettati, ammassi di fabbricati raggruppati vicini in una costellazione disordinata…Uno di quelle complicate...pensò, guardando verso di esso…Cassiopea, forse o l’Aquario. Una di quelle dove occorre semplicemente la parola degli antichi astronomi per quello che si sta guardando.
Le finestre della casa principale erano illuminate, con la servitù che andava avanti e indietro come ombre nel crepuscolo, ma erano stati troppo lontani per sentire qualsiasi rumore del posto e lui era rimasto con una sensazione strana di aver visto qualcosa di spettrale, che poteva essere inghiottito improvvisamente dalla notte.
Infatti, lo era stato, nel senso che la fattoria era invisibile dalla sua posizione attuale…e una buona cosa, anche. I suoi abiti da viaggio giacevano in una pozza su una forma di foglie nella quale affondavano i suoi piedi nudi e piccoli insetti stavano trattando le sue parti intime con una familiarità sconveniente. Questo lo spinse a rovistare nel suo zaino innanzi tutto per trovare la bottiglia di essenza di menta e cocco e applicarla abbondantemente prima di vestirsi.
Non per la prima volta…né per l’ultima, era sicuro… rimpianse profondamente l’assenza di Tom Byrd. Era in effetti capace di vestirsi da solo, sebbene sia lui che Tom agissero in base al tacito presupposto che non lo fosse. Ma quello che gli mancava di più al momento era la sensazione della solenne cerimonia che accompagnava la sua vestizione in alta uniforme da parte di Tom. Era come se assumesse un’altra personalità con la giacca scarlatta e la stringa d’oro, con il rispetto di Tom che gli dava fiducia nella sua autorità come se avesse indossato non solo l’uniforme ma anche un armatura e un ruolo.
Poteva utilizzare questa dannata convinzione proprio ora. Imprecò sottovoce tra i denti mentre si dibatteva nelle braghe di fustagno e si spazzolava i pezzi di foglie dai piedi prima di tirare su le calze di seta. Era un azzardo, ma sentiva che le possibilità che questi uomini lo prendessero sul serio, ascoltandolo e...sopratutto...credendogli sarebbero aumentate se fosse apparso non come un sostituto di Malcom Stubbs, ma come l’incarnazione dell’Inghilterra, per così dire, e vero rappresentante del Re. Avrebbero creduto che poteva fare quello che diceva avrebbe fatto per loro, o sarebbe andato a baracca e burattini per i proprietari terrieri e per lui.
“Non farebbe bene la dannata marina”. Mormorò annodando la sua cravatta al tatto
Fatto finalmente, i suoi abiti da viaggio chiusi nello zaino, tirò un sospiro di sollievo e stette ancora per un minuto per concentrarsi e sistemarsi nell’uniforme.
Non aveva idea che gli alberi di mango crescessero fino a quelle dimensioni; questo era un vecchio boschetto; gli alberi ognuno alto più di cento piedi, le foglie che si alzavano a cadevano gentilmente nella brezza serale, producendo un suono come il mare di sotto. Qualcosa scivolò pesantemente sulle foglie cadute vicino a lui e lui si bloccò. Ma il serpente...se era quello...continuò per la sua strada, indisturbato dalla sua presenza.
Rodrigo, Azeel e Innocencia erano dove li aveva lasciati, lontani non più di cento iarde, ma si sentiva completamente solo. La sua mente si era svuotata e accolse quella tregua. Frutti acerbi caduti per il vento di una tempesta giacevano tutto intorno come pallide palle verdi da cricket tra le foglie, ma i frutti ancora sugli alberi erano diventati gialli...li aveva visti nella penombra appena arrivati nel boschetto...e avevano cominciato a tingersi di cremisi. Ora era buio, e sentiva solo i mango quando sfiorò un ramo basso e sentì la pesante oscillazione del frutto.
Stava camminando senza aver pensato di farlo e non ricordando di aver fatto il primo passo, ma camminava, spinto all’azione da una sensazione che fosse tempo.
Scese attraverso il boschetto e trovò Rodrigo e le ragazze in piedi, in una conversazione sussurrata con una giovane donna alta di scorta..la cugina di Innocencia. Alejandra, che li avrebbe portati nel capannone del tabacco.
E tutti si voltarono a guardarlo, e gli occhi di Alejandra si allargarono, scintillanti nel chiaro di luna.
“…figlio…” disse
“Grazie, madam,” disse e si inchinò a lei. “Vogliamo andare?"

