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domenica 5 aprile 2015

Diana Gabaldon,il cameo in italiano

Come molti autori e registi, sappiamo che Diana Gabaldon ha fatto la sua comparsa sul piccolo schermo durante la puntata di Outlander, 'The Gathering' (1x04) in cui tutto il clan si raduna a Castle Leoch, attorno al proprio Laird. Ed è proprio prima del suo ingresso e del discorso, che la nostra scrittrice preferita appare nei panni della moglie di un mercante, Iona McTavish (e no, non la moglie di Graham che qui di cognome fa MacKenzie...simpatici e burloni gli scrittori della serie, vero? :P )
In questa clip potete vedere la sua scena nella versione italiana



Qui potete leggere la sua esperienza come attrice [parte 1] [parte 2]

mercoledì 27 agosto 2014

Il cameo di Diana nella serie tv

Alla fine la puntata dell'Adunanza è arrivata! E con essa, il cameo di Diana (registrato a febbraio e di cui lei stessa ci ha raccontato l'esperienza [1] - [2] )!!

Fatti da parte, Claire Beauchamp: un'altra ragazza moderna si troverà trasportata indietro nel tempo nel 18° secolo in Scozia nell'episodio di questa settimana di Outlander. Che ragazza? Niente di meno che lei, Diana Gabaldon, la cui serie di otto libri è servita come base per il nuovo show della Starz.
La Gabaldon, che farà un cameo come Iona MacTavish nell'episodio intitolato "The Gathering" ha girato la scena a febbraio. E, sì, ha un ruolo con delle battute.
"Matt Roberts, lo sceneggiatore di questo particolare episodio (e un uomo molto piacevole anche, come Guy Fawkes con la barba), avrebbe scritto un piccolo dialogo per me", ha spiegato la Gabaldon. "Solo un paio di frasi. Si potevano poi filmare abbastanza rapidamente... la signora in questione è all'Adunanza e la scena in questione si svolge in una delle gallerie della Sala Grande."


...voi che dite, non è bellissima?! non sembra neanche lei!!!
Come anticipato qualche mese fa, quello di Diana non sarà l'unico cameo celebre; anche un altro membro del 'dietro le quinte' parteciperà all'adunanza...e chissà, magari sarà il signor MacTavish, marito di Iona ;D

sabato 8 febbraio 2014

Diana Gabaldon: vita da attrice -parte seconda-

Sì, ve lo sento dire. Ma per quanto riguarda la parte della recitazione vera?
Beh, ottima domanda. Il mondo di Outlander è enorme, per cominciare. L'hanno creato da un'enorme fabbrica di qualche tipo in rovina e camminarci dentro e vedere come è stata trasformata è sorprendente. Vi dirò i dettagli del mio tour nel set un'altra volta, però, ho poco tempo e voglio raccontarvi della recitazione. La grandezza sta nei due grandi spazi - in cui in uno si trova la Sala Grande di Leoch.

Ho passato gran parte della giornata di oggi in compagnia di varie persone interessanti, tra cui alcuni dei pubblicitari della Starz, uno dei quali mi ha detto che andava bene se avessi rivelato (ta-dahh!) che sarei stata davvero coinvolta in qualche ripresa dell'Adunanza.
Volevano che facessi questa rivelazione specifica perché un certo numero di di addetti stampa erano stati invitati - per la natura spettacolare dell'Adunanza: decine di comparse in bellissimi (e gloriosi) costumi, scenografie mozzafiato e un sacco di roba interessante.
Ora, in origine mi avevano chiesto se mi sarebbe piaciuto fare la comparsa e dissi di si, che sarebbe stato divertente e che i fans avrebbero giocato a "Dov'è Waldo?" una volta che lo show sarebbe andato in onda. Ma alcune settimane dopo, il team di produzione mi ha mandato a dire che ci avevano pensato e che se fossi stata una comparsa, sarei dobuta restare sostanzialmente nello stesso posto per tre giorni. Come il produttore ha ammesso "La novità svanisce in fretta."
Ne sono quaindi usciti con una proposta migliore; Matt Roberts, lo sceneggiatore di questo episodio in particolare (e un uomo molto piacevole che sembra anche Guy Fawkes per via della barba), avrebbe scritto una piccola scena per me. Solo un paio di frasi di un dialogo. Le avrebbero filmate rapidamente e mi avrebbero lasciata libera. "Grande!" dissi.

