venerdì 25 dicembre 2015

Buon Natale Outlanders

Nollaig chridheil Sassenachs!

domenica 20 dicembre 2015

Virgins: Quarta Domenica d'Avvento

Ian aveva portato con sè Jamie alla cattedrale di Sant'Andrea e aveva insistito affinchè si confessasse. Jamie aveva esitato...non una grande sorpresa.
"No. Non posso."
"Andremo insieme." Ian lo aveva afferrato saldamente per un braccio e letteralmente lo trascinò oltre la soglia. Una volta dentro, contava molto sull'atmosfera del luogo per tenere lì Jamie.
Il suo amico si fermò, vide il bianco dei suoi occhi mostrando mentre si guardava intorno con circospezione.
La pietra del soffitto a volta saliva nell'ombra, ma le macchie di luce colorata delle vetrate cadevano morbide sulle colonne usurate della navata.
"Non dovrei essere qui" mormorò Jamie sottovoce.
"Quale posto migliore, idiota? Andiamo" mormorò Ian di rimando e si tirò Jamie lungo la navata laterale fino alla cappella di Santo Stefano. La maggior parte delle cappelle laterali erano sontuosamente arredate, dei monumenti imponenti alle famiglie benestanti. Questa era una piccola nicchia di pietra decorata, contenente poco più di un altare, un arazzo sbiadito di un santo senza volto e un piccolo angolo dove si potevano collocare le candele.
"Resta qui". Ian lasciò un Jamie impietrito davanti all'altare e si sporse verso l'esterno, andò a comprare una candela dalla vecchia donna che li vendeva vicino alla porta principale. Aveva cambiato idea sul convincere Jamie ad andare a confessarsi, sapeva bene quando si riusciva a far fare qualcosa ad un Fraser e quando non si riusciva.
Si preoccupava un po' di aver lasciato Jamie e si affrettò a tornare nella cappella, ma Jamie era ancora lì, in piedi al centro del minuscolo spazio, a testa bassa che fissava il pavimento.
"Ecco, allora," disse Ian tirandolo verso l'altare. Posizionò la candela - una costosa e grande di cera d'api - sul cavalletto e tirò fuori dalla manica la carta che la vecchia signora gli aveva dato, offrendola a Jamie. "Per accenderla. Diremo una preghiera per tuo padre. E...e per lei."
Poteva vedere le lacrime che tremavano sulle ciglia di Jamie, scintillanti nella luce rossa della luce del santuario che pendeva sopra l'altare, ma Jamie le ricacciò indietro e strinse la mascella.
"Va bene" disse a bassa voce, ma esitò. Ian sospirò, prese la carta dalla mano, in punta di piedi, illuminato dalla lampada.
"Fallo" sussurrò, consegnandola a Jamie , "o te ne darò uno buono nel rene, proprio qui."
Jamie emise un suono che avrebbe potuto essere lo sbuffo di una risata e abbassò la carta per accendere lo stoppino della candela. Il fuoco si alzò, un'alta fiamma pura con il blu nel cuore, poi si fermò mentre Jamie allontanava la carta e la spegneva con una linea di fumo.
Rimasero per qualche tempo, le mani intrecciate davanti a loro, guardando la candela bruciare. Ian pregava per sua madre e suo padre, per sua sorella e i suoi bambini...con qualche esitazione (era rispettoso pregare per un ebreo?), per Rebekah Bat-Leah, e con uno sguardo di sottecchi a Jamie, per essere sicuro che non stesse guardando, per Jenny Fraser. Poi per l'anima di Brian Fraser...e poi, con gli occhi chiusi, per l'amico accanto a lui.
I suoni della chiesa erano sbiaditi, i sussurri tra le pietre e gli echi del legno, lo scalpitio dei piedi e il rumore dei piccioni sul tetto. Ian smise di parlare, ma stava ancora pregando. E poi si fermarono anche loro, e c'era solo la pace e il battito soffice del suo cuore.
Sentì Jamie sospirare, da qualche parte nel profondo, e aprì gli occhi. Senza parlare, uscirono, lasciando vegliare la candela.

