martedì 4 marzo 2014

Citazione di Marzo

E il vincitore per la citazione di Marzo è...

Perchè se tu provi per me quello che io provo per te… allora ti sto chiedendo di strapparti il cuore e di vivere senza. Però devi farlo, mo duinne. Mia coraggiosa leonessa, tu devi
~~~~~
For if ye feel for me as I do for you...then I am asking you to tear out your heart and live without it.But ye must do it,mo duinne . My brave lioness. Ye must.
 
da Il Ritorno/Dragonfly in Amber

lunedì 3 marzo 2014

Cucinando con Stephen Bonnet

Magari qualcuno vorrebbe cucinare lui, ma la chef di Outlander Kitchen ha optato per ispirarsi a lui (o meglio, ad una sua parte fisica che nella saga ad un certo punto perde) per questa ricetta...

"Ancora un po’ di tè, dottor Fentiman?" Cercai di convincerlo a prenderne un’altra tazza, per farlo stare sveglio. "Mi dica di più. L’operazione sarà stata delicata?"
In effetti, agli uomini non piace sentirsi dire che la rimozione di un testicolo è un intervento semplice, però è così. Anche se devo ammettere che il fatto che il paziente fosse sveglio doveva aver reso le cose più difficili.
Fentiman si rianimò un pochino e mi raccontò tutto.

"...e il proiettile aveva attraversato il testicolo; aveva lasciato un foro perfetto... Vi si poteva guardare attraverso, ve lo assicuro." Era chiaro che fosse dispiaciuto per la perdita di quel campione così interessante, e non fu facile indurlo a dirmi che cosa ne era stato del gentiluomo.
"Be’, fu piuttosto strano. Vedete, il cavallo..." disse vagamente. "Un bell’animale... dal pelo lungo, come i capelli di una donna. Così insolito..."
da Cannoni per la Libertà 

Palline Pretzel con la Nutella

Ingredienti per 15 palline
350 gr di farina
1 ½ cucchiaino di lievito
1 pizzico di sale

1 cucchiaino di Malto in polvere
15 gr di burro morbido
180 ml di acqua a temperatura ambiente
 

290 gr di Nutella, fatta in casa (la ricetta è sotto) oppure comprata

1 L di acqua bollente
15 gr di bicarbonato di sodio

1 uovo leleggermente sbattuto
2 cucchiai da cucina di sale grosso


Preparazione
Nella ciotola di un mixer, unite la farina, il lievito, il sale, il burro e il malto in polvere (se lo usate) ad una velocità medio-bassa.
Versare lentamente l'acqua, tenendone da parte circa il 10%. Una volta che l'impasto si sarà amalgamanto in una palla ruvida, continuate a bassa velocità. Se l'impasto vi sembrerà troppo asciutto, aggiungere il resto dell'acqua.
Impastate a bassa velocità per 5 minuti. Aumentate la velocità a media e impastate per altri 7 minuti. L'impasto dovrà essere duro, liscio e per nulla appiccicoso.
Coprite l'impasto con un canovaccio pulito o con la pellicola trasparente e mettetelo da parte fino a quando non raddoppierà di dimensione (circa 1 ora, 1 ora e mezza).

A quel punto, dividete la pasta in 15 parti uguali di circa 40 gr ciascuna.
Lavoratene un pezzo alla volta appiattendo la pasta in un tondo in cui metterete 1 cucchiaio di nutella al centro, poi unite i bordi, premendoli bene insieme per sigillare la palla. Mettete il punto di chiusura sul lato e aiutandovi con i palmi delle mani, fate una pallina liscia. Coprire con pellicola o canovaccio pulito e fare la stessa cosa con le altre parte di pasta.
Mettete da parte per 30 minuti a far riposare.
Preriscaldate il forno a 200° C. Portare l'acqua e il bicarbonato di sodio ad ebollizione e poneteli in una pentola media. Sbattete l'uovo con 1 cucchiaino d'acqua per spennellare le palline per la doratura.