La signora in questione è all'Adunanza e la scena in questione si svolge in una delle gallerie sopra la Grande Sala. Non dovrei postare foto o descrivere il set nei dettagli...ma hey, hai letto il libro, sai com è fatto.
E' una scenografia impressionante, mettiamola in questo modo. Tra le altre cose -molte altre cose- ci sono fiaccole e candele proprio ovunque, lampadari enormi, con tre o quattro dozzine di grosse candele di cera (e sono di vera cera, Matt ha detto che non è infrequente che la cera calda goccioli sulle persone sotto - una di queste ha gridato per essersi scottato, ma gli è stato risposto che era meglio che essere frustato) , appliques di candele, candelabri su tutte le superfici orizzontali... e due grandi focolari (lì e nelle torce le fiamme sono date dal gas). Un sacco di luce - arricchite da luci di scena enormi in grado di simulare qualsiasi cosa, dalla luce di mezzogiorno al quella del chiaro di luna. Aggiungetele ad una fitta nebbia/foschia artificiale che chiamano "Atmos" e avrete una vera atmosfera.
Il punto qui è che quando tutto è acceso, fa maledettamente caldo. Aggiungere qualche decina di persone vestite con abiti di lana (tutti i costumi sono stati fatti usando tessuti d'epoca autentici, naturalmente) e la temperatura della massa umana contribuisce quasi quanto il calore dato dalle luci.
Un punto importante della fisica: l'aumento di calore.
Così me ne sto in piedi in galleria, con indosso una decina di chili di lana e velluto, in compagnia di una dozzina di altre persone vestite in modo simile. E Neville sistema le luci solo per creare effetti scenografici, e con i cine-foto-operatori, le sistema in modo molto ambizioso - lunghe luci che vanno in fondo al corridoio, su per le scale, attraverso la galleria e fino all'altra parte, che richiedono l'uso di una gru, una piattaforma elevatrice e una Steadicam. L'attrezzatura necessaria per fare questa cosa, gestita da un bel ragazzo di nome Ozzie con i capelli rosso scuro (di parte per i rossi, si sa... ), era di per sé esplicitamente un Pinups bionic.

E sì, gridano davvero "Azione!" quando una scena comincia e "Taglia!" quando si fermano. Dopo, di solito, "Rifacciamo." Anche se una registrazione va bene, fanno più riprese di una scena per "copertura" - nel senso che vogliono materiale sufficiente in modo da poter scegliere il filmato che preferiscono per la versione finale. E sì, lo fanno utilizzando un 'ciak' ( uno immenso, per questa particolare scena ) con le informazioni pertinenti alla scena.
Mentre la principale impostazione tecnica viene fatta il giorno prima, ci vuole molto tempo per sistemarsi per una scena, soprattutto se bisogna regolare le luci. E una scena particolarmente lunga o ambiziosa non richiede solo l'illuminazione adatta e il funzionamento delle telecamere, ma significa che tutti devono fare esattamente la cosa giusta al momento giusto. O si rifà. Ancora. Ancora. Con lunghe attese tra un ancora e l'altro. (Come una ben nota attrice che resterà senza nome è stata sentita dire, "un'altra ripresa - un'altra occasione per mandare tutto a fa*lo.")
Il caldo aumenta. E dal momento che eravamo lì da tre ore, eravamo circa a 40°C in galleria. (Non sto scherzando...vivo a Phoenix, Arizona so riconoscere 40°C) Caitriona - che entrava ed usciva dalla galleria ad ogni ripresa (io ero sempre sul posto), mi ha gentilmente prestato il ventaglio che aveva (che le era stato prestato da uno dei costumisti), ed è stato molto gradito, soprattutto quando una delle comparse in piedi dietro di me è collassata per il caldo ed è caduta in un angolo, rossa in faccia e in un bagno di sudore. Ho tirato fuori il ventaglio dalla manica e l'ho sventolatp follemente, anche se solo per pochi secondi prima che un addetto accorresse per portarla al piano di sotto.
A questo punto, ci hanno fatto uscire tutti dalla galleria e aperto le porte per far scendere la temperatura mentre ci si sistemava per la ripresa successiva. Brian Kelly, il regista, si è avvicinato e di sfuggita mi ha detto qualcosa che ho capito essere "stai lì", così ho fatto. Evidentemente mi aveva effettivamente detto di andare al piano di sotto, perché ha indicato con lo sguardo la porta sopra la spalla e lo sentii chiamare il suo AD ( il suo assistente - quello che riprende) , "Davey, vieni tradurre per me, ok?" gli accenti di Glasgow sono qualcosa di speciale...
Alla fine, ci sono volute cinque ore per fare una sola ripresa (quando siamo tornati di sopra, erano stati portati i ventilatori, così come l'acqua e la situazione era un bel po' più tollerabile).
Stranamente, non ero molto nervosa di dire le mie battute. Lunedi' ho avuto una bella riunione con Carol Ann Crawford, l'insegnante di dizione, che mi ha dato la versione breve di "Come parlare con l'accento scozzese", molto utile. E dopo averlo detto una volta, e superata la stranezza del sentirlo, ho pensato che probabilmente non l'avrei fatto così male da rovinare la scena, quindi non preoccupatevi. Inoltre, il disagio fisico di essere cotta alla morte mentre te ne stai in piedi per ore in scarpe col tacco alto che convergono tutto il peso sulle punte e di non poter muovere il busto per alleviare la tensione sulla parte bassa della schiena fa sparire la paura del palcoscenico.
(In tutta onestà, non avevo paura dell'approccio al palcoscenico. Da un lato, ho parlato ad alta voce di fronte a centinaia di persone per alcuni anni, e dall'altro, ero abbastanza sicura che se avessi fatto qualcosa di orribile, non l'avrebbero fatto al pubblico.)
Ora, quando si fanno le riprese, ci sono - come ho detto - lunghe pause tra un ciak e l'altro. E' affascinante osservare ciò che accade in queste pause, specialmente quando ci sono un sacco di attori coinvolti. L'istante in cui AD grida " Stop! Rifacciamo," un flusso di persone del trucco/parrucco si riversa sul set verso gli attori a loro assegnati, con spazzole, pettini, cipria e altri attrezzi a portata di mano. Il regista gira tra la folla dando alle persone istruzioni - e vari specialisti, come l'esperto di dialetto e di gaelico (cioè Adhamh O'Broin, che avete visto nei video "Speak Outlander" ) appare per dare il suo aiuto e la sua consulenza.
Così ogni volta che c'era una pausa, qualcuno mi appariva davanti, a volte in due o tre.
Davvero interessante; la sensazione dell'essere passato come un pacco. Sei fondamentalmente un oggetto inanimato per la maggior parte del tempo. E "loro" (la produzione) sanno esattamente dove ti trovi in ogni momento della giornata , sul set e fuori, in modo da poterti trovare e registrare subito. L'operazione è semplicemente troppo grande e troppo complessa per essere gestita mentre qualcuno va alla ricerca dell'attore mancante. Come uno del cast mi ha detto questo pomeriggio, "Sanno quando vai al bagno e esattamente quanto ci stai." Penso che questo potrebbe dare sui nervi dopo un po', ma per due giorni l'ho fatto (ero in un'altra piccola scena il giorno dopo, ma ci sono volute solo un paio d'ore...e non c'erano persone al piano terra e c'erano molte meno candele accese, molto più fresco), il tutto è stato molto divertente.
Anche questo è essere uno scrittore; fare qualcosa una sola volta, solo per poterne scrivere.