Miraphora in Scozia - 2° Tappa, Dunkeld e Birnam, Pitlochry e il Queen's View

Giorni: 15 - 16 Agosto
Spostamenti: a piedi, macchina
Budget medio: 50£ al giorno

Attrazione più bella: Queen's View
Biggest regret: avrei voluto stare almeno un giorno in più

Durante la pianificazione delle tappe e degli spostamenti, la strada da Edimburgo a Inverness ci era sembrata troppo lunga e, francamente, era anche uno spreco evitare di visitare qualcosa in quella zona dovendoci passare proprio in mezzo. Abbiamo deciso, quindi, di evitare di fare ore di macchina come primo tratto di guida e, cartina e guida alla mano, abbiamo cercato un punto dove fermarci.
Ci sono capitate sotto gli occhi Dunkeld e Birnam e, successivamente come ultima fermata dove dormire, Pitlochry.
Ragazzi, date retta a me, questa è una zona sottovalutata. In giro c'era pochissima gente, di turisti ne abbiamo visto solo 3 (una famiglia), e gli abitanti erano tutti sorridenti, rilassati e per niente scocciati di vedersi togliere da sotto il naso l'ultimo parcheggio del paesello.
Birnam e Dunkeld sono paesini talmente piccoli da stare su una strada, hanno tea house da fiaba e panorami con nuvoloni tipo zucchero filato e tantissime cose da vedere e da fare. Come zona merita di sicuro più di due giornate scarse, ed è perfetta per un turismo slow fatto di passeggiate, qualche degustazione di whisky e una bella fetta di torta.

Cominciamo con la prima fermata: Dunkeld e Birnam.
Le due cittadine - o paesini - del Pertshire sono chiamati gemelli: sorgono sulle due sponde del fiume Tay e sono speculari. Da un lato Dunkeld, dall'altro Birnam, e basta attraversare un ponte per passare da una cittadina all'altra. Il colore dominante è il verde: alberi ovunque, fiori ovunque, tantissime zone di verde, tanti cespugli e un bellissimo mini parco - o mini foresta? - dedicata a Beatrix Potter.
A Birnam, infatti, c'è il Beatrix Potter Park, piccolo ma interessante con a fianco un centro che ospita una mostra sull'autrice. Se vi interessa più il lato serio della letteratura, Birnam è anche il luogo dov'è ambientato il Macbeth.
Vi farà piacere sapere che noi - nella nostra immensa abilità di turiste indipendenti - abbiamo provato a raggiungere Dunkeld attraverso il famoso ponticello...e non ci siamo riuscite. Dopo oltre 15 minuti di camminata lungo questa stradina sterrata dove non c'era assolutamente nessuno, del ponte non c'era nemmeno l'ombra e, alla fine, siamo tornate indietro scoraggiate visto che ormai era arrivata l'ora di metterci in marcia.
A Birnam abbiamo mangiato in questa piccolissima tea house, di quelle che a vederle da fuori non ti fidi ad entrare, che faceva sia da tavola calda sia da negozio di articoli misti - cancelleria, edicola, ecc. - con cameriere gentilissime dai tratti tipicamente british e tantissimi abitanti del luogo che ci guardavano sorridenti. Sempre a Birnam, mentre camminavamo lungo il marciapiede deserto, abbiamo incontrato il vecchino più tenerello ever: ci siamo incrociati e lui, zoppicante con il suo bastone, si è fermato e ci ha augurato una buona giornata. Lo avrei abbracciato.