Traduzione di Iolanda

mercoledì 15 marzo 2017

Besieged: L'invasione di Cuba

La parrucca sarebbe stata troppo grande, data la somiglianza della faccione rotondo di Malcom a un melone di grandi dimensioni, ma i capelli di Grey – gialli e visibili, come Malcolm aveva notato con un certo tatto – erano spessi e con quelli ammassati nella parrucca, il marchingegno in crine di cavallo stava saldamente, anche se scomodo. Sperò che Malcolm non soffrisse di pidocchi, ma dimenticò questa questione minore non appena passò attraverso le folle di persone nella strada fuori La Punta.
C’era un’aria di curiosità in strada; la gente gettava sguardi alla roccaforte mentre passava, chiaramente avvertendo qualche interruzione nella sua routine quotidiana. Ma la notizia non si era ancora diffusa; per questo Grey si chiese se la notizia avesse raggiunto ufficialmente l’ufficio del comandante...o il suo capezzale, casomai poteva essere. Né lui né Malcolm avevano avuto dubbi; solo le notizie più urgenti avrebbero preso l’imbarcazione per passare la catena di barriere con tale celerità.
La guardia all’ingresso della fortezza sulla strada gli aveva dato non più di un’occhiata casuale prima di fargli un cenno di passare; come avveniva in tempo di pace; c’erano nelle vicinanze molti civili e soldati all’interno del forte, e ce n’erano un sacco dalla pelle chiara e spagnoli dagli occhi azzurri. Il taglio del suo abito non era in stile spagnolo, ma non era affatto appariscente.
Cominciava ad aver bisogno di un cavallo...questa era la prima cosa. Poteva camminare 10 miglia, ma farlo in questo modo nelle sue scarpe elegante sarebbe stato lento e doloroso..e fare un viaggio di ritorno di 20 miglia a piedi...guardò il cielo; era appena passato mezzogiorno. Certo a questa latitudine il sole non sarebbe tramontato prima delle otto o nove, ma...
“Perché diavolo non ho chiesto a Stubbs qual è la parola per cavallo?” borbottò sottovoce, imboccando la strada attraverso la piccola piazza del mercato piena di odorose bancarelle con frutta ..riconobbe la piantaggine, certo, e la papaya, mango, noci di cocco e ananas, ma c’erano cose strane verde scuro che non aveva visto prima con la pelle ghiaiosa e oggetti verdi più leggeri che lui pensò potessero essere mele-crema...qualunque cosa fossero, profumavano in modo delizioso. Il suo stomaco brontolò... tra una cosa e l’altra non aveva mangiato dall’alba..la sua testa si girò di scatto, non appena sentì qualcosa di natura distintamente diversa. Letame fresco.

Traduzione di Iolanda

sabato 11 marzo 2017

Besieged: Malcolm Stubbs

“Ma hai scoperto questo piano e piuttosto che farne parola col comandante….”
Malcolm scrollò le spalle.
“Beh, siamo in Guerra con la Spagna, no? Ho avuto un incontro con i due capi della rivolta e, emm, li ho convinti che c’è una via migliore per raggiungere il loro scopi.”
“Solo? Voglio dire...sei andato a incontrare questi uomini da solo?”
“Certamente,” disse Malcolm semplicemente. Non li avrei avvicinati, se fossi andato con una folla. Non avevo una folla a portata di mano, ad ogni modo,” aggiunse, girandosi verso Grey con un sorriso impacciato che improvvisamente tolse qualche anno al suo viso logorato dalle preoccupazioni.
“Ho incontrato la cugina di Innocencia al margine della piantagione Saavedra e lei mi ha portato in un grande capannone per il tabacco,” continuò, il ghigno che si dissolveva. “Era quasi sera, così scuro all’interno. Molte ombre, e io non potrei dire quanti uomini c’erano lì; sembrava che tutto il posto si muovesse e sussurrasse, ma probabilmente erano solo le foglie secche…erano piuttosto grandi, sai? Una pianta è quasi della dimensione di un uomo. Le appendono, su delle travi e loro si sfiorano l’una con l’altra con questa specie di fruscio secco, quasi come se ridacchiassero a se stessi...il vento ha investito anche me, un po’.
Grey provò a immaginare quell’incontro e sorprendentemente, poteva immaginarlo: Malcolm, piede artificiale e tutto, che zoppicava da solo in un capannone buio per convincere degli uomini pericolosi a rinunciare ai loro piani omicidi a favore dei suoi. In spagnolo.
“Tu non sei morto, perciò loro ti hanno ascoltato,” disse Grey piano. “Cosa gli hai offerto?”
 “Libertà” Malcolm disse semplicemente. Voglio dire…l’esercito va in giro a liberare schiavi che arruola…perché la marina non dovrebbe essere altrettanto illuminata?”
“Ho qualche dubbio che la vita di un marinaio sia notevolmente migliore di quella di uno schiavo,” disse Grey con tono dubbioso. “in termini di cibo, non possono stare meglio di come stanno.”
“Non intendo che debbano arruolarsi, sciocco,” disse Malcolm. “Ma sono sicuro di poter convincere Albermarle o l’ammiraglio Pocock che loro potrebbero essere liberati in segno di rispetto per il loro servizio. “Se sopravvivono,” aggiunse pensieroso.
Grey stava cominciando a pensare che Malcolm poteva davvero essere un diplomatico decente. Tuttavia…