Diana Gabaldon

venerdì 7 febbraio 2014

Diana Gabaldon: vita da attrice -parte prima-

Diana è in Scozia e si sta preparando per il suo cameo nella serie tv ;) 

 'Sapete, non sono affatto sorpresa che gli attori non abbiano problemi che hanno a che fare con la vita reale. Non che non sappiano separare la realtà dei loro personaggi (e credetemi, è una realtà) da quella della propria vita 
personale, ma se sei un attore cinematografico, la vita reale non esiste sul lavoro.
Dopo una lettura degli script del Blocco 3 e un incontro con la produzione Lunedi, dopo un tour enorme e affascinante nel "Mondo di Outlander" (che vi racconterò in dettaglio, ma più avanti; ho dormito quattro ore la scorsa notte, la sveglia alle 5:30 questa mattina -Giovedì- il che significa che mi sono alzata alle 4:30, per un altro Giorno Davvero Pieno) Martedì, seguito da ore di interviste con la stampa, ho iniziato la mia breve carriera come attrice TV il Mercoledì mattina.
"Call" si intende l'ora in cui una macchina arriva al vostro alloggio per  prendervi e portarvi al lavoro. Ci sono cinque "unità auto" che lavorano per la produzione di Outlander, tutte con persone vivaci.
L'ufficio di produzione dà (ad ogni attore) un pass per il giorno successivo, quando te ne vai di notte – cosa che ti informa sul quando arrivare, quando andare al trucco e parrucco e quando in teoria dovrai essere sul set, insieme ad altre strane informazioni arcane come il sapere se girerai solo quel giorno o per più giorni, e in quel caso, quali (è tutto soggetto a modifiche).
Quindi Mercoledì, mio marito ed io siamo stati prelevati alle 06:55, come da programma, e portati poche curve dopo, a prendere Caitriona Balfe e la sorella più giovane Lorena, che sta lavorando nella sezione costumi alla produzione di Outlander. Entrambe belle giovani donne, e amichevoli e divertenti come si può ragionevolmente supporre di poter essere a quell'ora del mattino.
Eravamo tutti sul retro della struttura, dove si trovano le roulotte. Ora, gli "artisti" hanno ciascuno un loro spazio, in questo caso, la maggior parte ha la metà di una roulotte da condividere in due. Potete vedere la mia in una delle foto; le roulotte hanno i nomi dei personaggi sulle porte, e sono abbastanza accoglienti all'interno. (C'è un bagno minuscolo, con wc a pompa e il soggiorno ha un divano a scomparsa. E’ limitato ma arredato in modo confortevole con una comoda sedia, un tavolino, un piccolo frigorifero e un vassoio con oggetti tipo Kleenex ™, un bollitore elettrico e bustine di tè di Tetley.)

