venerdì 11 dicembre 2015

Ron Moore: reazioni alle nomination dei GG

Outlanders, è il momento di tirar fuori un po'di whisky scozzese e brindare alla notizia che Outlander si è portato a casa una nomination ai Golden Globe come miglior serie drammatica e due nomination separate per gli attori Caitriona Balfe e Tobias Menzies. E' un grande traguardo per lo showrunner Ronald D. Moore, che dormiva ed era sotto le coperte nella sua casa di Los Angeles quando ha ricevuto questa grandissima notizia.
"Dormivo. Mi ero dimenticato che erano oggi e il mio telefono ha cominciato a suonare e ho pensato, 'Chi diavolo continua a chiamarmi?' Era il mio agente", dice Moore ridendo. "Era tipo 'Hai avuto una nomination ai Golden Globe!' Oh mio Dio."
Moore, che prevede di festeggiare con una colazione gigantesca - in particolare, "con alcune ottime uova alla benedict", - dice di essere orgoglioso che Caitriona Balfe sia stata nominata insieme alle candidate Viola Davis, Eva Green, Taraji P. Henson e Robin Wright.
"Se si pensa a ciò che ha fatto, essere presente in ogni scena, oltre alla sua voce fuori campo, non si può fare a meno di essere colpiti da Cait", dice Moore dell'attrice irlandese, che interpreta Claire Beauchamp nella serie storica ambientata in Scozia. "E' una performance unica ed è una grande responsabilità...si è guadagnata il suo posto in quella categoria."

Anche se non ha ancora avuto la possibilità di parlare con Menzies - ha inviato le sue congratulazioni alla Balfe via e-mail - Moore è altrettanto entusiasta che Tobias Menzies abbia guadagnato una nomination per la sua interpretazione nel doppio ruolo di Frank Randall e Jonathan "Black Jack" Randall. Come i fan sanno, i due personaggi non potrebbero essere più diversi - uno è un mite professore di storia, l'altro un sanguinario ufficiale dell'esercito - ed è la gestione del materiale sensibile di quest'ultimo da parte di Menzies che Moore dice essere degna della considerazione da parte del HFPA.
"Tobias non ha mai reso Jack Randall un mostro," riflette Moore. "Era un essere umano che stava facendo qualcosa di orribile. C'era umanità in quel personaggio che è sempre stata presente. Questo è un enorme riconoscimento a ciò che è stato in grado di fare con quel ruolo".

Mentre un enorme Sláinte è doveroso sia per le Balfe che per Menzies, i fan non sono stati esattamente timidi nell'esprimere la loro indignazione per l'esclusione di Sam Heughan - e Moore condivide la loro delusione.
"E' una grande fetta del successo dello spettacolo. Abbiamo sempre pensato a lui, Cait e Tobias come il nostro grandi trio", dice Moore. "E' un anno molto competitivo, una categoria molto difficile. Vorrei che Sam fosse stato incluso, ma nei nostri cuori lo è assolutamente perché se lo merita incredibilmente."
Detto questo, c'è sempre il prossimo anno - e Moore dice che la performance di Heughan nella prossima stagione porterà sicuramente un gran numero di premi.
"Ha una parte molto più grande nella seconda stagione. Se si pensa all'arco del suo personaggio in questa prima stagione, ha avuto una costruzione molto più lenta", afferma Moore. "E' stata davvero la storia di Claire che comprendeva alcune situazioni e personaggi lungo la strada. Ha certamente molto più materiale su cui basarsi nella seconda stagione rispetto alla prima."

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giovedì 10 dicembre 2015

Outlander e i Golden Globes

Dopo tanta attesa, finalmente Outlander ha ottenuto le nomination ai Golden Globes:
Outlander ha guadagnato la nomination come Best Drama insieme a Empire, Il Trono di Spade, Mr. Robot e Narcos.
Anche gli attori hanno ricenuto delle nominations infatti Caitriona Balfe è in lista per ricevere il premio di Miglior Attrice in una serie TV insieme a Viola Davis (How to get away with murder), Eva Green (Penny Dreadful), Taraji P. Henson (Empire) e Robin Wright (House of Cards) e Tobias Menzies come Miglior Attore Non Protagonista insieme a Alan Cumming (The Good Wife), Damian Lewis (Wolf Hall), Ben Mendelson (Bloodline) e Christian Slater (Mr. Robot).
Purtroppo l'unico a non aver ottenuto la nomination è il protagionista maschile di Outlander che tutti amiamo, Sam Heughan con il suo Jamie Fraser.

martedì 8 dicembre 2015

In arrivo il libro Colora Outlander!

