venerdì 14 febbraio 2014

MOBY: Buon San Valentino

Jamie si spostò di nuovo, e la mia mano appoggiata tra le mie cosce. Poi la sua mano scivolò rapidamente tra le lenzuola e mi toccò nello stesso punto, facendomi quasi fermare il cuore.
"Non intendevo interromperti, Sassenach," mi sussurrò in un orecchio. "Ma non ti piacerebbe un po' di aiuto con questo?"
"Uhm," dissi piuttosto debolmente. "Ah...cosa avevi in mente?"
In risposta, la punta della lingua scattò nel mio orecchio facendomi sfuggire un piccolo grido. Sbuffò divertito e prese la mano tra le mie gambe, spostandomi le dita, che erano diventate molli. Un grande dito mi accarezzò delicatamente e inarcai la schiena.
"Oo, hai iniziato bene,quindi" mormorò. "Sei bagnata e scivolosa come un'ostrica, Sassenach. Non avevi ancora finito, però?"
"No, io...da quanto tempo stavi ascoltando?"
"Oh, abbastanza," mi assicurò e fermandosi per un attimo, mi prese la mano libera e se la appoggiò saldamente intorno ad una parte della sua anatomia molto entusiasta. "Mm?"


da Written in my Own Heart's Blood

Buon San Valentino in cucina

BUON SAN VALENTINO!
Per festeggiare la festa degli innamorati, vi proponiamo qualcosa di diverso dai soliti fiori, cuori e cioccolatini.
I festeggiamenti 'classici' di questa giornata sono accompagnati soprattutto da una bella cena; quindi perchè, per l'occasione, non provare una variante della pizza in tema Outlander come suggerito dalla nostra chef di Outlander Kitchen?

"Pizza", disse di punto in bianco.
Lei sbatté le ciglia, poi scoppiò a ridere. Era uno dei loro giochi, elencarsi a vicenda le cose di cui sentivano la mancanza nell’altra epoca: l’epoca precedente... o successiva, a seconda dei punti di vista.
"Coca-Cola", ribatté prontamente lei. "Credo che forse potrei farla, la pizza... ma che gusto ci sarebbe, senza la Coca-Cola?"
"La pizza sta benissimo anche con la birra", le assicurò. "E di birra ne abbiamo in abbondanza: non che quella fatta in casa da Lizzie possa minimamente reggere il confronto con una Lager MacEwan, ovvio. Ma sei davvero sicura di saper fare la pizza?"
"Non vedo perché no". Sbocconcellò il formaggio, corrugando la fronte. "Questo non può andare" – brandì il residuo giallastro, per poi infilarselo in bocca – "troppo saporito. Però credo.." Tacque per masticare e deglutire il boccone, che poi annaffiò con un lungo sorso di sidro.
"Ora che ci penso, il sidro si sposerebbe benissimo con la pizza". Abbassò la borraccia di cuoio e si leccò le ultime gocce poco alcoliche dalle labbra. "Ma il formaggio... forse si potrebbe tentare con quello di pecora. Pa’ ne ha portato un po’ da Salem, l’ultima volta. Gli chiederò di prendermene dell’altro per vedere se si scioglie".
Strizzò gli occhi contro il sole pallido e luminoso, immersa nei calcoli.
"La Mamma ha un sacco di pomodori secchi, e tonnellate di aglio. Deve anche avere del basilico...quanto all’origano non so, ma potrei anche fare senza. La pasta, poi..." Agitò una mano, come se si trattasse di una sciocchezza. "Farina, acqua, strutto e basta".


La Croce di Fuoco


Ingredienti per 2 pizz2 di media misura:
375 gr di farina tipo 0
2 cucchiaini di zucchero
5 gr di lievito
½ cucchiaino di sale

235 gr di acqua a temperatura ambiente
30 ml di olio di oliva (diviso in 2 dosi da 15 ml)

...tutto ciò che vi piace sulla pizza!

