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lunedì 15 novembre 2021

Outlander saga: cambia l’editore italiano

Un post pubblicato all’inizio dell’estate sulla pagina Facebook di Diana Gabaldon ha fatto trillare, a quel tempo, più un campanellino. L’autrice, infatti, chiedeva ai lettori italiani cosa pensassero della qualità delle traduzioni dei suoi romanzi nella nostra lingua. Cosa stava bollendo in pentola? Ricordiamo che l'editore dei primi otto libri di Outlander in Italia è Corbaccio, mentre le versioni economiche sono curate da TEA Libri. I riscontri non devono essere stati del tutto positivi, se in occasione del Lucca Comics 2021 è stata rivelata una clamorosa novità. Infatti, durante il panel tenuto da Oscar Vault, la community fantasy di Mondadori, è stata preannunciata la pubblicazione, entro l’estate 2022, della versione italiana di Go Tell the Bees that I Am Gone, nono e penultimo volume della saga principale di Outlander. 
Dopo i primi attimi di stupore, i numerosi fan italiani hanno sicuramente tirato un sospiro di sollievo nell’apprendere che l'attesa delle nuove avventure di Jamie e Claire Fraser finirà presto. Ma le sorprese non finiscono qui. Durante lo stesso evento, Oscar Vault ha anticipato che curerà la riedizione degli otto volumi precedenti. E chissà, i fan potrebbero sperare anche nella pubblicazione dei romanzi ancora inediti in Italia, in particolare della serie spin off dedicata a Lord John Grey. Ulteriori dettagli in anteprima indicano che la traduzione di Bees (come viene comunemente nominato) sarà pubblicata in un volume unico, a differenza di quanto fatto finora, dato che tutti i romanzi a partire dal secondo sono suddivisi in due volumi. Tutto ciò, evidentemente, per il tormento dei collezionisti! Ancora non è noto il titolo italiano. 
Go Tell the Bees that I Am Gone uscirà negli USA e in UK il 23 novembre. Il titolo si ispira alle antiche leggende celtiche che attribuivano alle api una natura quasi divina. I prodotti dell’alveare avevano un ruolo fondamentale nelle società antiche. I druidi utilizzavano il miele per preparare i medicinali e l’idromele, la bevanda sacra utilizzata durante le cerimonie. Secondo la credenza, questi insetti volando di fiore in fiore raccoglievano notizie insieme al polline. Bisognava sempre raccontare alle api se c’erano visite, nascite, morti. Se non lo si faceva, si sarebbero offese e avrebbero abbandonato la comunità. Essere abbandonati dalle api era quasi come essere abbandonati dagli Dei e poteva mettere seriamente a rischio la prosperità della comunità. Il miele e le api vengono costantemente citati nei libri di Outlander e i lettori sanno bene quanto Claire confidi nelle sue proprietà medicinali. 
Per ora quindi, non ci resta che aspettare l'estate, rileggendo magari i volumi precedenti per rinfrescarsi la memoria. Da qui all’estate il tempo certamente non manca.
Se avete perso il conto, qui trovate l’elenco e le trame dei libri pubblicati in Italia. Buona lettura!

giovedì 15 aprile 2021

Bees: Annunciata la data di uscita in America

La casa editrice statunitense Penguin Random House ha reso nota la data di pubblicazione del nono e penultimo libro della saga di Outlander. Il 23 novembre 2021 l'attesa dei fan finirà... almeno per quelli americani e in Uk! 
Il titolo del romanzo, Go Tell the Bees That I Am Gone (abbreviato: Bees), si ispira a un'antica usanza celtica, secondo cui bisogna sempre dire alle api quando c'è una nascita, una morte o quando qualcuno se ne va, altrimenti voleranno via. 
Nell'ottavo libro 'Written In My Own Heart's Blood' (nella versione italiana Legami di Sangue e Prigioniero di Nessuno n.d.r.) abbiamo lasciato Jamie e Claire intenti a riscostruire la loro casa e la vita a Fraser's Ridge, dopo la parentesi che li ha visti coinvolti nelle principali vicende della Rivoluzione Americana. Secondo le prime anticipazioni della trama, Bees ritrova i nostri amati personaggi da questo punto, nel 1779, riuniti alla figlia Brianna, a suo marito Roger e ai loro bambini, che hanno riattraversato le pietre per sfuggire ai pericoli e alle insidie del XX secolo. Nel frattempo nel North Carolina le tensioni politiche sono molto forti e Jamie sa bene che la lealtà dei suoi coloni è divisa tra la fedeltà al Re e gli ideali di libertà che la Rivoluzione porta con sé. Non passerà molto prima che la guerra arrivi alla sua porta. Dovrà fare ogni sforzo per tenere al sicuro la sua famiglia e coloro che sono sotto la sua responsabilità... stiamo parlando di James Alexander Malcolm MacKenzie Fraser dopo tutto! Ma come abbiamo imparato in tutto questo tempo, l'amore che lega Jamie e Claire è in grado di superare qualsiasi ostacolo.
In attesa di avere novità anche sulla versione italiana, per chi non vuole perdersi l'uscita americana Go Tell the Bees That I Am Gone è già disponibile per il preordine qui:
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sabato 23 dicembre 2017

Bees: Jane

Jemmy stava in piedi nel buio proprio fuori la porta e io andai quasi a sbattere contro di lui.
“Gesù Cristo di un Roosvelt!” dissi, riuscendo a dirlo solo in un sussurro. “Che stai facendo qui? Perché non stai dormendo?”
Ignorò la domanda, guardando nella pallida luce della camera da letto e l’ombra gibbosa sul muro, uno sguardo profondamente preoccupato sul suo viso.
“Cosa è successo alla sorella di Fanny, Nonnina?”
Esitai, guardando verso di lui. Aveva solo dieci anni. E sicuramente era compito dei suoi genitori dirgli quello che ritenevano dovesse sapere. Ma Fanny era sua amica – e Dio sapeva, se lei avesse bisogno di amici di cui poteva fidarsi.
“Vieni da basso con me,” dissi, girandolo verso le scale con una mano sulla sua spalla. “Te lo dirò mentre faccio il tè. E non dire a tua madre che te l’ho detto.”
Glielo raccontai nella maniera più semplice possibile e omettendo le cose che Fanny mi aveva detto a proposito delle abitudini del defunto capitano Harkness.
“Conosci la parola ‘prostituta’ – er…’sgualdrina’ intendo?” Mi corressi e il cipiglio di incomprensione si rilassò.
“Certo. Germain me lo ha detto. Sgualdrine sono le donne che vanno a letto con gli uomini con cui non sono sposati. Fanny non è una sgualdrina, comunque – lo era sua sorella?” sembrava turbato al pensiero.
“Be’, sì” dissi. “Non per puntualizzare. Ma le donne – o le ragazze – che diventano prostitute lo fanno perché non hanno altri mezzi per guadagnarsi da vivere. Non perché lo vogliono, intendo.”
Mi guardò confuso. “Come guadagnano il denaro?”
“Oh. Gli uomini le pagano per – er – andare a letto con loro. Credimi sulla parola”. Lo rassicurai, guardando i suoi occhi aperti per lo stupore.
“Io vado a letto con Mandy e Fanny tutto il tempo,” protestò. “E anche Germain. Non le pagherei perché sono delle ragazze!”
“Jeremiah,” dissi, versando acqua calda nuova nella teiera. “Andare a letto è un eufemismo – conosci questa parola? Significa dire una cosa che suona meglio di quello di cui uno sta effettivamente parlando – per un rapporto sessuale.”
“Oh…questo...” disse, il suo viso che si calmava. “Come i maiali? O le galline?”
“Qualcosa del genere, sì. Trovami un panno pulito, vuoi? Dovrebbero essercene alcuni nella credenza in basso.” Mi inginocchiai, le ginocchia che scricchiolavano leggermente, ed estrassi una pietra calda dalle ceneri con un attizzatoio. Fece un piccolo sibilo non appena l’aria fredda dell’ambulatorio toccò la superficie calda.
“Perciò”, dissi, prendendo il panno che mi aveva portato, e provando a dare alla voce tutta la concretezza che potevo, “I genitori di Jane e Fanny erano morti, e loro non avevano modo di procurarsi da mangiare, perciò Jane divenne una prostituta. Ma alcuni uomini sono molto cattivi – immagino che tu sappia già questo, vero?” aggiunsi guardandolo, e lui annui serio.
“Sì. Be’, un uomo malvagio andò nel luogo dove Jane e Fanny vivevano e voleva che Fanny andasse a letto con lui, anche se era troppo giovane per fare una cosa del genere. E…er…Jane lo uccise.”
“Wow.”
Lo guardai, ma era stato detto con profondo rispetto. Tossii, e cominciai a piegare il panno.
“Fu molto coraggioso da parte sua, sì. Ma lei…”
 “Come lo uccise?”
“Con un coltello,” dissi, un po’ bruscamente, sperando che non chiedesse i dettagli. Li conoscevo grazie a Rachel e Lord John, e non avrei voluto.
“Ma l’uomo era un soldato, e quando l’esercito inglese lo scoprì, arrestarono Jane.”
“Oh, Gesù,” disse Jem, in tono di rispettoso orrore. “L’hanno impiccata, come hanno tentato di impiccare Papà?”
Provai a pensare se dovevo dirgli di non nominare il nome di Dio invano, ma da un lato, lui chiaramente non lo aveva inteso in quel modo e dall’altro, ero una pentola annerita a quel particolare riguardo. 
“Loro ne avevano l’intenzione. Lei era sola, e molto spaventata – e lei…be’, lei si è uccisa, tesoro.”
Mi guardò per un lungo momento, il viso bianco, poi ingoiò, rigido.
“Jane è andata all’inferno, Nonnina?” chiese a bassa voce. È per questo che Fanny è così triste?”
Avevo avvolto la pietra nello strofinaccio spesso; il suo calore ardeva nei palmi delle mie mani.
“No, tesoro,” dissi con molta più convinzione di quanto potessi avere. “Sono sicura di no. Dio certamente avrà compreso le circostanze. No, Fanny sente la mancanza di sua sorella.”
Annuì, molto serio.
“Mandy mi mancherebbe se avesse ucciso qualcuno e andasse...” Deglutì al pensiero. Ero un po’ preoccupata nel notare che l’idea di Mandy che uccideva qualcuno apparentemente sembrava ragionevole per lui, ma poi…
“Sono abbastanza sicura che non potrebbe succedere niente del genere a Mandy, Ecco.” Gli diedi la pietra impacchettata. “Stai attento con questa.”
di Diana Gabaldon