Qualcuno (ci sono persone ovunque il cui compito è quello di sapere dove sono le altre persone-in particolare gli attori. Quando lavori, qualcuno sa dove sei in ogni preciso momento, e può trovarti all'istante. Ti consegnano ad un'altra persona esattamente come se fossi un pacco. (Anche se un pacco amato e rispettato, statene certi).
Tutte le roulotte sono molto strette, gradini molto ripidi fino alle porte, spazi minimi per muoversi mentre indossi un costume del 18° secolo, ve l’assicuro, ma fortunatamente sono riuscita a non cadere e rompermi il collo (ho rotto il costume un paio di volte, ma questa è un'altra storia), e ogni volta che siete nella vostra roulotte, la gente arriva e bussa alla porta a intervalli regolari – per portare cibo (colazione e pranzo non solo sono forniti, ma li portate voi), costumi o prepararti per portarti ovunque sei destinato ad andare.

In questo caso, qualcuno è apparso e mi ha detto di togliere la camicia, indossare un'accappatoio lanugginoso rosa e andare con loro. L'ho fatto e mi hanno portato al trucco e parrucco, dove Annie (la bella capo-dipartimento, con un profondo interesse e grande esperienza, sugli stili delle acconciature del 18° secolo) sovrintendeva le cose. Julie mi ha truccata con un trucco molto leggero, dato che una normale donna rispettabile del 18° secolo non ne avrebbe avuto nessuno; essenzialmente ha solo alleggerito il tono della mia pelle così da avere un minimo riflesso con le telecamere (aumentata dalla cipria, applicata circa ogni cinque minuti quando le telecamere non funzionavano, ne riparleremo più avanti) e poi sistemata la parrucca. Questo è stato... ehm... incredibile, è probabilmente l'unica parola adatta. Non mi è permesso farvi vedere il mio costume (la Starz vuole mantenere alcuni segreti), ma è stato... ehm... beh, ne ho viste di molto più grandi, di più elaborate, mettiamola in questo modo. Ed era all'incirca del colore dei miei capelli.
La preparezione per la posa della parrucca significava intrecciare i capelli in quattro piccole trecce e acconciarle in avanti e indietro sopra la testa, bloccandoli con le mollette per capelli di metallo. Questo ha fornito una base su cui la parrucca poteva essere attaccata, con miriadi di elastici tondi di diverse misure.
La parrucca è di per sé fatta di capelli umani, accuratamente acconciati, montata su una sorta di cappuccio di "pizzo". Per "pizzo" si intende la finissima rete a cui sono attaccati i capelli. Questa protezione si sistema sopra i propri capelli e le parti in più del pizzo vengono fissate alla parte superiore della fronte e più giù sulle orecchie. Una volta sistemata la parrucca e fissata in modo sicuro, il pizzo viene tagliato al minimo e poi incollato al mio viso con un po' di fissativo che sembrava più o meno resina, ma probabilmente non lo era. Una volta incollato, il pizzo diventa praticamente invisibile, non si riesce a vedere anche stando in piedi davanti alla persona che lo indossa, a meno che la colla non si sia asciugata in modo irregolare o non ce ne sia abbastanza, in qual caso il pizzo si solleva in modo non uniforme dalla pelle e si vedono le persone portarsi la mano alle tempie ed esclamare "Il mio pizzo si sta afflosciando!" dopo di che una persona del trucco si materializza magicamente accanto a loro con dei batufoli imbevuti di alcol (l'alcol scioglie il fissativo permettendo al pizzo di essere sollevato dalla pelle, pulita e rifissata).