Preparazione:
Unite la farina, lo zucchero, il lievito e il sale in una ciotola. Aggiungete l'acqua e 1 cucchiaio di olio d'oliva (la prima dose di 15 ml) alla ciotola e impastate bene con le mani fino a quando non otterrete una palla compatta abbastanza ruvida. Posate la pasta su un ripiano leggermente infarinato e impastate, per circa 5-8 minuti, fino ad ottenere un'impasto liscio. Coprite con la pellicola trasparente e/o un asciugamano pulito e lasciate lievitare in luogo tiepido fino a quando le dimensioni sono saranno raddoppiato; ci vorranno circa 2 ore.
Spostare la griglia di cottura del forno nella posizione inferiore per mettervi la teglia. Preriscaldate il forno a 250° per 1 ora.
Dividete l'impasto a metà. Ponete la pima palla di pasta prima in un'infarinatura poi su un pezzo di carta da forno. Lavorate partendo dal centro, allungate ed appiattite la pasta delicatamente con le dita fino ad ottenere un disco delle dimensioni desiderate, lasciando i bordi più alti rispetto al centro. Coprite la pasta con un canovaccio e lasciate riposare per 15 minuti. Rifate il procedimento con l'altra palla di pasta.
Spennellate i bordi con l'olio d'oliva rimanente. Stendete la salsa di pomodoro e pesto e besciamella sopra la base di pasta e aggiungete gli ingredienti che più vi piacciono (la nostra chef ha optato per delle verdure grigliate). Mettete la pizza in forno e lasciate cucinare fino alla doratura, per circa 10-14 minuti. 


giovedì 13 febbraio 2014

Intervista a Ron Moore

Ron Moore è stato intervistato da The Hollywood Reporter sull'uscita delle sue creazioni, Helix e del futuro Outlander; tra i due quest'ultimo è quello che più lo impegna e che gli assorbe gran parte del tempo...ecco le sue risposte riguardo alla futura serie tv ispirata alla saga di Diana Gabaldon

Le sono state ordinate 2 serie, Helix e Outlander, nel 2013 ed entrambe via cavo. Pensa che sia più facile produrre per le reti private in questo momento?
Non so se sia più facile. E' una domanda difficile da chiedere perché ognuno di questi progetti ha proprie particolarità e non si è mai abbastanza sicuri di avere un buon seguito oppure no. Certo, ho avuto più successo via cavo che sulle reti broadcast, ma il perchè è davvero difficile da dire. Non sono sicuro se sia più facile, è tutto difficile. E' difficile sviluppare qualcosa per la TV. Non è così difficile come sviluppare per i film, che è semplicemente folle. Ogni rete ha dei propri requisiti particolari, ciò che vuole, ciò che pensa sia stato un successo oppure no in passato e dove vuole andare. 


Con Outlander della Starz, qual è la sfida per te?
Mi piace molto il periodo...e riesco a farne due. Sono un appassionato di storia e del romanzo storico, così riesco a rappresentare il 1940 e il 18° secolo, che è un piacere per me. Mi piace molto ricreare quei mondi, che è l'unica similitudine con ciò ho fatto negli sci-fi. Con Battlestar Galactia, ogni giorno, creavamo un mondo che in realtà non esiste e mi piaceva molto. Mi piace la sfida nel senso della produzione e mi piace creare qualcosa che devia da ciò in cui tutti noi viviamo.


Pensi che Outlander potrebbe funzionare su una rete via cavo di base o su una broadcast?
Non credo che avrebbe potuto funzionare in broadcast. Avremmo dovuto cambiare hli elementi del libro, tagliare molte scene di carattere sessuale, soprattutto nell'ultima parte del libro e tutta la storia con Jack Randall, Jamie e lo stupro in prigione. Non saremmo mai stati in in grado di portarlo su quel tipo di schermo. Non credo che sarebbe amdata bene per la narrazione in prima persona. Ci sono un sacco di cose che non avremmo potuto fare. Doveva essere via cavo.


C'è una linea che le ha dato la Starz che ha trovato particolarmente utile?
Una delle prime cose che Chris Albrecht (l'amministratore delegato) mi ha detto è stato quello di fidarmi del libro. Ha detto: "Amiamo il libro. Fai lo show per i fan del libro e credo che chi non lo conosce, quando lo vedrà, verrà catapultato nella storia come tutti gli altri." Mi ha davvero preso alla sprovvista perché nessuno dice cose così in questo ambiente. Generalmente, le persone prendono i libri e dicono: "L'abbiamo comprato per la copertina, fai ciò che vuoi e a nessuno importerà". La Starz ha integrità.