lunedì 11 dicembre 2017

Mastro Raymond: freddo

Il freddo stava arrivando. Lo sapevano tutti.
L’inesorabile stridore del ghiaccio risuonava nei nostri denti, nelle nostre ossa, così ci sentivamo sbriciolare in pezzi di ghiaccio e polvere fradicia.
Neve. Non mucchi soffici, non neve che ripara. Neve tagliata dal vento, che si estendeva come una lama che tagliava pelle e stoffa, carne e ossa, che rubava il respiro, che uccideva.
E nella mia mente, la visione di una palla di neve. Era sospesa, piccola e graziosa e perfetta, splendente di luce riflessa, nella bellezza mozzafiato delle grandi stelle nere lontane che riecheggiavano la sua luce, dando la promessa di un futuro. Ma un futuro lontano, uno in cui poteva esserci di nuovo il profumo dell’erba. Il calore della carne, il calore del sangue.
di Diana Gabaldon

sabato 24 giugno 2017

Bees: Fratelli

Il tenente Hanson lanciò una veloce occhiata alle sue spalle e abbassò la voce. “Il generale è stato colpito due giorni fa, mentre lanciava la sua cavalleria tra due batterie, ma -”
“Guidava una carica di cavalleria…contro i cannoni?” Evidentemente il Tenente Hanson non aveva abbassato la voce abbastanza, perchè la domanda venne da William, che cavalcava dietro. Sembrava incredulo e leggermente divertito, e Bree si girò indietro e lo guardò in modo truce.
Lui ignorò l’occhiataccia, ma spronò il suo cavallo verso il mulo di Hanson. Il tenente stava trasportando la sua bandiera bianca, e a questo si mosse istintivamente, puntandola verso William alla maniera di una lancia da torneo.
“Non intendevo insultare il generale,” disse William gentilmente, alzando una mano in una difesa distratta. “Sembra una manovra molto impetuosa e coraggiosa.”
“Si,” replicò brevemente Hanson. Alzò un poco la bandiera e girò le spalle a William, lasciando fratello e sorella a cavalcare fianco a fianco, John Cinnamon che si muoveva dietro. Bree diede a William uno sguardo a occhi stretti che gli suggerì vivamente di tenere la bocca chiusa. La guardò per un momento, poi si raddrizzò e assunse un’espressione di angelica rettitudine, le labbra strette.
Lei voleva ridere quasi quanto voleva colpirlo con qualcosa di appuntito, ma non avendo una sua bandiera bianca, decise per uno sbuffo sonoro.
À vos souhaits (Dio vi benedica),” disse Mr Cinnamon educatamente dietro di lei. William sbuffò.
Merci,” disse lei, “e benedica voi.” Non dissero più nulla fino a che arrivarono pochi minuti dopo ai confine della città. Un piccolo gruppo di giubbe rosse inglesi era di guardia alla fine della strada, al riparo dal fuoco di artiglieria dietro una barricata di carri e materassi messi di lato. Un bollitore da campo stava bollendo su un piccolo fuoco, e il profumo di caffè e pane tostato gli fece venire l’acquolina.
Lei doveva aver fissato affamata il gruppetto uomini che mangiavano vicino al fuoco, perché William spinse il cavallo più vicino e mormorò: "Ti procurerò del cibo appena raggiungeremo il campo.”
Lei lo guardò e annuì in ringraziamento. Non c’era niente di divertito o spontaneo nei suoi modi ora. Sedeva rilassato sulla sella, le redini lente in mano mentre il Tenente Hanson parlava con la giubba rossa al comando, ma i suoi occhi non lasciarono mai i soldati britannici.

Traduzione di Iolanda

venerdì 9 giugno 2017

Custom of the Army: Battaglia di Quebec

I francesi non sono l'unica cosa a cui stare attenti:
Raddrizzandosi dalla murata, l’indiano incontrò gli occhi di Grey e sorrise.
“State attento, inglese” disse, con una voce dal notevole accento francese, e raggiungendolo, fece scorrere le sua dita quasi per caso attraverso i capelli sciolti di Grey. “Il vostro scalpo sembra buono per la cintura di un Huron.”
Questo fece ridere tutti I soldati dalla barca, e l’indiano, ancora sorridendo, si voltò verso di loro.
“Non sono così meticolosi, gli Abenaki che lavorano per i Francesi. Uno scalpo e uno scalpo – e i francesi pagano bene per uno, non importa il colore.” Annuì in maniera affabile al granatiere, che aveva smesso di ridere. “Voi venite con me.”


Highlanders
Una granata colpì il terreno a pochi metri di distanza e sentì un dolore acuto alla coscia; un frammento di metallo gli aveva lacerato i pantaloni, sporcandoli di sangue.
"Cristo," disse, rendendosi conto tardivamente che essere nelle vicinanze di una compagnia di granatieri non era una buona idea. Scosse la testa per schiarirsela e si allontanò da loro.
Sentì un suono familiare che lo fece sobbalzare per un attimo per la forza dei ricordi - forti grida nelle Highlands, piene di rabbia e furia. Gli Highlanders erano impegnati a lavorare con le loro grandi spade: vide due di loro apparire dal fumo, le gambe nude che sbucavano dai loro kilt inseguendo un branco di francesi in fuga e sentì una risata risalirgli nel suo petto ansante.

Traduzione di Iolanda

martedì 6 giugno 2017

Written in my Own Heart's Blood in edizione TEA

Finalmente anche la seconda parte dell'ultimo libro pubblicato della serie Outlander di Diana GabaldonPrigioniero di Nessuno uscirà in edizione TEA.
Il 15 Giugno arriverà in libreria il seguito di Legami di Sangue uscito il 1° Giugno.