Traduzione di Iolanda

sabato 4 marzo 2017

Besieged: Domande

Malcom sembrava vent’anni più vecchio dell’ultima volta che Grey lo aveva visto. Aveva ancora le spalle larghe e il corpo massiccio, ma sembrava essersi ammorbidito e sprofondato su se stesso, come un melone leggermente guasto.
“Grey!” disse, con la faccia stanca che si rallegrava. “Da dove salti fuori?”
“Dalla fronte di Zeus, senza dubbio,” disse Grey. “Da dove vieni tu, se è per questo?” Le code del cappotto di Stubbs avevano uno spesso strato di polvere e lui puzzava fortemente di cavallo.
“Oh…qua e là” Malcolm tolse meccanicamente la polvere dal suo cappotto e sprofondò nella sedia con un gemito. “Oh, Dio. Caccia la tesa fuori e chiama un servo, ti va?”
Beh, conosceva la parola spagnola per “birra”…Mettendo la testa nel corridoio come suggerito, vide due serve bighellonare vicino alla finestra in fondo, parlando evidentemente di qualcosa nel cortile sottostante, la loro conversazione era accompagnata da un buona dose di sghignazzi.
Interrompendo questo colloquio con un breve “Hoy!” disse “Cerveza?” in un tono di gentile richiesta, seguito da un gesto verso la sua bocca.
“Si señor!" Disse una delle ragazze, con un rapido inchino, aggiungendo qualcos’altro con voce interrogativa.
“Certamente” disse in maniera cordiale. “Er..voglio dire, si! Um, gracias” aggiunse chiedendosi su che cosa aveva concordato. Entrambe la ragazze fecero una riverenza e sparirono in un turbinio di gonne, presumibilmente per andare a prendere qualcosa di commestibile.
“Cos’è pulpo?” Chiese, tornando in ufficio e sedendosi al lato opposto di Malcolm
“Polpo” Malcolm rispose emergendo dalle falde di un asciugamano di lino con il quale si stava pulendo lo sporco dalla faccia. “Perché?”

"Me lo stavo domandando. Lasciando da parte le solite indagini sulla tua salute, stai bene, comunque?"- si interruppe, guardando il piede destro di Malcolm. Lo stivale descriveva una sorta di coppa o staffa, in pelle rigida con dei rinforzi in legno ai lati. Sia il legno che il cuoio erano profondamente segnati da un uso prolungato, ma c'era del sangue fresco luminoso sopra le calze.
"Oh, quello." Malcolm scosse la testa con indifferenza. "Va tutto bene. Il mio cavallo si è ferito a qualche chilometro dalla città e ho dovuto camminare un po' prima di poterne avere un altro". Piegandosi con un grugnito, si slacciò l'oggetto in questione e se lo tolse - un'azione che Gray trovò stranamente più sconcertante della vista del moncherino stesso.
La carne era profondamente infiammata dallo stivale e quando Malcolm si tolse la calza, Grey vide che una buona parte della pelle era scorticata. Malcolm sibilò un po' e chiuse gli occhi, strofinando delicatamente la parte finale del moncherino, lì la carne mostrava l'azzurro pallido dei lividi freschi.
"Ti ho mai ringraziato, a proposito?» Chiese Malcolm, aprendo gli occhi.
"Per che cosa?" Disse stupito Gray.
"Per non avermi lasciato morire dissanguato in quel campo in Quebec", disse Malcolm asciutto. "Non ti era mai passato per la mente, vero?"

Traduzione di Iolanda

martedì 28 febbraio 2017

Besieged: Spiegazione

"Cosa significa, è già iniziata?", disse Grey, sorpreso. Fissò sua madre. "Sai di..." si guardò intorno e abbassò la voce, anche se nessuno era in vista e le risate e il chiacchiericcio del patio continuavano senza sosta. "...dell'invasione?"
I suoi occhi si spalancarono.
"La cosa?" Disse ad alta voce, poi guardò frettolosamente sopra la propria spalla verso la porta aperta. "Quando?", disse, tornando indietro e abbassando la voce.

"Beh, ora, più o meno", disse Grey. Si alzò e tranquillamente chiuse la porta. Il rumore del patio diminuì sensibilmente.
"Il generale Stanley si è presentato alla mia porta in Giamaica una settimana fa, con la notizia che la marina britannica era sul punto di prendere Martinica, e poi...se tutto andrà come previsto... Cuba. Ha pensato che sarebbe stata una buona idea per voi ed Olivia di andarvene prima del loro arrivo".
"Sono perfettamente d'accordo con lui." Sua madre chiuse gli occhi e si strofinò forte le mani sul viso, poi scosse la testa con violenza, come per schiarirsela, e riaprì gli occhi. "Lui dov'è?" Chiese, con una parvenza di calma.

"Giamaica. E', um, riuscito a prendere in prestito una nave, mentre la marina si preparava a conquistare Martinica, ed è andata avanti il ​​più velocemente possibile, nella speranza di avvisarti in tempo. "
"Sì, sì," disse con impazienza, "molto gentile da parte sua. Ma perché lui è in Giamaica, e non qui?"
"Gotta". E molto probabilmente qualche altra infermità, ma non c'era nessun motivo di preoccuparla. Lei guardò bruscamente verso di lui, ma non fece ulteriori domande.
"Povero George," disse, e si morse il labbro. "Bene, allora. Olivia e i bambini sono lontano dal paese, stanno con Senora Valdez. Lei è la moglie di [], il comandante di La Punta", aggiunse come spiegazione.