Outlander è stato definito come un Game of Thrones per donne. E' d'accordo?
Non lo so. Questa è un'etichetta pesante, perché sono molto diversi sotto molti punti di vista. Amo Game of Thrones. Non ho letto i libri, ma Game riguarda un sacco di personaggi diversi e un sacco di storie diverse. Una delle cose belle di questo show è il continuo passare da un personaggio all'altro e poi di nuovo e guardarli riunirsi. Outlander è più centrale, il singolo racconto di una donna e del suo viaggio. Uno è in un mondo di fantasia che non esiste; l'altro è un vero e proprio luogo storico. L'unica cosa in comune con Game è l'essere l'adattamento di un libro di successo con una serie esistente di fans che non può solo funzionare, può essere un grande successo, cosa che mi dà grande fiducia e speranza sul potercela fare. 


Con Outlander, ci sono sette libri nella serie. Vuole fare una stagione a libro?
E' davvero difficile dirlo a questo punto, stiamo solo cercando di fare la stagione uno. Sto iniziando a pensare al futuro su cosa la seconda stagione avrebbe del secondo libro, e sto iniziando a plasmarne i contorni nella mia testa. Ma oltre a questo, è semplicemente troppo presto. Penso che ci sia un livello di facilità e semplicità dire che ad ogni stagione corrisponde un libro, ma non dovrebbe essere così. Ci si può iniziare a muovere tra le parti e decidere dove inizia una stagione e finisce l'altra.


Le piacerebbe fare come Walking Dead, in cui le puntate sono divise in otto e poi altre otto o Outlander dovrebbe essere trasmesso per 16 settimane consecutive?
Non so se ho una preferenza. So che non voglio fare come con Galactica in cui i fans erano sempre confusi sul punto in cui eravamo. Sembrava che a volte venissimo trasmessi in modo casuale. Avrebbero diviso la stagione e poi saremmo andati in onda in una notte diversa; non c'era né capo né coda. Non so se ho una preferenza tra otto e otto oppure 16. 


Ha detto prima che sta usando Diana come test. Come funziona? Le è stata data una scena specifica o un problema che avete incontrato?
Era come il livello massimo di sicurezza mandarle lo script e vedere la sua reazione. Vorrei solo promuovere le sue cose e dire quello che sto pensando di fare e chiederle cosa pensa. Era sempre così positiva e, a volte emozionata. Mi ha dato un senso di fiducia sul dove stavamo andando, ed era bello averla lungo la strada. E sapere che se lei è lo appoggia, sono abbastanza sicuro che anche i fans lo apprezzeranno. Quindi ti dà la fiducia necessaria per continuare ad andare avanti. Le ho chiesto un paio di volte se c'era qualcosa in particolare che voleva vedere girato e finito che le stava a cuore e che era entusiasta di vedere. E' bello. Non è Saving Mr. Banks (ride), che mi è piaciuto molto. Facendo ciò che sto facendo e guardando questo film, ho pensato: "Wow, questa sarebbe stata una cosa completamente diversa!"


La serie di libri è molto sensuale. Avete avuto problemi con i limiti della Starz?
Non ho ancora incontrato alcun limite. C'è molto sesso nel libro, così l'abbiamo riportato nello show dove è nel libro. E' intrinseco alla storia, perché questo è il modo in cui la storia è stata scritta. Non dobbiamo esagerare, non dobbiamo togliere i vestiti di qualcuno per il gusto di farlo. Mi sento molto tranquillo in proposito. Ho un 14enne e un 12enne a casa che sanno di questo progetto e amano la cosa. Ho mostrato loro alcuni filmati e trailer, ma allo stesso tempo non ho intenzione di sedermi e guardarlo con la mia figlia 12enne una volta fatto. Vorrei poterlo fare, ma non è questo ciò che è il libro e non è ciò che è la storia.

martedì 11 febbraio 2014

"Shorcha", la chiamò sottovoce...