Legami di Sangue:

autore: Diana Gabaldon
collana: TEADUE
dettagli: 534 pagine, libro - brossura
traduttore: Brovelli C.
su licenza di: Corbaccio
serie: La saga di Outlander
numero d'ordine serie: 15
ISBN: 9788850245239


Claire Fraser, l’affascinante viaggiatrice nel tempo protagonista della serie Outlander, si è ormai abituata alla vita dell’America nel Settecento e assiste con animo consapevole ai rivolgimenti che porteranno alla nascita degli Stati Uniti, anche se, nel 1778, agli occhi dei contemporanei, la situazione è ancora incerta. Washington ha costretto gli inglesi ad abbandonare Philadelphia e comincia a profilarsi l’indipendenza delle colonie, ma l’elemento veramente rivoluzionario nella vita di Claire è il ritorno dell’adorato marito Jamie, dato per morto, il quale scopre che Claire si è nel frattempo risposata con Lord John Grey, il suo più caro amico…
Intanto, nella Scozia del Ventesimo secolo, la figlia di Claire, Brianna, è disperata perché il primogenito Jem è stato rapito da un individuo determinato a scoprire il mistero del cerchio di pietre che fa viaggiare nel tempo. Il marito Roger si avventura nel passato alla disperata ricerca di Jem, senza sospettare che il bambino in realtà è più vicino nel tempo di quanto non creda…



Prigioniero di Nessuno:

autore: Diana Gabaldon
collana: TEADUE
dettagli: 664 pagine, libro - brossura
traduttore: Brovelli C.
su licenza di: Corbaccio
serie: La saga di Outlander
numero d'ordine serie: 14
ISBN: 9788850245093


Giugno 1778. Nell’infuriare della battaglia di Monmouth, che vede la vittoria definitiva dell’esercito guidato da George Washington, Claire Fraser viene ferita gravemente. Jamie, terrorizzato all’idea di perderla, non esita ad abbandonare la divisa di generale per restarle accanto durante la convalescenza. Ancora una volta insieme e innamorati più che mai, pur tra mille avversità, Jamie e Claire si trasferiscono Philadelphia, intenzionati a ricostruirsi una vita e determinati a trovare, insieme, un luogo da poter chiamare di nuovo, e forse per sempre, «casa». Intanto, nel Ventesimo secolo, Brianna comincia a pensare che il posto più sicuro per lei e i suoi bambini sia il passato, dove, forse, potrà ritrovare l’amato marito Roger. Ma viaggiare nel tempo con due bambini piccoli può essere molto rischioso… I pericoli e gli imprevisti per la famiglia Fraser e per i loro amici sembrano non finire mai. Tanti dolori e tante gioie, tante sorprese e tanti colpi di scena li attendono, prima di poter scrivere la parola fine a una tumultuosa avventura che supera il tempo, riscrive la storia e travolge il lettore.

giovedì 1 giugno 2017

Auguri Outlander!

Era il 1 Giugno 1991 quando per la prima volta al mondo il primo libro della saga di Outlander, arrivava sugli scaffali delle librerie americane...e piano piano in quelle di tutto il mondo.
In Italia avremmo dovuto aspettare fino al 2003, ma nel giro di pochissimo Jamie e Claire sono entrati nel nostro cuore rubandocelo! 😍
Quindi auguriamo a Jamie e Claire
Buon 26° compleanno
e alla nostra Diana
dedichiamo un coro di
Grazie!
 

lunedì 22 maggio 2017

Legami di Sangue edizione TEA: la cover

TEA libri aveva annunciato qualche giorno fa l'uscita di 'Legami di Sangue', prima parte di Written in My Own Heart's Blood, il 1 giugno 2017.

Oggi ha svelato il mistero sulla copertina di questo libro...un bel blu!
Che ne pensate? 😀


venerdì 12 maggio 2017

Legami di Sangue in edizione TEA in arrivo a Giugno


Le abbiamo aspettate per molto tempo e nulla era stato rivelato, ma in questi ultimi tempi qualcosa si è mosso e la versione TEA delle edizioni italiane dell'ultimo libro della saga di Outlander, Written in my Own Heart's Blood, edito da Corbaccio diviso in 2 volumi, Legami di Sangue e Prigioniero di Nessuno stanno per vedere la luce!

Ancora non ci sono immagini delle copertine, ma abbiamo avuto la conferma da TEA che Legami di Sangue uscirà il 1 Giugno.

Considerando che, per i romanzi precedenti, TEA ha sempre pubblicato il primo e il secondo volume con un breve distacco, siamo fiduciosi che Prigioniero di Nessuno uscirà poco dopo Legami di Sangue.

Segnatevi la data sull'agenda e pronti a festeggiare! L'attesa è quasi finita!

martedì 21 febbraio 2017

Il mio nome è Jamie - Mini recensione spoiler free

Il mio nome è Jamie
1740: Il giovane Jamie Fraser, orfano di padre ucciso dagli inglesi e a sua volta ferito, ha lasciato la Scozia e sta andando in Francia con l'amico Ian Murray per raggiungere un gruppo di mercenari. Entrambi hanno delle ottime ragioni per stare lontani dalla loro patria ed entrambi, nonostante facciano di tutto per rimediare alla situazione, sono ancora vergini. E così, quando un medico ebreo li recluta per portare due tesori a Parigi, entrambi accettano con entusiasmo: uno è una rarissima e preziosissima Torah, l'altro è la splendida nipote del medico, Rebecca, destinata a un matrimonio combinato. Jamie e Ian si innamorano a prima vista di Rebecca, ma dovranno mostrarsi molto cauti perché non sanno veramente con chi hanno a che fare...
Ho visto per la prima volta Il mio nome è Jamie negli uffici di Garzanti all'inizio di questo mese, appoggiato su una scrivania in un angolino, solo soletto. Il mio radar lo ha beccato subito e sono persino riuscita ad accarezzarlo senza farmi beccare.

Quando si è fan - hard core fan come noi - è normale desiderare tutto e che tutto sia tanto, e che questo tanto non finisca mai, ma è anche normale provare emozioni contrastanti di fronte a prodotti che non soddisfino questi desideri.
Il mio nome è Jamie è un racconto di 120 pagine nato con il titolo Virgins e altrettanto breve nella sua edizione originale. Non fatevi ingannare dal numero di pagine dell'hardcover americana: 256 pagine di cui 126 di racconto originale e il resto composto da una nota di Diana Gabaldon e i primi capitoli di Outlander. Quindi ecco qui, anche noi abbiamo il nostro racconto inedito in questa bella edizione di Corbaccio.

Quando si è abituati a romanzi corposi come quelli di questa serie, però, ci si aspetta un mattone da centinaia di pagine, un libro spesso e pesante che duri il più possibile, e vedersi tra le mani un racconto che non solo è breve, ma è anche piccolo può scatenare delusione o amarezza.
E' vero, il fatto che finisca in fretta non gioca certo a suo favore, ma per come la vedo io è il contenuto ad essere vincente.

Fino ad ora la Gabaldon ci ha sempre dato sprazzi della gioventù di Jamie sparsi all'interno della narrazione, episodi mirati e coerenti con la storia che viene narrata in quel preciso romanzo, senza darci una visione più ampia del suo carattere o un brano che abbracciasse un arco temporale più lungo di un singolo momento.

In Il mio nome è Jamie abbiamo un Jamie giovanissimo, appena uscito da Fort William, con le ferite sulla schiena ancora aperte e la recentissima morte del padre che gli pesa sul cuore, ma abbiamo anche uno Ian altrettanto giovane, altrettanto diverso dal personaggio che abbiamo conosciuto.

Un post condiviso da Italian Outlanders (@outlander_world) in data:

Tutto quello che la Gabaldon concentra in 120 pagine è una mini storia a tutti gli effetti, una piccola avventura dell'accoppiata Jamie/Ian dove si intravede il nostro Jamie, quello adulto, e dove impariamo a conoscere Ian attraverso il suo punto di vista di ragazzo lontano dalla figura adulta e legata a Lallybroch e a Jenny. Sono due ragazzi appena appena affacciati all'età adulta, ancora incerti sulle loro gambe, ancora bisognosi della loro famiglia, ancora legati alla loro terra eppure affamati di esperienze nuove, di avventure e di nuove opportunità per affermare la loro forza e la loro indipendenza.