Festeggiamo insieme, miei Outlanders!

Anche se con un filino di ritardo rispetto allo slancio dell'edizione originale, The Official Outlander Coloring Book uscirà anche in Italia.

Meglio tardi che mai, anche se mi sarebbe piaciuto averlo prima.
Già mi vedevo a Natale, a colorare mentre sgranocchiavo torrone dopo un pranzo di ottomila portate. Altro che digestione impegnativa, mi sarei messa a colorare il petto nudo di Jamie con una devozione che neanche alla tombolata di famiglia. Vorrà dire che da qui a Marzo mi organizzerò a recuperare pastelli degni di passare sui nostri personaggi preferiti.

Qui sotto i dati riportati dal sito WUZ che, ve lo ricordo, possono subire modifiche.


Corbaccio 
ISBN 9788867001064 
€ 10,00

Se siete curiosi e, prima di comprarlo, volete farvi un'idea di com'è fatto dentro - le tavole, il disegno, ecc. - su Amazon ci sono delle belle recensioni (di cui una anche video) e una preview di alcune tavole.

Non so voi, ma io lo prenderò di sicuro!

RadioTimesAwards: I ringraziamenti di Diana e Sam

Le star di Outlander ringraziano i fan dopo aver vinto i  RadioTimesAwards nella sezione Sci-fi e Fantasy.
L'autrice americana Diana Gabaldon e l'attore scozzese Sam Heughan, che interpreta Jamie Fraser nello show, hanno usato twitter per ringraziare i fans per il loro supporto.

Lo show sul viaggio nel tempo, che si basa sui romanzi di successo di Diana Gabaldon, è stato incoronato Sci-Fi and Fantasy Show Champion del 2015, dopo aver vinto la finale con oltre il 70 per cento dei voti contro Jessica Jones della Marvel Jessica Jones.

Gran parte della seconda stagione di Outlander, che si basa sul secondo romanzo di Diana, Dragonfly in Amber (L'Amuleto d'Ambra e Il Ritorno in Italia) , avrà la sua ambientazione in Francia.
La storia vede Claire (Caitriona Balfe) e Jamie (Sam Heughan) provare a cambiare il corso della storia nel tentativo di fermare la rivolta giacobita in arrivavo cercando Bonnie Prince Charlie.
Lo spettacolo tornerà sugli schermi la prossima primavera, ma le riprese in Scozia continuano.


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lunedì 7 dicembre 2015

Estratto 9° libro

Mangia Tartarughe ingoiò la sua ultima porzione di pasticcio di tacchino e fece un forte rutto di apprezzamento in direzione di Rachel, poi le porse il suo piatto, dicendo: "Ancora", prima di riprendere la storia che stava raccontando tra un boccone e l'altro. Per fortuna, era per lo più in Mohawk, mentre le parti in inglese parevano avere a che fare con uno dei suoi cugini che aveva subito un parziale sventramento molto comico a seguito di un incontro con un alce infuriato.
Rachel prese il piatto e lo riempì, fissando molto duramente la parte posteriore della testa di Mangia Tartarughe e immaginando che la luce di Cristo lo colpisse. A causa di un'infanzia da orfana e di privazioni, aveva una notevole pratica in tale discernimento ed era in grado di sorridere piacevolmente a Tartarughe mentre gli porgeva il piatto appena riempito ai suoi piedi per non interromperne i gesti.
Il lato positivo, rifletté guardando la culla, era che la conversazione degli uomini aveva cullato Oggy in uno stato di torpore. Con un'occhiata catturò l'attenzione di Ian e con un cenno del capo verso la culla, uscì a godersi il piacere più raro per una madre: dieci minuti da solo nella latrina.
Uscendone rilassata nel corpo e nella mente, non era molto incline a tornare nella stanza. Pensò brevemente di raggiungere a piedi la Grande Casa e far visita a Brianna e Claire, ma la stessa Jenny vi era già andata quando era diventato evidente che i Mohawk avrebbero passato la notte nella casa dei Murray. Rachel era molto affezionata a sua suocera, ma adorava Oggy ed amava follemente Ian - e non voleva la compagnia di nessuno di loro in quel momento.
La serata era fredda, ma non rigida e aveva uno spesso scialle di lana. Una luna gibbosa stava sorgendo in mezzo ad un campo di stelle gloriose e la pace del Cielo sembrava traspirare dalla foresta d'autunno, pungente per le conifere e delicato per le foglie morte. Percorse con attenzione la strada che portava al pozzo, si fermò per bere un sorso d'acqua fredda e poi continuò, arrivando un quarto d'ora più tardi sul bordo di uno sperone roccioso che regalava una vista infinita di montagne e valli, di giorno. Di notte, era come stare seduti sul bordo dell'eternità.