...e lei si girò, gli occhi socchiusi contro i raggi del sole calante, poi spalancati e dorati per la sorpresa alla sua vista.
"Bentornata a casa", e le porse il bouquet di foglie e ramoscelli.
"Oh!" esclamò lei. Guardò di nuovo il mazzo, poi lui, e le tremolarono gli angoli della bocca, quasi fosse sul punto di scoppiare a piangere o a ridere, senza sapere bene quale delle due cose. Allungò la mano, allora, e glielo prese, le dita piccole e fredde nello sfiorarlo.
"Oh, Jamie... sono meravigliosi". Si alzò in punta di piedi e lo baciò, un bacio caldo e salato, e lui ne voleva ancora, ma lei si stava già affrettando verso la casa, lo sciocco bouquet stretto al seno come se fosse stato d’oro.
Si sentì piacevolmente stupido, e stupidamente compiaciuto di se stesso. Aveva ancora il sapore di lei sulla bocca.
"Shorcha", sussurrò, e si rese conto di averla chiamata così un momento prima. Che strano, però: ovvio che era rimasta sorpresa. Era il suo nome in gaelico, ma lui non l’aveva mai usato. Gli piaceva che fosse strana, che fosse inglese. Era la sua Claire, la sua Sassenach.
Eppure nel momento in cui gli era passata accanto era Shorcha. Non solo Claire, significava... ma luce.


La Croce di Fuoco

lunedì 10 febbraio 2014

Giveaway dei 7 anni: Estrazione

Ieri si è concluso il giveaway organizzato per festeggiare i 7 anni del blog e come ogni concorso che si rispetti, è arrivato il momento di sorteggiare il vincitore a cui andrà il premio, che consiste in


- il libro di 'Outlander' di Diana Gabaldon in versione originale
- la collana 'tempo
con clessidra, orologio e fiocco di tartan


Prima di annunciare il vincitore (si, lo so, vi tengo in sospeso XD )
vorremmo ringraziare tutte le persone che hanno partecipato
che sono state davvero molte...GRAZIE!
Stiamo organizzando altre sorprese per voi quindi...stay tuned! ;D

E ora, rullo di tamburi...il vincitore del Giveaway dei 7 anni è...
GIULIA PARADISO
 congratulazioni a Giulia! ti contatteremo subito via mail per inviarti il premio! ;)

sabato 8 febbraio 2014

Diana Gabaldon: vita da attrice -parte seconda-

Sì, ve lo sento dire. Ma per quanto riguarda la parte della recitazione vera?
Beh, ottima domanda. Il mondo di Outlander è enorme, per cominciare. L'hanno creato da un'enorme fabbrica di qualche tipo in rovina e camminarci dentro e vedere come è stata trasformata è sorprendente. Vi dirò i dettagli del mio tour nel set un'altra volta, però, ho poco tempo e voglio raccontarvi della recitazione. La grandezza sta nei due grandi spazi - in cui in uno si trova la Sala Grande di Leoch.

Ho passato gran parte della giornata di oggi in compagnia di varie persone interessanti, tra cui alcuni dei pubblicitari della Starz, uno dei quali mi ha detto che andava bene se avessi rivelato (ta-dahh!) che sarei stata davvero coinvolta in qualche ripresa dell'Adunanza.
Volevano che facessi questa rivelazione specifica perché un certo numero di di addetti stampa erano stati invitati - per la natura spettacolare dell'Adunanza: decine di comparse in bellissimi (e gloriosi) costumi, scenografie mozzafiato e un sacco di roba interessante.
Ora, in origine mi avevano chiesto se mi sarebbe piaciuto fare la comparsa e dissi di si, che sarebbe stato divertente e che i fans avrebbero giocato a "Dov'è Waldo?" una volta che lo show sarebbe andato in onda. Ma alcune settimane dopo, il team di produzione mi ha mandato a dire che ci avevano pensato e che se fossi stata una comparsa, sarei dobuta restare sostanzialmente nello stesso posto per tre giorni. Come il produttore ha ammesso "La novità svanisce in fretta."
Ne sono quaindi usciti con una proposta migliore; Matt Roberts, lo sceneggiatore di questo episodio in particolare (e un uomo molto piacevole che sembra anche Guy Fawkes per via della barba), avrebbe scritto una piccola scena per me. Solo un paio di frasi di un dialogo. Le avrebbero filmate rapidamente e mi avrebbero lasciata libera. "Grande!" dissi.