Da Dunkeld e Birnam abbiamo proseguito il viaggio verso Pitlochry. Al contrario delle due piccole cittadine, Pitlochry è già più turistica, ci sono molti visitatori (anche se quasi tutti di una certa età) ed è decisamente più viva. La strada che ci ha portato al nostro B&B sembrava una mulattiera di montagna - a prova di stress da guida, con quelle curve a gomito in salita! - ma, una volta a destinazione, ne vale assolutamente la pena! Al Derrybeg ci siamo trovate benissimo, qui la proprietaria Ildiko - di cui ho già parlato - ci ha aiutate illustrandoci le cose più belle da vedere in poco tempo e ci ha suggerito un itinerario che finiva al centro città giusto in tempo per la cena.
Pitlochry
Dal punto di vista naturalistico, Pitlochry è fantastica: sorge lungo un solo lato del fiume Tummel, mentre dall'altro c'è verde ovunque. Il percorso da seguire è lineare: attraversi la strada, segui il ponte, prosegui per circa 1 ora di camminata, arrivi alla diga dove - dicono - si possono vedere i salmoni risalire la corrente (noi non ne abbiamo visto nemmeno uno), la attraversi (io ho fatto l'ultimo tratto di corsa perché avevo una paura nera) e ritorni in città dove ti fermi per cenare. Noi abbiamo seguito alla lettera questo giro, aggiungendo una visita alla distilleria Blair Athol.
Per cena ci siamo fermate in un posto piuttosto famoso - di cui non ricordo nemmeno il nome - che, però, ci ha deluse: niente di veramente speciale o tipico.
Vista dalla diga
Il giorno dopo, una volta caricata la macchina e presa la strada, abbiamo seguito il consiglio della nostra nuova amica del B&B e ci siamo dirette verso il famoso Queen's View.
La strada da percorrere per arrivare al punto panoramico è, per chi non è abituato, un incubo. Stretta, tortuosa, impegnativa - povera Eleonora - una vera prova di resistenza lunga almeno 1 ora che vi porterà direttamente al parcheggio per il Queen's View.
Non c'è grande distanza da percorrere a piedi e, una volta lì, sperate nel bel tempo perché la vista è veramente uno spettacolo! Noi, non solo abbiamo trovato nuvolo - con pioggerellina - ma abbiamo anche fatto conoscenza dei famosi moscerini delle highlands!
Queen's View
Da qui siamo partite direttamente per Inverness, ma questo ve lo racconterò un'altra volta.
Come sempre, se avete suggerimenti, commenti o se anche voi avete visitato queste zone e volete lasciare il vostro contributo lasciate un messaggio al post. Noi ci rileggiamo tra una settimana! 

Alla prossima! 

venerdì 18 dicembre 2015

Perché Richard Rankin è un perfetto Roger Wakefield

La Starz ha rivelato che Richard Rankin è stato scelto per la parte di Roger Wakefield nella seconda stagione di Outlander e qui di seguito la blogger Connie Verzak ci dice perché è perfetto per questo ruolo.
Come sono sicura anche voi abbiate fatto, ho passato la maggior parte dello scorso anno ad osservare l'ascesa dell'attore scozzese Richard Rankin. L'annuncio di lunedì da parte della Starz che lui è entrato a far parte del cast della seconda stagione di Outlander come Roger Wakefield, figlio adottivo del reverendo Wakefield, ha portato questo attore non solo sotto i riflettori da cui in realtà non è mai uscito, ma ha anche coronato la crescita della sua carriera nell'ultimo anno dando nuova energia ai suoi fans di lunga data.
Personalmente, Roger Wakefield è l'uomo dei miei sogni. Ho sempre amato Jamie per il suo amore per Claire, ma mi è piaciuto Roger perché per me lui è la versione maschile di Claire: riflessivo, emotivo, a volte stupido e profondamente, profondamente legato a coloro che ama. Roger nasce come nuova generazione narrativa che gli spettatori ancora non conoscono, e sono molto eccitata per loro.
Pur essendo un attore fisso della commedia Burnistoun, Rankin ha attirato l'attenzione per il suo chirurgo sognatore, il capitano Thomas Gillian nello show ambientato nella prima guerra mondiale The Crimson Field. Anche se la serie è stata tragicamente annullata dopo la prima stagione, rimane una bella raccolta delle sue capacità di recitazione. Ve la raccomando. Mi sono subito unita al suo gruppo di fan e cominciato attivamente la campagna affinché ottenesse la parte. Nella mia mente non ci poteva essere un miglior candidato per Roger Wakefield. Direi che gli do pollici in su, ma non mi bastano i pollici. Avrei bisogno di averne di più.
Ecco cinque ragioni per cui penso che Rankin sarà il Roger Mac perfetto. 

Piccoli spoiler (nulla di drammatico, lo giuro) dei libri.

1. L'ASPETTO
Nei libri, Roger ha gli occhi verdi, per ragioni che non dirò. A causa delle piccole differenza della serie rispetto al libro, Roger doveva essere più simile all'adorabile bambino dagli occhi blu che è apparso nella prima stagione. La sua costituzione, l'altezza e l'aspetto devono avere una presenza sufficiente da condividere lo schermo con i principali attori maschili di Outlander, pur dando l'impressione che la forza di Jamie sia superiore. Outlander non ha sempre proposto i suoi attori in modo che fossero completamente uguali alle descrizioni del libro, ma ciò che ha fatto è partire da ottimi attori per ruoli per loro perfetti. Questo non sarà diverso, e il tempo lo dimostrerà.