"Quanto lontano?" Grey stava facendo dei calcoli veloci. Tre donne, due bambini, tre uomini... quattro, con Malcolm. Ah, Malcolm... "Malcolm è con loro?"
"Oh, no. Non sono sicura di dove si trovi", aggiunse dubbiosa. "Gestisce dei buoni affari e senza Olivia, rimane spesso a L'Avana -ha un ufficio a La Punta- che è la fortezza sul lato [est] del porto. Ma dorme qui di tanto in tanto."
"Oh, davvero?" Grey cercò di controllare il tono dalla sua voce, ma sua madre lo guardò fissandolo. Distolse lo sguardo. Se lei non sapeva delle inclinazioni di Malcolm, non aveva intenzione di dirglielo.
"Ho bisogno di parlare con lui il più infretta possibile", disse. "Nel frattempo, dobbiamo riportare qui Olivia e i bambini, ma senza dare l'impressione che ci sia una qualche tipo di emergenza. Se le scriverai una lettera, Rodrigo e Azeel la consegneranno...possono aiutare Olivia a fare i bagagli e badare ai bambini sulla strada."
"Sì, naturalmente."

 C'era un piccolo secretaire, rustico nel design, nell'ombra. Non l'aveva notato fino a quando la madre non lo aprì e prese rapidamente carta, penna e calamaio. Aprì quest'ultimo, trovandolo asciutto, disse qualcosa tra i denti in greco che suonava come un'imprecazione, ma probabilmente non lo era, e attraversando rapidamente la stanza, rimosse un mazzo di fiori gialli da un vaso di ceramica e versò un po' d'acqua nel contenitore vuoto.
Agitò l'inchiostro in polvere nel barattolo e mescolò energicamente la miscela con una penna quando qualcosa attirò tardivamente l'attenzione di Grey.
"Che cosa volevi dire, mamma, quando hai detto: 'E' già iniziata?' Perché non sapevi dell'invasione, vero?"
Lei lo guardò bruscamente, fermandosi. Poi prese un respiro profondo, come per raccogliere le sue energie mentali, prese visibilmente una decisione, e mise giù penna ed inchiostro.
"No", disse, rivolgendosi a lui. "George mi ha detto che qualcosa del genere sarebbe stata discussa, ma ho lasciato l'Inghilterra nel mese di settembre. La guerra con la Spagna non era ancora stata dichiarata, anche se tutti avrebbero potuto vedere che stava per accadere. No," disse di nuovo e lo guardò intensamente. "Intendevo la rivolta degli schiavi."

John fissò sua madre per uno spazio di trenta secondi o giù di lì, poi lentamente si lasciò cadere su una panca di legno, che correva lungo il lato della stanza. Chiuse gli occhi per un attimo, scosse la testa e li riaprì.
"C'è qualcosa da bere in questo edificio, mamma?"

domenica 19 febbraio 2017

Besieged: Libertà

Grey non aveva mai visto una persona di colore diventare bianca, prima. Azeel era diventata del colore di vecchie sudice ossa, e stava stringendo le mani di Rodrigo come se uno o entrambi stessero per essere trascinati fuori dagli schiavisti.
“Soffrite il mal di mare Mrs Sanchez?” chiese, facendosi strada verso di loro attraverso la confusione delle banchine. Lei deglutì pesantemente, ma scosse la testa, incapace di togliere gli occhi dalla Otter. Rodrigo era incapace di distogliere gli occhi da lei e le stava accarezzando la mano con ansia. Si girò verso Grey, farfugliando parole in inglese.
“Lei…spavento…” Guardò impotente avanti e indietro tra sua moglie e il suo datore di lavoro. Poi annuì un po’, decidendosi, e guardò verso Grey mentre fissava Azeel. Abbassò la mano indicando qualcosa – qualcuno? – brusco. Poi si voltò verso il mare e allargò il braccio gesticolando verso l’orizzonte.
“Africa..” disse, voltandosi verso Grey e mettendo il braccio intorno alle spalle di sua moglie. La sua faccia era solenne.
“Oh Gesù,” disse Grey ad Azeel. “Sei stata portata dall’Africa quando eri una bambina? È questo che vuole dire?”
“Si”, disse, e deglutì ancora. “Ero…molto…piccola.”
“I tuoi genitori? Dove…” La voce gli morì in gola. Aveva visto una nave di schiavi solo una volta e a una certa distanza. Avrebbe ricordato la puzza finché fosse vissuto. E il corpo che era salito a galla all’improvviso, gettato fuori bordo dallo schiavista. Avrebbe potuto essere un’alga morta o un avanzo sbiancato dal sangue da una baleniera, galleggiava tra le onde, emaciato, senza sesso, poco umano. Il colore di vecchie ossa.
Azeel scosse la testa. Non per negare ma in un vano rifiuto di pensare a cose terribili.
“Africa” disse a bassa voce. “Sono morti