La signora in questione è all'Adunanza e la scena in questione si svolge in una delle gallerie sopra la Grande Sala. Non dovrei postare foto o descrivere il set nei dettagli...ma hey, hai letto il libro, sai com è fatto.
E' una scenografia impressionante, mettiamola in questo modo. Tra le altre cose -molte altre cose- ci sono fiaccole e candele proprio ovunque, lampadari enormi, con tre o quattro dozzine di grosse candele di cera (e sono di vera cera, Matt ha detto che non è infrequente che la cera calda goccioli sulle persone sotto - una di queste ha gridato per essersi scottato, ma gli è stato risposto che era meglio che essere frustato) , appliques di candele, candelabri su tutte le superfici orizzontali... e due grandi focolari (lì e nelle torce le fiamme sono date dal gas). Un sacco di luce - arricchite da luci di scena enormi in grado di simulare qualsiasi cosa, dalla luce di mezzogiorno al quella del chiaro di luna. Aggiungetele ad una fitta nebbia/foschia artificiale che chiamano "Atmos" e avrete una vera atmosfera.
Il punto qui è che quando tutto è acceso, fa maledettamente caldo. Aggiungere qualche decina di persone vestite con abiti di lana (tutti i costumi sono stati fatti usando tessuti d'epoca autentici, naturalmente) e la temperatura della massa umana contribuisce quasi quanto il calore dato dalle luci.
Un punto importante della fisica: l'aumento di calore.
Così me ne sto in piedi in galleria, con indosso una decina di chili di lana e velluto, in compagnia di una dozzina di altre persone vestite in modo simile. E Neville sistema le luci solo per creare effetti scenografici, e con i cine-foto-operatori, le sistema in modo molto ambizioso - lunghe luci che vanno in fondo al corridoio, su per le scale, attraverso la galleria e fino all'altra parte, che richiedono l'uso di una gru, una piattaforma elevatrice e una Steadicam. L'attrezzatura necessaria per fare questa cosa, gestita da un bel ragazzo di nome Ozzie con i capelli rosso scuro (di parte per i rossi, si sa... ), era di per sé esplicitamente un Pinups bionic.