2. EMOZIONE
Come un anime giapponese o un gatto dei cartoni animati con cappa e spada, pochi attori sono in grado di far sembrare i loro occhi raddoppiati di dimensioni per il pathos o ogni singolo follicolo barba ritto per la rabbia. La capacità espressiva di Rankin di proiettare le emozioni senza parlare gli servirà in una serie dove i personaggi sono sottoposti a circostanze tragiche. Senza rivelare troppo, è uno dei pochi personaggi con voce narrante dei libri a parte Claire stessa, quindi il modo in cui Roger vede il mondo di Outlander è importante. Con l'ampliamento del cast e un dialogo selettivo tratto dai libri, diventerà più importante che mai per proiettare le sfumature emotive.

3. CURIOSITA' INTELLETTUALE
Roger non è solo il figlio adottivo di un pastore appassionato di storia, ma uno studioso di Oxford. C'è una seria schiettezza nel personaggio che contrasta con il suo fascino quasi schivo. Roger è curioso e posato, ma anche emotivamente intelligente. La capacità di Rankin di proiettare sia la decisione che il dubbio nello stesso momento viene mostrato nell'episodio 3 di The Crimson Field, quando il suo personaggio, il chirurgo in tempo di guerra, si occupa ed infine scende a patti con le dolorose conseguenze di un trattamento sperimentale.  In Outlander, l'intelletto non può proteggere per sempre il suo portatore, ma fa in modo che le cose diventino interessanti. Non vedo l'ora di vedere cosa farà Rankin con ciò che aspetta a Roger.

4. MUSICALITA'
Nei romanzi, Roger Wakefield è un cantante, in grado di suonare il bodhran e cantare le canzoni popolari. Anche se sono sicura che la voce possa essere doppiata o modificata, è molto meglio scegliere un attore in grado di farlo davvero, se necessario. Rankin ha una bella voce e suona bene la chitarra. La sua voce da tenore ha una vulnerabilità utile non solo per la caratterizzazione del suo personaggio, ma il suo accento si sente molto chiaramente, cosa che aggiunge un ulteriore livello di credibilità al suo ruolo.
Bonus: più musica per Outlander significa più Bear McCreary e più musicalità suggestive delle classiche melodie popolari scozzesi. Sto già piangendo.

5. BONUS PER I FANS
Quest'ultimo punto non è un motivo legato allo show, ma per il fandom. Sam Heughan è molto attivo sui social media, spesso portando via il grosso dell'interazione alle altre stelle del cast che sono più private. Rankin è un attivo partecipante alla vita dei social ed è molto gentile e divertente e le sue interviste rivelano una vera introspezione dei suoi personaggi. Il suo fandom è sicuramente in fase di ampliamento esponenziale dopo l'annuncio del suo casting e possiamo solo sperare che continui a rimanere socievole come lo è stato sino ad ora e ci regali interviste meravigliosamente divertenti che continuino a rivelare quanto Outlander sia una produzione di prim'ordine.

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lunedì 14 dicembre 2015

Benvenuto Roger / Richard

Con delle grandissime aspettative, alla fine l'attesa è giunta il termine, anche Roger Wakefield ha un volto, quello dell'attore scozzese Richard Rankin.
Roger Wakefield viene descritto come "la versione cresciuta dell'adorabile figlio adottivo del reverendo Wakefield che abbiamo incontrato nella Stagione 1. Dopo che i suoi genitori sono morti nella seconda guerra mondiale, Roger viene allevato dal Reverendo (con l'aiuto della governante, la signora Graham) ed è uno fiero scozzese in tutto e per tutto. Attualmente professore di Oxford, Roger ha un vivo interesse per la storia, e per tutti i segreti che porta".
Rankin è un noto per le sue esperienze in teatro, al cinema e come attore televisivo sia in Scozia (dove è girato Outlander) che in Inghilterra. Gli americani lo conosceranno dal suo recente lavoro accanto a Bradley Cooper, Uma Thurman e Sienna Miller nel film, "Il Sapore del Successo". In TV, lo abbiamo visto nelle serie tv 'Crimson Field' e 'The Syndicate' e lo vedremo interpretare prossimamente un detective nella serie originale BBC, "Tredici".