Queste 120 pagine si leggono benissimo e ti lasciano la voglia di conoscere Jamie e Ian ancora di più e di gustare un romanzo della Gabaldon per godere appieno del suo stile. Forse Il mio nome è Jamie si legge troppo in fretta, forse è troppo corto, eppure è il modo migliore per introdurre la serie Outlander a chi ha paura della quantità assurda di pagine che i romanzi contano.

Piccino com'è, è il giusto intermezzo per chi è già fan ed è il modo migliore per dare un assaggio a chi non conosce questa saga e fargli venire una voglia matta di continuare.
Ed entrare nel tunnel per non uscirne mai più.

E voi lo avete letto?

lunedì 30 gennaio 2017

Il mio nome è Jamie nelle librerie il 2 Febbraio

Il momento è arrivato, o meglio, la settimana è arrivata!
Come anticipato, Giovedì 2 Febbraio uscirà Il mio nome è Jamie, ma a differenza delle informazioni iniziali, la novella sarà disponibile sia in versione eBook che in versione cartacea.

Ecco qui i dati, che potrete trovare anche nella scheda delle prossime uscite sul sito di Corbaccio.



Il mio nome è Jamie

Autrice: Diana Gabaldon
collana: Romance
dettagli: 128 pagine
edizione: cartonato con sovraccoperta
ISBN: 9788867002702


Chi era Jamie Fraser prima di conoscere Claire?
Il capitolo zero della saga di Outlander: una splendida storia di amicizia e fratellanza.

1740: Il giovane Jamie Fraser, orfano di padre ucciso dagli inglesi e a sua volta ferito, ha lasciato la Scozia e sta andando in Francia con l’amico Ian Murray per raggiungere un gruppo di mercenari. Entrambi hanno delle ottime ragioni per stare lontani dalla loro patria ed entrambi, nonostante facciano di tutto per rimediare alla situazione, sono ancora vergini. E così, quando un medico ebreo li recluta per portare due tesori a Parigi, entrambi accettano con entusiasmo: uno è una rarissima e preziosissima Torah, l’altro è la splendida nipote del medico, Rebecca, destinata a un matrimonio combinato. Jamie e Ian si innamorano a prima vista di Rebecca, ma dovranno mostrarsi molto cauti perché non sanno veramente con chi hanno a che fare…

Suspense, avventura, storia e amore: tutti gli ingredienti di Outlander in una splendida storia di amicizia e fratellanza che ha come protagonisti i giovani Jamie Fraser e l’amico Ian Murray.

martedì 24 gennaio 2017

Besieged: Jamaica

Per un attimo John rimase immobile, il bicchiere in mano, la bocca aperta e il suo cervello così affollato di domande che non era in grado di formularne nessuna. Alla fine, ingoiò quello che restava del suo drink, tossì, e disse dolcemente. “Oh, vedo. Mia madre come è arrivata a trovarsi a L’Havana per cominciare?”
Il generale si appoggiò allo schienale ed emise un lungo respiro.
“È tutta colpa di quel Stubbs"
“Stubbs…?” suonava vagamente familiare, ma stordito com’era, Grey non riusciva a capire perché.
“Lo conoscete, l’individuo che ha sposato vostra cugina Olivia. Sembra un costruttore di mattoni. Qual è il suo nome…Matthew?, No Malcolm, è Malcom Stubbs.”
Grey raggiunse la bottiglia di brandy, ma Tom stava già versando un nuovo bicchiere, che mise in mano al suo datore di lavoro. Evitò accuratamente di incontrare gli occhi di Grey.
Grey sorseggiò il brandy, per darsi il tempo di pensare. “Si, certo. Devo ritenere che si sia ripreso abbastanza, dunque?”. Da un lato era una buona notizia; Malcom Stubbs aveva perso un piede e parte della gamba per una palla di cannone durante la battaglia di Quebec, due anni prima. Per fortuna, Grey era inciampato in lui sul campo e aveva avuto la presenza di spirito di usare la sua cintura come laccio emostatico, impedendo così a Stubbs di morire dissanguato. Rammentava vividamente l’osso scheggiato che sporgeva dai resti della tibia di Malcolm e i caldi, umidi effluvi di sangue, urina e feci, che evaporavano nell’aria fredda. Bevve un sorso di brandy più profondo. “Malcom Stubbs”
“Si, abbastanza. Ha avuto un piede artificiale, si muove abbastanza bene...addirittura corre.
“Buon per lui.” Disse Grey piuttosto brevemente. C’erano poche altre cose che ricordava di Malcolm Stubbs.
Il generale sembrava sorpreso.
“Si, non l’ho detto? È un diplomatico ora...inviato a l’Havana sei mesi fa.”
“Un diplomatico” ripetè Grey. “Bene, bene” Stubbs probabilmente andava bene per la diplomazia – dato le sue dimostrate capacità a mentire, ingannare e disonorare.
“Voleva che la moglie e i figli lo raggiungessero a L’Havana, una volta che avesse avuto una casa adatta, così…”
“Figli? Aveva solo un figlio quando l’ho visto l’ultima volta.” Solo un figlio legittimo, aggiunge silenziosamente.
“Due ora – Olivia ha partorito una figlia un anno fa; una bella bambina."
“Che bello.” Il suo ricordo della nascita del primo figlio di Olivia, Cromwell, era terribilmente vivido quasi come la battaglia di Quebec, anche se per ragioni differenti. Entrambi avevano implicato sangue e merda. “Ma mia madre?”
“Vostra madre si è offerta di accompagnare Olivia per aiutarla con i bambini. Olivia aspetta di nuovo, e un lungo viaggio in mare…”
“Ancora?” Bene, come se Grey non sapesse qual era l’inclinazione di Stubbs nei confronti del sesso…almeno lo stava facendo con sua moglie. John trattenne la collera con difficoltà, ma il generale non lo notò, continuando con le sue spiegazioni.
“Vedete, dovevo salpare per Savannah in primavera, ora intendo, per prendere il comando e vostra madre doveva venire con me. Così sembrava ragionevole che lei andasse subito con Olivia e l’aiutasse a sistemarsi, e io volevo accordarmi con lei per raggiungermi quando arriverò.”
“Molto sensato” disse John. “ Questa è mia madre. E dove c’entra la Marina Britannica?
Sir John, mylord” disse Tom, con una debole aria di rimprovero. “Ve lo ha detto lo scorso mese, quando era a cena. Disse di come il Duca di Albemarle stesse arrivando con le navi. Stavano per portare la Martinica via alle rane francesi e per poi occuparsi di Cuba
“Oh. Ah”
Grey ricordava la cena, che era stata caratterizzata da un piatto memorabile, che lui aveva capito– troppo tardi – era fatto di interiora di ricci di mare in salamoia, mischiati con pezzi di pesce crudo e lattuga di mare che era stata trattata con succo d’arancia.
Nel suo desiderio di evitare ai suoi ospiti – tutti arrivati recentemente da Londra e tutti che si lamentavano della scarsità di arrosto e patate nelle Indie – la sua scoperta, aveva chiesto l’impiego generoso e ripetuto di liquore di palma nativa. Era stato molto efficace; al secondo bicchiere non avrebbero capito che stavano mangiando escrementi di balena, che il suo avventuroso cuoco si era messo in testa di servire come secondo piatto. Di conseguenza, perciò, i suoi ricordi dell’occasione erano un po’ deboli.