E sì, gridano davvero "Azione!" quando una scena comincia e "Taglia!" quando si fermano. Dopo, di solito, "Rifacciamo." Anche se una registrazione va bene, fanno più riprese di una scena per "copertura" - nel senso che vogliono materiale sufficiente in modo da poter scegliere il filmato che preferiscono per la versione finale. E sì, lo fanno utilizzando un 'ciak' ( uno immenso, per questa particolare scena ) con le informazioni pertinenti alla scena.
Mentre la principale impostazione tecnica viene fatta il giorno prima, ci vuole molto tempo per sistemarsi per una scena, soprattutto se bisogna regolare le luci. E una scena particolarmente lunga o ambiziosa non richiede solo l'illuminazione adatta e il funzionamento delle telecamere, ma significa che tutti devono fare esattamente la cosa giusta al momento giusto. O si rifà. Ancora. Ancora. Con lunghe attese tra un ancora e l'altro. (Come una ben nota attrice che resterà senza nome è stata sentita dire, "un'altra ripresa - un'altra occasione per mandare tutto a fa*lo.")
Il caldo aumenta. E dal momento che eravamo lì da tre ore, eravamo circa a 40°C in galleria. (Non sto scherzando...vivo a Phoenix, Arizona so riconoscere 40°C) Caitriona - che entrava ed usciva dalla galleria ad ogni ripresa (io ero sempre sul posto), mi ha gentilmente prestato il ventaglio che aveva (che le era stato prestato da uno dei costumisti), ed è stato molto gradito, soprattutto quando una delle comparse in piedi dietro di me è collassata per il caldo ed è caduta in un angolo, rossa in faccia e in un bagno di sudore. Ho tirato fuori il ventaglio dalla manica e l'ho sventolatp follemente, anche se solo per pochi secondi prima che un addetto accorresse per portarla al piano di sotto.
A questo punto, ci hanno fatto uscire tutti dalla galleria e aperto le porte per far scendere la temperatura mentre ci si sistemava per la ripresa successiva. Brian Kelly, il regista, si è avvicinato e di sfuggita mi ha detto qualcosa che ho capito essere "stai lì", così ho fatto. Evidentemente mi aveva effettivamente detto di andare al piano di sotto, perché ha indicato con lo sguardo la porta sopra la spalla e lo sentii chiamare il suo AD ( il suo assistente - quello che riprende) , "Davey, vieni tradurre per me, ok?" gli accenti di Glasgow sono qualcosa di speciale...
Alla fine, ci sono volute cinque ore per fare una sola ripresa (quando siamo tornati di sopra, erano stati portati i ventilatori, così come l'acqua e la situazione era un bel po' più tollerabile).
Stranamente, non ero molto nervosa di dire le mie battute. Lunedi' ho avuto una bella riunione con Carol Ann Crawford, l'insegnante di dizione, che mi ha dato la versione breve di "Come parlare con l'accento scozzese", molto utile. E dopo averlo detto una volta, e superata la stranezza del sentirlo, ho pensato che probabilmente non l'avrei fatto così male da rovinare la scena, quindi non preoccupatevi. Inoltre, il disagio fisico di essere cotta alla morte mentre te ne stai in piedi per ore in scarpe col tacco alto che convergono tutto il peso sulle punte e di non poter muovere il busto per alleviare la tensione sulla parte bassa della schiena fa sparire la paura del palcoscenico.
(In tutta onestà, non avevo paura dell'approccio al palcoscenico. Da un lato, ho parlato ad alta voce di fronte a centinaia di persone per alcuni anni, e dall'altro, ero abbastanza sicura che se avessi fatto qualcosa di orribile, non l'avrebbero fatto al pubblico.)
Ora, quando si fanno le riprese, ci sono - come ho detto - lunghe pause tra un ciak e l'altro. E' affascinante osservare ciò che accade in queste pause, specialmente quando ci sono un sacco di attori coinvolti. L'istante in cui AD grida " Stop! Rifacciamo," un flusso di persone del trucco/parrucco si riversa sul set verso gli attori a loro assegnati, con spazzole, pettini, cipria e altri attrezzi a portata di mano. Il regista gira tra la folla dando alle persone istruzioni - e vari specialisti, come l'esperto di dialetto e di gaelico (cioè Adhamh O'Broin, che avete visto nei video "Speak Outlander" ) appare per dare il suo aiuto e la sua consulenza.
Così ogni volta che c'era una pausa, qualcuno mi appariva davanti, a volte in due o tre.
Davvero interessante; la sensazione dell'essere passato come un pacco. Sei fondamentalmente un oggetto inanimato per la maggior parte del tempo. E "loro" (la produzione) sanno esattamente dove ti trovi in ogni momento della giornata , sul set e fuori, in modo da poterti trovare e registrare subito. L'operazione è semplicemente troppo grande e troppo complessa per essere gestita mentre qualcuno va alla ricerca dell'attore mancante. Come uno del cast mi ha detto questo pomeriggio, "Sanno quando vai al bagno e esattamente quanto ci stai." Penso che questo potrebbe dare sui nervi dopo un po', ma per due giorni l'ho fatto (ero in un'altra piccola scena il giorno dopo, ma ci sono volute solo un paio d'ore...e non c'erano persone al piano terra e c'erano molte meno candele accese, molto più fresco), il tutto è stato molto divertente.
Anche questo è essere uno scrittore; fare qualcosa una sola volta, solo per poterne scrivere.

Diana Gabaldon

venerdì 7 febbraio 2014

Diana Gabaldon: vita da attrice -parte prima-

Diana è in Scozia e si sta preparando per il suo cameo nella serie tv ;) 