Africa. Il suono della parola pizzicava sulla pelle di Grey come un millepiedi e lui si scosse improvvisamente.
“È tutto a posto,” le disse con decisione. “Sei libera adesso” Almeno sperò.
Aveva gestito la sua manomissione pochi mesi prima, in riconoscimento dei suoi servizi durante la ribellione degli schiavi nella quale il Governatore Warren era stato ucciso dagli zombi. O piuttosto da uomini sotto l’allucinazione di essere zombi. Grey dubitava che questa distinzione sarebbe stata apprezzata dal Governatore.
Grey non sapeva se la ragazza era stata proprietà personale di Warren, e non glielo aveva chiesto. Aveva sfruttato il proprio dubbio per dire a Mr Dawes, il segretario dell’ex governatore, che non essendoci traccia della sua provenienza, si doveva supporre fosse tecnicamente proprietà di Sua Maestà e poteva essere omessa dalla lista degli effetti personali del Governatore.
Mr Dawes, un eccellente segretario, aveva prodotto un suono simile a una pecora leggermente tisica e aveva abbassato gli occhi in accettazione.
Grey allora – come rappresentante di Sua Maestà – aveva dettato una breve lettera di manomissione, firmata nella sua qualità di Governatore militare di Jamaica e Mr Dawes aveva apposto il sigillo più impressionante della sia collezione – Grey pensava che fosse il sigillo dell’ufficio dei pesi e delle misure, ma era fatto di cera rossa e sembrava davvero impressionante.
“Hai le tue carte con te?” chiese. Azeel annuì, obbediente, ma i suoi occhi grandi e neri, indugiarono timorosamente sulla nave.
Il comandante del cutter, essendo stato al corrente della loro presenza, apparve improvvisamente sul ponte e venne in testa alla passerella per incontrarli.
“Lord John?” chiese rispettosamente. “Tenente Geoffrey Rimes, comandante. Servo vostro, sir!”
Il Tenente Rimes sembrava un diciassettenne, molto biondo e piccolo per la sua età. Indossava, però, la giusta uniforme e sembrava sia allegro che capace.
“Grazie, Tenente.” Grey si inchinò. “Capisco che voi…er…avete fatto un favore al Generale Stanley portandolo qui. E che voi ora siete disposto a portare me e il mio reparto a La Havana?”
Il tenente Rimes strinse le labbra al pensiero.
“Beh, Suppongo di poterlo fare, my lord. Sto per incontrare la flotta qui in Jamaica, ma dato che probabilmente non dovrebbero arrivare per altre due settimane, credo di potervi portare al sicuro a La Havana, poi tornare indietro per il mio appuntamento.”
Un piccolo nodo si formò nello stomaco di Grey.
“Voi…intendete lasciarci a La Havana?”
“Beh, si my lord”, disse allegramente. “Salvo che riusciate a gestire i vostri affari entro due giorni, dovrò. Ordini, sapete.”
“Non sono davvero destinato ad andare a La Havana, sapete,” disse sporgendosi in avanti in modo confidenziale e abbassando la voce. “Ma non ho neanche ordine di stare in Jamaica, se capite cosa intendo. Come scritto, i miei ordini dicono che devo incontrarmi qui con la flotta, dopo aver consegnato il messaggio (a Sir James). Dato che l’ho già fatto…beh, la marina è sempre disponibile a fare un favore all’esercito – quando conviene,” aggiunse onestamente. “E sto pensando che non mi farebbe male dare un occhiata al porto di La Havana e poterne parlare con l’Ammiraglio Pocock quado arriverà qui.”
Grey stava pensando che il Tenente Rimes aveva la stessa probabilità di salire molto in alto nel suo servizio o di trovarsi davanti alla corte marziale ed essere impiccato a Execution Dock, ma tenne questi pensieri per se per il momento.

Traduzione di Iolanda

mercoledì 8 febbraio 2017

Besieged: Havana 1762

Dopo un’attesa di circa cinque minuti che non aveva prodotto niente – per non parlare di sua madre o di qualcosa di commestibile – Grey lasciò il suo piccolo, nauseabondo rinfresco sul portico e si avventurò intorno alla casa. Rumori di spruzzi, grida acute e l’odore di sapone di liscivia sembravano indicare che il bucato veniva fatto non lontano. Questa impressione fu confermata quando girò l’angolo della casa su un cortile posteriore e fu colpito in faccia da una spessa nuvola di aria calda e umida che odorava di biancheria sporca, fumo di legna e banane fritte.
Un gruppo di donne e bambini stava lavorando nei pressi di un grande calderone, montato su una specie di focolare di mattoni con un fuoco sotto – questo a sua volta alimentato da due o tre bambini piccoli per lo più nudi che stavano frugando in esso con dei bastoni. Due donne stavano mescolando la massa nel calderone con una grande forchetta di legno, una di loro stava sbraitando con i bambini in spagnolo di quello che, capì, erano avvertimenti contro lo stare tra i piedi, non schizzare e tenere ben pulito il sapone per il bucato.
Il cortile stesso sembrava il quinto girone dell’inferno di Dante, con gorgoglii cupi dal calderone e ciuffi di vapore e fumo che si levavano dando alla scena un sinistro aspetto simile allo Stige. Alcune donne stavano appuntando i vestiti fradici su corde infilate sui pilastri di sostegno di una specie di loggia, mentre altre stavano badando a bracieri e piastre in un angolo da cui venivano i fragranti odori di cibo. Ognuna stava parlando, tutte in una volta, in uno spagnolo inframmezzato di risate che sembravano grida di ara. Sapendo che sua madre probabilmente era meno interessata al bucato che al cibo, si mosse intorno al cortile – del tutto ignorato da chiunque – verso le cucine.
La vide subito, la sua schiena era voltata verso di lui, il capelli che scendevano lungo la schiena in una lunga e spessa treccia, e stava parlando, agitando le mani, a una donna nera come il carbone che stava accovacciata, a piedi nudi, sulle piastrelle del cortile dando colpetti a una sorta di focaccia su una pietra calda e unta.
“Ha un buon odore” disse, camminando accanto a lei. “Che cos’è?”
“Tortillas” disse, rivolgendosi a lui e sollevando un sopracciglio. “E piantaggine e ropas Viejas." Che significa “abiti vecchi” e mentre il nome è abbastanza descrittivo in realtà è molto buono. "Hai fame? Perché mi disturbo a chiederlo,” aggiunse prima che lui potesse rispondere, “Certo che ce l’hai.”
“Naturalmente” disse e lo era gli ultimi resti di mal di mare che svanivano nel profumo di aglio e spezie, “Non sapevo che sapessi parlare spagnolo, Madre.”
“Beh, non so parlarlo, così tanto” disse togliendosi con il pollice una ciocca sparpagliata di capelli biondo- grigio dall’occhio sinistro, “ma gesticolo in maniera fluente. Cosa ci fai qui John?”