La pace filtrava nella sua anima con il freddo della notte e la cercò, la accolse. Ma c'era ancora una parte della sua mente che era inquieta e un bruciore nel suo cuore era in contrasto con la grande tranquillità che la circondava.
Ian non le avrebbe mai mentito. Aveva detto così, e lei gli aveva creduto. Ma non era così sciocca da pensare che ciò significasse che le avrebbe detto tutto ciò che desiderasse sapere. E lei avrebbe fortemente voluto sapere qualcosa di più su Wakyo'tenyensnohnsa, la donna Mohawk che Ian aveva chiamato Emily... e che aveva amato.

Forse era ancora viva, forse no. Se lei era ancora viva... in che situazione si sarebbe trovata?
Per la prima volta, le venne in mente di chiedersi quanti anni potesse avere Emily, e come fosse il suo aspetto. Ian non lo aveva mai detto; lei non lo aveva mai chiesto. Non le era sembrato importante, ma ora...
Bene. Quando l'avrebbe trovato da solo, glielo avrebbe chiesto, ecco tutto. E con determinazione, rivolse il viso alla luna e il suo cuore alla sua luce interiore e si impose di aspettare.


by Diana Gabaldon

domenica 6 dicembre 2015

Estratto 9° libro: Cugina Amaranthus

"Me lo passeresti?" Amaranthus spostò sapientemente il bambino da una spalla all'altra e fece un cenno verso un altro panno imbottito che giaceva a terra vicino ai suoi piedi. William lo raccolse con circospezione, ma si rivelò essere pulito, per il momento.
"Non aveva una tata?" Chiese, consegnandole il panno.
"Ce l'aveva", disse Amaranthus, aggrottando leggermente le sopracciglia mentre asciugava il viso del bambino. "L'ho mandata via."
"Ubriachezza?" Chiese, ricordando ciò che Lord John aveva detto del cuoco.
"Tra le altre cose. Ubriaca, a volte - troppe volte - e sporca a modo suo"
"Sporca nel senso di sporcizia, o ... ehm ...di mancanza di oculatezza nei rapporti con l'altro sesso?"
Lei rise, nonostante l'argomento.
"Entrambe le cose. Se non sapessi già che sei figlio di Lord John, questa domanda l'avrebbe chiarito. O meglio" si corresse, raccogliendo attorno a sè il suo abito, "il vostro fraseggio piuttosto che la domanda sin sè. Tutti i Grey, tutti quelli che ho incontrato finora, parlano così ".
"Sono il figliastro di Sua Signoria," rispose tranquillamente. "Ogni somiglianza d'espressione deve quindi essere una questione di vicinanza, piuttosto che di eredità."
Fece un piccolo rumore interessato e lo guardò, un sopracciglio alzato fieramente. I suoi occhi erano di quel colore tra il grigio ed il blu, notò.
"E' possibile", disse. "Mio padre dice che una specie di fringuello impara le canzoni dai propri genitori; se si prende un uovo da un nido e lo si mette in un altro ad alcune miglia di distanza, l'intruso imparerà le canzoni dei nuovi genitori, invece di quelli che hanno fatto l'uovo."
Reprimendo cortesemente il desiderio di chiedere perché qualcuno dovrebbe preoccuparsi dei fringuelli, lui si limitò ad annuire.
"Non avete freddo, signora?" Chiese. Erano seduti sotto il sole e la panca di legno era calda sotto le sue gambe, ma la brezza che gli sfiorava la nuca era fredda e sapeva che lei non indossava nient'altro che la sottoveste sotto il vestito. Il pensiero gli riportò un ricordo vivido della prima volta che l'aveva vista, il seno latteo in mostra e distolse lo sguardo cercando di pensare subito ad altro.
"Qual è la professione di vostro padre?" Chiese a caso.
"E' un naturalista...quando può permettersi di esserlo," rispose lei. "E no, non ho freddo. Fa sempre troppo caldo in casa e non credo che il fumo del focolare faccia bene a Trevor; lo fa tossire."
"Forse il camino non ha un buon tiraggio. Avete detto, 'quando può permettersi di esserlo.' Cosa fa vostro padre quando non può permettersi di perseguire i suoi... ehm ... interessi particolari?"
"E' un libraio," disse con un leggero tono di sfida. "A [New York? New Jersey? Philadelphia?] Ecco dove ho incontrato Benjamin", aggiunse con un tono fermo nella voce. "Nel negozio di mio padre." Voltò leggermente la testa per vedere la reazione a queste parole. Avrebbe disapprovato la relazione ora che la vedeva come la figlia di un commerciante? Probabilmente no, pensò ironicamente, date le circostanze.
"Vi porgo le mie più sentite condoglianze per la perdita di vostro marito, signora," disse. Domandandosi cosa sapesse - cosa le era stato detto, invece, sulla morte di Benjamin, ma gli sembrava indelicato chiederlo. E sarebbe stato meglio per lui scoprire cosa sapevano Papà e zio Hal prima di avventurarsi in un territorio sconosciuto.
"Grazie." Lei distolse lo sguardo, gli occhi bassi, ma vide la sua bocca, una bocca piuttosto bella, stretta in un modo che suggeriva avesse i denti serrati.
"Dannati continentali!" Disse con improvvisa violenza. Sollevò la testa, e vide che, lungi dall'essere pieni di lacrime, i suoi occhi erano delle scintille di rabbia. "Accidenti a loro e ai loro stupidi ideali! Con tutte le teste confuse, le chiacchiere di tradimento... io" Si interruppe improvvisamente percependo il suo sbalordimento.
"Chiedo scusa, mio ​​signore", disse rigidamente. "Io ... ero sopraffatta dalle emozioni".
"Molto...adatto", disse goffamente. "Voglio dire, abbastanza comprensibile, date le ... ehm ... circostanze." Guardò di traverso verso la casa, ma non c'era alcun rumore d'apertura di porte o vociare in segno di saluto. "Chiamatemi William, siamo cugini, vero?"
Sorrise apertamente. Aveva un bel sorriso.
"Lo siamo. Mi devi chiamare cugina Amaranthus, allora...si tratta di una pianta ", aggiunse con un'aria un po' rassegnata di una che è spesso costretta a dare questa spiegazione. "Amaranthus palmeri. Della famiglia delle Amaranthaceae. Comunemente conosciuta come amaranto."