 'Sapete, non sono affatto sorpresa che gli attori non abbiano problemi che hanno a che fare con la vita reale. Non che non sappiano separare la realtà dei loro personaggi (e credetemi, è una realtà) da quella della propria vita 
personale, ma se sei un attore cinematografico, la vita reale non esiste sul lavoro.
Dopo una lettura degli script del Blocco 3 e un incontro con la produzione Lunedi, dopo un tour enorme e affascinante nel "Mondo di Outlander" (che vi racconterò in dettaglio, ma più avanti; ho dormito quattro ore la scorsa notte, la sveglia alle 5:30 questa mattina -Giovedì- il che significa che mi sono alzata alle 4:30, per un altro Giorno Davvero Pieno) Martedì, seguito da ore di interviste con la stampa, ho iniziato la mia breve carriera come attrice TV il Mercoledì mattina.
"Call" si intende l'ora in cui una macchina arriva al vostro alloggio per  prendervi e portarvi al lavoro. Ci sono cinque "unità auto" che lavorano per la produzione di Outlander, tutte con persone vivaci.
L'ufficio di produzione dà (ad ogni attore) un pass per il giorno successivo, quando te ne vai di notte – cosa che ti informa sul quando arrivare, quando andare al trucco e parrucco e quando in teoria dovrai essere sul set, insieme ad altre strane informazioni arcane come il sapere se girerai solo quel giorno o per più giorni, e in quel caso, quali (è tutto soggetto a modifiche).
Quindi Mercoledì, mio marito ed io siamo stati prelevati alle 06:55, come da programma, e portati poche curve dopo, a prendere Caitriona Balfe e la sorella più giovane Lorena, che sta lavorando nella sezione costumi alla produzione di Outlander. Entrambe belle giovani donne, e amichevoli e divertenti come si può ragionevolmente supporre di poter essere a quell'ora del mattino.
Eravamo tutti sul retro della struttura, dove si trovano le roulotte. Ora, gli "artisti" hanno ciascuno un loro spazio, in questo caso, la maggior parte ha la metà di una roulotte da condividere in due. Potete vedere la mia in una delle foto; le roulotte hanno i nomi dei personaggi sulle porte, e sono abbastanza accoglienti all'interno. (C'è un bagno minuscolo, con wc a pompa e il soggiorno ha un divano a scomparsa. E’ limitato ma arredato in modo confortevole con una comoda sedia, un tavolino, un piccolo frigorifero e un vassoio con oggetti tipo Kleenex ™, un bollitore elettrico e bustine di tè di Tetley.)

Qualcuno (ci sono persone ovunque il cui compito è quello di sapere dove sono le altre persone-in particolare gli attori. Quando lavori, qualcuno sa dove sei in ogni preciso momento, e può trovarti all'istante. Ti consegnano ad un'altra persona esattamente come se fossi un pacco. (Anche se un pacco amato e rispettato, statene certi).
Tutte le roulotte sono molto strette, gradini molto ripidi fino alle porte, spazi minimi per muoversi mentre indossi un costume del 18° secolo, ve l’assicuro, ma fortunatamente sono riuscita a non cadere e rompermi il collo (ho rotto il costume un paio di volte, ma questa è un'altra storia), e ogni volta che siete nella vostra roulotte, la gente arriva e bussa alla porta a intervalli regolari – per portare cibo (colazione e pranzo non solo sono forniti, ma li portate voi), costumi o prepararti per portarti ovunque sei destinato ad andare.

In questo caso, qualcuno è apparso e mi ha detto di togliere la camicia, indossare un'accappatoio lanugginoso rosa e andare con loro. L'ho fatto e mi hanno portato al trucco e parrucco, dove Annie (la bella capo-dipartimento, con un profondo interesse e grande esperienza, sugli stili delle acconciature del 18° secolo) sovrintendeva le cose. Julie mi ha truccata con un trucco molto leggero, dato che una normale donna rispettabile del 18° secolo non ne avrebbe avuto nessuno; essenzialmente ha solo alleggerito il tono della mia pelle così da avere un minimo riflesso con le telecamere (aumentata dalla cipria, applicata circa ogni cinque minuti quando le telecamere non funzionavano, ne riparleremo più avanti) e poi sistemata la parrucca. Questo è stato... ehm... incredibile, è probabilmente l'unica parola adatta. Non mi è permesso farvi vedere il mio costume (la Starz vuole mantenere alcuni segreti), ma è stato... ehm... beh, ne ho viste di molto più grandi, di più elaborate, mettiamola in questo modo. Ed era all'incirca del colore dei miei capelli.
La preparezione per la posa della parrucca significava intrecciare i capelli in quattro piccole trecce e acconciarle in avanti e indietro sopra la testa, bloccandoli con le mollette per capelli di metallo. Questo ha fornito una base su cui la parrucca poteva essere attaccata, con miriadi di elastici tondi di diverse misure.
La parrucca è di per sé fatta di capelli umani, accuratamente acconciati, montata su una sorta di cappuccio di "pizzo". Per "pizzo" si intende la finissima rete a cui sono attaccati i capelli. Questa protezione si sistema sopra i propri capelli e le parti in più del pizzo vengono fissate alla parte superiore della fronte e più giù sulle orecchie. Una volta sistemata la parrucca e fissata in modo sicuro, il pizzo viene tagliato al minimo e poi incollato al mio viso con un po' di fissativo che sembrava più o meno resina, ma probabilmente non lo era. Una volta incollato, il pizzo diventa praticamente invisibile, non si riesce a vedere anche stando in piedi davanti alla persona che lo indossa, a meno che la colla non si sia asciugata in modo irregolare o non ce ne sia abbastanza, in qual caso il pizzo si solleva in modo non uniforme dalla pelle e si vedono le persone portarsi la mano alle tempie ed esclamare "Il mio pizzo si sta afflosciando!" dopo di che una persona del trucco si materializza magicamente accanto a loro con dei batufoli imbevuti di alcol (l'alcol scioglie il fissativo permettendo al pizzo di essere sollevato dalla pelle, pulita e rifissata).