Traduzione di Iolanda

martedì 24 gennaio 2017

Besieged: Jamaica

Per un attimo John rimase immobile, il bicchiere in mano, la bocca aperta e il suo cervello così affollato di domande che non era in grado di formularne nessuna. Alla fine, ingoiò quello che restava del suo drink, tossì, e disse dolcemente. “Oh, vedo. Mia madre come è arrivata a trovarsi a L’Havana per cominciare?”
Il generale si appoggiò allo schienale ed emise un lungo respiro.
“È tutta colpa di quel Stubbs"
“Stubbs…?” suonava vagamente familiare, ma stordito com’era, Grey non riusciva a capire perché.
“Lo conoscete, l’individuo che ha sposato vostra cugina Olivia. Sembra un costruttore di mattoni. Qual è il suo nome…Matthew?, No Malcolm, è Malcom Stubbs.”
Grey raggiunse la bottiglia di brandy, ma Tom stava già versando un nuovo bicchiere, che mise in mano al suo datore di lavoro. Evitò accuratamente di incontrare gli occhi di Grey.
Grey sorseggiò il brandy, per darsi il tempo di pensare. “Si, certo. Devo ritenere che si sia ripreso abbastanza, dunque?”. Da un lato era una buona notizia; Malcom Stubbs aveva perso un piede e parte della gamba per una palla di cannone durante la battaglia di Quebec, due anni prima. Per fortuna, Grey era inciampato in lui sul campo e aveva avuto la presenza di spirito di usare la sua cintura come laccio emostatico, impedendo così a Stubbs di morire dissanguato. Rammentava vividamente l’osso scheggiato che sporgeva dai resti della tibia di Malcolm e i caldi, umidi effluvi di sangue, urina e feci, che evaporavano nell’aria fredda. Bevve un sorso di brandy più profondo. “Malcom Stubbs”
“Si, abbastanza. Ha avuto un piede artificiale, si muove abbastanza bene...addirittura corre.
“Buon per lui.” Disse Grey piuttosto brevemente. C’erano poche altre cose che ricordava di Malcolm Stubbs.
Il generale sembrava sorpreso.
“Si, non l’ho detto? È un diplomatico ora...inviato a l’Havana sei mesi fa.”
“Un diplomatico” ripetè Grey. “Bene, bene” Stubbs probabilmente andava bene per la diplomazia – dato le sue dimostrate capacità a mentire, ingannare e disonorare.
“Voleva che la moglie e i figli lo raggiungessero a L’Havana, una volta che avesse avuto una casa adatta, così…”
“Figli? Aveva solo un figlio quando l’ho visto l’ultima volta.” Solo un figlio legittimo, aggiunge silenziosamente.
“Due ora – Olivia ha partorito una figlia un anno fa; una bella bambina."
“Che bello.” Il suo ricordo della nascita del primo figlio di Olivia, Cromwell, era terribilmente vivido quasi come la battaglia di Quebec, anche se per ragioni differenti. Entrambi avevano implicato sangue e merda. “Ma mia madre?”
“Vostra madre si è offerta di accompagnare Olivia per aiutarla con i bambini. Olivia aspetta di nuovo, e un lungo viaggio in mare…”
“Ancora?” Bene, come se Grey non sapesse qual era l’inclinazione di Stubbs nei confronti del sesso…almeno lo stava facendo con sua moglie. John trattenne la collera con difficoltà, ma il generale non lo notò, continuando con le sue spiegazioni.
“Vedete, dovevo salpare per Savannah in primavera, ora intendo, per prendere il comando e vostra madre doveva venire con me. Così sembrava ragionevole che lei andasse subito con Olivia e l’aiutasse a sistemarsi, e io volevo accordarmi con lei per raggiungermi quando arriverò.”
“Molto sensato” disse John. “ Questa è mia madre. E dove c’entra la Marina Britannica?
Sir John, mylord” disse Tom, con una debole aria di rimprovero. “Ve lo ha detto lo scorso mese, quando era a cena. Disse di come il Duca di Albemarle stesse arrivando con le navi. Stavano per portare la Martinica via alle rane francesi e per poi occuparsi di Cuba
“Oh. Ah”
Grey ricordava la cena, che era stata caratterizzata da un piatto memorabile, che lui aveva capito– troppo tardi – era fatto di interiora di ricci di mare in salamoia, mischiati con pezzi di pesce crudo e lattuga di mare che era stata trattata con succo d’arancia.
Nel suo desiderio di evitare ai suoi ospiti – tutti arrivati recentemente da Londra e tutti che si lamentavano della scarsità di arrosto e patate nelle Indie – la sua scoperta, aveva chiesto l’impiego generoso e ripetuto di liquore di palma nativa. Era stato molto efficace; al secondo bicchiere non avrebbero capito che stavano mangiando escrementi di balena, che il suo avventuroso cuoco si era messo in testa di servire come secondo piatto. Di conseguenza, perciò, i suoi ricordi dell’occasione erano un po’ deboli.