Qualcuno mi aspettava, appena ho messo piede fuori dalla roulotte dei truccatori e dopo avermi chiesto cosa volevo per colazione (hanno tutte le classiche cose, ho scelto pancetta, uova e pane tostato), mi hanno riportato di nuovo al mio alloggio per spaventare mio marito.
La colazione è apparsa prontamente, insieme con la Diet Coke che avevo chiesto, la maggior parte delle persone sul set beve tè o caffè o acqua tutto il giorno, ma dato che anche Ron D. Moore gira con una Diet Coke, c'era sempre una scorta a portata di mano, seguita a breve distanza da due signore della sezione Costumi con i pezzi del mio vestito.
Non posso mostrarvela, oltre alla sottoveste piuttosto anonima (è fatta di tela e mussola), ma consiste in una sottoveste di mussola lunga fino al ginocchio, calze a gambaletto verdi (di quelli spessi), scarpe bruno-rossastre con fiocchi di raso, una serie di corsetti (un corsetto) da mettere sopra la sottoveste, la sottogonna e un bum-roll, che è proprio ciò che sembra (non scatterò una foto, ma potete trovarne facilmente con Google)... i fianchi larghi erano apparentemente sexy nel 18° secolo.
I corsetti. 
Si allacciano sulla schiena, e ci vuole un notevole sforzo per chiuderli adeguatamente. Se è fatto correttamente, non si riesce a respirare. Davvero non ci si può piegare, così mio marito ha dovuto allacciarmi i fiocchi sulle scarpe, fino a quando non si è arreso e ha fatto il doppio nodo. Dà l'aspetto di un vitino da vespa, però, devo dirlo.
Comunque, una volta applicati tutti questi strati, i miei costumisti mi hanno messo il  piece-de-resistance, un abito assolutamente stupendo studiato appositamente per me da Terry Moore, capo del Dipartimento Costumi. Velluto pettinato, pizzo dorato, un gilet di tartan scozzese dei MacKenzie... e non posso dire di più, ma era bellissimo. Una volta indossato, hanno aperto la porta e hanno fatto entrare Crawford, l'unico dipendente (apparentemente) maschile della sezione Costumi.
Sembrava fantastico, ma ve lo dico, una volta stretta e vestita di tutti gli strati, davvero non si può fare molto oltre allo stare in piedi e agitare le braccia in modo limitato. Andare al bagno è possibile, ma non un'impresa semplice. È possibile sedersi, ma non puoi alzarti...o muoverti per paura di stropicciare i vestiti, ma perché non si può. Hai una bella postura, anche se è involontaria.
Mi hanno lasciata ad ansimare e parlare con mio marito per un po', essendomi stato assicurato che qualcuno sarebbe venuto a prendermi...e che qualcuno sarebbe venuto per scortarmi sul set dove le riprese avrebbero avuto luogo quel giorno. (Ci sono due grandi zone; una è quella in cui è stata costruita la Sala Grande... e l'altra è altrettanto impressionante.)
Se ho tempo dopo il lavoro di domani, però, vi dirò tutto sull'Adunanza, sulla Sala Grande, e come davvero funzionano le riprese. Restate sintonizzati!'
Diana Gabaldon

lunedì 3 febbraio 2014

Aggiunte (involontarie?) al cast!

Ieri Diana è approdata in Scozia e ha cominciato a visitare un pò il set, in particolare il reparto costumi per poi rilassarsi in una serata scozzese (con un pò di buon cibo italiano):

Al sicuro in Scozia!
Abbiamo avuto un lungo ma tranquillo viaggio (iniziato con un ritardo di quattro ore...e davvero, il ritardo del volo è una cosa normale, che può capitare quando si viaggia); ora piacevolmente sistemati per una settimana a Glasgow. Una bella tranquilla Domenica; abbiamo visitato il Kelvingrove Art Gallery and Museum e goduti le mostre, poi del delizioso cibo italiano in un bel posto chiamato Spuntini. Ho appena scritto 1000 parole di MOBY e pronta per andare a dormire.

Il vero lavoro inizia domani, ma ho avuto il piacere di andare sul set (ossia "Il Mondo di Outlander") Sabato e ho incontrato Terry, il capo della fantastica sezione Costumi. Il posto - solo la zona costumi - è ENORME! Spazi enormi pieni di scaffali con tessuti, stanze piene di tabelle di lavoro, macchine da cucire, manichini, pareti con ricami e disegni... e il piccolo nuovo arrivato, il cucciolo di Terry, preso solo tre o quattro giorni fa, e in attesa dell'arrivo di Ron per aver un nome.
Qui ci sono alcune foto dei costumi e una di Liz (una delle brave costumiste) che
tiene il novellino. Tutte le persone lì sono meravigliose e hanno fatto un lavoro fantastico sul mio costume. E' bellissimo, e l'hanno confezionato con notevole abilità, anche se suppongo che abbiano un bel po' di esperienza ormai...
Non posso mostrare il mio costume, ma posso dirvi che indossare un corsetto è qualcosa come indossare un'armatura. I piccoli proiettili ci rimbalzano e si ha davvero una posizione corretta, per forza.
Domani sarò sul set per la maggior parte della giornata, per la lettura e l'incontro con la produzione, che sarà emozionante. <g>
Vi dirò ciò che posso.