Una volta che le palline di pretzel avranno riposato, fartele cadere delicatamente, dall'alto verso il basso, nella pentola con l'acqua bollente e il bicarbonato a gruppi di 4 o 5. Non mettetene troppi nella pentola. Fatele ruotare dopo 30 secondi e fatele bollire per altri 10-15 secondi, quindi toglierle con un cucchiaio forato e appoggiarli su carta assorbente.

Spennellate rapidamente ogni pallina con l'uovo, cospargetele di sale grosso e cuocetele fino a che non vedrete una bella doratura, per circa 12-18 minuti.
Fate raffreddare completamente prima di servire...il risultato sarà quasi fuso con la nutella al centro.


I consigli dello chef
-  È possibile preparare le palline impastando a mano, ma prestate attenzione ai tempi d'impasto: 20 minuti. L'impasto è molto rigido.
- Niente Nutella? Avvolgete nella pasta uno o due quadratini della vostra barretta di cioccolato che preferite.
- Quando avvolgete la pasta attorno allla nutella, fatelo con attenzione per evitare pasticci. Se state facendo questa ricetta con dei piccoli aiutanti, usate i quadratini di cioccolato...sarà molto più facile e più ordinato.
- E' meglio mangiali il giorno stesso. Se volete conservarli, poneteli in un contenitore chiuso, ma noterete che il giorno dopo avranno "sudato"...il che è del tutto normale per una reazione tra il sale e il bicarbonato di sodio. Scaldateli leggermente in forno.
- Dopo aver avvolto la pasta attorno al ripieno, le palline possono essere avvolte e congelate per un massimo di due settimane. Scongelatele e lasciatele coperte per 3-4 ore prima di cuocerle come indicato qui sopra. 
 

E se volete cimentarvi nella Nutella fatta in casa...

Ingrdienti per circa 500 gr di nutella:

180 gr di nocciole sgusciate
80 gr di cacao
120 gr di zucchero a velo
½ cucchiaino di estratto di vaniglia
Un pizzico di sale
50-70 gr di olio vegetale


Preparazione
Macinate le nocciole in un robot da cucina fino a che non otterrete quasi del burro (con una consistenza che sembra quasi colare). Aggiungete il cacao, lo zucchero a velo, la vaniglia e il sale. Amalgamate bene. Poi, con la macchina in funzione, versare lentamente l'olio fino a che non avrete una nutella dalla consistenza spalmabile.
Tenetela chiusa in frigorifero a tempo indeterminato. Toglietela dal frigorifero per ammorbidirla per circa 10 minuti prima di mangiarla.



domenica 2 marzo 2014

MOBY: Mariti...

Lettera d'amore

"Per cosa stai sorridendo mamma Claire?" chiese Marsali guardandomi con la lettera in mano. Sorrise prendendomi in giro. "Qualcuno ti ha inviato un billet-doux*?"
"Oh, qualcosa del genere," dissi ripiegandola. "Non sai dove sia Jamie ora, vero?"
Chiuse un occhio per concentrarsi, tenendo l'altro fisso su Henri-Christian, che stava dilingentemente colorando di neri gli stivali buoni di suo padre...e una buona parte di se stesso nella faccenda.
"Ha detto che andava con il giovane Ian a vedere un uomo per un cavallo," disse "e poi al porto."
"Alle banchine?" dissi sorpresa. "Ha detto il perché?"
Scosse la testa. "Forse potrei indovinare, però. Basta così, Henri ! A Dhia, guarda il tuo stato! Vai a cercare una delle tue sorelle e dille di lavarti le mani, eh?"

Henri si guardò le mani, stupito di trovarle completamente nere.
"Oui, Maman," disse, e asciugandosele allegramente sui calzoni, scappò in cucina urlando, "Félicité! Vieni a lavarmi!" a pieni polmoni.

"Perché?" chiesi avvicinandomi e abbassando un poco la voce...ovviamente si era sbarazzata di Henri-Christian per il principio di persona piccola/orecchie grandi.