Traduzione di Iolanda

lunedì 5 dicembre 2016

Hal e Minnie: A Fugitive Green

“Cosa stiamo cercando, allora” chiese Minnie versando il tea nella sua tazza così poteva tenere gli occhi fissi sul rivolo d’ambra. “A Londra, intendo.”
“Non noi” corresse suo padre. “Non questa volta. Ho alcuni affari sbrigare in Svezia – parlando di Giacobiti. Tu...“
“Ci sono Giacobiti svedesi?”
Suo padre sospirò e si massaggiò le tempie con l’indice di ciascuna mano.
“Mia cara tu non hai idea. Spuntano come erbacce – e come erba di campo, la sera vengono tagliati e appassiscono. Proprio quando pensi che sono finalmente morti, tuttavia, qualcosa accade e improvvisamente – ma questo non ti interessa. Devi consegnare un pacchetto a un particolare gentiluomo e prendere informazioni da una lista di contatti che ti darò. Non hai bisogno di chiedere; devi solo prendere quello che ti danno. E naturalmente...“
“Non dire loro nulla” concluse lei. Mise una zolletta di zucchero nel suo tea. “Certo che no, Padre, che genere di sciocca pensi che io sia?” (nota di Iolanda: la parola usata nel testo è “nincompoop” che tradotta perde un po’ della sua particolarità che giustifica il dialogo che segue)
Questo lo fece ridere, linee profonde di divertimento corrugarono i suoi occhi quasi chiusi.
“Dove hai preso questa parola?”
“Tutti dicono sciocco” lo informò lei. “la senti per le strade dozzine di volte al giorno.”
“Oh ne dubito” disse lui. “Sai da dove viene, vero?”
“Samuel Johnson mi ha detto che viene da _non compos mentis_ (nota di Iolanda: locuzione latina per indicare una persona che non ha pieno possesso delle sue facoltà)
“Oh, l’hai presa da qui” Smise di ridere, ma sembrava ancora divertito. “Bene, Mr Johnson dovrebbe saperlo. Gli scrivi ancora regolarmente? È un inglese, te lo concedo ma non è quello che ho in mente per te, bambina mia. È un eccentrico e non ha un penny a suo nome. Sposato per di più.” Aggiunse ripensandoci. “Vive con i soldi di sua moglie.”
Questo la sorprese e non in modo piacevole. Ma era totalmente sincero; il suo tono era lo stesso che usava quando la istruiva attentamente su qualche aspetto importante del lavoro. Non erano evasivi o non facevano confusione tra loro quando succedeva e lei si sedette un po’ più indietro, indicando con l’inclinazione della testa che era pronta ad ascoltare.
“Fa attenzione”, disse suo padre, sollevando un dito sporco di inchiostro, “molta gente ti direbbe che le donne non hanno niente in mente oltre vestiti o le feste o cosa Lady Tale non ha detto su sir Tizio alla serata di ieri sera. E questa è un’osservazione ragionevole, ma solo un’osservazione. Quando vedi qualcosa del genere, chiedi cosa c’è dietro? Oppure sotto” ammise in modo giudizioso. “Versa il vino, tesoro. Ho finito con gli affari per oggi.”
“Oserei dire di si”, disse aspramente e mise decanter di madeira di fronte a lui. Era stato fuori tutto il giorno, formalmente a visitare librai e collezionisti di rarità, ma in realtà a parlare – parlare e ascoltare. E lui non beveva mai alcool quando lavorava.
Riempì il suo bicchiere e fece per riempire anche il suo ma lei scosse la testa e prese la teiera; aveva avuto ragione sul fatto che c’era bisogno del suo ingegno.
“Disegnano un altro modello di donna, in quanto a questo” disse sardonica “Non possono bere alla stessa quantità degli uomini – ma hanno meno probabilità di ubriacarsi.”
“Chiaramente non sei mai stata a Gropecunt Lane a Londra dopo il buio, mia cara” disse suo padre imperturbabile. “Non che io lo raccomandi, bada. Le donne bevono per le stesse ragioni degli uomini: per ignorare le circostanze o per distruggere se stesse. Date le giuste condizioni, entrambi i sessi annegheranno da soli. Le donne si preoccupano molto più di sopravvivere rispetto agli uomini, tuttavia. Ma basta parlare. Tagliami una penna fresca, mia cara e lascia che ti dica chi vedrai a Londra.”

Traduzione di Iolanda

mercoledì 30 novembre 2016

La cover di 'Il Mio Nome è Jamie'

Come anticipato qualche tempo fa, in Italia uscirà
'Il Mio Nome è Jamie'
novella che ha per protagonisti dei giovani Jamie Fraser e Ian Murray impegnati come mercenari in Francia e che nella versione originale ha per titolo 'Virgins'.
Questo racconto, edito da Corbaccio, uscirà nelle librerie italiane il  
2 febbraio 2017
e la cover richiama, nella versione italiana, quella dell'ultimo libro della saga pubblicato 'Written in My Own Heart's Blood' (Legami di Sangue + Prigioniero di Nessuno)

UN BELLISSIMO SPIN-OFF SU JAMIE DA GIOVANE E SUL SUO MIGLIORE AMICO IAN: UNA SPLENDIDA STORIA DI AMICIZIA E FRATELLANZA
1740: Il giovane Jamie Fraser ha lasciato la Scozia e sta andando in Francia con l’amico Ian Murray per raggiungere un gruppo di mercenari. Entrambi hanno delle ottime ragioni per stare lontani dalla loro patria ed entrambi, nonostante facciano di tutto per rimediare alla situazione, sono ancora vergini. E così, quando un medico ebreo li recluta per portare due tesori a Parigi, entrambi accettano con entusiasmo: uno è una rarissima e preziosissima Torah, l’altro è la splendida nipote del medico, Rebecca, destinata a un matrimonio combinato. Jamie e Ian si innamorano a prima vista di Rebecca, ma dovranno mostrarsi molto cauti perché non sanno veramente con chi hanno a che fare…


venerdì 25 novembre 2016

Nuovo eBook di Diana in Italia

E adesso prendimi: Come scrivo le scene di sesso di Outlander.
E' questo il titolo del nuovo libro -disponibile in versione eBook- scritto da Diana Gabaldon ed edito da Corbaccio.

Formato: Formato Kindle
Editore: Corbaccio
Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
Lingua: Italiano
ASIN: B01M5H7UXI

Tradotto da Chiara Brovelli
Pagine: 140
 

SCENE DI SESSO: UNA GUIDA PERFETTA PER IMPARARE A SCRIVERLE.

Imparare a scrivere scene di sesso credibili, coinvolgenti, dai dettagli vividi, realistiche e mai ridicole o volgari? È possibile se l'insegnante si chiama Diana Gabaldon: oltre 10.000 pagine scritte (e 25 milioni di copie vendute) della sua celebre serie «Oulander» l'hanno resa una maestra. Le scene di sesso non ruotano intorno al sesso, bensì a uno scambio di emozioni: questo il primo insegnamento. L'erotismo descritto è piatto, noioso. Molto meglio evocarlo tramite i dialoghi e l'espressione dei personaggi. E il linguaggio da usare? Deve essere sensuale, non sessuale.
Attraverso numerosissimi esempi tratti dai suoi libri, Diana Gabaldon ci svela tutti i segreti della sua scrittura in questo bigino da leggere come un romanzo hot.


QUI potete leggerne un estratto 

lunedì 21 novembre 2016

Seven Stones to Stand or Fall, nuova raccolta di novelle

Il nono libro ossia GO TELL THE BEES THAT I AM GONE sta per venendo fuori bene e grazie per le vostre gentili richieste! Penso che sarà buono.
Tuttavia, avrete notato che i libri principali della serie Outlander sono piuttosto grandi, un po’ complessi e riccamente forniti di dettagli, situazioni e altre aggiunte che necessitano di ricerche. Tutto questo richiede tempo. Quindi, non senza correre per tutto il mondo a parlare con la gente e a firmare i loro libri….
Ora non voglio fare la morale, ma non ho mai capito perché la gente è così insistente su quando uscirà questo (o un altro) libro? Soprattutto perché io stessa non sono affatto così. Ho un paio di dozzine di autori i cui lavori compro a vista e con gioiosa anticipazione della lettura, ma mai una volta mi è successo di pensare anche a quando verrà pubblicato un nuovo libro, per non parlare di andare a importunare l’autore in proposito.
Voglio dire, è come stare sul posto di un bulbo di tulipano gridando “Quando?” al terreno sterile. Che differenza fa? Un libro e un fiore entrambi sbocciano con i loro tempi. Succede proprio così.
Tuttavia, sono sicura che avrete la vostra reazione e lungi da me denigrare le operazioni delle vostre menti separate e collettive. La gente è collegata in maniera diversa.
Comunque A)non avrete Bees nel 2017 perchè non è ancora finite, ma B) di fatto avrete un bel solido libro durante il prossimo anno.