Se noterete però, in una delle foto ci sono dei fogli appesi alla parete con alcuni nomi del cast che ancora non erano stati rivelati e cioè...

John Sessions nella parte di Arthur Duncan, marito di Geillis.
Attore inglese classe '53, è un famoso attore e improvvisatore. Ha lavorato con molti nomi celebri del cinema, come Mel Gibson e Anthony Hopkins (il Bounty) e Kenneth Branagh (Nel bel mezzo di un gelido inverno); recentemente è apparso in film come The Iron lady con Meryl Streep e, tornando un pò più indietro, in Gangs of New York di Scorsese
Fonte


Bill Paterson nella parte dell'avvocato Ned Gowan.
Nato a Glasgow nel 1945 e diplomato alla Royal Scottish Academy of Music and Drama, ha alle spalle una lunga carriera più televisiva che teatrale. Famoso per film come Urla del silenzio (1984), Chi ha paura delle streghe? (1990) e Le avventure del Barone di Munchausen (1988).
Fonte

Tim McInnerny nella parte di Padre Bain
Attore inglese, è nato nel 1956 e in molti lo ricorderanno per la sua interpretazione in Notthing Hill 
Fonte

domenica 2 febbraio 2014

Diana arriva in Scozia e...

...concede un'intervista all'emittente radio BBC Scozia! A questo link potete ascoltare l'intervista fattale da Shereen Nanjiani.
Grazie a Gisela del blog Saga Forastera de Diana Gabaldon per la sua trasposizione in testo, vi proponiamo qui la sua intervista...che contiene una piccola sorpresa.

La prima domanda non c'è, ma dalla risposta si capisce che è stato chiesto di parlare un pò di sè e della sua famiglia...
dall'account Instagram di Outlander Starz

Diana Gabaldon : Flagstaff, in Arizona, alla fine degli anni '40, verso la fine della Seconda Guerra Mondiale. La popolazione non era di grande cultura come oggi. Non c'erano persone di colore qui. C'erano molti 'messicani', che non erano persona provenienti dal Messico, ma semplicemente persone di origine ispanica. I miei genitori si sono conosciuti a 15 anni quando andavano al liceo e si innamorarono a prima vista. Si fidanzarono a 18 anni causando un terribile scandalo. Mia madre era la figlia del sindaco di quel tempo di Flagstaff e la famiglia di mio padre veniva dal New Mexico. A quel tempo, questo era considerato l'unione di razze. La gente cominciò a fare petizioni contro il matrimonio dei miei genitori. Fu davvero uno scandalo. C'era molta pressione e riuscirono a convincere mia madre a rompere il fidanzamento e la mandarono a Tucson, a 400 miglia dall'Arizona. Questo è durato circa un semestre e nel dicembre dello stesso anno, mia madre telefonò a mio padre e disse: "Ti amo ancora. Mi ami ancora anche tu? Vieni a prendermi."


Reporter :  Ed è stato un matrimonio lungo e felice?
DG : sono stati sposati per 20 anni. Mia madre è morta di cancro a 40 anni.

R : E sei nata un anno dopo il matrimonio?

DG : Sì

R : Come mai hai lasciato la carriera scientifica dopo tutto quel tempo e ti sei dedicata alla scrittura?
DG : Sapevo di voler fare la scrittrice da quando avevo 8 anni. Solo che non sapevo come fare. Non ci sono manuali sul come scrivere. Sei tu e le pagine bianche. Venivo da una famiglia molto conservatrice, mio padre (che riposi in pace), mi ripeteva sempre: "Se non sai giudicare il carattere delle persone, sarai destinata a sposare un barbone. Sii certa di avere una buona istruzione per mantenere i tuoi figli". Per questo, non pensavo di dire che volevo fare la scrittrice, questa professione non è finanziariamente sicura. Ed è per questo che mi sono dedicata alla scienza. Ho amato molto la ricerca e l'insegnamento, ma in ogni caso, volevo essere una scrittrice. Quando ho compiuto 35 anni, mi sono detta che al mio prossimo compleanno avrei cominciato a scrivere un romanzo. Avevo già scritto materiale didattico e alcuni dialoghi per i fumetti di Walt Disney.