*lettera d'amore
da Written in my Own Heart's Blood


Corpo elettrico 

Eppure, la sua mente non voleva lasciare l'argomento. "Elettromagnetismo... " i corpi avevano un proprio campo elettrico, lei lo sapeva bene. È forse questo il motivo per cui non non ci si disintegrava quando si viaggiava? Era il proprio campo a tenere unito il corpo giusto il tempo di riapparire di nuovo? Suppose che questo potesse spiegare una cosa preziosa: si poteva viaggiare con la forza del proprio, se si era fortunati, ma l'energia sprigionata dai legami molecolari in una gemma avrebbe anche potuto aumentare tale campo, quindi forse...?
"Cazzo" disse, i suoi processi mentali oberati di lavoro tremanti per la battuta d'arresto. Guardò con aria colpevole il corridoio che conduceva alla stanza dei bambini. Entrambi conoscevano quella parola, ma non avrebbero dovuto pensare che la loro mamma la sapesse.
Sprofondò per finire il vino e lasciare che la sua mente vagasse libera, cullata dal suono della risacca. La sua mente non era interessata all'acqua, comunque; era ancora concentrata sull'elettricità.
"Canto il corpo elettrico," disse piano. "Le schiere di quelli che amo mi abbracciano".*
Ora che ci pensava. Forse Walt Whitman ne sapeva qualcosa... perché se l'attrazione elettrica de "le schiere di coloro che amo" aveva effetto sul viaggio nel tempo, questo avrebbe spiegato l' apparente effetto di concentrare la propria attenzione su una specifica persona, no?
Pensava allo stare davanti le pietre di Craig na Dun, pensando a Roger. O a Ocracoke, la mente ferocemente fissa sui suoi genitori - aveva letto tutte le lettere, sapeva esattamente dove si trovavano... avrebbe fatto la differenza? Un istante di panico mentre cercava di visualizzare il volto di suo padre, più che il volto di Roger...
"L’espressione del volto è aldilà di ogni descrizione*" La riga successiva suonò come un'eco rassicurante nella sua testa. "ma l’espressione di un uomo ben fatto non appare soltanto sul suo volto;
è anche nelle membra e nelle giunture, stranamente ènei suoi fianchi, nei suoi polsi;
nel suo passo, nel modo di portare il collo, nel flettere la vita e le ginocchia, i vestiti non lo nascondono;
la forte buona qualità che possiede erompe da sotto il cotone;
il panno nero vederlo passare trasmette quanto la migliore poesia;
forse anche di più, ti soffermi a guardare la sua schiena, la sua nuca, le spalle."

Non ricordava altro, ma non ne aveva bisogno, la sua mente si era calmata. "Vorrei sapere dove sei," disse piano al marito, e sollevò ciò che restava del bicchiere. "Slàinte".

*poesia 'I Sing the Body Electric' di Walt Whitman
da Written in my own Heart's Blood

sabato 1 marzo 2014

Calendario: Marzo

Con il primo del mese torna puntuale l'appuntamento con il calendario mensile:
MARZO 2014


cliccate qui per la versione in inglese, per quella in spagnolo e quella in tedesco ;D

venerdì 28 febbraio 2014

Una lettera d'amore ad 'Outlander' di Diana Gabaldon

Questo riepilogo non è disponibile. Fai clic qui per visualizzare il post.

giovedì 27 febbraio 2014

MOBY: Cosa c'è in un nome

"Qualche idea di quanto potrebbe volerci, Sassenach?" chiese Jamie, tirando fuori il borsellino per pagare i cocchieri.
"Se è già morto, non ci vorrà molto", risposi rimettendo le gonne in ordine. "Se non lo è, potrebbe benissimo volerci tutta la notte."
"Aye. Aspettate per un po' " disse Jamie ai cocchieri che mi fissavano a bocca aperta. "Se non dovessi uscire tra dieci minuti, siete liberi di andare."
La sua personalità era così forte che non dissero che erano liberi di andarsene subito, se avessero voluto, e si limitarono ad annuire docilmente mentre mi prendeva il braccio e mi accompagnava su per le scale.