Il 27 giugno 2017
Vale a dire...

SEVEN STONES TO STAND OR FALL
Di cosa si tratta, è una “raccolta di storie di Outlander” come dice la copertina. Sono sette novelle, tutte scritte da me, e tutte che affrontano interessanti aspetti delle storie e lacune dell’Universo Outlander.
Cinque di queste novelle sono state pubblicate originariamente in varie antologie e in USA e Canada sono stati pubblicati anche in ebook singoli. (non, comunque, nel Regno Unito/Australia/Nuova Zelanda, Germania, ecc.)
Le ultime due novelle di SEVEN STONES, però, sono nuove di zecca, mai viste prima da occhio umano.
In ordine queste sono le novella incluse nella raccolta, con una breve descrizione di ciascuna

THE CUSTOM OF THE ARMY
"Tutto considerate, era probabilmente colpa dell’anguilla elettrica.”
 

Nella quale l’incontro di Lord John Grey con detta anguilla (per non dire nulla di un poeta belligerante e del dott. John Hunter (un chirurgo realmente esistito, noto per il suo contributo alla medicina, ma conosciuto più comunemente ai suoi tempi come “dissotterratore di cadaveri”) lo porta ad essere mandato nel selvaggio Canada (molto selvaggio a quel tempo) dove incontra il generale James Wolfe, ha un rapporto sessuale su un banco di sabbia (però non con il generale Wolfe), respinge un attacco indiano (anche se non necessariamente tutti gli indiani..) e (tra le altre cose) scala di notte una scogliera con un gruppo di highlander scozzesi per attaccare la Cittadella di Quebec.

THE SPACE BETWEEN
“Ancora non sapeva perchè la rana non lo aveva ucciso”
 

Nella quale il Conte St. Germain esplora i misteri dell’universo. Nel frattempo, un accorato Michael Murray (figlio di mezzo di Jenny e Ian Murray) torna alla sua azianda di vini a Parigi, a seguito della morte del padre (e della morte della sua giovane moglie). Sotto la sua custodia durante il viaggio c’è Joan MacKimmie (giovane sorella di Marsali, figlia più giovane di Laoghaire) una giovane donna sulla via per un convento francese, con la speranza di zittire le voci nella sua testa. E allora c’è Mastro Raymond…

A PLAGUE OF ZOMBIES
“C’era un serpente sul tavolo del salotto. Piccolo ma c'è. Lord John Grey si chiedeva se dire qualcosa a riguardo.”


Nella quale Lord John è inviato in Jamaica, incaricato di reprimere una ribellione di schiavi. Serpenti e schiavi sono il minimo e quando il Governatore dell’isola è trovato nella sua camera di letto, morto e parzialmente rosicchiato, Lord John si ritrova temporaneo governatore militare della Jamaica. Si ritrova anche in qualcosa molto più spaventoso di una rivolta di schiavi – qualcosa da affrontare da soli, a piedi nudi e disarmato, in una grotta senza luce dove il gocciolamento dell’acqua nasconde il sussurro delle dimensioni.

A LEAF ON THE WIND OF ALL HALLOWS
“Mancavano ancora due settimane ad Hallowe’en ma i folletti erano già al lavoro.”


Nella quale, i folletti nel motore del suo Spitfire fanno atterrare temporaneamente il capitano Jerry MacKenzie, ma le difficoltà meccaniche e le mitragliatrici tedesche sono nulla rispetto a ciò che lo aspetta in un cerchio di pietre in Northumbria. Questa è la storia dei genitori di Roger MacKenzie, Jerry e Dolly; una storia che Roger non ha mai saputo. 


VIRGINS
"Ian Murray seppe nel momento in cui vide il volto del suo migliore amico che era successo qualcosa di terribile. Il fatto che non riuscisse proprio a vedere la faccia di Jamie Fraser ne era la prova lampante, indipendentemente dall'aspetto dell'uomo."
 

Nella quale, seguiamo le avventure di Jamie Fraser (19 anni) e del suo migliore amico Ian Murray (anche lui intorno ai 20), nei panni di giovani mercenari in Francia nel 1740. Nessuno dei due giovani ha ancora ucciso un uomo né portato a letto una donna e sono piuttosto preoccupati di andare all'inferno. Le possibilità che si realizzino queste tre opzioni aumentano bruscamente quando vengono incaricati di portare una giovane sposa ebrea e la sua dote, una Torah inestimabile, da Bordeaux a Parigi, e trovano lungo la strada molto più di ciò che si aspettavano.

A GREEN FUGITIVE
"Minnie Rennie aveva dei segreti. Alcuni erano in vendita e altri erano rigorosamente suoi. Toccò la parte alta del suo vestito e guardò verso la porta intrecciata nella parte posteriore del negozio. Ancora chiusi, le tende blu dietro di essa era saldamente accostate."

Nella quale, una 17enne apprendista venditrice di libri rari viene inviata da Parigi in Inghilterra dal padre, per recuperare degli incunaboli e dei libri medievali religiosi - e tutti i segreti intrighi politici o finanziari che possano essere a portata di mano durante il soggiorno. Nel corso della sua attività, però, Minnie incontra Harold Grey (fratello maggiore di Lord John), neo-vedovo (e abbastanza sconvolto) Duca di Pardloe e le cose andranno a rotoli.


BESIEGED
Lord John Gray immerse con cautela un dito nella piccola pentola di pietra, la ritrasse, luccicante, e annusò diffidente.
"Gesù!"
"Sì, mio Signore. Questo è ciò che ho detto." Il suo valletto, Tom Byrd, allontanando la faccia, rimettendo il coperchio sulla pentola. "Se vi strofinaste con quella roba, avrebbe centinaia di mosche addosso, come se foste qualcosa di morto. Molto morto", aggiunse e avvolse il vaso in un tovagliolo come protezione supplementare.
"Ebbene, a dire il vero", disse Grey dubbioso, "Suppongo che la balena sia morta da tempo." Guardò la parete di fondo del suo ufficio. C'erano un certo numero di mosche tranquille lungo la boiserie, come al solito, grasse e nere come ribes contro l'intonaco bianco. Abbastanza sicuramente, un paio di loro era già volata in aria, girando pigramente in direzione della pentola d'olio di balena. "Dove hai preso quella roba?"


Nella quale Lord John, anticipando un viaggio di ritorno in Inghilterra dopo la sua breve esperienza come governatore della Giamaica, si ritrova a Cuba, dove la marina britannica si prepara ad assediare l'Avana... e dove la vedova Duchessa di Pardloe (aka la madre di John) è un'ospite (e potenziale ostaggio) del governatore Juan de Prado.

Perciò, quelli di voi che hanno l’ossessione del calendario possono cerchiare il 27 giugno. Il resto di voi può goderselo appena vi capita di trovarlo.
(Il link su Amazon mostra l’edizione Kindle. Il libro sarà disponibile con la copertina rigida ma questo link non ha ancora una copertina)




Traduzione di Iolanda 
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domenica 20 novembre 2016