In cucina... con nonna Claire

Biscotti alla melassa di Claire

“Sì, è proprio quello che temo”, osservai, abbandonandolo con una certa riluttanza. “Solo un assaggio… e lasciane un po’ per papà e nonno.”
Annuì, muto, e leccò il cucchiaino con un movimento lungo e lento della lingua, gli occhi chiusi, in estasi.
Trovai un altro cucchiaio e cominciai a trasferire i biscotti sui fogli di latta che usavo per cuocere le pietanze al forno. Alla fine eravamo accaldatissimi: le piastre erano piene e la scodella quasi vuota, quando sentimmo dei passi percorrere il corridoio verso la porta della cucina. Riconobbi la camminata di Brianna. Tolsi il cucchiaio dalle mani di Jemmy e gli passai velocemente l’asciugamano sulla bocca sporca.
Bree si fermò sula soglia, e il suo sorriso lasciò il posto a un’espressione sospettosa.
“Che state facendo ragazzi?”
“I biscotti alla melassa”, risposi, sollevando i fogli di latta come prova, prima di farli scivolare el forno di mattoni ricavato nella parete del camino. “Jemmy mi ha dato una mano.”
Bree sollevò un sopracciglio rosso. Spostò lo sguardo da me a Jemmy, la cui espressione innocente appariva sublimemente innaturale. Dedussi che la mia non doveva essere più convincente.
Da Cannoni per la libertà, cap. 23 Pidocchi

Ammetto di non essermi mai immaginata Claire come una nonna indulgente, fino a questa scena. Ma d’altra parte sarebbe dura non viziare un pel di carota come Jemmy.
Probabilmente saremmo anche noi colpevoli di indulgenza se fossimo nei suoi panni.

Biscotti alla melassa di Claire
Scuri, deliziosi, semplici biscotti, con una sofisticata miscela di spezie natalizie.

Per circa 2 dozzine

Ingredienti:
260 g farina 0
9 g bicarbonato
4 g cannella
4 g sale grosso
4 g pepe nero macinato al momento
2 g cardamomo macinato
2 g chiodi di garofano macinati
115 g burro fuso
125 g melassa*
80 g zucchero semolato
75 g zucchero bruno*
1 uovo grande
85 g zucchero a velo, setacciato

Procedimento:
Posizionate le griglie una nella parte alta del forno, l’altra in quella medio bassa e preriscaldare a 190°. Rivestite due teglie con carta da forno.
In una ciotola di media grandezza mescolate insieme la farina, il bicarbonato, la cannella, il sale, il pepe, il cardamomo e i chiodi di garofano, finché saranno ben amalgamati. In un’altra ciotola, sbattete il burro fuso con la melassa, lo zucchero semolato, lo zucchero bruno e l’uovo, fino ad ottenere un composto spumoso. Aggiungete la farina e mescolate fino al completo assorbimento. Coprite la ciotola con un piatto o con la pellicola e mettete in frigo per 15 minuti.
Prelevate un po’ d’impasto con un cucchiaino, formate delle palline e passatele nello zucchero a velo. Togliete lo zucchero in eccesso e sistematele sulle teglie, schiacciando appena ogni pallina con la punta delle dita.
Cuocete finché i biscotti non saranno gonfi e con delle crepe in superficie, circa 8-10 minuti. Raffreddateli su una gratella. Conservateli in un contenitore ermetico fino a 5 giorni.

Note di Theresa:
- Io e il mio Inglese amiamo davvero questi biscotti con l’aggiunta di un po’ di pepe agli ingredienti, ma certamente alla fine ti danno una bella botta.

Note di Chloé:
- Anche se usate un cucchiaino, non fate delle palline troppo piccole, altrimenti i biscotti risulteranno un po’ troppo sottili;
- Durante la cottura si espandono parecchio, quindi lasciate abbastanza spazio fra l’uno e l’altro quando li sistemate sulla teglia;
- Basta un minuto di troppo per bruciarli, quindi, la prima volta, controllateli spesso e quando vedete che sono gonfi e spaccati, tirateli fuori dal forno. Saranno ancora morbidi, ma si rassoderanno a sufficienza una volta freddi;
- Li ho fatti senza pepe, in questo modo sono adatti anche ai bambini;
- Per quanto riguarda lo zucchero bruno, qui da me non si trova, per cui l’ho sostituito con dello zucchero di canna chiaro, che non è proprio la stessa cosa, ma si fa con quel che si ha XD;
- Per la melassa, l’ho trovata in un negozio di una nota catena Bio. Non ci sono tutte le varietà che si possono trovare negli States o in Canada (vedi riquadro sotto), ma il risultato è buonissimo, quindi va bene così.