R : Cosa ti ha fatto propendere per un romanzo storico?
DG : Ho pensato di scrivere un romanzo per far pratica. Quindi, non era importane che tipo di romanzo fosse. Dopo aver valutato le idee, pensai che un romanzo storico sarebbe stato più facile per me. Ero una ricercatrice, dunque, sapevo come usare una libreria. E' più facile indagare sulle cose che inventarle. E se salta fuori che non ho immaginazione, posso rubare idee dagli archivi. Mi sono detta, un romanzo storico. Dove lo posso collocare nel tempo? E per caso, mi sono trovata a guardare un vecchio episodio del "Dr.Who" in cui è apparso in un giovane venuto dalla Scozia del 1745 e indossava il suo kilt. E' sexy, pensai. Il giorno dopo, in chiesa, ci stavo ancora pensando e decisi che avrei ambientato il mio romanzo nella Scozia del XVIII secolo. E così ho iniziato senza sapere nulla del XVIII secolo in Scozia, senza personaggi, senza una storia. Tutto quello che avevo era l'idea di un uomo che indossava un gonnellino, che è, per inciso, un'immagine molto potente.

R : Come ha effettuato le ricerche? Sei andata in Scozia?

DG : No, stavo scrivendo questo libro per far pratica quindi non l'ho detto a nessuno, nemmeno a mio marito. Avevo due lavori a tempo pieno e tre bambini piccoli in quel momento, quindi non potevo dire 'ho intenzione di andare in Scozia per fare ricerche per il romanzo che sto scrivendo. Scrissi La Straniera interamente con le ricerche in biblioteca. Quando si analizza, è come sciogliere una matassa di lana, si sceglie un capo e si snoda.

R : Il personaggio femminile viaggia nel tempo. Anche questo è ispirato dal "Dr.Who"?
dall'account Instagram di Outlander Starz

DG : No. Mentre facevo ricerche, riportavo le idee sulla carta. Decisi che la storia ci sarebbe stata nel periodo della ribellione giacobita e Bonnie Prince Charlie. Dopo tre giorni di scrittura, pensai che avrei dovuto compensare i molti personaggi maschili con una donna. Per aggiungere un po' di tensione sessuale. Il che era una buona cosa. Se il mio personaggio femminile fosse stato di origine inglese, avrebbe aggiunto molti conflitti. Ecco quindi che appare questa donna inglese. L'ho messa in una capanna in mezzo alla Scozia, per vedere che avrebbe fatto. Tutti la fissavano. Dougal si avvicina e dice: "Il mio nome è Dougal MacKenzie. Qual è il vostro?" E io di fermai a riflettere per un momento e dice "Il mio nome è Elizabeth Claire Beauchamp. E chi diavolo sei tu?", dissi a me stessa: sicuramente non ti comporti come una persona del XVIII secolo, lottai con lei per diverse pagine, cercando di farla comportare come un personaggio storico, ma lei non ne voleva sapere. Continuava a  fare commenti intelligenti e cominciò a raccontare da sola la storia stessa. Decisi di non combatterla per tutto il libro, la lasciai moderna. Poi dovevo capire come fosse finita lì. Se c'è un viaggio nel tempo in questi libri, la colpa è di Claire.

R : Come ti sei sentita dopo che il tuo romanzo di prova venne finalmente pubblicato?
DG : Benissimo! Rimasi scioccata! Ero un membro di Compuserve, un forum letterario, e iniziai ad avere una discussione con un uomo sul come ci si sentiva ad essere incinta. Disse di fare esempi e presi un piccolo pezzo che avevo scritto su una giovane donna incinta. Tutti coloro che hanno seguito questa discussione chiesero cosa fosse e se avessi qualcosa in più da mostrare. Ora, non scrivo in linea retta, quando 'vedo' accadere le cose, le scrivo, non necessariamente in un ordine cronologico. Poi si inizia. Così avevo molti pezzi non collegati. Promisi di postarli quando avessi avuto parti più consistenti. Così ho fatto e tutti erano contenti, dissero che era fantastico e avrei dovuto pubblicarlo. Alcuni scrittori di questo forum mi hanno consigliato di cercare un agente letterario. Infine trovai Perry Knowlton, che non aveva l'avversione per i grandi libri e gli chiesi di leggere i pezzetti che avevo scritto fino ad allora. Mi accettò subito, senza avere finito il libro.


R : Da allora, hanno venduto oltre 20 milioni di copie...
DG : In realtà, 25 milioni.

R : E in 23 lingue diverse
DG : 36, finora

R : Quando è stata la prima volta che sei venuta in Scozia?

DG : Perry è riuscito a negoziare un contratto per scrivere una trilogia, cosa molto popolare all'epoca. Per cui dissi a mio marito che dovevo conoscere il posto. Durante la stesura del secondo libro, lasciai i bambini con mio padre e partì per la Scozia.