Hal e Minnie: Distrazioni

Ci erano voluti mesi, mesi di attenta pianificazione scegliendo gli uomini tra i corrieri che suo padre usava chi avrebbe potuto essere ben disposto a fare un piccolo extra a parte e un po’ di più per tenere segrete le sue indagini.
Non sapeva cosa avrebbe potuto fare suo padre se avesse scoperto che stava cercando sua madre. Ma se lui si era rifiutato per gli ultimi diciassette anni di dire una parola sulla donna, era ragionevole pensare che non sarebbe stato contento.
Mrs Simpson. Disse in silenzio sentendo le sillabe nella sua bocca. Mrs Simpson…sua madre si era sposata di nuovo, dunque? Aveva altri figli?
Minnie deglutì. Il pensiero che potesse avere dei fratellastri o sorellastre era nello stesso tempo orribile, intrigante…e sorprendentemente doloroso. Che qualcun altro poteva aver avuto sua madre – la sua! – tutti questi anni….
“Non sarà così” disse a voce alta, anche se sottovoce. Non aveva idea delle vicende personali di “Mrs Simpson” ed era inutile sprecare emozioni su qualcosa che poteva non esistere.
La cosa che stava in cima all’edizione di pelle di maiale del Volume III della Storia del Papato (Antwerp) era lunga quanto il suo pollice, e per uno scarafaggio, straordinariamente immobile. Minnie era rimasta a fissarlo inconsapevolmente per quasi un minuto e lui non aveva fatto niente più che torcere un’antenna. Forse era morto? Prese una penna arruffata dal mucchio nel vaso cinese e cautamente punzecchiò la cosa con l’estremità appuntita della penna.
La cosa fischiò come un bollitore e lei lanciò un piccolo grido, facendo cadere la penna e saltando all’indietro. Lo scarafaggio, disturbato, si girò in un lento, permaloso cerchio, e tornò sulla “P” maiuscola in rilievo dorato e nascose le zampe spinose di nuovo sotto di se, ovviamente preparandosi a riprendere il suo pisolino.
“Oh, non la penso così” gli disse e tornò verso gli scaffali in cerca di qualcosa di abbastanza pesante con cui schiacciarlo, ma con una copertina che non avrebbe mostrato la macchia. Aveva messo le mani su una Bibbia Vulgata con una copertina di cuoio marocchino marrone scuro, quando la porta segreta accanto agli scaffali si aprì rivelando suo padre.
“Oh, hai incontrato Frederick?” disse facendo un passo avanti e togliendo la Bibbia dalle sue mani. “Non hai bisogno di preoccuparti, mia cara, è piuttosto docile.”
“Docile? Chi si prenderebbe il disturbo di addomesticare uno scarafaggio?”
“Gli abitanti del Madagascar, o così mi hanno detto. Sebbene la caratteristica sia ereditaria; Frederick qui è il discendente di una lunga e nobile stirpe di scarafaggi sibilanti, ma non ha mai messo piede sul suolo della sua terra d’origine. È nato – o si è schiuso immagino – a Bristol.”
Frederick aveva sospeso il suo pisolino abbastanza a lungo per strofinare il muso indagatore sul pollice di uso padre, esteso come se stesse porgendo le nocche a uno strano cane. Evidentemente trovando l’odore accettabile, lo scarafaggio passeggiò sul pollice e sul dorso della mano di suo padre. Lei rabbrividì, incapace di impedire che la pelle d’oca si diffondesse sulle sue braccia.
Mr Rennie si spostò con attenzione verso i grandi scaffali sul muro est, la mano a culla vicino al petto. Questi scaffali contenevano i libri vendibili ma di poco valore: una mescolanza di cose dall’Erbario di Culpeper a sbrindellate copie delle opere di Shakespeare e, di gran lunga più popolari, una vasta collezione delle più impressionanti confessioni dal patibolo di un assortimento di briganti, assassini, falsari e assassini di mariti. Tra i volumi e i pamphlet era sparpagliata una miscellanea di piccole curiosità che andavano da un cannone di bronzo giocattolo e una manciata di pietre dai bordi taglienti che si diceva fossero usate agli albori dei tempi per raschiare la pelle a un ventaglio cinese che mostrava scene erotiche quando era aperto. Suo padre raccolse una gabbia di vimini per grilli dal mucchio e vi trasferì con semplicità Frederick.
“Non prima del tempo, vecchio amico” disse allo scarafaggio, che ora stava in piedi sulle zampe posteriori e guardava di fuori attraverso l’opera di vimini. “Qui c’è il tuo nuovo padrone, sta arrivando.”
Minerva guardò intorno a suo padre e il suo cuore saltò un po’; aveva riconosciuto quella figura alta, dalle spalle larghe, che si abbassava automaticamente sotto l’architrave per evitare di sbattere la testa.
“Lord Broch Tuarach!” Suo padre fece un passo avanti sorridendo radioso e inclinando la testa al cliente.
“Mr Fraser può bastare” disse, come sempre, stendendo una mano, “Servo Vostro, sir.”
Aveva portato con se l’odore delle strade: la linfa appiccicosa dei platani, polvere, letame e frattaglie e il pervasivo odore di urina di Parigi, leggermente profumato dalle arance del venditore fuori del teatro in fondo alla strada. Portava il suo intenso e penetrante odore di sudore, vino e anche botti di quercia; spesso veniva dal magazzino. Lei inalò con apprezzamento e poi lascio andare il respiro mentre lui si girava sorridendo dal padre verso di lei.
“Mademoiselle Rennie” disse con un grave accento scozzese che arrotondava deliziosamente la R. Sembrò un po’ sorpreso quando lei tese la mano, ma cortesemente si chinò su di essa, respirando cortesemente sulle sue nocche. “Se fossi sposata le bacerebbe” pensò la sua presa stretta inconsciamente sulla sua. Lui sbattè le palpebre, sentendola, ma si raddrizzò e si inchinò a lei con eleganza come qualsiasi cortigiano.
Suo padre emise un leggero suono dalla gola e tentò di incrociare i suoi occhi, ma lei lo ignorò, raccogliendo il piumino per la polvere e dirigendosi diligentemente verso gli scaffali dietro al bancone – quelli che contenevano un assortimento selezionato di letteratura erotica da dozzine di paesi differenti. Sapeva perfettamente cosa il suo sguardo aveva voluto dire.
“Frederick?” senti dire a Mr Fraser, con un tono di voce stupito. “Risponde al suo nome?”
“Io – er – devo ammettere di non averlo mai chiamato all’ordine.” replico suo padre “Ma è molto mansueto; verrà nella vostra mano.” Evidentemente suo padre aveva aperto la gabbia per dimostrare i talenti di Frederick, perché lei senti un leggero strisciare di piedi.
“Nay, non disturbatevi” Mr Fraser – il suo nome di battesimo era James, lo aveva visto su una ricevuta di vendita di un ottavo bordato di vitello di Lettere Persiane con ristampe dorate – disse ridendo. “La bestiola non è un mio animale domestico, Un gentiluomo di mia conoscenza vuole qualcosa di esotico da regalare alla sua signora – ha gusto per gli anomali, ha detto.”