La melassa
Con la melassa siamo di fronte ad un particolare paradosso: il prodotto di scarto di una lavorazione, quella dello zucchero, è un alimento molto prezioso per la nostra salute, mentre il prodotto primario, lo zucchero, è assolutamente inutile se non dannoso.
La melassa viene prodotta sia dalla canna da zucchero che dalla barbabietola. In entrambe i casi viene dapprima spremuto il succo, dal quale, mediante successivi passaggi viene estratto lo zucchero bianco raffinatissimo.
Ma sia la barbabietola che la canna da zucchero sono piante ricchissime di minerali: calcio, ferro, magnesio, ecc… e che fine fanno?
Solitamente la melassa di entrambe le lavorazioni viene riutilizzata all'interno del circuito industriale. La melassa che rimane dopo l’estrazione dalla canna da zucchero viene convogliata verso la produzione di Rum e qualche tipo di Vodka, mentre dalla lavorazione della barbabietola si ricavano diversi sottoprodotti: le barbabietole spremute vengono trasformate per lo più in pellets ed invece il succo residuato dall'estrazione dello zucchero passa in parte ai birrifici per la produzione del lievito di birra ed in parte viene utilizzata per integrare i mangimi animali (cavalli, maiali, mucche, ecc.).
Le lavorazioni che avvengono nella filiera dei prodotti biologici, oltre a partire da materie prime prive di residui chimici, garantiscono una maggior qualità del prodotto finale anche perché i succhi vengono lavorati a basse temperature e non vengono utilizzate sostanze chimiche come ad esempio i solfiti durante il processo di lavorazione.
La melassa in vendita, per lo più presso i negozi di alimenti naturali, si presenta come un liquido denso e scuro, all'incirca della consistenza e del colore di un miele di castagno ma dal spore meno dolce. Ha un sapore molto aromatico che si presta bene alla preparazione di alcuni dolci speziati di tradizione nordica oppure per insaporire yogurt e ricotte, ma è buonissima anche se spalmata sul pane per la prima colazione o per una merenda energetica prima dell’attività sportiva.
La melassa apporta buone quantità di ferro, calcio e magnesio, soprattutto la melassa nera di canna da zucchero. Ma grazie proprio all'elevato contenuto di minerali la melassa può diventare un ottimo integratore alimentare vediamone alcuni utilizzi extranutrizionali.
Alcalinizzante: l’eccesso di acidi nel nostro organismo è all'origine di molti disturbi che vanno dai crampi muscolari all'osteoporosi, dal mal di testa ai disturbi del sistema immunitario e dai dolori articolari (sia reumatici che artritici); i minerali contenuti nella melassa aiutano a ridurre l’acidosi del nostro organismo.
Antianemica: grazie al buon contenuto di ferro la melassa, usata quotidianamente aiuta a migliorare gli stati anemici, basta pensare che 1 cucchiaio di melassa contiene da 1 mg (se di barbabietola) fino a 3,5 mg di ferro (se di canna) molto più di molti alimenti considerati ricchi di ferro come gli spinaci.
Antispastica: la melassa nera è molto ricca sia di potassio che di calcio ed aiuta a ridurre la comparsa di crampi muscolari dovuti all'eccessiva sudorazione in estate o alla pratica sportiva, aiuta anche ad alleviare i crampi intestinali e uterini ed aiuta infine la corretta funzionalità del muscolo cardiaco.
Rilassante: la melassa svolge un’azione distensiva sul sistema nervoso grazie all'elevato contenuto di calcio e magnesio ed inoltre, per lo stesso motivo, può diminuire la fame nervosa e la qualità del sonno; indicata ad esempio nei bambini iperattivi per il ridotto contenuto di zucchero e il buon contenuto di minerali.
Regolazione della glicemia: il corretto metabolismo dello zucchero contenuto nella melassa viene favorito dal buon contenuto di cromo, fattore indispensabile al funzionamento dell’insulina.
Entrambe le melasse sono ricche di ferro e minerali e se se ne consuma in piccola quantità le differenze sono irrisorie. Scegliete quindi in base al gusto prevalentemente. Se invece dovete integrare per un periodo il ferro, magnesio o calcio, meglio rivolgersi alla melassa nera, sicuramente più ricca. [Fonte: www.spigadoro.org]