Ci aspettavano; la porta si spalancò mentre gli stivali di Jamie sfregarono la pietra levigata della veranda e Peggy Shippen saltò fuori, mostrando in egual misura sul suo volto allarme e interesse. Evidentemente il signor Bledsoe non era morto, quindi.
"La signora Fraser?" Sbatté le palpebre un attimo, guardandomi di traverso. "Ehm... voglio dire... lei è la Signora Fraser? Il governatore Arnold ha detto..."
"E' la signora Fraser", disse Jamie, un tono tangliente nella sua voce. "E vi assicuro, ragazza, che sono nella posizione adatta per saperlo."
"Questo sarebbe il Signor Fraser," informai la ragazza, che stava guardando verso di lui, chiaramente disorientata. "Probabilmente ero Lady John Grey l'ultima volta che mi avete vista", aggiunsi, cercando di avere un tono disinvolto. "Ma sì, sono Claire Fraser al momento. Emm... ancora. Di nuovo, voglio dire. So che che vostro cugino... ?"

mercoledì 26 febbraio 2014

Brian&Ellen...piccola anteprima

E' solo un piccolo stralcio della storia che Diana scriverà sui genitori di Jamie, Brian Fraser e Ellen MacKenzie...e se queste sono le premesse...Outlanders, la nostra tempra viene messa sempre più a dura prova con le attese!


"L'hai mai fatto prima?" chiese lei sospettosa.
"Ah ..." L'aveva fatto. Più o meno. Una volta. E che fosse dannato se l'avesse ammesso. "E tu?"
I suoi occhi si aprirono come fiordalisi.

"Oh, sì" disse. "Con mio fratello Dougal."
"COSA?" Si ritrasse, sentendo come se il suo cuore si fosse fermato. Lei si rannicchiò a palla, ridendo come una matta e ricominciando di nuovo.
"Tu," disse indicandola con un dito, "sei una dannata stronzetta , Ellen MacKenzie."
"Oh, forse." Stava ancora ridacchiando, ma si bloccò quando vide l'espressione sul suo volto. "Non mi avrai creduto, vero?"
"Certo che no!" Certo che no. Eppure, Dougal MacKenzie... la gente dice..

Lei sbuffò.
"Non credi che io sia vergine?"
Perse la pazienza. "Beh, lo sei?"
"Lo saprai tra un minuto, vuoi?" Si distese sulla schiena, le mani a pugno lungo i fianchi, gli occhi chiusi stretti.
La considerò per un momento, strofinandosi distrattamente il mento. Cosa si aspettava che facesse, esattamente?
Lei aprì un occhio.
"Non vuoi giacere con me?"

"Beh, vorrei davvero... voglio dire... con te sdraiata così..." fece un gesto impotente alla sua posizione.
"Oh". Lei allargò le gambe, tirando il tessuto della gonna. "Meglio?"
"Sì, molto meglio", disse seccamente. "Siediti, ragazza, e baciami".
Lei si mise a sedere con circospezione. Stava immobile, anche se aveva il mento sollevato e lui vide il battito del cuore di lei, un battito sotto la pelle della gola. Con un breve battito del suo, si rese conto che lei aveva paura... e senza dubbio sarebbe morta piuttosto che ammetterlo.
Allungò una mano cautamente, gliela mise a coppa sulla guancia, molto dolcemente come per afferrare un pulcino dal nido. Lei chiuse gli occhi e si leccò il labbro inferiore con una specie di tic nervoso. Poi strinse le labbra aggrottando la fronte per la concentrazione.
Non ci credeva. Ma lo disse, comunque.
"E non hai mai baciato nessuno?"
"Beh, mia madre," disse lei ancora accigliata e con gli occhi chiusi. "Vai avanti."
Le tolse la mano dalla guancia e si massaggiò il proprio viso con entrambe le mani. "Gesù, Giuseppe e Maria ci proteggano," mormorò. Stava cominciando a realizzare che rapire Ellen MacKenzie non era proprio una cosa facile come aveva creduto.