R : Era come te l'eri immaginata per i tuoi libri?
DG : Sì, su tutti i fronti. Mi ricordo di essere stata in piedi a "Carter bar" ( il confine tra Scozia e Inghilterra ) a vedere la roccia che da un lato c'è la Scozia e dall'altro l'Inghilterra a guardare il lato scozzese e pensare: "mi sento come a casa".

R : Come ti sei sentito quando hai saputo della notizia che La Straniera sarebbe diventato una serie TV?

DG : Terribilmente felice. Molti hanno cercato di fare un film de La Straniera per anni. E' praticamente impossibile adattare il libro ad un film di due ore.

R : Sei stata sul set in Scozia?

DG : No, ci andrò domani per la prima volta. Domani andrò in Scozia e farò una breve apparizione per la serie.

R : Sai chi sarai nel cameo?
DG : Sarò la moglie di un mercante. E' tutto quello che posso dire. Con un bel vestito.

dall'account Instagram di Outlander Starz

R : Hai mai incontrato gli attori? Mi chiedevo come ti eri immaginata i personaggi ...
DG : Ho incontrato Sam Heughan e Caitriona Balfe un paio di settimane fa a Los Angeles. Ho parlato molto con Sam online, da circa 6 mesi, da quando è stato scelto per il ruolo di Jamie Fraser, prima di incontrarci di persona. Hanno scelto Sam e Caitriona è arrivata molto più tardi. I produttori mi hanno chiamato e hanno detto di aver trovato Jamie ( ho pensato: così in fretta? ) e mi hanno mandato le registrazioni del suo provino. In quel momento, io e mio marito eravamo in macchina, abbiamo cercato il nome 'Sam Heughan' su Google e mi sono detta che stavano scherzando. Sembrava strano. Non volevo avere pregiudizi perché so che è quello che fanno gli attori, diventano un'altra persona quando recitano. Sam è un attore 'camaleonte', cambia in un batter d'occhio e tutti in ruoli è completamente diverso, il che gli conferisce un aspetto completamente diverso. Quando siamo arrivati ​​a Santa Fe, ho iniziato a guardare le registrazioni del provino sul mio computer, guardando attraverso le mani che mi coprivano il viso, cinque secondi più tardi, lui se n'era andato e Jamie Fraser era davanti ai miei occhi. Rimasi a bocca aperta. Ho chiamato i produttori per dire che era fantastico.

R : So che è stato adattato dal produttore  di "Battlestar Galactica". E' difficile lasciare il lavoro nelle mani di un altro?
DG : Gli adattamenti di Ron sono incredibilmente buoni; è eccellente in quello che fa ed è molto attento a fare un fedele adattamento dei libri. E' diverso da quello che ha fatto con "Battlestar Galactica", che è stato completamente cambiato. I miei libri sono in giro da molto tempo e hanno molti fans ed è quello che i fans vogliono, non quello che i produttori immaginano, ma la storia con che p familiare ai fans. E Ron si è impegnata a darci questo. Allo stesso tempo, dobbiamo apportare modifiche per contestualizzare visivamente, così Ron e la sua partner Maril hanno trascorso un fine settimana con me per discutere i dettagli. Ron mi ha detto che l'inizio del libro andava molto bene come testo, ma non era troppo visivo. Ha detto: "Claire è il centro della storia; è la SUA storia quindi penso che dovremmo metterla nel centro da subito, in un contesto in cui saremo in grado di relazionarci con chi e cosa è, perciò ho pensato ad un prologo visivo di due minuti in cui la vediamo durante la seconda guerra mondiale, che lavora in un ospedale, con sangue dappertutto a salvare vite umane, mostrando ciò che è la sua professione". Mi ritrovai ad annuire. Voglio davvero vedere la serie. Sono molto disponibili a mostrarmi le piccole scene, per essere sempre informata sulle riprese. E io sono completamente stupita di quello che hanno fatto finora. Quando Ron mi ha mostrato una delle sceneggiature pilota, dissi, "per 20 anni, in molti hanno cercato di fare un film con i miei libri, questa è la prima volta che leggo una sceneggiatura basata sul mio lavoro non mi fa impallidire o farmi dare in escandescenza."

giovedì 30 gennaio 2014

Diana in Scozia

Stamattina su Twitter, Diana ha avvisato Sam Heughan che qualche ora li dividevano dopo di che, l'autrice si potrà ricongiungere con il suo personaggio Jamie Fraser! 
Infatti, come vi avevamo accennato tempo fa, la possibilità che Diana facesse un cameo nella serie era inizialmente visto favorevolmente e poi assolutamente certa.
Dopo lo stop delle riprese per il periodo natalizio, a Febbraio la trouppe ricomincia i lavori e con Diana alla volta della Scozia c'è da supporre che la scena dell'Adunanza sia vicina!