Qualcuno mi aspettava, appena ho messo piede fuori dalla roulotte dei truccatori e dopo avermi chiesto cosa volevo per colazione (hanno tutte le classiche cose, ho scelto pancetta, uova e pane tostato), mi hanno riportato di nuovo al mio alloggio per spaventare mio marito.
La colazione è apparsa prontamente, insieme con la Diet Coke che avevo chiesto, la maggior parte delle persone sul set beve tè o caffè o acqua tutto il giorno, ma dato che anche Ron D. Moore gira con una Diet Coke, c'era sempre una scorta a portata di mano, seguita a breve distanza da due signore della sezione Costumi con i pezzi del mio vestito.
Non posso mostrarvela, oltre alla sottoveste piuttosto anonima (è fatta di tela e mussola), ma consiste in una sottoveste di mussola lunga fino al ginocchio, calze a gambaletto verdi (di quelli spessi), scarpe bruno-rossastre con fiocchi di raso, una serie di corsetti (un corsetto) da mettere sopra la sottoveste, la sottogonna e un bum-roll, che è proprio ciò che sembra (non scatterò una foto, ma potete trovarne facilmente con Google)... i fianchi larghi erano apparentemente sexy nel 18° secolo.
I corsetti. 
Si allacciano sulla schiena, e ci vuole un notevole sforzo per chiuderli adeguatamente. Se è fatto correttamente, non si riesce a respirare. Davvero non ci si può piegare, così mio marito ha dovuto allacciarmi i fiocchi sulle scarpe, fino a quando non si è arreso e ha fatto il doppio nodo. Dà l'aspetto di un vitino da vespa, però, devo dirlo.
Comunque, una volta applicati tutti questi strati, i miei costumisti mi hanno messo il  piece-de-resistance, un abito assolutamente stupendo studiato appositamente per me da Terry Moore, capo del Dipartimento Costumi. Velluto pettinato, pizzo dorato, un gilet di tartan scozzese dei MacKenzie... e non posso dire di più, ma era bellissimo. Una volta indossato, hanno aperto la porta e hanno fatto entrare Crawford, l'unico dipendente (apparentemente) maschile della sezione Costumi.
Sembrava fantastico, ma ve lo dico, una volta stretta e vestita di tutti gli strati, davvero non si può fare molto oltre allo stare in piedi e agitare le braccia in modo limitato. Andare al bagno è possibile, ma non un'impresa semplice. È possibile sedersi, ma non puoi alzarti...o muoverti per paura di stropicciare i vestiti, ma perché non si può. Hai una bella postura, anche se è involontaria.
Mi hanno lasciata ad ansimare e parlare con mio marito per un po', essendomi stato assicurato che qualcuno sarebbe venuto a prendermi...e che qualcuno sarebbe venuto per scortarmi sul set dove le riprese avrebbero avuto luogo quel giorno. (Ci sono due grandi zone; una è quella in cui è stata costruita la Sala Grande... e l'altra è altrettanto impressionante.)
Se ho tempo dopo il lavoro di domani, però, vi dirò tutto sull'Adunanza, sulla Sala Grande, e come davvero funzionano le riprese. Restate sintonizzati!'
Diana Gabaldon