Miraphora in Scozia - 1° Tappa, Edimburgo

Giorni: 12 - 13 - 14 - 15 Agosto
Spostamenti: a piedi, taxi
Budget medio: 40/50£ al giorno

Attrazione più bella: Greyfriars Kirk, Royal Mile
Biggest regret: ho fatto pochissime foto, accidenti a me!

E così, dopo molto blaterare, comincia il vero viaggio.
La prima tappa è stata Edimburgo. Punto di arrivo con l'aereo e primo vero assaggio di Scozia.
Non so se voi condividete il mio stesso amore per tutto ciò che è british, ma se lo fate sappiate che appena uscite dall'aeroporto respirerete l'aria inglese quasi come se foste a Londra, con la differenza che lì è tutto più moderato. Durante il tragitto in taxi dall'aeroporto all'appartamento abbiamo passato intere vie con casette basse tipicamente inglesi, che quasi sembravano cottages, e più in centro palazzine di pietra scura con cespugli di fiori in piena fioritura. Bellissimo.
Edimburgo è una cittadina piccola, contenuta, che si gira tranquillamente a piedi o, se vi avventurate più all'esterno, è raggiungibile con i taxi in pochi minuti. Il centro è la parte più turistica e pittoresca, mentre alcune zone della periferia non sono niente di che, sembra una qualsiasi città inglese.
Il primo consiglio che vi do, e vi suggerisco di seguirlo a meno che non siate appassionati seri, evitate i giorni del Fringe come se ci fosse la peste bubbonica. Noi abbiamo vissuto Edimburgo senza e con Fringe e la differenza è stata abissale. Una città così piccola, già normalmente congestionata di turisti, con il Fringe diventa un carnaio infernale: il Royal Mile è un pigia pigia, non si vede niente, non si passa da nessuna parte, non si trova spazio nemmeno per fermarsi sui marciapiedi. Il livello di caos e di rumore è talmente alto che sono scappata più volte dal centro per infilarmi in qualche stradina per sbucare in una zona deserta.
Senza un ordine di visita - perché onestamente non me lo ricordo - elencherò le cose che abbiamo visto e vi darò qualche dritta. In modo molto casuale parto con il Castello di Edimburgo.
Il Castello è stata un po' una delusione: è sicuramente bello e ricco di cose da vedere ma non corrisponde alla nostra idea di castello e la visita, se non è fatta secondo un ordine preciso, rischia di diventare dispersiva. Ci sono veramente tante cose da vedere già dall'entrata (nel cortile dove fanno il Military Tattoo) con le statue di William Wallace e Robert the Bruce, fino al belvedere dove c'è una bellissima vista della città - inutile dire, è quasi impossibile fare una foto panoramica senza che ci sia qualche intruso. Molto interessanti da vedere sono le prigioni sotterranee e il National War Museum dove potrete vedere, oltre alle armi, anche le divise dei soldati.
Comprate il biglietto online per evitare le code e usate l'audioguida, organizzatevi in modo da entrare appena apre la mattina per evitare la ressa che si crea a metà giornata.
Il Royal Mile è la famosa strada del centro, ricca di attrazioni e di negozi, che porta dal centro - nella parte bassa - al castello ed è la più frequentata. Se volete vedere la 'cartolina' di Edimburgo questa è la zona più famosa. Ci sono suonatori di cornamuse - lasciate qualche monetina - che sopportano stoicamente i turisti che si affiancano per fare foto, negozi di souvenirs, ristoranti e pub. Ma, se fate attenzione, perpendicolari al Royal Mile ci sono tante stradine che portano ad angoli nascosti della città. Per esempio la Lady's Stairs Close porta a delle scale e poi al Writers' Museum - gratis, ricco di cimeli di Stevenson, Scott e Burns.
Il Royal Botanic Garden sono i giardini pubblici a entrata gratuita, si pagano solamente alcune zone, e racchiudono moltissime piante rare e una serra in stile vittoriano. Quando il Fringe ci ha fatto salire l'odio per l'umanità ci siamo rifugiate in questo angolo di Paradiso: ci vanno gli abitanti, le famiglie, le persone che vogliono fare una passeggiata nel verde ed è sicuramente un bel modo per passare il pomeriggio fuori dal caos turistico.