Traduzione di Iolanda

venerdì 11 novembre 2016

Estratto dal 9°libro: Privacy

Go Tell The Bees That I Am Gone

Mangia Tartarughe ingoiò la sua ultima porzione di pasticcio di tacchino e fece un forte rutto di apprezzamento in direzione di Rachel, poi le porse il suo piatto, dicendo: "Ancora", prima di riprendere la storia che stava raccontando tra un boccone e l'altro. Per fortuna, era per lo più in Mohawk, mentre le parti in inglese parevano avere a che fare con uno dei suoi cugini che aveva subito un parziale sventramento molto comico a seguito di un incontro con un alce infuriato.
Rachel prese il piatto e lo riempì, fissando molto duramente la parte posteriore della testa di Mangia Tartarughe e immaginando che la luce di Cristo lo colpisse. A causa di un'infanzia da orfana e di privazioni, aveva una notevole pratica in tale discernimento ed era in grado di sorridere piacevolmente a Tartarughe mentre gli porgeva il piatto appena riempito ai suoi piedi per non interromperne i gesti.
Il lato positivo, rifletté guardando la culla, era che la conversazione degli uomini aveva cullato Oggy in uno stato di torpore. Con un'occhiata catturò l'attenzione di Ian e con un cenno del capo verso la culla, uscì a godersi il piacere più raro per una madre: dieci minuti da solo nella latrina.
Uscendone rilassata nel corpo e nella mente, non era molto incline a tornare nel capanno. Pensò brevemente di raggiungere a piedi la Casa Grande e far visita a Brianna e Claire, ma la stessa Jenny vi era già andata quando era diventato evidente che i Mohawk avrebbero passato la notte nella casa dei Murray. Rachel era molto affezionata a sua suocera, ma adorava Oggy ed amava follemente Ian - e non voleva la compagnia di nessuno di loro in quel momento.
La serata era fredda, ma non rigida e aveva uno spesso scialle di lana. Una luna gibbosa stava sorgendo in mezzo ad un campo di stelle gloriose e la pace del Cielo sembrava traspirare dalla foresta d'autunno, pungente per le conifere e delicato per le foglie morte. Percorse con attenzione la strada che portava al pozzo, si fermò per bere un sorso d'acqua fredda e poi continuò, arrivando un quarto d'ora più tardi sul bordo di uno sperone roccioso che regalava una vista infinita di montagne e valli, di giorno. Di notte, era come stare seduti sul bordo dell'eternità.
La pace filtrava nella sua anima con il freddo della notte e la cercò, la accolse. Ma c'era ancora una parte della sua mente che era inquieta e un bruciore nel suo cuore era in contrasto con la grande tranquillità che la circondava.
Ian non le avrebbe mai mentito. Aveva detto così, e lei gli aveva creduto. Ma non era così sciocca da pensare che ciò significasse che le avrebbe detto tutto ciò che desiderasse sapere. E lei avrebbe fortemente voluto sapere qualcosa di più su Wakyo'tenyensnohnsa, la donna Mohawk che Ian aveva chiamato Emily... e che aveva amato.
Forse era ancora viva, forse no. Se lei era ancora viva... in che situazione si sarebbe trovata?
Per la prima volta, le venne in mente di chiedersi quanti anni potesse avere Emily, e come fosse il suo aspetto. Ian non lo aveva mai detto; lei non lo aveva mai chiesto. Non le era sembrato importante, ma ora...
Bene. Quando l'avrebbe trovato da solo, glielo avrebbe chiesto, ecco tutto. E con determinazione, rivolse il viso alla luna e il suo cuore alla sua luce interiore e si impose di aspettare.
Fu forse un’ora dopo quando l’oscurità vicino a lei si mosse e Ian fu all’improvviso accanto a lei, un punto caldo nella notte.
“Oggy si è svegliato?” chiese avvolgendosi nello scialle
“Nay ragazza, sta dormendo come un sasso”
 “E i tuoi amici?”
 “Praticamente lo stesso. Ho dato loro un po’ del whisky di zio Jamie”
“Molto ospitale da parte tua Ian”
“Non era esattamente questa la mia intenzione, ma suppongo che di doverla prendere per buona, se ti fa pensare meglio di me”
Le sfiorò i capelli dietro l’orecchio chino la testa e le baciò il lato del collo, rendendo chiara la sua intenzione. Lei esitò per un breve istante, ma poi passo la mano sotto la sua camicia e si lasciò andare, distendendosi sul suo scialle sotto il cielo cosparso di stelle.
- Lascia che siamo solo noi, una volta ancora – pensò – se lui pensa a lei fa che non sia ora.
E così fu che non chiese come fosse Emily, fino a che i Mohawks finalmente partirono, tre giorni dopo.


by Diana Gabaldon
Traduzione di Iolanda

giovedì 10 novembre 2016

Estratto dal9°libro: Non preoccuparti, andrà tutto bene

Go Tell The Bees That I Am Gone

“Orso? Oh, è quello che stai facendo. Claire se lo stava chiedendo.” Sciolse le capre impazienti e loro si buttarono a capofitto nell’erba come anatre in una gora.
 “L'ha fatto, allora” mantenne la sua voce indifferente.
“Non ha detto così” sua sorella disse francamente. ”Ma ha visto che il tuo fucile non c’era mentre stavamo preparando la colazione e si è fermata bruscamente solo per un istante”
Il suo cuore si strinse un po’. Non aveva voluto svegliare Claire quando se n’era andato nel buio, ma avrebbe dovuto dirle la sera prima che aveva intenzione di vedere se poteva mettersi sulle tracce dell’orso che Jo Beardsley aveva visto. C’era stato poco tempo per cacciare mentre lavoravano per far sì che il tetto fosse finito prima dell’inverno – avevano assolutamente bisogno di carne e di grasso. I piedi di Brianna erano migliori, ma non avrebbe resistito giorni sulla pista – Inoltre, avevano solo poche trapunte e una coperta di lana che aveva recuperato da un commerciante Moravo. Una buona pelliccia di orso sarebbe stata di conforto per Claire nelle profonde notti fredde; adesso soffriva il freddo più dell’ultima volta che avevano passato l’inverno al Ridge.

“Sta bene” disse sua sorella e sentì il suo sguardo fisso sul suo viso. “Se lo stava solo chiedendo, sai”
Annuì, senza aggiungere una parola. Poteva passare ancora un po' di tempo prima che Claire si svegliasse e vedesse che se n'era andato con la pistola, e non pensasse a quello.
Prese un respiro e ne vide la spirale bianca, sparita all’istante, sebbene il nuovo sole fosse già caldo sulle sue spalle
“Aye e che ci fai tu qui da sola? È abbastanza lontano per venire a piedi a fare foraggio” Una delle capre si era avvicinata per farsi un giro e stava annusando con interesse la fine penzolante della sua cintura di pelle. Si mise fuori dalla sua portata e con un ginocchio spinse gentilmente via la capra.
"Le sto mettendo all’ingrasso per passare l’inverno” disse indicando la capra impicciona. “Magari si riproducono, se sono pronte. Preferiscono l’erba piuttosto che il foraggio nella foresta, ed è più facile sorvegliarle.”
“Sai molto bene che Jem, Germain e Fanny potrebbero sorvegliarle per te. Il piccolo Oggy ti sta facendo impazzire?” Il bambino stava mettendo i denti e aveva polmoni vigorosi. Potevi sentirlo dalla Casa Grande quando il vento soffiava in senso giusto. “O sei tu che stai facendo impazzire Rachel?”
“Mi piacciono le capre” disse ignorando la sua domanda e spingendo da parte un paio di labbra che rosicchiavano la frangia del suo scialle “[Shoo, capra. - gaelico]. Le pecore sono di buon cuore quando non cercano di travolgerti, ma non sono brillanti. Una capra ha una mente propria.”
“Aye e così tu. Ian diceva sempre che ti piacevano le capre perché sono testarde proprio come lo sei tu”
“Asino” disse lei succintamente
“Bue” replicò lui, agitando verso il suo naso un filo d’erba reciso.
“Mphm” disse “Bene, se vuoi saperlo vengo qui su per pensare, ogni tanto,” disse “e prego”
“oh aye?” disse lui, ma lei strinse le labbra per un momento e tornò a guardare attraverso il prato, proteggendosi gli occhi dall’inclinazione del sole del mattino.
E va bene pensò lui dirà qulunque cosa sia quando sarà pronta
“C’era un orso qui su, vero?” Domandò voltandosi verso di lui. "Potrebbe tornare a prendere le capre?"
“Non è detto. Jo Beardsley l'ha visto pochi giorni fa, qui nel prato, ma non ci sono tracce fresche.”
Jenny ci penso su per un momento, quindi si sedette su una roccia con i licheni, allargando ordinatamente le gonne. Le capre erano tornate al loro pascolo e alzò il viso verso il sole, chiudendo gli occhi.
“Solo uno stolto caccerebbe un orso da solo” disse, i suoi occhi ancora chiusi “Claire me l'ha detto la settimana scorsa”
 “Davvero?” disse in maniera secca” “Ti ha detto che l’ultima volta che ho ucciso un orso, l’ho fatto da solo con il mio pugnale? E che lei mi ha colpito alla testa con un pesce mentre lo stavo facendo?”
Lei aprì gli occhi e lo guardò
“Non ha negato che uno stolto può essere fortunato” osservò. “E se non avessi avuto fortuna del diavolo, dovresti essere morto sei volte finora”
“Sei?” Lui si accigliò disturbato e la fronte di lei si sollevò sorpresa.
“Non stavo veramente contando” disse lei “Era solo una supposizione. Cosa c’è a graidh?
Quel casuale O Amore lo colse inaspettatamente in un ruolo affettuoso e tossì per nasconderlo.
 “Niente” disse scrollando le spalle. “Soltanto, quando ero giovane a Parigi, un’indovina mi disse che sarei morto nove volte prima della mia vera morte. Pensi che dovrei contare anche la febbre dopo che Laoghaire mi ha sparato?”
Scosse la testa con decisione
“No, non saresti morto anche se Claire non fosse tornata con i suoi minuscoli coltelli. Ti saresti alzato e le saresti andato dietro in un giorno o due"
Sorrise
“Avrei potuto”

Traduzione di Iolanda