Traduzione di Iolanda

lunedì 5 settembre 2016

The Scottish Prisoner dovrà aspettare

Ebbene si carissime Sassenachs, l'ultimo libro della trilogia che ha per protagonista il soldato inglese amico di Jamie, Lord John Grey (che nella serie tv sarà interpretato da David Berry) intitolato 'The Scottish Prisoner' dovrà aspettare per poter vedere la luce anche in Italia.
Nonostante la serie principale, Outlander, incentrata sulle avventure di Jamie e Claire abbia avuto un enorme successo, purtroppo la serie spin off non ha avuto lo stesso risultato nel panorma letterario italiano.
Alla luce di ciò, la Corbaccio ha messo in standby la pubblicazione di The Scottish Prisoner privilegiando la ristampa dei vecchi volumi della saga e la pubblicazione di quelli futuri (Diana Gabaldon sta attualmente lavorando sul 9° libro della saga,Go Tell The Bees That I Am Gone ) attendendo tempi migliori per il nostro Lord inglese. La casa editrice non ha escluso a priori la futura pubblicazione del libro conclusivo della trilogia...l'ha solo posticipata! Ergo sassenachs, quello che possiamo fare è diffondere il verbo e far conoscere Lord John!
Vi assicuriamo che è un piacere fare la conoscenza di un gentleman con Lord John Grey.

venerdì 2 settembre 2016

Possibile spin-off per Outlander?

Outlander è sempre più vicino al lancio di uno spin off?
Lo spettacolo ha appena scritturato Lord John Grey, un personaggio con possibilità davvero intriganti.

I più accaniti fans della saga di Outlander di Diana Gabaldon avranno notato la furtiva introduzione nella scorsa stagione di una versione più giovane del popolare personaggio di Lord John Grey. L'adolescente Grey – usando il suo nome di battesimo William – ha incontrato Claire e Jamie Fraser alla vigilia della battaglia nella seconda stagione - ma tornerà in una forma molto più matura per la terza stagione. La serie della Starz ha scritturato l’attore australiano David Berry per interpretare Lord John Grey da adulto, un personaggio così popolare, che la Gabaldon ha successivamente estrapolato dai suoi stessi romanzi. La versione televisiva otterrà lo stesso trattamento?

Berry è meglio conosciuto per il suo lavoro nella serie drammatica australiana “A Place to Call Home”. Deadline descrive piuttosto timidamente Grey come "un affascinante ragazzino con un’istruzione di classe superiore - il gentiluomo consumato", aggiungendo che “uno scandalo dal suo passato ha relegato Lord John ad una posizione indesiderabile come governatore di una prigione desolata nel nord della Scozia." Di più si saprà sullo scandalo in seguito - ma basti dire che uno dei prigionieri di Grey sarà nientemeno che Jamie Fraser.
L'anno scorso, sul tema di unospin-off su John Grey, il produttore di Outlander Ronald D. Moore ha detto in maniera vaga (ma assai promettente), "E' nel retro della nostra mente come una cosa possibile. Ma in questo momento siamo saldamente fissati sulla conclusione della seconda stagione. Vedremo cosa succederà in futuro a Lord Grey." La Starz, sicuramente, gradirebbe la possibilità di avere un'altra serie che catturasse i già fortemente appassionati fans di Outlander (HBO sicuramente vorrebbe produrre spin-off di Game of Thrones.)
Diana Gabaldon ha spiegato che mentre Grey è "importante" per la serie di Outlander, "non è in prima linea sul palco per tutto il tempo." Lei lo vede come il personaggio perfetto per andare "via a vivere la sua vita ed avere le sue avventure altrove. Potrei scrivere su ognuna di queste avventure senza causare complicazioni per i romanzi futuri. Oltre a questo evidente vantaggio, Lord John è un personaggio affascinante. E' quello che io chiamo un‘fungo’-una di quelle persone la cui presenza non è pianificata, che spuntano dal nulla e se ne vanno da qualunque scena si trovino - e lui mi parla facilmente (e argutamente)".
C'è un motivo in più per cui Lord John Grey potrebbe essere un affascinante personaggio per uno spin-off, ma qui dobbiamo alzare il cartello con l’avviso di spoiler per coloro che non hanno letto i libri.
Grey, come gli spettatori scopriranno presto, è gay, come la Gabaldon dice, "in un momento in cui essere omosessuali era un reato capitale, e Lord John ha più che mai da perdere se venisse scoperto. Appartiene ad una famiglia nobile, lui è un ufficiale dell’esercito di Sua Maestà, ed ama tanto la sua famiglia quanto il suo reggimento; se la sua vita privata venisse svelata, sarebbero danneggiate, se non distrutte, entrambi. Di conseguenza, vive costantemente in conflitto, il che lo rende sia profondamente interessante che facile da scrivere."
Outlander si è cimentato un po', polemicamente, con l'omosessualità (o, piuttosto, con la violenza omosessuale) attraverso la traumatizzante violenza di Jack Randall su Jamie nella prima stagione. Sarà un bene per lo show avere un personaggio gay come Lord John Grey, che è non contaminato dalla violenza sessuale. Certo, il non corrisposto innamoramento di Grey per Jamie ha un leggero potenziale per rafforzare problematici stereotipi, ma Outlander ha una comprovata esperienza nel trattare il sesso con grande maturità che ci sono tutte le ragioni per avere grandi speranze per Grey. Vediamo come Berry si confronterà con il ruolo nella terza stagione, e poi possiamo iniziare a tracciare uno spin-off di Lord John Grey.

