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lunedì 11 dicembre 2017

Mastro Raymond: freddo

Il freddo stava arrivando. Lo sapevano tutti.
L’inesorabile stridore del ghiaccio risuonava nei nostri denti, nelle nostre ossa, così ci sentivamo sbriciolare in pezzi di ghiaccio e polvere fradicia.
Neve. Non mucchi soffici, non neve che ripara. Neve tagliata dal vento, che si estendeva come una lama che tagliava pelle e stoffa, carne e ossa, che rubava il respiro, che uccideva.
E nella mia mente, la visione di una palla di neve. Era sospesa, piccola e graziosa e perfetta, splendente di luce riflessa, nella bellezza mozzafiato delle grandi stelle nere lontane che riecheggiavano la sua luce, dando la promessa di un futuro. Ma un futuro lontano, uno in cui poteva esserci di nuovo il profumo dell’erba. Il calore della carne, il calore del sangue.
di Diana Gabaldon

martedì 20 gennaio 2015

Mastro Raymond: Fortuna

Mi stavo sfregando le mani, forte e veloce. Il serpente non se n'era andato via; era acquattato all'ombra di una grande roccia, arrotolato per metà a spirale e diffidente. Una mossa troppo brusca, e si sarebbero scagliato sotto la roccia e sarebbe sparito.
Mi accovacciai, più lentamente che potei, anche più lentamente, la mano tesa, verso il basso. I miei palmi palpitanti di calore. Il sangue dei serpenti scorre freddo, loro amano il calore. E' questo il motivo per cui li trovi a stesi al sole sulle rocce e in spazi aperti.
La sottile lingua del serpente vibrò dentro e fuori, veloce, e poi lenta. Non ne era sicuro – ma poteva sentire il calore della mia mano. Senza alcuna esitazione, improvvisamente strisciò verso di me e io sentii il suo peso gentile sul mio palmo. Sapevo fare di meglio che afferrarlo, guardai Gorman e sogghignai. Lui mi guardò torvo, ma Pullo e Tiran si avvicinarono muovendosi lentamente così da non allarmare il serpente.

sabato 1 novembre 2014

Halloween con Raymond

Nella stagione fredda, quando l'aria si raffredda e i ragni muoiono, arriva un momento sottile. Le giornate sono brevi, quindi tutta la loro luce si concentra, stretta tra l'alba e il buio. Questo è il motivo per cui la luce è diversa e ogni cosa ha un'Ombra.
Questo si ha quando gli altri mondi si avvicinano, e le barriere si assottigliano. In un momento sottile, si dice, si deve fare attenzione, perché si potrebbe camminare attraverso una ragnatela senza accorgersene e ritrovarsi altrove.
Vi è più di un altro mondo; non si sa quanti. Alcuni animali possono vederne uno; i cani a volte fissano uno spazio vuoto sulla parete di una grotta e si rizza loro il pelo per ciò che vedono.
A volte, sembra che anch'io riesca a vederlo.

venerdì 31 ottobre 2014

Mastro Raymond: Estratto

Comunque, c'è un posto nella valle – bè, non nella valle, ma più in alto, su un lato della cresta- dove trovare selce soffice come burro, liscia come crema sotto le dita, che spaccandola sul bordo ti raderebbe lo scalpo o sgozzerebbe un bisonte. Quindi le donne e i bambini si accampano vicino al fiume, e gli uomini e i ragazzi che sono grandi abbastanza da tenere il passo nella scalata attraverso rocce sdrucciolevoli e la fitta crescita primaverile di alberelli e viti, sudando e grugnendo in modo virile andarono come noi.

mercoledì 29 ottobre 2014

Mastro Raymond

Si avvicina Halloween e anche gli estratti devono adeguarsi al tema e parlando di Outlander, il personaggio misterioso che forse si avvicina di più a rendere una perfetta idea di questa atmosfera è Mastro Raymond.
Oltre al prologo (che potete leggere qui) Diana ci propone un estratto in cui lui è il protagonista...

E' accaduto per la prima volta nell'anno in cui Jochi mangiò una lumaca. Mi avvicinavo all'essere un Uomo, avendo visto undici inverni. Il mio pene si alzava da solo, soprattutto di notte, ma non aveva ancora peli intorno. Jochi era a metà strada verso il suo secondo anno, uno dei figli di mia madre, e il suo si alzava solo quando lei lo accarezzava per farlo calmare o addormentare. Il suo aveva esattamente la stessa lunghezza del mio dito mignolo quando si alzava. Il mio era lungo quanto il mio dito medio, più una parte del pollice.
Stavamo per raggiungere la valle, a quel tempo, passando attraverso Summer Place sulle colline. In anticipo rispetto al solito, perché le piogge primaverili erano arrivate presto e spesso, e la Grande Palude accanto alla quale vivevamo in inverno era improvvisamente diventata molto più grande e molto più paludosa. Ubert si svegliò nel suo giaciglio una mattina con il sedere bagnato e prima del mattino successivo, le nostre cose furono imballate, i rifugi furono abbattuti, e noi eravamo in cammino. Ubert era il capo. Il capo in vita, intendo. Quelli morti erano Obald, Francus, Teo e Spardin. La maggior parte delle famiglie non ne aveva avuti così tanti, ma eravamo fortunati, e volevamo continuare così.
Io? Il mio nome era Er. Qualcosa al limite tra un'esitazione e una scusa. Al massimo, un'intuizione improvvisa per la quale nessuno vuole interrompere una conversazione.

giovedì 13 marzo 2014

Il prologo di un misterioso personaggio

Chi o cosa è Mastro Raymond?
Leggendo L'amuleto d'Ambra (la prima parte di Dragonfly in Amber, nella versione originale) un pò ce lo saremo domandati tutti.
Secondo quanto spiegato da Diana stessa, Mastro Raymond è un viaggiatore del periodo preistorico; probabilmente originario da qualche parte intorno al 400 aC o forse anche prima e il 18° secolo non è stata la sua prima tappa.
E', o era, uno sciamano, nato con la capacità di guarire attraverso l'empatia. Vede chiaramente le auree e tutti quelli con un potere simile al suo sono caratterizzati da una luce blu mentre chi nasce guerriero ha un colore rosso. Ha un'avversione piuttosto forte per i Vichinghi a causa degli eventi accaduti nel suo tempo, questo spiega il perchè è nervoso quando vede Jamie. Ne ha paura, ma si rende anche conto di quanta forza vitale abbiano...questa è la ragione per cui fa invocare Jamie a Claire (usando sia un collegamento di titpo sessuale che emotiva tra i due) per guarirla.