Decorazione floreale nel centro
Greyfriars Kirkyard e Greyfriars Kirk. Forse vi sembrerà strano, ma io sono appassionata di cimiteri, soprattutto di quelli antichi. Mi piace visitarli, mi piace guardare le lapidi e mi piace la tranquillità che c'è. Nessuno fa casino nei cimiteri (tranne a La Chapelle, lì ci sono dei cafoni fotonici). Il Greyfriars è piccolo, su una collinetta erbosa di fianco alla chiesa e si arriva tramite degli scalini o dalla salita principale. Ci sono alcune tombe famose, ma in pochi danno grande importanza al prestigio dei suoi defunti. Sembra essere più che altro un luogo di ritrovo e di relax per gli abitanti: molti si fermano sul prato, alcuni passeggiano, altri fanno foto, è sì un cimitero ma si respira aria di pace e serenità.
Sempre in zona si trova la statua di Greyfriars Bobby, il cagnetto famoso per essere rimasto sulla tomba del padrone per 14 anni. E' un angolo di strada preso d'assalto da chi vuole farsi il selfie con la statua. Io sono scappata.
Se siete Potterheads non ci sarà bisogno di altra spiegazione, ma se non lo siete - vergogna! - vi dirò che una tappa fondamentale se visitate Edimburgo è l'Elephant House, il café dove J. K. Rowling ha scritto buona parte di Harry Potter e la Pietra Filosofale. Visto da fuori non è niente di speciale, dentro potete sedervi a bere un thé, ma la magia è nei bagni! Appena entrate vi troverete dentro milioni di scritte sulle pareti, sul soffitto, sul pavimento, sullo scarico del water, sulle porte, sulle serrature, sulle tubature. Potterheads di tutto il mondo hanno lasciato il loro segno, e io con loro. Emozionante.
Non troppo lontano dal centro e dal castello c'è una zona che sembra non appartenere ad una città. Si tratta del complesso di Holyrood, il parco e il palazzo, che sorgono ai piedi dell'Arthur'seat una collina ripida dalla quale si può avere una visione della città dall'alto. Noi non siamo salite sul vulcano, sono circa 50 minuti di camminata in salita, perché quel giorno pioveva, in compenso abbiamo visitato il palazzo - non il parco, non era visitabile con il nostro biglietto.
Holyroodhouse è la residenza ufficiale della famiglia reale in Scozia. Cioè William, Kate, la regina...sì tutti loro la usano come residenza estiva e fare il giro delle stanze pensando che di lì è passata pure Elisabetta mi ha fatto una certa impressione. Gli interni sono bellissimi, curati, con un percorso obbligatorio girerete tutte le stanze - comprese le camere private di Maria Stuart - e con l'audioguida (indispensabile) vi godrete la visita al 100%.
L'esterno è altrettanto bello e suggestivo. Come parte finale della visita passerete dentro Holyrood Abbey, un'abbazia ormai in rovina - ma le rovine sono così emozionanti da visitare e belle da fotografare! - che, si dice, prenda il nome dalla presenza nel passato di un frammento della vera croce.

Queste sono solo alcune cose da vedere di questa bellissima città. Ogni angolino, ogni scorcio, ogni cosa particolare non sono possibili da elencare, perché sono ricordi che rimangono in ognuno di noi. Edimburgo è una città bellissima, piccola ma ricca, ed è sicuramente una tappa necessaria per iniziare o finire il viaggio in Scozia. Vi consiglio, oltre a programmarvi le cose da vedere, di passeggiare senza meta, andare dove capita e godervi la giornata. Certi angolini li abbiamo scoperti proprio così, e a volte è anche il metodo migliore per visitare una città!

Bene, questa prima tappa - lunghissima, ma mi sembra di non avervi detto niente - è finita.
Con la prossima si va verso Nord!
Vi aspetto!