Traduzione di VeroNica
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mercoledì 11 novembre 2015

Il volto di Lord John?

Con il viso di pietra, il ragazzo comunicò le informazioni richieste, parlando a monosillabi.
Il suo nome era William Grey figlio cadetto del Visconte Melton. Accompagnava una truppa di duecento uomini diretti a Dunbar, dove intendevano raggiungere l'esercito del Generale Cope. I suoi compagni erano attualmente accampati a quattro o cinque chilometri a ovest di lì. Mentre camminava in mezzo alla foresta, lui, William, aveva visto la luce del nostro fuoco ed era venuto a investigare. No, non c'era alcun compagno insieme a lui. Sì, la truppa era equipaggiata di pesanti armamenti, sedici cannoni per batteria e due grossi mortai. La maggior parte della truppa era armata di moschetti, con una brigata di trenta cavalli.

(Il Ritorno)

Siamo ancora in attesa di conferma, ma il database del mondo dello spettacolo annuncia la presenza di Oscar Kennedy nella puntata numero 9 di Outlander...nei panni del sopracitato William Grey, ossia Lord John!
Inglese, classe 1999 oltre ad essere apparso in un'altra produzione targata Starz (The White Queen, in cui interpretava il giovane Henry Tudor), ha la stessa età che avrebbe dovuto avere Lord John la prima volta che incontrò Jamie e Claire, alla vigilia della battaglia di Culloden.
Che ne pensate Sassenach? ;)

giovedì 15 ottobre 2015

Hal e Minnie, estratto: discorsi fra padre e figlia

"Mr. Fraser? Non ti sposerà mai, mia cara - ha una moglie, ed è una donna piuttosto straordinaria anche. Comunque, anche se è un ottimo agente, non ha lo scopo che vorresti. E' interessato solo agli Stuart; i giacobiti non serviranno mai a niente."
Una moglie. Straordinaria, eh? Nonostante la parola "moglie" fosse innegabilmente un pugno nello stomaco, il successivo pensiero di Minnie fu che non doveva necessariamente "sposare" Jamie Fraser. E per quanto riguardava l'essere straordinari, poteva lei stessa dare a un uomo un colpo bello forte nelle palle.
"Non pensarci nemmeno, bambina mia." Suo padre la stava guardando da sopra gli occhiali, gentilmente. "Dopo che ti sarai sposata, farai ciò che vuoi. Ma devi restare vergine finché non ti avremo sistemata. Gli Inglesi sono notoriamente noiosi a questo riguardo."
Minnie fece un suono sprezzante con le labbra e prese un delicato sorso di vino.
"Cosa ti fa credere che non abbia già...?"
Suo padre alzò un sopracciglio e si picchiettò il lato del naso.
Ma chère, posso sentire un uomo su di te a un miglio di distanza. Ed anche quando non sono qui... sono qui." Alzò l'altro sopracciglio e la fissò. Lei annusò, svuotò il bicchiere e se ne versò un altro.

mercoledì 14 ottobre 2015

Novella su Hal e Minnie: estratto

Era molto pallido, e un muscolo vicino alla sua bocca si contrasse - l'unica cosa che non poteva controllare, pensò lei. Beh, quello, e lei.
"Ho sposato una signora ed è diventata una puttana. Non potrei lamentarmi se fosse stato l'inverso, stavolta."
"Pensate che sia una puttana, non è vero?" Non era sicura se sentirsi divertita o insultata. Forse entrambe le cose.
"Siete solita dormire con le vostre vittime, signora?"
Lo guardò a lungo, direttamente e con calma.
"Non stavo dormendo, Vostra Grazia, e se lo aveste fatto Voi, credo che me ne sarei accorta."