Miraphora in Scozia - 5. Gli scozzesi

Ok, cominciamo con il dire non pensate male.

Questo non sarà un post su quanto sono belli, virili, Sam-like gli scozzesi che ho incontrato in 11 giorni di viaggio. Non farò un poema sui loro muscoli, sui pettorali o sui bicipiti. Non parlerò di nessun giovane e aitante highlander per il semplice motivo...che non ne ho incontrato neanche uno questo post è dedicato agli scozzesi in generale, grandi e piccini, uomini e donne. Tutti.

Quindi questo sarà un inno al popolo, alla civiltà, all'educazione, alla gentilezza, alla pazienza e alla comprensione. Un inno alla popolazione più meravigliosamente fantastica con cui ho avuto a che fare nella mia vita.
Partiamo da un presupposto: la civiltà - cioè, l'essere civile - non è una qualità scontata. Non tutti sono civili all'interno della loro comunità e meno che mai verso gli stranieri o i turisti. Da italiana, vedendo come gli stranieri percepiscono la nostra cafoneria, la nostra arroganza e furbizia verso i turisti, mi aspettavo di rimanere isolata nonostante le difficoltà, come in una bolla dove il turista stesso non interagisce quasi mai con i locali. Che poi, siamo onesti, a parte le necessità primarie, si interagisce pochissimo con i cittadini dei posti che visitiamo.

Quest'anno, per forza di cose, sono stata costretta a confrontarmi spessissimo con gli scozzesi e non intendo solo i camerieri, i commessi, o chi svolge un lavoro che ha contatti continui con il pubblico.
Intendo polizia, assicuratori, gommisti, meccanici, assistenza stradale, centralinisti...intendo tutto quel settore che in circostanze normali - dove si parla la stessa lingua - sono già complicate e che, con due lingue diverse, diventano non solo complicate ma anche stressanti.
Spendiamo due righe sui ruoli che più capita di incrociare: i proprietari degli hotel, i commessi, i camerieri, quelle persone che servono più di tutte il turista. Tra tutti mi sento di nominare due persone, due donne, che hanno trasformato completamente i nostri soggiorni. Senza nulla togliere alle altre persone, gentili e disponibili, queste due rappresentano più di tutto quello che è, secondo me, lo spirito scozzese.

Ildiko, proprietaria del Derrybeg Bed&Breakfast di Pitlochry, una vera sagoma di simpatia, disponibilità e gentilezza. Nel momento in cui siamo arrivate al b&b, bellissimo tra l'altro, ci ha fornito una mappa e ci ha dato una serie di informazioni e di consigli per sfruttare al meglio il poco tempo che avremmo passato a Pitlochry. In più ci ha pazientemente servito un porridge in tutte le varianti che poteva proporci finché ho trovato la soluzione perfetta per me. Insomma, ci ha davvero fatto un'ottima impressione e con il suo fortissimo accento scozzese è stata la prima persona che mi ha fatto pensare ma allora l'accento esiste!

La seconda persona degna di nota e salvatrice della sottoscritta è stata la proprietaria della guesthouse Ardross & Glencairn di Inverness. Questa donna mi ha salvata nel momento di stress maggiore, quando solo l'idea di telefonare ancora alla compagnia di noleggio mi mandava in ansia. Non solo ha chiamato al posto mio la compagnia, ma ha anche gestito l'uscita dell'assistenza stradale per noi, scrivendoci un messaggio da mettere sul parabrezza per evitare multe e lasciando il suo riferimento per eventuali chiamate (che ci sono state). Insomma, questa persona ha fatto molto più che affittarci la stanza, molto più che una semplice telefonata, ha ammortizzato una difficoltà e un disagio rendendoli più semplici e gestibili.

Perché noi, nel giro di tre giorni, abbiamo bucato due gomme e la trafila che c'è dietro è una cosa dell'altro mondo...solo perché devi parlare sempre e solo in inglese. Sembra semplice, io l'inglese lo capisco benissimo e lo parlo, ma quando sei in mezzo al nulla con solo le mucche al pascolo, una linea telefonica gracchiante e l'ansia dell'essere in panne, vi posso assicurare che uscirsene con termini come flat tire, road assistance, insurance e tutto quello che è collegato, nonché spiegare la tua posizione, i dati della macchina e della polizza...diventa un incubo. Quando non ti capiscono, quando tu non li capisci, l'unica cosa che vorresti fare è mollare la macchina e tornartene indietro a piedi. Piangendo.
Ma ce l'abbiamo fatta. E' uscito l'omino - dopo 1 ora e mezzo - ci ha cambiato la gomma con il ruotino di scorta e ci ha portate dritte dal gommista. Parlare con i gommisti scozzesi è stata un'esperienza quasi mistica. Mi fissavano con un sorrisino sulle labbra tipo ma guarda sta' ragazzetta annuivano e facevano quello che volevano nonostante girassi attorno alla macchina come mamma chioccia. Per ben due volte mi sono trovata da un gommista e in tutte e due le volte ci hanno trattate benissimo, abituati come sono a trattare con i turisti (non eravamo le uniche con le gomme a terra).

Menzione speciale per la polizia.
Quando abbiamo trovato la seconda gomma a terra, la macchina era parcheggiata davanti alla guesthouse dove per tutta la notte il parcheggio è libero e diventa a pagamento o riservato ai bus durante la giornata. Bene, la nostra macchina era proprio nel parcheggio riservato ai bus, e mi sono accorta per caso che ci stavano girando attorno due poliziotti che ci stavano facendo la multa. Quando sono uscita per parlare con loro, facendo vedere la gomma e spiegando che non potevamo spostarla, la poliziotta non solo ha tramutato la multa in warning (a valore zero £) ma mi ha anche dimostrato una partecipazione sorprendente: mi ha chiesto se avevo bisogno di aiuto per chiamare l'assistenza, se erano già in viaggio, se potevano aiutarmi in qualche modo, tutto condito da un che sfortuna, poverina che mi ha dato un sacco di conforto. Lo so che penserete è il loro lavoro, ma dall'essere professionali all'essere umani e professionali c'è un abisso a volte incolmabile.

Quindi ecco, credo di amare gli scozzesi. Credo che un livello tale di generosità, di gentilezza e di civiltà non lo troverò tanto presto e mi manca tantissimo. Mi manca così tanto che ci tornerei solo per sentirmi così benvoluta e rispettata. Tornare a Milano in mezzo agli italiani è stato traumatico.
 
Certo, così come abbiamo incontrato tante brave persone, ci sono state anche quelle meno gentili ma è piuttosto normale, da turista, trovarsi di fronte un cameriere annoiato, un tassista scazzato e commessi molto poco pazienti. Va bene così, i miei ricordi positivi superano di gran lunga quelli negativi.
 
Chiudo questo post lungo e serioso con che il karma mi faccia rinascere scozzese!
 
Alla prossima!